Psicologia nell'era di Internet. Qualche dritta per non andare a tastoni ad un appuntamento al buio
Dott. Alessandro Pedrazzi - Ottobre 2007.
Non è con internet che è nato il fenomeno dell’appuntamento al buio, cioè quell’appuntamento in cui le persone che hanno deciso di incontrarsi non si sono mai viste in precedenza, ma è con internet che tale fenomeno è aumentato in maniera esponenziale. Siti, forum, chat: nell’era telematica è facilissimo entrare in contatto con chicchessia ed è altrettanto istintivo che dopo un certo periodo, fosse solo per curiosità, coloro che hanno comunicato fino a quel momento tramite una tastiera e guardando in un monitor, decidano che è arrivato il momento di stringersi la mano e di guardarsi negli occhi. Accompagnato da grandi aspettative, anche perché spesso finalizzato al trovarsi un partner, per molti il fatidico momento dell’appuntamento al buio si risolve in una delusione, per altri nasconde solo felici sorprese. In sé l’appuntamento al buio non è una brutta cosa, a patto di prendere alcune precauzioni.
Mantenere, almeno inizialmente, l’anonimato. Se utilizzate un servizio online, di quelli finalizzati agli incontri, è probabile che vi siate iscritti con un nickname (soprannome). Supponendo, come sarebbe bene fare, che il nickname non abbia nulla a che fare con il vostro vero nome, questo vi consentirà di scambiare messaggi con la persona che vi interessa per il periodo necessario, mantenendo il vostro anonimato anche quando decideste di troncare il contatto “senza preavviso”. Di solito, dopo un certo periodo di conoscenza anonima, si passa allo scambio delle email personali; in effetti non c’è nessuna necessità di crearsi una casella di posta con il proprio vero nome a meno che quella casella email venga anche usata per lavoro e quindi richieda un indirizzo di posta “formale”. Consiglio in generale, quindi, di crearsi due indirizzi di posta: uno da usare per le situazioni più, per così dire, formali e che potrà riportare il vostro vero nome e cognome, ed un altro con un nickname di fantasia per tutte quelle attività in cui volete sia garantito il nostro anonimato.
Attenti a cosa scrivete. Internet può dare la possibilità di essere quello che non si è. Si possono sperimentare caratteristiche che non si possiedono, si può essere donna essendo uomo ed il contrario, si può essere una persona timidissima che tramite la rete si vende come una sessualmente aggressiva. Se la vostra finalità è quella di conoscere fisicamente una persona partendo da internet, vi sconsiglio di usare la rete come mezzo per reinventarvi una personalità, perché tutto prima o poi verrà a galla. Magari è vero che, pur essendo timidi, inconsciamente siete sessualmente aggressivi; però l’appuntamento al buio non è una seduta psicologica e la persona che ha deciso di incontrarvi non è interessata a ciò che avreste voluto essere e che però non siete. Se vi presenterete in internet come la persona che siete, e quindi con sincerità, avrete più possibilità di entrare in contatto con persone che sono interessate alle vostre caratteristiche, per quanto a voi possano sembrare difetti. Inoltre, e mi riferisco ai più giovani e più entusiasti, il mio consiglio è quello di evitare di usare termini importanti come “ti amo” nei confronti di una persona che non si è mai vista né incontrata. Innamorarsi e “amare” qualcuno in maniera così istantanea fa trasparire tutta la nostra debolezza e necessità di amare ed essere ricambiati e, a ben guardare, questo amore subitaneo porta con sé molto egoismo e superficialità: cosa che potrebbe spaventare il vostro partner telematico, se vogliamo vedere la cosa da un arido punto di vista strategico. In più, quando avrete la possibilità di dire “ti amo” a ragion veduta, riderete di voi stessi e dello spreco che un tempo avevate fatto della parola “amore” per una persona di cui in effetti sapevate poco o nulla.
Scrivi, Telefona, Incontra. Sembra banale ma non per tutti lo è o, meglio, non tutti si prendono il tempo necessario prima di un appuntamento al buio. Non è una questione di paranoia e, grazie al cielo, la gente è molto più in buonafede di quanto molti diffidenti abbiano a credere. Comunque riflettere un attimo su ciò che si sta facendo non è mai tempo buttato e tre semplici passaggi (chattare o scambiarsi email, quindi telefonarsi e poi incontrarsi di persona), garantiscono un lasso di tempo tale per cui possiamo in effetti “studiare” la persona che ci si sta presentando. Fatevi spedire una foto se volete accertarvi dell’aspetto fisico dell’interlocutore/inetrlocutrice e non pensiate che sia una richiesta maleducata; l’attrazione fisica è una delle basi di un buon rapporto; deve far sorgere più dubbi una persona che sostiene che non le interessano foto in quanto “non guarda l’estetica”, piuttosto di una persona che chiede informazioni sul vostro aspetto. Al di là dell’aspetto, cercate di “sollevare le antenne” e di usare l’istinto per capire chi avete di fronte. Prendetevi i vostri tempi prima di incontrare fisicamente la persona e lasciate perdere tutti coloro che vi pressano per un incontro quando voi non avete ancora avuto la possibilità di sentirli al telefono. Dopo aver scritto e parlato al telefono, fai la scelta che è giusta PER TE.
I motivi segreti. Molto spesso può succedere che per la nostra volontà di non “vedere” o per la sua capacità di simulare, il soggetto che dovremmo incontrare finisca per deluderci, nonostante abbiamo garantito a questo incontro istinto, attenzione e riflessioni. Le persone hanno delle loro motivazioni che potremmo definire “segrete” e, specialmente se l’altra persona è in malafede, non aspettiamo che queste ci vengano rivelate. E' impossibile cautelarsi al 100% però diffidiamo se: a) La persona continua ad evitare di rispondere direttamente alle domande che gli poniamo; almeno spieghi perché non è a suo agio a rispondere a tali domande. b) Attenzione ai commenti irrispettosi su quello che dite voi o quelle che potrebbero essere le idee altrui. Insomma, attenti a non trovarvi "fra le braccia" di una persona irrispettosa e intollerante. c) Attenti a coloro che si rendono “affascinati” omettendo notizie quali: relazioni sentimentali (matrimonio o altro), lavoro, figli, età, livello scolastico, città in cui vivono. d) E’ una persona inaffidabile quella che nel suo profilo online si è descritta in un certo modo e poi, dopo un breve scambio di messaggi, si rivela diversa ancorché migliore. e) Evita contatti telefonici. f) Ha comportamenti inappropriati, utilizza termini inappropriati (anche affettivi) e pressa per organizzare un incontro.
Il primo appuntamento datelo in un posto pubblico. Sembra una banalità che però è bene rammentare. Un luogo pubblico, che sia una piazza, un ristorante o altro, ci garantisce che un eventuale malintenzionato abbia difficoltà a portare a compimento il suo losco piano. Conviene anche cautelarsi da alcune donne o ragazze non psicologicamente equilibrate. E’ importante che almeno una persona esterna sappia dove siamo, perché nella malaugurata ipotesi che accada qualcosa, almeno un conoscente potrà garantire qualche notizia. Ricordatevi che sono proprio quegli appuntamenti al buio che “devono” rimanere segreti (in genere alla famiglia) che invece hanno bisogno di almeno un testimone esterno. Tralasciando tali tetre ipotesi, un luogo pubblico ci dà la possibilità di vedere questa persona appena conosciuta agire in pubblico. Come si comporta con gli altri? Come mangia? Come comunica non-verbalmente? Per recarvi all’appuntamento cercate di arrangiarvi per conto vostro: che sia il tram, il treno, la vostra macchina o quella di un amico ed evitate di finire subito in macchina o in casa di uno/una sconosciuto/a.
Il sesso. Molti appuntamenti al buio prendono subito una piega sessuale, molti altri sono stati proprio programmati perché finiscano “nel letto ”. Nessun giudizio, però se le cose stanno così allora non è il caso di fare i “timidoni”: fate domande dirette su ciò che intendete sapere. Quanti rapporti ha avuto questo/a nuovo/a partner? La persona è solita fare sesso occasionale? Probabile. Cosa si aspetta di fare di preciso? Ci si vede anche dopo o è solo l'avventura di una giornata? In tutti i casi non dimenticate di usare il preservativo.
E soprattutto: Abbiate aspettative realistiche. E’ facile proiettare le nostre aspettative su un volto che non ha lineamenti ancora noti. E’ facile che le parole che leggiamo su uno schermo scritteci da uno sconosciuto, suonino più romantiche, appassionate e interessanti di quanto, in effetti, non sia nella realtà la persona che le ha scritte. Questo soprattutto perché chi le legge è in attesa (di un amicizia, di un affetto, di un amore) il che significa immaginare, con gli occhi della mente, ciò che fisicamente non c’è ancora. L’attesa diviene aspettativa e l’aspettativa speranza. Con questo non voglio dire che il vostro Principe Azzurro (o la vostra Principessa) non esistano, e non possiate trovarlo in internet; semplicemente la casistica insegna che non sempre va bene “al primo colpo”. Decidere di crearsi degli appuntamenti utilizzando internet vuole anche dire armarsi di buona volontà e di carattere: non accettate tutti gli appuntamenti proposti solo perché qualcuno vi ha dato corda; sono certo che il vostro tempo debba essere dedicato solo alle persone che davvero hanno stimolato la vostra curiosità. D’altra parte, non avvilitevi troppo se il vostro primo appuntamento al buio si conclude male, magari con l’altra persona che decide di non volervi più contattare. Soprattutto, in quest’ultimo caso, evitate di cercare d’intuire il motivo del rifiuto perché non riuscireste mai ad e entrare nella testa di colui che vi ha rifiutato e finireste solo per rimanere intrappolati tra le vostre fissazioni e paure. Essere realistici vuole anche dire che se il vostro primo appuntamento al buio necessita di un viaggio di centinaia di chilometri in quanto i due protagonisti dell’incontro abitano distantissimi, e che sulle prime un viaggio di questa portata risulti stuzzicante e divertente, la stessa cosa potrebbe non essere poi così esaltante dopo un po’ di tempo. I rapporti a distanza non sono impossibili da gestire, ma questo non vuol dire che siano una passeggiata. Non fasciatevi la testa, ma tenete conto anche di questo al vostro prossimo appuntamento al buio.
