La depressione nell'anziano - i fattori di vita che possono incidere sulla psicologia dell'anziano.

Dott. Dario Lupo - Marzo 2008.

Allo stesso modo con cui ritengo sia importante essere consapevoli delle possibili e probabili caratteristiche “dell’efficienza mentale” delle persone anziane, trovo rivesta altrettanta importanza occuparsi di tutti quegli aspetti e fattori di vita che possono avere delle ripercussioni sulla loro qualità psicologica. Riallacciandoci alla perdita dell’efficienza, sappiamo che l’anziano, oltre a problematiche di tipo cognitivo,  si trova a dover “combattere” con tutta una serie di problematiche più strettamente di natura fisica e sociale. Sappiamo che con il passare del tempo ci si stanca più facilmente, possono aumentare le malattie, acciacchi e dolori di varia natura sino a giungere ad eventi di vita altamente stressanti come la perdita delle persone care. In molti casi la perdita di chi gli è stato affianco a lungo nel corso della vita, come il coniuge, rappresenta una ferita estremamente difficile da risanare. E’ anche vero che questi marcatori sociali oramai tendono a sfumarsi con il crescere della società. Oggi esiste l’università della terza età, ci sono casi di persone che si sposano per la prima volta ottantenni e molti altri esempi di “giovani” anziani. Non dimentichiamoci anche dell’aspetto socioeconomico; infatti con il pensionamento molti anziani necessitano di maggior denaro per curare la salute o prevenire le malattie. N.B. Impariamo a leggere cosa potrebbe vivere il nostro prossimo, sarà così più facile relazionarci con lui. Tutti gli eventi appena citati hanno un’incidenza sulla psiche. E’ molto importante riflettere su come e su quali possano essere i vari fattori ad alto grado d’incidenza sul disagio psicologico che vive un anziano:

- Il fisico che “abbandona” con la conseguenza di un maggiore isolamento sociale che, in alcuni casi, costringe la persona anziana a dover  disinvestire  nei rapporti sociali, quindi a sentire maggiormente il senso di solitudine. Se si hanno problemi che fisicamente possono compromettere il movimento, si e’ maggiormente impossibilitati dall’incontrarsi fisicamente con “gli altri sociali”. Questo fattore rappresenta un concreto elemento che potrebbe portare l’anziano ad isolarsi ed a perdere questa importante  possibilità sociale.

- Il pensionamento che tiene meno attivi e meno occupati mentalmente;  inoltre l’anziano sente maggiormente il  senso di solitudine in conseguenza alla perdita degli aspetti sociali legati al lavoro. Molto spesso lavorando stiamo a contatto con gli altri e questo aspetto, per quanto possa sembrare secondario, fa sentire le persone meno sole (Adams, Blieszner 1989).

- Perdita delle capacità economiche in virtù di una maggiore spesa destinata alla propria salute ed a fronte di un’entrata che in genere tende a diminuire (certo chi  ha un ceto elevato questo aspetto lo avvertirà poco). Questa condizione, che è in genere legata al pensionamento, porta l’anziano a perdere il suo status economico-sociale.

- Per motivi fisici, economici e sociali, l’anziano e’ costretto a vivere “sulle spalle” dei propri figli (con tutte le problematiche che questa convivenza comporta). L’anziano non si sente più indipendente e sente di dover dipendere dai figli. Inoltre se la famiglia, che in genere e’ quella dei figli, ha al suo interno delle problematiche, queste potranno creare una convivenza difficile per il sistema famiglia stesso. In molti casi l’anziano e la sua dipendenza possono diventare un ulteriore problema  per la famiglia.

- La grande perdita del coniuge. Questo aspetto risulta essere un tema molto frequente quando si raggiunge una certa età e  rappresenta la causa della perdita di molte energie interne da parte della persona anziana. Alcuni studi hanno messo in evidenza che la reazione negativa al lutto può durare spesso fino a due anni (per quanto comunque solo una esigua minoranza raggiunge un disturbo di tipo psichiatrico). Nei sei mesi immediatamente successivi al lutto c’e’ un aumento di evidenti manifestazioni depressive accompagnate da un aumento della mortalità (questo soprattutto all’interno della popolazione maschile come segnala Lund, 1989).

- Gli amici che muoiono rappresentano un’altra grande perdita. Molti degli amici vanno incontro a decadimenti o deficit prodotti dal trascorrere del tempo. In alcuni casi potrebbero essere ospedalizzati, non potersi più muovere o nella peggiore delle ipotesi essere deceduti. Questo elemento può andare ad unirsi ad alcuni o a tutti gli altri elementi sopra presentati.

- L’anziano che viene inserito nella casa di riposo potrebbe trovare grande difficoltà nell’inserimento in tale struttura, inoltre potrebbe pensare che i figli lo stiano abbandonando e quindi percepire una doppia perdita: quella subita dal partner e l’abbandono dei figli.

E’ importante che tutti abbiano ben presente la grande importanza che riveste anche l’aspetto soggettivo (modalità individuali) nel modo di porsi di fronte alla vita ed ai suoi problemi (Clausen 1991). Esistono diversi modi di porsi, di viversi di fronte ai problemi cui la vita ci pone e di reagire alle diverse perdite che vi ho presentato. La struttura dell’ambiente che ci circonda ha la sua incidenza sulle diverse risposte, ad esempio il lutto è motivo di maggiore stress quando la persona non ha altri legami sociali. Se un individuo ha un atteggiamento molto introspettivo ed è abituato a periodici bilanci, potrebbe essere più sensibile alle varie perdite rispetto ad un individuo che si sofferma meno a guardarsi indietro ed ad interrogarsi (Levinson 1978).

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