Tentar non nuoce... La mediazione famigliare
Dott.ssa Erica Volpi - Maggio 2008.
La mediazione familiare è un utile strumento per la soluzione di controversie che possono sorgere all'interno di una famiglia quando i due coniugi decidono di separarsi e successivamente di divorziare.
Il mediatore è colui che si pone come “terzo imparziale” dotato di una specifica competenza professionale e che interviene laddove in una coppia si sia interrotta la comunicazione a causa di incomprensioni e tensioni. Il mediatore non fornisce opinioni sulle decisioni da adottare né dispensa consigli ma sostiene i coniugi nel prendere decisioni che siano il più possibile equilibrate.
Il mediatore è in genere un avvocato o uno psicoterapeuta che incontra i coniugi già decisi a separarsi e li aiuta a chiarire quali sono le questioni sulle quali bisogna trovare un accordo; a raccogliere tutte le informazioni, specialmente di tipo legale, necessarie, a ponderare tutte le possibilità di scelta esistenti; a trovare il modo meno traumatico di coinvolgere i figli per tenere presenti le loro esigenze; a chiarire le reciproche richieste per giungere ad un accordo giusto e duraturo, soddisfacente per entrambe le parti. Il percorso di mediazione si attua attraverso una serie di incontri (generalmente da quattro a sei). Lo scopo ultimo della mediazione è di portare i coniugi ad una separazione consensuale o ad un divorzio congiunto, evitando così la separazione ed il divorzio giudiziali, procedimenti giudiziari lunghi e costosi.
Alla fine del ciclo di incontri viene redatto un documento scritto necessario a riassumere tutti i punti sui quali si è raggiunto un accordo. Questo documento non ha validità legale di per sé ma verrà riportato negli atti redatti dagli avvocati che rappresenteranno le parti nel procedimento di separazione consensuale o di divorzio congiunto.
Il mediatore incoraggia i genitori a parlare con i figli per comprendere quali siano i loro reali bisogni e desideri ma talvolta, naturalmente d’accordo con i genitori stessi, può accadere che si rivolga direttamente ai figli specie se questi ultimi hanno idee in totale opposizione con i propri genitori.
Alcuni importanti studi sociologici condotti in Gran Bretagna e negli Stati Uniti hanno individuato nel processo di mediazione alcuni importanti benefici.
Nella più parte delle volte infatti, grazie a questo percorso, è possibile diminuire sensibilmente la conflittualità tra i coniugi e riuscire a mantenere con l’ex- partner un rapporto civile o perfino amichevole. Si impara a raggiungere accordi con più facilità specie per quanto riguarda la vita dei figli. Inoltre diminuisce l’impatto traumatico che la separazione e il divorzio possono avere su questi ultimi. Ovviamente con meno rancore, ostilità e senso di fallimento è più facile riorganizzare successivamente la propria vita sociale e affettiva.
Non ultimo si riducono notevolmente i costi per le spese legali e si abbreviano i tempi dei procedimenti giudiziari. I costi variano in base alle tariffe applicate dl professionista che gestisce la mediazione ma in genere un ciclo di incontri ha un costo che varia dai 600 ai 1.000 Euro.
Una volta terminato il suo lavoro, il mediatore non può in alcun modo intervenire nel procedimento di separazione e di divorzio: se è un avvocato non potrà rappresentare solo una delle due parti mentre se è un assistente sociale o uno psicoterapeuta non potrà fornire consulenze di parte o d’ufficio. Tutte le informazioni apprese dal professionista durante gli incontri sono ovviamente riservate e non potranno essere trasferite a terzi.
Alla luce di tutte queste considerazioni e valutati i vantaggi che un percorso di questo tipo potrebbe offrire nella particolare situazione personale di tutti quei coniugi che intendono separarsi , varrebbe la pena tentare...
