XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

LABBRA VULVARI. Pliche cutanee presenti su entrambi i lati della rima vulvare. Le grandi labbra, allungate e arrotondate, contengono tessuto adiposo e fibre muscolari lisce. Esse si estendono anteriormente dal monte di Venere e posteriormente, in zona perianale, dove formano le commessure posteriori. La superficie esterna è coperta da peli, la superficie interna è glabra e contiene ghiandole sudoripare e sebacee. Le piccole labbra sono pliche cutanee più sottili, interne alle grandi labbra. Esse si estendono anteriormente andando a formare il cappuccio del clitoride, posteriormente delimitano il vestibolo e l’ostio vaginale. Le piccole labbra sono pigmentate, lisce, prive di tessuto adiposo e glabre, contengono diversi vasi sanguigni e piccole ghiandole sudoripare e sebacee. L’aspetto delle piccole labbra può essere investito eroticamente o, per alcune donne, causare ansie estetiche, soprattutto se esse risultano troppo prominenti (longininfismo) o poco sviluppate.


Le donne dei Venda, popolo africano che vive fra il confine sudafricano e quello dello Zimbabwe, sono tenute, a partire dai 10-12 anni, ad allungarsi le piccole labbra della vulva tramite tecniche di stiramento dei tessuti, finché esse non raggiungono una lunghezza ragguardevole. Se non dovessero accettare questa usanza, sarebbero accusate di pigrizia e di essere poco attraenti e, ovviamente, avrebbero difficoltà a trovare un compagno.


LACING. O corset piercing. Pratica consistente nell’agganciare alla pelle diversi piercing ai quali viene poi fissata una stringa di tessuto che connette un piercing all’altro, fino a creare un disegno sopra la pelle, esattamente come avviene per i lacci delle scarpe incrociati attraverso i passanti. Il corset piercing non rientra necessariamente nelle pratiche sessuali, ma non è raro che venga realizzato nell’ambito della belonefilia. ¶ Dall’ing. lace, stringa di tessuto.


Fino ad ora me ne sono fatti quattro. Il mio piercer personale non me ne farebbe più di quattro alla volta. [...] Io preferisco quello basso stile clessidra. Da molti anni volevo fare questo e recentemente ho trovato qualcuno disposto a farlo senza farsi pagare e mi sono decisa. I corset piercing guariscono abbastanza bene [cioè non tendono a fare infezione o lasciare brutte cicatrici] e, sì, sono del tipo permanente. Ho avuto la miglior scarica di adrenalina grazie a questo tipo particolare di piercing. Lo amo!” (Link)


LACTAFILIA. Piacere sessuale legato all’allattamento, caratteristico di alcune donne che raggiungono l’orgasmo mentre allattano i propri figli per la stimolazione orale del capezzolo. → galattofilia.


Hirschfeld riportò il caso di un uomo che ebbe nella sua vita solo tre orgasmi e tutti avvennero quando questi tentò di allattare un neonato. (Love, 1988)


LADY GODIVA, sindrome di. Vedi apodisofilia.


LADYBOY. Ragazzo transessuale o travestito di origine asiatica. ¶ Dall’ing. lady, signora + boy, ragazzo.


LAGNEFRONESI. Stato psicologico di distrazione e vacuità dovuto a pensieri e fantasie di tipo sessuale. ¶ Dal gr. lagneia, lascivia + phronesis, pensiero.


Lasciatemi consigliare a coloro che hanno danneggiato la loro salute con un uso smodato di donne, di lavare le loro narici, i loro polsi e i palmi delle mani con il vino più strutturato che possano trovare; la qual cosa, benché sia un semplice rimedio, può prestare effetti assai salutari. (Venette, 1688)


-LAGNIA. Secondo elemento di composti nei quali indica desiderio, risposta o piacere sessuale. ¶ Dal gr. lagneia, voluttà, lascivia.


LAGNOLALIA. Pratica dell’utilizzo di parole volgari, o di termini legati alla sessualità, al fine di aumentare il piacere prima, durante e dopo il rapporto sessuale o per stimolarne il desiderio. La lagnolalia è centrale nel fenomeno del sesso telefonico e telematico. → coprolalofilia. ¶ Dal gr. lagnos, lussurioso, lalia, chiacchiericcio.


LAGNOSI. Sin. desueto di ipersessualità. → -lagnia.


LAMBITOFILIA. Termine generico applicabile a tutte le parafilie caratterizzate dal fatto che il piacere dipenda in maniera fondamentale dal canale sensoriale gustativo. È indice di proclività all’erotismo orale. ¶ Dal lat. lambitus, il leccare.


LAP DANCE. Termine utilizzato impropriamente in Italia per indicare la pole dance, mentre in realtà indica un ballo erotico che vede una/un performer ballare a brevissima distanza da uno spettatore o seduto sulle gambe di quest’ultimo. Il lap dancer può rendere la danza più erotica tramite uno spogliarello o permettere allo spettatore di toccargli il corpo mentre balla. ¶ Ing.: danza sul grembo.


LASCIVIA. Proclività alla sensualità e alla licenziosità. ¶ Dal lat. lascivus, dalla radice sanscrita las-, desiderare.


LATENZA, fase di. Stadio dello sviluppo psicosessuale successivo alla fase fallica e precedente alla fase genitale, in cui le pulsioni del bambino di 7-10 divengono latenti e la gratificazione sessuale non è mediata in maniera diretta dalle zone erogene. Le pulsioni infatti vengono sublimate e la libido incanalata in attività intellettive, sportive, artistiche e nello sviluppo delle relazioni sociali; non a caso l’inizio del periodo scolare corrisponde all’esordio della fase di latenza. A differenza di quanto teorizzato in passato, la fase di latenza non è tuttavia priva di episodi in cui la sessualità, i desideri e le fantasie legate ad essa vengono espresse in maniera diretta: sono tipiche della fase di latenza le sperimentazioni masturbatorie (solitarie e/o di gruppo) e la curiosità per la sessualità adulta. Problemi legati alla fase di latenza riguardano le conseguenze di un’inadeguata elaborazione del complesso d’Edipo o l’incapacità di canalizzare l’energia pulsionale in attività prosociali.


Da un punto di vista squisitamente medico, ai bambini sotto gli otto anni d’età non dovrebbe essere consentito di prendere lezioni di ballo [...] Stessa cosa per le feste dei bambini [...] Essi sono troppo eccitati e ciò causa una sovraeccitazione del sistema nervoso ed una pubertà precoce” (Galbraith, 1915)


LATIN LOVER. Seduttore di stirpe latina, in riferimento alle presunte doti di fascino e alla capacità sessuali che per tradizione popolare vengono attribuite a coloro che parlano lingue neolatine. ¶ Ing.: amante latino.


LATTICE. O latex. Vedi rubberismo.


LEATHER. Subcultura principalmente omosessuale, nata negli anni ’40 in seno alla biker culture (comunità di motociclisti), che si distingue per un uso feticistico di abbigliamento e accessori in pelle/cuoio sovente di colore nero. Nella leather colture convergono diverse variazioni sessuali non solo di tipo omosessuale; una buona parte degli aderenti sono legati alla subcultura BDSM. All’interno di tale subcultura si riconosce la leather family, un gruppo molto intimo di individui composto da coppie che condividono profondamente l’impegno reciproco basato sulla loro comune devozione verso il mondo leather. La cultura leather è attualmente divisa in un ramo moderno che accetta e cerca di apportare elementi di variazione all’interno del movimento, e in un ramo detto della Vecchia Guardia, che enfatizza la formalità e il rispetto dei ruoli; gli switch non sono quindi ben accetti, così come non lo è un comportamento troppo disinvolto. ¶ Ing.: pelle.


Studi sociologici, così come l’evidenza empirica, indicano che le persone interessate al leather fanno outing in modo simile a come lo fanno le lesbiche, i gay, i bisessuali o i transgender. Per molte persone queer, l’outing in ambito leather è successivo all’outing per dichiararsi queer (benché ciò può variare nel momento in cui la cultura leather acquisisca una certa prevalenza e un certo grado di accettazione sociale). [...] Come ampiamente dichiarato, la gente leather è unita in virtù del loro condiviso interesse per certe espressioni sessuali non ortodosse. Queste espressioni possono riguardare elementi di dominazione e sottomissione fra partner, feticismo [...] per materiali, non ultimo per la pelle. Il leathersex dovrebbe essere distinto dall’SM [sadomasochismo] per l’inclusione di altri elementi sessuali e simbolici. Il credo fra i praticanti leather è che tutte le espressioni sessuali sono attente alla salute fisica, mentale ed emotiva, sono consapevoli così come mutualmente consensuali e sono esperite come piacevoli da tutte le parti coinvolte. (Link)


LECTOFILIA. Tendenza a trovare particolarmente eccitanti i romanzi erotici o altra letteratura spinta. Feticismo per letture pornografiche. ¶ Dal lat. legere, leggere.


LEG STRETCHER. Dispositivo di contenzione tipicamente usato nelle pratiche bondage, composto da due cavigliere agganciate ad un asta rigida che blocca le gambe in posizione separata. ¶ Ing.: divarica gambe.


LEMON. Nella slash fiction, media a tema smaccatamente sessuale. I media no-lemon, invece, sono privi di elementi sessuali. ¶ Ing.: limone.


LENOCINIO. Attività di sfruttamento della prostituzione gestito da un lenone (magnaccia). ¶ Lat.: leno -onis, procacciatore d’amori illeciti.


LEPTOSADISMO. Forma attenuata di sadismo, riscontrabile in alcuni giochi sessuali in cui la sopraffazione, le percosse o la dominazione, così come la paura e il dolore somministrato al partner, sono ridotti e alcune volte trasformati in modo da renderli quasi irriconoscibili. ¶ Dal gr. leptos, sottile.


Ho preso la cintura dei pantaloni, una cintura di tipo militare fatta di un tessuto parecchio resistente. Le ho legato le mani e poi le ho fissate con la fibbia. Lei era nuda. Quindi ho preso un piccolo vibratore che usiamo anche per altre situazioni e gliel’ho messo di dietro. Intanto che mi faceva un pompino le dicevo cose sporche, parolacce, eccetera. Non è che lo facciamo sempre ma ogni tanto ci piace fare le cose un po’ pesanti, a lei piace essere dominata, più mentalmente che fisicamente” (t.r.a.)


LESBICA SEPARATISTA. Detto di donna omosessuale che, per scelta ideologica, riduce al minimo le relazioni con uomini o con donne eterosessuali e s’impegna politicamente e culturalmente contro la società maschilista ed eterosessista. → lesbismo.


LESBISMO. Termine diffusosi dopo il 1870 come sin. di omosessualità femminile. Non di rado il sostantivo o l’aggettivo lesbica è utilizzato con un’accezione negativa, soprattutto nel suo accr. lesbicona. → saffismo. ¶ Dal nome dell’isola greca Lesbo.


Il simbolo dell’orgoglio lesbico è un triangolo nero con il vertice rivolto verso il basso; l’origine risale al codice simbolico usato per differenziare i prigionieri nei campi di concentramento nazisti. Questo specifico tipo di triangolo veniva usato per identificare i senzatetto, gli zingari, le prostitute ed soggetti inadatti al lavoro (ritardati mentali). Non veniva usato per identificare in maniera specifica le donne omosessuali ma, a posteriori, si è pensato che le donne che vivevano ruoli non convenzionali potessero risultare asociali od antisociali rispetto alle logiche naziste.


LESBOFOBIA. Omofobia o insieme di pregiudizi relativi al lesbismo, espressi anche da maschi omosessuali.


LEUCORREA. Anche perdite bianche o fluor. Secrezione vaginale biancastra che può presentarsi normalmente in coincidenza con l’ovulazione in donne che assumono contraccettivi ormonali, in gravide, adolescenti e in donne in menopausa. Si tratta di leucoxantorrea, nel caso le perdite si presentino di colore giallastro, maleodorante e accompagnate da bruciore o prurito; esse sono segno di un processo infiammatorio-infettivo. ¶ Dal gr. leukos, bianco + rheo, scorro.


LEVIRATO. Istituzione per la quale un uomo ha l’obbligo, o il diritto, di sposare la vedova del proprio fratello. ¶ Dal lat. levir, fratello del marito.


LEVITRA®. Vedi inibitore PDE5.


LEZBRO. Uomo eterosessuale che ama frequentare donne omosessuali. ¶ Comp. dall’ing. les(z)bian, lesbica + brother, fratello.


LGBT. Acr. di Lesbica, Gay, Bissessuale e Transgender. Sigla, in uso fin dagli anni ’90 del XX secolo, della comunità internazionale che comprende ed appoggia gli interessi delle persone a cui fa riferimento l’acronimo, anche se non tutti gli individui elencati nella sigla si riconoscono nella comunità o si interessano alle attività ad essa correlate. Variazioni della sigla comprendono: LGBTQ, dove la Q sta per queer, e LGBTI, dove la I sta per intersessualità.


LIBERTINAGGIO. Atteggiamento intellettuale proprio del libertino del XVII-XVIII secolo, caratterizzato da un’abitudine alla vita licenziosa e dissoluta che si declina soprattutto nella promiscuità sessuale e nell’infedeltà.


LIBIDINE. Appetito sessuale incontrollato, da cui libidinoso/a, persona dal desiderio sessuale irrefrenabile e fastidiosamente manifesto. → libido.


Lasciatemi aggiungere che il sudore della donna libidinosa non è così forte come quello delle altre donne. (Venette, 1688)


LIBIDO. Energia psichica inconscia alla base del principio del piacere e della pulsione sessuale che può essere investita sulle persone, su parti del corpo specifiche (parzialismo), su oggetti (feticismo) o su situazioni o pratiche specifiche (parafilia). → sviluppo psicosessuale. ¶ Dal lat. libido, desiderio.


LICENZIOSITÀ. Superamento dei limiti della decenza e del pudore, compiendo violazione di ciò che sarebbe lecito.


Eccetto lo stupro di gruppo per punire una donna che avesse trasgredito certe leggi, gli indiani Mohave del Nuovo Messico (USA) non conoscevano il senso della violenza carnale, in quanto le donne della tribù erano sempre così disponibili ai rapporti sessuali che non accadeva mai che una venisse violentata. Per lo stesso motivo, fra i Mohave non esisteva la prostituzione, pratica che si diffuse fra i membri della tribù solo dopo i primi contatti con gli europei. Non solo, il sesso anale era praticato comunemente perché si era capito che non poteva portare gravidanze; quindi un uomo che chiedeva alla donna di fare sesso anale dimostrava nei confronti della partner particolare attenzione e rispetto. Tuttavia i maschi Mohave non praticavano il cunnilinguo perché non solo non gradivano l’odore dei genitali femminili ma pensavano che se avessero avvicinato troppo il volto alla vulva di una donna sarebbero diventati ciechi.


LICKING. Atto sessuale praticato leccando una parte qualsiasi del corpo, proprio o del partner. ¶ Dall’ing. (to) lick, leccare.


LIFESTYLER. Persona che vive le proprie tendenze sessuali come uno stile di vita, quindi non solo all’interno di un gioco sessuale ma estendendo le implicazioni del proprio essere e dei propri gusti a quasi tutti gli ambiti dell’esistenza. Il termine è soprattutto usato nella subcultura BDSM. ¶ Ing.: che segue uno stile di vita.


Velvet e Anthony/Silk attualmente vivono insieme in una relazione monogama full-time; sono stati amanti dal 1996. Velvet è la dominante ed Anthony è il sottomesso. Mentre Velvet è sempre Velvet, Anthony ha diversi alterego erotici. Anthony può impersonare Silk il cavallo arabo da guerra, Sparky il cucciolo dalmata, o Antonia la ragazza umana. Velvet controlla tutte le abitudini sessuali di Anthony/Silk/Sparky/Antonia, da quando può masturbarsi a quando può venire. (Gates, 2000)


LIGERASTIA. Tendenza ad eccitarsi unicamente al buio o in luoghi parzialmente oscurati. → amaurofilia. ¶ Dal gr. lyge, crepuscolo +  erastes, amante.


LILITH, complesso di. Quadro psicologico della donna emancipata, autodeterminata, sessualmente esperta e con scarsa attitudine alla maternità. In ottica patriarcale e maschilista, Lilith rappresenterebbe il lato oscuro della femminilità. ¶ Dal mito religioso di Lilith, prima moglie di Adamo, da lui ripudiata per la più remissiva Eva.
E' noto che gli episodi di possessione diabolica nella donna fossero il più delle volte, se non tutte, legati a rappresentazioni isteriche di elementi sessuali repressi, quindi il "demone" agiva le pulsioni inconsce inaccettabili che la donna razionalmente non si permetteva o non aveva il permesso di mettere in pratica. Non a caso Lilith, incarnazione del lato sessuale ed oscuro della femminilità, è divenuta nel mito regina dei succubi (dal lat. sub + cubere, dormire sotto il corpo di un uomo), demoni femminili che facevano visita di notte ai maschi per farsi fecondare. È interessante notare come nella stessa tradizione fortemente maschilista, anche Eva, l’altra donna, quella che avrebbe dovuto rappresentare il polo positivo della femminilità, si dimostra incline alla tentazione e, per natura, più vicina al Male in quanto moralmente debole. È per causa principalmente di Eva che l’essere umano perde la possibilità di vivere nel paradiso terrestre e incrina il suo patto con Dio. Solo successivamente, con l’icona mariana, si ripristinerà la figura della donna nella sua positività; tuttavia per compiere questo passo la tradizione religiosa ha dovuto disumanizzare e desessualizzare la donna, dal dogma dell’immacolata concezione, all’annuncio della gravidanza sine coito. La Vergine Maria viene assunta in cielo in carne ed ossa, in un processo di divinizzazione che la rende nettamente diversa e superiore alle comuni donne benché partecipi ancora in parte della natura umana, in modo tale da divenire tramite e mediatrice prediletta fra l’umano e il divino. Il medesimo processo di distacco dal “comune umano”, anche se ovviamente in misura minore, si osserva nelle donne elette sante, le quali soprattutto hanno trasceso la loro femminilità, accedendo al divino anche grazie all’astensione dai piaceri del sesso.   


LIMITE. Nelle pratiche BDSM, confine che il Dom non deve mai superare con il sub. Prima di ogni attività sessuale condivisa il sub dichiara i propri limiti, cioè indica le pratiche e gli atteggiamenti da cui il Dom dovrà rigorosamente astenersi. Nella attività sadomasochistica SSC il rispetto dei limiti è un dovere assoluto del Dom. Si può fare distinzione fra hard limit, limite assolutamente fisso e invalicabile che il Dom non deve tentare di forzare, stretching limit, “allungamento” del limite che il sub è disposto a mettere alla prova tentando di accrescere la propria capacità di sottomissione e/o sopportazione e pushing limit, “spinta” sul limite che il sub vorrebbe cercare di superare con l’aiuto del Dom in quanto avvertito come limitante.


LIMONARE. Scambiarsi abbracci, effusioni e, in maniera più specifica e diffusa, baciarsi a bocca aperta mettendo in contatto le lingue (bacio alla francese, vedi bacio). → slinguare. ¶ Dal lombardo limone, ragazzo che corteggia, parallelismo fra l’abbraccio e la spremitura manuale di limoni.


Mi ricordo sì la prima volta che ho limonato. Attendevo la cosa più di quanto poi ho atteso il primo rapporto sessuale... no, forse esagero. Comunque era una ragazzina che mi piaceva molto, avevo 14 anni e lei uno in meno. Non mi ricordo bene, ero su una sedia... Era andata abbastanza bene, non che fossimo dei campioni a quell’età. Era sera, eravamo in cortile, quando i suoi l’hanno chiamata per tornare a casa io me ne sono tornato a casa mia, immensamente orgoglioso del rito di passaggio. La sera dopo ci siamo messi dietro ad un pino a limonare per ore; sai quelle mega-limonate adolescenziali che alla fine hai tutta la bocca bordata di rosso? Così. Bell’imprinting, infatti anche adesso mi piace molto limonare” (t.r.a.)


LINEA EROTICA. Servizio telefonico che, a pagamento, mette in contatto un utente ed un/a telefonista, o più persone (chat line) che colloquieranno delle proprie fantasie sessuali, in modo che l’utente o i partecipanti possano eccitarsi e masturbarsi.


 “Sì, ho provato a chiamare una linea erotica, ma anni fa. Dovevo aver speso tipo 15.000 lire per cinque minuti. È stata una cosa tristissima. Era una registrazione di una donna che raccontava che stava davanti alla vetrina di un negozio e a un certo punto arrivava un ragazzo che la puntava da dietro, nel senso che gli si è appoggiato al culo e le ha fatto sentire che ce l’aveva duro. Poi i due andavano a casa e scopavano, usando parole pesanti. La cosa comica è che i due protagonisti avevano un fortissimo accento meridionale, non so perché. Sembrava di sentire un porno con Franco e Ciccio. Soldi buttati” (t.r.a.)


LINFOGRANULOMA VENEREO (LGV). Anche nota come linfopatia venerea, malattia di Nicolas-Favre, malattia di Frei, linfogranuloma inguinale. Malattia a trasmissione sessuale riscontrata soprattutto in zone tropicali e subtropicali, provocata da un sierotipo particolare di Chlamydia trachomatis (clamidiosi). La patologia esordisce con una piccola lesione non dolorosa che generalmente negli uomini si localizza sul pene e, nelle donne, all’interno della vagina, il che rende difficile la rilevazione. Questa prima lesione regredisce spontaneamente in pochi giorni. In seguito i linfonodi della zona inguinale s’infettano, aumentano di volume formando caratteristici bubboni e, attraverso lacerazioni della cute sovrastante, espellono pus. Senza intervento medico i tessuti sclerotizzano e si sviluppa elefantiasi dei genitali. La malattia ha una lenta evoluzione e, in base alla zona di contagio, si può distinguere una forma inguinale (sopra descritta), una rettale ed un’altra, più rara, faringea. Il lifogranuloma venereo è una patologia sottoposta a denuncia obbligatoria da parte del personale sanitario.


LIPSTICK LESBIAN. Donna omosessuale di aspetto femminile (femme) attratta da altre donne d’aspetto e modi femminili. Una lipstick dyke è, in gergo, una donna omosessuale femminile nell’aspetto ma di carattere mascolino. → dyke; butch. ¶ Ing.: lesbica (col) rossetto.


LIQUIDO SEMINALE. O sperma. Secrezione viscida e biancastra, emessa dall’uomo attraverso l’uretra con l’eiaculazione. Lo sperma è composto da una parte corpuscolata (spermatozoi) prodotta unicamente dai testicoli (4%), e da una parte propriamente liquida (plasma seminale) prodotta dall’epididimo (1%), dalle vescichette seminali (45-80%), dalla prostata (15-30%) e dalle ghiandole bulbouretrali (2-5%). Quando lo sperma viene emesso è liquido ma, in breve tempo, subisce delle modificazioni che lo rendono denso e vischioso per un processo di agglutinazione; dopo 20-30 minuti torna ad uno stato liquido per azione degli enzimi che spezzano i legami molecolari, quindi va incontro ad essicazione. Il volume del liquido seminale emesso è condizionato dal tempo intercorso dall’ultima eiaculazione e in parte dal protrarsi della stimolazione sessuale; una lunga fase di stimolazione associata ad un precedente periodo di continenza eiaculatoria (circa 3 giorni) in genere esita in un elevato volume di liquido emesso. Il liquido seminale è composto principalmente da acqua ma in esso sono presenti diverse sostanze anche se alcune in limitatissime quantità, fra esse: potassio, magnesio, selenio, rame, zinco, acido ascorbico, calcio, cloro, colesterolo, creatina, acido lattico, sodio, fosfatasi acida, enzimi proteolitici, antigeni prostatici, sorbitolo. Il liquido seminale è ricco di fruttosio, uno zucchero che garantisce energia agli spermatozoi. Vi sono inoltre amine come la putrescina, la spermidina, la spermina e la cadaverina che danno allo sperma il suo caratteristico sapore e odore gessoso, da alcuni paragonato a quello dei fiori di castagno. Lo sperma emesso in una tipica eiaculazione contiene circa 150 mg di proteine e ha un valore calorico di 0,7 kcal. L’ingestione dello sperma non causa nessun problema fisico, anche se le prostaglandine in esso contenuto potrebbero generare, specialmente se a stomaco vuoto, nausea e senso di pesantezza. In rarissimi casi si è osservata ipersensibilità al seme umano, ovvero una reazione allergica al liquido seminale eiaculato in vagina. → spermatozoo, spermatofagia.


Internet pullula di siti che offrono i più disparati prodotti e le più arcane sostanze per aumentare, anche del 500%, il volume del liquido seminale eiaculabile. Benché alcuni aminoacidi come la L-arginina, la L-lisina e lo zinco possono migliorare la salute dello sperma, non esistono ancora sostanze che abbiano dimostrato gli incrementi promessi, sempre che sia auspicabile una tale produzione abnorme di liquido seminale, tra le altre cose assolutamente inutile a fini procreativi. Si suggerisce piuttosto uno stile di vita sano, buoni livelli di eccitazione e due o tre giorni di astinenza se la finalità è quella di eiaculare una generosa quantità di liquido seminale. 


LOLICON. Lolitismo, soprattutto in riferimento ad un genere di manga (fumetto giapponese) o hentai che ritrae giovani protagoniste in atteggiamenti o abiti erotici. ¶ Comp. dall’ing. Loli(ta) + com(plex) e adattamento fonetico della ‘m’ in ‘n’.


LOLITISMO. O complesso di Lolita. Moda e tendenza, per un uomo maturo, a provare attrazione verso minorenni provocanti e, per le fanciulle, a mostrarsi maliziose e sessualmente desiderabili agli occhi di uomini di maggior età, tramite atteggiamenti e azioni più consone a donne maggiorenni. Con il termine lolita si indica un’adolescente di sesso femminile contemporaneamente infantile, provocante e sottilmente seduttiva. Dal romanzo “Lolita” (1955) di Vladimir Nabokov, che narra dell’infatuazione del protagonista Humbert Humbert per la dodicenne Dolores, il cui nomignolo è Lolita.


Non so perché, ma io non sono affatto attratta dagli uomini della mia età. Per me non c’è niente di più sexy di un uomo sui 40, sui 50 o più vecchio. Trovo che sia così eccitante quando un uomo ha i capelli grigi o è padre. Forse ho qualche problema con la figura paterna ma niente mi scalda di più dell’essere trattata come una ragazzina piccola da un uomo più vecchio. Fin da quando ero più giovane, ho sempre avuto delle fantasie sporche relative uomini più vecchi e il primo uomo con cui ho fatto delle cose era un uomo più vecchio (un amico di mio padre). Da allora ne sono dipendente. Gli uomini avanti con gli anni hanno questo modo di farmi sentire la più carina e la più eccitante ragazza del mondo (anche se non lo sono) e non sono rozzi come alcuni uomini della mia età... Niente mi eccita di più del piagnucolare e gemere le parole ‘Oooh papino’” (Link)


LOLITOFILIA. Sin. di ebefilia. → lolitismo.


LOLLIPOP. Genere pornografico che vede protagoniste donne da poco maggiorenni che fingono di essere giovani adolescenti. I filmati si rifanno chiaramente a scene allettanti nell’ambito dell’ebefilia. Dato che l’utilizzo di persone minorenni per filmati pornografici è illegale nella maggior parte dei paesi del mondo, il lollipop non simulato è vietato, anche se non può essere del tutto paragonato alla pedopornografia che è caratterizzata dalla presenza di soggetti più giovani delle adolescenti definite lolite. → lolitismo. ¶ Ing.: lecca lecca. Anche fusione dell’ing. lolita + pornography.


LONGININFISMO. Condizione della donna con piccole labbra vulvari particolarmente prominenti e carnose che si proiettano alcuni centimetri oltre le grandi labbra. La conformazione delle piccole labbra non ha quasi mai ripercussioni negative in ambito sessuale relativamente al coito e ad altre pratiche. Può accadere che, nell’atto penetrativo, una o entrambe le labbra vengano piegate verso il canale vaginale creando una dolorosa trazione sul tessuto epidermico ma questa è un’eventualità evitabile con un minimo d’attenzione. L’aspetto della vulva, che può essere investito eroticamente, può d’altronde creare ansie estetiche alla donna stessa ancor più che all’uomo. La labioplastica riduttiva o additiva può venire incontro a questo tipo di ansie estetiche che potrebbero compromettere, almeno sul piano psicologico, la serenità sessuale.


Potrà essere utile sapere che l’esame anatomico compiuto alle vulve di 2981 donne dal ginecologo Robert L. Dickinson (1861-1950) ha evidenziato che il 98,7% di esse aveva piccole labbra non più lunghe di 2 cm, il 5,7% aveva piccole labbra lunghe 3 cm, il 4,9% le aveva di 4 cm, l’1,1% di 4-5 cm e lo 0,7%, cioè 20 donne sul campione totale, aveva piccole labbra lunghe dai 5 ai 6 cm.


LONTRA. O lupo. In ambito ursino, uomo non sovrappeso molto peloso, in genere con barba o pizzetto.


LOONER. Feticista dei palloncini, generalmente distinto dall’inflatofilo definito popper, in quanto il looner non ama far esplodere i palloncini che usa per fare sesso. → inflatofilia. ¶ Ing.: lunatico, sciocco.


La cosa è diventata erotica a 12 anni, per me. Stavo dietro la porta chiusa del bagno nella vasca da bagno con un vecchio amico, un palloncino Tilley® di 50 cm di diametro che poi usai un sacco di volte. Non so cosa mi facevo, ma sapevo che mi piaceva! Questo è stato il mio primo orgasmo. […] L’idea del palloncino che esplode mentre mi sto masturbando con esso mi spaventa a morte. Non sono mai riuscito a superare la paura dei palloncini che esplodono. La cosa non mi piace neppure in una situazione non intima (es. feste, giochi di bambini, etc.). Suppongo che io voglia dare al palloncino una possibilità di farcela” (Gates, 2000)


LORDOSI, comportamento di. Inarcamento della zona lombare in senso dorsale operato dalla femmina di alcuni mammiferi per agevolare l’esposizione dei genitali e l’atto copulatorio nella monta. Nella specie umana non vi è un esatto equivalente di questo comportamento istintivo, tuttavia la donna tende ad inarcare la zona lombare nel coito a retro (posizioni sessuali) e l’antropologia ha letto l’uso dei tacchi alti anche come un mezzo per attuare un comportamento di lordosi.


LOTION PLAY. Anche noto come ecto-porn, gluekkake, gookkake. Gioco sessuale e genere pornografico incentrato sull’uso di grosse quantità di lubrificante intimo con cui viene cosparso il corpo del partner o è riempita una vasca da bagno nella quale successivamente entrano i partner. A tal fine viene usata anche metilcellulosa in polvere che aggiunta all’acqua la trasforma in una massa gelatinosa. Il lotion play è connesso all’inconditofilia. ¶ Ing.: gioco con la lozione.


Io ho provato sta roba, parecchie volte, la puoi comprare da ****. [...] È un sacco divertente e sa davvero di fiori, può irritarti gli occhi ma ho avuto questo problema solo una volta. Non ci proverei a stare in piedi mentre la usi, perché cadresti. Si scioglie in acqua, quindi dopo basta che fai un lungo bagno caldo” (Link)


LOTTA NEL FANGO. Tipo di catfighting simulato che si svolge in una piccola arena artificiale colma di fango o altro materiale liquido (gelatina, olio). La dimensione erotica di questo tipo di spettacolo è palesata dal fatto che le lottatrici sono generalmente abbigliate con ridotti costumi da bagno e, dato il materiale viscido nel quale lottano, difficilmente mantengono l’equilibrio o realizzano mosse atletiche; l’intrattenimento di fatto è offerto dall’avvenenza delle performers, dai loro corpi che si avvinghiano, scivolano e non dal valore agonistico dello scontro. → foxy boxing.


LUBRICO. Offensivo del comune senso del pudore. ¶ Dal lat. lubricus, scivoloso, sdrucciolevole.


LUBRIFICANTE INTIMO. Sostanza oleosa usata per moderare l’attrito fra gli organi genitali durante il coito o, più in generale, come unguento per i massaggi. I lubrificanti in commercio sono a base d’acqua, a base di oli derivati dal petrolio o a base di silicone; il primo tipo viene in genere preferito poiché non danneggia il lattice con cui sono prodotti i preservativi, tuttavia si secca più velocemente degli altri due tipi.


LUBRIFICAZIONE VAGINALE. Processo fisiologico di produzione di un fluido chiaro e vischioso che umidifica il canale vaginale e che si rende soprattutto evidente in stato d’eccitazione sessuale, per facilitare lo scorrimento degli organi genitali nel coito. Il liquido lubrificante è un trasudato modificato del plasma, filtrato dalla mucosa vaginale vasocongestionata per lo stato di eccitamento; in minor parte la lubrificazione è influenzata dal liquido secreto dalle ghiandole di Bartolini. La consistenza, l’odore e il colore del liquido lubrificante è influenzato da fattori quali la fase del ciclo mestruale, l’alimentazione, l’assunzione di farmaci o la presenza d’infezioni batteriche. Il liquido, lievemente acido (pH 3,8/4,5), contiene oltre all’acqua, urea, acido lattico, acido acetico, chetoni, piridina, squalene e aldeidi.  

  
Una donna si lubrifica subito se viene cosparsa con una polvere composta da due denti di un re mescolati a due ali sbriciolate di ape, alla quale sia aggiunto il petalo di un fiore staccato dal vento da una corona funeraria. (Ratimanjari of Jayadeva, XVI sec ca.)


LUCCHETTO TESTICOLARE. Dispositivo, non troppo diverso da un semplice lucchetto, da agganciare alla base dello scroto in modo da separare i testicoli dal pene.


LUCCIOLA. Sin. di passeggiatrice, prostituta. ¶ Per eufemistica associazione ai coleotteri della famiglia dei lampiridi, caratteristici per l’emissione di luce dall’addome; la passeggiatrice che opera nelle ore notturne, come le lucciole, appare e scompare alla vista, illuminata ad intermittenza dalle luci delle automobili sulla strada.


LUCI ROSSE.  Loc. relativa a media, locale, distretto o quartiere che hanno a che vedere con il sesso in forma esplicita. ¶ Etimo incerto. 1) Per atavica associazione del rosso al sesso (Giosué 2:1-7). 2) Dal colore delle lanterne utilizzate dagli operai delle ferrovie, lasciate al di fuori delle case di tolleranza quando un operaio entrava nel bordello. 3) Dal colore rosso della carta delle lanterne lasciate all’esterno dei bordelli cinesi per segnalarli come tali; il rosso era scelto in quanto colore associato alla sessualità, con rimando alla prima ipotesi etimologica.


L’isola irlandese di Inis Beag ospita una piccola comunità di rito cattolico. Nel 1969, dopo otto anni di studi, l’antropologo John C. Messenger documentò come tale comunità fosse immersa in un clima di repressione sessuale estremo. Fra i circa 350 isolani osservati da Messenger era cosa ovvia che il rapporto sessuale fosse utile solo alla procreazione e altrimenti era visto come una cosa disgustosa, così come erano considerate disgustose le mestruazioni e la menopausa. I baci, le carezze e ogni forma di espressione affettiva era vieta. L’allattamento era da evitare, se possibile. Il rapporto sessuale fra coniugi si poteva compiere solo indossando una veste che lasciava scoperti solo i genitali (→ chemise cagoule), l’atto veniva compiuto nella posizione del missionario (nessuna variazione era praticabile) e in una stanza rigorosamente buia. Fra i membri della comunità non esisteva sesso prematrimoniale né educazione sessuale. Non era insolito che anche i cani venissero percossi quando venivano sorpresi a leccarsi i genitali. Lo studio di Messenger dimostrò come l’atmosfera repressiva fosse positivamente correlata ad un aumento degli atti masturbatori, all’alcolismo e alle risse.


LUCIDITÀ EROTOCOMATOSA. Stato modificato di coscienza provocato da un’attività sessuale particolarmente intensa e stancante, paragonabile al subspace di ambito BDSM. ¶ Coniato dall’occultista Aleister Crowley (1875-1947).


LUE. Sin. di sifilide. ¶ Dal lat. Lues Venerea, peste di Venere.


LUG. Acr. di Lesbian Until Graduation. Donna che sperimenta rapporti omosessuali solo fino al completamento degli studi superiori o universitari, per poi orientarsi in maniera definitiva in senso eterosessuale. ¶ Ing.: lesbica fino al diploma.


LUGOFILIA. Tendenza a percepire come sessualmente eccitanti i luoghi lugubri od oscuri o a trovare provocante un aspetto dimesso e/o un abbigliamento prevalentemente composto di colori scuri. La lugofilia non è quasi mai associata a necrofilia, più che altro rivela un’attitudine romantica e melanconica. → ligerastia. ¶ Dal lat. lugere, essere in lutto.


LUPA. Desueto sin. di prostituta, da cui lupanare, sin. di postribolo. ¶ Per associazione fra l’incontenibile sessualità della prostituta e l’insaziabile voracità del lupo.


LUSSURIA. Sessualità incontrollata e abbandono ai piaceri del sesso. ¶ Dal lat. luxuria, eccesso, sfrenatezza.

 

 

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