XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

ONDINISMO. Sin. di urofilia. ¶ Dal nome della mitologica Ondina, ninfa delle acque.


ONIROFILIA. Vedi somnofilia. ¶ Dal gr. oneiros, sogno.


ONIROGMO. Orgasmo notturno avvenuto durante il sonno a seguito di sogno erotico. → sogno bagnato. ¶ Dal gr. oneirosso, avere perdite in sogno.


OPLOFILIA. Attrazione feticistica per le armi che possono essere usate in giochi erotici, impugnate durante il sesso o essere utilizzate come oggettistica sessuale. È ben nota la simbologia fallica delle armi bianche (spade, lance, coltelli, etc) ma anche il valore di aggressione fallica delle armi da fuoco. Nei knives play (gioco con coltelli), spade, lame o daghe vengono usate come strumento principale di piacere, spesso ponendo la lama fredda sulla superficie cutanea (→ temperature play). ¶ Dal gr. oplon, utensile da fucina, arma.


Per me, molta dell’eccitazione deriva dall’agonizzante senso di anticipazione che si avverte quando aumento lentamente la pressione sul grilletto, premendo e premendo, non sapendo mai esattamente quando la cosa esploderà nelle mie mani. Amo essere quasi fuori controllo e nello stesso tempo assolutamente in pieno controllo. Ad essere onesta, io sono abbastanza spaventata dalle pistole (come ogni sano possessore di pistole dovrebbe essere!). La mia paura, e l’atto di padroneggiare quella paura, è ciò che mi fa piacere la cosa. Posso anche avvertire una piccola scossa elettrica solo vedendo un uomo attraente che maneggia pistole con una certa confidenza o sentendo la pesantezza compatta e perfettamente bilanciata di una Beretta 9 mm nel palmo della mia mano. Il mio cuore batte più veloce quando sento una zaffata di olio per pulire le pistole di marca Hoppes n°9. E, sì, a volte mi sento un po’ eccitata quando faccio tutto questo” (Gates, 2000)


ORALE. Pertinente o localizzato sulle labbra, intorno ad esse o nella bocca. La mucosa orale e le labbra sono zone molto sensibili e il piacere sessuale procurato da e a tali aree è accresciuto dal senso del gusto legato alle papille gustative. Benché la bocca sia un organo del tutto disgiunto dal meccanismo riproduttivo, la stimolazione orale è, in buona parte delle società note, una parte centrante del rapporto sessuale, sia conoscitivo, sia preliminare che nelle fasi successive: ciò prova il fatto che la sessualità umana si è evoluta come fenomeno in cui il fine è il piacere stesso e sarebbe dunque questo piacere ad incentivare l’atto procreativo. La stragrande maggioranza delle persone riconoscono in sé una qualche forma di erotismo orale (l’insieme di pulsioni, manifestazioni e atti erotici diretti alla zona orale) che può prendere la forma di un particolare piacere per i baci o per il sesso orale, loc. con cui comunemente si indicano i rapporti oro-genitali: fellatio e cunnilinguo. → bacio.


Studi recenti (Kreimer et al. 2004; D’Souza, 2007) suggeriscono una correlazione fra le pratiche di sesso orale e il cancro alla gola; si suppone che ciò sia dovuto all’azione dell’Human Papilloma Virus (papilloma genitale), implicato nella maggior parte dei casi di cancro alle cervice uterina. Coloro che abbiano avuto da uno a cinque partner sessuali nel corso della vita e con questi abbiano compiuto sesso orogenitale, hanno approssimativamente un rischio doppio di sviluppare un cancro alla gola rispetto a coloro che non hanno mai praticato sesso orale. Coloro che hanno avuto più di cinque partner, sempre secondo gli studi, correrebbero un rischio del 250 % più elevato.


ORALE, fase. Stadio dello sviluppo psicosessuale che precede la fase anale, in cui le pulsioni del bambino di 0-2 anni investono la zona orale; in tale periodo la vita del bambino è centrata sulla suzione e sull’alimentazione. La bocca, la via principale con cui il bambino esplora il mondo, è al centro della stimolazione sensoriale e viatico per le sensazioni piacevoli e spiacevoli. La fissazione alla fase orale si manifesterebbe con comportamenti non solo di tipo sessuale, che coinvolgono la bocca: fumare, masticare, mangiare in abbondanza, bere alcolici. Le fantasie sessuali sono incentrate sull’oralità anche di tipo cannibalico. Il carattere orale, tipico del soggetto con questa fissazione, è contraddistinto da passività, immaturità, ottimismo irrealistico e tendenza alla manipolazione degli altri.


Quando i primi esploratori entrarono in contatto con gli autoctoni tahitiani, scoprirono con sorpresa le singolari “usanze orali” di quel popolo. Le donne tahitiane si rifiutavano di praticare la fellazio in quanto la consideravano una cosa da “cattive ragazze” mentre il cunnilinguo era largamente praticato. Oltre a ciò, i tahitiani ritenevano che il bacio sulla bocca fosse una cosa da pervertiti.


ORBILIANISMO. Sin. di dippoldismo, pedosadismo. ¶ Dal nome del grammatico latino Lucio Orbilio Pupillo (113 a.C.), detto Orbilius “Plagosus” (che provoca piaghe), il quale aveva la sadica abitudine di fustigare i propri alunni.


ORCHEOTAGE. Francesismo con cui si indica un massaggio sessuale allo scroto praticato con le mani e/o la bocca. ¶ Dal gr. orkhis -eos, testicolo.


Al mio fidanzato non piace affatto che si giochi con le sue palle. Il massimo che ho fatto è tenerle in mano mentre gli facevo un pompino. Io non avrei riserve di nessun tipo a dar loro MOLTA più attenzione ma ogni volta che inizio a baciare, leccare e giocare con esse, lui mi dice che non gli piace, ma lo fa con un ghigno furbetto sulla faccia che mi porta a credere che a lui piaccia, però non vuole che continui. Trovo che questo sia malignamente frustrante perché ho avuto un ragazzo che amava assolutamente la cosa e mi sembra che alla maggior parte degli uomini piaccia, e penso che lui si stia perdendo un sacco di piacere” (Link)


ORCHITRIPSI. Massaggio sessuale allo scroto. ¶ Dal gr. orkhis, testicolo + tripsis, sfregamento.


ORESTE, complesso di. Stato psicologico caratterizzato dall’ostilità di un figlio nei confronti della propria madre e dall’inconscio desiderio di eliminarla, come si può osservare a volte nel caso in cui il padre sia deceduto e la madre, con un giovane figlio, si unisca ad un nuovo compagno. → complesso di Edipo. ¶ Concetto sviluppato dallo psichiatra Fredric Wertham (1895-1981) ispirandosi al mito di Oreste che uccise la propria madre Clitemnestra e il di lei amante Egisto. 


ORGANI GENITALI. Vedi apparato genitale.


La scienza medica della Grecia classica voleva che il naso e i polmoni di una donna facessero parte del suo apparto riproduttivo. L’apparato respiratorio e quello sessuale femminile funzionavano in sinergia nella generazione della prole. Non era raro che, per testare la fertilità di una donna, le se inserissero delle sostanze fortemente odorose nella vagina, ad esempio dell’aglio. Se dopo 12 ore l’alito della donna portava traccia della sostanza immessa nel suo corpo, significava che non vi era nessun problema d’infertilità.


ORGASMALGIA. Anche odinorgasmia. Orgasmo doloroso, che indica uno stato patologico a carico dei genitali esterni o interni. ¶ Dal gr. algos e odyne, dolore.


ORGASMARE. Raggiungere l’orgasmo, soprattutto in riferimento a quell femminile. Il termine si diffuse in seno al movimento femminista per sottolineare l’autonomia della donna nell’ottenere un orgasmo in opposizione all’idea che l’orgasmo femminile potesse dipendere unicamente dalla stimolazione procurata da un partner maschile.


ORGASMICA, fase. Nel ciclo di risposta sessuale, la fase più breve seguente alla fase di plateau, caratterizzata da improvvisa e diffusa tensione muscolare (soprattutto concentrata in area pelvica e perineale) e, nella donna, anche relativa ai muscoli vaginali e uterini. Nella fase orgasmica il piacere sessuale raggiunge l’apice (acmegenesi); nell’uomo questo corrisponde all’eiaculazione e quindi al passaggio nella successiva fase di risoluzione, mentre la donna, dopo l’orgasmo, può ancora mantenersi in fase di plateau e riportarsi alla fase d’orgasmo fintanto che non raggiunge un soggettivo stato di sazietà e stanchezza.


ORGASMO. Intensa sensazione di piacere psicofisico di cui l’uomo e la donna fanno esperienza all’apice dell’eccitamento sessuale. Controllato dal sistema nervoso autonomo, l’orgasmo è caratterizzato da azioni neuromuscolari che culminano per l’uomo nell’eiaculazione e per la donna in contrazioni muscolari perivaginali. A tali reazioni principali si associano altri fenomeni motori e secretori riflessi, spasmi muscolari in diverse aree corporee, generica sensazione euforica e vocalizzazioni. Mentre nell’uomo è chiaro che le contrazioni orgasmiche siano finalizzate all’espulsione dello sperma e quindi alla fertilizzazione (anche se nell’orgasmo secco vi è sensazione orgasmica ma senza emissione di liquido seminale), nella donna non è definitivamente compresa l’utilità di tale risposta fisiologica: si suppone che le contrazioni muscolari possano facilitare il percorso degli spermatozoi attraverso le vie genitali femminili superiori. È tuttavia evidente che un piacere fisico intenso spinga a provare nuovamente il fenomeno che lo ha procurato e quindi di conseguenza incentiva l’atto riproduttivo. Infatti, data la presenza del clitoride come organo unicamente deputato al piacere sessuale, la capacità di godere di orgasmi multipli e l’assenza di uno specifico periodo di estro, è ragionevole supporre che nella donna l’orgasmo abbia la principale funzione di incentivare al rapporto sessuale in modo da aumentare le possibilità di fertilizzazione. Mentre l’acme del piacere nell’uomo è per lo più concentrato nella zona genitale, le donne riportano uno spettro più ampio di sensazioni legate all’orgasmo, per cui esso può essere centrato nella zona clitoridea o diffuso e distante dalla zona genitale. Il piacere nell’orgasmo maschile è direttamente legato al numero di contrazioni muscolari che permettono l’evento eiaculatorio e quindi più a lungo lo sperma viene emesso, più l’orgasmo sarà protratto e, generalmente, più sarà intenso. Alla quantità di sperma emesso concorre sia il tempo impiegato per la stimolazione sessuale, sia la quantità di liquido seminale (plasma seminale + sperma) immagazzinato nelle vescicole seminali, nell’ampolla del condotto deferente e nel deferente stesso. Sperma e plasma seminale tuttavia non vengono prodotti ad oltranza: a distanza di quattro giorni da un’eiaculazione, se non è avvenuta una nuova emissione di liquido seminale, la produzione spermatica s’interrompe, quindi un’astinenza di 30 giorni non esita in un’eiaculazione o in un orgasmo più intenso rispetto ad un’astinenza di 5 giorni (inoltre la latenza dello sperma nei vasi genitali maschili compromette la salute degli spermatozoi e il loro potere fecondativo). In via piuttosto empirica si può dire che un uomo può ottenere il suo orgasmo più intenso ricevendo una stimolazione sessuale piuttosto prolungata ogni 4 giorni; questo suggerimento però non tiene conto degli eventuali fattori di eccitazione psicologica che sfuggono alle cadenze precise e alle logiche della durata del rapporto. Nel maschio all’orgasmo segue un periodo refrattario che invece nella donna è d’intensità inferiore e non subentra in maniera così repentina come quello maschile, ciò quindi permette alla donna propriamente stimolata di permanere in fase di plateau e quindi di ottenere un nuovo orgasmo; si parla in questo caso di orgasmo multiplo (→ orgasmo sostenuto). L’incertezza rispetto alla natura dell’orgasmo femminile ha in passato istigato una controversia che pare perdurare tutt’oggi. Sigmund Freud per primo ipotizzò che la donna potesse raggiungere l’orgasmo tramite la stimolazione di due specifiche aree genitali: un orgasmo clitorideo, generato principalmente tramite stimolazione del clitoride, e un orgasmo vaginale, generato per stimolazione delle pareti vaginali e conseguente a dilatazione e tensione della mucosa nonché frizione e/o pressione esercitate sulle pareti della vagina. Il padre della psicanalisi aggiunse che l’orgasmo clitorideo fosse tipico dell’immaturità sessuale, in quanto legato alla masturbazione, all’invidia del pene e al mancato spostamento libidico sulla vagina come organo sessuale preposto ad essere penetrato. L’idea di questo scisma orgasmico è stato tuttavia superato nel momento in cui l’osservazione anatomica ha messo in luce la struttura del clitoride. Data la sua biforcazione interna che decorre ai lati dell’ostio vaginale, è certo che qualsiasi atto penetrativo stimoli il corpo del clitoride e quindi è corretto affermare che per la donna, a livello genitale, ogni orgasmo è clitorideo o comunque per la maggior parte generato per stimolazione del clitoride. Tuttavia non possono essere escluse la componente psicologica legata all’eccitazione e le più ampie variazioni soggettive, tali per cui una donna può ritenere più piacevole una stimolazione della parete vaginale (e quindi la penetrazione) rispetto ad una stimolazione clitoridea diretta. Le medesime considerazioni potrebbero valere anche per l’orgasmo uterino, caratterizzato da forti contrazioni uterine e diaframmatiche, dovuto a stimolazione del fornice, cioè della parte più profonda del canale vaginale in prossimità della cervice (punto A, cul-de-sac). La qualità dell’orgasmo derivato dalla stimolazione della zona prossima alla cervice, ritenuto dissimile dall’orgasmo per sola stimolazione clitoridea, risulterebbe di tipo più breve e privo delle caratteristiche contrazioni del muscolo pubococcigeo, ma tuttavia più profondo, più “saziante” e soprattutto legato a reazioni fortemente emotive, queste ultime dovute ad un notevole aumento nei livelli di ossitocina che sospendono temporaneamente la respirazione. È tuttavia improbabile che una stimolazione così profonda non interessi contemporaneamente anche una stimolazione clitoridea (e complessiva) e quindi, così com’è per la falsa dicotomia dell’orgasmo clitorideo-vaginale, può risultare fuorviante e stressante, ai fini di un gratificante e sereno rapporto sessuale, ricercare specifiche zone erogene e specifici orgasmi correlati che, in effetti, potrebbero semplicemente essere variazioni di un’unica manifestazione orgasmica. L’elemento psicologico e le variazioni soggettive, possono spiegare gli orgasmi generati in distretti anatomici diversi da quelli genitali, così come avviene nell’orgasmo anale, dovuto a stimolazione dell’ano, della zona perineale e della mucosa rettale, o nell’orgasmo mammario, seguente a stimolazione delle mammelle, dell’areola e del capezzolo. Discorso a sé merita il fenomeno dell’orgasmo notturno, che ha luogo per sola stimolazione psichica: esso è tipico del periodo puberale, di un elevato stato di eccitazione sessuale e di una limitata possibilità di scaricarla nella vita quotidianità; la masturbazione infatti diminuisce l’eventualità dell’orgasmo notturno (→ polluzione notturna). ¶ Dal gr. orgasmos, confusione, orgasmo, da orgao, essere in preda al desiderio, a sua volta da orge, ira, passione.


Ricordo il più forte orgasmo che io abbia mai avuto! Mi ricordo che era circa il Giorno del Ringraziamento, perché le luci della nostra camera da letto erano spente ma le luci di Natale davano alla stanza quell’atmosfera natalizia multicolore. Mi ricordo proprio che stavo sopra mio marito e lui mi fissava negli occhi. Adoro quando fa questo, i suoi occhi cambiano sempre di colore e questo mi eccita tantissimo. In quel periodo facevamo l’amore molto spesso, forse due volte al giorno. In ogni modo, ricordo proprio che ho iniziato ad avere un orgasmo nella mia parte privata [vagina], quindi è arrivato un orgasmo anale, il mio stomaco ha iniziato a contrarsi e tutta la sensazione è salita fino in gola, e fino alla punta delle dita dei piedi e delle mani. Non potevo credere a quello che mi stava succedendo... Non avrei mai immaginato che un orgasmo potesse raggiungere tutto il mio esofago! Non ne avevo mai avuto uno così prima e non è più successo. Spero che succeda di nuovo un giorno” (Link)


Il migliore orgasmo che abbia mai avuto? Diversi sono stati davvero forti, soprattutto quelli quando le cose si tirano per le lunghe. Più dura e più è forte, no?! Comunque quello più sconvolgente è stato il primo, ma non era il primo rapporto ma la prima volta che sono venuto. Avevo 14 anni e mi stavo facendo una sega con un giornale porno, roba rara adesso. Comunque io non ero mai venuto ancora e mi stavo un po’ rompendo della cosa, poi avevo 14 anni e mi stavo facendo dei problemi perché qualche amico mi diceva che a quell’età doveva già succedere. Comunque mi ricordo che pensavo ‘Mi faccio quest’ultima sega e poi basta...boh, aspetto di venire di notte’. Be’, insomma, insisto mentre guardo quell’immagine e di colpo...bum! Ho avuto uno scossone elettrico per tutta la lunghezza della spina dorsale, una sensazione che ho provato solo per alcune settimane dopo la prima volta, poi mai più. Da quel giorno mi sarò masturbato praticamente una volta al giorno per i successivi 5 anni; a quanto ne so, il trend di tutti i miei amici del tempo” (t.r.a.)


ORGASMO, disturbo del. Sin. di anorgasmia. Persistente o ricorrente ritardo o assenza dell’orgasmo dopo una normale fase di eccitazione. Nel caso della donna, tale disturbo è spesso confuso con la frigidità; il disturbo dell’orgasmo femminile si differenzia da essa per il fatto che il ritardo o l’assenza dell’orgasmo segue ad una normale fase d’eccitazione, quando invece quest’ultima, nel disturbo di eccitazione sessuale femminile, manca o non riesce ad essere mantenuta. Poiché la capacità di raggiungere l’orgasmo nella donna aumenta con la pratica sessuale, tale disturbo è più diffuso fra i soggetti giovani e inesperti; se una donna impara ad esprimere il proprio potenziale orgasmico è raro che perda questa capacità a meno che subentrino fattori traumatici (es. violenza sessuale) o che il soggetto stia vivendo un rapporto affettivo di bassa qualità. È quindi generalmente da escludere che si sia in presenza di un disturbo dell’orgasmo femminile nel caso la donna in questione sia molto giovane, non abbia esperienza sessuale o venga inadeguatamente stimolata. L’anorgasmia è sovente associata al disturbo dell’eccitazione sessuale femminile e le cause che lo inducono non sono troppo differenti dal secondo, d’altra parte il disturbo dell’orgasmo femminile non è in genere associato ad altre psicopatologie; il più delle volte l’anorgasmia è legata al timore di perdere il controllo e di lasciarsi andare. Nell’uomo, tale disturbo di norma si manifesta con l’incapacità a raggiungere l’orgasmo durante il rapporto sessuale benché risulti possibile eiaculare in seguito a stimolazione manuale o orale praticata dal partner e in alcuni casi solo dopo una protratta stimolazione non coitale. Tale disturbo non va confuso con il deficit erettivo anche se talvolta i due fenomeni sono coincidenti. Come per il disturbo dell’orgasmo femminile, nel giudicare il problema va tenuto conto dell’età e dell’esperienza sessuale del soggetto coinvolto e così come dell’imperizia del partner. Nell’uomo l’anorgasmia spesso è correlata ad una rigida educazione religiosa, conflitti psicologici con la figura materna, rabbia repressa verso la partner, refrattarietà ai rapporti che implichino responsabilità, ansia da prestazione. Con anorgasmia primaria, si indica il disturbo proprio di chi non ha mai provato un orgasmo. L’anorgasmia secondaria è propria di coloro che non raggiungono più l’orgasmo anche se in passato ne hanno fatto esperienza. L’anorgasmia situazionale è caratteristica del soggetto che riesce ad ottenere l’orgasmo solo in determinate situazioni o tramite determinati atti, esempio solo con la masturbazione (in quest’ultimo caso si parla anche di anorgasmia con orientamento autosessuale, poiché la persona preferisce l’atto masturbatorio al rapporto sessuale). Nell’anorgasmia masturbatoria (o aneiaculazione senza orgasmo) il soggetto non sarebbe in grado di raggiungere l’orgasmo né tramite la masturbazione né durante il coito. L’anorgasmia coitale è tipica del rapporto sessuale penetrativo. L’anorgasmia casuale è relativa alle circostanze nelle quali avviene il rapporto sessuale, ad esempio è possibile avvertire un blocco dell’eccitazione se si avverte che nelle vicinanze ci sono delle persone che potrebbero sorprendere la coppia. All’anorgasmia maschile è spesso associata eiaculazione astenica, cioè fuoriuscita dello sperma a gocce invece che a getto, escludendo il caso in cui alcune ore prima non siano avvenute altre eiaculazioni.


Ho 22 anni e soffro di anorgasmia primaria. Non posso permettermi di andare da un medico perché ho debiti fino al collo per le spese universitarie e non è una cosa per la quale posso chiedere aiuto ai miei genitori. Ho letto libri, articoli, forum, etc. e ho provato differenti tipi di oggettistica sessuale e lubrificanti. Non ho una storia di abusi o traumi sessuali. Proprio non capisco. È come se salissi sulla montagna verso la cima come si deve fare ma, al posto di un’intensa scarica, tutto semplicemente rimane a livello di eccitazione e poi si smorza. Ho bisogno di aiuto!” (Link)


Molto spesso l’anorgasmia è dovuta semplicemente da abitudini sessuali non ottimali che, se corrette, possono ripristinare la naturale risposta fisiologica. Ecco alcuni consigli. 1) Dedicate tempo ai preliminari. Alcuni uomini, e soprattutto alcune donne, necessitano che si dedichi loro un adeguato tempo di stimolazione preliminare al coito. Preliminari eccessivamente corti o del tutto assenti non aiutano a raggiungere un sufficiente livello di eccitazione e ciò, nella donna, impedisce un’adeguata lubrificazione. Una lubrificazione vaginale ridotta è un impedimento per il piacere di entrambe le persone impegnate nel rapporto e può altresì causare dolore ed escoriazioni. 2) Concentrate la vostra attenzione su ciò che state facendo. Il cervello è il primo organo da stimolare se si vuole godere del sesso e si desidera raggiungere l’orgasmo; se la mente è altrove è davvero difficile poter raggiungere l’acme del piacere. Quindi se vi sono problemi o preoccupazioni che vi attanagliano, meglio evitare di aggiungere un casuale episodio di anorgasmia, il quale non farebbe che aggiungere stress a stress. 3) Benché ognuno abbia le proprie personali zone erogene, è difficile per una donna raggiungere un orgasmo senza un qualche tipo di stimolazione clitoridea, così com’è difficile per un uomo raggiungere l’orgasmo senza che venga stimolato il pene. La stimolazione sessuale mirata agli organi che fisiologicamente sono più adatti a riceverla è sicuramente la via più logica e naturale per raggiungere l’orgasmo. 4) Sperimentare e variare è bello, ma cambiare posizione sessuale troppo spesso durante il coito non aiuta a raggiungere l’orgasmo. Non solo, conta anche mantenere un ritmo di stimolazione. Cambiare il modo di stimolazione o il ritmo della stessa poco prima che sopraggiunga l’orgasmo è notoriamente un mezzo per far svanire un orgasmo incipiente. Una volta che il partner sta per raggiungere il punto più alto del piacere sessuale, il consiglio è quello di continuare a fare esattamente ciò che state facendo, senza inserire variazioni (per quanto valide) e senza modificare il ritmo della stimolazione.


ORGASMO A COMANDO. Pratica sessuale complessa che associa uno o più stimoli specifici alla risposta orgasmica in modo che mettendo in atto tali stimoli il partner condizionato raggiunga l’orgasmo. Si tratta di una pratica generalmente utilizzata in ambito BDSM.


Pomeroy (1953) riferisce di una donna capace di avere dai quindici ai venti orgasmi in 20 minuti. Cauthery e Cole (1973) riferiscono di una donna che riusciva ad ottenere 100 orgasmi all’ora, anche se i due autori non offrono riferimenti al caso.


ORGASMO CONTROLLATO. Pratica fondamentale nella relazione sessuale fra Dom e sub, relativa al controllo assoluto del piacere del secondo da parte del primo. Il Dom, controllando il piacere del sub, potrà facilitare, trattenere o negare l’orgasmo di quello, tramite specifiche attività, ordinando periodi di astinenza o forzandolo ad ottenere orgasmi nei momenti più diversi. → karezza; castità forzata; teasing & denial.


È come stare eccitati a lungo e non raggiungere l’orgasmo… Loro lo chiamano avere un orgasmo SM. In altre parole, loro fanno montare quell’energia finché non sta per esplodere e la cavalcano e la contengono; facendo questo la gente rimane eccitata per ore o giorni o ancora più a lungo. È un modo del tutto differente di guardare la cosa. È più tantrico, più relativo al fatto di giocare con l’energia” (Gates, 2000)


ORGASMO ESTESO MASSICCIO. Vedi edging.


ORGASMO FORZATO. In ambito BDSM, orgasmo che il Dom induce al sub contro la volontà di quest’ultimo nel quadro di un gioco di resistenza, spesso combinando pratiche bondage e stimolazione sessuale intensa.


ORGASMOLEPSIA. Temporanea perdita del tono muscolare, senza perdita di coscienza, che può presentarsi contemporaneamente al fenomeno orgasmico. ¶ Dal gr. lepsis, malattia.


ORGASMO MISTICO. Anche detto orgasmo espanso. Esperienza orgasmica in cui piacere psicofisico raggiungerebbe livelli tali da alterare lo stato di coscienza, per cui il soggetto avrebbe una percezione di fusione assoluta non solo con il partner ma anche con l’ambiente circostante, perdendo quindi la percezione dei limiti corporei. L’orgasmo mistico viene descritto come un’esperienza quasi spirituale non paragonabile al comune orgasmo.


ORGASMO PSICHICO. Anche psicolagnia. Forma di autoerotismo in cui l’apice del piacere è raggiunto tramite fantasie e pensieri sessuali, senza che intervenga nessun tipo di stimolazione fisica.


Durante un periodo di astinenza, mi sono venuti alcuni pensieri sessuali e potevo sentire le parti basse che rispondevano. Ho continuato e ho finto mentalmente di sentire un rapporto sessuale (voglio dire la mia percezione delle sensazioni sul pene). Ha funzionato! L’energia è salita nel pene e la tensione muscolare nel mio corpo è diventata più forte finché ho contratto il muscolo pubococcigeo e questo ha innescato l’orgasmo. C’è voluto parecchio tempo ma ne è valsa la pena, quasi meglio del rapporto sessuale e assolutamente meglio della masturbazione con la mano! Quindi, pensavo, forse è stato un caso. Ho deciso di provarci un’altra volta ed è successa la stessa cosa. Ci vuole tempo e tanta concentrazione, ogni volta che la mente si distrae, il livello si abbassa. Per tenere il ritmo, l’attenzione deve essere fissata sul simulare mentalmente le sensazioni della stimolazione e allo stesso tempo si deve visualizzare qualcosa di eccitante” (Link)


ORGASMO SOSTENUTO. Anche orgasmo esteso o status orgasmus. Forma di orgasmo multiplo femminile particolarmente lungo ed intenso. Associato a marcata iperventilazione e tachicardia, lo status orgasmus, che può durare dai 20 ai 60 secondi, è caratterizzato da passaggi molto rapidi da un picco orgasmico all’altro, con intervalli fra essi brevissimi od inesistenti. In esso si conterebbero diverse contrazioni uterine (fino a 25). Può quindi assumere la dinamica di un orgasmo multiplo a fasi accelerate o di un unico orgasmo lungo ed intenso. ¶ Descritto la prima volta da Master e Johnson nel 1970.


Secondo le ricerche effettuate dall’antropologa Helen Fisher, il tipico orgasmo femminile dura circa 6-10 secondi ma in alcuni casi sono stati rilevati orgasmi di durata superiore ai 20 secondi.


ORGIA. Incontro sessuale fra quattro o più persone; sin. di sesso di gruppo. ¶ Dal gr. orge, agitazione interiore.


ORGONE. O energia orgonica. Ipotetica forma di energia che lo psicoanalista Wilhelm Reich riteneva potesse permeare l’intero universo e potersi accumulare in campi circostanti o interni alla materia vivente. L’orgone sarebbe alla base dell’energia sessuale e, sempre per Reich, può essere utilizzato per aumentare la potenza sessuale, così come curare le malattie, dalla più comune alla più grave.


Wilhelm Reich (1897-1957) fu lo psicanalista austro-americano che tentò di combinare la teoria sociale marxista con la psicoanalisi e cercò di modificare le leggi relative al comportamento sessuale tramite l’attività dell’Associazione Tedesca per le Politiche Sessuali Proletarie. La sua opera diede successivamente un’importante accento al potere orgasmico come misura del benessere psicologico e come fonte di energia psicofisica che Reich stesso chiamerà energia orgonica. Produsse e cercò di vendere uno strumento, l’orgone box, che avrebbe dovuto avere la finalità di catturare questa energia; tale invenzione fu ritenuta una truffa dalla Food and Drug Administration statunitense e lo psicanalista venne incarcerato ed obbligato a seguire una terapia psichiatrica. Reich morì in prigione pochi giorni prima del suo rilascio sulla parola.


ORIENTAMENTO SESSUALE. Tendenza dell’individuo, dipendente solo in parte dall’identità e dal ruolo di genere, a rispondere sessualmente in maniera costante (benché potenzialmente variabile) a determinate persone o cose. La dimensione principale dell’orientamento è il genere sessuale della persona dalla quale si è attratta: nel caso il partner ricercato sia del proprio stesso sesso l’orientamento si definirà omosessuale (omosessualità), nel caso il partner sia del sesso opposto l’orientamento sarà eterosessuale (eterosessualità), se invece un individuo mantiene una costante attrazione per persone di entrambi i sessi si parla di orientamento bisessuale (bisessualità). Benché attualmente la transessuofilia rientri nel novero delle parafilie e non degli orientamenti sessuali, è possibile ritenere che il soggetto attratto dai transessuali il più delle volte sia sessualmente orientato verso essi né per una propria omosessualità repressa né per il loro stato transeunte fra mascolinità e femminilità, ma proprio per la loro natura chimerica che sintetizza in un unico corpo elementi propri dell’uomo e della donna. Alle più comuni forme di orientamento sessuale, si aggiunga l’orientamento parafilico, per cui un soggetto è attratto da esseri viventi non umani, da oggetti, da persone non vive o inadatte al rapporto sessuale sia fisicamente che cognitivamente (bambini), oppure da attività sessuali dannose per almeno una delle persone coinvolte. L’assenza di orientamento sessuale è definita asessualità.


ORIENTATA AL SERVIZIO. In ambito BDSM, loc. indicante una dinamica relazionale in cui il sub contribuisce attivamente alle necessità del Dom, provvedendo a ciò di cui la coppia ha bisogno per avanzare nel rapporto e negli scopi prefissati. → collarizzazione.


ORMEFILIA. Parafilia di chi ama essere scioccato, sorpreso e aggredito, e trova quindi tali comportamenti eccitanti. È una parafilia tipica dei soggetti definiti “sensations seeker” (cercatori di sensazioni), i quali spesso contrastano ansie depressive con l’iperattività e attività che scatenano emozioni forti. ¶ Dal gr. orme, assalto.


ORMONE SESSUALE. Messaggero chimico, prodotto dal testicolo, dall’ovaio o dalla corteccia surrenale, responsabile della crescita e del funzionamento degli organi riproduttivi e dello sviluppo dei caratteri sessuali primari e secondari. → androgeno; estrogeno; progestinico; testosterone.


Lo psicologo americano Gordon Gallup et al. (2002), dopo uno studio effettuato su 293 donne, riportò il fatto che le partecipanti i cui partner sessuali non utilizzavano il preservativo erano meno soggette a stati depressivi rispetto alle donne con uomini che usavano il profilattico. È stato supposto che le prostaglandine, ormoni presenti nel liquido seminale, possano essere assorbite nelle vie sessuali femminili e quindi riescano a modulare i livelli ematici degli ormoni femminili e questi l’umore. Alla diffusione dei risultati del suo studio, Gallup dichiarò: “Voglio che sia chiaro che non stiamo sostenendo che la gente si debba astenere dall’usare i preservativi, chiaramente una gravidanza indesiderata o una malattia trasmessa sessualmente compenserebbero più che negativamente qualsiasi effetto psicologico vantaggioso derivato dallo sperma


OROANALE. Detto di ogni attività sessuale che comporti il contatto della bocca e/o della lingua di una persona e dell’ano e/o della zona perianale di un’altra. Vedi anche anilingus.


In un sondaggio internet al quale hanno risposto in 16.546 soggetti, sia maschi che femmine, si chiedeva se piacesse la stimolazione orale dell’ano (anolinguo). Il 32% ha risposto negativamente, il 9% ha risposto affermativamente se in ruolo attivo (cioè stimola), il 16% ha risposto affermativamente se in ruolo passivo (cioè è stimolato), il 39% ha dichiarato di apprezzare l’anolinguo sia in forma passiva che attiva, il 4% ha preferito non rispondere. (Link)


OROGENITALE. Detto di ogni attività sessuale che comporti il contatto della bocca e/o della lingua di una persona e dei genitali esterni di un’altra, come avviene nella fellazio e nel cunnilinguo.


ORSO. O, in ing. bear. Un uomo dalla corporatura robusta, dall'aspetto mascolino, peloso, spesso con barba o baffi. Si tratta di una denominazione tipicamente adottata dalla subcultura gay definita ursina, composta da orsi e da maschi attratti dagli orsi. Nella comunità ursina i soggetti si differenziano fra: big bear, orsone, maschio di grossa stazza e notevole statura; chaser, cacciatore, uomo attratto dagli orsi; cub, cucciolo o orsacchiotto, giovane orso; daddy bear (vedi Daddy); gazzella (vedi); grizzly, o orso argentato, uomo corpulento, brizzolato e di mezza età; koala bear, uomo orso dalla peluria bionda; leather bear, orso di pelle, cioè con un feticismo per gli indumenti in pelle nera, lontra (vedi); muscle bear, orso palestrato e peloso; orso lesbico, uomo attratto esclusivamente da altri orsi; polar bear, orso polare, uomo con i capelli bianchi, quindi in genere anche di una certa età; lupo (vedi). → woof.


Il bear code, anche indicato dall’acr. NBCS (Natural Bears Classification System, Sistema di Classificazione degli Orsi Naturali), è un  sistema di simboli, abbreviazioni e sigle utilizzate come linguaggio di comunicazione nella messaggistica privata degli orsi. Il codice fu inventato nel 1989 da Bob Donahue e Jeff Stoner ed è simile nella sintassi al Geek Code (→ zoo code) benché il significato dei simboli sia del tutto differente.


OSFRESIOFILIA. Anche osmolagnia o olfattofilia. Termine generico applicabile a tutte le parafilie caratterizzate dal fatto che il piacere dipenda in maniera fondamentale dal canale sensoriale olfattivo. Lo stato d’eccitazione viene attivato o sostenuto dalla percezioni degli odori che in genere sono quelli corporei, specialmente quelli genitali; gli odori in effetti sono stimoli sessuali molto forti che hanno il potere di far affiorare particolari ricordi, sovente connessi a eventi connotati sessualmente. ¶ Dal gr. osphresis, olfatto. 


Non posso concepire il sesso con una donna bianca. È insipida e senza odore” (detto da un medico francese che sposò una haitiana; Rogers, 1961)


OSTIO VAGINALE. Orifizio esterno della vagina, localizzato al di sotto del meato urinario a livello del vestibolo.


OUTDOOR. Categoria di video e foto pornografiche realizzate al di fuori di teatri di posa o di case private, quindi in luoghi pubblici più o meno riparati alla vista altrui. Il termine è usato anche per indicare il sesso fatto in luoghi aperti. ¶ Ing.: all’aperto.


Più che il fare in sé, mi piacerebbe molto i posti. M’intrigano molto i posti, quindi più la situazione contingente. Mi piacerebbe farlo all’aperto, non in mezzo alla strada sapendo che passa qualcuno, però in posti dove fondamentalmente qualcuno può passare ma non è detto che passi. La cosa bella di questo è che la passione possa essere talmente forte che il fatto che il luogo in cui lo fai è inadatto non riesce a frenarti” (t.r.a.)


OUTING. Termine pop. indicante l’affermazione pubblica del proprio orientamento sessuale, in genere di tipo diverso dall’eterosessualità. ¶ Ing.: uscita.


OVAIO. Organo genitale interno femminile, pari, situato al lato dell’utero e connesso ad esso tramite il mesovario. Le ovaie hanno una funzione riproduttiva ed endocrina, infatti producono gli ovuli, secernono estrogeni e progesterone. L’ovaio contiene, già alla nascita, tutti gli ovuli che saranno espulsi durante il corso della vita. Con il passare del tempo l’ovaio diventa sempre più fibrotico e, in menopausa, vengono a cessare la maggior parte delle sue attività.


OVULAZIONE. Espulsione dell’ovulo maturo dall’ovaio. Essa avviene una volta al mese, generalmente in maniera alternata da un ovaio all’altro, circa il 14° giorno del ciclo mestruale, cioè dai 16 ai 12 giorni prima dell'inizio del flusso mestruale. Una volta espulso, l’ovulo viene captato dalle fimbrie della tuba di Falloppio e quindi portato nel lume della tuba stessa. Nel caso sia avvenuto un rapporto sessuale non protetto, di norma l’ovulo incontra nel lume della tuba gli spermatozoi eiaculati in vagina che hanno risalito le vie genitali femminili e, una volta fecondato, si sposta nell’utero dove avviene l’annidamento sull’endometrio, mucosa che riveste la parete interna uterina. Da ciò segue la gravidanza.


OVULO. O cellula uovo. Gamete femminile fecondabile dallo spermatozoo. L'ovulo, con un diametro di 150 micron, è la cellula più voluminosa prodotta dal corpo umano. Essa, una volta completato il suo stato di maturazione, viene rilasciata dall’ovaio ed eventualmente fecondata dal gamete maschile nelle tube di Falloppio. La dimensione dell’ovulo è giustificata dal suo contenuto di nutrienti, utili a far sopravvivere la cellula stessa nel periodo di tempo che va dalla fecondazione all’annidamento, il che generalmente corrisponde alla migrazione dalla tuba all’utero. Se l’ovulo non è fecondato, esso viene eliminato con il flusso mestruale e, data la sua natura microscopica, esso non partecipa affatto alla qualità fisica del sangue mestruale espulso.


Viene detta superfecondazione la fecondazione di due ovuli distinti a breve distanza di tempo l’uno dall’altro ma in rapporti sessuali differenti. Ne deriva che, com’è accaduto ed è stato dimostrato, possano nascere contemporaneamente due figli generati da padri diversi. Nel caso della superfetazione avviene la fecondazione di un ovulo dopo che nell’utero si è già annidato un altro embrione. Ciò accade perché potrebbe essere avvenuta un’ovulazione mentre la prima gravidanza era già in atto e il secondo embrione si è annidato nell’utero prima che il precedente abbia reso impossibile l’attecchimento di un secondo. La superfetazione è un evento altamente improbabile nella specie umana.


OZOFILIA. Forma di osfresiofilia nella quale gli odori che provocano eccitazione sono quelli d’origine corporea in genere ritenuti sgradevoli, come ad esempio quello del sudore o dei genitali non lavati. ¶ Dal gr. ozo, emanare cattivo odore.


Ricercatori svizzeri dell’università di Ginevra (Myriam Troccaz et al., 2009) hanno chiesto a 24 uomini e 25 donne di compiere un’attività fisica moderatamente intensa per poter poi raccogliere il loro sudore e questo per un periodo di tre anni: la finalità della ricerca era di analizzare due dei maggiori componenti chimici del sudore umano: un acido grasso volatile ((R)/(S)-3-idrossi-3-metilesanoico o (R)/(S)-HMHA) e un tiolo volatile specificatamente umano ((R)/(S)-3-metil-3-sulfanilesano-1-lo o (R)/(S)-MSH). Quanto queste due sostanze chimiche erano implicate nell’odore di sudore maschile e femminile? I risultati indicano che le donne emettono molto più tiolo, il quale, messo a contatto con determinate colture batteriche simili a quelle presenti sul corpo umano (Staphylococcus epidermidis, Corynebacterium jeikeium, Staphylococcus haemolyticus), produce un odore simile a quello delle cipolle. Gli uomini invece emettono in quantità maggiore l’acido grasso che assumerebbe un odore rancido simile a quello del formaggio. Lo studio ha confermato che la composizione chimica del sudore è importante per determinare l’odore dello stesso e quest’ultimo può essere modulato dalla presenza batterica e dal genere sessuale della persona. I campioni di sudore ritenuti più sgradevoli all’olfatto sono stati ritenuti quelli femminili, cioè quelli con una maggior quantità di (R)/(S)-MSH.

 

 

 

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