XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

PRESERVATIVO. O profilattico. Contraccettivo di barriera costituito da una sottilissima guaina di lattice (o poliuretano e polisoprene) che veste il pene in erezione durante il rapporto penetrativo o la fellatio. Oltre alla funzione antifecondativa, il preservativo associa la funzione di protezione dal contagio di malattie sessualmente trasmissibili. I preservativi vengono prodotti e venduti in diversissimi modelli: stimolanti (dotati di nervature e rigonfiamenti che vanno a stimolare la parete vaginale), colorati, profumati, con liquido spermicida, ritardanti (con benzocaina che produce un effetto blandamente anestetizzante), etc. Nessuno di essi va usato con sostanze lubrificanti che non siano a base d’acqua. Nel 1988 è stato messo in commercio anche un preservativo per donna, una sorta di manicotto di lattice da inserire in vagina che però non pare aver incontrato un’ampia diffusione. La limitazione all’uso del preservativo può dipendere da vari fattori, quali dettami religiosi, costo del prodotto, vergogna sociale ad acquistarlo o percezione che il dispositivo limiti le sensazioni fisiche e causi perdita d’erezione. Se pur vero che le sensazioni fisiche percepite durante la penetrazione senza l’uso del profilattico sono più marcate e che l’uso di esso può interrompere l’escalation erogena e ingenerare ansia, è altrettanto vero che, con la complicità del partner, l’utilizzo del profilattico può diventare un atto abbastanza naturale e per nulla “traumatico” oltre al fatto che riflettere un attimo sui rischi che potrebbe comportare non utilizzare il preservativo dovrebbe generare molta più ansia di quella che ne comporti l’utilizzo. Il preservativo come mezzo contraccettivo ha un indice di Pearl teorico di 3 e pratico di 15. 


Benché la Chiesa Cattolica rimanga attualmente dell’avviso che la regolazione delle nascite sia oggettivamente conforme alla moralità quando è attuata dagli sposi con la continenza periodica e il ricorso ai periodi infecondi, e che sia intrinsecamente immorale ogni azione che si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione [Link], e che quindi l’utilizzo del profilattico sia immorale, vale la pena ricordare alcuni dati. Il corretto uso del profilattico riduce la trasmissibilità del HIV del 90%, e del HPV, il virus del papilloma genitale, di circa il 70%. Nel 2008, circa 2.700.000 persone sono state infettate dall’HIV e 2.000.000 sono morte di AIDS [Link]. Il papilloma genitale è una delle MST più diffuse al mondo e l’HPV causa circa il 90% dei tumori alla cervice uterina, il quale a sua volta viene diagnosticato ogni anno a 500.000 donne; di queste donne 300.000 all’anno muoiono per il cancro, l’80% di esse vive in paesi in via di sviluppo [Link]. Ne deriva che, virtualmente, l’utilizzo del preservativo eviterebbe ogni anno il contagio di 2.430.000 persone da HIV (e relativi decessi) e la morte per cancro alla cervice di 270.000 donne. A ciò si aggiunga la possibilità offerta dal profilattico di ridurre grandemente la trasmissione di altre malattie quali l’herpes genitale, la clamidia, la gonorrea, l’epatite B, etc. La Chiesa, resa edotta di questi dati offerti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2006 aveva commissionato al Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute uno studio approfondito sull’opportunità di un moderato permissivismo relativamente all’uso del profilattico. Lo studio non è mai decollato. La strategia della Chiesa per combattere l’AIDS e le altre MST, per ora sembra rimanere quella suggerita da Benedetto XVI il 1° dicembre 2005 (giorno della XVIII Giornata Mondiale contro l’Aids): “continenza, fedeltà nel matrimonio, educazione, assistenza ai poveri”.


PRESSA TESTICOLARE. Dispositivo tipicamente usato nelle attività di ball torture, in genere di forma cilindrica costruito in modo da esercitare una pressione regolabile sui testicoli.


PRE-TEEN. Categoria pornografica illegale che vede come protagonisti principali bambini inferiori ai 12 anni di età. → pedopornografia. ¶ Ing.: preadolescente.


PRETENDING. Atto del pretender, cioè colui che, nell’ambito del feticismo delle disabilità e dell’handicap, si finge disabile. A questo scopo la persona può procurarsi gli ausili tipici dei disabili (sedia a rotelle, protesi di vario tipo, stampelle, etc.) e gestire la propria sessualità e/o buona parte della propria giornata come se fosse un disabile di qualche tipo (amputato, paraplegico, cieco, etc.). Vi sono essenzialmente due tipi di pretenders: il primo tipo simula l’handicap per il puro gusto di farlo, per feticismo sessuale o per attirare l’attenzione degli altri su di sé, il secondo tipo ha una compulsione a simulare l’invalidità in quanto affetto da un disturbo d’identità dell’integrità corporea (vedi apotemonfilia). → acrotomofilia. ¶ Ing.: simulazione.


Nel 1983, Dixon pubblicò i risultati del primo questionario mai somministrato ad acrotomofili, soggetti che acquistavano prodotti dalla AMPIX, compagnia che vendeva immagini e storie di persone amputate. I dati misero in luce che gli acrotomofili avevano in genere un diploma superiore, erano professionisti, erano maschi bianchi e il 75% di essi era consapevole del proprio interesse verso gli amputati dall’età di 15 anni. Benché il 55% dei soggetti presi in esame (195) avesse dato, nel corso della vita, un appuntamento ad una persona amputata e il 40% avesse fatto sesso con una’amputata, solo il 5% si era sposato con una disabile. Il 53% aveva finto un’amputazione e l’11% l’aveva fatto in pubblico, così come il 71% aveva fantasticato di essere un amputato. Questi dati indicano che il soggetto devoto (devotismo) tende anche ad essere, od essere stato, pretender e wannabe.


PRIAPISMO. Erezione di natura patologica, spontanea e incontrollata non legata a stimolo sessuale, dovuta a infiammazioni della mucosa uretrale, ipertrofia prostatica, polipi vescicali o traumi ai corpi cavernosi. Si può tuttavia osservare anche un priapismo idiopatico dovuto a fattori psicologici, i quali possono prolungare l’erezione con la conseguente stasi ematica nei corpi cavernosi. ¶ Dal nome del dio greco Priapo, rappresentato con il pene in erezione.


PRIMA VOLTA. Loc. pop. che fa riferimento al primo rapporto sessuale, e quindi alla perdita della verginità.


PRO-AM. Produzione pornografica realizzata da professionisti che filmano amatori a fianco di persone del mestiere. Si tratta di un genere nato in USA per opera di Ed Power e i suoi ‘Dirty Debutantes’. Le produzioni definite casting o tryout, che molto successo hanno in internet, sono dei pro-am. ¶ Ing.: PROfessionista-AMatore.


PROCETTIVA, fase. Fase iniziale nel corteggiamento fra un maschio ed una femmina: questa fase è caratterizzata dalle sollecitazioni visive, olfattive e tattili. La fase procettiva, che precede quella accettiva e concettiva, sottolinea il ruolo attivo della femmina nel creare, mantenere ed aumentare l’interazione sessuale. ¶ Termine mediato dall’etologia e introdotto in sessuologia da Frank A. Beach nel 1976.


PROCTOFILIA. Parzialismo legato all’ano e al retto. ¶ Dal gr. proktos, ano.


Mi piacciono tutte le cose anali [...] la verità è che io non ho molto interesse nel rapporto sessuale vaginale. Non riesco a ricordare l’ultima volta che l’ho fatto, mesi e mesi fa probabilmente. Non durerei in una relazione nella quale le cose si limitassero solo ai rapporti vaginali. Dopo un mese il sesso finirebbe in niente, sarei annoiato e me ne andrei altrove. Per me il culo di una ragazza è COME la sua vagina. Perciò, una ragazza DEVE assolutamente essere molto eccitata dalle cose anali che faccio con lei. Se invece lo tollera e basta, ma non lo gode, io mi fermo e me ne vado. Se lei non è più che eccitata, abbastanza per raggiungere l’orgasmo, allora per me semplicemente non c’è il divertimento sufficiente. Fortunatamente la maggior parte delle donne sono MOLTO eccitate quando fai qualche gioco anale in modo corretto” (Link)


PRO-DOMME. Domina professionista. → Dominatrix, Domme.


PROFILATTICO. Vedi preservativo.


PROGESTERONE. Principale progestinico, cioè ormone con effetto pro-gestazionale e femminilizzante. Il progesterone è secreto dal corpo luteo dell’ovaio, dalla placenta e presente nella corteccia surrenale. Nel ciclo mestruale, il ruolo del progesterone è di predisporre l’endometrio (la mucosa che riveste internamente l’utero) ad accogliere l’ovulo fecondato; in gravidanza l’ormone è fondamentale per garantire gli equilibri fra utero, placenta e feto e per lo sviluppo di quest’ultimo. In minor misura, il progesterone esplica funzioni di modificazione di struttura e attività funzionale delle tube di Falloppio e delle mammelle.


PROMISCUITÀ. In ambito sessuale, condotta irregolare in cui si osservano relazioni e rapporti molteplici, in alcuni casi senza che sia fatta troppa distinzione fra partner sessuali maschili o femminili. ¶ Dal lat. pro-, favorevole + miscere, mescolanza.


PRON. Termine colloquiale usato in internet con cui si indica la pornografia o il materiale pornografico. Anche scritto come pr0n.


PROSSENETA. Mediatore di amori illeciti o, in un senso spregiativo, sin. di protettore. ¶ Dal gr. prokseneo, procurare.


PROSTAGLANDINA E1. Sostanza chimica nota farmacologicamente come alprostadil e venduta con il nome Caverject®. Essa viene utilizzata nei casi di deficit erettivo ed agisce per vasodilatazione sui corpi cavernosi del pene permettendo un’erezione duratura. Tuttavia l’assunzione di questo farmaco avviene tramite iniezione diretta al corpo del pene da realizzarsi pochi minuti prima del coito, cosa comprensibilmente sgradita alla maggior parte dei pazienti, ancor più da coloro che non hanno un rapporto di coppia stabile. Attualmente la prostaglandina E1 viene progressivamente abbandonata a vantaggio di altri farmaci (inibitori PDE5) di più pratica assunzione e rimane la soluzione elettiva solo per coloro che ricevono una controindicazione relativa all’utilizzo dei più recenti ritrovati. → papaverina.


PROSTATA. Ghiandola conica, composta da tessuto ghiandolare e muscolare che circonda la porzione prossima dell’uretra maschile. La sua superficie anteriore è in rapporto con la sinfisi pubica, la superficie posteriore è in rapporto con l’intestino retto quindi, tramite l’inserimento di un dito nel retto e l’esplorazione della parete intestinale in direzione ventrale, è possibile apprezzare l’organo, soprattutto se questo risultasse ingrossato. La prostata è attraversata dalla prima porzione dell’uretra nella quale viene riversato il liquido prostatico, un secreto leggermente acido, ricco di enzimi e acido citrico che stimola la motilità degli spermatozoi. Il liquido prostatico si riversa nell’uretra durante l’eiaculazione, mischiandosi agli spermatozoi prodotto nei testicoli e al plasma seminale prodotto dalle vescichette seminali. ¶ Dal gr. prostates, che sta davanti.


PROSTITUTOFILIA. Sin. di pornofilia.


PROSTITUZIONE. Attività di prestazione sessuale finalizzata al guadagno economico, esercitata dalla prostituta con carattere di abitualità e professionalità. Si può fare distinzione fra: prostituzione edonistica, prestazione sessuale compiuta in cambio di soldi ma soprattutto mossa dal desiderio e dal piacere di avere rapporti sessuali con diversi individui; prostituzione infantile, operata da minorenni sia autonomamente sia sotto coercizione di adulti; prostituzione necessaria, attività sessuale operata da una donna che non ha, o non crede di avere, altre risorse per sopravvivere se non quelle ottenibili tramite la vendita di prestazioni sessuali; prostituzione sacra, atto sessuale legato a qualche culto religioso, in genere relativo all’idea che lo stato psicofisico concomitante all’orgasmo abbia qualità trascendenti tali da mettere con più facilità in contatto l’uomo con la divinità. ¶ Dal lat. prostituere, esporre per farne commercio.


Se durante un atto sessuale con una prostituta un uomo si ritira prima dell’eiaculazione, si considera che egli si sia pentito e che non abbia peccato di fronte alle leggi di Dio. (Sanchez, 1693)


PROTESI PENIENA. Dispositivo impiantabile chirurgicamente nel pene come trattamento radicale per il deficit erettivo e altri tipi di patologie o traumi che impediscono l’erezione e il coito. Le protesi possono essere piegabili o gonfiabili, costruite come un paio di aste che andranno inserite nei corpi cavernosi del pene. Le aste piegabili lasceranno il pene in uno stato costantemente semirigido e basterà riposizionarle in posizione lineare per ottenere l’erezione e quindi praticare sesso. I dispositivi gonfiabili (o idraulici) invece consentono all’uomo di scegliere in maniera più naturale lo stato di flaccidità o d’erezione. Le protesi peniene vengono utilizzate in quei casi di deficit erettivo che risultano refrattari ad altri tipi di trattamento medico o farmacologico, soprattutto se il deficit si associa a induratio penis plastica o altro tipo di lesioni.


PROTESTA VIRILE. Secondo lo psicoanalista austriaco Adler (1870-1937), modello di comportamento che l’uomo adotta come reazione ai presunti privilegi del sesso opposto.


PROTETTORE. Sfruttatore della prostituzione che vive decurtando parte degli introiti guadagnati da una o più prostituite in cambio della protezione da clienti indesiderati o da malavitosi a lui simili.


PRUNING. Bod-Mod genitale in cui il glande del pene viene amputato completamente, realizzando il più delle volte una specifica fantasia di castrazione o di evirazione. → castrofilia. ¶ Ing.: potatura.


PRURIGINOSO. Cosa o comportamento che provoca eccitazione o solletica la fantasia sessuale e quindi porterebbe a “grattare”, cioè stimolare i genitali.


PSAD. Acr. di Persistent Sexual Arousal Disorder, vedi disturbo da eccitazione sessuale persistente femminile.


PSEUDOCOPULAZIONE. Simulazione dell’atto sessuale che non si conclude nell’accoppiamento.


PSEUDOERMAFRODITISMO. Condizione del soggetto che, per un disturbo della differenziazione sessuale in periodo fetale, presenta caratteristiche del sesso opposto benché vi sia corrispondenza tra il suo sesso cromosomico e quello gonadico, cioè la femmina (XX) ha le ovaie e il maschio (XY) ha i testicoli. Il Pseudoermafroditismo femminile è dovuto ad eccesso di ormoni maschili. Le ovaie sono preservate ma l’aspetto dei genitali non è quello atteso, con vari gradi di virilizzazione. Tali soggetti in genere vengono allevati come appartenenti al sesso femminile e se l’eccesso di ormoni androgeni è avvenuto dopo la tredicesima settimana di gestazione le femmine si dimostrano fertili e con gli organi sessuali interni normali, si osserva però clitoromegalia e irsutismo (abnorme crescita pilifera). Ilpseudoermafrodistismo maschile è dovuto a deficit secretorio del testicolo fetale nel periodo della differenziazione sessuale, incapacità dei tessuti bersaglio di rispondere agli ormoni maschili o incapacità di convertire il testosterone in diidrotestosterone (DHT). I genitali di tali soggetti sono mascolinizzati in modo più o meno incompleto. → ermafroditismo.


PSEUDOMOSESSUALITÀ. Sin. desueto di omosessualità situazionale.


PSICOCHEIROFILIA. Parafilia anche nota come mind control fetish, feticismo del controllo mentale. Eccitamento sessuale nel comportamento o in fantasia derivante dall’idea di alterare il modo di pensare, percepire e comportarsi di un’altra persona. Il feticismo del controllo mentale è legato a fantasie che riguardano poteri paranormali di controllo della mente, così come all’uso di strumentazioni fantascientifiche atte a ipnotizzare le persone. La produzione di filmati hypno porn così come la tecnofilia sono collegati a questo tipo di feticismo. Solo in rari casi il feticista del controllo mentale agisce nella realtà dei veri e propri comportamenti abusanti ma può portare al di fuori della sfera sessuale, e quindi nella realtà quotidiana, un’ideazione bizzarra legata a dei supposti poteri di manipolazione del comportamento altrui e di completa comprensione dei fenomeni umani e sociali, spacciandosi come una sorta di psicologo o sensitivo quasi onnipotente. La natura narcisistica di queste idee causerà con tutta probabilità grave attrito fra il soggetto e le persone con le quali entrerà in contatto. ¶ Dal gr. psykhe, mente + kheiroo, ridurre in proprio potere; termine coniato dall'autore (2010).


“Dovrei dire che sono stato molto insicuro e timido nei confronti delle donne per molto tempo, il che è probabilmente l’origine della fantasia… Se sono troppo timido e imbarazzato per sviluppare una relazione, perché non saltare la costruzione della relazione e semplicemente controllarla?” RobotMaster [soprannome del soggetto] è sposato con una donna che occasionalmente gli consente, durante il sesso, di dirle esattamente cosa fare. “Lei era spaventata all’inizio per il fatto che io potessi essere legato a qualcosa di molto perverso e sbagliato, ma dopo averle parlato e averle spiegato il modo in cui ciò si lega alle mie fantasie di ipnosi e controllo mentale, lei l’ha accettato”.Il metodo favorito di RobotMaster di realizzare queste fantasie, tuttavia, avviene tramite l’uso di siti internet di sesso interattivo. “Chiedo alle donne in siti di spettacoli privati di muoversi e comportarsi roboticamente per me: striptease sexy e robotici; camminare come un robot, fingere di disattivarsi e riattivarsi” (Gates, 2000)


PSICOSI MESTRUALE. Assolutamente distinta dalla sindrome premestruale, la psicosi in questione è un disturbo psichiatrico assai raro descritto la prima volta nel 1850; si calcola che da allora siano stati solo 80 i casi davvero ascrivibili a questa patologia. La psicosi mestruale esordisce una settimana prima dell’inizio del flusso mestruale ed è caratterizzata da stati maniacodepressivi associati a deliri e allucinazioni. Le donne con disturbo bipolare sembrano più soggette a tale psicosi, soprattutto se sofferenti di amenorrea o menorragia. La rimozione delle ovaie non sembra sortire nessun effetto su tale psicosi. → mestruazione.


PSICOSI NUZIALE. Disturbo psicotico breve che verrebbe scatenato dallo stress legato alla cerimonia nuziale e ai timori sessuali relativi alla prima notte di nozze. I fattori culturali e l’investimento sociale legato al matrimonio paiono elementi particolarmente importanti nell’insorgenza di questo disturbo schizofreniforme che, in poco più delle metà dei casi, colpisce persone che non hanno mai avuto episodi psicotici.


PSICROFILIA. O psicrocismo. Attrazione parafilica per tutti quei giochi sessuali che concernono l’uso del ghiaccio, di sostanze o oggetti freddi (es. vibratori posti in frigorifero prima dell’uso) e di attività sessuali praticate in ambienti con clima rigido. ¶ Dal gr. psykros, freddo.


Un freddo pungente contro la vostra pelle stimola sia le terminazioni nervose del dolore che quelle termocettive, le quali sono esattamente le fibre che scatenano l’orgasmo. Prima del rapporto sessuale, la moglie ponga al lato del letto una coppa di ghiaccio tritato o alcuni pezzi di ghiaccio avvolti in un telo umido. Entrambi i partner si spoglino e godano del coito […] Quando il marito sta per raggiungere l’orgasmo, la moglie prenda una manciata di ghiaccio tritato o il telo raffreddato. Esattamente quando l’orgasmo ha inizio, ella ponga il ghiaccio contro la zona inguinale e scrotale del proprio marito e lo trattenga in loco fino alla conclusione dell’orgasmo. (Eichenlaub, 1962)


PUBARCA. Fase dello sviluppo sessuale, successiva all’adrenarca, caratterizzata dalla comparsa della prima peluria pubica. Nella bambina, al pubarca segue il telarca e il menarca. Tale fase è distinta e indipendente rispetto al processo di maturazione delle gonadi che porta alla maturità sessuale e alla fertilità. 


PUBLIC. Anche exhibitionist. Categoria di video e foto pornografiche in cui gli atti sessuali vengono realizzati in luoghi pubblici frequentati (strade, supermercati, piscine, etc.). Le scene sono girate nel momento in cui nessuna persona sembra guardare, così da evitare problemi legali. In genere gli attori, semi-professionisti o amatori, si limitano a mostrare i genitali o a masturbarsi brevemente ma in alcuni casi le scene sessuali sono più complesse ed esplicite e realizzate senza troppo curarsi della reazione pubblica. ¶ Ing.: pubblico.


PUCCIARE IL BISCOTTO. Loc. pop. indicante eufemisticamente la penetrazione vaginale, così come alte locuzioni simili (es. intingere il pennello) in cui figurativamente si descrive un oggetto di forma fallica che viene inserito o messo in contatto con un contenitore di sostanze liquide.


PUDENDA. Sin. obsoleto di vulva, in quanto parte del corpo che costituisce oggetto di pudore. ¶ Dal lat. pudere, sentir vergogna.


PUDICIZIA. Virtù che sostituisce riservatezza e modestia al desiderio o all’atto sessuale, in quanto motivo di peccato e scandalo. ¶ Dal lat. pudere, sentir vergogna.


PUGNETTA. Termine gerg. indicante un atto di masturbazione maschile, sin. di sega. ¶ Da “pugno”, poiché il movimento masturbatorio viene compiuto con la mano chiusa intorno al pene.


PULSIONE. Fenomeno dinamico caratterizzato da un desiderio o una spinta psicologica che trae forza da un’eccitazione corporea. La soddisfazione della pulsione consisterà nel risolvere la tensione per mezzo di una persona, una cosa, un evento o altro.


PUNCHING. Tipo di fisting che prevede la penetrazione della vagina o dell’ano tenendo la mano a forma di pugno, senza che inizialmente le dita siano disposte a becco in modo da rendere più agevole il procedimento. ¶ Dall’ing. punch, pugno.


PUNGOFILIA. Parafilia sadomasochistica di coloro che durante l’atto sessuale amano essere pizzicati o pizzicare con una certa violenza o ottenere lo stesso risultato tramite mollette e/o morsetti.


PUNTO A. O AFI, Antero-Fornicale-Intravaginale. Punto interno al canale vaginale che, se stimolato, genererebbe una rapida lubrificazione e un intenso orgasmo. Il punto A è localizzato nel fornice anteriore, sopra la cervice, dove la parete vaginale inizia a curvarsi all’insù; in pratica, sempre che si sia trovato il punto G, occorrerebbe proseguire in linea retta più in profondità (circa 4-5 cm avanti). Lo scopritore del punto A, il sessuologo malese Dr. Chuan Chee Ann, garantisce che la stimolazione di tale zona della vagina a scopo terapeutico 10 minuti al giorno garantirebbe di ottenere regolarmente lubrificazione e orgasmo anche senza preliminari.


PUNTO DI NON RITORNO. In ambito sessuale, il momento preciso in cui un uomo, nel passaggio dalla fase di plateau a quella di orgasmo, non ha più il controllo della propria reazione sessuale e non si può più trattenere dall’eiaculare.


PUNTO G. Anche concentrazione erotorecettoriale di Gräfenberg o punto ASI (Antero-Supero-Intravaginale). Zona particolarmente sensibile del canale vaginale, localizzata nello spazio fra la parete anteriore della vagina e la parete posteriore della vescica, ad una profondità di alcuni centimetri rispetto all'ingresso del canale vaginale. La posizione del punto G può essere rintracciata prendendo come punto di riferimento anatomico l'osso pubico: la zona interessata si troverebbe nella vagina circa a questo livello. Rintracciare il punto G tramite esplorazione manuale tuttavia risulta non sempre di facile attuazione, in parte perché esso rappresenterebbe una piccola struttura erettile che aumenta di volume solo in stato di forte eccitazione e, d’altro canto, perché pare che tale punto erogeno non sia presente in tutte le donne. Di fatto diversi studi hanno messo in dubbio l’esistenza del punto G che, fra l’altro, non è chiaro se sia il residuo di una primordiale ghiandola prostatica femminile involuta per differenziazione sessuale in periodo fetale (ghiandole di Skene), se sia la parte terminale della struttura interna del clitoride (l’ipotesi più probabile), se si tratti della medesima cosa della spugna uretrale (Punto U) oppure sia un semplice ispessimento della parete divisoria tra uretra e vagina che in alcune donne pare essere riccamente innervato. Allo stato attuale della ricerca scientifica, che non riconosce a livello anatomico una struttura quale quella del Punto G, non è da escludere l’ipotesi che tale ineffabile zona erogena altro non sia che un costrutto sociale il cui successo è dovuto al senso di rassicurazione offerto dall’idea che la donna possieda un preciso pulsante per accendere ed esaurire infallibilmente la passione, cosa che esalterebbe l’uomo, il quale non dovrebbe fare altro che trovare quel punto, e placherebbe le ansie della donna, per la quale l’eliminazione di buona parte delle insoddisfazioni sessuali sarebbe a portata di mano. ¶ Descritto la prima volta dal ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg nel 1950.


Io posso sentire il mio Punto-G. Per me funziona se sono molto stimolata (a livello del clitoride) e se inserisco un dito nella mia vagina e sfrego nella parte superiore. Si sente come una piccola zona con la superficie rugosa, e se continuo la stimolazione del clitoride mentre stimolo il Punto-G, oh mio Dio... è come... il miglior orgasmo in assoluto. Buona fortuna per la tua ricerca. Ci sono un sacco di modi per trovare lo stesso punto (ad esempio con un ragazzo) ma penso che tu abbia bisogno di trovartelo prima da te, poi insegnerai a qualcun altro a stimolarlo!” (Link)


 “Ad essere sincero sul Punto G ho i miei dubbi, anche se ho stimolato in quel punto più di una ragazza. Alcune reagiscono molto molto bene alla cosa, e questo ti dà l’impressione che tu abbia davvero trovato il punto. Però, come saprai, quel tipo di stimolazione, verso l’alto, è particolare. Voglio dire che sono sicuro che le ragazze a cui l’ho fatto e che stavano reagendo bene, capivano esattamente cosa stavo cercando di fare e quindi reagivano come credevano dovessero reagire alla cosa. O forse fingevano, spero di no. Altre invece non rispondevano granché alla stimolazione, e la zona e la stimolazione era la stessa. In più, ti dirò, che questa zona interna alla vagina, più duretta, più precisa... con le dita non senti nulla di veramente particolare. La vagina dentro è rugosa eccetera, quindi se hai voglia di sentire qualcosa di strano finisce che lo senti. Non c’è una donna uguale all’altra: ognuna ha un suo personale Punto G che devi trovare. Magari è fra le scapole, per dire, e tu perdi tempo a cercarlo nella vagina!” (t.r.a.)


Ragazzi, sono disperata, ma non provo nessun piacere nella stimolazione del punto G, eppure sono convinta che mio marito mi stimoli il punto giusto, perché ho la sensazione di urinare, qualche bruciore e poi passa tutto, nel frattempo mio marito mi dice che la zona si è indurita ma anche se insistiamo...niente,non provo nessun piacere... È anchevero che ci abbiamo provato solo due volte ma più passa il tempo e più midemoralizzo, perché tutte parlano di orgasmi intensi e ripetuti e sono curiosa di provare anch'io...” (Link)


PUNTO L. Nell’uomo, zona erogena che si troverebbe alla base del pene, quindi internamente al corpo, stimolabile tramite massaggio perineale o penetrazione anale o ancora con una fellazio realizzata aspirando leggermente dall’uretra. Il punto L, parte del muscolo pubococcigeo, sarebbe il principale responsabile del piacere sessuale legato a penetrazione rettale. ¶ Dal nome della psicoterapeuta Leslie Leonelli che per primo ha segnalato il punto erogeno.


PUNTO REN-MO. Zona erogena maschile situata fra l’ano e lo scroto, quindi in area perineale alla base del pene. Il massaggio di questo punto, soprattutto in fase di plateau, genera particolare piacere; la compressione del punto ren-mo in fase d’eiaculazione blocca la fuoriuscita dello sperma poiché va ad occludere il canale uretrale con conseguente eiaculazione retrograda. Secondo alcune filosofie orientali il trattenimento nel corpo del liquido seminale impedirebbe uno spreco di energia fisico-spirituale, in un’ottica meramente psicofisica non si vede nessun motivo valido per cui occorra impedire o invertire una reazione fisiologica. ¶ Nella medicina tradizionale cinese, con “ren mo” si indica il percorso energetico che ha un ruolo nel concepimento e nel mantenimento del feto.


PUNTO U. Anche punto PU (ParaUretrale). Nella donna, piccola area di tessuto sensibile localizzato sopra e intorno al meato urinario. Per alcuni sin. di Punto G. → ghiandole di Skene.


PUP PLAY. O Puppy play. Variazione sessuale SM simile al pony play, in cui un soggetto assume il ruolo di cucciolo di cane, abbaiando, mangiando dalla ciotola, etc. ¶ Ing.: gioco del cucciolo.


La tradizione vuole che il filosofo Aristotele fosse un pony-boy, tanto che alcuni psichiatri definirono il ponyplay “perversione aristotelica”.


PURITANO. Seguace del puritanesimo, movimento protestante calvinista inglese del XVI secolo. Termine divenuto comunemente sin. di persona con strettissime vedute in ambito sessuale, così come fu per molti puritani protestanti dell’America coloniale.


Nella prima metà del XIX secolo, fra gli statunitensi puritani, si diffuse l’abitudine di rivestire le gambe dei pianoforti a coda con del tessuto, perché non risultassero troppo crude ed allusive.


PUSHY SUB. O greedy sub, sottomesso avido. In una relazione BDSM, sub che stuzzica il Dom in modo da ottenere una punizione, esplicitando una dinamica per la quale tramite un’azione passiva il sub assume il vero dominio nella coppia a spese di chi apparentemente dovrebbe essere il dominante. → dominazione dal basso; attivo; passivo. ¶ Ing.: sottomesso che spinge (aggressivo).


PUTTANA. Sin. di prostituta, termine sovente usato in senso ingiurioso nei confronti di una donna il cui comportamento sessuale è ritenuto spregiudicato. ¶ Dal lat. barbaro putana, che è da puta, fanciulla.


PUTTANIERE. 1) Frequentatore di prostitute. 2) Uomo uso ad avere molteplici rapporti sessuali con diverse partner senza nessuna implicazione affettiva. Sin. spregiativo di playboy o donnaiolo.


PUTTANTOUR. Giro in macchina insieme agli amici, quasi sempre solo di sesso maschile, finalizzato ad osservare le passeggiatrici che si prostituiscono per i viali; generalmente nessuna delle persone che fa il puttantour s’intrattiene con una prostituta poiché il fine del giro è goliardico e non sessuale. ¶ Crasi delle parole "puttana" e "tour", giro.

 

 

 

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