XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

SCOPOFILIA. Anche mixoscopia. Eccitazione e gratificazione sessuale, in genere di tipo non elettivo, derivata dal guardare persone che, consensualmente, si concedono alla vista mentre si spogliano, s’impegnano in attività sessuali o in situazioni comunemente ritenute intime. La scopofilia nasce dal naturale piacere e dall’istintiva curiosità di osservare la nudità e gli atti sessuali ma si caratterizza, per il soggetto scopofilo, come fenomeno non occasionale bensì ricercato attivamente, seppur in genere non rappresenti l’unico modo in cui è possibile ottenere gratificazione sessuale. La scopofilia si distingue dal voyeurismo (anche se altrove è considerato sin.) per tre caratteristiche determinanti: la consensualità di coloro che vengono osservati, la potenziale volontà di entrare in contatto fisico con la persona che viene osservata e la capacità di saper ottenere soddisfacimento sessuale in altri modi. ¶ Dal gr. skopeo, guardare.


SCRIPT SESSUALE. Modello individuale e soggettivo di attitudini ed aspettative relative al comportamento sessuale, ai ruoli, alle emozioni e alle relazioni interpersonali. Lo script riflette non solo le esperienze personali ma le influenze familiari e culturali.


SCROTO. Anche sacco scrotale o borsa testicolare. Sacco fibromuscolare, sospeso esternamente sotto la sinfisi pubica, contenente i testicoli e la parte dei funicoli spermatici adiacenti ad essi. Lo scroto è formato da uno strato epidermico che presenta delle pliche, o rughe trasversali, e dal rafe che decorre dalla base ventrale del pene fino al perineo dividendo lo scroto in un compartimento destro e sinistro. Al di sotto si ha il muscolo dartos, formato da una rete muscolare che permette il corrugamento dello scroto o il suo rilassamento in modo da aumentare o diminuire la superficie epidermica e quindi regolare la dispersione di calore. Al di sotto del dartos vi sono tre rivestimenti del funicolo spermatico (fascia perineale e spermatica). La funzione dello scroto è di proteggere i testicoli e di mantenere la loro temperatura a 1-2° C al di sotto di quella del corpo, condizione base per una corretta spermatogenesi. Lo scroto si corruga non solo in risposta ad uno stimolo termico freddo ma anche in risposta ad eccitazione sessuale e nella fase d’orgasmo. Lo scroto è l’omologo delle grandi labbra vulvari nella femmina. ¶ Dal lat. scrautum, sacco di pelle per le frecce.


SCROTOFILIA. O scrotismo. Parzialismo relativo allo scroto o particolare piacere sessuale ottenuto dalla stimolazione di esso. → orcheotripsi; orcheotage.


SCUDO VAGINALE. Dispositivo bipolare elettrico di forma curva, simile alla parte anteriore di uno slip, da applicare sulla zona vulvare. Esso è provvisto di due elettrodi che scaricano sulla suddetta zona anatomica una limitata scarica elettrica. È un oggetto usato nei giochi sadomasochistici di elettrotortura.


SCULACCIARE. Percuotere le natiche con la mano aperta. Si tratta di un’azione molto comune nel rapporto sessuale, agita più sovente dall’uomo alla donna, praticata di norma in maniera sporadica e non sistematica per accrescere l’eccitazione durante il rapporto sessuale. Quando diventa elemento determinante nel rapporto sessuale si parla di spanking, pratica comune nella subcoltura SM e di Dominazione. ¶ Der. di culo, con s- intensivo.


Chi non ha dato una o due pacche sul sedere alla propria donna mentre, per esempio, la prende da dietro. A qualcuno piace di più e ad altre persone meno, però mai successo che una mi dicesse ‘Cosa stai facendo?’ o che si arrabbiasse. Io però non esagero, più di qualche sculacciata non vado avanti. Non è una cosa che mi eccita più di tanto. Alcuni ne fanno una malattia e stanno lì a farsi il culo rosso. Ognuno ha i suoi gusti. Comunque qualche donna, non tante, mi hanno toccato il culo con forza... forse non proprio delle sculacciate ma... magari a loro sarebbe piaciuto. Avrei dovuto chiedere, magari si aspettavano che dessi il la; ma tanto non mi piace essere sculacciato, perciò...” (t.r.a.)


SCULETTARE. Camminare ondeggiando in modo accentuato le natiche e le anche, con finalità seduttiva o esibizionistica. ¶ Der. di culo, con s- intensivo.


SECCHEZZA VAGINALE. Condizione nella quale la lubrificazione vaginale è insufficiente, accompagnata in genere da sintomi quali prurito e bruciore intorno all’ostio vaginale e nel terzo inferiore della vagina. Il principale problema legato alla secchezza vaginale è che il rapporto penetrativo diventa doloroso (dispareunia). Nonostante la secchezza possa presentarsi in ogni periodo della vita della donna, è un problema comune per quella in menopausa. La cessata produzione di estrogeni tipica del periodo menopausale porta a una diminuzione dei livelli di glicogeno, a un innalzamento del pH (a 6-7) e un assottigliamento dell’epitelio mucoso della vagina, cioè l’epitelio del canale vaginale diventa più sottile, più fragile e meno lubrificato. Oltre alla menopausa, anche alcuni farmaci (es. gli anticolinergici) possono portare alla condizione di secchezza. Un lubrificante intimo applicato sull’ostio vaginale o sul pene può prevenire il senso di fastidio durante il rapporto sessuale. → lubrificazione vaginale.


SECTIFILIA. Forma di esofilia nella quale il desiderio è diretto verso individui che appartengono a un gruppo religioso differente. ¶ Dal lat. secta, dottrina.


SEDIA DI CONTENZIONE. Nato come strumento di tortura, la sedia di contenzione viene usata in pratiche sadomasochistiche che prevedono l’immobilizzazione del sub il quale, tuttavia, avrà esposta l’area genitale ed altre parti del corpo così che siano accessibili al Dom. → poltrona da stupro.


SEDUCTION COMMUNITY. Subcultura diffusa soprattutto in internet composta principalmente da uomini che fanno delle tecniche di seduzione una vera e propria arte, aumentando la loro competenza sociale tramite lettura di libri sull’argomento e scambio d’idee, soprattutto se queste vengono dai pickUp artists o PUA (artisti dell’abbordaggio), questi ultimi, così si dice, veri e propri maestri in ambito seduttivo. La seduction community accresce il proprio bagaglio culturale tramite letture psicologiche e sociologiche soprattutto legate alla programmazione neurolinguistica (PNL), modello comunicativo strategico mirato alla comprensione e alla manipolazione dell’interlocutore. Proprio per la sua tendenza alla manipolazione che nasconde tratti narcisistici da parte di chi la mette in atto, i detrattori della seduction community accusano quest’ultima di essere lo specchio di un’adolescenziale desiderio di conquista, così come di essere frequentata per lo più da uomini sfortunati in amore, perché timidi ed impacciati socialmente, istruiti da furbi che vendono loro speranze e tecniche che non danno nessuna certezza di successo, né consentono alla persona di agire in maniera naturale nel rapporto con gli altri. → psicocheirofilia. ¶ Ing.: comunità della seduzione.


“Quanto a lungo dovrei aspettare prima di chiamarla ancora?” e “Le dovrei dire alla fine del primo appuntamento che la vorrei vedere ancora?”. Diciamo che l’hai vista sabato sera. Ti piace. Molto. La vorresti vedere ancora il sabato successivo. Quindi ti chiedi quale é la migliore strategia per chiamarla. La dovresti chiamare più tardi la stessa notte? A meno che lei non abbia dimenticato delle medicine salvavita nella tua macchina, questo ti farebbe apparire troppo solo e ansioso. La dovresti chiamare domenica? Se lo fai, rischi di darle l’idea che lei è l’unica donna che conosci in città. Chiamarla lunedì? No, troppo prevedibile. Martedì? Non è la mossa più tattica. Lascia che si preoccupi un pochino. Mercoledì? Arrivata a mercoledì sarà abbastanza preoccupata per il fatto che tu non la voglia più sentire. La mossa più tattica è chiamarla mercoledì pomeriggio al lavoro o a casa [...] Ora, ancora meglio, è chiamarla venerdì, non per il weekend subito seguente ma per quello successivo. La lascerà in forse ma ancora interessata. (Leil Lowndes, 2001)


SEDUZIONE. Capacità di suscitare su una o più persone una viva attrazione alla quale è difficile resistere. Uomini e donne adottano diversi accorgimenti per sedurre le persone mira del loro interesse: questi possono riguardare il lato estetico (trucco, pettinatura, cura del corpo, abbigliamento, profumi, gioielli, etc.) o esaltare alcuni lati del carattere che si reputano possano risultare accattivanti (empatia, simpatia, gentilezza, sicurezza in sé, etc.) come anche elementi che possano far trasparire benessere economico e status sociale. In genere i membri del medesimo gruppo sociale e culturale condividono i parametri che guidano la seduzione. La selezione naturale può amplificare il mantenimento di alcune caratteristiche che si ritengono più adatte ai fini dell’attrazione. Nel comportamento seduttivo è caratteristica la tendenza all’esagerazione che giustifica l’esuberanza di alcuni tratti; questo è tipicamente osservabile nel regno animale, dagli atteggiamenti sociali all’esposizione di alcuni particolari attributi fisici (→ selezione sessuale). Ciò che viene ritenuto seduttivo è tuttavia molto soggettivo ed è piuttosto difficile prevedere cosa possa risultare seduttivo per una persona piuttosto che per un’altra. A livello evolutivo ciò permette una variazione nella specie che altrimenti vedrebbe il mantenimento e l’esasperazione di alcuni specifici tratti ma anche un indebolimento del patrimonio genetico. Nonostante la naturale tendenza ad “esagerare”, è senso comune che non valga la pena improvvisare caratteristiche di status o di personalità che in verità non si possiedono in quanto, soprattutto in una relazione a lungo termine, verrebbero a galla quei tratti di personalità che sono stati tenuti nascosti e sarebbero sbugiardati quelli fittizi. ¶ Dal lat. seductio, l’atto di portare in disparte.


La società poliginica di tipo sororale dei Kurtachi, abitante a nord di Bougainville (una delle isole Solomon), era una delle poche in cui le donne e le ragazze esponevano direttamente ed intenzionalmente i loro organi genitali per invitare ad attività sessuali.


SEGA. Sin. gerg. di masturbazione maschile. → androradipsismo. ¶ Dalla similitudine fra il movimento con cui si adopera l’omonimo strumento da taglio e il movimento del braccio durante l’atto masturbatorio.


[Le cause della masturbazione] “Primavera, climi temperati, abbigliamento inadatto, alimentazione ricca, indigestione, eccessivo lavoro mentale, irrequietezza, cattiva igiene personale specialmente di tipo locale, mantenere a lungo tempo la posizione eretta o seduta, deambulazione troppo monotona, stare seduti a gambe incrociate, sculacciate, alzarsi tardi la mattina, coccole, busti e corsetti che producono stagnazione ematica o iperemia nella parte inferiore del corpo, eccessivi sforzi di memoria” (Hall, 1904)


SELEZIONE SESSUALE. Teoria proposta dal naturalista Charles Darwin (1871) secondo la quale alcuni tratti evoluzionistici possono essere giustificati dalla competizione riproduttiva fra membri della stessa specie animale. Si definisce selezione intrasessuale la competizione che avviene fra i membri dello stesso sesso (in genere maschi) per ottenere l’accoppiamento con le femmine, mentre si parla di selezione intersessuale relativamente alla scelta del partner riproduttivo. Nel regno animale la femmina preferisce accoppiarsi con maschi con caratteristiche sessuali secondarie particolarmente appariscenti (corna, piumaggio, muscolatura, etc.) questo è stato giustificato da due modelli teorici: la teoria della selezione rapidissima e l’ipotesi dei buoni geni. Secondo la prima, proposta dal biologo evoluzionista Ronald Fisher (1930), le caratteristiche o i comportamenti esagerati maschili vengono selezionati semplicemente perché rendono i maschi più attraenti agli occhi delle femmine. Le caratteristiche esagerate sarebbero ereditarie, così come la preferenza delle femmine per tali caratteristiche. Per la seconda teoria, introdotta dall’evoluzionista Amotz Zahavi (1975) come “principio dell’handicap”, le caratteristiche esagerate risulterebbero un limite per la sopravvivenza dell’individuo maschio, sicché la femmina farebbe un’inferenza istintiva fra il tratto maschile esagerato e le qualità genetiche del maschio; ad esempio, in ambito animale, un ricco piumaggio potrebbe essere l’espressione della resistenza genetica a determinati parassiti, quindi solo i maschi in buone condizioni possono esprimere il tratto esagerato. Anche per la razza umana si è mantenuta l’importanza della prestanza fisica come determinante per la scelta del partner ma a fianco di questa sono andati ad aggiungersi elementi di selezione legati all’intelligenza ed al livello culturale, che possono divenire strumenti per una maggiore capacità adattiva, e altri collegati allo status sociale ed al potenziale economico. In genere si ritiene che l’elemento economico come fattore di scelta risponda alla necessità biologica di dare alla futura prole una base sicura di mantenimento ma va rilevato come il tasso di nascita fra la popolazione più abbiente è inferiore a quello delle popolazioni più indigenti. È possibile quindi supporre che lo status economico (ma anche il livello culturale che in fieri è potenziale socio-economico) abbiano assunto valore a prescindere dalla necessità riproduttiva, soprattutto nei gruppi sociali come il nostro in cui la vita agiata e lo status sociale sono valori di per sé, anche se è difficile leggere questa ipotesi in un’ottica evoluzionistica.


SEME. Sin. pop. di sperma.


Dopo uno stato d’eccitazione mentale ed emotiva, l’odore del seme è più acre, dopo un affaticamento muscolare, più aromatico e, dopo parecchi atti coitali ripetuti in rapida successione, esso diventa meno pungente ma stantio e sgradevole. (Van de Velde, 1928)


SEME IRRITANTE, sindrome del. O Burning Semen Syndrome (BSS). Da non confondersi con l’ipersensibilità al seme umano, la sindrome del seme irritante o urticante è stata osservata la prima volta fra coppie in cui il partner maschile era stato in missione militare durante la prima Guerra del Golfo (1991). I sintomi che colpiscono la donna una volta entrata in contatto con lo sperma dell’uomo sono simili a quelli della reazione allergica sopra indicata, tuttavia non vi è di fatto una reazione immunitaria alle proteine spermatiche. Nella BSS anche l’uomo avverte irritazione e fastidio nella zona epidermica entrata in contatto con il suo stesso liquido seminale. Attualmente si sta cercando di determinare se questa sindrome abbia basi infettive, immunologiche o dipenda da un’intossicazione da agente venefico.


SEMETERAPIA. Terapia di medicina alternativa che riconosce al liquido seminale umano, se ingerito, un potere benefico per la salute, in quanto le diverse sostanze che lo compongono avrebbero un ottimo valore nutrizionale, sarebbero d’immediata assimilazione e risulterebbero corroboranti per l’intero fisico. La terapia raccomanda che il donatore di sperma sia in buone condizioni di salute, cioè non abbia malattie sessualmente trasmissibili o non stia seguendo una terapia farmacologica né sia stato esposto a radiazioni o veleni. La persona che assumerà oralmente il seme non deve avere un’allergia allo sperma (ipersensibilità al seme umano) né deve presentare ipersensibilità al testosterone. Nonostante sia risaputo che l’ingestione di liquido seminale non è dannosa, non è invece ufficialmente riconosciuto allo sperma nessun valore curativo né benefico per la salute. → sperma (analisi dello), spermafagia.


SENO. Termine con il quale comunemente ed erroneamente viene indicata la mammella, quando invece il seno è lo spazio sternale fra le due mammelle. Seno naturale, loc. relativa alle mammelle femminili che non hanno subito mai nessun tipo d’intervento chirurgico, con particolare riferimento alla mastoplastica additiva. Con la diffusione dell’implantologia mammaria, avere un seno naturale è diventata una sorta di rivendicazione per le donne che hanno per dote biologica un seno florido e tonico. Con la loc. seno rifatto (o gerg. tette rifatte o finte) si indicano le mammelle il cui volume è stato aumentato tramite l’impianto chirurgico di sacchetti di silicone sotto il muscolo pettorale o fra esso e la ghiandola mammaria (mastoplastica additiva). È un seno rifatto anche quello reso di dimensioni più contenute riducendo chirurgicamente il volume del grasso e della ghiandola mammaria (mastoplastica riduttiva) o che ha subito un’operazione di lifting (mastopessi). ¶ Dal lat. sinus, cavità, depressione.


La tradizione vuole che la mammella perfetta sia quella che sta nel palmo della mano; questo ideale anatomico sembra derivare dal periodo classico. Il modello estetico romano esaltava seni di misura contenuta. Ovidio, ad esempio, negli ‘Amores’ scrisse: habiles papillae (1,4,37) e forma papillarum quam fuit apta premi (1,5,20) e ancora tunc ego te cupiam, domina, et tetigisse papillas (2,16,11); in ognuno di tali passi si tratta di papillae, piccole prominenze, apta premi, adatte ad essere premute, in quanto stanno in una mano.


SENO, complesso del. Preoccupazione femminile relativa alle dimensioni delle proprie mammelle, caratterizzata da un senso d’inadeguatezza più o meno marcato. Il complesso del seno può riguardare l’imbarazzo di avere delle mammelle particolarmente abbondanti ma, il più delle volte, è relativo a mammelle di dimensioni ridotte in base ai canoni estetici della società nella quale si vive. Il complesso del seno femminile è stato in qualche modo paragonato al complesso del pene piccolo. Nella donna le mammelle hanno primariamente la funzione di organo deputato all’allattamento ma altresì esse sono elemento anatomico d’attrazione sessuale per il maschio, anche perché sono il più manifesto ed iconico carattere sessuale secondario che si manifesta nell’anatomia femminile. Da ciò deriverebbe che un seno non attraente o poco appariscente vada a detrimento del potere seduttivo della donna la quale potrebbe sentire intaccata la propria femminilità. L’industria dell’abbigliamento, rispondendo all’attenzione che uomini e donne attribuiscono all’attrattiva rappresentata dalle mammelle, ha sviluppato reggiseno con imbottiture o progettati con una struttura tale da innalzare e comprimere le mammelle (push-up) così da compensare, almeno visivamente, un seno non particolarmente florido. Il successo dell’implantologia mammaria dà in qualche modo la misura di quanto sia il potere erogeno attribuito dalla nostra società all’aspetto delle mammelle e di quanto il possedere un seno tonico, che richiama lo stato del seno in giovinezza, abbia per diverse donne un vero e proprio potere ansiolitico rispetto all’integrità di un’immagine interiore legata al senso della propria femminilità. Se pur vero che mediamente gli uomini sono attratti da un seno florido e tonico (senza dimenticare le grosse variazioni di gusto soggettivo) è anche vero che se non vi è un feticismo specifico verso le mammelle (mastofilia) nessun maschio sceglie la propria partner a partire dalle dimensioni del seno né lascia la compagna perché insoddisfatto del suo seno; è di fatto più probabile che questo accada ad un uomo il cui pene è ritenuto troppo piccolo dalla partner poiché la dimensione del pene può essere in relazione con la stimolazione fisica che porta all’orgasmo femminile, mentre la dimensione delle mammelle non ha mai un’influenza diretta sull’orgasmo maschile. È quindi verosimile che il complesso del seno nella donna, così come tutte le strategie per “recuperare” volume, siano risposte ad un’immagine interna di femmina e femminilità alla quale la donna cerca di aderire, immagine certamente modellata a partire dalle pressioni culturali soprattutto maschili. Il complesso del seno può anche incentrarsi sulla fisiologica disparità di volume fra una mammella e l’altra (anisonomastia), sul fatto che una mammella è “più alta” dell’altra (raramente le mammelle sono simmetriche), sull’aspetto dei capezzoli, sulla poca tonicità dei tessuti, sulle smagliature, etc.


È ovvio che uno si accontenta. Ha scelto una donna con le tettine piccole perché magari ha un bel volto, due belle gambe, bei capelli e così via... Mica può dire ‘La mia lei è bellissima però ha le tette piccole, fanno schifo’. Si accontenta. Mica può avere tutto. Qualche difetto ci deve pur essere. È chiaro che in qualche maniera deve autoconvincersi che quelle tette gli piacciano. In realtà si accontenta. Come fa magari quello che ha una strafiga, con un volto bellissimo, tette floride e magari le gambe storte o troppo grosse” (Link)


Non giro con reggiseni imbottiti da millenni, in realtà non utilizzo più reggiseni. A me delle tette grosse non me ne può importare una sega. Sono nata così e così mi tengo. Sono orgogliosa della mia prima che porto con fierezza. Se un uomo dovesse scartarmi solo perché non ho delle poderose ghiandole mammarie, può ritornarsene da dove è arrivato e andare a morire soffocato in un vistoso decolleté. Io sono così, punto e basta. Chi mi amerà davvero, e spero che prima o poi arriverà, mi apprezzerà per altre mille doti, e se proprio avrà bisogno di una carnale spagnola, può recarsi in Via di Francia dove è pieno di puttane pronte ad esaudire ogni qualsiasi lurido desiderio maschile. A me non interessa. Ma poi alla fine, come disse una mia saggia amica che ha un bel gran davanzale, ‘le tette non servono a tenersi un uomo’” (Link)


 “Ho avuto diverse ragazze con diverse misure. Il meglio rimane la terza. Di più, devi prepararti al crollo versi i trent’anni. A venti anni stanno su quasi tutte ed è una festa. Sui trenta, chi è tanta e se l’è tirata in gioventù, paga pegno. E paga anche il tipo che sta con lei, a meno che non le piaccia il tipo di tetta che si affloscia con tanto di smagliature... ma anche la terza va giù. Probabilmente il meglio è una seconda, diciamo, ricca. È quella che regge le mazzate del tempo. Quando sei giovane non ci pensi ma alla mia età beccare la tetta che scende è molto probabile. Però non è un dramma, il corpo della donna è sempre bello e le donne migliori sono sui trenta. Le tette piccole? Ho avuto più donne con le tette piccole che grandi, in effetti. Quando la tetta manca, la cosa ti manca e le donne non la vivono bene. Quando la tetta è piccola, in effetti, succede che tu lì la tocchi di meno, la trascuri. La donna se ne accorge e questo aumenta il suo sbattimento. Dispiace, ma è così. Se una non ha seno che cosa ti metti a toccare? Il capezzolo, ok, però... insomma, finisci che trascuri la parte. Però per me non è una determinante così importante. Non sto con una donna solo per le sue tette, sicuramente ha tante altre cose che mi piacciono sia esteticamente che a livello di personalità. Mai sentito di nessuno che ha lasciato una donna perché aveva poche tette, mentre le donne sono molto più crudeli rispetto alle misure dell’uccello” (t.r.a.)


SENSATION PLAY. Nell’ambito BDSM, pratica sessuale il cui intento principale è quello di spingere in avanti i limiti sensoriali e psicologici degli individui coinvolti, tramite edge play, deprivazione sensoriale, fustigazione e altre pratiche. ¶ Ing.: gioco di sensazione.


SENSIBILIZZAZIONE OCCULTA. Tecnica di condizionamento operante avversivo sviluppatosi nella seconda metà degli anni Sessanta, particolarmente utilizzato nei disturbi di dipendenza e come procedura terapeutica atta a diminuire i comportamenti antisociali dei molestatori sessuali. La sensibilizzazione occulta mira ad affiancare a livello immaginativo scene sgradevoli con altre scene che sono quelle caratterizzate dal comportamento che si vuole eliminare; l’idea sottostante è che affiancare lo stimolo negativo con quello patologico possa generare una risposta d’evitamento per il secondo ogni volta che affiori alla coscienza. In alcuni casi, per rafforzare lo stimolo mentale negativo, sono stati utilizzati odori nauseanti fatti annusare al paziente in concomitanza con l’immagine mentale sessuale.  La tecnica fu un tempo usata anche su soggetti omosessuali nel tentativo di modificare le loro tendenze allora ritenute patologiche (terapia riparativa). È stato dimostrato come i risultati ottenuti con la sensibilizzazione occulta su molestatori sessuali siano positivi in laboratorio ma non riescano a replicarsi nell’ambiente naturale, dove il molestatore ha un’altissima probabilità di mettere di nuovo in atto il suo comportamento criminale.


SENSO DI COLPA. Sensazione soggettiva di aver commesso un atto, o di aver avuto un pensiero, che entra in conflitto con i propri valori morali. La sessualità sembra essere un ambito della vita nel quale i sensi di colpa hanno una grossa facilità ad attecchire e questo soprattutto in passato, quando i più rigidi valori morali mal si adattavano alla natura umana. Soprattutto le donne risultavano vittime di sensi di colpa inconsci derivati dall’attrito fra i normali impulsi sessuali e la rigida educazione imposta che mirava a costruire un modello sociale femminile povero di desiderio sessuale e di fantasia erotica. La patologia nevrotica resa celebre da Freud era appunto descritta come un compromesso fra un desiderio inconscio, il più delle volte di stampo sessuale, e la censura rappresentata dalla parte morale dell’individuo. Di fatto con il passare del tempo, e con l’ammorbidirsi della morale sociale, disturbi quali quelli nevrotici ed isterici, che erano grandemente diffusi, lasciarono spazio ad altre psicopatologie. Nondimeno il senso di colpa in ambito sessuale permane soprattutto in quei contesti sociali nei quali si esprimono feroci o subdoli divieti relativi ad alcuni comportamenti sessuali che la medicina e la psicologia hanno dimostrato da tempo non essere dannosi né per l’individuo né per l’ordine sociale. In ogni società, comunque, il comportamento sessuale medio della popolazione dà vita a modelli di riferimento e a tabù che concorrono a catalogare alcuni atti sessuali come leciti e normali ed altri come anormali e da evitare; l’individuo inscritto in tale società partecipa più o meno consciamente a quei modelli e la deviazione da essi può essere fonte di senso di colpa.


La cosa più sporca che poteva immaginare come bambino religioso erano dei genitali maschili e femminili che entravano in contatto. Non avrei potuto immaginare niente di più perverso di quello e ogni altra cosa, il feticismo dei piedi, l’esibizionismo, spiare una ragazza da una finestra, masturbarsi in una scarpa, qualsiasi altra cosa era inferiore rispetto a quella. Il top, la cosa più sconcia, era l’atto naturale della procreazione. Siamo diventati pervertiti per il nostro tentativo di essere buoni e di essere amati, perché mamma e papà ci volessero bene, e per fare ciò che Gesù voleva che facessimo” (Gates, 2000)


SENSUALITÀ. Condizione soggettiva relativa alla sollecitazione dei sensi, in modo specifico quelli legati alla sfera sessuale. ¶ Dal lat. sensus, part. pass. di sentire, percepire col corpo e con l’intelletto.


SERGEISMO. Condizione di chi s’infligge dolore e punizioni corporali per sopprimere eccitazione o pensieri sessuali. Si tratta di una forma di automasochismo. ¶ Dal nome del protagonista del libro “Padre Sergio” (1911) scritto da L. Tolstoj.


SEROSORTING. Pratica legata all’individuazione di partner sessuali in base al fatto che essi siano sieropositivi all’HIV; la persona sieropositiva non viene evitata ma anzi diventa oggetto di desiderio. → bug chasing. ¶ Dal lat. serum, siero + ing. sorting, classificazione.


SERPENTE. Simbolo archetipico del peccato e della sessualità, sia come simbolo fallico che come metafora di ciò che è viscido, sfuggevole, insinuante e pericoloso. → succubo.


SERVICE TOP. Dom che, nonostante il ruolo formalmente dominante, vive il rapporto BDSM essenzialmente come soddisfazione dei gusti e delle fantasie del sub. ¶ Ing.: dominante di servizio.


SESSANTANOVE (69). Vedi posizioni sessuali.


SESSANTATRE (63). Cifra che ideograficamente è stata associata ad un triangolo sessuale in cui i partecipanti sono impegnati in un simultaneo rapporto orogenitale. Ad esempio: un uomo pratica il cunnilinguo a una donna impegnata nel medesimo atto con un’altra donna, mentre quest’ultima pratica una fellazio all’uomo.


SESSANTOTTO (68). Cifra che fa riferimento alla posizione del 69 ma con uno solo dei due partner che raggiunge l’orgasmo. In pratica si tratterebbe di 69 meno 1, dove l’unità rappresenta l’orgasmo non raggiunto.


SESSISMO. Forma di discriminazione tendente a valutare l’attività o la capacità della persona in base all’appartenenza al genere maschile o femminile. Il termine sessismo, derivato da razzismo, fu coniato nella seconda metà del XX secolo per sottolineare il carattere sociopolitico di questa forma di discriminazione, prendendo le distanze da termini quali misandria e misoginia di carattere più squisitamente psicologico. Il pensiero sessista si basa soprattutto sugli stereotipi che vorrebbero i maschi più capaci e/o adatti a certe attività e le donne ad altre; tale modo di intendere i generi colpisce indiscriminatamente sia gli uomini che le donne in base al gruppo al quale è diretta la critica sessista. Ad esempio il pensiero sessista contro le donne le vede incapaci di guidare bene i mezzi di trasporto, meno retribuite a parità di competenze rispetto ad un uomo, più adatte alla vita domestica ma anche più dolci, romantiche ed amorevoli degli uomini, relegandole in una dimensione femminile stereotipata che non sempre corrisponde al vero o a ciò che una donna desidera per la propria vita. D’altro canto il ruolo dell’uomo tende ad essere svalutato nella cura e nell’educazione dei figli (questo soprattutto nei casi di divorzio e affidamento), la violenza che subisce da parte delle donne viene sottovalutata o svalutata, e lo si considera sempre concentrato su idee sessuali o sempre desideroso di fare sesso.


Parlo da maschio che vive nella società occidentale post 2000. Non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, però sulle donne qualcosa di generico si può affermare. Anni e anni di lotte per l’emancipazione, però se non paghi tutto al primo appuntamento sei una merda; capisci di aver incontrato una tipa un minimo sensibile non se paga, nessuna paga, ma se almeno fa la finta di tirare fuori il portafoglio. Molte non si scomodano neppure, danno per scontato che paghi tu. E non solo la prima volta [...] Il concetto generale è che se non hai soldi ti conviene farti piacere le seghe perché il tuo cazzo è l’unico organo sessuale che vedrai per lungo tempo. Poi ci si chiede perché gli uomini vanno con le immigrate: perché hanno meno pretese economiche e ti trasmettono una specie di felicità nell’aver avuto la fortuna di incontrarti. Sarà patetico, ma lo è meno di sapere che la tua ex, che parlava di sentimenti e di massimi sistemi, adesso gira sul macchinone di un tipo cerebroleso... E mi limito al tema soldi. Potrei aggiungere cose tipo falsità, opportunismo, egoismo. Qui a Milano, almeno, va così” (t.r.a.)


Gli uomini sono sensibili un decimo rispetto a noi, questo lo sanno tutti e scommetto che se cerchi ci sono anche degli studi che lo hanno dimostrato. Non dico la solita cosa ‘gli uomini sono tutti stronzi’, però riescono sempre ad essere di una grettezza incredibile. Dicono che ti amano, però non si lasciano sfuggire la possibilità di guardare le altre, e non dico solo guardare ma proprio perderci la vista a guardarle. [...] Iniziano che sono tutti precisi, attenti, eccetera, poi dopo si lasciano andare e se ti aspetti dei fiori o attenzioni, buonanotte! Finché sei bella e giovane va bene, poi il tempo passa e se ti va male ti becchi tuo marito che si fa una che quasi potrebbe essere tua figlia. Quindi una storia di amore di decenni va in malora solo per un corpo più giovane. Giorni vissuti insieme, ricordi, baci, l’amore, eccetera, tutto nel camino. L’insensibilità sta proprio qui, nel dare un peso assurdo al corpo di una ventenne e nel dare un grammo ad una vita insieme. Gli uomini non saranno tutti stronzi ma sono tutti maiali... e anche stronzi!” (t.r.a.)


SESSO. 1) Insieme dei caratteri anatomici e fisiologici che contraddistinguono i maschi e le femmine della stessa specie relativamente agli esseri viventi a riproduzione sessuata. 2) Attività o vita sessuale. 3) Organi genitali, maschili o femminili. 4) Sin. di genere sessuale maschile o femminile anche in senso collettivo. Sesso anagrafico, o sesso legale, genere sessuale maschile o femminile con il quale si è registrati alla nascita, basandosi sull’osservazione dei genitali esterni. Sesso anatomico, anche sesso fenotipico, somatico, corporeo, biologico. Genere sessuale definito dalla presenza di genitali esterni ed interni maschili o femminili. È la risultanza del sesso genetico e quindi di quello gonadico. Sesso cromatinico o sesso nucleare, genere sessuale femminile determinato per la presenza di un blocchetto di cromatina presente nel nucleo delle cellule; nei maschi è assente. Sesso genetico, anche sesso gametico o cromosomico, genere sessuale femminile (XX) o maschile (XY) determinato al momento del concepimento con la formazione dello zigote; il sesso genetico influenza quello gonadico e quest’ultimo quello anatomico. Sesso genitale, genere sessuale maschile o femminile attribuibile per la presenza dei relativi organi genitali. Si suddivide in: a) sesso genitale esterno, anche sesso urogenitale o anagrafico, dichiarato dall’osservazione dei genitali esterni. b) sesso genitale interno, o gonadoforico, per la presenza dei genitali interni maschili o femminili. Sesso gonadico, attribuzione al genere femminile o maschile in base alla presenza delle rispettive gonadi; è condizionato dal sesso genetico e a sua volta determina quello anatomico. Sesso gonadoforico, sin. di sesso genitale interno, prende il nome dai canali gonadoforici che fra il cinquantesimo e il sessantesimo giorno di vita intrauterina si differenziano in canali deferenti e vescicole seminali nei maschi, e in utero e vagina nella femmina. Sesso morfologico, genere sessuale maschile e femminile determinato dall’osservazione della struttura scheletrica ed esteriore dell’organismo. Sesso ormonale, genere sessuale maschile o femminile per com’è determinato dall’azione ormonale delle gonadi (testosterone, estrogeno). Sesso psicologico, anche sesso psichico o sesso encefalico, interpretazione che l’individuo dà del proprio sesso o del modo in cui vive la sessualità, come maschio, femmina o senza definirsi in un genere specifico, e senza che il proprio sesso biologico debba necessariamente essere corrispondere al sesso anatomico. Sesso sociale, in opposizione al sesso biologico, sesso determinato da concezioni, compiti, funzioni e ruoli attribuiti alle donne e agli uomini nella società e nella vita pubblica e privata. ¶ Dal lat. sexus che è da secare, separare, ciò che distingue l’uomo dalla donna.


SESSO DEBOLE. Loc. con cui si indica il genere femminile, in opposizione a sesso forte, che indicherebbe quello maschile secondo il parametro della forza fisica, per cui la donna fisiologicamente sarebbe meno muscolosa dell’uomo e quindi meno forte. In passato il termine faceva riferimento, in modo sottilmente sessista, alla dimensione emotiva della donna, ritenuta più instabile e fragile di quella maschile.


Fra i Chukchi, popolo indigeno dell’omonima penisola nel mare di Bering, non esiste la parola “ragazza”. Quindi per indicare una giovane donna si usa la locuzione “yep ayaakelen”, cioè “non ancora messa in uso”.


SESSO DI GRUPPO. Attività o incontro sessuale al quale partecipano quattro o più persone contemporaneamente. In genere sin. di orgia, anche se quest’ultimo termine è usato per dare un senso di maggior lascivia e confusione all’incontro sessuale. → ammucchiata; gangbang.


SESSO ESTREMO. Definizione applicata ad alcune pratiche considerate estreme soggettivamente o per elementi di oggettiva pericolosità fisica, psicologica e sociale. Fra le pratiche di sesso estremo sono attualmente indicate quelle che mettono in pericolo la vita del partecipante, gli atti sessuali che possono esitare, o che esitano, in danni ai genitali o alle mammelle, gli atti sessuali con animali vivi o morti, gli atti sessuali con soggetti inferiori ai 14 anni di età, le attività sessuali con cadaveri, le pratiche sessuali che destabilizzano psicologicamente in senso negativo. → edge play.

 

 

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