XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

UB-VORE. Fantasia variante dell’endosomatofilia in cui una donna che assimila o mangia una persona la metabolizza in sé come se fosse un alimento. → vorarefilia. ¶ Comp. dall’ing. UB (UnBirthing) + lat. vor(ar)e, divorare.


UCCELLO. Sin. gergale di pene; spesso anche al dim. uccellino e accr. uccellone. ¶ Etimo incerto. 1) Per similitudine fra l’animale nel nido ed il pene fra i peli pubici. 2) Per associazione al volatile che vola verso il nido, fig. la vagina. 2) Per associazione del comportamento del volatile che passa di ramo in ramo e il comportamento dell’uomo che passa di donna in donna. 


Un uomo che voglia acquisire vigoria per il coito, sciolga il grasso preso dalla gobba di un cammello e massaggi il proprio membro con esso poco prima dell’atto amoroso; farà miracoli e la donna lo elogerà per il suo lavoro. (Sheik Nefzaoui, XVI sec.)


UGOL, legge di. Paradigma relativo alle variazioni sessuali, secondo il quale, se una persona ha una fantasia o un comportamento sessuale molto specifico, per quanto bizzarro possa essere ci sarà sempre qualcun altro che ha la medesima fantasia o ha sperimentato il medesimo comportamento. La legge di Ugol, che trova costantemente conferma, è un principio tranquillizzante per gli individui inquietati dalle proprie fantasie sessuali ritenute eccentriche, soprattutto se ritenute uniche. Internet ha consentito ha moltissimi individui di realizzare che non sono i soli al mondo ad avere certe idee e comportamenti sessuali, ciò ha evitato un inutile senso di alienazione. ¶ Dal nome di un utente (Harry Ugol) del newsgroup usnet alt.sex.bondage che ha reso celebre tale osservazione psicologica.


Nel 1943 la Suprema Corte del Minnesota condannò un 42enne, padre di sei figli, come psicopatico sessuale “a causa dell’estremo desiderio di rapporti sessuali con la moglie, rapporti che ammontavano, nell’anno precedente all’arresto, a circa tre o quattro alla settimana”.


ULCERA VENEREA. Anche nota come cancroide, ulcera di Ducrey o ulcera molle. Infezione batterica sessualmente trasmissibile acuta e localizzata, causata dallo streptobacillo Hemophilus ducreyi, caratterizzata da ulcere genitali dolorose che compaiono dopo un’incubazione di 2-7 giorni e da infezione dei linfonodi inguinali. Le papule dolorose che si rompono e generano ulcere in genere si formano nel solco balanoprepuziale e sul glande, mentre nella donna vi è maggior probabilità che compaiano sulle piccole labbra vulvari, sul clitoride o sul fornice vaginale. Considerata una malattia sessualmente trasmissibile abbastanza rara e caratteristica dei paesi in via di sviluppo, l’ulcera venerea ha ridestato l’attenzione dei medici poiché aumenta la possibilità di contrarre l’HIV.


UMBILIFILIA. Parzialismo relativo all’ombelico, che può essere anche diretto al proprio ombelico il quale viene investito di un inusuale potenziale erotico-seduttivo. ¶ Dal lat. umbilicus.


I maschi della tribù degli Ila dello Zambia, hanno una preferenza per le donne con l’ombelico sporgente.


Will H. Hays, autore del celebre codice di regolamentazione censoria cinematografica statunitense attivo fra il 1930 e il 1968, fece proscrivere, tra le altre cose, qualsiasi messa in scena in cui potesse essere visibile l’ombelico. Alla sua morte fu scoperta la sua imponente collezione privata di fotografie di ombelichi.


UMILIAZIONE. Nella sessualità, tutte quelle pratiche e quegli atti di sottomissione finalizzati a mortificare un partner psicologicamente e fisicamente. Diffusa soprattutto nella subcultura BDSM, l’umiliazione diviene parte del gioco sessuale consensualmente accettato dal sub che ha il potere di porre termine all’attività umiliante nel momento in cui percepisce che tale attività ha superato il limite di sopportazione psicofisica. Qualsiasi forma di umiliazione all’interno dell’attività sessuale che non sia stata preventivamente concordata e accettata in maniera libera e cosciente è da ritenersi violenza sessuale.


UMORI SESSUALI. Liquidi secreti dagli organi sessuali nella fase di eccitazione, soprattutto relativamente alla lubrificazione vaginale. In senso più ampio e comunemente diffuso, tutti gli odori relativi agli organi sessuali sia in fase d’eccitazione che di riposo e agli odori dei liquidi da essi secreti (compreso lo sperma), così come tutti gli odori che il corpo umano può produrre durante l’atto sessuale. ¶ Dal lat. (h)umor, der. di (h)umere, essere umido, bagnato.


Su un articolo apparso nel 1970 sul “Journal of Pharmaceutical Science” comparivano i risultati di una ricerca che aveva tentato di catalogare i vari odori che può avere la vagina. Fra gli odori elencati si leggeva: terroso, acuto, bruciato, medicinale, aspro, fungino, lieve, sgradevole, nauseante, simile al sudore, forte, debole, pungente, piacevole, molto piacevole, fragrante, dolce, dolce in modo nauseante, sanguigno.


UMORISMO SESSUALE. Qualsiasi forma di umorismo, dal motto arguto alla battuta volgare, che faccia riferimento alla sessualità e alle sue funzioni. L’umorismo legato alla sessualità assume diversi significati in base all’età del soggetto che ne fa uso. Nell’infanzia, il bambino, che non ha alcuna esperienza sessuale a livello personale, utilizza un umorismo greve poiché ne ha percepito attraverso la reazione degli adulti il potere di sfida al buon costume sociale; oltre a ciò, il bambino percepisce come un certo umorismo sia legato ad una sfera che ancora non gli pertiene (né in effetti consciamente gli interessa praticare) ma che egli può sfruttare per avvicinarsi almeno a livello verbale alla dimensione adulta. L’umorismo sessuale diviene successivamente meccanismo comunicativo che permette di esprimere contenuti, che il costume sociale reputa privati e quindi non consoni ad essere espressi in pubblico, in una forma non aggressiva per l’interlocutore; in questo caso il senso comico scaturisce dal fatto di aver dato sfogo ad un’immagine od una parola che il costume vorrebbe vietata. Inoltre l’umorismo sessuale permette di sdrammatizzare un ambito della vita spesso caricato d’aspettative ed ansia.


UNBIRTHING (UB). Vedi endosomatofilia. ¶ Ing.: non-nascita.


UNCINO. Strumento dell’oggettistica sessuale prodotto in forme diverse in base al fatto che venga usato per la penetrazione anale o vaginale. L’uncino anale è lungo circa 15 cm e spesso 2,5 cm, la parte più corta e curva (spesso dotata di uno spessore a forma di pallina) viene inserita nel retto mentre l’altra estremità, che possiede una cruna, può alloggiare una corda da legare ad un gancio o con cui fermare le mani dietro la schiena, in modo che la persona penetrata dall’uncino sia obbligata ad una posizione chinata con il deretano in evidenza. L’uncino vaginale è simile al precedente, con un lato da introdurre nella vagina ed uno che rimane esterno; anch’esso è dotato di un anello (posto però in zona mediana) per agganciare una fune e creare trazione. Tali oggetti, utilizzati soprattutto nelle pratiche bondage, sono strumenti da usare con molta attenzione poiché possono causare gravi lesioni.


UNGULAZIOFILIA. Piacere particolarmente intenso relativo all’essere graffiati con le unghie durante un atto sessuale. In forme particolarmente decise, la pratica di graffiare il corpo del partner crea ferite che possono sanguinare, il che la rende un’attività non solo legata ad una proclività sadomasochistica ma anche una pratica di sesso non sicuro. → sesso sicuro. ¶ Dal lat. ungula, artiglio.


UNISEX. Detto di cosa appropriata per entrambi i sessi. ¶ Comp. dal uni- (unus), uno + ing. sex. sesso.


UNO-ZERO-UNO (101). Tecnica seduttiva per rendersi più imprevedibili e quindi potenzialmente più attraenti agli occhi di una persona. Questa tecnica prevede che si accenda l’interesse della persona con parole o atti, quindi la si trascuri, per poi tornare a ridestare il suo interesse in altri modi, tutto ciò non necessariamente ad intervalli regolari. → seduction community.


UNSEXED BY FAILURE. Teoria, esposta dall’antropologa Margaret Mead nel 1949, che descrive la perdita d’interesse sessuale da parte di un uomo per un affronto alla mascolinità successivo ad un rifiuto, alla perdita di lavoro o l’età che avanza; tale disinteresse può essere oggi spiegato da un accertato fenomeno di diminuzione del testosterone nel maschio che attraversa un momento di stress. A questa osservazione la Mead contrappose il concetto di unsexed by success (sessualmente non attiva per successo) che descriverebbe come la donna possa perdere interesse sessuale nel momento in cui ottenesse un impiego lavorativo di prestigio od un ruolo sociale di rilievo, eventi che fungerebbero da compensazione alla femminilità che non dovrebbe quindi più essere comprovata dalla donna tramite il proprio potere sessuale sul maschio. Altri studiosi hanno fatto notare come il fenomeno dell’unsexed by failuresia osservabile anche fra i membri del genere femminile. ¶ Ing.: sessualmente inattivo per fallimento.


UOVO VIBRANTE. Anche solo con l’ing. (vibrant) egg, uovo. Dispositivo dell’oggettistica sessuale nella categoria degli stimolatori per clitoride, composto da un oscillatore inserito in un uovo di plastica di dimensioni contenute, collegato con un filo ad una piccola scatola di comando che ne modula la vibrazione. L’uovo vibrante può essere passato sulla zona clitoridea e vulvare o può essere inserito in vagina.


UPSKIRTING. Pratica voyeuristica relativa all’osservazione degli indumenti intimi o dei genitali femminili spiati sotto le gonne di donne consenzienti o inconsapevoli, in questo secondo caso compiendo quindi reato. Le riprese upskirt catturano l’immagine delle natiche, degli indumenti intimi o della vulva (in caso non vengano indossati slip) delle donne riprese mentre camminano o quando sono sedute. ¶ Comp. dall’ing. up, sopra + skirt, gonna, cioè vista verso l’alto da sotto la gonna.


Guardare sotto la gonna delle donne, cioè buttare un occhio per caso, non alzare la gonna, è una cosa assolutamente eccitante. È un paradosso, perché in pratica non vedi nulla, però vedi tutto... con la fantasia. È una cosa assolutamente erotica proprio perché stimola la fantasia, come quelle fotografie erotiche chiaro-scure dove non vedi nulla e immagini tutto. È uno sguardo nell’intimo, è un ponte verso qualcosa” (t.r.a.)


URANISMO. Sin. obsoleto di omosessualità maschile passiva. Termine coniato nel 1864 dal militante omosessuale Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895) per descrivere la condizione di un uomo con psiche o animo femminile, detto uranista, uranita o urningo. Da uranismo derivano altri termini, sempre coniati da Ulrichs, che descrivono differenti orientamenti o comportamenti sessuali. Uraniastra è sin. di pseudomosessuale, cioè persona che pratica atti di omosessualità situazionale. Uranodioningo è sin. di bisessuale maschio, mentre la donna bisessuale è detta uranodioningina. Urningina, anche uranierin o urningo-femmina, è la donna omosessuale. Urninde è la donna omosessuale che nella coppia ha un ruolo passivo. ¶ Dal ted. urningtum che è dal nome di Afrodite Urania (perché nata da Urano), indicata nel “Simposio” di Platone come la dea che protegge gli amori omosessuali, e Afrodite Dionea, associata all’amore eterosessuale.


I cacciatori di teste della tribù Marind-anim, abitanti nella parte meridionale della Nuova Guinea (ora provincia di Papua, Indonesia) indulgevano in rapporti omosessuali maschili prima dell’unione con una donna e di fatto il loro matrimonio avveniva solo se ce ne fosse stata la reale necessità; molti dei figli dei Marind-anim erano ottenuti tramite rapimenti ai danni di tribù limitrofe.


URETRALISMO. O urethral play. Insieme delle pratiche sessuali incentrate sulla stimolazione dell’uretra effettuata tramite l’inserimento di piccoli oggetti, sonde o cateteri. Data la ricca innervazione dell’uretra, l’inserimento in essa di oggetti è avvertito dalla maggior parte delle persone come una sensazione fortemente dolorosa ed è proprio questo tipo di stimolo particolarmente deciso che risulterebbe gradito a coloro che praticano l’urethral play. L’uretralismo è tipico della subcultura sadomasochistica e sovente può essere collegato a pratiche di urofilia, in quanto il catetere inserito fino alla vescica permette di far defluire l’urina all’esterno. → stuffing, sounding, cateterofilia. ¶ Ing.: giochi sessuali con l’uretra.


Devo ammettere di aver trovato qualcosa da far scivolare dentro [l’uretra]. Fintanto che si tratta di qualcosa di abbastanza piccolo senza prominenze acute la sensazione è davvero bella! Ma è pericoloso e non lo raccomanderei. Una volta ho graffiato la parte interna (o comunque è successo qualcosa) e fare la pipì mi ha fatto male per una settimana e può succedere di peggio! Molto peggio!” (Link)


URETROFILIA. Parafilia di chi elegge a primaria zona erogena il canale uretrale e prova particolare piacere tramite la sua stimolazione. Le pratiche dell’uretrofilo consistono nell’inserimento di cateteri nell’uretra (cateterofilia) o l’inserimento in essa di piccoli oggetti. → uretralismo, stuffing, sounding.


 “Amo giocare con la mia uretra in qualsiasi modo. Ho infilato diverse cose nella mia uretra e, sì, sono consapevole dei rischi relativi alle infezioni e al fatto che possano rimanere bloccate cose all’interno. A me piace infilare tubi nella mia uretra e nella vescica. Mi piace anche pompare acqua nella mia vescica. Amo, quando il tubo raggiunge la vescica, come essa si svuoti istantaneamente anche se tu pensi che non devi urinare. Non ho mai usato un catetere ma sono sicuro che mi piacerebbe giocare con uno di essi...” (Link)


URINISMO. Termine generico che indica tutte quelle attività sessuali che coinvolgono l’urina e l’atto di urinare, come ad esempio: guardare una persona mentre urina, urinare durante un rapporto sessuale, urinare sul partner o farsi urinare sul corpo. Non necessariamente l’attività equivale alla parafilia che parrebbe ovviamente collegata a tali pratiche, infatti il valore erotico legato all’osservazione di una persona che sta urinando potrebbe essere collegato al fatto di cogliere un momento intimo dell’individuo, piuttosto che ad una feticizzazione dell’atto o dell’urina stessa, come invece si osserva nell’urofilia. L’urinismo è una dei comportamenti sessuali varianti più diffusi (anche se raramente confessati) se si fanno rientrare nella casistica anche le estemporanee sperimentazioni di coloro che urinano sul partner o che si osservano durante la minzione.


In parte vivo la dimensione del gioco erotico, cioè vivo il fatto che comunque da lì possa scattare qualcosa, quindi c’è già un minimo di eccitazione. E poi mi dà un senso di coppia stretta, io non ho vergogna di lei e lei di me. Intimità e libertà nell’intimità. Forse c’è un che di voyeuristico, ma mi piace cogliere l’intimità della mia ragazza che fa la pipì, magari guardarla senza che lei lo sappia” (t.r.a.)


In un sondaggio internet a cui hanno risposto 16.501 persone di genere misto, si chiedeva se si fosse mai urinato su qualcuno in ambito sessuale. L’8% ha risposto “frequentemente”, il 49% ha risposto “qualche volta”, il 43% non l’ha mai fatto, l’1% ha preferito non dare una risposta. (Link)


UROFILIA. Anche ondinismo. Variazione sessuale per la quale un soggetto deriva gratificazione sessuale dalla funzione urinaria, dal trattenere l’urina, dal guardare una persona che urina, dal bere l’urina (urodipsia), dall’urinare o farsi urinare sul corpo dal partner oppure urinare durante il rapporto sessuale. Nell’urofilia, a differenza delle semplici pratiche di urinismo, si osserva una vera e propria fissazione feticistica sull’urina e sugli atti che ne implicano l’evacuazione e/o l’utilizzo. Come per tutte le parafilie il problema si pone solo se il soggetto, o il partner, vivono con disagio tali pratiche o la preponderanza di esse rispetto ad altre forme di sesso. ¶ Dal gr. uron, urina.


È una bella sensazione: il caldo, la complicità che hai con l’altra persona. C’è una parte sensoriale che per me è molto piacevole. È, non dico come farsi una doccia, perché non è una doccia, però mischi il piacere mentale con questo liquido caldo che è piacevole [...] Io ho provato questa cosa e all’inizio avevo dei problemi. Farmelo fare, cioè lei che lo fa su di me, problemi non ne dava, a farlo io, la mia dimensione psicologica mi portava a essere così eccitato che non riuscivo a far pipì. Perciò, per una questione fisica più che per una questione mentale, il gioco si spostava più sul subire la cosa che sul farla [...] Poi il discorso non è solo sul farsi fare la pipì addosso, a me per esempio piaceva masturbarla mentre faceva la pipì [...] La cosa che mi è piaciuta di più è quando eravamo in montagna e io ero sul divano e lei ha fatto la pipì davanti a me sul pavimento e poi l’ha leccata” (t.r.a.)


URSINO. Relativo alla subcultura del bear od orso.

 

URTICAZIONE. Pratica finalizzata a procurare una viva reazione cutanea degli organi genitali e di altre zone del corpo particolarmente sensibili tramite l’utilizzo di sostanze irritanti. Possono essere usate ortiche, pepe, peperoncino, olio di nasturzio (benzilico) e altri prodotti che possono essere spalmati sul corpo o con i quali si può percuotere il corpo. In alcuni casi il soggetto può inserire una foglia di ortica o una certa quantità di sostanza irritante negli indumenti intimi e passare così buona parte della giornata, garantendosi una continua e riservata forma di urticazione. Tale pratica può dare origine a fenomeni di allergia cutanea, dermatite e stati infiammatori anche gravi.


UST. Acr. di Unresolved Sexal Tension. Nella slash fiction, storie in cui il desiderio sessuale dei protagonisti non si concretizza. ¶ Ing.: tensione sessuale non risolta.


UTERO. Organo sessuale interno femminile, muscolare, cavo, che nella donna adulta al di fuori dello stato di gestazione ha forma simile a quella di una pera rovesciata. Mediamente l’utero ha una lunghezza di 8 cm, larghezza di 4 cm, spessore di 2-3 cm e peso di 30-80 cm; durante la gravidanza aumenta il suo volume di 30-40 volte, raggiungendo i 35-37 cm di lunghezza. La faccia anteriore dell’utero si appoggia sulla vescica mentre quella posteriore è in rapporto con il retto. L’utero è costituito da tre strati, che dall’esterno verso l’interno sono: il perimetrio, o strato sieroso peritoneale, il miometrio, lo strato muscolare, e l’endometrio, lo strato mucoso che subisce le caratteristiche modificazioni durante il ciclo mestruale. Nell’utero si distinguono tre parti diverse per anatomia e funzione. a) Il corpo è la parte superiore che presenta un fondo con ai due estremi i corni uterini che si sviluppano nelle tube di Falloppio. La cavità del corpo uterino ha la forma di un triangolo con la base in alto, rappresentata dal fondo. b) L’istmo è la parte intermedia fra corpo e collo, delimitato nella parte superiore che segna il passaggio alla cavità del corpo uterino e nella parte inferiore dall’orifizio cervicale interno, che si affaccia sul canale cervicale. c) Il collo, o cervice uterina, è la parte inferiore dell’utero, attraversato dal canale cervicale che va dal orifizio cervicale interno all’orifizio uterino esterno. L’utero forma un angolo di 90° in avanti rispetto alla vagina (antiversione) e un altro angolo di 120° in avanti tra il corpo e il collo (antiflessione). Il rapporto fra la lunghezza del collo dell’utero e il corpo sono indicative dell’età della donna e del suo sviluppo sessuale: nella bambina e nella ragazzina prepubere il collo uterino è più lungo del corpo e solo in seguito, per azione ormonale, il corpo aumenta di dimensioni; in una donna adulta un collo uterino lungo e sottile, di carattere quindi infantile, è generalmente poco adatto alla funzione riproduttiva. Dopo la menopausa, per cessata attività ormonale delle ovaie, l’utero subisce un processo di atrofizzazione. ¶ Dal gr. hystera, utero, che è dal sscr. uttaras, che sta sopra.


Nella cavità dell’utero vi sono due celle, o ricettacoli per il seme, divisi da una linea che corre nel mezzo dell’utero. Nella parte destra della cavità, per il calore prodotto dal fegato, sono concepiti i maschi; e nella parte sinistra, per il freddo generato dalla milza, sono concepite le femmine. La maggior parte degli scienziati moderni ritengono questa un’inattaccabile verità. (Aristotele’s Work, 1860 ca.)


UTERO, invidia dell’. Tendenza psicosociale che si configura come un’ansia inespressa esperita dall’uomo il quale intimamente invidierebbe la possibilità della donna di portare un figlio in grembo, di partorire e di sostenere la vita del neonato. Tale invidia verrebbe compensata reattivamente dal maschio tramite un comportamento maschilista finalizzato a sottomettere la donna. ¶ Concetto teorico sviluppato dalla femminista neo-freudiana Karen Horney (1942). → sindrome non-mestruale.


Nel XVIII secolo a Londra, in Clement’s Lane, si trovava un club per soli uomini. Fra le attività che questo club aveva da offrire, vi era la possibilità di accomodarsi in una stanza e allattare un bambino; in effetti non si trattava di un bambino vero ma di una bambola che compunque veniva usata da alcuni gentlemen per realizzare quella specifica fantasia.

 

 

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