LA VITTIMA DEL NARCISISTA

CHI E' e perche' trova cosi' difficile uscire da un rapporto nocivo

 

 

 

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LA VITTIMA DEL NARCISISTA

 

Cerchiamo di capire come mai i narcisisti sfuggono ai nostri radar, quali sono i soggetti più a rischio di cadere in un rapporto con un partner narcisista e come gestire il rapporto con un narcisista, fermo restando che l’unico segreto è evitare di iniziare un rapporto con una persona di questo genere o non frequentarla.

Come mai queste persone sfuggono ai nostri radar e non riusciamo a capirle in tempo?

 

In primo luogo, noi abbiamo delle idee streotipate ed errate riguardo il narcisismo e la psicopatologia, idee spesso propaganadate dal cinema e dalla letteratura, che dipingono queste persone come folli che si potrebbero intercettare a miglia di distanza, e la realtà è ben diversa.

 

In secondo luogo queste persone sono profondamente diverse da noi, cioè il loro deficit empatico e la loro bassa capacità di introspezione li differenzia molto da noi. Quindi stiamo parlando di persone difficili da capire sulle prime, proprio per questa loro diversità.

Poi c’è il fattore del fascino del male. Nella nostra società che sta andando incontro ad una deriva narcisistica, certi modelli propagandati legati al potere sociale e alla bellezza (un altro tipo di potere sociale!) ci spingono a sottostimare i rischi insiti nel cercare una persona estremamente brillante, estremamente vincente (o che così appare) ed estremamente bella. Così noi finiamo per cercare, bramare persone che poi, naturalmente, ci chiedono conto psicologicamente di tutta una serie di vantaggi che noi pensiamo di poter trarre da loro.


Quindi c’è il semplice principio psicologico del “non può succedere a me” che è il medesimo principio relativo agli incidenti stradali. Noi semplicemente tendiamo a pensare che certe cose brutte, certe relazioni d’amore particolarmente negative, non possano accaderci. E’ normale che le cose negative possano accadere agli altri ma non è normale che accadano a noi!


Un’altra cosa che noi tendiamo a sottostimare è il tipo di danno inflitto. Per molti il fatto che una persona non sia violenta fisicamente ma lo sia “solo” psicologicamente è qualcosa che può essere più facilmente perdonabile, accettabile, giustificabile. Motivo per cui le persone violente psicologicamente hanno molto più campo libero rispetto a coloro che agiscono la loro aggressività in modo fisico.


Nel precedente video sul narcisismo avevo fatto notare come queste persone spesso conducano una vita parassitaria nei confronti dei partner. Questo accade perché molti uomini si aspettano di incontrare donne che alla fine approfittano di loro economicamente o si fanno mantenere, molte donne invece, in uno stereotipo uguale e contrario, non si aspettano di trovare un compagno che abbia un comportamento economicamente parassitario. Quindi, quando poi ciò comincia lentamente ad avvenire, le vittime non si rendono conto di ciò che sta avvenendo. Abbiamo degli stereotipi in azione anche rispetto ad un altro argomento: molti uomini si aspettano che la propria donna possa essere capricciosa, possa dominarli dal basso con atteggiamenti aggressivo-passivi Tante donne invece si aspettano in maniera preconcetta che il proprio uomo sia anaffettivo, che abbia difficoltà ad esprimere la propria affettività. Quindi, all’interno di tutti questi stereotipi, la persona narcisista ci sguazza.

Chi è più a rischio di finire con un partner narcisista?

 

In primo luogo persone che a loro volta hanno tratti narcisistici. Infatti la persona narcisista può scegliere un partner che sia sostanzialmente una proiezione eterosessuale del proprio lato idealizzato. Ecco quindi che persone ambiziose in modo narcisistico, sceglieranno solo persone che assomigliano a loro perché semplicemente ne rappresentano una loro proiezione narcisistica ma dell’altro sesso. Come dire: “Io non accetto nessuno che non sia al mio livello”.


Quindi poi abbiamo I soggetti narcisisti-masochisti, persone che soddisfano il loro narcisismo distorto tramite atteggiamenti masochistici, cioè facendosi offendere, facendosi sottomettere, sperando inconsciamente nel fallimento delle loro relazioni affettive. Il loro narcisismo, nascosto dietro una parvenza di umiltà e sfortuna, si rivela proprio dal loro desiderio di essere riconosciuti come i più sfortunati, persone assolutamente incomprese. Si capisce che c’è dietro un fattore narcisistico, proprio per la forte presenza superegoica presente anche nel narcisismo, cioè queste persone hanno una componente di giudizio interiore severo e feroce che li porta a dei severi sensi di colpa e a profondi stati depressivi.


Ci sono poi le persone dipendenti, la cui necessità di trovare un “helper”, la loro insicurezza e la loro tendenza a ipervalutare il partner, colludono e sono complementari alla tendenza a svalutare del narcisista. Fate poi attenzione alla categoria delle persone dipendenti passivo-aggressive, che mostrano delle preoccupazioni narcisistiche, ostilità e rabbia con le quali attaccano il partner. Questi soggetti, più di altri, trasformano il terapeuta in un “gabinetto”, cioè vanno in terapia (o anche da amici) scarivando la propria rabbia relativa al rapporto di coppia, lamentandosi terribilmente del proprio partner ma non prendono nessun provvedimento per liberarsi della situazione.

 

Poi abbiamo soggetti francamente masochisti che sono attratti dalla falsa sicurezza del narcisista e naturalmente colludono col desiderio del narcisista di vedere nel partner una persona totalmente sottomessa. Tra l’altro il masochista, per il suo modo di essere, delude costantemente le aspettative idealizzate del narcisista il quale scarica la sua rabbia sul primo e così via in un ciclo continuo che rinforza la patologia di coppia.


In fine abbiamo le persone non patologiche che hanno la sfortuna di incappare in un partner narcisista. La percezione di tossicodipendenza che hanno avuto o che hanno le persone in relazione con un narcisista, e che si rivela in un’incapacità ad allontanarsi da quella persona spesso nascondendosi dietro scuse tipo “Io non vorrei vederlo ma questa persona si fa viva…” (ricordo che noi abbiamo la libertà di chiudere le saracinesche ma non lo facciamo e quindi c’è un’incapacità di allontanarci da questa persona), ecco, quella percezione di tossicodipendenza è collegata al fatto che il narcisista ha la capacità di legarci nel momento in cui parla al nostro stesso narcisismo. Spesso il narcisista parla alle nostre stesse ferite narcisistiche ed è proprio tramite queste chiavi di volta che egli fa breccia nei nostri cuori. Magari noi in un passato più o meno remoto, ci siamo sentiti poco valutati, poco belli, poco apprezzati, poco particolari, poco femminili, poco virili. Il narcisista ha la capacità, che usa con se stesso, di ipervalutare tutti i nostri lati feriti e per cui ci farà sentire molto femminili, la più bella, il più bello, irresistibili, essenziali, necessari, quando magari noi ci siamo sentiti inutili, ci siamo sentiti svuotati, gli ultimi. La verità è che non è difficile lasciare un narcisista, piuttosto è difficile abbandonare un’idealizzazione di noi con la quale ci ha fatto entrare in contatto il narcisista. E questo è di fatto, di per sé, un problema narcisistico che noi dobbiamo affrontare nel momento in cui abbiamo vissuto una relazione con un narcisista che ci ha fatto dei danni. E’ un percorso doloroso ma assolutamente possibile per una persona che non ha una patologia o un disturbo di personalità narcisistico ma che ha avuto nella propria vita delle ferite narcisistiche. Partiamo dunque dal presupposto che spesso è tutto un gioco di narcisismo su narcisismo. 

Come possiamo gestire la relazione quando stiamo con una persona narcisista?

 

Prima di tutto rispondete con la mente e non con le emozioni: non avete bisogno di confrontarvi con una persona così disturbata per far valere le vostre ragioni.


Ripeto qui una cosa che ho dato in un altro video. Se andate a cena con questa persona non guardate come tratta voi ma come tratta il cameriere. Il narcisista rivela il proprio carattere quando può approfittare di persone che, per qualche motivo, hanno un ruolo subordinato. Quindi fate attenzione a come tratta i bambini, gli animali, le persone che in un dato momento hanno un ruolo di servizio. Non concentratevi solo su come venite trattati voi per poi dire: “Voi non lo capite, come me è dolcissimo!”. Sì, con te è dolcissimo, però con gli altri come si comporta?


Una persona che sta avendo un brutto rapporto con un narcisista inizierà a sviluppare sentimenti di sabbia, sentimenti di ostilità, fantasie suicidarie, che non ci devono spaventare ma che sono semplicemente dei messaggi di desideri di fuga (cioè desideriamo scappare in maniera strana e magica da quella situazione). Si possono sviluppare anche idee di morte verso quella persona, cioè un desiderio doloroso da accettare che a quella persona possa succedere qualcosa di male che è un altro modo di interrompere una situazione dolorosa senza doverci mettere mano ma sperando in una soluzione magica e fatalistica.


Non giocate a fare i salvatori. Non cercate di salvare chi non vuole essere salvato. Date il giusto peso al libero arbitrio. E soprattutto questa cosa non si fa in una relazione d’amore perché tanto non funziona!


Mi diverte sentire la frase: “Devo passare un periodo da solo. Devo imparare a stare da solo prima di stare bene con gli altri!”. Ma non funziona così! Non si impara a stare con gli altri stando da soli, così come non si impara a stare da soli stando con gli altri. Se voi volete imparare a conoscere nuove e migliori persone, se volete imparare nuovi modelli di relazione, voi lo imparerete attraverso delle relazioni. Il valore della psicoterapia, il valore di andare dallo psicologo, è proprio questo: si impara a stare con le altre persone perché per un certo periodo si affronta una relazione bonificata, migliore e controllata che è quella col terapeuta. Quindi ciò che avviene all’interno dello studio di uno psicologo è, di fatto, è di base, una relazione umana che poi porta a migliori relazione umane. Perciò non ripiegatevi su voi stessi chiudendovi in casa sperando da soli di imparare qualcosa che non si può imparare da soli.


L’ultimo step. Imparate a sostituire l’amarezza con il perdono. Una cosa molto complicata ma anche molto gratificante che di fatto vi pone ad un livello superiore rispetto al narcisista. Non si tratta di un gioco di potere, ma di una superiorità profondamente umana e spirituale nei confronti di chi vi ha vessato.

 

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Una piccolissima curiosità per concludere! E’ stato creato un questionario a domanda singola finalizzato ad intercettare i soggetti narcisisti. I ricercatori hanno preso una serie di questionari standardizzati, li hanno condensato e hanno provato a vedere se si potesse creare un questionario con una sola domanda. Il nome di questo questionario è SINS (Single Item Narcissism Scale). Volete sapere qual è questa unica domanda? La domanda è – pazzesco – “Sei narcisista?”. Bene, i narcisisti tendono a rispondere affermativamente a questa domanda. Perciò la prossima volta che andate a cena con qualcuno e pensate che possa essere una persone narcisista, un po’ strana, invece di fare domande che non servono a niente, ridendo e scherzando fate questa domanda: “Sei narcisista?”. Beh, se risponde “sì” iniziate a drizzare le antenne!

 

 

Avete bisogno di chiarirvi le idee su una relazione affettiva che avete vissuto o che state vivendo, e che vi dà l'impressione di avere "qualcosa che non va"? Volte provare a comprendere meglio certe dinamiche che vi stanno togliendo energie e speranze di essere felici? Siete riusciti a liberarvi dalle catene di un rapporto nocivo ma portate ancora le tracce dolorose di una simile esperienza? Ho affrontato molte volte, e con diversi pazienti, queste dolorose storie, aiutando sia donne vittime di uomini, che uomini vittime di partner nocive. Contattatemi con fiducia (tel 335.5880355 o email - info@psicologoinrete.com) se avete bisogno di una consulenza, possiamo incontrarci in studio od online tramite Skype.

 

 

 

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