Breve dizionario di termini usati in psicologia clinica

Questa sezione presenta un succinto elenco di termini che appartengono all'ambito psicologico. Non vuole essere un dizionario esaustivo dell'argomento, bensì un breve e schematico punto di riferimento pensato per il lettore non "esperto". Speriamo che questo breve dizionario possa portare un po' di chiarezza fra tanti termini usati a volta, nel linguaggio comune, in maniera impropria, o anche rappresenti semplicemente una buona occasione di apprendere nuovi termini. La maggior parte del materiale utilizzato per compilare questo dizionario è stato tratto da Godfryd M. (1993). Dizionario di psicologia e psichiatria. Tascabili Economici Newton, Roma (1994) e da AAVV (1996), L'encicolopedia della medicina. De Agostini, Novara.

A

ABREAZIONE - Sinonimo di CATARSI. Reazione di esteriorizzazione tramite la quale un soggetto si libera di una rimozione affettiva celata nel proprio INCONSCIO. L'abreazione può essere spontanea o provocata in terapia.

ABULIA -Incapacità di intraprendere e di portare avanti attività finalizzate. Quando è abbastanza grave da essere considerata patologica, l’abulia risulta pervasiva, e impedisce alla persona di portare a compimento molti diversi tipi di attività (per es., lavoro, interessi intellettuali, cura di sé).

ACALCULIA - Impossibilità di effettuare un calcolo aritmetico e di rendersi conto del valore e dell'impiego delle cifre. Disturbo spesso associato ad un'affezione cerebrale organica.

ACROFOBIA - Paura irragionevole delle altitudini o di posti elevati.

ACTING OUT - o Passaggio all'Atto. Termine impiegato per indicare le azioni che presentano sovente carattere impulsivo; relativamente isolabili nel corso delle attività del soggetto, assumono spesso una forma di auto o eteroaggressività.

AFASIA - Insieme di disturbi dell'espressione e della comprensione del linguaggio orale e scritto, generato da lesione cerebrale focale e unilaterale (sinistra).

AGNOSIA - Disturbo del riconoscimento di oggetti, non dovuto a deficit sensoriale e che rivela un deficit intellettivo particolare.

AGORAFOBIA - Timore irrazionale dei grandi spazi (piazze, ...), dei luoghi affollati e della eventuale difficoltà di trovare una fuga immediata verso un luogo sicuro.

AGRAFIA - Perdita della capacità di scrivere in assenza di lesione locale. Disturbo spesso associato ad un'affezione cerebrale organica.

ALESSIA - Incapacità di leggere in assenza di lesioni oculari, dipendente da un'affezione cerebrale organica.

ALGICO (disturbo) - Disturbo somatoforme caratterizzato dal dolore come punto focale principale della alterazione clinica. Inoltre vi è motivo di ritenere che qualche fattore psicologico abbia un importante ruolo nell’esordio, gravità, esacerbazione o mantenimento.

ALLUCINAZIONE - Percezione sensoriale che ha il senso impellente di realtà di una oggettiva percezione, ma che si manifesta in assenza di una stimolazione esterna del relativo organo di senso. Si distinguono in 1) Psicosensoriali [visive, uditive, olfattive, motorie] e 2) Psichiche [che non hanno oggettività spaziale: visuali, pseudo allucinazioni acustico-verbali, psicomotorie verbali]. Le allucinazioni vanno distinte dalle illusioni, in cui uno stimolo esterno del momento viene erroneamente percepito o interpretato. La persona può rendersi conto o meno che sta avendo una allucinazione. Una persona con allucinazioni uditive può riconoscere che sta avendo una falsa esperienza sensoriale, mentre un’altra può essere convinta che la fonte dell’esperienza sensoriale abbia una sua realtà fisica indipendente. Il termine allucinazione non viene ordinariamente applicato alle false percezioni che si manifestano durante l’attività onirica, nel corso dell’addormentamento (ipnagogiche), o al momento del risveglio (ipnopompiche). Esperienze allucinatorie transitorie possono manifestarsi in persone non affette da disturbi mentali.

ALLUCINOGENO - Sostanza che può comportare l'apparizione di ALLUCINAZIONI (alcol, LSD, ...)

ALOGIA - Impoverimento del pensiero che si può riscontrare osservando i comportamenti inerenti il linguaggio e l’eloquio. Possono esserci risposte brevi e concrete alle domande, e riduzione della quantità di eloquio spontaneo (eloquio impoverito). Talora l’eloquio risulta adeguato per quantità, ma fornisce poche informazioni in quanto troppo concreto, troppo astratto, ripetitivo, o stereotipato (povertà di contenuto).

ALONE (effetto di) - Tendenza a lasciarsi influenzare da una caratteristica che emerge da una persona.

ALZHEIMER (morbo di) - Demenza dovuta a un deterioramento cognitivo cronico progressivo. Le persone affette iniziano dimenticandosi piccole cose, poi mano a mano le dimenticanze aumentano e la perdita della memoria arriva anche a cancellare i parenti e le persone care. Col progredire della malattia le persone non solo dimenticano, ma perdono la capacità di parlare e di muoversi autonomamente necessitando anche di continua assistenza personale. La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dalla betamiloide, una proteina che depositandosi tra i neuroni agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello, sostanza fondamentale per la memoria ma anche per le altre facoltà intellettive. La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l'impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi.

AMBULATORIALE - Trattamento o cura, nel corso della quale il paziente è seguito da operatori ospedalieri, sia in struttura extra-ospedaliera, sia in centro di accoglienza o in centro di convalescenza.

AMNESIA - Disturbo patologico della memoria. Ce ne sono diversi tipi. 1) Anterograda: il soggetto dimentica a mano a mano. 2) Antero retrograda: amnesia di fatti recenti e fatti antichi. 3) Elettiva: può riguardare un nome o un titolo. 4) Lacunosa: relativa ad un periodo specifico della vita passata. 5) Parossistica: di evoluzione variabile. 6) Retrograda: di fatti precedenti l'inizio del disturbo.

ANALE (fase) - Secondo il modello di sviluppo a fasi di Freud, la fase anale è il secondo periodo di sviluppo del bambino, essa succede alla fase ORALE e precede la fase GENITALE. E' il periodo che interessa circa il secondo e il terzo anno di vita, segnato dall'apparizione del controllo sfinterico e degli escrementi. La zona anale diviene una ZONA EROGENA prevalente in relazione alle attività defecatorie (piacere nel ritenere e nell'espellere). Secondo le teorie di Freud, l'incapacità di risolvere i conflitti in questa fase può portare allo sviluppo di una fissazione anale ritentiva o anale espulsiva. La fissazione subentra in questa fase, ove ci sia stata una eccessiva gratificazione nella fase anale, essa porta allo sviluppo di una fissazione anale espulsiva e si ha in genere quando i genitori sono stati troppo permissivi con l'educazione. Il bambino sarà portato defecare in posti non oppurtuni, o immediatamente prima o dopo essere stato posto sul vasino. In futuro si avrà lo sviluppo di una personalità estramente testarda, disorganizzata e restia all'autorità. Viceversa quando la gratificazione non sia stata soddisfacente, la fissasione sarà di tipo anale ritentiva e il bambino proverà piacere nel trattenere le feci a dispetto dell'educazione fornita dai genitori. La personalità si svilupperà in modo molto organizzato, meticolosa e ostinata.

ANAMNESI - Insieme delle informazioni raccolte mediante il colloquio con il paziente sulla storia della sua malattia.

ANFETAMINA - Sostanza chimica che eccita il sistema nervoso centrale (SNC), accrescendo artificiosamente le capacità intellettive e fisiche.

ANGOSCIA - Denominazione di quelle forme di ANSIA caratterizzate da rilevanti sintomi soggettivi di costrizione: senso di oppressione, difficoltà di respiro, cardiopalmo, peso allo stomaco, ecc. Si tratta della sensazione psicologica di malessere profondo determinata dall'impressione diffusa di un pericolo vago e imminente, davanti al quale ci si trova impotenti. L'angoscia può osservarsi in diversi quadri patologici e soprattutto nelle psiconevrosi.

ANNULLAMENTO - Meccanismo psicologico mediante il quale il soggetto tenta di fare in modo che i propri pensieri, parole e atti effettuati non siano accaduti. A questo scopo attiva un pensiero o comportamento di significato diametralmente opposto.

ANORESSIA - Il termine in sé indica semplicemente la diminuzione o la perdita dell'appetito, e nella maggior parte delle malattie organiche si ha come conseguenza della malattia stessa. Con il termine ANORESSIA NERVOSA o MENTALE, si indica invece uno specifico disturbo del comportamento alimentare. L'anoressia nervosa viene diagnosticata nel 90-95 % dei casi a pazienti di sesso femminile. I criteri standard raccomandati dai manuali psichiatrici per fare diagnosi di anoressia nervosa sono attualmente: 1) una magrezza estrema (non costituzionale) con rifiuto di mantenere il peso al di sopra di una soglia minima di peso ritenuta normale [il peso del soggetto deve essere sotto l'85% del peso previsto in base all'età ed alla altezza e/o l'indice di massa corporea - BMI -inferiore a 17,5]. 2) una forte paura di ingrassare anche in presenza di un evidente sottopeso. 3) una preoccupazione estrema per il peso e l'aspetto fisico, che includa sia una alterazione del vissuto corporeo, sia una importanza eccessiva data al peso nei riguardi della propria autostima, o ancora il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiologiche. 4) nei pazienti di sesso femminile, un'amenorrea (sospensione del ciclo mestruale) che dati da almeno tre mesi. 5) spesso, ed è difficile accorgersene, i soggetti affetti da anoressia nervosa sono bugiardi con se stessi e con gli altri e fanno di tutto per nascondere questa loro malattia. Non è necessario soddisfare tutti i parametri, in alcuni casi ne basta anche uno solo per diagnosticare la malattia.

ANORGASMIA - O inibizione dell'orgasmo. Incapacità di raggiungere l'orgasmo dopo una normale fase di eccitazione sessuale. Non va confusa con la FRIGIDITA' (termine già di per sé scorretto), con la mancanza di desiderio o con l'IMPOTENZA. L'anorgasmia può avere un'origine psicologica o più raramente organica.

ANOSOGNOSIA - Disconoscimento da parte di un malato della malattia da cui è affetto. Sovente il disturbo è di origine organica (cerebrale) e non va confuso con l'indifferenza.

ANSIA - Sentimento di penosa attesa nei confronti di una situazione pericolosa e minacciosa nella realtà, o avvertita come tale, soggettivamente, dall'individuo. L'ansia è un sentimento comune e normale di fronte a situazioni traumatiche, e diventa patologica quando esiste sproporzione tra la portata dello stimolo ansiogeno esterno e l'ampiezza dell'effetto emotivo risultante, oppure quando lo stimolo ansiogeno è collegato ad una situazione di per sé affatto pericolosa.L'ansia può osservarsi in ogni tipo di patologia psichiatrica e può essere somatizzata, cioé scaricata sul corpo, e provocare alterazioni delle funzioni organiche: tachicardia, dispnea, alterata funzionalità dell'apparato digerente, disturbi del sistema nervoso vegetativo. L'ansia diventa ANGOSCIA quando è accompagnata da intensa sensazione di costrizione (toracica o alla gola). Quando è particolarmente grave, con alterazioni delle funzioni affettive e intellettive, prende il nome di PANICO. Le BENZODIAZEPINE sono i farmaci più utilizzati nella terapia dell'ansia.

ANSIOLITICO - Tutto ciò che mira ad attenuare o eliminare l'ansia. Più comunemente con il termine si indica una categoria di farmaci usati per attenuare e curare stati di ansia e di angoscia. Questi riducono l'attività del sistema nervoso centrale e a bassi dosaggi provocano sedazione. Vengono usati in medicina per alleviare l'insonnia temporanea, l'ansia e il dolore. I maggiori rappresentanti sono le BENZODIAZEPINE che hanno quasi completamente sostituito i BARBITURICI. In dosi massicce gli ansiolitici sono in grado di inibire i centri della respirazione e possono provocare coma e morte. Se assunti in modo sconsiderato e improprio possono portare dipendenza fisica e psicologica.

ANTIDEPRESSIVO - Farmaco utilizzato per elevare il tono dell'umore nella DEPRESSIONE. Hanno effetti diversi: un effetto antidepressivo propriamente detto, un effetto anti ansioso e un effetto stimolante. I vari effetti si manifestano a dosaggi diversi: a basse e medie dosi prevalgono i primi due, ad alte dosi è più evidente l'effetto stimolante. La somministrazione di antidepressivi non può avvenire in modo prestabilito ma deve essere adattata al singolo paziente. L'azione del farmaco sul tono dell'umore si evidenzia non prima di 10-20 giorni dall'inizio della terapia.

ANTISOCIALE (disturbo di personalità) - Disturbo di personalità caratterizzato dal disprezzo patologico del soggetto per le regole e le leggi della società, da comportamento impulsivo, dall'incapacità di assumersi responsabilità ed dall'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui. Il dato psicodinamico fondamentale è la mancanza del senso di colpa o del rimorso.

APRASSIA - Perdita della comprensione dell'uso di oggetti consuetudinari. Si rileva in alcune affezioni neurologiche.

ARCHETIPO - Termine introdotto da Jung per designare ciascuno dei miti comuni a tutta l'umanità, propagati soprattutto da racconti e leggende. Il loro insieme è stato definito INCONSCIO COLLETTIVO dallo stesso autore.

ARITMOMANIA - COMPULSIONE ad operare su serie di calcoli mentali sempre più complessi e reiterati, senza tregua; si osserva soprattutto nel DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO.

ARTE TERAPIA - Tecnica che utilizza la produzione artistica (disegno, pittura, ceramica, ...) per esplorare l'attività psichica spontanea e favorire i mezzi espressivi.

ASSUEFAZIONE - Diminuzione progressiva della risposta a una sostanza chimica introdotta nell'organismo; tale fenomeno implica la necessità di aumentare la dose per ottenere sempre i medesimi effetti.

ASTENIA - Stato di affaticamento patologico. Questo disagio può essere caratteristico di qualsiasi patologia.

ATASSIA - Perdita parziale o completa della coordinazione del movimento muscolare volontario.

ATTACCAMENTO - Processo, teorizzato da John Bowlby (1907-1990), che precede la formazione dei legami affettivi nel bambino sin dai primi mesi di vita. Il sostenere che un bambino ha un attaccamento vuol dire che egli avverte il bisogno di percepire la vicinanza ed il contatto fisico con una persona di riferimento, soprattutto in particolari situazioni. Secondo Bowlby l’attaccamento è un qualcosa che, non essendo influenzabile da situazioni momentanee, perdura nel tempo, si struttura nei primi mesi di vita intorno ad un'unica figura; molto probabile è che tale legame si instauri con la madre, dato che è la prima ad occuparsi del bambino, ma, come Bowlby ritiene, non sussiste nessun dato che avalli l’idea che un padre non possa diventare figura di attaccamento nel caso in cui sia lui a dispensare le cure al bambino. Con la crescita, l’attaccamento che si viene a formare tramite la relazione materna primaria o con un "caregiver di riferimento", si modifica e si estende ad altre figure, sia interne che esterne alla famiglia, fino a scomparire: nell’adolescenza e nella fase adulta il soggetto avrà maturato la capacità di separarsi dal caregiver primario e legarsi a nuove figure di attaccamento. Per Bowlby è molto importante che il legame di attaccamento si sviluppi in maniera adeguata, poiché dipende da questo un buono sviluppo della persona: stati di angoscia e depressione, in cui un soggetto si può imbattere durante l’età adulta, possono essere ricondotti a periodi in cui la persona ha fatto esperienza di disperazione, angoscia e distacco durante l’infanzia.

AUTISMO - Perdita di contatto vitale con la realtà (E. Minkowski). Comportamento patologico caratteristico degli schizofrenici, consistente nell'estraniamento più o meno accentuato dalla realtà e nel concentrarsi sul proprio mondo interiore. Il termine è usato più comunemente per indicare alcuni stati psicotici del bambino. In quest'ultimo caso il disturbo compare nei primi due anni di vita ed è caratterizzata da isolamento dalla realtà, con conseguente impossibilità di imparare, e assenza o grave alterazione del linguaggio. L'incidenza è di 4-5 casi su 10.000 nati. I bambini autistici hanno un comportamento "tranquillo", non sorridono, non vocalizzano quando la madre parla e sorride loro, non concentrano lo sguardo. Si muovono ininterrottamente con grande agilità, ripetendo spesso lo stesso movimento. Durante il secondo anno non compare il linguaggio o, se c'è, è di tipo ecolalico (ripetizione delle parole udite). I tipi di psicoterapia sono vari, ma tutti richiedono tempo e costanza per arrivare a risultati positivi.

AUTOLESIONISMO - Indicato anche dall'acronimo SIB (Self Injurious Behaviour), il termine indica azioni intenzionali, ripetute, a bassa letalità che alterano o danneggiano il tessuto corporeo, senza alcun intento suicida cosciente. Esistono svariati metodi con cui gli autolesionisti o gli autoferitori si procurano le ferite, i quali non si escludono a vicenda, ma comunemente alcuni tendono a farlo in un solo modo, quasi identificandosi con questo particolare comportamento, come quelli che in USA si fanno chiamare "burners" (bruciatori) e "cutters" (tagliatori). Dai dati emersi dai diversi studi, sembra che i soggetti più a rischio di SIB siano adolescenti, o giovani adulti, soprattutto di sesso femminile. Frequentemente l'autolesionismo viene identificato come un sintomo del disturbo BORDERLINE.

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Il Personaggio del Mese: HANS EYSENCK

(4/03/1916 - 4/09/1997)

Chi e Cosa

Hans Jürgen Eysenck fu uno psicologo che indagò diversi ambiti di ricerca ma che passò alla storia principalmente per i suoi studi sull'intelligenza e sulla personalità. Al tempo della sua morte, Eysenck era lo psicologo vivente più citato nelle pubblicazioni scientifiche.

Lo psicologo studiò i fattori genetici nella personalità e soprattutto utilizzò per primo l'analisi fattoriale come strumento statistico per lo studio della personalità e delle sue caratteristiche. A lui si devono i due fattori di base della personalità noti come nevroticismo ed estroversione. Solo alla fine degli anni '70 venne introdotto un terzo fattore: lo psicoticismo. Noti sono i suoi questionari e le scale di personalità: Maudsley Medical Questionnaire, Eysenck Personality Inventory (EPI), Eysenck Personality Questionnaire (EPQ) and Sensation Seeking Scale.