SEX SURVEY

I 5 sensi e le parti del corpo che ci attraggono

 

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Nel 2011 ho condotto, assieme ad alcuni colleghi, un Sex Survey per indagare la sessualità degli italiani ad integrazione del saggio “XXI Sex – Nuova Enciclopedia Sessuale” (2010). In questo video vengono presentati due specifici risultati fra quelli ottenuti: quali sono, fra i 5 sensi, quelli più implicati nella sessualità di uomini e donne e quali sono le parti corporee più attraenti e quelle che crediamo possano essere. Alcuni dei risultati del survey sono davvero sorprendenti!

 

Al Sex Survey 2011 hanno risposto complessivamente 2026 persone, ma solo il 70.2% dei soggetti (TOT=1420; M=848; F=572) hanno completato il survey interamente: al fine del calcolo della relazione fra variabili, sono stati ana-lizzati solo i questionari completi. Il campione è stato articolato soprattutto secondo le variabili: sesso, età, scolarità, orientamento sessuale.

 

I cinque sensi. Se penso alla mia sessualità, fra i 5 sensi i DUE più implicati o importanti sono (non più di due indicazioni): Udito, Gu-sto, Olfatto, Vista, Tatto. I due sensi più implicati risultano essere, nell’ordine, vista e tatto. Il genere sessuale influenza l’importanza di un senso rispetto ad un altro in ambito sessuale? Dai dati emerge che, a prescindere dall’orientamento sessuale, la femmina attribuisce all’olfatto un’importanza quasi doppia rispetto al maschio e quasi tripla rispetto all’udito, ciò a discapito della vista. Quindi è possibile affermare che mentre la sessualità del maschio a livello sensoriale sia concentrata su principalmente su due canali percettivi (tatto e vista), nella femmina vi è una maggior implicazione anche degli altri tre (gusto, olfatto, udito), con una preponderanza dell’olfatto. L’orientamento sessuale influenza l’importanza di un senso rispetto ad un altro in ambito sessuale? Il dato più evidente è che il tatto e la vista sono i due sensi più implicati nella sessualità di maschi e femmine a prescindere dall’orientamento. Tuttavia si nota come per le femmine etero- l’olfatto assuma un’importanza ben più marcata rispetto ai maschi eterosessuali e che l’olfatto, per i maschi omosessuali, assuma un’importanza percentuale che si situa fra i valori dell’uomo e della donna etero. Oltretutto, nei valori in-dicati dalla donna omosessuale, la vista cede il posto all’olfatto che dunque diventa il secondo senso più implicato nella loro sessua-lità dopo il tatto; anche il gusto assume un valore superiore più del doppio rispetto alla donna eterosessuale. L’olfatto è altresì molto implicato nella sessualità del maschio bisessuale e della femmina bisessuale.

L’età influenza l’importanza di un senso rispetto ad un altro in ambito sessuale? (Raggruppamento campione: anni 18-29 [20]; 30-39 [30]; 40-49 [40]; 50-59 [50]; 60-69 [60]). Con il progredire dell’età pare che l’importanza del gusto, dell’olfatto e dell’udito vada scemando, mentre si ha un incremento dell’importanza del tatto, quest’ultimo l’unico senso che non pare essere com-promesso dal progressivo calo di prestazioni al quale vanno incontro gli altri sensi nel normale processo d’invecchiamento. Tuttavia la vista, uno dei sensi il cui potere di percezione cala con il progredire dell’età, mostra una progressione percentuale, anche se meno marcata rispetto al tatto. Con il progredire dell’età la vista e il tatto guadagnano un punteggio percentuale simile (rispettivamente + 8.2% e + 8.3%); l’udito perde 4.6 punti percentuali, l’olfatto 5.3 e il gusto il 6.6.

 

Elementi anatomici d’attrazione. La questione, pensata in maniera specifica per i soggetti eterosessuali, differiva in base al genere sessuale del rispondente. [Maschi: Da un punto di vista strettamente fisico, in una donna trovo maggiormente attraenti (max tre indicazioni): Occhi, Bocca, Capelli, Voce, Seno, Braccia, Mani, Ventre, Natiche, Vulva, Gambe, Piedi] [Femmine: Da un punto di vista strettamente fisico, in un uomo trovo maggiormente attraenti (max tre indicazioni): Occhi, Bocca, Capelli, Voce, Torace, Braccia, Mani, Ventre, Natiche, Pene, Gambe, Piedi]. La domanda posta successivamente invece chiedeva di indicare quali parti corporee di un soggetto del proprio stesso sesso potessero essere maggiormente attraenti agli occhi di una persona del sesso opposto, quindi ai maschi si chiedeva di indicare al max. tre item fra: Occhi, Bocca, Capelli, Voce, Torace, Braccia, Mani, Ventre, Natiche, Pene, Gambe, Piedi e alle donne si chiedeva di segnalare al max. tre items fra Occhi, Bocca, Capelli, Voce, Seno, Braccia, Mani, Ventre, Natiche, Vulva, Gambe, Piedi. Le donne hanno una percezione decisamente corretta circa le parti corporee del loro corpo che attraggono il maschio e in che percentuale; sottostimano lievemente solo le natiche e sovrastimano lievemente bocca e capelli. I maschi, di fatto, sovrastimano tutte le loro parti fisiche diretta espressione di virilità (torace, natiche, braccia, pene) e sottostimano l’importanza di elementi corporei legati a forme di sessualità più sottilmente seduttive (occhi ma soprattutto bocca, mani, voce).

Gli occhi del maschio sono per la donna il fattore seduttivo principale e più costante, il valore che la donna attribuisce allo sguardo e agli occhi dell’uomo non è un fattore che viene influenzato dal fattore età. Cosa diversa per le mani e per la voce. Le mani, ovvero le parti del corpo maschile che esplorano il corpo femminile, vengono rilevate dalla donna come importante elemento d’attrazione soprattutto sui venti/quaranta anni, cioè quando l’attività sessuale è più intensa. Progressivamente è la voce ad assumere maggior importanza, cosa che risponde ad una dimensione seduttiva più sottile e mentale. I capelli, motivo di ansia virile per molti uomini, risulta essere una parte del corpo scarsamente attraente per le donne, in qualsiasi fascia d’età.

Quali parti anatomiche attraggono primariamente gli omosessuali maschi nell’osservazione di un altro uomo? I risultati evidenzia-no come i maschi omosessuali siano attratti da elementi corporei decisamente legati alla virilità e peculiari ad essa (pene, torace, na-tiche soprattutto). Non solo la donna dà maggiore importanza ad elementi corporei maschili che in qualche modo siano connessi alla comunicazione della seduzione ma ciò si rende sempre più manifesto a mano a mano che la donna progredisce con l’età e, al contempo, i fattori anatomici virili paiono perdere progressivamente d’attrattiva.

Anche per il maschio, come per la femmina eterosessuale, gli occhi (lo sguardo) sono gli elementi anatomici che lo attraggono maggiormente. Tuttavia maschio, in tutte le età, risulta maggiormente attratto dalle parti anatomiche femminili diretta espressione del genere e meno da quelle con le quali la donna può esprimere il proprio essere in modo sottile e cerebrale. Questo risultato è esattamente l’opposto di quanto è stato ottenuto dalle donne che invece prediligono parti anatomiche che permettono l’espressione della mascolinità in forme anche indirette e comunque più comunicative. Tuttavia, come accade per la donna, anche il maschio sembra che con l’avanzare dell’età presti maggior attenzione ad elementi anatomici più connessi all’espressività e alla comunicazione, se non fosse che i risultati ottenuti dall’ultima fascia d’età (60-69 anni) inverta questo trend, presentando percentuali ancor più marcate di quanto hanno ottenuto i ventenni rispetto ad un’attenzione prestata alle parti anatomiche rappresentative del genere.

Quali parti anatomiche attraggono primariamente le donne omosessuali nell’osservazione di un altro donna? I risultati ottenuti ri-calcano la tendenza espressa anche dalla donna eterosessuale, ovvero prestare attenzione a parti anatomiche più legate alla dimen-sione comunicativa che all’espressione anatomica del carattere sessuale. Tuttavia il seno, il carattere sessuale secondario più manife-sto e caratterizzante, ottiene fra i soggetti omosessuali un punteggio percentuale elevato.

 

Importanza della dimensione delle mammelle femminili per l’uomo etero- e bisessuale. Al campione maschile è stato chiesto in che misura una donna con poco seno perdesse in attrattiva fisica. Le opzioni di risposta si situavano su una scala Likert che andava da 1 a 5, dove 1 è il minimo e 5 il massimo. Dall’analisi dei dati è stato escluso il campione dei maschi omosessuali. I risultati mostrano che, mediamente, i maschi etero- e bisex non reputano le dimensioni del seno un fattore determinante rispetto al potere attrattivo di una femmina, dato che il risultato si situa al di sotto del valore medio (3), tuttavia l’attenzione alle dimensioni del seno femminile sembra crescere lievemente con l’aumentare dell’età dell’uomo.

 

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