IL NARCISISTA

Il narcisismo e la personalitA' narcisistica

 

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IL NARCISISTA

 

Il narcisismo è un elemento ineliminabile della psiche umana ed ha una sua utilissima funzione, quella che potremmo definire con parole un po’semplici dell’amor proprio, della capacità di darsi un valore e di curare il proprio interesse, tuttavia non trascurando l’impatto che questo amor proprio ha sulle persone circostanti; quindi non trascurando il valore dell’empatia che è la capacità di metterci idealmente nei panni dell’altro, di sentirlo. Una capacità che abbiamo tutti tranne il narcisista patologico, nel quale si rileva proprio un limite empatico o, nei casi più gravi, una mancanza di empatia. Quindi il narcisismo patologico si gioca soprattutto nella qualità delle sue relazioni interpersonali e dal rapporto superficiale con il proprio mondo interno, perché dietro questa maschera di grandiosità, di arroganza, di sicurezza, di desiderio di essere riconosciuto come una persona degna di privilegi, dietro questo Falso Se, abbiamo un Vero Se interno profondamente fragile.

 

E’ importante sapere che lo stereotipo del narcisista, per come si usa il termine comunemente, cioè l’egocentrico esibizionista ed accentratore, è solo un tipo di narcisista riconosciuto dalla clinica. Gabbard ad esempio differenzia fra Narcisista IPERVIGILE e INCONSAPEVOLE. Il secondo è quasi del tutto sovrapponibile allo stereotipo del narcisista magniloquente ed egocentrico, in cerca di attenzione e di una bella vita. L'ipervigile è invece apparentemente timido e ritirato ma, da una posizione periferica, esprime risentimento tramite un continuo paragonarsi agli altri, cosa che lo fa apparire come livoroso, rancoroso e ovviamente invidioso. D’altra parte Millon, parlando di narcisismo, ha elencato il narcisista SENZA PRINCIPI (tipo antisociale):amorale, truffatore, arrogante, vendicativo, sfruttatore, con coscienza deficitaria. Il narcisista COMPENSATIVO (tratti negativistici, evitanti): compensa una profonda percezione d’inferiorità e inadeguatezza facendo della vita una ricerca di traguardi e compensazioni; come un evitante è molto sensibile al giudizio altrui. Il narcisista ELITARIO (variante del modello indicato nel DSM): si sente un privilegiato ma la sua facciata ha poco a che fare con la realtà, cerca una vita facilitata e agiata; la paura maggiore è quella di essere “normale”. Il narcisista SEDUTTIVO (variante istrionica): sessualmente seducente, attraente, intelligente, evita la vera intimità. Indulge nei piaceri materiali; adesca i bisognosi e gli ingenui, mente patologicamente.

 

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ETIOPATOGENESI

 

Prima ho parlato di Vero Sé e Falso Sé, come dire il vero volto e la maschera, per capire bene cosa intendo dobbiamo spiegare quelli che per la psicodinamica sono le ipotesi di come si origini questa patologia, cioè con una parola complessa, l’eziopatogenesi.

 

1. PRIMA SITUAZIONE. Abbiamo un genitore freddo e indifferente, persino aggressivo e sprezzante verso il figlio. Il genitore può supplire a questa incapacità affettiva “trovando” nel figlio un qualche talento eccezionale (il “genio” di famiglia), una prospettiva che, per il figlio stesso, diventa rifugio per un pervasivo senso d’inadeguatezza; la creazione di un Sé grandioso e narcisistico allora diventa la soluzione più probabile anche perché è l’unica che il genitore dimostra di accettare. Il narcisismo patologico fungerebbe da enorme meccanismo di difesa che va a compensare un deficit nell’integrazione delle rappresentazioni positive e negative di Sé e degli altri, però a differenza del borderline che continua a oscillare tra idealizzazione e svalutazione, il narcisista si garantisce una sufficiente tenuta tramite la fusione del Sé con la parte idealizzata della propria personalità. Tuttavia il senso di perfezione del narcisista è a “tutto o nulla”, cioè: se non si è perfetti allora si è imperfetti, e se si è imperfetti allora non si vale nulla. Benché il narcisista spesso si mostri come una persona che non ha bisogno di nessuno (la cosa lo farebbe sentire incompleto), paradossalmente ha un estremo bisogno dell’ammirazione dell’altro per poter mantenere intatta la propria immagine grandiosa: l’altro è così sia un amato salvatore sia un odiato rivale! Le rappresentazioni negative vengono proiettate all’esterno; ciò rende impossibile un coinvolgimento profondo nelle relazioni interpersonali poiché l’altro viene continuamente svalutato e questa proiezione è ciò che spiegherebbe l’atteggiamento paranoide del narcisista che, dopo una prima idealizzazione, finisce per usare il partner come discarica psichica delle sue immagini negative e persecutorie. [Kernberg]

 

2. SECONDA SITUAZIONE. I genitori hanno trasmesso al figlio una sopravvalutazione della sua importanza, lo hanno viziato, non hanno contenuto il suo naturale narcisismo infantile. “Sua maestà il Bambino” viene dis-educato ed i genitori mettono in secondo piano i loro bisogni di adulti per soddisfare ed anticipare quelli del pargolo, il bambino capisce che gli altri non hanno una loro legittima identità e che essa possa necessitare di attenzione. L’assenza di regole e di un certo grado di severità impedisce al bambino di comprendere che le proprie azioni hanno conseguenze sugli altri, il che porta a egocentrismo e mancanza di empatia e, in età adulta, a diventare rabbiosi ogni volta che le proprie necessità non vengono soddisfatte subito. Da notare che, in questo quadro educativo, non è raro che il genitore trasmetta un soggiacente timore di “caduta dallo stato di grazia” con un’enfasi sulla perfezione; il genitore ammira il figlio ma non gli permette errori, come dire: “Sei perfetto e ti amiamo per questo, ma non rovinare tutto sennò è finita!”. [Benjamin]

 

3. TERZA SITUAZIONE. Lo sviluppo psicologico ha inizio in una fase d’indifferenziazione definita “narcisismo primario” in cui il Sé non esiste. La madre soddisfa inizialmente le necessità del neonato in modo pieno, perfetto; il bambino peraltro inizia a capire che tali gratificazioni vengono dall’esterno. Poiché nessuna madre è capace di un perfetto accudimento, diversi bisogni del bambino vengono comunque frustrati causando nel bambino vissuti di vulnerabilità che lui compenserà richiamando mentalmente quel perfetto stato di gratificazione precedente, in cui erano presenti un Sé onnipotente e un’idea di madre perfetta (un oggetto interno). Il narcisismo quindi non sarebbe una condizione patologica ma una normale fase evolutiva, infatti l’educazione all’empatia di coloro che si prendono cura del bambino (caregivers) gli farebbe nel tempo abbandonare questa posizione narcisistica. Tuttavia, se avvenisse una grossolana mancanza di empatia da parte dei caregivers, allora il bambino si arresterebbe a questa fase evolutiva e il Sé grandioso perdurerebbe come difesa verso un mondo sostanzialmente incerto e minaccioso. [Kohut]

 

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IL NARCISISTA NELLA RELAZIONE DI COPPIA e CON GLI ALTRI

 

NELLA RELAZIONE AFFETTIVA:

Mostra uno charm disinvolto e superficiale: indossa una maschera (Falso Sé) socialmente accettabile o vincente con la quale accattivarsi le persone.

Non tutte le forme di manipolazione del narcisista sono arroganti e “grandiose”. Non cascate nel tranello del: “No, ma voi non lo conoscete in privato! E’ dolcissimo, tenerissimo, è che ha avuto una vita difficile!”. Il narcisista si vende spesso con parole che sollecitano empatia (motivo per cui incastrano facilmente persone sensibili) tanto da spingere gli altri ad aiutarli con favori speciali, regali o altro; usano il trucco del “povero me”, la persona  che non è mai stata capita, amata, è stata abbandonata o sfruttata (tipico del quadro narcisistico-masochista Self-Defeating Personality Disorder).

La relazione passerà velocemente dall’idillio a una dimensione di possesso, controllo e isolamento (se non fisico, psicologico), peraltro il narcisista tende ad alternare fin da subito un sottofondo sentimentale precoce ad azioni malvagie.

L’eccessiva cura estetica suoni come un campanello d’allarme quando essa dovrebbe essere subordinata ad altri fattori, soprattutto se questi sono connessi all’affettività e al legame.

Fate molta attenzione alla tecnica del “gaslighting” termine che deriva dall'opera teatrale “Gas Light” (1938); in essa si trattava di un marito che cercava di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell'ambiente e insistendo che la moglie si sbagliasse o si ricordasse male quando notava questi cambiamenti.

Con il narcisista preparatevi invariabilmente a essere usati come “discarica psichica” per ogni sua possibile ferita narcisistica e per la sua incolmabile rabbia.

 

RAPPORTO CON GLI ALTRI:

Cerca di mostrare un Sé ipertrofico che, il più delle volte, va di pari passo alle sue mete e ambizioni. In alcuni casi, può dichiarare di non avere alcun sogno o ambizione … in modo da non dover mai affrontare la frustrazione di fallire.

Crede di essere più potente e soprattutto intelligente di quello che è … questo è un suo grande punto debole!

Di fatto ha difficoltà o gli è impossibile entrare in sintonia emotiva con gli altri, quindi reagisce al dolore degli altri con freddezza o con un cinismo non sdrammatizzante ma definibile piuttosto negativistico o svalutante.

 

NEL COMPORTAMENTO:

Molti di questi soggetti, maschi e femmine, hanno uno stile di vita parassitario, cioè sfruttano gli altri economicamente, emotivamente o in altri modi.

Attenti ai soggetti con uno scarso controllo degli impulsi, ricerca di sensazioni forti (sensation-seeker), una vita sessuale promiscua (brevi rapporti tutti naufragati e magari figli in giro) e precoci problemi comportamentali, sono indicatori di soggetti narcisisti psicopatici.

Il narcisista mostra una scarsa risposta emotiva ad eventi che generalmente negli altri suscitano pena, dolore, preoccupazione, etc.

 

MORALE:

La sua ambizione amorale lo porta spesso a imboccare la strada dell’illecito: non occorre pensare a crimini violenti, il narcisista (molto più strutturato di uno psicopatico disorganizzato) viola ed elude la legge in modi più sottili.

Scaltrezza e tendenza a giustificare atti negativi possono essere buoni indicatori di amoralità di stampo narcisistico: si raccontano come buoni cittadini ma allo stesso tempo violano le norme sociali senza offrire troppe scuse e sono soddisfatti che gli sia andata bene.

Ha uno scarso (o assente) senso di colpa e si difende tramite una forte razionalizzazione: il mondo apparente del narcisista sembra solido, sicuro e intelligente, tuttavia piuttosto che essere strutturato su ideali e principi, esso si rivela conveniente e opportunistico; la moralità e i valori infatti risultano dei limiti per i desideri del narcisista, il quale, sempre per una sua intolleranza all’informazione reale, riuscirà a piegare la lettura degli accadimenti che lo vedono sfruttatore fino al punto di farsi percepire come vittima.

 

 

 

 

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