XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

INFANTILISMO. Parafilia caratterizzata dal desiderio di comportarsi ed essere trattati come bambini durante l’attività sessuale, quindi essere lavati, coccolati, nutriti o allattati. Sovente l’interesse dell’infantilista è focalizzato sull’uso feticistico del pannolone (diaperismo), che viene indossato, utilizzato per contenere le deiezioni e cambiato da un altro adulto che condivide la parafilia secondo forme complementari (anaclitismo e più raramente pedofilia). L’infantilista, nella maggior parte dei casi, è un maschio, la persona che agisce come caregiver nei confronti dell’adult baby (AB)è una donna. Gli infatilisti, generalmente, non sono pedofili. L’AB gode per la riattualizzazione dello stato neonatale, cioè per la possibilità di non dovere prendere decisioni e poter abbandonare le regole apprese nel processo della crescita: alcuni infantilisti vivono come particolarmente piacevole invertire il processo che li ha portati a controllare l’uso degli sfinteri, quindi volontariamente defecano od urinano non appena sentono lo stimolo. In alcuni AB invece è più marcato il desiderio di violare le regole genitoriali e subire la punizione di chi agirà come madre o padre. Molti infantilisti non sono per nulla interessati al rapporto sessuale o a pratiche sessuali per come possono essere normalmente intese. L’eziologia dell’infantilismo non è ancora stata studiata approfonditamente ma è certo che questa parafilia sia caratterizzata da forte anaclitismo e da regressione infantile, un atteggiamento che probabilmente recupera qualche evento vissuto nell’infanzia associato a gratificazione sessuale.


Suppongo che i miei sentimenti rispetto ai miei genitori siano un po’ confusi. Non voglio dar la colpa a loro per ciò che sono diventato, hanno fatto del loro meglio per prendersi cura di noi bambini. Non hanno mai abusato di me, anche se ho una sorella più giovane che ha confessato che potrebbe essere stata abusata sessualmente. L’unica cosa è che quando ero piccolo i miei bevevano parecchio e quando erano ubriachi il loro comportamento diventava davvero imprevedibile. [...] Non mi ricordo una sola volta in cui mio padre mi ha tenuto in braccio, o mi ha detto che mi voleva bene o che era fiero di me. [...] Non era un ambiente molto sicuro ed educativo. Mio fratello e le mie sorelle avevano un sacco di problemi emotivi e questo non aiutava la situazione: ho un fratello e due sorelle con dipendenza da alcol e droghe. Io non ho questi problemi e attribuisco la mia capacità di rifugiarmi nell’infantilismo la ragione per la quale non ho sviluppato quei problemi. Per me diventare un bambino è un modo per affrontare la pressione del mondo” (Link)


INFATUAZIONE. Attrazione intensa ma superficiale, destinata ad esaurirsi in breve tempo. ¶ Dal lat. infatuare, rendere sciocco.


INFEDELTÀ. In ambito relazionale, violazione dell’obbligo o del patto implicito di fedeltà affettivo-sessuale nei confronti di un partner.cornificare, tradimento, fedifrago.


INFERTILITÀ. Impossibilità, per la donna, di proseguire la gravidanza fino ad un’epoca di vitalità del feto a motivo di un difetto nell’annidamento o nello sviluppo dell’embrione. L’infertilità è cosa diversa dalla sterilità.


Se lei prende polvere di vulva di lepre mescolata con miele, e aggiunge un cuore di bue, portando il tutto lentamente ad ebollizione, e mangia questo per una settimana in una particolare ora del giorno, lei concepirà. (Alberto Magno, 1478 ca.)


INFEZIONE PING-PONG. Tipicamente riferita alla tricomoniasi ma valida per altre forme di malattie sessualmente trasmesse, l’infezione ping-pong descrive il processo epidemico di un agente infettivo trattato in un paziente A, mentre nel partner sessuale B è in fase di incubazione; i sintomi della malattia in B compaiono quando A è guarito, con il risultato che l’infezione tornerà a colpire A e quindi ancora B, in un andirivieni infettivo simile al movimento della pallina nel gioco del ping-pong. 


INFIBULAZIONE. O circoncisione faronica. Chiusura parziale delle grandi labbra tramite filo e fibula (spilla), da cui il nome. In alcuni edge plays di tipo SM l’infibulazione riprodotta con sutura provvisoria. → belonefilia, mutilazione genitale femminile.


INFLATOFILIA. Variazione sessuale caratterizzata dall’attrazione per fantasie o prodotti artistici (disegni, effetti speciali cinematografici, etc.) in cui si vede il corpo di una persona, o parti di essa, che aumentano improvvisamente e sproporzionatamente di volume, in quanto gonfiate da gas o altro. Le parti corporee più sovente investite eroticamente in questo processo sono le mammelle, la pancia e le natiche (BE), meno comunemente l’inflatofilia è relativa ai genitali o ad altri organi (naso, mani, etc.). L’inflatofilo non è eccitato da immagini ritoccate digitalmente, né da modificazioni corporee ottenute tramite Bod-Mod o chirurgia estetica. La modificazione corporea, per essere eccitante, deve poter essere percepita nel suo divenire, il cambiamento deve essere inaspettato, lasciando l’inflatofilo stupito in maniera quasi infantile per l’osservazione di un fenomeno che sfida la logica. L’inflatofilia non ha le caratteristiche del parzialismo, poiché non è la parte ingigantita a provocare l’eccitazione ma il processo stesso del aumento del volume e questo, il più delle volte, deve essere inserito in una fantasia complessa, quasi mai come mero evento meccanico. A parte le fantasie erotiche e l’osservazione di media che possono simulare un evento del genere, alcuni inflatofili risolvono l’ovvia impossibilità di realizzare il rigonfiamento di una zona corporea indossando tute di plastica gonfiabili. L’infaltofilia può essere concettualizzata come una metafora dei cambiamenti corporei che avvengono durante la pubertà, in maniera ancor più evidente nelle donne; l’inflatofilo investite eroticamente il processo, la curiosità legata ad esso e i timori associati alle modificazioni corporee tipiche dell’età puberale. Variazioni sessuali connesse con l’inflatofilia sono il BD, la follicolofilia, l’adipofilia, l’infantilismo e il rubberismo. ¶ Dal lat. inflatio -onis, der. di inflare, gonfiare.


Guardare le giovani donne che si sviluppavano intorno a me, alle medie, ha pilotato non poco il mio interesse quando ho raggiunto quell’età. Le mie fantasie di gonfiaggio si sono focalizzate completamente in forma femminile in quel momento. L’inflatofilia può essere vista come il portare il processo naturale dello sviluppo ad un livello del tutto nuovo. […] Il tuo corpo sta cambiando e né tu né altri possono fare nulla per fermarlo […] è come la pubertà fuori controllo, il tuo corpo fuori controllo. Hai il brivido della sensazione di essere indifeso che provi nel bondage ma non ci sono vincoli fisici nell’inflatofilia. È il tuo stesso corpo che ti vincola. Il tuo stesso corpo ti gonfia al massimo, ti strappa gli abiti, ti porta ad un nuovo picco di sensazione mentre aumenta le dimensioni della sua presenza fisica [...] Dato lo sviluppo dei fianchi e dei seni in adolescenza, e del ventre durante la gravidanza, le donne hanno già di loro la capacità di gonfiarsi” (Gates, 2000)


INFUSIONE SCROTALE. Vedi ballooning.


INGOIO. Termine gerg. indicante l’atto di deglutizione dello sperma eiaculato in bocca in seguito a fellazio. ¶ Contrazione di ingoliare, che è da in + gorgare, dal lat. gurgula, gola, gozzo.


L’evoluzionista Jerry A. Coyne, autore del libro “Why Evolution Is True” (2009), ritiene che vi sia una ragione per la quale lo sperma umano abbia un sapore ritenuto generalmente poco gradevole dalle donne. La selezione naturale manterrebbe il sapore dello sperma sgradevole in modo che esso venga eiaculato nel posto più appropriato, cioè nella vagina. Se il sapore dello sperma fosse gradevole o decisamente piacevole, un alto numero di donne sarebbe incentivato a praticare sesso orale e ad ingoiare il seme, sprecando il potenziale fecondativo. Così non essendo, il partner maschile è spinto a praticare il rapporto sessuale nella maniera convenzionale, la quale ovviamente è l’unica che consenta la nascita di altri membri della specie.


INGROPPARE. Verbo usato gergalmente con il significato di possedere sessualmente, per associazione fra il coito e la monta fra animali domestici.


INIBITORE PDE5. Sostanza chimica che inibisce la fosfodiesterasi di tipo 5, enzima che degrada l’azione del guanosin-monofosfato ciclico (cGMP) nelle cellule della muscolatura liscia le quali rivestono i vasi sanguigni che irrorano i corpi cavernosi del pene. Impedendo la degradazione del cGMP, che stimola il rilassamento muscolare, un inibitore PDE5 causa l’aumento di flusso ematico nel pene e quindi l’erezione. Viagra®, Levitra® e Cialis® sono i nomi commerciali dei tre farmaci più noti attualmente utilizzati contro il deficit erettivo; la sostanza attiva che ne governa l’azione (rispettivamente il sildenafil, il vardenafil e il tadalafil) è un inibitore PDE5. Tali farmaci, che non producono erezione in assenza di stimolazione sessuale, hanno mostrato di ottenere buoni risultati nell’uomo a prescindere che la causa del deficit sia di ordine fisiologico o psicologico. Essi, per le loro proprietà vasodilatanti, possono causare effetti collaterali legati soprattutto al sistema circolatorio e cardiaco; il più delle volte tali effetti si limitano alla congestione nasale, a vampate e cefalea. Tali farmaci non devono essere assunti da soggetti che non hanno problemi di deficit erettivo in quanto, al di là degli ovvi motivi medici, l’utilizzo abusivo di essi può innescare un fenomeno di dipendenza psicologica per la quale è possibile sentirsi non pronti o non all’altezza di affrontare un rapporto sessuale in assenza di assunzione del farmaco stesso. In conseguenza di ciò può realizzarsi una forma di deficit erettivo su base puramente psicologica, dipendente dall’ansia di non potersi garantire gli effetti offerti dagli inibitori PDE5.


INIETTOMANIA. Piacere erotico relativo al praticare o subire iniezioni, perforazioni della pelle con aghi e altri giochi erotici simili. È una parafilia sadomasochistica sovente correlata o coincidente alla belonefilia e al piercing genitale.


INSERTIVE TOY. Definizione applicabile a tutti i prodotti dell’oggettistica sessuale che sono progettati per l’inserimento in vagina o nel retto. Fra essi: plug anale, fallo artificiale, vibratore, palline anali. ¶ Ing.: giocattolo da inserire.


INSUFFLAZIONE. Pratica che consiste nel soffiare attraverso gli orifizi (ano, uretra o nella vagina) cercando di inserire aria nei corpi cavi connessi ad essi orifizi. Si tratta di una pratica erotica sconsigliabile che comporta un rischio di embolia, poiché l’aria compressa può essere assorbita dai capillari.


INTERACTIVE. Video pornografico prodotto per essere navigato con il telecomando dallo spettatore che può scegliere, tramite un menù, le azioni performate da un soggetto precedentemente filmato. Il risultato sarà simile ad uno spettacolo erotico privato, in cui le posizioni e le azioni dell’attore/attrice vengono decise dal cliente-spettatore; la medesima cosa vale per le scene di attività sessuale, orale o penetrativa, recitate da due attori ma filmate con un angolo di ripresa tale (POV - Point of View) da dare l’impressione che vengano compiute con lo spettatore. ¶ Ing.: interattivo.


INTERCEZIONE. Contraccezione d’emergenza. Procedimento operato per evitare una gravidanza indesiderata in caso di rapporto sessuale compiuto senza l’uso di contraccettivo o errori nell’uso del contraccettivo stesso. L’intercezione si può realizzare per mezzo farmacologico (pillola del giorno dopo) o mediante inserimento di dispositivo intrauterino.


INTERGENERE. Sin. di genderqueer.


INTERRACIAL. Categoria pornografica che vede come protagonisti individui di differente origine etnica, con particolare riferimento al diverso colore della pelle degli attori impegnati nell’atto sessuale. Le scene quindi vedranno protagonisti caucasici e afroamericani, centro-sudamericani e caucasici, asiatici e africani, etc. ¶ Ing.: interraziale.


INTERSESSUALITÀ. Condizione di chi presenta, per anomalie cromosomiche e motivi congeniti, una combinazione atipica di caratteristiche fisiche che generalmente distinguono l’individuo maschile da quello femminile. Un soggetto intersessuale può avere caratteristiche fisiche di entrambi i sessi. Il termine è sin. di ermafroditismo.


INTIMITÀ. 1) Sfera dei sentimenti e degli affetti più gelosamente custodita dall’attenzione altrui. 2) Rapporto a due, specialmente di tipo sessuale. 3) Al plurale, le parti genitali, specialmente quelle femminili.


INTIMO. Capo d’abbigliamento che si porta a contatto diretto con la pelle; più nello specifico, gli indumenti che coprono i genitali, le natiche e le mammelle. Data la funzione dei capi di biancheria intima e le zone che vanno a coprire, il più delle volte essi sono prodotti per esaltare visivamente la funzione erotica delle zone stesse. Così com’è per molti oggetti in relazione con la genitalità e la sessualità, l’intimo è investito di interesse e potere erogeno in quanto simbolicamente richiama e rappresenta il genitale. Tipi peculiari di questi capi d’abbigliamento sono l’intimo aculeato, diffuso in ambito SM, al cui interno sono posizionate delle puntine o degli spilli in modo che vadano a stimolare dolorosamente l’epidermide, e l’intimo commestibile, prodotto con materiale edibile aromatizzato con essenze di vario tipo.


A quasi tutti gli uomini piace l’intimo femminile elaborato: pizzo, perizoma, reggicalze, eccetera. Non che a me non piaccia però non fa la differenza. Anzi, in parte mi irrita perché è come se si pretendesse da me una risposta sessuale automatica. ‘Mi sono messa in ghingheri, adesso devi essere eccitato!’ Ma che vuol dire? A parte il fatto che l’intimo alla fine te lo tolgo, quindi non stiamo qui a fare una sfilata... Ok, apprezzo molto il fatto che lei si sia voluta fare bella per me, però alla fine lo decido io con la mia fantasia cosa è un intimo bello, non me lo faccio dire in maniera preconfezionata dalle case di moda. Tante ragazze si sono fatte imbambolare dai giornali che guardano e siccome vedono che una cosa sta bene su una supermodella (che starebbe bene anche avvolta dalla carta di giornale) allora sta bene anche su di loro, perdendo di vista il proprio aspetto e la potenzialità del proprio corpo. Ogni corpo ha le sue risorse e le sue soluzioni estetiche. Ma la via dell’omologazione è la più semplice...” (t.r.a.)


INVERSIONE SESSUALE. Sin. pop. denigratorio di omosessualità. Il termine si basa sull’idea che l’omosessualità inverta l’ordine naturale dell’attrazione sessuale rappresentata dall’eterosessualità. Con la loc. desueta inversione sessuale assoluta, s’indicava l’attrazione esclusiva di una persona per un’altra del medesimo sesso, senza possibilità di attrazione per individui di sesso diverso per i quali si sarebbe potuta anche provare repulsione.


INVERTITO. Sin. pop. denigratorio di omosessuale.


IOI. Acr. di Indicator of Interest. Per la seduction community, segnale mandato esplicitamente o implicitamente da una donna verso un uomo indicante un interesse della prima per il secondo. Nello stesso ambito, si definisce Indicator Of Disinterest (IOD) i segnali che indicano palese disinteresse; un’assenza totale di indicatori d’interesse è un palese indicatore di disinteresse.


IPEGGUAFILIA. Tendenza a pretendere il controllo dell’atto sessuale, ad agire in ruolo unicamente attivo decidendo su ciò che va fatto e su come farlo, non cedendo mai alle proposte del partner. L’ipegguafilia può essere conseguente alla difficoltà di lasciarsi andare nell’atto sessuale e quindi nascerebbe dalla necessità di prevenire qualsiasi ruolo passivo e rilassato con un successivo investimento erotico per il ruolo attivo e decisionista che eviterebbe situazioni ansiogene. ¶ Dal gr. ypegguos, responsabile.


IPERANDRINISMO. Nella donna, forma patologica di desiderio di virilità che assume dimensione isterica e paranoica. ¶ Dal gr. aner,-andros, uomo.


IPEREDONIA. Ipersensibilità a particolari stimoli erotici, tali da poterli rendere soggettivamente anche sgradevoli. ¶ Dal gr. hyper, al di sopra + hedone, piacere.


IPEREROTISMO. O ipererosia. Stato in cui l’entità del desiderio sessuale, ma non necessariamente degli atti sessuali, è superiore a ciò che una persona ritiene propria consuetudine, oppure superiore ad un livello normale per come inteso in una data cultura. L’ipererotismo costituzionale, anche definito atletismo sessuale, definisce l’inesauribilità sessuale di chi ha una fortissima libido e riesce a sostenere diversi rapporti sessuali consecutivi. È dovuto a predisposizione genetica e ormonale, spesso correlato a sviluppo puberale precoce e precoci esperienze sessuali. L’ipererotismo occasionale è di natura transitoria e dipendente dall’assunzione di talune sostanze (droghe, farmaci) o legato a precedenti stati di privazione sessuale. Con ipererotismo periodico s‘intende l’accentuarsi del desiderio in determinati periodi di vita che si ripetono con relativa regolarità, connessi a specifiche fluttuazioni endocrine; sembra essere esclusivo della donna (ipererotismo mestruale, ipererotismo preclimaterico). Pare tuttavia che sia nella femmina così come nel maschio, alcuni periodi dell’anno, più spesso primavera ed estate, siano connessi con un aumento della libido e ciò per la maggiore esposizione alla luce che ha un effetto antidepressivo (→ actirastia). L’ipererotismo mestruale concerne l’aumento del desiderio riscontrabile nel periodo premestruale e nei giorni interessati dal flusso mestruale. L’ipererotismo preclimaterico è relativo all’aumento del desiderio sessuale che interessa le donne all’esordio della menopausa e gli uomini all’esordio dell’andropausa per predominanza del tasso ormonale surrenalinico. Con ipererotismo spurio si indicano le manifestazioni di desiderio e le attività erotiche simulate e realizzate per compiacere o sedurre un partner (finzione orgasmica), oppure messe in atto per la semplice curiosità di avere esperienze sessuali pur non avendo stimoli specifici.


Con le stupefacenti conquiste scientifiche nell’ambito dell’endocrinologia femminile, questo problema [ipererotismo climaterico] è in via di soluzione. Il nuovo rimedio è, paradossalmente, l’ormone sessuale maschile […] Esso viene iniettato ogni due giorni e si ottiene sollievo dal problema. In alcune donne si assiste ad una recidiva del desiderio sessuale morboso. (Edward Podolsky, 1942)


IPERESTESIA SESSUALE. Ipersensibilità dei recettori erogeni del sistema nervoso, con conseguente aumento dell’eccitabilità che può indurre alla continua ricerca del soddisfacimento orgasmico.


IPERFILIA. Sin. di ipersessualità.


IPERGAMIA. Pratica e tendenza a cercare un partner o un coniuge di status socioeconomico uguale o superiore al proprio. Sul piano evoluzionistico, l’ipergamia può essere intesa, in una società che presenta diseguaglianze socioeconomiche, come una strategia grazie alla quale le donne si garantirebbero un partner che può mantenere la prole, mentre gli uomini più benestanti otterrebbero una partner incentivata a rimanergli fedele, seppur non in forma disinteressata. ¶ Dal gr. hyper, al di sopra + gameo, sposare.


In internet sono presenti diversi siti che, previa iscrizione, danno la possibilità di trovare un’anima gemella particolarmente benestante se non decisamente ricca; nei form d’iscrizione, ad esempio, si chiede se le proprie entrate superino i 150.000 dollari annui o, senza specificare il reddito, se si è milionari. Questo il servizio offerto da siti quali dateamillionaire.com, wealthymen.com, seek-woman.com, elitemeeting.com, sugardaddie.com. Quest’ultimo così presenta finalità e vantaggi dell’ipergamia: “Siamo il primo e il più originale sito di appuntamenti di questo genere, dedicato a gente di qualità con uno stile di vita sopra la media, e a coloro che vogliono condividerlo con quelli. [...] il nostro successo è legato ad un database di migliaia di uomini di successo e donne bellissime i quali accettano che l’ambizione e uno stile di vita vincente siano elementi d’attrazione. [...] Gli uomini di successo che vogliono essere degli sugar daddy [vedi lemma] alla fine sono degli individui che si prendono cura del partner. Il nostro sito è dedicato alle persone che sanno cosa sono le cose che valgono di più e capiscono che il ben vivere non è un lusso ma una necessità


IPERLAGNIA. Anche lagnosi. Sin. di ipersessualità.


IPERSENSIBILITÀ AL SEME UMANO. O ipersensibilità al plasma seminale. Non comune forma allergica allo sperma di cui soffre una frazione di donne inferiore al 5%.  I sintomi, che compaiono dopo che vi sia stata eiaculazione in vagina, generalmente comprendono prurito e bruciore vaginale con gonfiore delle labbra vulvari; in casi molto rari sopraggiunge lo shock anafilattico. Di norma un’esposizione allo sperma del partner per alcuni mesi immunizza la donna, nei casi più gravi invece è necessario utilizzare sempre il preservativo e, se si cerca una gravidanza, l’inseminazione artificiale risulta essere l’unico mezzo possibile di fecondazione. Anche l’uomo può diventare allergico al proprio sperma, e questo di solito avviene nel momento in cui il suo sangue entra in contatto con il seme, per esempio a causa di un trauma o di una vasectomia; nell’uomo gli effetti legati all’ipersensibilità si limitano di norma all’infertilità.


Sono allergica allo sperma. Fa male se mi finisce sulla pelle e, se il mio partner viene dentro, sento bruciore e devo prendere dei farmaci per averla vinta sul problema. Ho avuto solo un partner sessuale e ci siamo fatti i test per le malattie sessualmente trasmissibili, etc. Questo sta succedendo da 3 anni. Il dolore è così forte che non riesco neppure ad andare a lavorare. Lo so che la soluzione è mettere il preservativo, ma cosa si fa quando vogliamo provare ad avere un bambino?” (Link)

 

IPERSESSUALITÀ. Anche desiderio sessuale iperattivo, iperfilia, iperlagnia, lagnosi, sessodipendenza, sexual addiction o, secondo definizioni ormai inadatte, satiriasi (nell’uomo) e ninfomania (nella donna). Condizione patologica nella quale si assiste a una disregolazione o disinibizione del desiderio sessuale tale da causare al soggetto un disagio sociale e psicologico; il comportamento sessuale maladattivo viene messo in atto malgrado il manifestarsi di conseguenze negative per sé e per gli altri. Gli atti sessuali diventano compulsivi, si ha difficoltà a porre un controllo sugli impulsi sessuali, il tempo del soggetto è monopolizzato da idee e fantasie sessuali, il sesso assume carattere di dipendenza. L’individuo generalmente necessita di molteplici rapporti sessuali in un arco di tempo limitato, traendo, il più delle volte, poca o nessuna soddisfazione da essi. Si assiste a comportamenti sessualmente promiscui, masturbazione compulsiva, dipendenza dall’utilizzo di materiale pornografico e, nella coppia, richieste continue di rapporti sessuali tali da destabilizzare l’equilibrio della coppia stessa. Si possono definire tre livelli progressivamente ingravescenti: 1) Comportamenti ipersessuali considerati come accettabili o tollerabili nonostante si possa essere in presenza di fantasie sessuali intrusive, promiscuità e diversi eventi masturbatori. 2) Comportamenti ipersessuali che sono chiaramente vittimizzanti e/o per i quali sono previste sanzioni legali, poiché agiti in luoghi pubblici o che prevedono la molestia sessuale. 3) Comportamenti ipersessuali che hanno gravi conseguenze per la vittima e conseguenze legali per il soggetto ipersessuale. In alcuni casi l’iperfilia può essere dovuta a una sottostante patologia endocrina di tipo ipergonadico o ipersurrenalinico, a stati psicotici o maniacali (anche indotti da droghe eccitanti, es. cocaina, anfetamine) e in casi rari a tumori del lobo frontale. Escluse cause fisiche, l’ipersessualità si rivela il più delle volte uno strumento controfobico per controllare e negare profondi stati di ansia o depressione legati all’angoscia di morte e a quella di abbandono; sovente questa psicopatologia è associata ad un’organizzazione di personalità borderline, a disturbo narcisistico di personalità o disturbo bipolare. Non è infrequente che chi soffra di dipendenza sessuale presenti altri quadri da dipendenza (alcool, droga, farmaci). In Italia, nel 2003, la prevalenza indicata nellostudio Cedis era del 3% nella popolazione maschile edel 6% in quella femminile e mediamente del 5.75%(studio AIRS). L’ipersessualità tende a recidivare.


Ho conosciuto un sacco di donne differenti che erano disposte e desiderose di fare sesso. Alcune di loro avevano un appetito sessuale insaziabile come il mio. Ma io non ero ancora soddisfatto. Avrei potuto scopare per ore, fare ogni possibile atto sessuale che possiamo pensare, ma io non ero soddisfatto. Il minuto dopo averla lasciata me ne sarei cercata un’altra. Avrei potuto avere un’intera serie di orgasmi esplosivi e avrei ancora avuto un’erezione alla vista di una donna che mostrasse il suo corpo. Questa era l’implacabile sete di cui stavo parlando. Ottenevo tutto il sesso che un uomo avrebbe potuto sognare e io ero ancora frustrato” (Finz, 2004)


IPERTROFILIA. Attrazione sessuale per rappresentazioni artistiche che ridisegnano il corpo umano con alcune parti anatomiche, in genere i genitali, le natiche e le mammelle, di dimensioni enormi e sproporzionate. Si tratta di una forma di feticismo che si declina nella raccolta o nella produzione di tali raffigurazioni e nella masturbazione praticata osservando tali immagini. L’ipertrofilia è legata spesso alla macrofilia e alla teriantropofilia, infatti i soggetti ritratti, animali antropomorfi, sono definiti dagli amatori del genere hyperfur. ¶ Dal gr. hyper + trophe, nutrito all’eccesso.


IPNOFILIA. Tendenza a godere del sesso soprattutto se ci si trova in uno stato di coscienza modificata o se si viene ipnotizzati. Non è possibile fare sesso in stato di trance ipnotica, di fatto le persone che dicono di poter fare sesso in stato di trance, o simulano volutamente o, approfittando della situazione psicologicamente suggestiva, si concedono di agire comportamenti che altrimenti avrebbero difficoltà a mettere in pratica, sentendosi deresponsabilizzati dall’evento ipnotico nel quale i loro atti sarebbero “coercizzati” dall’ipnotista. L’ipnofilia quindi è sovente correlata a tratti isterici-istrionici di personalità. D’altro canto, coloro che sono eccitati dalle persone in stato di trance o che simulano uno stato modificato di coscienza, possono evitare stati di ansia legati alla dimensione relazionale del sesso, avendo a disposizione una persona priva di volontà e quindi priva di potenzialità conflittuali. → hypno porn, tecnofilia, psicocheiroerastia. ¶ Dal gr. hypnos, sonno.


Lo stato modificato di coscienza indotto dalla trance ipnotica non consente all’ipnotista di instillare nella mente dell’ipnotizzato dei comandi ipnotici (o post-ipnotici) contrari alla morale della persona in stato di trance, quindi non è possibile comandare ad un ipnotizzato di uccidere qualcuno o compiere atti sessuali che non si vorrebbero fare in stato di veglia, a meno che in stato di veglia non agiscano censure e/o freni inibitori nei confronti di pratiche che inconsciamente si desidererebbe compiere. Poiché lo stato di trance ipnotica è simile allo stato di dormiveglia, esso non consente di operare stimolazioni sessuali intense (es. un rapporto sessuale completo) senza che la persona ipnotizzata non esca bruscamente dalla trance.


IPOEDONIA. Sin. di anedonia. ¶ Dal gr. hypo, livello inferiore + hedone, piacere.


IPOFILIA. Sin. di iposessualità.


IPOSESSUALITÀ. Anche disturbo da desiderio sessuale ipoattivo (HSDD), ipofilia o ipoestesia sessuale. Insufficienza o assenza di fantasie sessuali e di desiderio sessuale. Lo scarso desiderio può essere globale o situazionale e limitato a un partner o a un’attività specifica, ad esempio il soggetto non è interessato al rapporto sessuale ma la masturbazione rimane un’attività gratificante. Nell’iposessualità manca la ricerca di stimoli erotici e le occasioni sessuali vengono evitate poiché possono causare disagio psichico. Per parlare di patologia occorre che l’ipofilia causi disagio o difficoltà interpersonale. Sovente questo disturbo è associato a problemi di eccitazione e difficoltà a raggiungere l’orgasmo, può essere conseguente a stati fisici patologici o algici (vaginismo, vulvodinia, induratio penis plastica) o essere concomitante a stati depressivi. L’iposessualità, come ovvio, può causare problemi all’interno della coppia ma più spesso è conseguente a problemi di coppia, ad esempio può essere una risposta alla scoperta di un tradimento o anche a stress ambientali (problemi lavorativi, lutti, etc.). La terapia elettiva per l’iposessualità è l’utilizzo del testosterone, la cui capacità di aumentare la libido è ben nota; tuttavia è bene che la persona iposessuale che intenda intraprendere una terapia, compia uno sforzo di “risessualizzazione” della propria vita, ovvero si rieduchi a pensare di più al sesso, magari leggendo libri erotici, guardando film pornografici, facendo esercizio fisico e stimolando i propri genitali. ¶ Dal gr. hypo, di livello inferiore.


Benché l’incidenza dell’HSDD nella popolazione generale non sia nota, il 31-55% delle coppie che chiedono consulenza per una terapia sessuale riportano questo disturbo, che quindi risulta essere uno dei più riferiti in ambito clinico. Storicamente, la diagnosi di HSDD è stata posta più sovente nei confronti di donne che di uomini. Alcuni studi mostrano frequenze variabili rispetto al disturbo da iposessualità: dal 31% al 49% per le donne, dall’1% al 38% per gli uomini. Studi più recenti suggeriscono che il 30% delle donne e il 15% degli uomini facciano esperienza di periodi non brevi in cui il desiderio sessuale cala sensibilmente. Il numero degli uomini con HSDD è aumentato sensibilmente, tanto che alcuni ricercatori sostengono che la percentuale di uomini e donne iposessuali sia praticamente pari. (Heidelbaugh, 2008)


IPSITIGMOLAGNIA. Piacere derivato dal toccare il proprio corpo. ¶ Dal lat. ipse, se stesso + gr. thigma, contatto + -lagnia, voluttà.


IRCUSOFILIA. Attrazione feticistica per i peli delle ascelle. Per diversi uomini l’incavo ascellare risulta essere un riuchiamo metaforico alla vuva e i peli ascellari richiamerebbero la pelosità pubica. → mascalofilia, tricofilia. ¶ Dal lat. hircus, capro.


Quando ho visto per la prima volta i peli delle ascelle femminili, mi sono eccitato. Tenete a mente che è difficile vedere una donna con i peli lì, in India, perché sono sempre vestite di tutto punto. Col tempo l’idea delle ascelle femminili pelose mi è piaciuta così tanto che non mi sono mai stancato di guardare le ascelle coi peli, se posso buttarci un occhio. Le donne non dovrebbero preoccuparsi sempre di rasare le proprie ascelle e dovrebbero vivere in modo naturale la pelosità del corpo. Ciò risparmierebbe loro un sacco di scocciature e le farebbe guadagnare pure parecchi ammiratori!” (Link)


IRRUMARE. Anche nel lat. irrumatio. Sin. di fellazio, coito orale. In senso strettamente etimologico l’irrumazione richiama una forma di fellazio particolarmente profonda (deep throat). Alcuni testi fanno impropriamente corrispondere il termine all’atto specifico dell’eiaculazione in bocca; secondo questo significato l’autoirrumazione sarebbe la pratica di eiaculare nella propria bocca in seguito ad un’autofellazio, mentre in effetti si tratta solamente di un sin. di autofellazio. ¶ Dal lat. irrumare, composto da in + ruma, nella gola.


IRSUTOFILIA. Attrazione selettiva nei confronti di persone pelose. È una parafilia diffusa fra la comunità omosessuale maschile (→ orso) più che fra le donne eterosessuali. Alcuni uomini eterosessuali irsutofili hanno una netta predilezione per le donne con abbondante pelosità ascellare, inguinale e pubica. → ircusofilia. ¶ Dal lat. hirsutus, peloso.


In un survey condotto in internet su 100 donne, 76 di esse hanno affermato di apprezzare un uomo che ha peli sul torace, ma solo a 34 piaceva che la pelosità fosse estesa sia sul petto che sulla pancia, mentre 85 donne apprezzavano la linea di peli che scende dal petto verso il ventre. Il 94% trovava strano il fatto che un uomo non avesse i peli delle ascelle, quindi la rasatura del incavo ascellare non risultava particolarmente apprezzata. Tutto il campione concordava sul fatto di aspettarsi che le braccia di un uomo fossero pelose; 14 donne su 100 hanno dichiarato di amare particolarmente gli uomini con una fitta pelosità sulle braccia. Medesima cosa per le gambe maschili, la cui pelosità è data per scontata, a meno che l’uomo abbia optato per una depilazione totale del tronco, in questo caso il campione suggeriva di depilare anche le gambe. Nessuna delle 100 donne intervistate apprezzava una zona pubica molto pelosa; 88 donne hanno espresso chiaramente l’idea che il proprio uomo debba prendersi cura della pelosità pubica, riducendola, anche se non totalmente (una parte del campione dichiarava di apprezzare la rasatura completa dello scroto). Il 75% delle donne trovava i peli sulle natiche maschili assolutamente inaccettabili, benché si aspettasse un certo grado di pelosità; nessuna delle 100 donne apprezzava le natiche fittamente pelose. Il 95% del campione non apprezzava assolutamente una schiena maschile pelosa. (Link)


ISCOLAGNIA. Evitamento di ogni stimolo sessuale visivo o uditivo e limitazione autoimposta di pensieri e fantasie sessuali. ¶ Dal gr. iskho, frenare + -lagnia, voluttà.


ISCOMENIA. Soppressione o ritenzione del flusso mestruale, quindi in parte sin. di amenorrea. ¶ Dal gr. iskho, frenare + men, menos, mese, prefisso di composti col significato di mestruazione.


ISOSESSUALE. 1) Detto di gruppo sociale composto da individui dello stesso sesso. 2) Sin. di omosessuale.  ¶ Dal gr. isos, uguale.


ITERANDRIA. Sin. di omosessualità. ¶ Dal lat. iterum, per la seconda volta + gr. aner,-andros, uomo.


Certe raccolte di diritto penale prevedevano, nella metà del XIII secolo, pene progressive per taluni crimini sessuali: a una donna sodomita, attiva o passiva, si amputa un membro per ciascuno dei due primi coiti, poi viene bruciata al limite delle tre infrazioni constatate; al suo amante si tagliano prima i testicoli, poi il pene e infine veniva bruciato. I medesimi testi prevedono punizioni attenuate (frusta e lunga carcerazione) per i giovani minori di 18 anni. La mansuetudine, tuttavia, ha i suoi limiti: un adolescente di 17 anni, abusato da due uomini, fu bruciato in effige ad Angers nel 1678. (Guillon C. in Di Folco, 2006)


IUD. Acr. di IntraUterine Device, vedi dispositivo intrauterino. ¶ Ing.: dispositivo intrauterino.


IUS PRIMAE NOCTIS. Loc. che indicava il diritto del signore del feudo di passare la prima notte di nozze di un servo della gleba con la novella sposa di quest’ultimo e quindi di deflorarla. Nonostante la popolarità del termine, lo ius primae noctis non fu affatto un’usanza diffusa nell’Europa medievale e sebbene in qualche feudo possa essere stata messa in pratica, ciò deve essere avvenuto in limitati casi, data l’assenza di documenti che ne attestino una diffusione più ampia. Il diritto della prima notte pare piuttosto un riflesso medioevale di un’usanza adottata da culture assai precedenti, usanza a propria volta riflesso di un tabù legato alla verginità che poteva essere rimossa solo da un individuo di sangue nobile o dai riconosciuti poteri spirituali. ¶ Lat.: legge della prima notte.

 

 

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