XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

MACHISMO. 1) Atteggiamento del macho, uomo che esibisce fisicamente e nel comportamento i caratteri più tipici della virilità. 2) Sin. di maschilismo. ¶ Spa.: maschio.


MACLOBASIA. 1) Stimolazione sessuale, dovuta a frizione fra le cosce, che alcune donne sovrappeso si procurano involontariamente camminando. 2) Incedere con atteggiamento seduttivo, sin. di sculettare. ¶ Dal gr. makhlos, lascivo + basis, camminare.


MACRÒ. Sfruttatore di prostitute, magnaccia. ¶ Dal fra. maquereau, maccarello (sgombro), pesce marino che nel periodo della riproduzione diventa predatore e caccia pesci di piccola taglia come sardine e acciughe.


MACROFILIA. Tendenza a trovare fortemente eccitanti fantasie sessuali relative a personaggi di dimensioni gigantesche e irreali. I macrofili, che si autodefiniscono macros (o giant), si eccitano fantasticando di esseri umani mastodontici che possono recare scompiglio, dominazione, distruzione nell'area che attraversano, il più delle volte prendendosela con altri umani che ovviamente mantengono dimensioni limitate; questi piccoli umani, con i quali il macrofilo si può identificare proiettivamente (alcuni erotizzano entrambe le posizioni, ovvero quella di essere gigante e altre volte "tiny" cioé piccolo) hanno la capacità di esplorare e penetrare il corpo del macros, condividendo quindi in parte alcune fantasie sessuali della endosomatofilia. La macrofilia può anche esprimersi solo a livello di identificazione proiettiva, ovvero trovando eccitanti (senza che ci si debba immaginare come tali) dei soggetti giganti o che crescono improvvisamente fino a raggiungere un’altezza irreale: a tal fine può essere utilizzato del materiale fotoritoccato o racconti incentrati sulla presenza di donne (gigantessofilia) o uomini (gulliveriano) alti dai 15 ai 400 metri. Il corrispettivo uguale e contrario della macrofilia è la microfilia, nella quale è il parafilico (detto tiny) che, a livello di fantasia, si rimpicciolisce in modo che la persona di dimensioni normali risulti comunque gigantesca: le fantasie del microfilo riguardano il più delle volte l’esplorazione delle cavità genitali, l’espulsione da esse (es. tramite l’eiaculazione) o l’utilizzo del proprio corpo rimpicciolito come fosse un oggetto sessuale (fallo artificiale). La macrofilia, così come anche la macrofilia, rivela il più delle volte dei sentimenti di aggressività inespressa che riescono a trovare sfogo tramite una fantasia sessuale in cui un essere gigante agisce in modo vicariante la rabbia del soggetto parafilico che prende quindi le distanze dalle proprie stesse pulsioni ma al contempo viene punito dalla persona mastodontica che cerca di schiacciarlo: i sensi di colpa assumerebbero dunque una forma abnorme ma al medesimo tempo desiderabile in quanto erotizzata. Inoltre le fantasie macrofilie, così come quelle microfile, riattualizzino situazioni infantili in cui il bambino viveva in un mondo fatto di adulti “giganti” dai quali dipendeva e nel quale si trovava indifeso. Per alcuni autori la macrofilia sarebbe di base una rielaborazione della podofilia, implementata da altri elementi psicosessuali. Il microfilo, per trasferire nel reale le proprie fantasie, può sdraiarsi a terra guardando dall’alto in basso una persona che cammina e sollecitarla a calpestarlo (trampling), a sederglisi in faccia (facesitting) o a camminare fra miniature in modo che il gioco di proporzioni renda il partner un gigante. Tuttavia è più comune che il macrofilo (così come il microfilo) coltivi soprattutto mentalmente le sue fantasie che, se trasferite nel reale, perderebbero molto della loro forza sia perché la simulazione di essere macros o tiny è molto dissimile dalle strutturate e precise fantasie del parafilico, sia perché queste fantasie (spessisimo trasformate in racconti, fiabe, narrative) hanno una forza regressiva che tende a spingere il soggetto verso l'idealizzazione e la fantasticheria più che verso l'azione. Ovviamente a ciò si aggiunga un certo grado di vergogna sociale per una parafilia abbastanza diffusa ma di cui si parla poco; ciò però anche per intimo desiderio degli interessati che hanno nel tempo intessuto un mondo interiore ricco ed erotizzato, quanto privato ed infantile che non amano venga invaso se non da persone di cui sia stata comprovata la loro fiducia. In ciò si recuperano elementi di soggiacente paranoia, timore di invasione e distruzione da parte di soggetti esterni, idee angosciose così presenti nelle loro fantasie ed erotizzate per meccanismo di difesa psicologica. Macrofilia e microfilia inoltre sono sovente associate a podofilia, retifismo, inflatofilia, trampling, obterofilia. ¶ Dal gr. macros, grosso.


“Ricordo di aver dovuto lavorare con persone che veramente mi facevano perdere le staffe. L’unico modo che potevo avere di gestire la cosa era di sapere che sarei tornato a casa e che avrei creato qualcosa che mi avrebbe aiutato a liberarmi dalla frustrazione. E funzionava. Nella mia mente immaginavo quelle specifiche persone che venivano distrutte dalla donna gigante… È una sorta di rivincita” (Gates, 2000)


MACROGENITALISMO. Condizione di chi possiede genitali esterni di grosse dimensioni.


Il dottor Jacobus, che nel 1935 condusse una ricerca comparativa fra diverse etnie e lunghezza media del pene, dichiarò che sono i Sudanesi i maschi che al mondo hanno mediamente il pene più lungo. Un soggetto registrato aveva il pene lungo 30,5 cm con un diametro di 5 cm. Theo Lang (1971) cita il caso di una donna con un clitoride di 5 cm che diventava lungo 7,5 quando pienamente eretto. Nulla se messo a confronto con il clitoride osservato dal biologo svizzero Albrecht von Haller (XVIII sec.) lungo non meno di 17,5 cm.


MADAMA. Tenutaria di bordello, per associazione eufemistica con una donna d’alto lignaggio.


La nota canzone tradizionale “Quante belle figlie, Madame Dorè”, benché in maniera non del tutto esplicita, fa riferimento alla “madama” proprio nel senso di tenutaria di una casa in cui lavorano prostitute.


MADAROMASTIA. Condizione della donna con mammelle pendule e poco sode. ¶ Dal gr. madaros, flaccido + mastos, mammella.


MAGLIETTA BAGNATA. Tipo di spettacolo erotico in cui una donna che indossa una maglietta (più raramente un uomo in boxer) si bagna con dell’acqua fredda in modo da rendere semitrasparente l’indumento e da provocare il corrugamento dei capezzoli. → wetlook.


MAIALE. O porco. Detto di persona eccessivamente disinibita in ambito sessuale, che pensa al sesso in maniera continua e lasciva o che lo vuole praticare di continuo; per associazione all’animale simbolo d’ingordigia e sporcizia. Spesso usato anche al femminile (maiala, porca), in senso per lo più ingiurioso.


MAID TRAINING. Pratica tipica della scena sadomasochistica relativa alla sissificazione. Nel maid training, un sub viene sottoposto da un Dom ad una sorta di addestramento per trasformarlo/a in una cameriera. Il sub dovrà indossare l’uniforme di ruolo (gonnellino, grembiulino, piuma per spolverare, etc.) e impegnarsi in quelle attività che sono tipicamente compiute dai collaboratori domestici. Ovviamente il sub viene anche istruito sulle pratiche sessuali che dovrà compiere al servizio del Dom; in genere tali pratiche sono connotate da una forte componente d’umiliazione. ¶ Ing.: addestramento della cameriera.


Mi piace che le mie cameriere siano intelligenti; l’etichetta e il decoro sono di basilare importanza per me, così come l’orgoglio e la coscienziosità nel vostro lavoro. Tollererò solo l’eccellenza e, benché non sarò in nessun caso trattenuta nel correggere qualsiasi errore, mi aspetto uno standard iniziale elevato; ogni prestazione deliberatamente sotto la media risulterà in un istantaneo licenziamento senza tante scuse (la punizione massima!). Occasionalmente vi saranno compiti domestici all’aperto per i quali l’uniforme non sarà appropriata, ma siate certe che non vi serve l’uniforme per ricordarvi del posto in cui siete e dei vostri compiti. Il maid training è una delle mie debolezze preferite, una che prendo molto sul serio e sulla quale non scherzo, quindi si presentino solo le più dedicate e dotate. Questa è un ambito per il quale non tollero essere delusa. L’indulgenza è solamente mirata alla mia soddisfazione, non ho nessun desiderio di soddisfare la vostra!” (Link)


MAIESUOFILIA. Attrazione parafilica per le donne gravide. Nonostante l’immagine della donna incinta riporti immediatamente a un modello materno, la maieusofilia non è associata a un tipo di personalità anaclitica. In questa parafilia l’eccitazione è soprattutto derivante dalla potenza iconica della donna gravida vista come iper-femmina, ovvero l’espressione più compiuta di femminilità. Tale parafilia si rifà a un archetipo di femmina feconda e creatrice ben noto fin dalla preistoria e documentato dal ritrovamento delle varie veneri paleolitiche (Willendorf, Dolní Věstonice, Laussel, etc.). → gravidofilia, anaclitismo. ¶ Dal gr. maieusis, opera della levatrice.


“Le donne incinta sono splendide, anche sessualmente, e non penso di essere l’unico a pensarla così. Sono femminili all’ennesima potenza. Sono la quintessenza della femmina. Oddio, non fare mai l’amore con una donna che fosse stata messa incinta da un altro uomo, mi farebbe letteralmente schifo. Però se fosse la mia donna... Non capisco la storia di quelle coppie che aspettano un figlio e non fanno più sesso, io lo farei il doppio! Ma già immaginare la mia donna nuda incinta su un letto mi esalta. Mi basterebbe guardarla e toccarle il corpo con una mano per avere un’erezione. La adorerei come fosse una dea della bellezza” (t.r.a)


MAÎTRESSE. Tenutaria di una casa di tolleranza, sin. di madama. ¶ Fr.: maestra.


MAL D’AMORE. Termine non medico, indicante uno stato psicologico disforico associato all’innamoramento. Il mal d’amore è caratterizzato da sintomi maniacali o ipomaniacali, quali insonia, ipereccitazione, difficoltà di concentrazione, aumento della percezione di autostima, o sintomi simil-depressivi, quali tristezza, confusione mentale, mancanza d’appetito. Agli stati psicologici possono associarsi una serie di manifestazioni neurovegetative: pallori, rossori, tachicardia, sudorazione. Il mal d’amore è strettamente associato all’azione sul sistema nervoso di alcuni neurotrasmettitori, fra essi, in special modo, la dopamina e la feniletilamina. Quest’ultima, che si trova anche nel cioccolato, esercitando un’azione simile alle anfetamine scatena un rilascio di norepinefrina e dopamina le quali causano i segni e i sintomi psicofisici sopra elencati.


MAL DEL CAPRONE. Nome popolare dato allo stato algico dei testicoli (orchialgia) causato da vasocongestione della regione testicolare e prostatica seguente ad una prolungata eccitazione non soddisfatta; la congestione testicolare è gergalmente definita palle blu. Il dolore può essere acuto, con interessamento della zona addominale inferiore, accompagnato da crampi e cefalea. Il modo più semplice per alleviare i sintomi di tale congestione è procurare un orgasmo con eiaculazione; lo stato algico tenderebbe comunque a scomparire nel giro di qualche ora. Nella donna, per vasocongestione della regione pelvica successiva a stimolazione sessuale o prolungato stato di eccitazione non soddisfatto, può instaurarsi uno stato di disagio fisico equiparabile al mal del caprone maschile, anche se non così acutamente doloroso. ¶ Nei maschi delle capre, separati dalle femmine, si può sviluppare un'infiammazione testicolare detta “orchite da astinenza del caprone”.


Mi ricordo una volta, avevo meno di venti anni. Ero con la ragazzina in un pub al tavolo con gli amici e io, per fare lo splendido la tocco un secondo fra le gambe. Quella attacca a toccarmi per almeno dieci minuti. Al tavolo, capisci, con la gente allo stesso tavolo. Non penso che se ne siano accorti, o forse sì. Il problema vero è che è iniziato a venirmi un mal di palle incontenibile. Con la stessa gente siamo andati a casa della mia ex e qui abbiamo cenato. A me mancava il fiato dal male, che era peggiorato, e non riuscivo a mangiare. Terribile. Mi credi se ti dico che sono dovuto andare in bagno, con una scusa, a farmi una sega mentre quelli erano a tavola con la mia ragazza? Ero giovane e inesperto, fosse adesso le avrei detto di venire in bagno e farmela fare una sega, mentre quelli erano a tavola a guardarsi in faccia” (t.r.a.)


MALASSOFILIA. Tendenza a trovare particolarmente eccitante il toccamento e il massaggio continuo di determinate parti del corpo: in genere il seno, le natiche e le cosce. ¶ Dal gr. malasso, ammorbidisco, schiaccio.


MALATTIE SESSUALMENTE TRASMISSIBILI (MST). O malattie veneree. Insieme di malattie infettive il cui contagio si realizza principalmente per via sessuale. Le MST trasmesse per via batterica sono: ulcera venerea (o cancroide), clamidiosi, granuloma venereo, gonorrea, linfogranuloma venereo, uretrite non-gonococcica, sifilide. La principale MST fungina è la candidosi genitale e in misura minore la tigna inguinale. Le MST virali includono l’herpes genitale, l’AIDS, il papilloma genitale, il mollusco contagioso e l’epatite virale soprattutto di tipo B. La tricomoniasi è una MST dovuta ad infezione protozoica. Le MST a base parassitaria sono la pediculosi del pube e la scabbia. Anche i bambini possono essere colpiti da MST e benché la presenza di un microrganismo sessualmente trasmesso riscontrato dopo il periodo neonatale possa essere suggestiva di un abuso sessuale, sono note delle eccezioni che il più delle volte hanno a che vedere con il papilloma genitale autoinoculato; altre infezioni genitali in bambini non abusati sono relative alla vaginosi batterica (vedi vaginite) e alla clamidiosi acquisita in età perinatale.


In Italia, nel 1945, le vittime di guerra erano meno di un settimo rispetto ai deceduti a causa delle malattie veneree.


MALEDOM. 1) Sin. di Dom. 2) Insieme delle pratiche sessuali sadomasochistiche in cui un uomo detiene il ruolo dominante. ¶ Dall’ing. male, maschio + domination, dominazione.


MAMMELLA. Ognuna delle due strutture ghiandolari sottocutanee a forma di semisfera poste nella regione anteriore del torace. Nel maschio rimangono ipotrofiche mentre nella femmina, all’inizio della pubertà, si sviluppano fino a divenire adatte alla lattazione. Le donne, a differenza di altri mammiferi, hanno due mammelle perché in genere nutrono solo un figlio alla volta. Il volume delle mammelle in una femmina sviluppata è assai variabile e non sempre in relazione con la costituzione fisica. Le mammelle aumentano di volume e di turgidezza durante la gravidanza, l’allattamento e il ciclo mestruale e, in misura minore, in stato di eccitazione sessuale. Anche se una donna ha un seno abbondante, la quantità di tessuto ghiandolare rispetto al tessuto adiposo può essere molto ridotto; quindi è impossibile prevedere dalle dimensioni delle mammelle se la donna sarà capace di produrre una sufficiente quantità di latte. Con il progredire degli anni la mammella perde di volume e tonicità per riduzione del tessuto ghiandolare e aumento di quello adiposo. In quasi tutte le culture, le mammelle, definite impropriamente seno (che invece è il solco che le separa), sono state considerate simbolo di femminilità in quanto parte anatomica prettamente femminile. La funzione del seno è principalmente legata all’allattamento ma va riconosciuta una funzione erotica svincolata dall’allevamento della prole, anche se l’attrazione provata dall’uomo potrebbe avere una spiegazione filogenetica legata alla scelta di una partner che suggerisce l’idea di poter allattare senza problemi e quindi garantisca la sopravvivenza del neonato. Da un punto di vista psicodinamico, le mammelle sono investite eroticamente in quanto richiamano l’investimento libidico compiuto su di esse nel periodo infantile. Un’altra spiegazione, di tipo antropologico, vorrebbe le mammelle erotiche poiché l’essere umano avrebbe spostato parte dell’investimento sessuale dalle natiche alle mammelle nel momento del passaggio alla postura eretta. Che il motivo dell’importanza sessuale delle mammelle sia multifattoriale o dovuto principalmente ad un fattore, è assodato che nella nostra cultura esse siano una parte anatomica dalla forte valenza erotica e una zona erogena per la maggior parte delle donne. Per tale motivo il ridotto volume del seno può diventare motivo di ansia per una donna, al punto da poter parlare di un complesso del seno omologo al complesso del pene piccolo che affligge diversi uomini: da ciò il progressivo aumento della richiesta di operazioni di chirurgia estetica di mastoplastica additiva e rimodellamento mammario (mastopessi). → mastodinia ciclica. ¶ Dal lat. mamilla, diminutivo di mamma.


Una donna di costituzione fredda ha seni grandi e flaccidi, nelle parti private ha pochi peli, posti così in basso e vicino all’ano che l’uomo trova sempre difficile penetrarla. È infantile d’indole timorosa nel parlare, credulona e di temperamento gioioso. È pia e prova pietà per le disgrazie altrui. Prendete come certo il fatto che una donna di tale tipo non viene mai provocata alla copula da desideri e pensieri lascivi. È più probabile che soffra per gli abbracci di un uomo piuttosto che goderli e, traendone poca gioia, dà poco piacere alla persona che giace con lei. La sua sudorazione è forte. Ella è più incline ad essere grassa che magra, è pallida e facile da ingravidare. (Venette, 1688)


MAMMILINGUO. Stimolazione orale delle mammelle. ¶ Dal lat. mamilla, mammella + lingere, leccare.


MAMMISMO. Comportamento caratterizzato da un’eccessiva cura ed attenzione delle madri per i propri figli. Questo comportamento priva i bambini della possibilità di diventare emotivamente indipendenti e maturi. Il mammismo può derivare da una compensazione maladattiva rispetto ad un’insoddisfacente vita coniugale, oppure configurarsi come un atteggiamento reattivo rispetto a pulsioni aggressive di una madre verso il proprio figlio. ¶ Coniato dallo scrittore Philip Wylie (1902-1971).


MANDRILLO. Uomo dall’incontenibile desiderio sessuale. ¶ Per parallelismo con la scimmia dei Cercopitecidi (Mandrillus sphinx) che la cultura popolare, a dispetto di quanto ha dimostrato l’osservazione etologica, descrive come un animale aggressivo e ipersessuale.


MANETTE. Oggetto di contenzione riconvertito all’oggettistica sessuale. Ne esistono di varie fogge, in genere tutte con una catena di differente lunghezza che unisce le due polsiere. Le manette di metallo più resistenti sono anche quelle più ricercate. Occorre fare attenzione che la polsiera non sia troppo stretta e, nel caso di manette di acciaio, è saggio prestare attenzione a dove viene riposta la chiave che apre il dispositivo. La manetta per pollici è uno strumento, in genere di metallo, che blocca i pollici l’uno vicino all’altro e quindi impedisce un ampio movimento delle braccia: è usato come variazione soprattutto in giochi erotici BDSM. Il dispositivo tende a bloccare la circolazione sanguigna dei pollici, aumentando la probabilità, rispetto alle comuni manette, di ferite e fratture ossee a carico delle dita.


Quelle belle sono in acciaio e si trovano in diversi negozi. Quelle di plastica si rompono e comunque non ti danno lo stesso senso di potere... insomma il gioco non è lo stesso se lo fai con delle manette da quattro soldi. L’importante è che ti ricordi di mettere le chiavi vicino alla persona ammanettata così, se succede qualcosa, ha più probabilità di potersi liberare da sola; a questa eventualità è meglio non pensarci... Poi una volta che la persona è ammanettata si possono fare un sacco di cose, sta alla fantasia di ognuno... Sarà l’acciaio o altro, ma quando ci sono di mezzo quelle manette il gioco si fa sempre un po’ pesante, un po’ sadomaso, anche se non so se il termine è appropriato” (t.r.a.)


MANGIAUOMINI. Donna d’indole e aspetto aggressivo, pienamente emancipata nelle sue ambizioni erotiche, che seduce uomini per il puro gusto del possesso e del successo dell’impresa ma poi si stanca presto del partner e lo lascia per passare ad un altro.


MANGINA. Così è detto gergalmente l’aspetto dei genitali maschili esterni una volta che il pene viene nascosto fra le gambe, lasciando alla vista frontale solo il triangolo di peli pubici che richiama l’aspetto dell’escutcheon femminile.  ¶ Composto dall’ing. man, uomo + vagina.


MANIACO SESSUALE. Loc. pop. che descrive un individuo ossessionato dal sesso e da pensieri affini, al punto da mettere in atto comportamenti contrari al comune senso del pudore, lesivi della libertà altrui o violenti.


MANOMORTA. Termine pop. indicante l’atto di palpeggiare, in genere in un luogo pubblico affollato, una parte del corpo altrui senza che sia stato espresso consenso; la mano morta si configura dunque come molestia sessuale. ¶ Per similitudine fra la passività di un cadavere e l’atteggiamento fintamente casuale con cui la mano viene fatta strusciare sul corpo altrui.


In passato il termine manomorta indicava il diritto di proprietà privilegiato connesso a quei beni della Chiesa e del feudo esenti da imposte; è quindi possibile rilevare la similitudine fra quel diritto legale e l’atto di molestia che, con il tocco, pare voler rimarcare un diritto privilegiato sul corpo dell’altro.


MANTAINER. Nell’ambito dell’adipofilia, individuo simpatizzante per le pratiche di feederism e per l’aumento del proprio peso tramite sovralimentazione, ma riluttante a superare un certo peso corporeo tale da renderlo gravemente obeso. ¶ Ing.: che (si) mantiene.


MANTHER. Uomo sopra i 40 anni d’età che cerca rapporti sessuali con donne più giovani di almeno una decina d’anni. → cougar. ¶ Ing.: man, uomo + panther, pantera.


MANZO. Giovane uomo di bell’aspetto dal fisico prestante e muscoloso, per similitudine con un giovane bovino destinato alla macellazione dalla struttura muscolare ben sviluppata. → vacca.


MARCHETTA. Gettone che la prostituta in un bordello riceveva dalla tenutaria (madama) per ogni prestazione effettuata, così da poter quantificare il guadagno. Dal termine deriva la loc. fare marchette, prostituirsi e marchettaro/a, detto di chi si prostituisce.


MARIANISMO. In ambito sessuale, venerazione per le virtù di purezza e integrità morale nella donna. Il marianismo rappresenta il lato positivo nella dicotomia santa-puttana (sindrome di Agar-Sara) che vorrebbe la donna moralmente e spiritualmente superiore all’uomo ma soprattutto passiva e quindi meno incline al tradimento. → Lilith (complesso). ¶ Da “mariano”, che riguarda la Vergine Maria.


MARITAL AID. Definizione non troppo esplicita dell’oggettistica sessuale come insieme di prodotti che aiutano le coppie sposate ad evitare la routine sessuale e la noia che potrebbero subentrare dopo alcuni anni di convivenza. ¶ Ing.: aiuto matrimoniale.


Il sito statunitense RomanceBetweenTheLines.com è un sexy shop d’ispirazione cristiana, cioè è un luogo “dove Dio ci romanticizza in ogni frase della Bibbia, e il romanzo appassionato è vivo nell’alleanza del matrimonio cristiano”. I prodotti venduti dal sito sono i medesimi acquistabili in qualsiasi altro sexy shop laico, però: “Oggi c’è un’altra coppia che desidera donarsi romantica passione vicendevolmente con totale abbandono nel proprio giardino... TU e il tuo prezioso coniuge! Il desiderio dei nostri cuori è di darti gli strumenti per poterlo fare. [...] Ricorda che Dio ha dichiarato che ‘il talamo è incontaminato’, quindi indulgete e fate il pieno d’amore!


MARTIMACLIA. Parafilia esibizionistica di chi trae piacere dall’essere osservato da terzi durante il coito. ¶ Dal gr. martus, testimone + maklos, dissolutezza.


MASCALAZIONE. Stimolazione del pene introdotto sotto il cavo ascellare. → axillismo. ¶ Dal gr. maskale, ascella.


MASCALINGUO. Stimolazione orale del cavo ascellare. ¶ Dal gr. maskale, ascella + lat. lingere, leccare.


Nel periodo elisabettiano, in Inghilterra, gli amanti si scambiavano la “mela dell’amore”, cioè una vera e propria mela sbucciata che la donna si sarebbe tenuta sotto l’ascella per assorbire il sudore e l’odore corporeo e poi avrebbe ridato allo spasimante come dono d’amore.


MASCALOFILIA. Parzialismo relativo alle ascelle. → ircusofilia. ¶ Dal gr. maskale, ascella.


In un sondaggio condotto in internet su un campione misto composto da 16.401 persone, è stato chiesto se si trovasse erotico il cavo ascellare. Il 17% ha risposto affermativamente. (Link)


MASCOLINITÀ. Complesso dei caratteri che definiscono l’aspetto e il comportamento dell’uomo. Al concetto e al fenomeno della mascolinità concorrono fattori biologici, psicologici e sociali.


MASOCHISMO. Parafilia nella quale il piacere dipende da atti reali di umiliazione, percosse, costrizione fisica o altre attività legate a sofferenza psichica o fisica. Il masochismo sessuale è una parafilia che può insorgere fin dall’infanzia cronicizzando con l’età ma non necessariamente evolve in forme estreme o in atti sessuali mirati a cercare uno stimolo doloroso sempre più forte. Il masochismo, comunque molto diffuso, si manifesta solo in una limitata parte della popolazione: la maggioranza di coloro che hanno fantasie masochiste mantengono tutta la vita questa propensione senza giungere mai ad atti reali, oppure tentano di reprimere le fantasie stesse. Tuttavia la proclività al masochismo, anche se non apertamente praticato, si rivela nella preferenza per alcune pratiche sessuali come l’essere legati al letto, il farsi dare appellativi volgari, la tendenza a preferire un ruolo passivo durante il coito, etc. Sono ben note anche pratiche autodirette in cui gli impulsi masochistici sono agiti contro se stessi (automutilazione, autoflagellazione, etc.). Secondo il modello psicanalitico, il masochismo sarebbe collegato a profondi sensi di colpa inconsci che tramite la punizione fisica verrebbero abreati, cioè scaricati (parzialmente) con un senso di piacere. La teoria dello sviluppo delle fasi psicosessuali vuole che il masochista abbia una fissazione alla fase anale ed una storia infantile caratterizzata da una figura materna presente ma distaccata e dispotica; in mancanza di altre manifestazioni affettive il bambino assocerebbe le punizioni materne all’amore, poiché la punizione sarebbe in qualche modo manifestazione del bene che la madre gli vuole. In età adulta il soggetto applicherebbe nelle sue relazioni lo stesso modello affettivo, per cui la punizione e il dolore diventerebbero segni manifesti dell’amore che il partner nutre nei suoi confronti. Alcuni studi suggeriscono che l’algofilia sessuale, altro modo con cui si definisce il masochismo, possa avere delle basi biologiche: il dolore stimola il rilascio di endorfine, sostanze oppioidi endogene che inducono piacere. Soprattutto le encefaline, le quali favoriscono la tolleranza al dolore e sono rilasciate in maniera massiccia in fase orgasmica, potrebbero giocare un ruolo determinante nel fissare l’equazione dolore-piacere. Il cervello dei masochisti interpreterebbe gli impulsi nervosi legati al dolore in modo differente rispetto a ciò che avviene comunemente; l’algofilia sessuale sarebbe dunque un fenomeno fisico che produce effetti fisiologici. → sadomasochismo. ¶ Dal nome dello scrittore Leopold von Sacher-Masoch.


Leopold von Sacher-Masoch, (1836-1895) fu il giornalista e scrittore romantico austriaco la cui opera più celebre, “La venere in pelliccia” (1869), divenne il manifesto del masochismo. I dettagli della vita di Sacher-Masoch non furono noti fino a che non vennero pubblicate nel 1905 le memorie della prima moglie, Aurora von Römelin, la quale scrisse sotto lo pseudonimo di Wanda von Sacher-Masoch; Wanda era il nome della protagonista femminile del suddetto romanzo e divenne successivamente il nome ideale di ogni dominatrice sessuale. Parte della vita dello scrittore ebbe un riflesso nei suoi scritti e allo stesso modo gli scritti si rifletterono nella vita di Sacher-Masoch: l’8 dicembre del 1869 l’autore austriaco firmò un contratto (→ contratto di schiavitù) con la baronessa Fanny Pistor per cui sarebbe divenuto lo schiavo della donna per un periodo di sei mesi, questo a patto che la Pistor indossasse delle pellicce il più spesso possibile, soprattutto quando fosse stata di cattivo umore. Sacher-Masoch si attribuì il soprannome di Gregor, tipico nome dato ai maschi della servitù, e fece in modo che il suo aspetto ed il suo comportamento risultassero congrui con il suo ruolo di servo della baronessa. La coppia compì un viaggio in Italia con destinazione Venezia e, mentre la donna viaggiava nella carrozza di prima classe, Sacher-Masoch si scelse un posto in terza. Pochi anni dopo (1873) lo scrittore convolò a nozze con la von Römelin la quale fu spinta dall’uomo a fare esperienza, contro la propria volontà, di ciò che era stato scritto nel romanzo; il matrimonio non durò e, dopo il divorzio, Sacher-Masoch sposò la sua assistente.


Occorreva veramente tutta la schiettezza di questo affetto e tutta la mia naturale dolcezza, per impedirmi di cercare di meritarmi nuovamente un trattamento del genere: perché avevo tro­vato nel dolore, nella vergogna stessa, una mescolanza di sensualità che mi aveva lasciato più desiderio che timore di subirlo una volta ancora dalla stessa mano. […] Chi crederebbe che quel castigo da bambino, ricevuto a otto anni per mano d’una donna di trenta, abbia potuto determinare i miei gusti, i miei desideri, le mie passioni, la  mia personalità per il resto della vita, e precisamente nel senso opposto a quello che sarebbe dovuto derivarne naturalmente?” (Jean-Jacques Rousseau, Le Confessioni, 1770).


MASSAGGIO PROSTATICO. Forma di stimolazione sessuale che si crede possa anche avere funzione terapeutica per la prostata, sebbene quest’ultima cosa non abbia ancora trovato un definitivo riscontro scientifico. Il massaggio è realizzato tramite l’inserimento del dito indice o medio nel retto e stimolazione della ghiandola prostatica la cui presenza può essere apprezzata con la punta delle dita come si trattasse di una morbida biglia che preme sulla parete ventrale del retto, a circa 5 cm dallo sfintere anale. Il massaggio può essere realizzato anche tramite pressione sulla zona perineale ma le sensazioni fisiche procurate da questa seconda forma di stimolazione sono prevedibilmente meno marcate di quelle ottenibili col metodo precedente. Tale pratica richiede perizia, attenzione e buona intesa fra i partner ma risulta essere particolarmente apprezzata soprattutto se associata a stimolazione del pene: l’orgasmo procurato tramite massaggio prostatico associato ad altra stimolazione risulterebbe essere particolarmente intenso con volume di liquido seminale eiaculato più abbondante della media. Per questi motivi la zona interessata dal massaggio prostatico è definita punto G maschile. È comunque verosimile che il piacere legato al massaggio prostatico sia legato più che altro alla stimolazione anale e a quella esercitata alla radice del pene tramite il dito inserito nel retto. → Punto G.


Prima di tutto occorre superare il preconcetto per cui l’uomo non deve mai essere stimolato sotto lo scroto, altrimenti è gay. La stimolazione anale è piacevole sia per gli uomini che per le donne, punto. Secondo, per fare questo, devi avere una partner curiosa di sperimentare e naturalmente priva del preconcetto che ho appena detto, altrimenti la prima cosa che fa è andare dall’amica a chiedere se per caso sei gay visto che le hai chiesto di farti mettere un dito nel culo. Alcune te lo propongono e questa è la soluzione migliore. Il massaggio fatto in quel modo è piacevole e va fatto con delicatezza, in genere la donna mentre lo fa te lo prende in bocca o ti masturba, cioè è così che deve essere fatto. Alcuni dicono di avere orgasmi violentissimi in questo modo, a me non è successo... orgasmo normale. Però rimane il fatto che la cosa è piacevole. La cosa bella è il gioco e il livello di intimità che si crea. Non è una cosa che fai con la prima che capita” (t.r.a.)


MASTER. Uomo che, in ambito BDSM, ha pieno controllo sullo slave. Il Master, così come lo schiavo, può essere tale nella relazione anche al di fuori della sessione di gioco sessuale.


MASTIFILIA. Proclività sadomasochistica a trovare sessualmente stimolante l’utilizzo della frusta, adoperata su di sé o sul corpo di un’altra persona. → fustigazione. ¶ Dal gr. mastix, sferza.


Mi sono frustato per molti anni. Non ho mai trovato nessuno di cui fidarmi per farmelo fare. Mi piaceva vedere quante frustate riuscissi a sopportare e quanto forti. Spesso sono arrivato a 50. Adesso sono molto vecchio ma mi piacerebbe incontrare qualcuno che volesse giocare con me” (Link)


MASTODINIA CICLICA. Dolore alle mammelle, soprattutto al quadrante esterno superiore, correlato al ciclo mestruale e quindi ad un’azione non bilanciata degli ormoni femminili che causano ritenzione idrica e tensione mammaria. Il dolore può essere unilaterale o bilaterale con senso di pesantezza e turgore mammario che si manifestano dai due ai sette giorni che precedono il flusso mestruale; il dolore regredisce con l’arrivo del flusso. L’acuità del dolore nella mastodinia ciclica è accresciuta dallo stress, dall’attività fisica e, in minor misura, dall’uso di anticoncezionali ormonali. La mastodinia ciclica scompare con la menopausa.


MASTOFALLIA. Atto sessuale praticato tramite la frizione del pene fra le mammelle, le quali dovranno essere strette intorno al membro. La pratica della mastofallia è ovviamente possibile solo se il volume delle mammelle è sufficientemente generoso. Sin. di spagnola. ¶ Dal gr. mastos, mammella + phallos, pene.


Non mi piace per niente. Non sento nulla e se lo faccio è perché so che gli piace. Mi piace vederlo felice, però fosse per me non lo farei mai, anche se ho un seno abbondante. Ovviamente siccome ce l’ho grosso, tutti gli uomini con cui sono stata me l’hanno chiesto. Quando hai le tette grosse è una specie di passaggio obbligato. Oh, on mi lamento” (t.r.a.)


È una delle cose preliminari che facciamo. Scopare le mie tette, così lo chiamiamo. Lui è bravo a farlo e io non sono da meno. Dopo tutto, queste due grosse bombe devono ben servire a qualcosa” (Link)


MASTOFILIA. O mazofilia. Parzialismo relativo alle mammelle. ¶ Dal gr. mastos, mammella.

 

 

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