XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

MASTURBATORE.Prodotto dell’oggettistica sessuale adatto a praticareun’attiva stimolazione del pene per azione passiva, cioè dovuta a movimento manuale o pelvico del maschio, o tramite un dispositivo elettromeccanico che permette al prodotto di stimolare attivamente il pene. Il masturbatore si differenzia dalla vagina artificiale in quanto, esternamente, non riproduce l’aspetto della vulva, come invece è caratteristico del secondo tipo di prodotti. Tuttavia la parte interna del masturbatore, quella in cui viene inserito il pene, è generalmente modellata per creare un ambiente simile a quello vaginale e per esercitare una stimolazione simile a quella che il pene può ottenere durante la penetrazione.


Accu-Jac® è il nome commerciale del più famoso dispositivo masturbatorio per uomini, anche noto come “mungitore pneumatico”. Il primo modello di Accu-Jac consisteva basilarmente in una pompa elettronica modulabile in potenza tramite manopole dalla quale derivavano due manicotti nei quali andava inserito il pene che subiva una “mungitura” tramite aspirazione; il macchinario era corredato con più attacchi in modo che diversi uomini potessero usare l’Accu-Jac simultaneamente. Il modello Accu-Jac II® è dotato anche di dildo per utilizzo vaginale o anale in modo che il dispositivo possa essere usato anche da donne e uomini in contemporanea. Gli Onacup®, dispositivi masturbatori più moderni, hanno una forma simile a quella di una lattina per bevande con all’interno un corpo cavo fatto in silicone anallergico ricco di nervature e protuberanze; il pene viene introdotto da un lato e la masturbazione avviene per movimento manuale dell’oggetto. L’Onacup, lubrificato artificialmente, è pensato come dispositivo usa e getta, tuttavia esistono dei modelli lavabili e riutilizzabili (Flip Hole®). Simile all’Onacup, il Flashlight® ha, come indica il nome inglese, la forma di un’anonima torcia con una delle due basi del cilindro di silicone sagomato in modo da assomigliare ad una vulva, ad un ano, ad una bocca; tale lato è penetrabile. Il pene alloggerà per la sua lunghezza nel corpo del Flashlight che internamente è ricco di nervature in gomma in modo da procurare piacere durante l’atto masturbatorio.


MASTURBAZIONE. In senso generale, pratica tendente alla stimolazione sessuale e al raggiungimento dell’orgasmo al di fuori del rapporto penetrativo. Più comunemente, stimolazione manuale solitaria degli organi genitali, finalizzata all’ottenimento di piacere sessuale e dell’orgasmo (masturbazione ipsativa). Generalmente l’atto masturbatorio viene praticato dall’uomo impugnando l’asta del pene eretto, o trattenendola con le dita, e muovendo ritmicamente la mano in modo che la pelle che ricopre il pene scorra sull’asta e sul glande. La donna stimola la zona vulvare, specialmente il clitoride, con o senza inserimento di uno o più dita nel canale vaginale. Le tecniche di masturbazione, comunque, sono molteplici e passibili di grande variabilità da individuo ad individuo. La masturbazione, o atto di stimolazione autoerotica, è un fenomeno diffuso fra diverse specie animali e riscontrabile nell’essere umano fin dal periodo della prima infanzia. Se ne deduce quindi che l’atto masturbatorio non è solo compensativo, cioè non è praticato unicamente come surrogato del coito, ma è un fenomeno naturale che ha luogo in conseguenza diversi fattori. È noto, per esempio, che molti individui usino la masturbazione e l’effetto degli ormoni rilasciati con l’orgasmo come rilassante naturale per indurre lo stato di sonno. La masturbazione in sé non ha nessun effetto negativo sul corpo né sulla psiche; l’errata idea che la masturbazione possa limitare la sfera sessuale-relazionale dell’individuo segregandolo in una dimensione autoreferenziale è principalmente contraddetta dal fatto che tramite l’atto masturbatorio l’individuo impara a conoscere il proprio corpo e le proprie reazioni allo stimolo sessuale così da potersi aprire ad una sessualità condivisa più consapevole e quindi meno problematica; non per nulla diverse metodiche di terapia psicosessuale prevedono la masturbazione come mezzo di guarigione per certi disturbi (→ start-stop, eccitazione sessuale femminile, vaginismo). È assai raro che un individuo non abbia fatto esperienza della masturbazione nel corso della propria vita, al di là dei risultati statistici delle ricerche in merito e delle affermazioni spontanee delle persone che, giustamente, si avvalgono della libertà di far valere il proprio diritto alla riservatezza. La masturbazione, che è la principale fonte di piacere sessuale per i giovani e per coloro che non hanno relazioni fisse, tende ad essere meno praticata nel momento in cui vi è altra fonte di sfogo e gratificazione sessuale ma il fenomeno in genere non svanisce mai del tutto e continua a coesistere in parallelo al sesso condiviso, facendone quindi un fenomeno connesso ma non strettamente dipendente dalla sessualità socializzata. La masturbazione non si estingue nel corso degli anni: gli episodi, dopo un’inflessione dai 25 ai 40 anni, tendono ad un ulteriore aumento dopo i 45-50 anni per poi diminuire progressivamente nella terza età, periodo della vita in cui spesso la masturbazione torna ad essere la principale fonte di gratificazione sessuale. Per influenza di vetusti precetti medici e di dettami religiosi, la masturbazione è stata stigmatizzata come attività sessuale immatura, peccaminosa o anche dannosa. L’attitudine generale odierna pare essere più positiva nei confronti delle attività sessuali autoerotiche, anche se secoli di reprimende hanno inciso notevolmente sulla cultura popolare, pure su coloro che non seguono espressamente dettami che sconsigliano l’atto masturbatorio. Sovente gli individui che negano a se stessi la masturbazione, sostenendo che tale scelta sia dovuta a semplice preferenza per il medesimo atto ma compiuto su loro da altri, hanno in verità difficoltà ad abbandonarsi a un piacere che, per propria natura, non prevede l’altro se non in una dimensione astratta. Più o meno inconsciamente la masturbazione verrebbe vissuta come un atto egoistico che non concede la procura o la proiezione delle proprie fantasie sessuali sul partner che quindi avrebbe la funzione di sgravare l’individuo dei potenziali sensi di colpa. La masturbazione non consentirebbe perciò nessun compromesso, lasciando il soggetto a gestire in solitudine il proprio piacere e il senso di colpa ad esso collegato: in tale ottica l’atto masturbatorio socializzato sarebbe preferito non tanto per il piacere fisico offerto, piuttosto come mezzo di facilitazione sessuale e di discolpa psicologica. Connessa all’immaginazione, la masturbazione è in qualche modo specchio di una capacità d’interiorità, la facoltà d’immergersi in sé per attingere piacere sessuale. Ne deriva che la masturbazione può essere un atto che sollecita l’introspezione, migliora la conoscenza di sé e permette di aprirsi in maniera più serena e consapevole verso gli altri. Per i medesimi motivi, la masturbazione è malvista da chi vive con difficoltà il contatto con aree profonde del proprio essere, abitate da fantasie che si vorrebbero censurare e, per estensione del concetto, avversata da coloro che temono l’introspezione individuale in quanto conoscono il potere con cui essa catalizza libertà ed autonomia intellettuale. L’unica forma di masturbazione che si può definire patologica è la masturbazione compulsiva, forma di autoerotismo non connotabile quantitativamente ma qualitativamente come atto stereotipato, agito ossessivamente per placare stati di ansia, che finisce per assumere le caratteristiche di una dipendenza. Gli atti masturbatori occupano buona parte del tempo e delle energie del soggetto, a detrimento delle altre attività e della qualità di vita; tale patologia è riscontrabile come sintomo di ipersessualità o all’interno di un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità o, ancora, in soggetti depressi e isolati. In quest’ultimo caso l’ansia sociale e la percezione di un proprio stato d’isolamento può funzionare in maniera sinergica con la compulsione ad utilizzare la masturbazione per controllare l’angoscia e quindi accrescere il senso di diversità, isolamento e ansia, deteriorando progressivamente le potenzialità relazionali residue. La masturbazione compulsiva tuttavia non è mai il problema ma piuttosto lo specchio di un problema psicologico più ampio del quale l’atto compulsivo è sintomo. La masturbazione collettiva o societaria (androradipsismo) descrive gli atti di masturbazione di gruppo, comuni nel periodo adolescenziale soprattutto fra individui maschili. La masturbazione indiretta o strumentale, è l’atto autoerotico praticato utilizzando oggetti e dispositivi che stimolano i genitali. La masturbazione mutuale è una forma di stimolazione non autoerotica nella quale due o più persone si stimolano vicendevolmente i genitali. La masturbazione psichica è una rara forma di stimolazione sessuale operata solamente tramite fantasie erotiche, le quali sono così vivide da essere capaci di portare il soggetto all’orgasmo senza che i genitali o altra parte del corpo vengano stimolati in alcun modo. ¶ Dal lat. masturbari, da manu, mano + turbare, agitare.


Un rimedio per la masturbazione, che quasi sempre ha successo con i ragazzini, è la circoncisione. L’operazione dovrebbe essere realizzata da un chirurgo, senza che venga somministrato un anestetico, dal momento che il breve dolore dell’operazione avrà un effetto salutare sulla mente, specialmente se connesso all’idea di punizione. Nelle femmine, l’autore ha trovato che l’applicazione di acido carbolico puro [fenolo] sul clitoride sia un eccellente misura per diminuire l’anormale eccitamento. (John Harvey Kellogg, 1877)

 

MATABO. Sindrome sessuale legata alla cultura, tipica delle donne della tribù Ganda dell’Uganda, le quali paiono riuscire ad avere un rapporto sessuale solo dopo che si è tentato di strangolarle. Come per altre sindromi sessuali legate alla cultura si evidenzia l’importanza che in questi quadri assume la dispercezione collettiva di un evento normale e l’accettazione acritica di spiegazioni intrise di credenze superstiziose. Non è improbabile che la reazione sessuale seguente al tentato strangolamento sia in parte dovuta all’effetto di voluttà e confusione dovuto ad ipossia, tipicamente esperito nelle pratiche di asfissiofilia. → koro


MATERASSABILE. Aggettivo gerg. con cui un uomo identifica una donna passabile, ovvero con la quale potrebbe stendersi su un letto per fare sesso, benché il termine lasci intendere che la scelta della partner non è quella ottimale.


MATRIFILIA. Attrazione sessuale per la propria madre. ¶ Dal lat. mater, madre.


Vi è una forma di relazione incestuosa non riconosciuta da tutte le culture ma condannata fortemente da altre. Si tratta dell’incesto del latte materno, ovvero una relazione basata sulla condivisione dello stesso latte materno. Ad esempio, fra i mussulmani, è proibito il matrimonio fra un uomo e la sua balia o fra un uomo ed una donna che è stata allattata allo stesso seno, benché essa possa non essere la sorella.


MATRIMONIO. Unione di convivenza, dell’uomo e della donna o di due soggetti omogenere, in accordo con le leggi di uno stato ed eventualmente quelle di una religione. Con matrimonio aperto si definisce una forma di poliamore in cui si hanno sub-relazioni rispetto ad una relazione principale, quella in genere sancita per legge con l’unione matrimoniale. Con matrimonio di gruppo s’intende uno stile di relazione non convenzionale, nella quale diverse coppie sposate vivono insieme e i membri di tali coppie hanno rapporti sessuali gli uni con gli altri. Con matrimonio lavanda si indica il tipo di unione coniugale decisa da due soggetti omosessuali di genere diverso, atta a nascondere il vero orientamento sessuale di entrambi. Il matrimonio riparatore è un’unione pubblicamente formalizzata, concepita come forma di risarcimento e tutela per la donna che, avendo perduto l'onore in seguito a deflorazione (soprattutto se dal rapporto sessuale ne deriva una gravidanza), non sarebbe più potuta essere presa in moglie da nessun altro uomo. In Italia, fino al 1981, il matrimonio riparatore poteva essere per l’uomo un modo di evitare la galera in caso di violenza sessuale, infatti, allorché un uomo commettesse, nei confronti di una donna nubile ed illibata, stupro o violenza carnale punibile con la pena prevista dall'articolo 519 del codice penale, onde evitare il processo o al fine di far cessare la pena detentiva inflitta, poteva offrire alla ragazza il matrimonio riparatore facendo così cessare ogni effetto penale e sociale del delitto compiuto; per fruire del beneficio di legge, l’uomo avrebbe dovuto accollarsi tutte le spese della cerimonia nuziale senza poter pretendere alcuna dote. ¶ Dal lat. mater, madre + munus, compito, dovere; quindi "compito della madre", poiché il legame matrimoniale rendeva legittimi i figli nati dall’unione.


Un divorzio a mensa et toro, cioè un allontanamento “dal tavolo e dal letto”, è, secondo la legge canonica, una separazione legale ma non una dissoluzione del matrimonio, che permetteva alla persona a cui veniva concessa l’abbandono del tetto coniugale ma non permetteva di risposarsi. Tale decreto veniva posto in essere nel caso di adulterio, crudeltà e/o pratiche innaturali (es. sesso anale, atti omosessuali).


Se uno trova una fanciulla vergine, non fidanzata, l'afferra e si giace con lei, e verranno scoperti, l'uomo che si sarà giaciuto con la fanciulla deve pagare al padre di lei cinquanta sicli d'argento ed ella sia sua moglie, perché egli l'ha disonorata, né la potrà mai rimandar via per tutta la sua vita”. (Deuteronomio, 28-29)


MATRIMONOFILIA. Eccitazione psicosessuale legata al gioco o alla simulazione della vita coniugale, come a volte si osserva fra i bambini.


Gli uomini della tribù giapponese degli Ainu non potevano sposare la propria madre, la propria figlia o la cognata, ma potevano sposare la cugina, la nipote o la propria figlia. I Murungs del Borneo invece vedevano il matrimonio fra cugini come un peccato mortale ma consentivano l’unione fra fratelli e sorelle. Gli autoctoni delle isole Kiwi in passato erano soliti condannare aspramente l’idea di un matrimonio fra fratelli e sorelle ma permettevano che i padri sposassero le proprie figlie.


MATRONOFILIA. Sin. di graofilia. ¶ Dal lat. matrona, madre, patrona.


MATURE. In ambito pornografico, categoria di produzioni hard i cui protagonisti hanno un’età superiore ai 50 anni. ¶ Ing.: maturo.


MATUTOLAGNIA. Proclività a trovare particolarmente soddisfacenti i rapporti sessuali che si svolgono al mattino o tendenza a voler avere rapporti solo la mattina. → actirastia. ¶ Dal lat. matutinus, del mattino.


Il sesso di mattina a tanti non piace. A me un sacco. Si approfitta dell’erezione della mattina e non c’è niente di meglio della tua donna che ti sveglia in un certo modo. In genere si tratta più di una sveltina che di una roba appassionata... anche per l’alito! Quindi non troppi baci. Però favoloso” (t.r.a.)


MATUTORTOSI. Sin. di erezione mattuitina. ¶ Dal lat. matutinus, mattutino + gr. orthos, dritto.


McCLINTOCK, effetto. Vedi sincronizzazione mestruale.


MCDS. Acr. di Most Chicks Don’t Suffice. Per la seduction community, condizione mentale di alcuni uomini che non provano particolare interesse per la maggior parte delle donne con le quali entrano in contatto, di solito per questioni estetiche; tali maschi tendono infatti a sperare di trovare donne estremamente belle o con personalità molto incisive. ¶ Ing.: la maggior parte delle tipe non bastano.


MEDOCURE. Cure estetiche che si prestano ai genitali, in genere relative alla depilazione o allo sfoltimento dei peli pubici. ¶ Dal gr. (ta) mhedea, genitali + ing. cure, cura.


MEDOLALOFILIA. O medolalia. Forma di coprolalofilia nella quale l’eccitazione è provocata da discorsi concernenti i genitali. → cunnilalofilia. ¶ Dal gr. (ta) mhedea, genitali + laleo, chiacchierare.


MEDOMALACOFOBIA. Timore ossessivo di perdere l’erezione. Questa fobia può essere alla base di diversi episodi di deficit erettivo su base unicamente psicologica. ¶ Dal gr. (ta) mhedea, genitali + malakos, molle.


MEDOPSIFILIA. Piacere e tendenza quasi istintiva a guardare o sbirciare la zona pubica di una persona in modo da derivare dal rigonfiamento o dall’aspetto degli abiti, le dimensioni o la forma dei genitali. → pacco, camel toe. ¶ Dal gr. (ta) mheda, genitali + opsis, vista. 


Nel 2005, Nielsen e Kara Pernice Coyne, direttori di ricerca del Nielsen/Norman Group, condussero una ricerca su un campione di 255 newyorkesi ai quali venne chiesto di osservare delle immagini mentre un eyetracker, un dispositivo che registra i movimenti oculari e le zone osservate, monitorava i punti nei quali cadeva il fuoco dell’attenzione visiva. Il 63% del campione aveva dai 30 ai 49 anni, il 20% era fra i 18 e i 29 anni, il 16% fra i 50 e i 64. Le donne erano 148, gli uomini 107. Ogni soggetto fu testato per circa due ore facendogli osservare 50 immagini. Dalla ricerca è risultato che, mostrate delle fotografie di figure umane maschili vestite, i maschi fissavano lo sguardo più a lungo delle donne nella zona genitale; le donne fissavano quasi solo il volto, elemento comunque osservato anche dal campione maschile. Questa differenza non si riscontrava solo con le figure umane: gli uomini tendevano a fissare per più tempo la zona genitale anche relativamente ad immagini di animali.


MEDORTOFOBIA. Timore ossessivo e immotivato del pene eretto, sin. di fallofobia. ¶ Dal gr. (ta) mhedea, genitali + orthos, dritto.


MEDOTRIPSI. Attività di sfregamento dei genitali fra essi o contro altre parti del corpo, come avviene durante i preliminari. ¶ Dal gr. (ta) mhedea, genitali + tripsis, sfregamento.


MELISSOFILIA. Forma di entomofilia nella quale vengono utilizzate api o vespe per ottenere una vigorosa e dolorosa stimolazione cutanea. A tali insetti viene fatto pungere il pene, la reazione fisica alla puntura dell’ape è un aumento della circonferenza del membro e, a quanto riferito dai melissofili, un aumento dell’intensità e della durata dell’orgasmo. ¶ Dal gr. melissa, ape.


MELOLAGNIA. Parafilia nella quale si tende a trarre piacere sessuale dall’ascolto della musica non necessariamente di tipo erotico, o si ha la necessità di ascoltare musica durante il coito per mantenere l’eccitazione e raggiungere l’orgasmo. È una forma di acusticofilia. ¶ Dal gr. melos, canto, melodia.


Il mio ex era un patito di hip-hop. Lo accompagnavo sotto i portici a fare freestyle con gli amici, anche se io non ero molto a mio agio. La prima volta che abbiamo fatto sesso lui mi ha chiesto se potevamo tenere la tv accesa su MTV, perché gli piaceva farlo con la musica... di MTV?! Aveva un fisico della Madonna ma era più giovane di me...” (t.r.a.)


MEMBRO. O membro virile, sin. di pene.


MENACME. Periodo di vita che nella donna è caratterizzato dal ciclo mestruale, quindi periodo fertile che intercorre fra il menarca e la menopausa. ¶ Dal lat. mensis, mese + gr. akme, apice, fioritura.


MÉNAGE À TROIS. Vedi triade. ¶ Fra.: gestione a tre.


MENARCA. Insorgenza del primo ciclo mestruale che inaugura l’inizio del menacme. Il menarca non segna esattamente la comparsa dell’ovulazione: più della metà delle ovaie delle giovani al primo anno dopo l’esordio del ciclo mestruale non hanno rilasciato ovuli, quindi, nonostante la comparsa del flusso, la ragazza non può dirsi fertile con certezza. Il ciclo tende a regolarizzarsi in due anni dall’esordio ed è proprio questo segno ad indicare un’ovulazione regolare. La comparsa del primo flusso mestruale si è progressivamente anticipato: nel XIX secolo avveniva a 15-17 anni, attualmente si osserva mediamente nella fascia d’età 10-13; ciò è dovuto principalmente al miglioramento delle condizioni di nutrizione o, per alcuni ricercatori, agli estrogeni occulti utilizzati per l’allevamento dei bovini destinati alla macellazione. Il menarca tende a presentarsi nelle figlie alla stessa età in cui comparve nelle rispettive madri. Esso non è correlato al clima ma lo è all’altezza del luogo di residenza, infatti si assiste ad un ritardo di circa un mese nel menarca ad ogni 300 metri di elevazione slm.; in Nepal, ad esempio, le mestruazioni esordiscono mediamente a 16,2 anni. → signorina. ¶ Dal gr. men -menos, mese + gr. arke, inizio.


In uno studio effettuato da Marcia L. Shew et al. (1993) del dipartimento di pediatria dell’Università del Minnesota, si è cercato di porre una correlazione fra il tempo che intercorre tra il menarca e il primo rapporto sessuale, e la probabilità di contrarre un’infezione da papilloma virus (HPV). Il campione studiato era composto da 200 giovani donne dai 13 ai 21 anni. Fra le 200 ragazze, il 19,2% era infettata dall’HPV. L’intervallo medio fra il menarca e l’inizio dell’attività sessuale fra le giovani infette era di 26,6 mesi, quello delle giovani negative all’HPV era di 35,7 mesi. Quindi il primo rapporto sessuale realizzato entro 18 mesi dal menarca era associato con un rischio aumentato di contrarre il virus del papilloma, questo se paragonato alle adolescenti che avevano rimandato il primo rapporto di 3-4 anni dopo l’esordio delle mestruazioni. I dati suggeriscono che, fra le donne adolescenti, fattori quali un’aumentata vulnerabilità biologica potrebbero avere un ruolo nelle infezioni da HPV.


Fra gli aborigeni del Queensland settentrionale, la ragazza che per la prima volta emetteva sangue mestruale veniva allontanata dal villaggio e seppellita nel terreno fino all’altezza dei fianchi. Intorno a lei venivano posto dei cespugli in modo che non potesse essere vista. Non solo a nessuno era consentito toccarla ma anche lei stessa non poteva toccare il proprio corpo; sua madre poteva nutrirla o grattarla usando un bastoncino.

 

MENDACISMO SESSUALE. Condizione di chi mente in maniera sistematica rispetto a fatti sessuali altrui ma soprattutto propri. Non si tratta del mero vantarsi di qualche avventura sessuale ingigantita o inventata come si può verificare in età giovanile ma di un modo di intendere la propria sessualità come più gratificante nel racconto che nell’atto. Il bugiardo sessuale ama dunque descrivere atti e desideri fittizi piuttosto che tradurli nella realtà, credendo in modo più o meno inconscio di poter così manipolare l’interesse e l’eccitazione di coloro che ascoltano o leggono le sue imprese. D’altra parte più il mendace diverrà bravo nel inventare una propria realtà sessuale, meno sentirà il bisogno di vivere materialmente la sessualità, poiché nella fantasia sarà sempre protagonista inattaccabile, mentre la realtà potrebbe frustrare il suo narcisismo.


MENOFILIA. O mestruofilia. Attrazione sessuale nei confronti di donne che hanno le mestruazioni. Solo raramente associata a emotigofilia e affine nella motivazione alla maieusofilia. Per il parafilico la donna con le mestruazioni esprime al massimo la propria femminilità tramite un fenomeno che è appunto prettamente femminile. ¶ Dal gr. men menos, mese.


“Non dico che mi piace il sangue mestruale, cioè non penso che mi piacerebbe leccarla a una donna che ha le sue cose. Non l’ho mai fatto, anche se forse con una donna che amassi e che trovassi incredibilmente attraente... La verità è che trovo che una donna in quei giorni esprima il suo massimo di femminilità, cioè di essere femmina. Credo sia qualcosa d’istintivo e animale. Trovo erotica l’idea che una donna vada a mettersi o cambiarsi l’assorbente, specialmente se è quello interno. Probabilmente c’è anche di mezzo il fatto che l’inserimento del tampone richiama in qualche modo la penetrazione o la masturbazione femminile. È una somma di cose” (t.r.a.)


MENOPAUSA. O menostasi. Momento di cessazione del ciclo mestruale e quindi del menacme. La menopausa, che avviene per incapacità dei follicoli di ovulare e per alterazione ormonale, generalmente inizia verso i 45-50 anni con irregolarità dei cicli mestruali fino alla completa cessazione di essi, ma alcune volte può manifestarsi in modo inatteso e brusco. La menopausa marca un periodo psicologicamente sensibile per la donna la quale smette di essere fertile, ed è associata ad una serie di sintomi che in genere vengono controllati con una terapia ormonale sostitutiva. I sintomi più comuni sono di carattere vasomotorio (scalmane), neuropsicologico e artropatico; in quest’ultimo caso la cessazione di produzione estrogenica, che regolava la quantità di calcio presente nelle ossa, comporta la riduzione del minerale in esse che quindi divengono fragili e porose (osteoporosi). ¶ Dal gr. men menos, mese + pausis, cessazione.


Le scalmane, o vampe di calore, derivano dalla diminuzione degli estrogeni circolanti coincidente con la cessazione dell’attività ovarica. Benché non sia ancora stata chiarita la patogenesi delle scalmane, si ritiene che l’inferiore livello estrogenico porterebbe ad un aumento dell’attività della norepinefrina che svolge un ruolo primario nella termoregolazione. La scalmana sarebbe dunque una reazione fisica finalizzata a diminuire la temperatura corporea con fenomeni termodispersivi conseguenti ad un’errata rilevazione della temperatura del corpo da parte dei centri termoregolatori resi imprecisi dall’iperattività della norepinefrina.


MENOSMIA. Odore di sangue mestruale. ¶ Composto da meno-, prefisso indicante la mestruazione + gr. osme, odore.


L’Achillea Millefolium, pianta della famiglia delle Composite, veniva portata alle feste nuziali poiché si credeva che potesse garantire sette anni di vero amore. Era anche usanza, per le donne, credere che se si fossero solleticate le narici con l’achillea e questo avesse provocato un’epistassi (perdita di sangue dal naso), la cosa avrebbe significato che gli uomini amati erano stati fedeli. Quest’ultimo fattore è forse legato in qualche modo al fatto che l’achillea ha un riconosciuto effetto di regolarizzazione del ciclo mestruale.


MENTAL BONDAGE. Pratica bondage nella quale un partner comanda all’altro di assumere e tenere una data posizione e di non muoversi fino a diverso ordine. La restrizione dei movimenti non è coadiuvata da nessun oggetto e in caso di disobbedienza all’ordine scatta una punizione. ¶ Ing.: bondage mentale.


La maggior parte della gente, quando sente il termine mental bondage, ragiona in termini di sub che deve ubbidire al comando di stare fermo o di mantenere una posizione. Questa è una descrizione molto accurata ma non è che la punta dell’iceberg. [...] Io sento una compulsione ad ubbidire. Non penso di aver riconosciuto quella compulsione finché non ho pensato che il bondage originava dalla volontà del soggetto dominante, non dalle catene, dalle corde [...] So di non aver mai capito davvero la connessione tra il bondage fisico e la mia natura di sub finché non ho realizzato quel concetto. [...] Io ubbidisco in quanto spinta ad ubbidire... non tramite la forza o per le conseguenze, ma per il bondage mentale. Il bondage mentale educa a una forte devozione, all’impegno verso una visione condivisa” (Link)


MENTORE. In ambito BDSM, soggetto preposto all’educazione del Dom, relativamente a pratiche sessuali e codici di comportamento.


MERETRICE. Sin. di prostituta. ¶ Dal lat. merere, guadagnare.


MERINTOFILIA. Parafilia nella quale il piacere è legato a situazioni o attività sessuali nelle quali si viene legati o si lega il partner. È una parafilia con connotazioni sadomasochistiche più o meno marcate, collegata al piacere di sentirsi immobilizzati o di immobilizzare il partner sessuale; si tratta di una variazione tipica fra coloro che praticano attività di bondage. → vincifilia. ¶ Dal gr. merinzos, cordicella.


MERKIN. Vedi parrucca pubica. ¶ Dal ing. malkin, donna di basso livello.


MESS. Nell’ambito dell’inconditofilia, tutte le pratiche sessuali in cui non viene usato il fango o l’acqua, altrimenti definite rispettivamente mudlarking e wetlook. Nel mess il corpo può essere cosparso con qualsiasi tipo di alimento, con vernici, con lattice o altro materiale liquido e appiccicoso. Nel mess il cibo non viene usato in piccole quantità come in un comune gioco sessuale con gli alimenti (sitofilia), ma esso è utilizzato in dosi massicce tali da coprire buona parte del corpo. Alcuni inconditofili sono più attratti dal sapore dei cibi utilizzati nelle pratiche, altri dalla consistenza. Come accade comunemente nelle pratiche di Messy Fun, il parafilico costruisce mentalmente la propria fantasia con grande attenzione per i particolari, il più delle volte la persona che viene lordata impersonifica soggetti di una qualche autorità (maestra, poliziotta, etc.) sicché l’insudiciare la divisa darebbe vita ad una situazione grossolanamente denigratoria per l’autorità, che al contempo reagirà in maniera sorpresa ma divertita per l’accaduto; non vi è una rappresentazione brutale dell’umiliazione, piuttosto si osserva la messa in ridicolo dell’autorità con metodi e in ottica infantile. Per molti di coloro che praticano mess, l’autorità rappresenterebbe metaforicamente non tanto il genitore ma l’educazione impartita da esso, le regole sociali e la seriosità con cui il sesso è investito nella nostra società. ¶ Ing.: sporco, disordinato.


“Il sesso è così importante oggigiorno… È preso troppo seriamente.  Si è scritto così tanto sul sesso e il sesso è diventato così importante nella vita della gente. Le persone sono così preoccupate dall’idea di doverlo fare nel modo giusto, il giusto numero di volte, di toccare le parti giuste, di raggiungere il corretto numero di orgasmi, che tutto è diventato piuttosto inibente. Ciò che facciamo noi è basilarmente dire: impiastra tutto questo!” (Gates, 2000)


MESSALINA, complesso di. O messalinismo. Sin. di ipersessualità femminile o ninfomania. ¶ Dal nome di Valeria Messalina (17-48 d.C. ca.), terza moglie dell’imperatore romano Claudio, passata alla storia per la sua disinibita vita sessuale.


MESSY FUN. Vedi inconditofilia. ¶ Ing.: sudiciume divertente.


MESTIERE. Termine usato in alcune loc. pop. (es. esercitare il mestiere) per indicare la prostituzione. 


MESTRUALE, ciclo. Processo periodico di cambiamenti che, nella donna in menacme, interessano la mucosa uterina e che ha il suo fenomeno più evidente nella mestruazione. Il ciclo mestruale dura circa 28 giorni e viene diviso in tre fasi. La fase mestruale inizia con l’esordio del flusso mestruale e dura 3-6 giorni; è dovuta a ischemizzazione e sfaldamento dell’endometrio, la mucosa che riveste la cavità uterina. La fase proliferativa inizia dal 6° giorno; gli estrogeni prodotti dalle ovaie ispessiscono l’endometrio. La fase secretoria inizia il 14° giorno; con l’ovulazione avviene nell’ovaio la formazione del corpo luteo che produce progesterone, il quale, dal 15° al 28° giorno, stimola la proliferazione delle ghiandole dell’endometrio. Se non è avvenuta fecondazione, l’endometrio non mantiene quelle caratteristiche e va incontro ad ischemia e degenerazione. Di norma il ciclo riproduttivo, quindi il processo periodico mestruale, risulta essere più duraturo tanto prima la donna ha avuto il menarca. → utero, estrogeno.


La peruviana Lina Medina iniziò ad avere le mestruazioni a 8 mesi dalla nascita. A 5 anni rimase incinta; il padre aveva 8 anni. Il bambino che venne alla luce con parto cesareo aveva un peso di 2,94 Kg. D’altronde, in almeno un altro caso, il ciclo mestruale è proseguito fino ai 104 anni d’età.


MESTRUAZIONE. Anche flusso mestruale. Emissione fisiologica di sangue che nella donna fertile ha luogo dai 2 ai 6 giorni in un ciclo di 28, e questo dal menarca alla menopausa. La quantità di sangue, o mestruo, proveniente dall’utero e scaricato attraverso la vagina varia dai 20 ai 70 ml, esso deriva dallo sfaldamento dello strato superficiale dell’endometrio, la mucosa che riveste la cavità uterina, e dalla rottura dei vasi sanguigni ad esso collegati: piccole parti di queste strutture possono essere visibili nel flusso mestruale che quindi non ha l’aspetto di un liquido totalmente fluido ed omogeneo. La plasmina, enzima contenuto nell'endometrio e presente nel sangue mestruale, inibisce la coagulazione del sangue. L’ovulo espulso dall’ovaio, che non si è annidato nell’utero in quanto non fecondato, non partecipa affatto al volume e all’aspetto del sangue mestruale, in primo luogo perché è microscopico (seppure sia la cellula più grande nell’essere umano) e secondariamente perché, essendo cellula, non è vascolarizzata. Le alterazioni relative al flusso mestruale sono: amenorrea, arresto temporaneo della mestruazione, dismenorrea, mestruazione dolorosa, oligomenorrea, riduzione della frequenza della mestruazione, polimenorrea, eccessiva frequenza, ipomenorrea, diminuzione dell’entità del flusso o riduzione della durata della mestruazione, ipermenorrea, aumento dell’entità del flusso o della durata della mestruazione, menorragia, notevole aumento della quantità del flusso, metrorragia, perdita di sangue al di fuori del periodo mestruale. Al sangue mestruale, nei secoli, sono stati attribuiti poteri magici positivi (come base per i filtri d’amore) e negativi, al punto da essere considerato pericolosissimo avere rapporti sessuali durante il flusso. Qualsiasi diceria legata al ciclo mestruale o al mestruo non ha nessun valore scientifico e l’attività sessuale durante i giorni di flusso può essere tranquillamente praticata con le uniche precauzioni dettate dalle basilari regole d’igiene personale. → premestruale, sindrome. ¶ Dal lat. menstruus, mensile.


Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. Se l'uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. Se un uomo ha rapporto intimo con essa, l'immondezza di lei lo contamina: egli sarà immondo per sette giorni e ogni giaciglio sul quale si coricherà sarà immondo” (Levitico, 15:19-24)


METAGENDERISMO. Approccio spirtual-sessuale che predica un superamento della polarità maschio-femmina rifacendosi al paradigma buddista relativo all’uguaglianza dei sessi. → genderqueer. ¶ Coniato dal professore di studi indo-tibetani Burkhard Scherer.

 

 

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