XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

NAILING. Pratica sessuale, tipicamente usata nel CBT, consistente nel perforare i genitali esterni o le mammelle con aghi di largo diametro o chiodi. Il nailing è un edge play. → butterfly board, belonefilia. ¶ Ing.: inchiodatura.


NAMASERA. Vedi burusera.


NANOFILIA. Morfofilia nella quale si osserva un’attrazione sessuale selettiva nei confronti di persone di statura particolarmente bassa.


NARRATOFILIA. Tipo di acusticofilia in cui il focus dell’eccitazione è legato all’uso e/o all’ascolto di parole oscene e alla narrazione di racconti erotico-sessuali. La narratofilia è complementare alla iactitafilia.


NASOFILIA. Parzialismo relativo al naso, che può declinarsi in una fissazione per la forma, in fantasie di penetrazione delle narici o di modificazioni morfologiche (in gradimento del naso, rimpicciolimento, trasformazione in naso di animale, etc.).


Un uomo era fissato con la dimensione delle narici; pensava che se fossero state abbastanza grandi avrebbe potuto penetrarle. Egli disegnava e collezionava schizzi che illustravano il naso della sua donna ideale. Un giorno, mentre si trovava su un tram, l’uomo notò una giovane donna che aveva delle narici larghe. Infatuatosi all’istante, egli la seguì fino a casa e le chiese di sposarlo. La ragazza rifiutò ma lui per giorni si presentò sotto casa sua finché non fu denunciato e arrestato. (Hirschfeld, 1935)


NASOLINGUO. Atto sessuale consistente nel leccamento e nella suzione del naso. Sovente associato a parzialismo per il naso stesso (nasofilia).


La parte più attraente del suo volto è il naso [...] ma non era un elemento di attrazione per me fino a sei mesi fa. [...] Però mia moglie è un’originale feticista del naso. [...] Quando ci baciavamo, spesso lei scendeva con la testa e portava il suo naso contro le mie labbra in modo che glielo baciassi. Io però continuavo a baciarle le labbra e non avevo idea di ciò che volesse davvero. [...] Le ho chiesto cosa la eccitasse di più del feticismo del naso. Lei mi ha spiegato che voleva che le persone amassero e si godessero il suo naso e, cosa più importante, il suo muco. [...] Ho deciso di provare e ho leccato e succhiato il suo naso; è stata un’esperienza completamente differente per me ed è stato splendido. [...] A lei piace soffiarsi il naso nella mia bocca e a me piace. Il suo muco è un po’ salato ma chi se ne importa del sapore quando sono coinvolte emozioni di tale portata” (Link)


NASTRO BONDAGE. Prodotto dell’oggettistica sessuale adatto alle pratiche bondage, realizzato in vinile e in diversi colori. Esso aderisce solo a se stesso ma non alla pelle e agli abiti.


NATURA. Termine usato popolarmente per indicare gli organi genitali, in special modo quelli femminili. L’utilizzo del termine in tale senso figurato sta cadendo in disuso. 


Le antiche genti della penisola della Kamchatka (Russia orientale), ritenevano che il rapporto sessuale nella posizione del missionario, cioè con l’uomo sopra e la donna sotto, fosse peccaminoso e quindi proibito. La loro posizione preferita era quella a cucchiaio, cioè con entrambi i partner sul fianco, in modo da imitare l’aspetto e il comportamento dei pesci, che in effetti erano la loro principale fonte di sostentamento.


NEANIAFILIA. Cronofilia legata all’attrazione sessuale verso individui di giovane età. → pedofilia, ebefilia, efebofilia. ¶ Dal gr. neanias, giovane.


NECKING. Attività sessuale, in genere di tipo preliminare, realizzata baciando e accarezzando il collo. ¶ Dall’ing. neck, collo.


NECROFILIA. O tanatofilia. Attrazione sessuale per i cadaveri. La necrofilia si realizza, prima in fantasia poi in senso concreto, con la ricerca di un cadavere, sottraendo il corpo o parte di esso dal luogo in cui viene conservato, avendo rapporti sessuali con il corpo del defunto (necroclisi), amputandolo o sfregiandolo (necrosadismo) e in alcuni casi mangiando parti di esso (necrofagia); in quest’ultima eventualità, se il cadavere non ha raggiunto un certo grado di putrefazione, si pone il problema di distinguere la necrofagia dal antropofagofilia. In diversi casi il necrofilo organizzerà la propria vita in modo da realizzare con maggiore facilità ciò che è rappresentato nella sua fantasia, quindi potrebbe cercare un impiego che gli possa consentire di avere rapporti sessuali con i morti senza il bisogno di penetrare illegalmente nei cimiteri; ad esempio cercando di farsi assumere in un obitorio o in un’agenzia di pompe funebri. Il soggetto necrofilo è generalmente una persona con scarsa autostima, con relazioni sociali limitate, timoroso della morte (timore trasformato reattivamente in attrazione) in cerca principalmente di un partner che non possa rifiutarlo e che non sappia opporre resistenza. Si tratta di soggetti con scarse capacità relazionali; probabilmente hanno provato alcune volte a creare una relazione affettiva con una persona ma hanno sempre fallito. Il cadavere offre al necrofilo un modello di relazione paradossalmente ideale, poiché il morto tiene compagnia con la propria presenza ma, ovviamente, non è mai un partner problematico. Molti di coloro che sono diventati necrofili mostravano, tempo prima degli eventi criminosi, una netta tendenza alla somnofilia, il che sottolinea come la loro preferenza andasse comunque sempre verso soggetti passivi e immobili. Per comprendere il fenomeno è basilare capire che, se per un osservatore esterno il necrofilo fa sesso con un cadavere, per il necrofilo la propria attività sessuale è attuata con una persona morta: in effetti ciò che il necrofilo non pare comprende pienamente e che egli sta violando un corpo morto e non una persona. In qualche modo il cadavere, per il necrofilo, mantiene ancora in nuce qualcosa del vivente, anche se il cadavere non è animato può generare una relazione benché essa non produca più effetti visibili. In alcuni casi la necrofilia si sviluppa in seguito alla morte di una persona amata la cui dipartita non viene accettata dal soggetto che non crede di poter istaurare nessun’altra relazione significativa e quindi tenta il recupero del cadavere e della relazione ormai perduta; in quest’ultimo caso si pone il problema di definire tale comportamento una parafilia in quanto l’attrazione per il cadavere non è su base sessuale ma si regge su motivazioni affettive, seppure con connotazioni psicotiche. ¶ Dal gr. nekros, morto. Termine coniato dal dott. Guislan nel 1860.


N.C. è un 43enne caucasico che arrivò, da giovane, negli Stati Uniti d’America dall’Italia. Ha fatto le scuole primarie. Quando aveva solo 11 anni lavorava a Milano come becchino. Si eccitava per la vista di cadaveri di giovani donne e si masturbava mentre le toccava. Successivamente iniziò a introdurre il pene nella vagina delle donne morte. Appena arrivato in America, ottenne lavoro in un obitorio come pulitore di cadaveri. Fece sesso con essi sia quando quelli erano già nelle bare che sul tavolo di lavaggio; baciava i seni e la vulva dei cadaveri femminili. Lui stesso stimò di aver fatto sesso con centinaia di corpi di donna. Riuscì a stare sempre vicino ai morti facendo frequenti visite in aziende di pompe funebri e ricoprendo il ruolo di parente inconsolabile prezzolato: a notte fonda tornava al cimitero o nelle aziende per possedere sessualmente i corpi. (De River in Masters e Lea, 1963)


Nelle sue Storie, Erodoto racconta che gli antichi egizi, per scoraggiare i rapporti sessuali fra imbalsamatori e cadaveri di belle donne, lasciavano che le salme si decomponessero per almeno tre o quattro giorni prima di affidarle alle cure di quelli.


NECROSADISMO. Parafilia psicopatologica nella quale un individuo è compulsivamente spinto a mutilare, sfregiare o sventrare un cadavere ottenendo da ciò piacere sessuale. La natura sadica di questa forma di necrofilia è peculiare e si distingue dal comune atto sadico che mira a sollecitare paura, dolore e sofferenza in una vittima. Ovviamente il cadavere non può offrire al necrosadico un tale ventaglio di risposte emotive, tuttavia il soggetto non percepisce psicologicamente il cadavere come un oggetto inanimato ma come una persona non-viva, il che comporta una differenza sostanziale. L’atto sadico sul cadavere è tanto più forte per il necrosadico per il fatto che il morto è ancora percepito come persona e quindi mantiene, nella mente del parafilico, parte delle qualità del vivente. ¶ Dal gr. nekros, morto. Termine coniato da dott. Epaulard nel 1901.


Masters e Lea (1963) citano il caso di una donna che, in diverse occasioni, penetrò nella cripta di famiglia e mangiò il pene del marito, del figlio e del fratello defunto.


NECROZOOFILIA. O necrobestialismo. Parafilia in cui il piacere sessuale è ottenuto tramite rapporti sessuali o manipolazioni investite eroticamente su animali deceduti. In genere la necrozoofilia non si mantiene per tutto il corso della vita ma si evolve in necrofilia, quindi il rapporto con l’animale è preparatorio a fantasie e atti che saranno poi rivolti verso esseri umani. ¶ Dal gr. nekros, morto + zoion, animale.


NEGATIVISMO SESSUALE. Mancanza d’interesse sessuale che potrebbe derivare da un deficit ormonale. ¶ Loc. coniata dal sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld (1868-1935).


NEG. Abbr. di (osservazione) Negativa. Frase pungente o appunto negativo (ma non un insulto) compiuto da un uomo nei confronti di una bella donna, al fine di mostrarle di non essere soggiogati dalla sua bellezza e quindi, indirettamente, per attirare la sua attenzione. La seduction community, all’interno della quale è nato l’uso dell’abbreviazione, consiglia un uso ponderato di NEG, poiché troppe osservazioni negative irritano e vengono recepite come indicatori di disinteresse (vedi IOI).


NEGOZIAZIONE. Uno dei punti cardine della scena BDSM. Essa è la pratica, precedente ad ogni rapporto o gioco sessuale, con la quale i partner comunicano con sincerità e rispetto i propri limiti, le proprie fantasie sessuali e i propri desideri, in modo che l’attività seguente non vada ad infrangere i principi basilari SSC. → limite.


“Ci chiediamo l’un l’altra: Di cosa abbiamo bisogno di discutere? C’è qualsiasi cosa che tu vorresti mettere apposto? Vuoi continuare? Noi non abbiamo regole rigidamente formali, ma le regole basilari sono esclusività, monogamia, franchezza e dialogo. Ci diamo il permesso di descrivere ciò che vogliamo, come vogliamo ottenerlo, le nostre aspettative e i nostri possibili limiti” (Gates, 2000)


NEOGAMALGIA. Dolore fisico che si può provare durante il primo rapporto sessuale, con la perdita della verginità. ¶ Dal gr. neos, nuovo + gamos, nozze + algos, dolore.


NEOLAGNIA. Primi fenomeni di desiderio sessuale durante la pubertà. ¶ Dal gr. neos, nuovo + -lagnia, voluttà.


Il legame sessuale dovrebbe essere riservato esclusivamente alla moglie e al marito. Ogni altra cosa è una perversione. [...] Masturbarsi non fa che coltivare la brama di sensazioni che differiscono da quelle generate dal coito. Come la masturbazione possa essere distruttiva per le relazioni eterosessuali varierà da persona a persona. Anche nel caso meno grave, tuttavia, sembra inevitabile che masturbarsi quando si è single, impoverisca il futuro di una persona dalla gioia e dall’apprezzamento dell’unicità delle relazioni eterosessuali. Non è raro per la gente trovarsi così dipendente dal sesso solitario che essi realmente lo preferiscono alle relazioni eterosessuali. [...] La masturbazione non solo depersonalizza il sesso, essa depersonalizza chi si masturba. [...] Masturbarsi adesso, per affrontare il momento difficile finché Dio non ti avrà dato un partner sessuale, è come prendere delle droghe per diminuire il dolore della solitudine. Quando trovi qualcuno la solitudine può svanire ma il desiderio della droga rimarrà. Anche se eroicamente interrompi il vizio, è probabile che per il resto della tua vita sarai perseguitato dall’occasionale desiderio di quelle uniche sensazioni che la droga produce. Ovviamente, più ti sei concesso di diventare dipendente, più la cosa ti perseguiterà nella vita. La masturbazione è così” (Link)


NEOPENE. O neofallo. Organo sessuale maschile costruito tramite operazione chirurgica, nell’ambito della terapia di rassegnazione sessuale gino-androide (da femmina a maschio). Il neopene in genere si realizza tramite metoidioplastica, ovvero riposizionamento del clitoride (ingrandito con terapia androgenica), tramite liberazione dalla pelle sovrastante, trazione in avanti e rimodellamento. Il neopene ha una lunghezza ben inferiore alla media (al massimo 6-7 cm), può erigersi e la minzione si realizza attraverso esso, però non può avvenire eiaculazione, poiché non è possibile l’innesto di organi genitali interni.


NEOTEROFILIA. Sin. di efebofilia. ¶ Dal gr. neoteros, più giovane.


NEOVAGINA. Organo sessuale femminile costruito tramite operazione chirurgica, nell’ambito della terapia di rassegnazione sessuale andro-ginoide (da femmina a maschio). L’intervento si realizza fondamentalmente in due fasi, l’emasculazione, cioè l’asportazione dei genitali maschili, e quindi la creazione della neovagina. L'accesso perinale consente la creazione di uno spazio sufficientemente profondo per ospitare la neovagina. La procedura quindi precede l’eliminazione del pene e dei testicoli, salvaguardando il tessuto epidermico del membro virile e lo scroto che saranno utilizzati per creare l’ostio vaginale e il tessuto interno della vagina; lo scroto generalmente viene anche utilizzato per la creazione della grandi labbra. I risultati estetici e funzionali, allo stato attuale delle competenze medico-chirurgiche, sono di livello superiore rispetto alla creazione del neopene.


NEPIOCNISI. Pratica di abuso sessuale su minore realizzata tramite la stimolazione dei genitali dell’infante, il più delle volte praticata da soggetti femminili con la finalità manifesta di placare il pianto del bambino o indurlo al sonno. ¶ Dal gr. nepous, figlio + knizo, solleticare.


Vi è un’aneddotica abbastanza ricca circa la masturbazione praticata ai bambini da coloro che se ne devono prendere cura (tate, madri, padri, etc.). L’atto è spesso compiuto con l’intento di interrompere il pianto del bambino o per calmarne l’agitazione, anche se appare evidente che il caregiver, cioè chi se ne prende cura, tragga dalla cosa un certo piacere sessuale. (Edwardes e Masters, 1977)

 

 

 

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