XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

PACCO. Gergalmente, la protuberanza formata dai genitali esterni maschili quando contenuti in indumenti aderenti. In ing. il termine è reso con la loc. moose knuckle (nocca d’alce). → camel toe.


PACKING. Pratica, diffusa in alcune subculture omosessuali femminili (soprattutto leather), di indossare falli finti sotto l’intimo. ¶ Dall’ing. (to) pack, impacchettare.


PADRONA. Sin. di Mistress, sovente usato al di fuori dell’ambito BDSM anche in senso scherzoso.


PAGGISMO. O pagismo. 1) Forma di legame amoroso non sessuale con tratti masochistici in cui l’uomo bramerà servire la donna in ogni suo desiderio, e non senza servilismo, come si dice facessero i paggi con le dame. 2) Attrazione della donna verso maschi molto più giovani di lei. → cougar. ¶ Dall’antico fr. page, forse dal gr. paidon, bambino.


PAIN GAME. Gioco sessuale caratterizzato da attività che procurano dolore fisico. ¶ Dall’ing. pain, dolore + game, gioco.


PAINFUL BONDAGE. Forma di bondage la cui finalità non è tanto la restrizione dei movimenti quanto il dolore procurato da alcune posizioni con le quali sono fermati gli arti. È un tipo di bondage pericoloso che può procurare danni al sistema muscolare e scheletrico. ¶ Ing.: bondage doloroso.


PAIZOFILIA. Proclività a trovare particolarmente od unicamente piacevoli i preliminari e le attività sessuali disimpegnate, il che spesso implica la tendenza ad evitare il coito. La paizofilia è una parafilia sollecitativo-seduttiva, tipica di soggetti istrionici che esauriscono il loro desiderio nella dimensione seduttiva senza intenzione di imbarcarsi in seri rapporti affettivi o in rapporti sessuali rispetto ai quali si percepiscono inconsciamente inadeguati. ¶ Dal gr. paizo, giocare, divertirsi.


PALETTA. Strumento per attività sadomasochistiche, dall’aspetto di una corta pagaia con manico ed estremità piatta e allungata. È generalmente usato per assestare colpi sulle natiche. L’utilizzo della paletta richiede molta attenzione: un colpo eccessivamente forte può causare lesioni ed ematomi.


Dopo alcuni discorsi crudi e irrispettosi di mio marito a casa dei miei questo weekend, sto pianificando di acquistare una paletta per la sua correzione. L’ho messo sulle mie ginocchia diverse volte in questi ultimi anni e gli ho dato delle belle sculacciate vecchio stile. Gli tiro giù i pantaloni e copro di vesciche il suo fondoschiena usando la mano o anche una spazzola per capelli. Nonostante questo, ha la brutta abitudine di sparlare quando ne beve uno di troppo oppure pensa che i nostri amici e la nostra famiglia necessitino di beneficiare della sua opinione. È tempo che lo porti al livello successivo. Lui ha bisogno di avere il suo sedere rosso come il fuoco dopo questo incidente...” (Link)


PALLA. Sin. gerg. di testicolo; più spesso al plurale, palle o balle.


PALLE BLU. Vedi congestione pelvica.


PALLINE ANALI. Anche palline thailandesi o anal beads (ing. perle anali). Sfere di plastica, o altro materiale, poste in posizione equidistante su una piccola corda resistente, o su un’asta semirigida, come perle che compongono una collana. Le palline anali sono inserite nel retto e rimosse da esso tirando la corda o l’asta in modo che lo sfintere anale si dilati e si restringa più volte procurando quindi piacere. Variando la velocità d’estrazione si ottiene un’ampia gamma di sensazioni. Esistono diversi tipi di palline anali di diametro più o meno ampio poste sulla corda in numero variabile, in genere da tre a otto con dimensione scalare.


Ho avuto la mia prima esperienza con il sesso anale circa tre settimane fa. Ero molto nervosa per la cosa ma mio marito è stato molto delicato e si è preso parecchio tempo per fare in modo che fossi pronta. Per alcune settimane prima abbiamo sperimentato insieme. La maggior parte delle volte facevamo a turno inserendo le nostre dita nel corpo dell’altro e gradualmente abbiamo progredito finché lui ha inserito delle palline anali dentro me. La prima volta che ho usato le palline anali ho avuto un orgasmo fenomenale” (Link


PALLINE VAGINALI. Anche palline cinesi, palline della geisha, rin-no-tama, sfere burmesi o pommes d’amour. Prodotto dell’oggettistica sessuale costruito in varie fogge ma essenzialmente composto da sfere costruite in diversi materiali e dimensioni adatte per essere inserite nella vagina. Generalmente si tratta di due sfere cave del diametro di circa 3 cm unite da una cordicella, all’interno delle sfere si trova un’altra sfera più piccola di metallo. L’utilizzo prevede l’inserimento in vagina delle palline e quindi l’estrazione: il piacere fisico deriva dall’oscillazione della sferetta di metallo contenuta nelle palline e dalla dilatazione dell’ostio vaginale nel momento dell’inserimento e dell’estrazione.


Ho usato ste palline cinesi una o due volte con due donne diverse. Non mi hanno entusiasmato, neanche loro si sono più di tanto entusiasmate. Infili ste due palline... sì, ok, sono un po’ larghe quindi dilatano la vagina, ma comunque le inserisci tenendole per il filo che le unisce. E poi? Tiri un po’ avanti, un po’ indietro... Sì, la cosa magari bella è che stai lì a trafficare con la figa della tua ragazza ma, insomma... Penso che queste palline funzionino bene con delle donne che non le hanno mai usate, la cosa potrebbe piacere per la novità; a chi non ha mai usato nessun oggetto può sembrare di fare una cosa originale, che può essere il valore aggiunto. In caso contrario è noioso, meglio altri oggetti” (t.r.a.)


PANEUNIA. Promiscuità sessuale. ¶ Dal gr. pan, tutti + eune, letto.


PANICO OMOSESSUALE ACUTO. Anche disturbo di Kempf. Stato psicotico temporaneo osservato in alcune persone che reagiscono con deliri ed allucinazioni alla vicinanza con persone del proprio stesso sesso, le quali verranno accusate di proposte o atti omosessuali. Tale episodio psicotico breve può esitare anche in una reazione violenta e il più delle volte risulta essere una reazione abnorme a situazioni di vita in comune con membri del medesimo sesso, soprattutto se ciò avviene in ambienti coatti. ¶ Descritto dallo psichiatra Edward J. Kempf nel 1920.    

 

PANMIXIA. Modello riproduttivo adottato da un gruppo sociale che non riconosce restrizioni fra i propri membri, cioè per il quale ogni individuo, indifferentemente da fattori fisici, sociali ed ereditari, è un potenziale partner; ne deriva che i partners potenziali hanno tutti un’uguale probabilità di essere selezionati. ¶ Dal gr. pan, tutto + mixis, mescolanza, accoppiamento.


PANROMANTICO. Nell’ambito dell’asessualità, chi prova attrazione romantica non sessuale per alcune persone, senza tener conto del genere o dell’indirizzo sessuale di esse.


PANSESSUALISMO. Interpretazione della vita psicologica come dominata dall’istinto sessuale; ogni attività pratica, così come i sentimenti, dipenderebbero da esso e anche i sentimenti non palesemente sessuali (morali, religiosi, etc.) sarebbero da considerarsi sublimazione dell’istinto sessuale. La psicoanalisi freudiana è stata tacciata di pansessualismo proprio per la marcata attribuzione sul piano psichico della libido. ¶ Dal gr. pan, tutto.


PANSESSUALITÀ. Anche omnisessualità o panerotismo. Orientamento sessuale caratterizzato da indifferenza per il genere sessuale dei potenziali partner nonché per l’identità sessuale degli stessi; quindi, a differenza della bisessualità nella quale la scelta cade su soggetti maschili o femminili, la pansessualità supera questa basilare dicotomia e accetta ogni soggetto come possibile partner, garantito che esso abbia comunque superato la maggior età. ¶ Dal gr. pan, tutti.


PANTAGAMIA. Forma di matrimonio, tipico di alcune comunità settarie, in cui ogni donna è sposata ad ogni uomo ed ogni uomo ad ogni donna. ¶ Dal gr. pan, tutti + gameo, sposare.


PANTERA. Donna procace caratterizzata da una sessualità aggressiva; sovente all’accr. panterona, in tono per lo più scherzoso.


PANTY. Anche al plurale, panties. Tipo di pornografia feticistica che mostra immagini o video di donne che indossano gli slip, il perizoma o altro abbigliamento intimo. ¶ Ing.: mutande.


PANTYHOSE. Categoria di video e foto erotico-pornografiche in cui le protagoniste sono donne, o più raramente uomini, che indossano le calze collant. Si tratta ovviamente di media destinati ai feticisti di tale capo d’abbigliamento. ¶ Ing.: collant.


PANTY TRAINING. Attività sessuale di tipo sadomasochistico nella quale ad un maschio sottomesso viene imposto d’indossare biancheria intima femminile a fine di umiliazione o come gioco di travestitismo. ¶ Ing.: addestramento allo slip femminile.


Io e mia moglie eravamo soliti sculacciarci, come preliminare, fin dai tempi del fidanzamento. [...] Questo da più di venti anni, e io mi sono inesorabilmente mosso verso il riconoscimento di un bisogno che, la prima volta, ho capito di avere in gioventù... sculacciate date per disciplinarmi ed educarmi. Lei l’ha fatto in rare occasioni ma ci sono problemi rispetto al mio suggerimento di indossare degli ‘slip di obbedienza’ quando non sono in sua compagnia (per un viaggio di lavoro o mentre lei è via) o come aggiunta ad altre attività di correzione (in genere spanking OTK) [vedi spanking] in modo che il mio comportamento ne possa beneficiare. Penso che sarebbe un memento onnipresente a comportarmi bene, così come un modo per lei di rinforzare il suo ruolo di disciplinante e ‘consigliere comportamentale’ anche quando non siamo insieme” (Link)


PAPAVERINA. Alcaloide dell’oppio utilizzato principalmente come rilassante muscolare ed occasionalmente come farmaco nel trattamento del deficit erettivo; per esso viene sfruttata la capacità vasodilatatoria della sostanza che, iniettata nel pene con un ago sottile dallo stesso paziente prima di un rapporto sessuale, induce un’erezione entro 10-30 minuti dilatando i vasi sanguigni che irrorano i corpi cavernosi, i quali si gonfieranno per l’afflusso ematico. Non è raro, tuttavia, che la papaverina dia problemi di priapismo. L’alcaloide, proprio per i suoi effetti, viene utilizzato nel test alla papaverina, uno strumento diagnostico mirato ad escludere che il deficit erettivo sia dovuto a lesioni vascolari significative; tramite l’iniezione di papaverina nel pene, se si ottiene una risposta erettiva, si può escludere una grave deficienza arteriosa o venosa per cui è più probabile che l’eziologia del deficit sia psicologica. → prostaglandine E1, inibitore PDE5.


Prendete 20 larve di vespa e piazzatele in una coppa di liquore dolce da bere a mezzogiorno. Il tonico ha effetto per dieci incontri sessuali. (manoscritti medici Mawangdui, III-II sec. a.C.)


PAPILLOMA GENITALE. Anche condiloma acuminato, verruca genitale o cresta di gallo. Escrescenza carnosa non dolente situata in zona genitale e/o perianale, manifestazione di infezione da Human PapillomaVirus (HPV), trasmissibile per via sessuale, altamente contagioso e autoinoculabile. La trasmissione del virus avviene per contatto epidermico e l’inoculazione è facilitata dallo sfregamento delle mucose durante la penetrazione; l’utilizzo del preservativo aiuta a limitare il contatto ma può non evitare del tutto la possibilità di contagio. Non tutti i soggetti infettati sviluppano i condilomi ma tutti possono trasmettere l’infezione: la pericolosità del papilloma genitale è relativa al fatto che alcuni ceppi virali del HPV tendono ad evolvere in tumori maligni a carico soprattutto della cervice uterina e dell’ano. Nelle donne, i papillomi sono localizzati con più frequenza nella parte posteriore dell’accesso vaginale e sulle labbra vulvari. Nei maschi non circoncisi la zona prepuziale è quella più colpita dall’infezione. La rimozione dei condilomi, che sono veri e propri tumori benigni, avviene tramite l’uso di diverse sostanze chimiche che bloccano la duplicazione delle cellule, o con rimozione dei condilomi tramite azoto o altre procedure chirurgiche. Recentemente è stata introdotto per le giovani un vaccino preventivo, non terapeutico, che immunizza dal virus ma che non ha alcun effetto se il contagio è già avvenuto, per questo la vaccinazione deve essere praticata prima dell’inizio di ogni attività sessuale condivisa.


PAPPA. Sin. gerg. di protettore, sfruttatore di prostitute; anche all’accr. pappone. ¶ Dal “pappare”, a sottolineare il fatto che lo sfruttatore mangia sul lavoro compiuto da altri.


PAPULE PERLACEE DEL GLANDE. Anche papilloma irsutoide del glande, hirsutiae coronae glandis o hirsuties papillaris genitalis. Fenomeno fisiologico senza nessun potenziale maligno, caratterizzato dalla presenza di tante file di piccole escrescenze carnose situate sulla corona del glande o vicino ad essa; in pratica le normali papule della corona del glande risultano più evidenti del solito. Non si tratta del segno di alcuna malattia e le papule, asintomatiche, diventano gradualmente meno evidenti con l'avanzare dell'età. Raramente una condizione simile è riscontrabile nella donna adolescente che può presentare a livello della pseudomucosa vulvare un disegno regolare di piccole papule che ad un occhio inesperto possono apparire simili al papilloma genitale.


PARACHUTE. Dispositivo utilizzato principalmente nelle pratiche di ball torture. Prodotto in pelle o plastica, il parachute è un piccolo collare di forma conica attraverso il quale viene fatto passare lo scroto che ne rimarrà in qualche modo leggermente strangolato. Sui bordi del dispositivo pendono delle catenelle legate insieme da un anello di maggiori dimensioni e a queste catenelle possono essere vincolati dei pesi che creano una tensione alla zona scrotale. Il dispositivo va utilizzato con accortezza, soprattutto riguardo alla scelta dei pesi da agganciare ad esso poiché è possibile che ne risultino traumi allo scroto e ai testicoli. ¶ Ing.: paracadute.


PARAFALLO. Raro sin. di fallo artificiale.


PARAFILIA. Variante nel comportamento sessuale, un tempo usato come sin. di deviazione o perversione sessuale. Etimologicamente, parafilia significa “amore per ciò che sta a fianco”, cioè per cose o situazioni comunemente ritenute secondarie rispetto ad un supposto nucleo sessuale fondante e normale. In maniera specifica, con parafilia s’intende un ricorrente e intenso impulso sessuale caratterizzato da elettività per mezzi e fini legati a fantasie e/o atti sessuali riguardanti situazioni, oggetti e attività ritenute per lo più inusuali, secondo un parametro di comportamento sessuale normale misurato rispetto al comportamento medio della popolazione in una data società. Ne deriva che la parafilia è una deviazione da una norma non definibile come assoluta bensì relativa al tempo e al luogo in cui viene definita. Di fatto le parafilie devono la loro peculiarità, più che all’inusualità dell’oggetto o dell’atto che diviene elemento erotico, all’elettività dello stesso, cioè alla necessità della sua presenza in fantasia o nella realtà come strumento di eccitazione o soddisfacimento sessuale. Questo stato di necessità potrebbe impoverire la vita sessuale del parafilico che diverebbe ossessivamente legato a un nucleo erotico coatto. Va tuttavia precisato che queste possono essere le considerazioni di un osservatore esterno a una data parafilia mentre il parafilico può giudicare la propria condotta sessuale come pienamente gratificante e non coatta. La psicosessuologia pone un accento particolare sul valore compulsivo dell’atto parafilico: secondo quest’ottica per parlare di parafilia non basterebbe la presenza di fantasie ma occorre che queste vengano tradotte in atti e che tali atti siano assolutamente elettivi e necessari per raggiungere il piacere; le fantasie sessuali parafiliche, quindi, sarebbero definite semplicemente idiosincrasie, ovvero proclività verso modalità sessuali inusuali che non compromettono la capacità di godere di forme di sesso diverse da quelle frequentemente fantasticate. Dato il carattere nascosto delle parafilie per la reticenza a discuterne o l’egosintonicità delle stesse, è difficile indicare stime precise e diffusione nella popolazione. Si ritiene che esse siano una prerogativa quasi del tutto maschile, soprattutto relativamente ai comportamenti feticistici, mentre solo il masochismo presenterebbe un rapporto donna-uomo un po’ più significativo. Nonostante ciò è lecito supporre che tali dati siano imprecisi. Grazie all’anonimato che può garantire, internet ha messo in luce che moltissime donne condividono variazioni sessuali un tempo ritenute appannaggio del solo genere maschile; non si tratterebbe di mera curiosità sessuale che internet soddisfa con la sua infinita offerta pornografica, bensì le donne dimostrerebbero di ricercare attivamente materiale e media a tema sessuale nel quale potersi soggettivamente riconoscere, del quale si ama fruire e che finirebbero più o meno direttamente ad implementare. È evidente, ad esempio, che il successo della webcam girl (vedi webcam) come nuova figura lavorativa non ha solamente a che fare con le difficoltà economiche e la comodità di un lavoro autonomo da svolgersi a domicilio, ma è indubbiamente connesso con una proclività alla seduttività esibizionistica e una tendenza alla sessualità di tipo impersonale fino a pochi anni fa attribuita per tradizione all’uomo. Secondo il modello psicodinamico, al centro dello sviluppo delle parafilie vi sarebbe un processo di regressione sessuale, cioè il ritiro della libido da un livello psichico più evoluto ad uno più primitivo. La regressione si caratterizza per il ripristino dei rapporti d’amore (oggettuali) una volta importanti e per le espressioni più infantili della dipendenza. Così, mentre parti dell’energia istintuale avanzano come accade sul piano organico, altre parti di essa rimangono indietro, legate a oggetti e scopi precedenti, dando vita a punti di fissazione, per l’appunto le parafilie. La regressione sessuale può riguardare l’oggetto (persona o cosa), lo scopo e il modo in cui lo scopo si attua e può essere causata da diversi tipi di trauma psicologico, da un’eccessiva gratificazione o da una frustrazione avvenuta a vari livelli evolutivi, così come essere conscia o inconsapevole. In conseguenza alla regressione, l’individuo, bloccato in una fase psicosessuale immatura, è impedito nello sviluppare un amore oggettuale maturo e tenderà a parzializzare l’oggetto d’amore così come fa il bambino, cioè tenderà a fissare il desiderio sessuale su elementi parziali di esso o cose che lo rappresentano, così come a centralizzare il piacere legato a determinate parti del proprio corpo e la loro relativa funzione. Il DSM IV-TR elenca otto parafilie ben note e accettate in ambito clinico (esibizionismo, feticismo, frotteurismo, pedofilia, masochismo sessuale, sadismo sessuale, travestofilia, voyeurismo) ed elenca altre parafilie, definite atipiche, per le quali non vengono però stabiliti i criteri diagnostici (scatologia telefonica, necrofilia, parzialismo, zoofilia, coprofilia, clismafilia e urofilia); tutte le ulteriori parafilie non sarebbero altro che una variazione di queste. Il sessuologo John W. Money (1921-2006) propose la suddivisione delle parafilie in sei macrogruppi, ognuno dei quali rappresenterebbe una variazione nella “mappa dell’amore” che ogni individuo elabora in sé a partire dalle precoci esperienze sessualizzate; nelle parafilie la distorsione della mappa interna verrebbe trasformata in una vittoria della pulsione. Parafilie di tipo feticistico-talismanico: in tali parafilie i desideri sessuali ritenuti peccaminosi possono essere integrati nel soggetto a patto che un simbolo, una parte del corpo (parzialismo), un feticcio-talismano (feticismo) sostituiscano in qualche modo la vera persona oggetto d’amore, in quanto il desiderio per essa contaminerebbe la sua purezza. Fra le parafilie di questo tipo: cateterofilia, coprofilia, ifefilia, clismafilia, misofilia, olfattofilia, travestofilia, urofilia. Parafilie di tipo sacrificale-espiatorio: gruppo caratterizzato dalla necessità di riparazione o espiazione per il senso di colpa legato al desiderio sessuale che può realizzarsi tramite un sacrificio o attraverso il dolore. La variazione sessuale più caratteristica di questo gruppo è il masochismo al cui estremo si pongono i casi di suicidio in atti sessuali (autoassassinofilia o anche morte accidentale per asfissia autoerotica). Il sacrificio sadomasochistico può presentarsi a varie gradazioni, solo raramente con esito letale. Fra le parafilie di questo tipo: asfissiofilia, autassassinofilia, erotofonofilia, sinforofilia. Parafilie di tipo sollecitativo-seduttivo: caratterizzate dalla sostituzione della copula con pratiche caratteristiche della fase preliminare. La massima eccitazione è quindi legata ad attività dialogiche (scatofilia telefonica, coprolalofilia), visive (voyeurismo) o di leggera stimolazione fisica senza però mai sentire il bisogno di avere rapporti completi (paizofilia). Il soggetto con questo tipo di variazioni mantiene la sua fantasia sessuale in una dimensione di non peccaminosità completa che invece si concretizzerebbe con la penetrazione.Fra le parafilie di questo tipo:autoagonismofilia, esibizionismo, frotteurismo, mixoscopia, narratofilia, peodeictofilia, pictofilia, scopofilia, telefonicofilia. Parafilie di tipo stigmatico-elettivo: gruppo di variazioni tipiche di un soggetto che è attratto da una persona che presenta delle caratteristiche fisiche o sociali tali da porla in una condizione di handicap, inferiorità o disparità, soprattutto rispetto a colui che ne è attratto. L’inferiorità può anche essere presunta soprattutto nel caso di minoranze etniche o religiose, il più delle volte però l’elemento di stigma riguarda una menomazione fisica o la differenza d’età. Acrotomofilia, adolescentilismo, apotemnofilia, autonepiofilia, cronofilia, efebofilia, formicofilia, ginemimetofilia, infantilismo, morfofilia, necrofilia, nepiofilia, pedofilia, zoofilia sono quindi parafilie di tipo stigmatico-elettivo, così come altre nelle quali la scelta del soggetto di attrazione è vincolata al fatto che una determinata caratteristica di quello permette a colui che prova attrazione di esercitare su di esso un condizionamento ed un’influenza che esaltano il suo senso di autostima. Il difetto, lo stigma sociale o fisico dell’amato rappresentano un limite che crea minore appetibilità sociale e permettono di godere di un maggior senso di sicurezza relativo alla fedeltà del partner. Parafilie di tipo mercenario-venale: gruppo di parafilie in cui il sesso deve essere mercanteggiato, barattato, acquistato o pagato affinché il senso di colpa legato ai desideri sessuali venga attenuato, infatti, se le fantasie venissero agite in maniera diretta senza mediazione economica, la colpa renderebbe impossibile il contatto sessuale con il soggetto mira dei desideri. È come se il denaro contaminasse le persone e i desideri sessuali ad esse connessi, sicché le pulsioni possono essere agite senza che l’idealizzazione ne venga compromessa (→ complesso di Agar-Sara). La crematistofilia è la parafilia tipica del gruppo mercenario-venale. Parafilie di tipo predatorio: variazioni parafiliche le quali prevedono che il partner mira della pulsioni sia rapito, coercizzato, assalito, rendendolo così una persona senza onore e sottomessa, in quanto un soggetto onorevole e decente non potrebbe essere investito delle fantasie e delle pulsioni sessuali senza che ciò scateni terribili sensi di colpa o ingestibili percezioni d’inadeguatezza; questo gruppo di parafilie è tipico degli stupratori. Fra le parafilie predatorie si elecano: biastofilia, ibristofilia, cleptofilia, somnofilia, raptofilia, sadismo. Da un punto di vista eziologico le parafilie tendono a svilupparsi precocemente nella vita del soggetto, sia nella fase infantile che per apprendimenti successivi relativi alle prime esperienze sessuali; oltre a ciò non vanno escluse predisposizioni biologiche. Qualsiasi fantasia sessuale tende alla sua realizzazione in maniera più o meno esplicita, più o meno camuffata. Il termine parafilia, che si auspica venga sostituito da quello di variazione sessuale, più consono e meno giudicante, è da considerarsi disturbo psicologico solo se provoca un evidente stato di disagio psichico e sociale o, pur risultando in un comportamento egosintonico, presuppone la sopraffazione e la violenza su una persona non consenziente. Soprattutto nel caso in cui la componente parafilica sia esclusiva nella vita sessuale dell’individuo, può accadere che i partner possano stancarsi e minacciare l’abbandono; è dunque questo il caso più comune in cui un soggetto fa ricorso alla terapia per gestire od eliminare una parafilia. La terapia diventa tanto più utile in caso di parafilie che si configurano come minaccia sociale. Il trattamento terapeutico è condotto in maniera multimodale, sia attraverso tecniche psicologiche che farmacologiche. A livello psicoterapeutico si cerca di aumentare il livello di empatia nei confronti dell’altro (il partner o la potenziale vittima), e a fare in modo che il paziente sviluppi un’abilità di autogestione del sintomo in modo da evitare ricadute, ovvero il parafilico apprende ad affrontare la compulsione all’atto non funzionale. All’uopo vengono utilizzate tecniche comportamentali quali terapia avversiva, desensibilizzazione sistematica, ricondizionamento orgasmico, terapia della vergogna, soppressione, etc. A livello farmacologico vengono utilizzati antiandrogeni, antidepressivi SSRI (inibitori della ricaptazione della serotonina: fluoxetina, fluvoxamina, sertralina) anche in associazione a psicostimolanti come il metilfenidato, nonché antagonisti dell’ormone rilasciante l’ormone luteinizzante (LHRH) che portano ad un calo nella produzione di testosterone. L’associazione di terapia psicologica e farmacologica porta maggiori benefici rispetto all’uso alternativo dell’una o dell’altra, così come i trattamenti operati al di fuori delle istituzioni (ospedali o prigioni) ottengono migliori risultati di quelli operati all’interno di esse, questo sicuramente a causa della motivazione del paziente che non è affatto solida e stabile all’interno di un percorso obbligato. Nel complesso è difficile e molto poco saggio affermare che esista un sesso normale e un sesso deviato, ed è assai improbabile trovare una persona che non abbia le proprie specifiche variazioni sessuali. Nel momento in cui un soggetto con le proprie particolarissime preferenze non vive con disagio i propri atti sessuali, non ha ripercussioni sulla sua vita sociale e non coercizza il partner ad azioni a quest’ultimo sgradite (anzi vi è piena consensualità verso una data attività sessuale) non è il caso di parlare di deviazione o perversione sessuale, con l’accezione patologica che tali termini implicano. Da tempo la psicologia ritiene che vi sia praticamente un solo parametro sempre valido per definire il sesso patologico e pericoloso: la non consensualità e la violenza. Le vere perversioni, o quelle che così andrebbero definite, sono quindi solo quei comportamenti sessuali che vengono imposti con violenza, bypassando completamente il valore della libera consensualità per coercizzare il prossimo alla propria dimensione mentale e al proprio desiderio. ¶ Coniato dallo psicanalista Wilhelm Stekel (1868-1940) nel 1922; dal gr. para, prossimo, vicino a + philia, amore, attrazione.


Un uomo riusciva a raggiungere l’orgasmo seguendo delle donne che indossavano scarpe che scricchiolavano. Il fenomeno derivava da un condizionamento avvenuto quando l’uomo aveva 17 anni, periodo in cui questi, mentre faceva sesso con la propria partner sulle scale di casa, sentiva le scarpe della donna che scricchiolavano. (Moraglia, 1895)

 

PARAFOBIA. Timore irrazionale ed eccessivo delle parafilie.


PARAMOUR. Amante o amore illecito. ¶ Dall’anglo-normanno par amour, con amore.


PARANINFO. Sin. di mezzano, ruffiano. Nell’antica Grecia, la persona che accompagnava la coppia nuziale alla casa dello sposo. ¶ Dal gr. para, vicino a + nymphe, sposa.


PARAPAREUNIA. Coito extravaginale, cioè rapporto sessuale eterosessuale che non si realizza tramite penetrazione vaginale. ¶ Dal gr. para, vicino a + pareunos, coniuge, nel senso di “simile a ciò che fanno i coniugi”.


PARAURETRALI, ghiandole. Vedi Skene (ghiandole di).


PARAVALENTE. Detto di persona che si dimostra capace sessualmente solo in determinate circostanze. In parte sin. di parafilico. → parafilia.


PAREUNIA. Coitoeterosessuale. ¶ Dal gr. pareunos, che giace accanto, coniuge.


PAREUNOMANIA. Sin. di ipersessualità. → pareunia.


PARRUCCA PUBICA. O merkin. Attestate già nel XVI secolo, le parrucche pubiche, prodotte in pelliccia animale e altri materiali, nacquero con la finalità di coprire la zona genitale delle prostitute che avevano effettuato una rasatura completa del pube per eliminare parassiti (pediculosi del pube) oppure per coprire un sifiloma (sifilide). In ambito cinematografico la parrucca pubica è tuttora utilizzata dagli attori impegnati in una scena di nudo, nel caso non si desideri mostrare un nudo frontale. Attualmente le parrucche pubiche possono essere acquistate e adoperate come elemento decorativo per il corpo.


PARTENOCLASI. Deflorazione, lacerazione dell’imene tramite penetrazione. ¶ Dal gr, parthenos, vergine + klasis, rottura.


PARTENOFAGIA. Forma selettiva di antropofagofilia rilevata in alcuni assassini sessuali sadici, i quali, dopo aver ucciso giovani ragazze o bambine (e quindi implicitamente vergini) si cibano delle carni di quelle. Esempi noti sono rappresentati da: Louis Menesclou, Albert Fish e Andrei Chikatilo. ¶ Dal gr. parthenos, vergine + fago, mangiare.


Andrei Romanovich Chikatilo (1963-1994), l’uomo che si autodefinì “bestia matta” e “scherzo della natura”, nacque da una famiglia di origine ucraina che soffrì terribilmente la fame durante il periodo della collettivizzazione imposta da Stalin negli anni ’30 del XX secolo. La madre di Andrei gli raccontava spesso che su fratello maggiore era stato ucciso e mangiato dai vicini di casa durante la grande carestia che affamò tutta la Russia; questo racconto segnò la psiche di Chikatilo il quale, a partire dal 1978 iniziò la sua carriera di serial killer uccidendo una bambina di nove anni, strangolata, violentata e pugnalata ripetutamente. Il “Mostro di Rostov”, come fu poi etichettato dai media, colpì giovani donne e bambini di entrambi i sessi: ad alcune vittime era stata strappata la lingua a morsi, altre erano state sventrate e ad alcune mancavano gli organi. Arrestato solo nel 1990, dopo assurdi errori investigativi (il 25enne Alexander Kravchenko venne condannato e giustiziato per il primo omicidio commesso da Chikatilo) e la copertura del partito comunista russo che non credeva che un compagno potesse compiere “decadenti crimini occidentali”, Andrei Chikatilo venne accusato di 53 omicidi (ma ne aveva ammessi 55), processato, condannato per 52 omicidi e, il 15 febbraio 1994, giustiziato con un colpo di pistola alla nuca.


PARTENOFILIA. Attrazione sessuale selettiva per persone vergini. Può essere tipica di soggetti particolarmente insicuri che trovano nella partner vergine un soggetto sessualmente incompetente che non può compiere paragoni e può essere istruito sui modelli sessuali del parafilico. È una parafilia particolarmente legata a un modello valoriale che vede nella verginità una qualità assoluta della donna. Il partenofilo può cercare di lasciare illibata la partner, praticare attività sessuali che non compromettano l’integrità dell’imene, oppure tendere alla ricerca di una nuova partner vergine dopo aver deflorato la prima. Si riscontra più raramente come parafilia femminile: in questo caso il partner vergine risulta particolarmente appetibile in quanto la sua inesperienza e la facile eccitabilità accrescono il senso di autostima e potenza seduttiva della donna partenofilia. ¶ Dal gr. parthenos, vergine.


PARTENOFOBIA. Paura immotivata o avversione nei confronti delle ragazze vergini e, per estensione del concetto, nei confronti delle giovani donne. ¶ Dal gr. parthenos, vergine.


PARTNER. Persona con la quale si vive il rapporto amoroso o sessuale.


PARTNER SURROGATO, terapia del. Approccio terapeutico psicosessuale in cui un terapeuta affianca ad un paziente un partner fittizio anch’egli esperto in tecniche psicologiche. Il ruolo del partner-terapeuta è quello di agire nei confronti del paziente come il surrogato di un partner reale, permettendo al paziente di ri-costruire le proprie capacità in ambito sessuale e di socializzazione intima: ciò si ottiene tramite esercizi di comunicazione, rilassamento e sensualità. Fra i membri del triangolo terapeutico (terapeuta-surrogato-paziente) vi è piena e continua comunicazione. Data la relazione intima fra il paziente e il partner surrogato, quest’ultimo non dovrebbe mai agire al di fuori del controllo tecnico del terapeuta. L’approccio terapeutico del partner surrogato si presta tuttavia a critiche sul piano metodologico e deontologico; in Italia è poco o per nulla diffuso, d’altronde il codice deontologico degli psicologi italiani vieta che fra professionista e paziente si possa intrattenere una relazione quale quella sopra descritta.


PARTOUZE. Rapporto erotico-sessuale tra due coppie con scambio di partner; fig. partita a quattro. ¶ Dal fr. partie, partita + suffisso gergale -ouze.


PARTY AND PLAY (PnP). Sin. di chem session. ¶ Ing.: Festa e Gioco.


Ragazzi. Basta perditempo. O siete dentro o siete fuori. Non che si mandano lunghe email e poi si sparisce. [...] Siamo tutti di Londra, no?! Allora dai per un bello scambio di coppie gay! [...] Possibilmente, per favore, date il vostro numero ed evitate scuse (è il mio numero del lavoro, non posso darlo o alla mia ragazza/ragazzo non piace). Cazzo, questi bisessuali/eterosessuali sono davvero peggio dei ragazzi gay! Mi spiace di essere crudo ma sto solo dicendo come vanno le cose. Sono davvero stanco di queste stronzate. PS: agli amanti delle chem sessions, sarebbe bello fare anche qualche chem session :)” (Link)


PARZIALISMO. Feticismo specifico per una determinata parte del corpo. I parzialismi più comuni sono il feticismo del piede (podofilia), delle mammelle (mastofilia), dei capelli (tricofilia), delle natiche (pigofilia) delle mani (chirofilia), delle gambe (cnemofilia), ma virtualmente ogni parte del corpo può essere investita sessualmente (unghie, denti, etc). Si parla di subparzialismo quando il feticismo riguarda una specifica variazione di una determinata parte corporea: capelli rossi piuttosto che biondi, unghie lunghe piuttosto che corte, etc.


PASSEGGIATRICE. Prostituta di strada che passeggia sul marciapiede in attesa dei clienti.


PASSERA. Sin. gergale di vulva e, per sineddoche, donna di bell’aspetto sessualmente attraente. Spesso anche al dim. passerina, passerotta, e all’accr. passerona. ¶ Dal nome del piccolo volatile, ponendo connessione fra le aluccie di quello e le labbra vulvari, così com’è per farfallina.


PASSIVO. 1) In ambito sessuale, individuo caratterizzato da assenza di reazione e collaborazione, sottoposto all’azione decisa da altri, detto anche di persona che assume tale atteggiamento. 2) Detto impropriamente dell’uomo che, nella coppia omosessuale, durante il coito preferisce essere penetrato, in opposizione al soggetto definito attivo, che penetra. → attivo. ¶ Dal tardo lat. passivus, derivato dal verbo pati, patire, subire.


PATATA. Sin. gergale di vulva, soprattutto in riferimento ai genitali femminili glabri o rasati; spesso anche al dim. patatina. Con l’accr. patatona, per sineddoche, si indica soprattutto una donna sessualmente attraente. Attestato anche la variazione regionalistica patonza. → gnocca.¶ Per similitudine fra la rotondità della zona pubica e vulvare glabra e l’aspetto del tubero.


PATICISMO. Sin. di pederastia. ¶ Dal lat. pathicus, omosessuale maschile.


PATOFILIA. Attrazione sessuale per persone malate o handicappate. Sin. di nosofilia. ¶ Dal gr. pathos, sofferenza.


PATROFILIA. Attrazione sessuale incestuosa verso il proprio padre. ¶ Dal lat. pater, padre.


PAW FETISH. Vedi podofilia. ¶ Ing.: feticismo per la zampa.


PEARL, indice di. Unità di misura che quantifica l’efficacia di un contraccettivo, indicando il numero di gravidanze in un anno su 100 donne che usano quel singolo mezzo o metodo anticoncezionale. L’indice è su una scala 0-100 dove 0 indica un rischio di gravidanza nullo. Nessun metodo contraccettivo, a parte l’astinenza sessuale, ottiene un indice di Pearl pari a 0 ma parimenti un punteggio di livello 100 è ritenuto inadatto, infatti anche senza uso di contraccettivi il massimo fattore di fertilità umano, per questioni di infertilità naturale, si attesta su un indice di Pearl pari ad 80. Per convertire il dato astratto dell’indice di Pearl in un dato più concreto si può moltiplicare un dato indice di Pearl per 0,4; il risultato sarà il numero di gravidanze statisticamente più probabili nel corso della vita di una donna che dovesse usare, dal menarca alla menopausa, solo e soltanto quel dato metodo contraccettivo. Ad esempio, il profilattico con indice medio 9 otterrebbe un prodotto pari a 3,6 cioè il numero di figli statisticamente prevedibile usando quel metodo anticoncezionale. ¶ Dal nome del biologo Raymond Pearl (1879-1940) che nel 1933 sviluppò tale indice.


PECCATOFILIA. Attrazione verso atti sessuali che, secondo la tradizione culturale di un dato paese, rappresentano peccato. La tendenza sarà dunque quella di godere soprattutto per la violazione morale che si realizza nel momento in cui si compiono atti ritenuti peccaminosi, nonché per la percezione di essere colpevole e in qualche modo punibile, infatti la peccatofilia può rivelare tendenze masochistiche.


... ciò che faccio lo vedo come qualcosa che porta in là il limite del sesso verso una frangia un po’ più estrema, un po’, diciamo fra virgolette, più sporca del sesso stesso. A me piace questo aspetto: andare un pochino più in là. Io ho una visione del sesso e di ciò che può essere intrigante o no: intrigante significa una cosa che io vedo come sporca. Quindi il fatto che riesco a fare una cosa che per me è sporca sposta in là il limite del sesso e dunque mi eccita molto e perciò ovviamente me la vado a cercare. [...] Dipende dall’abitudine, dalla famiglia e dalla società nella quale ho vissuto io: è una cosa che in teoria, da come sono stato educato, non andrebbe fatta e fare una cosa che non andrebbe fatta mi piace. Sperimentare mi fa sentire un pochettino più in là di tante altre persone, mi piace anche il fatto che gli altri non sappiano quel che faccio. Non è che lo nascondo ma mi piace che una persona che mi frequenta scopra a poco a poco questa cosa di me” (t.r.a.)


PECCATOFOBIA. Timore irrazionale e limitante per ogni atto o pensiero sessuale che potrebbe rappresentare violazione di qualche precetto morale o religioso. L’atto compiuto o solo l’idea di un atto peccaminoso scatenerà nell’individuo una terribile angoscia, soprattutto legata a un possibile castigo divino o sociale che in genere il soggetto preverrà infliggendosi una punizione che reputa consona al peccato compiuto. Si tratta di una peculiare forma di masochismo.


Colui che spesso commette fornicazione con un uomo o con una bestia deve fare penitenza per dieci anni. Colui che desidera compiere fornicazione ma non ne è capace, deve far penitenza per venti o quaranta giorni. I ragazzi che s’impegnano in mutuale vizio, questi devono essere frustati. Se una donna s’abbandona al vizio con un’altra donna, queste dovranno fare penitenza per tre anni. Chiunque abbia emesso seme nel cavo orale, faccia penitenza per sette anni; questo è il peggiore dei mali. Colui che ha rapporto sessuale nel giorno del Signore deve chiedere perdono a Dio e fare penitenza per uno, due o tre giorni. Se un uomo ha un rapporto sessuale con la propria moglie da dietro, deve fare penitenza per quaranta giorni se si tratta della prima volta; se ha un rapporto sessuale nella parte posteriore, deve fare penitenza come chi ha avuto rapporti con gli animali. Un marito che dorme con la moglie deve lavarsi prima di andare in chiesa. Un marito non deve vedere la propria moglie nuda. (Penitenziale di Teodoro di Tarso, arcivescovo di Canterbury, 668-690 ca.)


PECORINA. O a pecora o a pecorona. Termine volg. indicante la penetrazione vaginale od anale da terga, ovvero quella di un soggetto che penetra una/un partner che si trova appoggiata/o sulle ginocchia e sulle braccia. ¶ Dalla posizione che assumono diversi animali (tra cui la pecora) nell'accoppiamento. 

 

PEDERASTIA. Tendenza sessuale caratterizzata dall’attrazione di un uomo adulto verso ragazzi adolescenti: sin. di efebofilia. Termine usato comunemente e impropriamente come sin. di omosessualità maschile e, per estensione, di coito anale. ¶ Dal gr. paiderastes, da pais -paidos, fanciullo + erastes, amante.


PEDICAZIONE. Generalmente sin. di coito anale, anche se nello specifico l’atto della pedicazione riguarda un’azione sessuale compiuta su giovani ragazzi. → pederastia. ¶ Dal lat. paedicare, praticare pederastia.


PEDICULOSI DEL PUBE. O ftiriasi. Infestazione della zona genitale esterna ad opera dell’insetto Phthirus pubis, pidocchio volgarmente noto come piattola. Il parassita si trasmette per contatto sessuale e per utilizzo di indumenti o locali contaminati. Il pidocchio colonizza principalmente la zona pubica ma può diffondersi ai peli delle gambe, a quelli del petto fino ad arrivare in zona ascellare. Il sintomo principale è un intenso prurito, dovuto fondamentalmente ad una sostanza anticoagulante iniettata dalla piattola durante il proprio pasto. L’insetto si riproduce molto velocemente deponendo le proprie uova sui peli ed ancorandole ad essi tramite una saliva cheratinica resistente all’acqua e allo spazzolamento. Per debellare l’infestazione occorre procedere alla rasatura totale della parte, utilizzare insetticidi specifici e provvedere alla sterilizzazione degli indumenti.

 

 

 

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