XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

PIERCING GENITALE. Pratica di foratura di una o più parti superficiali del corpo allo scopo di introdurre oggetti in acciaio chirurgico, spesso arricchiti con pietre preziose o altri materiali, come abbellimento, pratica rituale o, nella fattispecie, con valore sessuale. Si elencano i piercing genitali più comuni. 1) Per l’uomo. Ampallang, piercing che passa orizzontalmente attraverso l’asta del pene. Apadravya, piercing che passa attraverso il glande in senso verticale, dalla parte dorsale al frenulo; può essere realizzato anche sull’asta del pene. Apadydoe, piercing che combina l’apadravya e il dydoe. Croce magica, piercing che combina a croce l’ampallang e l’apadravya. Delfino, Prince Albert (vedi in seguito) attaccato ad un altro Prince Albert più profondo. Dydoe, piercing ad anello sulla corona del glande.  Frenum ladder, serie di piercing posizionati equidistanti sull’asta del pene in zona ventrale, dal glande alla base, a formare una sorta di scala. Frenum, piercing posto sulla parte ventrale del pene, in corrispondenza del canale uretrale ma senza perforare esso o i corpi cavernosi. Guiche ladder, serie di piercing posti in fila in genere in zona perineale o scrotale. Halfadravya, piercing apadravya che fuoriesce solo per metà, realizzabile tramite subincisione o taglio del meato urinario. Hamada, piercing realizzato nella parte superiore dello scroto, quasi a lato del pene. Lorum, frenum piercing realizzato nella zona di giunzione fra la base del pene e l’inizio dello scroto. Prepuziale, piercing al prepuzio. Prince Albert, Tipo di piercing in cui un anello viene fatto entrare dall’uretra e uscire dalla parte inferiore del glande. Dal nome del membro della famiglia reale inglese che ne fu un noto estimatore. Pubico, piercing di superficie posto alla base del pene sul lato dorsale, servirebbe a stimolare il clitoride durante la penetrazione. Scrotal ladder, serie di piercing posti linearmente sullo scroto, dal perineo alla base del pene. Transcrotale, piercing che attraversa lo scroto da parte a parte. 2) Per la donna. Christina, piercing superficiale in cui un’estremità inizia della rima vulvare superiore e l’altra fuoriesce sul monte di Venere, sul medesimo asse verticale. Deep hood, piercing circolare che circonda il glande del clitoride in quanto è stato fatto passare dietro l’asta del clitoride. Forchette, piercing vulvare realizzato nella giunzione inferiore delle labbra, quindi in zona vulvo-perineale. Hood, piercing posto sull’asta del clitoride. Hymen, piercing posto sull’imene. Isabella, piercing che percorre in profondità l’asta del clitoride, partendo dalla parte alta del cappuccio del clitoride e fuoriuscendo appena sopra il meato urinario. Labbiale, piercing posto sulle gradi o piccole labbra. Nefertiti, tipo di Christina piercing più profondo che percorre in sensoverticale l’asta del clitoride. Princess Albertina, raro piercing verticale che inizia nell’uretra e fuoriesce nella parte superiore del canale vaginale. Scrunty, raro piercing trans-uretrale che perfora l’uretra uscendo ai lati del meato uretrale. Suitcase, raro piercing ad anello che penetra lo sfintere anale e fuoriesce dalla parte bassa dell’ostio vaginale. Triangolo, piercing circolare che passa sotto l’asta del clitoride. Vertical hood, piercing superficiale ad anello o retto che passa sull’asta del clitoride senza perforarla o senza passare sotto di essa. 3) Sia per l’uomo sia per la donna. Anale, piercing praticato tramite perforazione dello sfintere o della zona perianale. Chastity, piercing di vario tipo che uniscono lembi di pelle e strutture in modo che, per l’uomo, sia impossibile avere il pene eretto e, per la donna, essere penetrata; in quest’ultimo caso si tratterebbe in pratica di una sorta d’infibulazione. Frenulo, piercing realizzato sul frenulo del pene o sulla giunzione inferiore delle labbra vulvari. Guiche, piercing praticato perforando la pelle perineale.


Comunque io sono un masochista e ho la maggior parte dei miei piercing in zone coperte. [...] A coloro che li trovano disturbanti, io vi chiedo: Cosa bevi? Cosa fumi? Entrambe queste cose portano a modificazioni del corpo e molto peggiori per il tuo fisico. [...] A quelli che parlano di Dio: ci sono altre religioni là fuori e i piercing esistono dall’inizio dei tempi, quindi chi siete voi per dire che al VOSTRO dio non piacciono? Come lo sapete? ‘Il tuo corpo è un tempio’ e infatti i templi spesso sono decorati con gioielli o quadri o affreschi. Perciò, la prossima volta che guarderete un dipinto appeso nella VOSTRA chiesa pensate ai chiodi che lo tengono su” (Link)

 

PIESEXUAL. Nell’ambito del Mess, già sottogruppo dell’inconditofilia, variazione rara nella quale il piacere e l’attività sessuale è legata unicamente all’utilizzo di torte. Nella maggior parte dei casi il parafilico di questo gruppo desidera osservare immagini o filmati di persone che ricevono torte in faccia e con tali media si masturba. In un numero limitato di casi il piacere è tratto unicamente dal farsi tirare le torte in faccia. ¶ Dall’ing. pie, torta.


“Sono entrato in contatto con le mie tendenze piesexual quando ero uno scolaro. Mi obbligavano a giocare a un tipo di nascondino chiamato Bacia i Pidocchi [ing. cooties] in cui dovevo baciare le ragazze carine [ing. cuties] della mia classe. Se venivo beccato potevano scegliere se baciarmi dietro ad un cespuglio o spiaccicarmi sulla faccia un tortino di cioccolato e panna davanti alle altre […] Mentre alcuni ragazzi finivano con il trattamento del bacio clandestino, io venivo preso e forzato dalle ragazze trionfanti e sghignazzanti, ad arrendermi allo spiaccicamento della crema appiccicosa sulla mia faccia. Il pensiero di quelle ragazzine cattive e lentigginose, che maliziosamente schiacciavano la crema nel mio naso, nei miei occhi e nella bocca mentre ridevano e mi prendevano in giro, mi ha fatto fondere vera umiliazione e temibile fascino” (Gates, 2000)


PIGISMO. Condizione di chi pratica sesso anale. ¶ Dal gr. pyge, deretano. Termine coniato dal giornalista omosessuale Karl-Maria Kertbeny (1824-1882).


PIGMALIONISMO. Anche statuofilia, galateismo o agalmatofilia. Eccitamento sessuale, nel comportamento e in fantasia, derivante dal compiere atti sessuali con statue e modelli di esseri umani, inclusi i manichini e bambole. Il pigmalionista è attratto dalla forma umana immobile più che dalla statua in sé, in effetti molti pigmalionisti sono attratti da un vero corpo umano vivo che simula una paralisi assoluta. L’immobilità e il controllo mentale sembrano essere i punti nodali di questo feticismo. → psicocheirofilia. ¶ Dal nome del mitico re greco Pigmalione che ottenne in dono dagli dei che Galatea, la statua che aveva scolpito e della quale si era innamorato, prendesse vita.


PIGOFILIA. Attrazione sessuale di tipo feticistico per le natiche. ¶ Dal gr. pyge, deretano.


PIGOTRIPSI. L’atto di toccare le natiche. ¶ Dal gr. pyge, deretano + tripsis, sfregamento.


PILLOLA ABORTIVA. Nota anche con la sigla RU-486. Farmaco abortivo composto principalmente da mifepristone, ormone antiprogestinico che, bloccando i recettori del progesterone e quindi contrastandone l’azione, impedisce lo sviluppo embrionale e genera il distacco della mucosa uterina (endometrio). Benché possa essere usato come antifecondativo post-coitale (intercezione), il mifepristone in ambito clinico viene usato solo in caso di interruzione volontaria di gravidanza, sempre che essa non sia iniziata da più di 49 giorni. Alla prima somministrazione di mifepristone (400-600 mg) segue, dopo due giorni se necessario, la somministrazione di una prostaglandina per stimolare le contrazioni uterine che espellano il materiale gravidico. Una decina di giorni dopo ancora la paziente sarà sottoposta ad un controllo per accertare l’avvenuta interruzione di gravidanza. Benché l’utilizzo di questo antiprogestinico renda la procedura d’aborto più lunga rispetto al comune metodo d’aspirazione e revisione uterina, va considerata la sua non invasività. La specifica funzione abortiva del mifepristone ne fa argomento di disputa etica. 


RU-486, in origine RU-38486, è la sigla con cui la casa farmaceutica Roussel Uclaf indicava il mifepristone in fase di sperimentazione.


PILLOLA ANTICONCEZIONALE. Farmaco contraccettivo che inibisce gli eventi ormonali che inducono l’ovulazione, impedendo quindi che gli spermatozoi possano espletare il loro ruolo fecondativo. La pillola, come viene comunemente indicata, causa inoltre l'ispessimento della mucosa cervicale rendendo difficoltoso il passaggio degli spermatozoi attraverso la cervice. Oltre alla finalità contraccettiva, la pillola viene usata nell’ambito di terapie endocrino-ginecologiche poiché ha la proprietà di regolarizzare il ciclo mestruale, limitare l’acne e l’irsutismo, nonché i disturbi connessi alla menopausa. Vi sono tre tipi di pillole anticoncezionali: combinata (estroprogestinica), che combina gli effetti di un estrogeno e di un progestinico; trifasica, cioè un estroprogestinico con dose fissa di estrogeno e dose differenziata di progestinico in modo da imitare il più possibile il ciclo femminile; minipillola solo progestinica, la cui efficacia teorica è simile ai due tipi precedenti ma senza alcuni effetti secondari sgradevoli: è compatibile con l’assunzione di antibiotici, l’aumento di peso è assente o molto contenuto, è ridotto il rischio di disturbi cardiovascolari. La minipillola, tuttavia, va assunta con maggiore attenzione rispetto alle prime due varianti: mentre per le prime il risultato anticoncezionale viene sensibilmente ridotto solo se si superano le 12 ore di ritardo nell’assunzione, per le minipillole questo tempo si riduce anche fino a 3 ore, il che riduce l’efficacia pratica. In generale le pillole vanno assunte, previa prescrizione e consiglio medico, una al giorno ogni giorno alla stessa ora; il blister in cui è contenuto il farmaco reca stampato una sorta di calendario che aiuta a non confondere i tempi d’assunzione. Le pillole placebo contenute nel blister, la cui funzione è quella di non interrompere il ritmo d’assunzione, contengono semplicemente zucchero o un supplemento di ferro per compensare in parte la perdita del metallo durante le mestruazioni. L’indice di Pearl della pillola anticoncezionale è di 0,1-1, il più basso indice fra i metodi anticoncezionali.


In Italia la contraccezione orale è utilizzata dal 16% delle donne tra i 14 e i 44 anni, contro il 50% dell'Olanda, il 40% della Francia e il 30% della Svezia, tuttavia è più diffusa rispetto a paesi quali la Spagna, la Polonia, la Slovacchia e la Grecia. Ad utilizzare la pillola sono soprattutto le donne sposate, le donne giovani spesso si affidano al coito interrotto, il metodo anticoncezionale meno sicuro in assoluto. A parte le soggettive intolleranze al farmaco e lo stress di doverlo assumere quotidianamente stando attente a non saltare un giorno, il principale motivo dell’evitamento dell’uso del farmaco è spesso legato al timore che l’utilizzo di ormoni femminili porti ad un aumento della massa grassa, cosa che in effetti può avvenire ma in misura decisamente ridotta data la bassa dose di estrogeni contenuta nelle moderne pillole anticoncezionali.


PILLOLA DEL GIORNO DOPO. Farmaco per la contraccezione d’emergenza (intercezione) da assumersi entro 72 ore dal rapporto sessuale non protetto. L’effetto contraccettivo del farmaco è garantito dal progestinico sintetico levonorgestrel, presente anche nella normale pillola anticoncezionale ma, nel caso della pillola del giorno dopo, fornito in una dose di 1,5 mg (o due da 750 μg a distanza di 12 ore), cioè una dose 20-30 volte superiore alla comune pillola. Il levonorgestrel previene l’ovulazione e limita la mobilità degli spermatozoi attraverso le vie sessuali femminili ma non l’annidamento dell’ovulo fecondato, quindi, a differenza del mifepristone, non solo non può essere considerato un farmaco abortivo ma risulta inefficace dopo l’annidamento. La pillola del giorno dopo in Italia è venduta dietro prescrizione medica con ricetta non ripetibile.


PILLOLA DEL QUINTO GIORNO. Farmaco per la contraccezione d’emergenza (intercezione) da assumersi entro 120 ore (cinque giorni) dopo il rapporto sessuale non protetto. La pillola contiene ulipristal acetato (Ua), un modulatore selettivo per i recettori del progesterone (SPRM) che blocca o ritarda l’ovulazione e la maturazione dell’endometrio su cui si annida l’ovulo fecondato. L’efficacia contraccettiva del farmaco è superiore a quella offerta dal levonorgestrel (contenuto nella pillola del giorno dopo), tuttavia, come il mifepristone (pillola abortiva), l’ulipristal acetato ha mostrato in sperimentazione un indicativo livello di embriotossicità e infatti la gravidanza deve essere esclusa prima della somministrazione. In ogni caso è improbabile che il farmaco, nella posologia indicata (30 mg), abbia un potere abortivo poiché occorrerebbe un dosaggio almeno venti volte superiore per generare gli effetti procurati dal mifepristone.


PILLOLO. Definizione pop. data al contraccettivo orale maschile, farmaco attualmente in sperimentazione, la cui assunzione incapaciterebbe gli spermatozoi nell’attuazione del loro compito fecondativo. Le sostanze chimiche all’attenzione dei ricercatori non impediscono la produzione di spermatozoi ma ne altererebbero alcune specifiche proprietà (motilità, capacità di riconoscere l’ovulo o di fecondarlo) in modo da causare temporanea sterilità. La difficoltà principale, tuttavia, è ottenere un prodotto che garantisca efficacia e sicurezza, evitando di compromettere la virilità sul piano psicofisico.


I farmaci attualmente in studio per la futura commercializzazione del pillolo sono i seguenti. 1) Nifedipina, capace di creare infertilità reversibile alterando il metabolismo lipidico dello sperma tramite blocco dei canali cellulari del calcio. 2) Adjudina, distrugge le giunzioni tra le cellule di Sertoli presenti nel testicolo, le quali generano gli spermatidi, ciò porta ad un prematuro rilascio degli spermatidi che quindi non diventeranno spermatozoi maturi. 3) Silodosina, blocca completamente l’eiaculazione permettendo comunque le sensazioni orgasmiche. 4) Depo-Provera, antiandrogenico che previene la spermatogenesi, al quale occorre affiancare delle applicazioni topiche di testosterone in gel poiché il primo farmaco causa una pesante riduzione della libido per abbassamento del testosterone sierico. 5) Iniezioni mensili di testosterone undecanoato in associazione con un estroprogestinico. 6) Fenossibenzammina, non influenza la qualità del seme ma, come la silodosina, è un antagonista α1-adrenergico, e quindi blocca il meccanismo dell’eiaculazione.


PINAFORING. Sin. di petticoating. ¶ Dall’ing. pinafore, abitino lezioso indossato come un grembiule.


PIN-UP. Ragazza da copertina, con particolare riferimento ad un genere specifico di modelle che posavano con atteggiamenti seduttivi per la pubblicità e per la stampa a rotocalco soprattutto in USA dagli anni ’40 a quelli ’60. ¶ Termine coniato nel 1941 in Inghilterra, anche se le foto di ragazze pin-up risale agli anni ’90 del XIX secolo. Letteralmente significa “appuntata su (up) con una spilla (pin)”, con riferimento alle foto appese alla parete.


PIOGGIA DORATA. O pioggia d’oro. Nelle pratiche di urofilia, getto d’urina che viene diretto sul corpo di un partner consenziente o direttamente nella bocca di quello. 


PIPPA. Atto di masturbazione maschile, sin. del gerg. sega. ¶ Da “pipa”, ponendo parallelismo fra il perdere tempo mettendosi a fumare e l’ozio di chi si concede un atto masturbatorio.


Guardate colui che si masturba abitualmente! Osservate come appaia magro, pallido e smunto; come i suoi occhi siano infossati; come sia cadaverica la sua espressione; quanto sia irritabile e quanto, fisicamente e mentalmente, sia rallentato; come sia intimorito d’incrociare lo sguardo con i suoi amici, toccate la sua mano sudaticcia e fredda, caratteristica di un esaurimento di energia vitale. (Guernsey, 1882)


PIROFILIA. Anche pirolagnia o piromania erotica. Parafilia nella quale un soggetto deriva piacere sessuale dall’osservare, appiccare o spegnere incendi. La finalità nell’appiccare gli incendi non è mai puramente distruttiva e, a meno che non vi sia un concomitante disturbo sadico di personalità, non mai presente l’intenzione di attentare alla sicurezza delle persone, a prescindere dai nefasti esiti di un’azione del genere. In genere in questi soggetti l’osservazione del fuoco è associata a masturbazione: il più delle volte il piromane sta nascosto osservando l’evolversi dell’incendio e non di rado si prodiga insieme ad altri ignari soccorritori nell’opera di spegnimento del fuoco. ¶ Dal gr. pur -puros, fuoco.


Quinse et al. (1989) hanno studiato la correlazione fra piromania ed eccitazione sessuale. Nello studio sono stati comparate 41 registrazioni narrative lette da 26 piromani e da 15 non-piromani. Le letture erano di diverso tipo: neutre, incentrate su attività eterosessuale, relative ad incendi appiccati per eccitazione sessuale, per eccitamento generale (non specifico), per frode assicurativa, per vendetta, per eroismo e per potere. Durante la lettura ai soggetti veniva monitorata la reazione di turgore tramite holter penieno. Tutti i soggetti non ebbero manifestazioni significative a livello genitale durante la lettura, benché, sia la lettura di attività eterosessuale, sia quella dell’incendio appiccato per eccitamento sessuale elicitarono risposte fisiologiche più evidenti rispetto ai racconti neutro. Tali dati, in effetti, non permetterebbero di supporre che il piacere sessuale connesso alla visione del fuoco sia una comune motivazione del soggetto piromane.


PISELLO. Sin. gergale di pene, usato specialmente in riferimento a bambini e giovani ragazzi per l’associazione scherzosa fra il minuto aspetto di un pisello e le dimensioni ridotte del pene non ancora pienamente sviluppato, o anche per associazione fra la forma del baccello della verdura e l’asta del pene (simbolo fallico). Sovente anche al dim. pisellino e all’accr. pisellone. Da pisello anche l’agg. gerg. pisellabile, detto da un uomo nei confronti di una donna con la quale si ritiene accettabile l’idea di poter aver un rapporto sessuale (→ materassabile).


PISSING. Anche piss play o water sport. Attività sessuale che comporta l’emissione d’urina e il gioco con essa. ¶ Dall’ing. (to) piss, urinare.


Abbiamo provato qualche gioco pissing ma nulla di pesante. Sotto la doccia, cioè facendo la doccia insieme, ce la siamo fatta uno addosso all’altra. Anche sulla faccia, sì. Tanto per provare. È bella l’idea della trasgressività ma comunque non è una cosa che facciamo spesso. Diciamo una volta ogni tre mesi. [...] Comunque non era la prima con cui lo facevo, c’è stata anche un’altra prima. Se ti dico della mia esperienza e di quello che sento in giro non sono poche le donne che sperimentano questi giochi con la pipì” (t.r.a.)


PISTACCHIO. Termine usato per indicare il sesso d’ambito BDSM, in contrapposizione a vanilla.


PITY SEX. Atto sessuale compiuto non per attrazione fisica o affetto ma solo per simpatia o pietà provata nei confronti del partner, il quale è percepito come sfortunato o depresso in modo tale che, il sesso offerto per simpatia, potrebbe migliorare lo stato psicologico del partner e, inconsciamente, far sentire importante, buona e necessaria la persona che si offre all’atto. ¶ Ing.: sesso per pietà.


Oddio, quanto mi costa ammetterlo ma, sì. È veramente un favore o no? Francamente, non è stato molto divertente per me ma mi dispiaceva per il ragazzo, perché era un totale alienato sociale e soffriva di una depressione moderata. Mi ha trattato molto bene ma il succo è che a me non è piaciuto molto. È come fare un favore speciale a qualcuno per il quale non hai nessun riguardo speciale. NON lo raccomando...” (Link)


PLASMA SEMINALE. Parte liquida che compone il liquido seminale. Esso offre un microambiente che protegge gli spermatozoi dall’ambiente vaginale che, con un pH acido, danneggerebbe i gameti maschili.


PLASTER CASTING. Attività consistente nel praticare calchi tridimensionali degli organi genitali esterni tramite l’uso di gesso. Sono noti soprattutto i calchi realizzati da Cynthia “Plaster Caster” Albritton, artista statunitense che dal 1968 realizza riproduzioni di peni e mammelle avvalendosi di modelli famosi (musicisti e altri artisti) che prestano le loro zone intime affinché la Albritton ne compia un calco. ¶ Dall’ing. plaster, gesso + (to) cast, colare.


PLATEAU, fase di. Seconda fase del ciclo di risposta sessuale come teorizzato da Masters e Johnson. Si tratta del periodo di piacere sessuale più o meno prolungato antecedente l’orgasmo. È caratterizzato, per entrambi i sessi, da un aumento progressivo della frequenza del respiro e del battito cardiaco, nonché da una progressiva tensione muscolare. Nell’uomo in questa fase le ghiandole di Cowper secernono un liquido pre-eiaculatorio che lubrifica l’uretra e ne rende basico il pH, mentre lo sfintere vescicale si chiude per impedire che l’urina possa mischiarsi al liquido seminale. Nella donna l’areola mammaria e le piccole labbra vulvari aumentano di volume, le ghiandole di Bartolini secernono un’addizionale lubrificazione, mentre il clitoride arretra leggermente distanziandosi dal meato urinario e inizia ad avere luogo il restringimento del terzo esterno della vagina (piattaforma orgasmica).


PLAY PIERCING. Anche detto piercing temporaneo. Edge play SM in cui aghi o altri strumenti di perforazione sono temporaneamente inseriti nella pelle, come parte di un rituale o per il piacere erotico del dolore che la perforazione comporta. Si tratta di una pratica di sesso non sicuro e potenzialmente pericolosa per la salute, caratteristica della subcultura che pratica il blood play. → piercing genitale. ¶ Ing.: gioco con il piercing.


PLAYBOY. Uomo benestante e d’aspetto piacevole che conduce vita mondana soprattutto incentrata sulla seduzione e la conquista di donne belle e agiate; in senso più ampio, conquistatore di donne. ¶ Composto dall’ing. play, gioco + boy, ragazzo.


PLAYMATE. Donna che appare nella pagina centrale della rivista Playboy™ come modella del mese; nota in Italia come coniglietta, dato che il simbolo del periodico è un coniglio con il papillon. ¶ Ing.: compagna di giochi.


PLAYROOM. Anche play space. Qualsiasi spazio usato regolarmente per le pratiche SM; sin. di dungeon. ¶ Ing.: stanza dei giochi.


PLURALISMO SESSUALE. Comportamento sessuale caratterizzato dalla ricerca e/o del soddisfacimento fisico in rapporti di gruppo o nella ricerca di molteplici rapporti sessuali. Pluralismo sessuale anaffettivo, sin. di casanovismo. Pluralismo sessuale di ricerca affettiva, sin. di bovarismo. Pluralismo sessuale di scambio, sin. di scambismo. Pluralismo sessuale triangolare, sin. di triangolo. Pluralismo sessuale ritualistico, come si osserva nei fenomeni settari soprattutto di tipo satanistico e orgiastico. Pluralismo sessuale da iperfilia, sin di. ipersessualità.


PLUSHOFILIA. Neologismo indicante la condizione di coloro che sono attratti sessualmente da pupazzi di stoffa che rappresentano animali (peluches). Le attività del plushofilo sono variabili e vanno dal collezionismo alla masturbazione tramite sfregamento dell’oggetto con le zone intime o la modificazione dei peluches in modo che possano essere penetrati o che siano forniti di un fallo artificiale: nel primo caso l’orifizio artificiale viene indicato dai plushofili con l’acr. SPH (strategically placed hole, buco piazzato strategicamente) mentre nel secondo caso viene usata la sigla SPA (strategically placed appendage, appendice piazzata strategicamente). La plushiofilia è spesso associata a teriantropofilia. ¶ Dall’inglese plushie, peluche.


“Ho scoperto il sesso con i peluches molto prima di sapere che esisteva un altro adulto al mondo che amava gli animali di stoffa come li amo io. Mi sono coccolato ed ho dormito con il mio peluche speciale, ed essendo un uomo normale, il mio corpo non ha fatto altro che esprimere le proprie sensazioni”. Sulle prime G. ha resistito alla tentazione di copulare con il suo giocattolo infantile “Perché ritenevo il mio amore per i miei peluches come una cosa puramente innocente”. In seguito è giunto a comprendere che concretizzare il suo amore era altrettanto innocente “e completamente naturale” (Gates, 2000)


PNIGEROFILIA. Sin. di asfissiofilia. ¶ Dal gr. pnigeros, soffocante.


POCKETING. Pratica Bod-Mod tramite cui si crea, per mezzo di un piercing a sola entrata, una piccola sacca cutanea in cui può essere inserito un gioiello, una perla o altro. Il pocketing più praticato riguarda il capezzolo. ¶ Dall’ing. pocket, tasca.


POCOFILIA. Attrazione feticistica per le persone pelose. → irsutofilia. ¶ Dal gr. pokos, barba, pelo.


Io amo gli uomini pelosi. Li trovo estremamente sexy e virili. Non c’è nulla che mi piaccia di più di far scorrere le mie mani in una ricca pelosità e non m’interessa dove essa si trovi. Mettetemi fra le donne che pensano che un uomo peloso sia una delle bestie più sexy della Terra” (Link)


 “Io amo le donne pelose. Le trovo molto naturali e molto attraenti. [...] è così triste che molte donne sentano il bisogno di conformarsi alle loro simili, al posto di darsi agli uomini come le vogliono: formose, naturali e pelose invece di magre, truccate e glabre” (Link)


PODOFILIA. Parzialismo relativo ai piedi. È la più comune forma di parzialismo. Come per tutti i tipi di feticismo, anche nella podofilia la fissazione per il piede deriva in genere da condizionamento, cioè fissazione di una risposta (sessuale) a uno stimolo (il piede), o come risultato di un’esperienza fortemente emotiva. Il piede è ricco di ghiandole sudoripare che producono secrezioni le quali saranno poi odorose per azione batterica, così come avviene per le ascelle, per i genitali, per l’ano e per i capezzoli, zone corporee ben note per la loro erogeneità; il piede tuttavia, per consenso generale, viene escluso dal novero delle zone erogene. Ciò non corrisponde all’idea del podofilo, che attribuisce al piede un potere seduttivo non solo per il suo aspetto ma sovente per la sua potenzialità di stimolare l’olfatto, nella stessa misura in cui l’odore dei genitali può essere afrodisiaco. Il piede inoltre è, come i genitali, una zona del corpo per lo più nascosta e quindi caricata di un valore intimo e privato; l’eccitazione che il podofilo trae dall’osservazione del piede è pari a quella che una persona priva di tale variazione potrebbe trarre dall’osservazione dei genitali di un altro soggetto, di cui cattura una visione intima. Il piede tuttavia è un oggetto sessuale ambivalente, poiché connesso al camminare, allo schiacciare e al calpestare: il suo valore come feticcio eccitante e al contempo pericoloso si rivela soprattutto nell’obterofilia e nella macrofilia. Nella teriantropofilia e nella zoofilia si può osserva una forma particolare di podofilia, il paw fetish, cioè il feticismo per le zampe degli animali (in genere canidi, felini o plantigradi). ¶ Dal lat. pus, podos, piede.


Il neurologo Ramachandran (1999) ha proposto l’ipotesi che la podofilia sia causata dal fatto che le aree che nel cervello sono deputate al controllo del piede e dei genitali sono adiacenti sulla corteccia cerebrale e che quindi possa essere possibile che vi sia in alcune persone una sorta di comunicazione nervosa fra le due aree.


“Mia madre era solita tornare a casa, togliersi gli stivali e mettere i piedi sulla tavola […] Io facevo uno sforzo consapevole molto marcato per guardare altrove ma lei lo faceva in modo plateale. Forse nel fondo della mia mente è ancora là, perché la pianta del piede di una donna su di me funziona più di ogni altra cosa” (Gates, 2000)

 

POINEFILIA. Parafilia masochistica in cui il piacere sessuale è dipendente da una punizione psicologica o fisica, dal desiderio di essere puniti in modo da espiare dei profondi sensi di colpa inconsci. ¶ Dal gr. poine, espiazione.


POLE DANCE. Impropriamente definita in Italia lap dance, la pole dance vede una ballerina compiere evoluzioni ginnico-artistiche attorno e su una pertica di metallo. L’esibizione ha una connotazione evidentemente erotica non solo per le figure espresse dal corpo della performer ma anche per il fatto che essa indossa generalmente abiti molto succinti. La pole dancer, a differenza della lap dancer e in parte della spogliarellista, non entra mai in contatto con gli spettatori ma, nella versione erotica offerta nei sexy club, la performer generalmente affianca alla pole dance uno spogliarello. ¶ Ing.: danza del palo. 


POLIAMORE (poly). Termine ombrello che integra tutte quelle relazioni in cui è presente la pratica, il desiderio e l’accettazione di avere più di una relazione affettivo-sessuale alla volta con partner diversi, ognuno dei quali è consapevole dell’esistenza degli altri e accetta tale dinamica per come viene onestamente dichiarata. Si tratta quindi di una forma di non-monogamia consensuale e responsabile. Forme di poliamore comprendono: polifedeltà, una sorta di matrimonio di gruppo nel quale si hanno relazioni affettivo-sessuali multiple con un ristretto e specifico gruppo di partner (polifamiglia); matrimonio aperto(vedi); legame geometrico, ad esempio triade o rettangolo amoroso; poligamia (vedi). La persona che pratica il poliamore è detta poliamorista o, all’ing. polyerocist (da polyeros, termine che indica la relazione poliamorosa). ¶ Il termine fu coniato da Morning Glory Zell-Ravenheart nell’articolo “A Bouquet of Lovers” (1990).


Sono un ragazzo bisessuale poly-sposato che cerca un uomo secondario per migliorare la mia presente relazione aperta. [...] Non sto cercando di lasciare mia moglie visto che la amo tremendamente [...] Il tipo di ragazzi ai quali sono più interessato sono sia i bi-poly-sposati sia una coppia poly-gay che cerca un terzo. Prenderò in considerazione i maschi single, bi o gay, ma sarò rigoroso nel cercare di capire se stai tradendo qualcuno o sei un marchettaro che scopa tutto quello che gli capita fra le mani. Io amo il gioco sicuro, sono HIV negativo e non ho malattie sessualmente trasmissibili e mi aspetto di rimanere tale. Mi spiace, non accetto etero-bicuriosi che stanno esplorando le acque M+M [maschio+maschio] per la prima volta o i gay che stanno solo cercando una “scopata facile” con un uomo sposato. È richiesto un certo livello d’intimità ed esperienza e i ragazzi che apprezzano il lato femminile sono ben accetti, tuttavia posso prendere in considerazione una triade con la coppia MM che sta cercando un partner secondario che faccia parte della loro relazione poliamorosa” (Link)


POLIANDRIA. Relazione matrimoniale di una donna con più uomini. → adelfogamia. ¶ Dal gr. polus, molto + aner -andros, uomo.


POLIGAMIA. Unione matrimoniale di un individuo con due o più individui dell’altro sesso, nelle forme di poliandria o poliginia. ¶ Dal gr. polus, molto + gamos, nozze.


Alcuni dati: Solo l’1,5% dei mammiferi sono monogami, nella specie umana il 10% dei figli sarebbero illegittimi. Su 854 società rappresentative di tutte le aree del globo, la poliandria è presente nello 0,5% dei casi (in Tibet, un tempo, la donna sposava tutti i fratelli, uno dopo l’altro), la monogamia nel 55%, la poliginia nel 44%. In realtà in molte delle società monogamiche la poliginia è tollerata.


POLIGINIA. Unione matrimoniale di un uomo con due o più donne. ¶ Dal gr. polus, molto + gyne, donna.


POLISESSUALITÀ. Condizione della persona attratta da entrambi i sessi ma che non vuole identificarsi come bisessuale poiché questo implicherebbe che il soggetto dovrebbe necessariamente incasellarsi nel genere maschile o in quello femminile. La polisessualità non coincide con la pansessualità, poiché quest’ultima riguarda tutti gli orientamenti e i generi indistintamente, mentre il polisessuale può orientarsi verso specifici soggetti rifiutandone altri. ¶ Dal gr. polus, molto.


POLITEROFILIA. Condizione della donna che, per raggiungere l’orgasmo, deve accumulare una sequenza di eccitazioni parziali ripetendo l’esperienza sessuale diverse volte e con diversi partner, in un periodo di tempo limitato. Si tratta di una ridefinizione della ninfomania, meglio nota come ipersessualità femminile. ¶ Dal gr. polus, molto + iterum, per la seconda volta.


POLLUZIONE. Emissione involontaria di liquido seminale che si verifica occasionalmente durante il sonno. Può essere accompagnata da erezione o semierezione, ed essere associata a sogni erotici e alle sensazioni fisiologiche connesse all'orgasmo. È più frequente nei giovani all'inizio della maturazione sessuale. → sogno bagnato. ¶ Dal lat. polluere, sporcare.


POLTRONA DA STUPRO. Sedia ideata in Francia dal duca di Fronsac nel XVIII secolo per abusare comodamente delle sue ospiti; poi spesso copiata. Le parti articolate della poltrona scattavano sotto il peso di chi vi si sedeva, imprigionando la donna con polsiere e cavigliere automatiche nascoste; la sedia quindi si trasformava in un lettino che obbligava le gambe in posizione divaricata. Poiché le pratiche BDSM sono consensuali, le versioni odierne della poltrona da stupro sono semplici curiosità utilizzate soprattutto in ambito bondage. → mobile sessuale.


POMICIARE. Forma di effusione erotica, in genere preliminare, consistente nell’accarezzare parti corpo del partner, specie le zone intime. ¶ Dal lat. pumicare, lisciare.


POMMES D’AMOUR. Sin. di  palline vaginali. ¶ Fr.: mele d’amore.


POMOSESSUALITÀ. Condizione della persona che evita le etichette relative all’orientamento sessuale, quindi rifiuta il collocamento eterosessuale od omosessuale. ¶ Dal termine “po(st)mo(derno)”.


POMPA. Sin. gerg. di fellazio; più diffuso il dim. pompino, da cui anche lo spregiativo pompinara/o, persona che pratica la fellazio. ¶ Per similitudine fra il movimento della testa compiuto nell’atto sessuale e quello di una pompa che gonfia una camera d’aria o un palloncino.


Tre suggerimenti dalle donne per gli uomini. 1) “Non che occorra stare a raccontare tutto, però è bello che l’uomo faccia sapere se quello che si sta facendo con il suo pene è ben fatto. Date qualche feedback in modo che si sappia che strada seguire. Poi: finitela con questa storia dell’ingoiare lo sperma a tutti i costi! Questo sì che è il mio suggerimento! Ogni volta con sta richiesta! Se lo faccio lo decido io e se ho voglia di fare altro, faccio altro. Già se non me lo si chiede mi viene più voglia di farlo, se invece si insiste... niente, e mi passa anche la voglia di fare il pompino!”. 2) “Scordarsi i pompini se l’uomo si scorda di dedicarsi alla nostra... ci siamo capiti. Perché dovrei impegnarmi a farlo godere con la bocca se lui con me lo fa poco o lo fa in modo svogliato e veloce? Mi spiace ma il ‘do ut des’ per me rispetto al sesso orale ha senso”. 3) “La pulizia prima di tutto. Se non siete puliti lì sotto non chiedete alla vostra ragazza di scendere. Sarebbe una cosa schifosa e una brutta impressione generale. Sui peli... ecco... gli uomini vogliono sempre che la ragazza si rasi, ma anche loro dovrebbero sistemarsi un po’ i peli, o almeno curarsi un po’ la zona”. (t.r.a.)


Tre suggerimenti dagli uomini per le donne. 1) “Un po’ di vitalità, direi, non è che solo per il fatto di avermelo preso in bocca hai dato il 100% di quello che potevi dare! Non dico di passare il tempo su YouPorn a studiare i filmati, però... stupiscimi! Insomma, dai, un pompino fatto bene deve essere fatto un po’ da porca, mica con la manina anemica, su-giù, su-giù e basta! Giù un po’ pesante, dai!”. 2) “Scrivi che imparino a gestire la parte finale del pompino. Cioè quando vieni è la parte più bella e più forte e quindi non ha davvero senso che si stacchino o smettano alla fine. È come se quando io la lecco, nel momento in cui sta per venire, mi fermo di colpo. Non sto dicendo che devono ingoiare ma almeno gestiscano la cosa con stile. Se le fa schifo lo sperma, allora noi cosa dovremmo dire quando gliela lecchiamo che c’è un sacco di roba?”. 3) “Ste cose sono soggettive, no?! Ma anche rispetto alle donne. Uno va con una e si tara in base alle sue risposte e pensa di essere diventato un mago del sesso, poi va con quella dopo e a lei piace l’opposto, e si riprende tutto da capo. È così anche per le donne con la fellazio. Umiltà. Non sei la meglio solo perché hai imparato a far sballare quello prima, perché io non sono quello di prima. Si parte da zero, come tutti. Ah, ecco però, una cosa vale per tutte... anche per le seghe...non c’entra ma c’entra: non stringete il pene come un cantante rock con il microfono in mano e, soprattutto, non tirate giù troppo velocemente o con forza la pelle. Fa male, cazzo!” (t.r.a.)

 

 

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