XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

POMPOIR. Tecnica orientale di stimolazione del pene inserito in vagina, o nel retto, operata tramite contrazione dei muscoli addominali, vaginali o sfinterici. Vedi kabazzah.


PONYPLAY. Gioco di ruolo sessuale che rientra nella zooantropia, in cui una persona (ponyboy o ponygirl) simula di essere un equino sotto il controllo di un partner che agisce come addestratore, allevatore o fantino. Le attività più comuni nel ponyplay sono: indossare abbigliamento consono alla simulazione e alla cavalcatura, utilizzo di strumenti tipici (finimenti in cuoio, frustini, speroni, selle, “hoof boot” cioè stivali alti con bardatura in cuoio e ferri di cavallo), strigliatura, addestramento (animal training), organizzazione di competizioni equestri. L’attività sessuale può realizzarsi fra addestratore e ponyboy/girl o fra due individui che simulano di essere cavalli ma mai fra uomini e veri animali, infatti il ponyplay non ha nessun’attinenza con la zoofilia né sono di carattere zoofilo le fantasie sessuali ad esso correlate. La relazione fra l’addestratore e il pony umano si configura come un possesso del primo sul secondo ma senza che il “pony” percepisca la sua condizione come umiliante, anzi l’alterego animale è vissuto come potente e nobile, al servizio di un padrone che si prende amorevole e rispettosa cura del proprio uomo-animale. A differenza di altre variazioni sessuali che vedono una netta prevalenza di maschi rispetto alle femmine, nelle pratiche di ponyplay circa un quarto dei partecipanti sono donne e queste risultano assai attive nell’organizzazione degli incontri. Fra gli uomini che praticano, solo un terzo assume il ruolo di addestratore o cavalcatore, la maggior parte ama impersonare il cavallo e metà di questi realizzano la fantasia di essere una cavalla; nessuna donna o pochissime fra loro desiderano immaginarsi come stallone. È possibile che chi adotti il ruolo del cavaliere o dell’addestratore veda nel cavallo-umano la proiezione del proprio istinto sessuale, in parte non accettato e quindi più facilmente gestibile come qualcosa al di altro da sé, senza che l’identificazione assoluta comporti senso di colpa. Dal canto loro, il ponyboy e la ponygirl possono godere di un senso di liberazione dalle responsabilità umane, giocando la sessualità come la stessa leggerezza con la quale giocherebbe un bambino; essi possono abbandonare il ruolo di adulti e di umani e, come un animale, smettere di riflettere, il che può limitare grandemente l’ansia connessa alle responsabilità della vita quotidiana e l’assertività che essa richiede. Il ponyplay può essere in relazione con il fursuiting, altri tipi di animal training (puppy play, pig play) e tendenze esibizionistiche, dato che molti cavalli-umani indossano solo le briglie e la bardatura. ¶ Ing.: gioco del cavallino.


Amo nitrire. Nitrire è la parte più importante della cosa, per me. È la voce che ho sempre voluto avere. Alla fine sono stata capace di proiettare questa voce dopo anni in cui pensavo che non ci fosse spazio per essa. Nitrire era qualcosa che avrei potuto fare quando ero una bambina e che non mi era permesso fare mai più. Io non parlo molto quando sono in un gruppo di persone. Generalmente sono quella che sta proprio zitta, quindi ecco la mia possibilità di nitrire. È la mia possibilità di aggiungere qualcosa di sensato alla conversazione! È la mia chance di essere al centro dell’attenzione” (Gates, 2000)

 

POP KINK. Termine ombrello che comprende tutte le pratiche sessuali non convenzionali ma non così particolari, rare ed estreme da non essere accettate senza problema dalla collettività, guardate con benevola curiosità e il più delle volte sperimentate nell’intimità senza però che ciò venga ammesso pubblicamente. ¶ Ing.: perversione popolare.


POPPER. 1) Nome pop. attribuito al nitrato d’amile, di butile o di etile, sostanze chimiche usate come stupefacenti inalabili. Il popper conobbe la prima diffusione in ambito gay per via del suo istantaneo effetto euforizzante e soprattutto di rilassamento sulla muscolatura liscia, quindi anche quella dello sfintere anale. Gli effetti del popper sono molto brevi e intensi e sono seguiti da una brusca caduta della pressione sanguigna. Il popper è una sostanza altamente infiammabile e dannosa per le vie aeree e per il sistema cardiocircolatorio. Il termine è d’origine onomatopeica e deriva dal suono emesso nel momento dell'apertura della fiala di vetro in cui in passato veniva commercializzato il nitrato d’amile. 2) O buster. Nell’ambito della follicolofilia, looner che ama far esplodere i palloncini di plastica o che si eccita nell’osservare qualcuno che li fa esplodere. Per la maggior parte dei poppers lo stato di eccitazione è scatenato e potenziato dallo stato di continua aspettativa nell’attesa che il palloncino esploda, dalla progressiva tensione del materiale plastico di cui è fatto l’oggetto feticcio, così come dal fatto che l’esplosione richiama allegoricamente il rilascio orgasmico. Diversi poppers sono stati precedentemente dei looner non-popper che hanno superato la paura dell’esplosione dei palloncini. ¶ Dall’ing. (to) pop, scoppiare e suono provocato.


Un palloncino nelle mani della persona che amo è la mia anima nelle sue mani, perché devo avere completamente avere fiducia, devo completamente arrendermi” (Gates, 2000)


PORN BURNOUT. Esaurimento da iperesposizione a materiale pornografico. L’esaurimento si manifesterebbe come un disinteresse, o meglio una desensibilizzazione al materiale erotico o pornografico e/o anche all’attività sessuale vera e propria, poiché l’abuso di media pornografici usati per atti sessuali (soprattutto di tipo masturbatorio) avrebbe depauperato sia il desiderio sessuale sia la naturale curiosità legata al sesso. In genere un periodo più o meno lungo di astensione dalla fruizione di materiale pornografico pone fine al burnout. → pornodipendenza. ¶ Ing.: esaurimento da porno.


Ho iniziato a guardare porno su larga scala nel 1997 [...] Il porno, essendo quello che è, nel paese arabo in cui risiedo, è proibito. [...] Quindi io dovevo trovare costantemente nuove vie e nuovi siti per soddisfare la mia fissa. Non c’è bisogno di dire che ero quasi un esperto a trovare porno. [...] Ma dopo quasi una decade in cui ho guardato ogni tipo di porno [...] la cosa ha iniziato a diventare noiosa. Dopo un po’ ti metti a cercare cose più esotiche e rare [...] ma dopo un po’ anche quello diventa noioso. [...] Una sorta di overdose da porno” (Link)


PORNO CHIC. Produzione filmica pornografica realizzata fra la fine degli anni ’60 e la metà degli anni ’80 del XX secolo, arco di tempo di grandissima diffusione di media pornografici poi bruscamente ridotta dalla diffusione dell’AIDS. L’influenza delle produzioni pornografiche di questo periodo andò ad influenzare altri tipi di media non direttamente legati all’industria del sesso, l’immaginario erotico-pornografico fu dunque in buona misura sdoganato, anche se in forme attenuate, nelle produzioni cinematografiche commerciali, nella televisione e nell’ambiente musicale, permeando tutta la cultura popolare.


PORNOCRAZIA. Forma di governo caratterizzata dalla capacità di una o più donne, che si offrono sessualmente a uomini di governo, di creare un potere personale tramite le relazioni sessuali, potere che nel tempo influenzerebbe e sostituirebbe il potere del politico. Più esattamente, con pornocrazia s’intende il governo pontificio che cominciò con l’elezione di Sergio III (904 d.C.) e si concluse con la morte di papa Giovanni XII (963), pesantemente influenzato da donne corrotte, le più note delle quali furono Teodosia e la figlia Marozia.


PORNO SHOP. Vedi sexy shop.


PORNOSTAR. Stella del porno, attore o attrice di media pornografici di notissima fama.


PORNODIPENDENZA. Disturbo caratterizzato da un consumo compulsivo di materiale pornografico che viene ricercato in maniera continua, il che in genere porta il soggetto interessato ad una forma di masturbazione compulsiva con compromissione dell’attività sessuale socializzata e possibili concomitanti sensi di colpa per tale condotta. La pornodipendenza può essere prodromica al porn burnout. Buona parte dei soggetti che sviluppano pornodipendenza presentano, nel corso della vita, una comorbilità con ansia, disturbi dell'umore e altri disturbi da dipendenza (alcol, droga, gioco d’azzardo).


PORNOFILIA. Anche prostitutofilia o cipridofilia. Parafilia di chi riesce a ottenere gratificazione sessuale quasi solo tramite rapporti sessuali con prostitute. Può essere una parafilia tipica di soggetti che non riescono a conciliare affettività e sessualità, che vivono il sesso in maniera impersonale e hanno difficoltà a gestire il proprio lato affettivo più profondo, per cui trovano nella prostituta una partner ideale che non richiede un impegno relazionale. D’altro canto il rapporto con una prostituta elimina qualsiasi potenziale difficoltà collegata alla dimensione relazionale; il pornofilo evita quindi lo stress di dover affrontare peculiari strategie d’approccio, l’eventuale rifiuto alle avanches e la relativa frustrazione connessa.  ¶ Dal gr. porne, prostituta.


Pago per il sesso e la ragione per la quale vado con loro [le prostitute] è che nella zona in cui vivo le ‘donne normali’ sono attratte o da duri, o da snob o da ragazzi troppo giovani. Non posso avere una ‘donna normale’ perché, come ho detto prima, la maggior parte di loro sono persone orribili ed è difficile incontrarle nei locali che hanno sempre la musica troppo alta e [le donne] non sembrano mai mostrare interesse per me; poi in quei posti sono ancor più sporche delle prostitute visto che non usano nessuna protezione mentre le prostitute lo fanno [...]. La cosa brutta è che da quando ho iniziato a fare sesso con le prostitute non riesco a fermarmi, sto proprio arretrando e non riesco a fermarmi” (Link)


PORNOGRAFIA. Trattazione o rappresentazione di atti sessuali espliciti, soprattutto incentrati su scene di penetrazione o su scene sessuali realizzate in maniera non metaforica e finalizzate unicamente a sollecitare desiderio sessuale. Non sempre distinguibile con immediatezza dai prodotti erotici, i media pornografici risultano il più delle volte privi di ogni substrato o messa in scena artistica e sono caratterizzati da una sbrigativa e grossolana rappresentazione dei fenomeni sessuali con scarso interesse per le componenti psicologiche e relazionali dei protagonisti. La pornografia ritualizza il gioco sessuale permettendo di prevedere gli atti che verranno presentati e stereotipizza i suoi protagonisti: lo stallone dalle elevate prestazioni anatomico-funzionali privo di malfunzionamenti e la femmina ipersessuale, pronta ad esaudire la fantasia del maschio ancor prima delle proprie e quasi sempre le due fantasie finiscono per corrispondere. La pornografia, riducendo la sessualità ad un rigido gioco ripetitivo nel divenire e nell’esito, manca della sana imprevedibilità che l’atto sessuale ha per sua natura; a tale imprevedibilità potenzialmente ansiogena si vanno a sostituire schematismi e ruoli prestabiliti. A differenza dell’erotismo, la pornografia rischia, nel mostrare la sessualità nella sua mera carnalità, di far intendere che sia possibile giocare con l’altro senza il suo consenso facendo del sesso un rapporto di forza. Alla pornografia, tuttavia, va riconosciuta la funzione di rappresentazione della sessualità nelle sue diverse sfaccettature, senza che essa debba essere necessariamente collegata a costrutti emotivi come d’altronde spesso si manifesta, in ciò forse estremizzando l’emancipazione del corpo dalla mente. La sua fruizione non pare avere comunque nessun influenza negativa statisticamente rilevante sulla popolazione e la critica secondo la quale la pornografia trasmetterebbe un’immagine degradante della donna non pare trovare corrispondenza a partire dal fatto che le attrici pornografiche sono donne adulte che scelgono liberamente di intraprendere tale professione ed evidentemente non avvertono il proprio operato come avvilente per la loro persona. In secondo luogo molte donne fruiscono di materiale pornografico, il che fa supporre che ciò non sia fatto per un’ineffabile tendenza masochistica a trovarsi di fronte ad immagini e filmati dai quali si trarrebbe un senso di avvilimento per il genere femminile. In terza istanza non bisogna dimenticare che esistono moltissimi media pornografici prodotti per un pubblico omosessuale, sia maschile sia femminile, per i quali, per ovvie ragioni, non ha senso discutere di imposizione dell’immaginario sessuale maschile su quello femminile e degrado della figura della donna. Se su internet, plasmato dai fruitori, le statistiche ci dicono che la parola ‘sex’ viene cercata più di God (Dio) e di money (soldi), evidentemente la pornografia risponde a diversi bisogni molto sentiti dalla popolazione mondiale. Che si tratti di pura curiosità, di ricerca di rispecchiamento rispetto a specifiche fantasie, di una forma autonoma d’iniziazione ed educazione sessuale o di una forma socialmente accettabile di sfogo sessuale per coloro che vivono relazioni monogamiche, la pornografia pare avere una serie di funzioni per ora ineliminabili. Il mezzo telematico e la diffusione di strumenti di ripresa a buon mercato hanno inoltre portato allo sviluppo di una pornografia amatoriale molto più apprezzata rispetto ai prodotti commerciali con attori e registi professionisti: nell’amateur, l’attore e lo spettatore si fondono in un’unica entità sicché la pornografia amatoriale ha il pregio di mostrare donne e uomini (sovente di fidanzati o di coniugi) in atti esplicitamente sessuali ma in cui non si disdegna la grammatica degli affetti. Nessuno dei protagonisti è uno stereotipo o una macchietta al mero servizio dell’altro e le ambientazioni, così come le situazioni, sono naturalmente imperfette, i tempi di esecuzione non sono meccanizzati e l’esito non è del tutto prevedibile, sicché lo spettatore può riconoscere nel porno amateur le proprie stesse esperienze, la propria sessualità. Nessun uomo particolarmente dotato o dal fisico scolpito, nessuna donna ipertrofica e irrealmente insaziabile, nessun rapporto di durata abnorme: il rispecchiamento che offre la pornografia amatoriale, la vera grande novità catalizzata dalle nuove tecnologie, è uno specchio non distorto dal narcisismo che consente con maggior naturalezza un implicito consenso al gioco voyeuristico-esibizionistico che domina da sempre la pornografia come forma d’espressione umana. ¶ Dal gr. porne prostituta + graphein, scrivere.


Personalmente non mi piace molto il porno e non sono né gay né apertamente religioso. Penso che per me il problema siano le attrici. Per quanto mi riguarda non c’è nulla di meno attraente di una puttana biondona piena di silicone e stupidità. Il silicone è il problema prevalente; aborro in maniera bruciante le tette finte e gli altri tipi di chirurgia estetica. Guardo gente come Pamela Anderson e mi sento letteralmente disgustato, non solo dal loro aspetto ma anche dalla loro personalità. Io sono solo attratto da donne reali, naturali, una che abbia rispetto di se stessa e abbia un’aria di decenza e di buon senso in rapporto a sé. Non ne troverai di questo tipo nell’industria del porno. Ovviamente ogni tanto me li guardo: sono un ragazzo. [...] Il porno ti fa pensare che il sesso sia tutta una questione di emozioni a buon mercato” (Link)  


Mi sono passato tutte le fasi del porno in internet. Prima del 2000, con le connessioni lente qui in Italia, si stava a scaricare immagini su immagini, ce le si scambiava fra amici; parliamo di diverse migliaia di foto. Si sceglieva quella più eccitante e ci si masturbava. C’era un non so che di bello nel fissare per minuti il corpo di una stessa donna ritratto su una foto. Adesso la cosa è bulimica, non ci si sofferma, non si finisce manco di vederne uno di filmato che si passa al successivo, è peggio. Comunque... poi c’è stata la fase dello scaricamento di brevissimi filmati derivati da un unico film: in pratica scaricavi cinque o sei filmatini mpeg [un formato video] e te li vedevi in catena. Poi, con l’ADSL, è arrivato il momento dei film scaricati interi con programmi P2P [eMule, WinMX, etc] e lì ti beccavi di tutto, soprattutto i file rinominati. Pensavi di scaricarti un bel film lesbo e invece ti beccavi un trans. Ho scaricato una marea di porno e ti posso garantire che tirarne giù per sbaglio uno con bambini [pedopornografia] è rarissimo. Nella mia ‘carriera’, e stiamo parlando di migliaia di porno, me ne saranno capitati due e li ho buttati via subito. Lo stesso vale per i siti internet, anzi è ancora più difficile: io ho surfato la rete in lungo e in largo e lo faccio ancora e di roba assurda ne ho vista ma non sono mai finito per sbaglio su un sito pedo. Quindi chi dice che si è sbagliato, che tira giù i porno con i bambini per errore (e si tiene la collezione!) è un bugiardo del cazzo. Adesso c’è la fase dello streaming in internet, quindi YouPorn (per inciso uno dei più grezzi) e simili, con un’infinità di scelta. Il trend attuale è quello dell’amatoriale, che in effetti non è affatto male anche se anche qui c’è di tutto, bisogna vagliare. La vera tristezza nell’amateur sono i filmatini ‘videofonino’ con i ragazzini delle medie e del liceo che fanno delle figure di merda, mostrano le tette in classe, fanno pompini e si fanno riprendere dagli amici. Non hanno dignità. Ti dirò che dopo tutti questi anni io sto tornando alle foto, e ti dirò di più, alle foto erotiche, anche quelle in bianco e nero. Alla fine è nella pura nudità che si nasconde il massimo dell’erotismo. [...] No, tutto questo porno non ha mai compromesso la mia vita affettiva con le donne né la mia vita sessuale... il reale prima del virtuale... E non ha aggiunto fantasie nuove che non avessi già. L’apporto pratico è stato ininfluente. Molte delle donne che conosco, comunque, guardano porno in internet, sicuramente in modo più saltuario di quanto facciano gli uomini” (t.r.a.)


PORNOGRAFO. Individuo che scrive, disegna o produce media a contenuto pornografico. → pornografia. ¶ Ad Atene, nel V sec. a.C. la pornografia era la “pittura di prostitute”: essa sarebbe stata inventata da Parrasio di Efeso (460 ca. a.C. -?) che, secondo Plinio il Vecchio, fu il più grande pittore-pornografo della sua epoca.


Nel 1855, meno di venti anni dopo l’invenzione del dagherrotipo, si potevano già trovare immagini pornografiche che nulla avevano da invidiare alla nostra pornografia più hard. 

 

PORNOSCOPOFILIA. O pornografofilia. Necessità di usufruire di materiale pornografico per raggiungere l’eccitazione e l’orgasmo. → pornodipendenza. ¶ Dal gr. porne, prostituta + skopeo, guardare.


POSIZIONI SESSUALI. Insieme delle combinazioni nelle quali due partner possono avere un rapporto sessuale. Si elencano alcune fra le più note di esse. Allineamento coitale, proposto anche come tecnica per aumentare la stimolazione del clitoride durante il coito. Nella posizione del missionario, una volta avvenuto l’inserimento del pene in vagina, l’uomo deve spostare il bacino più in avanti di alcuni centimetri così che il pube del partner vada a corrispondere con la zona clitoridea. In tale posizione la donna può iniziare a muovere le pelvi; il movimento coitale è quindi di tipo più oscillatorio che penetrativo. Amazzone, la donna si siede a cavalcioni sul corpo dell’uomo sdraiato supino; posizione nota gergalmente come smorzacandela o cavalcata. L’amazzone invertita è una variazione di tale posizione in cui la donna si siede al contrario, cioè dando la schiena al volto del partner; in tale posizione la donna può flettersi in avanti, verso le gambe dell’uomo, o all’indietro, avvicinando la propria schiena al petto del partner (amazzone invertita avanzata). Un’ulteriore variazione della posizione dell’amazzone è detta cavallo di Ettore, nella quale la donna appoggia la propria schiena sulle cosce dell’uomo che avrà piegato le gambe in modo da fornire un appoggio. Ad angolo, anche detta a T, posizione sessuale particolarmente indicata durante la gravidanza in quanto non si esercita pressione sul ventre e sulle mammelle. La donna è sdraiata sulla schiena con le gambe un po’ separate e le ginocchia tirate su, l’uomo la penetra stando in posizione perpendicolare rispetto al corpo della donna, con le proprie gambe appoggiate al fondoschiena della partner. Carriola, complessa posizione sessuale nella quale la donna si aggrappa alla spalliera di una sedia e, appoggiando le braccia sulla seduta della sedia, si fa tenere sospesa dal partner che la penetra da dietro. La donna salderà la presa sul partner con le gambe, stringendo i suoi fianchi con le proprie ginocchia. Cucchiaio, posizione sessuale da tergo, i partner stanno sdraiati sul fianco e l’uomo penetra la donna da dietro; piegando un po’ il ginocchio ed alzando la gamba, la donna può facilitare la penetrazione. Diligenza di Lione: la donna si siede sul pene dell’uomo, seduto, con le proprie gambe verso o anche sopra le spalle del partner, mentre si china all’indietro poggiandosi sulle mani; il movimento della penetrazione sarà dunque gestito dalla donna. Una variazione di questa posizione prevede che la donna, in posizione inversa, appoggi il proprio petto alle gambe dell’uomo. Farfalla, è la tipica posizione che si realizza utilizzando un tavolo. Il partner ricevente sta sdraiato sul tavolo o un supporto simile, con le gambe fuori da esso o rette dall’altro partner che durante il coito starà in piedi in posizione frontale rispetto al primo. Lap dance, posizione sessuale seduta, con l’uomo su una sedia che accoglie il/la partner su di sé, faccia a faccia o in direzione invertita; il partner poggia i piedi per terra. Missionario. Posizione sessuale realizzabile da un uomo e una donna, con la seconda in posizione supina a gambe aperte con le ginocchia più o meno piegate e l’uomo sopra e fra le gambe della donna che si sostiene con le proprie ginocchia e braccia. In tale posizione, soprattutto se l’uomo tiene abbastanza sollevato il tronco e la donna ruota il bacino verso quello dell’uomo (il che avviene sollevando le gambe o cingendo con esse i fianchi del partner), l’angolo di unione degli organi genitali permette una penetrazione particolarmente profonda. Una variazione del missionario è detta posizione a forbice, nella quale la gamba sinistra dell’uomo sta tra le gambe della donna mentre la gamba destra è all’esterno della gamba sinistra della partner. In questo caso la penetrazione è facilitata se la donna tiene sollevata la propria gamba destra. Con la posizione della forbice, tuttavia, si indica anche una forma di rapporto sessuale, penetrativo o di masturbazione mutuale, in cui le parti genitali di due persone vengo in contatto incrociando le gambe l’una dell’altra (scissoring). Una seconda variazione del missionario è definita laterale o ‘fianco a fianco’, con i due partner appoggiati su un fianco e abbracciati frontalmente. È una posizione molto utilizzata poiché poco impegnativa fisicamente, dato che entrambi i partner poggiano il corpo per la sua lunghezza. Lo stopperage è una terza variazione del missionario, realizzata facendo in modo che la donna raccolga le gambe verso il proprio petto, ottimizzando così l’angolo di penetrazione. Questa è anche la posizione consigliata alla donna che voglia facilitare la fertilizzazione, poiché con le gambe raccolte all’altezza del petto non vi è fuoriuscita dello sperma eiaculato in vagina; il liquido seminale colerà verso il fondo del canale vaginale facilitando la migrazione degli spermatozoi attraverso la cervice e quindi alle vie genitali interne femminili (receptaculum seminis). In una versione più complessa dello stopperage, detta ostrica viennese, la donna, sdraiata sulla schiena, porta le gambe verso il proprio petto fino al punto di far arrivare i piedi all’altezza della testa; tecnicamente i piedi dovrebbero essere posti dietro il collo in modo da bloccare le gambe; una volta assunta tale posizione, avviene la penetrazione. Novanta, qualsiasi posizione che veda il partner ricevente con il busto flesso in modo che questo assuma, rispetto alle gambe, un angolo di più o meno 90°. Oceanica, o del loto, posizione sessuale nella quale i due partner sono seduti l’uno di fronte all’altro; in tale posizione ognuno può cingere i fianchi dell’altro con le gambe. Pecorina, o a pecora, more ferarum (come gli animali), a retro, da tergo, venere posteriore, o dog style (ing., alla maniera del cane). Posizione sessuale nella quale la persona che viene penetrata assume una posizione a quattro zampe, poggiandosi sulle ginocchia e sulle braccia, esponendo quindi i genitali esterni e lo sfintere anale alla vista del partner che da dietro, in piedi o anch’egli appoggiato sulle ginocchia, potrà penetrare la vagina o l’ano. In tale posizione il partner penetrante potrà gestire facilmente le spinte pelviche e l’angolo di penetrazione, eventualmente afferrando i fianchi e le natiche del partner chinato, ma è anche possibile che il primo stia fermo e che sia la persona nella posizione ricevente che, oscillando, governi il ritmo e il vigore della penetrazione. In maniera più o meno agevole il partner a tergo potrà, poggiandosi sulla schiena dell’altro, stimolarne la zona genitale o le mammelle con le mani, così come baciare il collo, le spalle o la bocca del partner a patto che quest’ultimo ruoti la testa. Il partner chinato potrà, poggiandosi solo sulle due gambe e su un braccio, toccare i genitali di quello a tergo. Tale posizione è generalmente ritenuta impersonale e poco romantica poiché non solo imita la postura assunta nell’accoppiamento da diversi animali ma anche perché impedisce ai partner di guardarsi in volto, nondimeno è una posizione sessuale comunemente praticata ed apprezzata. Se le spinte penetrative sono realizzate con eccessivo vigore è possibile che la donna possa avvertire un dolore dato dalla percussione del glande del pene contro la cervice uterina. Rana, la donna è sdraiata sopra l’uomo e si regge sulle mani, mentre il partner spinge i fianchi della donna verso di lui; le gambe di entrambi sono distese e separate, con le ginocchia e i piedi in corrispondenza. La posizione assunta assomiglia a quella di una rana con gli arti inferiori distesi. Sessantanove. Una delle posizioni sessuali fra le più note, in cui due partner praticano e ricevono contemporaneamente una stimolazione oro-genitale in quanto posizionati in opposte direzioni in modo che la testa dell’uno sia in corrispondenza degli organi sessuali dell’altro; questo può avvenire con entrambi i partner sdraiati sul fianco, oppure con uno in posizione supina e l’altro che lo sovrasta. Il 69 può essere praticato da due partner eterosessuali, in tal caso l’uomo pratica il cunnilinguo e la donna la fellazio; da due donne entrambe praticanti il cunnilinguo o da due maschi entrambi praticanti la fellazio. La cifra 69 è stata associata a tale posizione in base alla somiglianza tra le posizioni invertite dei partner ed i numeri 6 e 9 uniti in modo che il cerchio delle singole cifre rappresenti la testa ed il resto rappresenti le gambe. Unione sospesa. Nome dato al coito realizzato in piedi, senza particolari variazioni. In base alla forma e alla struttura fisica dei partner tale posizione può risultare difficoltosa e faticosa. Il fatto che un dei due partner appoggi parte del proprio corpo contro un muro o altro sostegno può facilitare questa posizione coitale.


È peccato mortale per un marito e una moglie avere un rapporto sessuale nella normale posizione ma invertita, poiché rende la donna attiva, la qual cosa, come tutti possono constatare, la Natura aborre più di tutte. In più, in accordo con certe autorità, il Diluvio Universale fu causato dall’ignobile usanza delle donne che montavano l’uomo nell’atto sessuale. (Sanchez, 1693)


La loc. “posizione del missionario” deriva da un errore di comprensione che il sessuologo Alfred Kinsey compì nella disamina del testo “The Sexual Life of Savages in North-Wester Melanesia” (1929) dell’antropologo B. K. Malinowski; quest’ultimo scrisse dello “stile del missionario” non per indicare una posizione sessuale, così come invece comprese Kinsey.


POST-CONSUMATORIA, fase. Sin. di fase di risoluzione.


POSTGENDERISMO. Filosofia sociale mirata all’eliminazione del concetto di genere sessuale, così come delle differenze stesse di genere tramite l’uso della biotecnologia e della riproduzione assistita. Secondo il postgenderismo, la presenza di differenze anatomiche fra maschi e femmine, e di differenti ruoli di genere, sono alla base di diverse problematiche sociali a detrimento della qualità di vita degli individui. Dato l’avanzamento delle tecniche di riproduzione assistita, il postgenderismo preconizza una società in cui il sesso non avrà più nessuna utilità a livello riproduttivo e in cui ogni individuo sarà messo in grado, se lo vorrà, di generare un figlio e di partorirlo. In pratica la riproduzione diverrà una scelta puramente individuale e la scelta di genere una mera opzione di fatto non necessaria.


POSTILLONAGE. Massaggio prostatico realizzato per via rettale, con l’inserimento di un dito o altro oggetto, od esercitando pressione sul perineo, per aumentare l’intensità dell’orgasmo maschile. ¶ Dal fr. postillon, conducente di una carrozza che monta su uno dei cavalli e non sul cocchio.


POSTRIBOLO. Bordello d’infimo livello. ¶ Dal lat. prostibulum, da prostare, essere esposto al pubblico, essere in vendita.


POTENZA SESSUALE. Capacità dell’uomo di ottenere e mantenere un’erezione atta a portare a termine il coito. Tale qualità prettamente virile si presenta sotto due aspetti: potenza genitale (potentia coeundi), cioè capacità di ottenere l’erezione e di effettuare la penetrazione, potenza generativa (potentia generandi), legata alla capacità di procreare; si ritiene che la potenza generativa sia subordinata alla potenza genitale, tuttavia non è strettamente necessaria la penetrazione per ottenere la fecondazione. Vi è anche la potenza senile (potentia senilis), la capacità di copulare e procreare in avanzato stato di età.


POV. Acr. di Poit Of View. Tecnica di ripresa tipicamente usata nei porno di tipo gonzo, nei film interactive, e nell’amateur a due, per la quale l’angolo di ripresa viene fatto corrispondere al punto di vista dello spettatore, in modo che esso abbia facilità ad identificarsi con uno dei protagonisti, quello cioè che teneva in mano la macchina da presa. In pratica la soggettiva di un interprete è la stessa di quella dello spettatore. ¶ Ing.: punto di vista.


POWER BOTTOM. Bottom particolarmente versato nel farsi dominare e nel sottomettersi in giochi o relazioni sadomasochistiche.


POWER EXCHANGE (PE). Forma di relazione sadomasochistica nella quale un sub accetta di demandare al Dom il controllo in una situazione sessuale. → total power exchange. ¶ Ing.: scambio di potere.


POWER TOP. Top o Dom con speciali doti di dominazione o di gestione del rapporto sadomasochistico.


PREDATORE SESSUALE. Individuo che, in maniera ricorsiva, cerca di ottenere un contatto sessuale con una persona e a tal fine adotta metodiche abusive, da quelle più subdole, irretendo la preda con modi seduttivamente gentili, fino ad usare violenza, aggredendola. Sovente il termine viene riferito a soggetti condannati per crimini sessuali. Il predatore sessuale aggiornato all’era telematica è detto predatore online. Tale soggetto è un utilizzatore di internet sufficientemente esperto che, in vari modi (es. celando la propria vera identità, usando chat, email, etc.), entra in contatto con giovani o giovanissimi con intenti di abuso sessuale perpetrato unicamente online. La vittima, quindi, verrà convinta, con modi affabili, a discutere della propria sessualità, ad accettare immagini pornografiche o a spedire proprie fotografie in pose allusive. In altri casi il predatore online può usare una comunicazione aggressiva tale da creare marcato imbarazzo, turbamento o ansia.  


Come evitare o minimizzare i pericoli rappresentati dai predatori online. I genitori possono: 1) Informare i propri figli, senza inutili allarmismi, dell’esistenza dei predatori in internet e dei pericoli connessi ad una navigazione compiuta senza attenzione. 2) I bambini più piccoli (≤ 10 anni) non devono usare le chat, per loro può essere troppo rischioso. 3) I bambini più grandi devono essere sollecitati ad usare chat monitorate e a rimanere nell’area pubblica della chat, evitando l’area privata (pvt) in cui la comunicazione avviene utente-ad-utente senza che altri possano leggere. 4) Senza fare opera di spionaggio, controllate la chat che usano i vostri figli e chiedete di tanto in tanto con chi stiano chattando. 5) È bene che il computer usato dal bambino, fintanto che è giovane, sia in un’area comune della casa e non nella sua stanza, dove il bambino si può isolare. 6) Se il bambino è piccolo non ha alcuna utilità creargli una casella email privata, fategli utilizzare la vostra. 7) Insegnate ai bambini a non rispondere mai ad email o messaggi istantanei di persone che non conoscono. 8) Dite ai bambini di avvertirvi se vedono sul computer qualcosa che li spaventa o non li mette a loro agio. 9) Consigliate al bambino di scegliere un nickname (soprannome) internet che non lasci intuire né il sesso né l’età e ovviamente non il nome né il cognome (es. Mattia98 o fiorellino97 sono nicknames inadatti). [Potete trovare ulteriori linee guida approfondite sull'uso sicuro della rete per i bambini su (Link)]


PREGGO. Categoria pornografica che vede come protagoniste donne incinta. ¶ Abbr. dell’ing. pregnant, gravida.


PRELIMINARE. Attività sessuale che viene realizzata prima del coito, in genere tramite baci, carezze e stimolazione tattile e orale dei genitali. Lo studio effettuato da Kinsey indicò che la durata media dei preliminari era di 12 minuti, con una correlazione diretta fra il livello scolastico dei soggetti impegnati in tale attività sessuale e il tempo speso nel preliminare, cioè più è alto il livello scolastico più un soggetto dedicherebbe tempo ai preliminari prima della penetrazione. Uno studio simile effettuato 30 anni dopo ha segnalato un allungamento del tempo medio impiegato per i preliminari (15 minuti) ma non ha trovato alcuna correlazione fra la durata e il livello scolastico. Studiosi della McGill University Health Centre di Montreal, usando l’analisi termografica, hanno messo in luce che le differenze nel tempo che impiegano la donna e l’uomo a raggiungere il picco d’eccitazione prima di dare inizio alla penetrazione sono minimali; in media quindi i maschi e le femmine investono lo stesso tempo nei preliminari, circa 10 minuti. Fattori che paiono condizionare più di altri lo stile e la durata dei preliminari sono l’età, la religione e le norme culturali. → afterplay.


I preliminari sono un’altra bella faccenda con le donne. Per alcune è una cosa necessaria, altre si annoiano e basta. Una mia ex aveva bisogno di essere scaldata per minuti e minuti, un’altra ex partiva da zero a cento che quasi non ero io ad essere pronto. [...] Il bello è che una volta alla prima avevo chiesto qual’era stata la nostra migliore, cioè il rapporto che avevamo fatto e che le era piaciuto di più, e lei mi parla di una volta che praticamente le ho spostato le mutante, manco gliele ho tolte, e l’ho buttato dentro. [...] Non c’è una regola, comandano loro, devi seguire i loro momenti, le loro sottili onde cerebrali, devi essere un pipistrello che percepisce gli ultrasuoni” (t.r.a.)


 “C’è volta e volta. Ci sono delle volte che il preliminare è il meglio del sesso e ti godi le coccole e tutto la tensione che sale, quasi che la penetrazione che segue sia superflua. C’è invece la volta che ti butti per terra e inizi subito senza preliminari. In questo caso funziona lo stesso perché, da una parte ti senti desideratissima dal tuo uomo e quindi bellissima e amatissima e questo ti eccita all’istante, cioè è come se l’eccitazione del tuo uomo venisse di colpo trasferita a te, dall’altra perché è proprio l’atto repentino in sé ad essere eccitante e quindi a funzionare da preliminare istantaneo. Mi sono spiegata bene? [...] Poi dipende anche da quanto hai voglia in quel momento. Se hai una voglia matta, il preliminare lo riduci” (t.r.a.)


PREMESTRUALE, sindrome (PMS). Insieme eterogeneo di alterazioni psicofisiche con una ben precisa localizzazione temporale relativamente al ciclo mestruale. I sintomi si possono presentare in maniera dissimile da una donna all’altra ma per porre diagnosi occorre che essi compaiano per tre cicli e sempre nella stessa fase del ciclo e inoltre con un periodo di 7 giorni libero da sintomi (corrispondente alla fase follicolare). La sindrome, che colpisce circa il 20% delle donne fertili, si presenta dai 7 ai 10 giorni prima dall’inizio del flusso mestruale e comprende i seguenti sintomi fisici: senso di gonfiore, dolori pelvici, tensione mammaria, vampate di calore, cefalea, modificazioni della funzione intestinale, acne. A ciò si aggiungano dei possibili sintomi psicologici: irritabilità, aggressività, ansia, tendenza al pianto, cambiamenti d’appetito, difficoltà di concentrazione. Non si conoscono ancora le cause precise della sindrome ma l’ipotesi più accreditata attribuisce la PMS alle modificazioni cicliche dell’attività dei peptidi oppioidi endogeni influenzati dagli ormoni ovarici durante il ciclo mestruale; a partire da questa ipotesi si è notato come gli antagonisti degli oppioidi (es. il naloxone) abbiano dimostrato di essere efficaci contro la sindrome. La maggioranza delle donne con sindrome premestruale, tuttavia, ha mostrato una cattiva tolleranza a qualsiasi terapia farmacologica, ottenendo migliori risultati tramite il controllo dei meccanismi psicogeni che complicano o favoriscono la sindrome, oltre a seguire abitudini di vita mirate ad eliminare l’uso di eccitanti (caffè, tabacco, etc.) e di sale, soprattutto nella settimana che precede il flusso mestruale. Alcuni ricercatori hanno posto in dubbio il fatto che la PMS corrisponda ad una vera e propria sindrome medica, ma piuttosto sia un disturbo psicologico, costruito e diffuso socialmente, prodotto da una cultura ipocondriaca; sarebbe invece la disforia premestruale (PMDD) ad essere un prodotto di modificazioni neurochimiche e a poter essere definito disturbo medico. Quest’ultima sarebbe una forma grave di PMS che colpisce circa il 6% delle donne e i cui sintomi psicofisici (ansia, irritabilità, depressione, rabbia, cefalea, dispercezioni dell’aspetto fisico) sono tanto acuti da compromettere la qualità di vita. La disforia premestruale viene trattata con antidepressivi e somministrazione di vitamina B6, in associazione ad una dieta bilanciata e ad esercizio fisico.


Immediatamente prima dell’orgasmo i livelli dell’ormone ossitocina si moltiplicano anche di cinque volte rispetto al normale. Ciò provoca un rilascio di endorfine, molecole capaci di attenuare il dolore. Oltre a questo, l’attività sessuale stimola nella donna la produzione di estrogeni che possono ridurre lo stato algico legato alla sindrome premestruale.


PREPUZIO. 1) Prepuzio del pene, porzione finale, anteriore, della pelle del pene che si ripiega su se stessa e ricopre il glande per una lunghezza variabile. Al solco balano-prepuziale, che divide il glande dal corpo del pene, la parte interna del prepuzio si continua con la cute aderente al glande. In corrispondenza della linea mediale del solco balano-prepuziale, nella parte ventrale del pene, si forma il frenulo. 2) Prepuzio del clitoride, lembo di cute che ricopre il clitoride e risulta formato dall’unione anteriore delle porzioni laterali delle piccole labbra vulvari. ¶ Dal lat. pre-, prima + putium, dalla radice pu-, generare o putare, recidere.

 

 

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