XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

TABÙ. O tabu. Oggetto, atto o parola proibiti per costume o fede religiosa in un dato gruppo sociale. Per estensione del concetto si definiscono tabù anche quelle idee o atti sessuali che ogni singola persona ritiene non adatti o consoni per sé e per i quali si ha difficoltà anche al solo parlarne, senza tuttavia che vi sia espresso divieto legale, sociale o religioso. ¶ Dal polinesiano tapu, proibito.


TAFOFILIA. Parafilia di chi fantastica di essere seppellito vivo e trae piacere da questa fantasia o anche tendenza di coloro che hanno un’attrazione morbosa per i cimiteri e godono ad avere rapporti sessuali all’interno di essi. Nonostante il tema principale di questa parafilia, essa non è necessariamente correlata alla necrofilia, anche se potrebbe essere una fantasia reattiva a fantasie necrofile inaccettabili. La tafofilia è associata più spesso all’autofonofilia, ad alcune pratiche di vincifilia o a forme di bondage estremo come la mummificazione. ¶ Dal gr. taphos, sepoltura.


Si cita il caso di un uomo californiano che amava essere avvolto con garze e panni (mummificazione) ed essere temporaneamente seppellito dai suoi amici. (Mains, 1993)


TAGLIATORE DI TRECCE. Soggetto tricofilo che agisce il proprio feticismo in forma abusiva, tagliando ciocche di capelli alle donne senza che esse abbiano espresso consenso. I capelli così ottenuti vengono collezionati ed usati come catalizzatore dell’eccitazione anche per l’attività masturbatoria. → tricofilia.


TALPOTENTIGINIA. Eccitazione sessuale derivate dall’uso di sostanze, dispositivi o condizioni climatiche tiepide o calde. → termofilia; temperature play. ¶ Dal gr. thalpos, calore + lat. tentigo -ginis, libidine.


TAMAKERI. Sottogenere pornografico incentrato sulla tortura ai testicoli (ball torture) o, più nello specifico, su scene nelle quali una donna colpisce, calcia, tira o torce i testicoli e lo scroto di un uomo. In questi film, che iniziano con la tortura ai testicoli e terminano invariabilmente con un rapporto sessuale, compaiono come protagonisti degli uomini masochisti e come interpreti femminili delle giovani ragazze non professioniste. ¶ Giap.: calciare le palle.


TANATOFILIA. Sin. di necrofilia. ¶ Dal gr. thanatos, morte.


TANTALO, notti di. Anche con la loc. lat. trinoctium castitatis, tre notti di castità. Nome pop. attribuito ad un’usanza diffusa in Europa nel periodo medievale e fino agli inizi del XX secolo, per la quale gli sposi si sarebbero dovuti astenere per alcuni giorni dopo il matrimonio (in genere tre) dall’avere rapporti sessuali, così come fece il personaggio biblico Tobia con la moglie Sara, il quale trascorse la prima notte di nozze pregando affinché il demone Asmodeo non lo uccidesse (da cui anche il nome notti di Tobia). Per evitare i “rischi” della prima notte, alcuni fidanzati, in accordo con i genitori, potevano consumare l’unione prima del matrimonio in un rapporto sessuale che assumeva quindi un valore rituale; in quest’ottica può trovare parziale comprensione anche l’usanza della “fuga degli sposi”, popolarmente nota come fuitina. ¶ La loc. pone un satirico parallelismo fra la fatica di rispettare tale momento di continenza sessuale e il supplizio patito dal mitologico personaggio di Tantalo.


TANTRA. O tantrismo. Insieme d’insegnamenti spirituali ed esoterici nati in seno all’induismo nell’India del IV secolo. Il tantra parte dal presupposto che l’universo sia la manifestazione sensibile dell’energia divina che può essere incanalata nel microcosmo umano anche, ma non solo, tramite ritualità sessualizzate. Divenuto popolare in Occidente soprattutto per l’aneddotica legata al potenziamento dell’esperienza orgasmica e ad una notevole dilatazione temporale di essa, il tantrismo nella sua forma classica mira al superamento del piano sessuale dell’esistenza verso una consapevolezza più profonda dell’esistenza stessa, ciò tramite l’accettazione e l’utilizzo delle innate tendenze sessuali. Nel rapporto sessuale tantrico, che avviene dopo elaborati riti preparatori, la finalità è il raggiungimento del samadhi, ovvero della fusione delle due individualità in una coscienza cosmica; per il tantra la fusione delle due energie vitali genera un’energia indistinta. La versione del tantra diffusasi in Occidente, e definita neotantra, è sovente criticata dai tantristi orientali poiché vedono questo nuovo ramo della loro dottrina come una semplificazione eccessiva di essa. Per i tantristi orientali, il tantra, privato delle regole di condotta rituale, è stato ridotto a sesso spirituale in cui la beatitudine tantrica viene confusa con il comune piacere orgasmico. ¶ Dal sanscrito tantram, trama di tessuto, ad indicare figurativamente la dottrina.


TAVOLO DI CONTENZIONE. Mobile erotico tipicamente usato nelle pratiche bondage e SM, che alloggia ai lati due o più file di ganci ai quali possono essere fissate delle corde, in modo che la persona sdraiata sul tavolo venga assicurata e bloccata sul piano.


TEABAGGING. Pratica sessuale, sovente attuata nel facesitting, consistente nell’inserimento dello scroto nella bocca del partner o nel semplice posizionamento di esso sul volto; lo scroto verrà immesso e tolto dalla bocca ripetutamente, così come si fa con una busta di tè in infusione. ¶ Dall’ing. tea, tè + bag, busta.


TEASING & DENIAL (T&D). Gioco sessuale in cui il partner viene stuzzicato e stimolato sessualmente, quindi viene lasciandolo in uno stato di elevata eccitazione e di piacevole insoddisfazione; si tratta di un’attività sessuale in cui un partner domina e controlla il piacere dell’altro. In ambito BDSM il gioco si può declinare in orgasmo controllato, una forma più severa di T&D. ¶ Ing.: stuzzicare & negare.


Barriere. Questo è tutto ciò di cui si compone questo gioco. Creare barriere al suo piacere mentre lentamente lui apre i cancelli del mio. Negargli il piacere è un modo molto eccitante di farmi un regalo. Guardarlo lavorare così impegnato mentre so che il suo cazzo non vorrebbe altro di meglio che entrare dentro di me. Avere questo livello di controllo è un piacere sottile e diabolico.” (Sonia Florens, 2008)


TECHNOSEXUALITY. Sin. di tecnofilia.


TECNICHE SESSUALI. Insieme di attività e strategie specifiche mirate ad accendere e/o accelerare l’eccitazione nel partner, così come a raggiungere più facilmente l’orgasmo. Seppur esistano alcune pratiche ed accorgimenti adottabili durante un rapporto sessuale che generalmente possono sortire effetti erogeni marcati, è bene che non enfatizzare il concetto di tecnica sessuale, intesa come escamotage grazie al quale il corpo del partner risponde esattamente come previsto in base ad un predeterminato stimolo, dal momento che le innumerevoli variabili soggettive non permettono di prevedere con esattezza preferenze e reazioni. È bene quindi chiarire che non vi sono tecniche sessuali precodificate se non vi è anche la disponibilità fra i partner a sperimentare diversi approcci e a comunicare ciò che si ritiene più o meno erogeno. Vi saranno dunque tecniche sessuali che sortiscono l’effetto sperato con un determinato partner ma le medesime tecniche potrebbero non essere né applicabili né erogene per un altro.


Con gichigich si indica una peculiare tecnica sessuale utilizzata dalla popolazione degli Yapesi, abitanti dell’isola di Yap (Micronesia). L’uomo si mette seduto e la donna si siede sul pene dell’uomo ma senza che questo penetri in vagina. Il pene viene mosso in diverse direzioni stimolando la vulva ed il clitoride della partner in modo che la donna possa ottenere orgasmi multipli, orgasmi che le donne Yapesi accompagnavano con brevi getti di urina. La tecnica era ritenuta così stancante per la donna che veniva usata solo prima del matrimonio, poiché una donna troppo stanca sarebbe stata una compagna meno produttiva in casa.


TECNOFILIA. Anche tecnofeticismo (tecnofet) o tecnosessualità. Dimensione sessuale di coloro che sono attratti da macchine, robot, androidi e altre creazioni fantascientifiche che non esistono nella vita reale, così come altre che potrebbero esistere in futuro. Il termine si è andato a sostituire alla sigla ASFR che indicava il più noto newsgroup dedicato al robofetish e al technofet. Il tecnofilo si eccita immaginando o chiedendo al partner di simulare il possesso di parti anatomiche meccaniche o di mimare il comportamento di un robot. Sovente è la trasformazione in un essere senza volontà propria e il conseguente comportamento ad essere sessualizzato. Per questo motivo il più delle volte il tecnofilo non è attratto da androidi che simulino in tutto e per tutto il comportamento umano (come mostrato in alcuni film fantascientifici) ma si preferiscono quei robot che agiscono più goffamente o meccanicamente. Molti tecnofili dichiarano di provare una pervasiva sfiducia verso il genere umano mentre ritengono che i robot siano più affidabili delle creature viventi: la prevedibilità dell’uomo-macchina è quindi la qualità essenziale del feticcio. Come nella psicocheirofilia, al centro del piacere del tecnofilo vi è una fantasia sessuale abitata da un soggetto privo di volontà propria che, per il suo stato peculiare, non innesca fenomeni relazionali vissuti dal tecnofilo come ansiogeni e troppo complessi per essere affrontati. Per questo motivo, e per il fatto che il robot è privo di vita, questa parafilia ha non pochi punti di contatto con la necrofilia, benché ovviamente nessun tecnofilo approverebbe l’attrazione per un cadavere. Nella tecnofilia, tuttavia, il parafilico realizza una forma di controllo sulle sue stesse paure e sulla sessualità stessa che, da complesso fenomeno viene ridotto a subroutine meccaniche, programmabili e perciò prevedibili. D’altra parte essere un robot, per chi ama tale fantasia, consente un abbandono temporaneo del proprio stato umano e delle responsabilità e degli eventuali sensi di colpa che ciò comporta, una macchina vuota colmabile dal partner con i più diversi comandi sessuali al solo premere di un pulsante fittizio. Diversi tecnofili indossano una piccola chiave, simile a quella adatta a caricare un giocattolo, come simbolo di appartenenza alla subcultura tecnosessuale.  


“C’è questo senso di distaccamento. Devi agire in modo rigido, meccanico e senza movimenti fluidi con questa voce piatta e con questa volontà di obbedire. Allo stesso tempo, nella mia testa, sono terribilmente eccitato. Devo tenermelo dentro. Non voglio rovinarlo sghignazzando a metà dell’atto. È una sensazione bellissima. Puoi vedere un robot come un essere o un oggetto che non ha nulla se non passione. Programmato per essere niente se non la fonte del piacere per sé e per gli altri. Essere capaci di avere questa purezza, essere capaci di essere fonte di piacere per la persona per cui lo stai facendo, è bellissimo” (Gates, 2000)


TEEN. Categoria della produzione pornografica che vede come protagoniste donne appena maggiorenni (barely legal, a mala pena legale), abbigliate e truccate in modo da esaltare la loro giovinezza e, il più delle volte, farle passare come appena maggiorenni. A tal fine le attrici prescelte, spesso non professioniste o all’inizio della carriera, hanno un corpo non troppo florido, efebico, ed una capigliatura (es. i codini) che richiama l’infanzia. ¶ Ing.: adolescente. 


TELARCA. Inizio dello sviluppo delle mammelle nelle ragazze in età puberale. In genere precede il menarca di circa due anni. Se lo sviluppo delle mammelle avviene prima della pubertà, si parla di telarca precoce o prematuro. ¶ Dal gr. thele, seno femminile + arkhe, inizio.


TELECLITORIDISMO. Variazione della posizione del clitoride per cui esso si trova ad una distanza maggiore di 3 cm sopra il meato urinario. Questa distanza superiore alla norma può comportare che, durante il rapporto sessuale ventrale, il pube dell’uomo non eserciti, per frizione e pressione, una sufficiente stimolazione sul clitoride; infatti per molto tempo si è ritenuto che il teleclitoridismo potesse essere una causa di frigidità nella donna. Il clitoride, tuttavia, è un organo per la maggior parte interno i cui rami decorrono internamente ai lati della vulva, quindi per stimolare il clitoride non è necessaria una frizione diretta dello stesso. La stimolazione orale prima e/o dopo il coito, oppure quella manuale, per quelle posizioni che la consentono, possono eventualmente supplire ad un’insufficiente stimolazione della zona clitoridea durante la penetrazione. ¶ Dal gr. telos, lontano.


TELEDILDONIC. Vedi cyberdildonic.


TELEFONICOFILIA. Piacere ed eccitazione sessuale relativa al parlare di sesso al telefono o ascoltare discorsi dello stesso tenore sempre attraverso il telefono. Il termine può anche essere usato nel caso di una particolare predilezione per il sesso telefonico. La telefonicofilia può solo parzialmente essere sovrapposta alla scatologia telefonica poiché quest’ultima tende ad essere sempre abusiva ed aggressiva nei confronti dell’interlocutore, mentre la prima si declina in pratiche sessuali consensuali.


Molte volte, molte volte. Il sesso telefonico l’ho fatto diverse volte con diverse donne. Di solito piace a tutte, cioè fatto seguendo la loro lunghezza d’onda. A chi piacciono parole più volgari, altre preferiscono il gioco sottile, giocare con il tono della voce. Un uomo può fare molto con la voce al telefono, almeno, se in partenza ha di suo una bella voce [...] Non mi è mai successo che una donna mi guidasse nel sesso telefonico. Qualcuna c’ha provato ma lo fanno per pochissimi minuti e si sente che non sono a loro agio, non so, sarà l’imbarazzo o manca la creatività. Si crea molta complicità con il sesso al telefono, sì, complicità con una donna che però poi vedi di persona. Non credo nei rapporti virtuali” (t.r.a.)


TELEGONIA. Fenomeno per il quale una donna, dopo aver avuto rapporti sessuali con un uomo, dà alla luce dei figli avuti da un secondo partner che però presentano delle caratteristiche o peculiarità del primo soggetto. Il termine fu coniato nel 1892 dal biologo tedesco August Wisemann per spiegare una supposta influenza diretta dei gameti maschili sul sistema riproduttivo femminile, e l’impatto di esperienze sessuali precedenti al concepimento sul sistema riproduttivo femminile. La telegonia, teoria che oggi non ha alcun valore scientifico, ebbe però molta fortuna nel XIX secolo e soprattutto nell’ambiente culturale vittoriano. In pratica la teoria sottintendeva che una donna non avrebbe avuto nessuna convenienza ad avere rapporti prematrimoniali, in quanto la sua vita sessuale precedente si sarebbe “ripercossa” geneticamente sulla prole con un uomo che non avrebbe ritrovato i propri tratti nel nascituro, bensì quelli dei passati partner sessuali della moglie. ¶ Comp. dal gr. telos, lontano (nel tempo) + tema di gignomai, nascere.


TELEIOFILIA. O adultofilia. Cronofilia che descrive la condizione di chi preferisce scegliere partner sessuali adulti. Termine che si applica anche ai minorenni attratti da persone adulte piuttosto che da coetanei. ¶ Dal gr. teleios, completamente formato, adulto.


Saxton et al. (2009), ricercatrice dell’Università scozzese di St. Andrews, ha mostrato ad un campione di ragazze adolescenti fra gli 11 e i 15 anni volti maschili con tratti più o meno virili, e a fatto ascoltare voci di uomini più o meno profonde. Le ragazzine verso i 15 anni ritenevano più attraenti le voci di tono basso, cioè quelle più profonde e tipicamente maschili, mentre per le ragazzine più giovani la preferenza andava per voci con un tono più alto e per immagini di uomini con lineamenti femminili. I risultati di questa ricerca sono i primi a dimostrare che lo sviluppo puberale ha degli effetti misurabili sui giudizi relativi all’attrazione negli adolescenti; ciò suggerisce che i giudizi d’attrazione negli umani, almeno per alcuni tratti, vengano calibrati a determinati livelli di crescita, raggiungendo livelli adulti circa la maturità sessuale quando le decisioni nella scelta del partner diventa rilevante.


TELERETISMO. O telotismo. Inturgidimento del capezzolo dovuto a stimolazione meccanica o bassa temperatura. Il fenomeno è dovuto a tensione muscolare e solo parzialmente per turgore delle venule, a differenza di quanto invece avviene nell’erezione conseguente a vasocongestione. ¶ Dal gr. thele, capezzolo + erethisma, eccitazione.


TEMPERATURA BASALE. Metodo contraccettivo naturale che si basa su un’attenta rilevazione della temperatura corporea per prevedere i giorni fertili e infertili del ciclo mestruale, poiché quando avviene l’ovulazione la temperatura corporea femminile si abbassa, mentre vi è un rialzo in fase postovulatoria (o luteale). La variazione di temperatura è data dalla concentrazione nel sangue del progesterone che è ridotta in fase preovulatoria (o follicolare) e si accresce in fase luteale. La misurazione, da effettuarsi ogni giorno sempre alla stessa ora e dopo 4-5 ore di sonno ininterrotto, comincia dal giorno in cui compare il flusso mestruale e procede fino alla comparsa della mestruazione successiva. Il periodo non fertile è quello relativo ai giorni che seguono il rialzo termico. L’uso perfetto di questo metodo contraccettivo garantisce una bassissima probabilità di gravidanza (indice di Pearl: 0,3) ma per i comuni errori che possono essere compiuti nella rilevazione della temperatura (la quale può essere fra l’altro influenzata da vari fattori), l’indice di Pearl reale si può attestare ad un valore di 15. L’abbinamento dell’analisi della temperatura basale con il metodo Billings garantisce un potere contraccettivo ben superiore (vedi sintotermico).


TEMPERATURE PLAY. Insieme delle pratiche sessuali in cui la stimolazione fisica è prodotta per contatto con oggetti che hanno una temperatura di molto più fredda o più calda della pelle. Può quindi essere realizzato usando del ghiaccio, passato su zone particolarmente sensibili del corpo, oppure in forme estreme, procurando ustioni con ferri roventi. ¶ Ing.: gioco di temperatura.


Il comico degli anni ’20 Fatty Arbuckle finì alla sbarra per aver infilato del ghiaccio e una bottiglia di champagne nella vagina di una starlette, la quale successivamente morì per le complicazioni delle ferite riportate in quel gioco sessuale. Arbuckle fu assolto in terzo grado.


TENTACLE EROTICA. Corrente artistica a soggetto erotico diffusasi nell’ambito dell’arte figurativa in Giappone nei primi anni del XIX secolo e successivamente nella fumettistica e nel cinema d’animazione moderno. In questi, una donna (meno comunemente un uomo) viene aggredita da un animale mostruoso o da un robot, che possiede una serie di tentacoli utilizzati per penetrare la cavità genitale, anale od orale della vittima. La moderna corrente del tentacle erotica, lanciata dal fumettista Toshio Maeda, enfatizza l’elemento di violenza ed aggira la censura nipponica che impedisce la raffigurazione del pene ma che non proibisce quella della penetrazione se compiuta con tentacoli o appendici meccaniche. ¶ Anche noto con l’ing. tentacle rape, stupro tentacolare, o in giap. shokushu goukan.


TENTING EFFECT. Fenomeno, contemporaneo all’eccitazione sessuale, in cui si ha espansione in lunghezza e ampiezza dei due terzi più profondi del canale vaginale ed elevazione dell’utero. L’effetto tenting ha luogo a fini riproduttivi affinché si venga a creare sul fondo della vagina un ricettacolo per lo sperma e la cervice uterina sovrasti tale ricettacolo “pescando” in esso e facilitando quindi il percorso degli spermatozoi nelle vie genitali femminili. Il tenting effect è il principale fenomeno che causa flatulenza vaginale. → receptaculum seminis. ¶ Ing.: effetto tenda.


TERATOFILIA. Eccitamento sessuale derivante dall’idea o dalla pratica di fare sesso con persone estremamente brutte o deformi. È una delle parafilie in cui uno stigma ritenuto socialmente negativo diventa elemento elettivo. Può nascondere tendenze masochistiche o essere un mezzo per garantirsi un partner non appetibile ad altri (quindi prevedibilmente fedele) e sul quale esercitare una determinata influenza psicologica che come correlato rinforza l’autostima del soggetto teratofilo. ¶ Dal gr. teras -tos, mostro.


Mi sembra di aver fatto sesso con varie ragazze orribili. Potrei attrarre più ragazze di bell’aspetto ma ci vuole troppa fatica, quindi trovo più semplice andare in luoghi d’incontro e tirare su ragazze medie, qualche volte delle madri single [...] Sarei anche disposto ad avere un altro appuntamento prima di fare sesso, ma questo non è sempre necessario. Evidentemente molte donne vogliono fare sesso quanto lo voglio io. Penso che questo comportamento sia un chiaro segno d’insicurezza, cioè trovare queste ragazze, farci sesso e poi perdere interesse per tutte. [...] Tuttavia, questa pessima abitudine, perché è una pessima abitudine, aumenta un poco la mia autostima. Il sesso è piacevole e alcune delle ragazze sono simpatiche. [...] Le belle ragazze sono qualcosa che mi fa sentire insicuro” (Link)


TERIANTROPOFILIA. O furry fetish. Attrazione sessuale per il “furry”, animale antropomorfo di fantasia protagonista di soggetti letterari, fumettistici o cinematografici. La teriantropofilia si può declinare in una collezione feticistica di oggetti, riviste o film che ritraggono i furries, nell’indossare grossi abiti in forma di animale antropomorfo o nel fare sesso con una persona che indossa uno di questi abiti. Alcune statistiche stimano che almeno la metà dei teriantropofili (detti furvert) siano maschi omosessuali. Le creature animali che più spesso diventano oggetto feticistico in questa variazione sessuale sono i centauri, i licantropi e gli orsi. Diversi teriantropofili combinano le proprie fantasie con altre variazioni, tipicamente l’inflatofilia, la macrofilia, il pony play, il travestitismo e pratiche BDSM. → yiff, zoos, zoot-sex. ¶ Dal gr. therion, animale + anthropos, uomo; termine coniato dall'autore (2010).


TERMOFILIA. Parafilia nella quale il piacere è collegato a una stimolazione fisica praticata con un oggetto particolarmente caldo, come cera fusa, sigarette, cerini, etc. La parafilia si può presentare in una versione attiva (termofilia sadica) o in una passiva (termofilia masochistica). → temperature play. ¶ Dal gr. thermos, caldo. 


TERZA GAMBA. Loc. pop. usata il più delle volte in tono scherzoso indicante il pene, assimilato figurativamente ad un arto inferiore per la sua posizione anatomica fra le gambe.


TERZO ESCLUSO, sindrome del. Situazione tipicamente vissuta nei rapporti poliamorosi nei quali una persona si sente esclusa dalle dinamiche affettive della triade. Il fenomeno si osserva anche in gruppi più ampi ma avviene soprattutto nel caso il gruppo poliamoroso sia composto da un numero dispari di individui. → poliamore.


TERZO SESSO. O terzo genere. In una società che riconosce due generi sessuali (maschile e femminile) e l’eterosessualità come orientamento sessuale fondamentale, con terzo sesso si indicano quegli individui che, per ragioni biologiche e/o psicologiche, non possono essere fatti rientrare in un preciso genere o che non condividono l’orientamento eterosessuale. Quindi al terzo sesso apparterrebbero gli ermafroditi, i transgender, gli eunuchi, i transessuali, gli uomini e le donne omosessuali. Il termine rimarca l’unicità e la dignità biologica e psicologica di coloro che non sono semplice variazione patologica del sesso maschile o femminile, ma sono un terzo distinto fenomeno biopsicosociale. ¶ Coniato in ted. come drittes Geschlecht da Karl H. Ulrichsper indicare gli individui omosessuali.


TESTICOLO. Gonade maschile, pari, contenuta nello scroto nel quale discende dall’addome, insieme all’omologo, durante le ultime fasi dello sviluppo fetale; esso è sospeso al cordone spermatico e sorretto nello scroto dai suoi tessuti. Il testicolo è di forma ovale e nell’adulto ha una lunghezza media di 4,5 cm, 2 cm di profondità, 2,5 cm di larghezza, volume di 19 ± 5 ml e peso di circa 15 gr. Un testicolo può essere poco più grande dell’altro e, in più della metà dei maschi, il sinistro è alloggiato più in basso nella sacca scrotale. In quest’ultima i testicoli sono tenuti ad una temperatura inferiore di circa 2° C rispetto al resto del corpo; al mantenimento della temperatura testicolare concorre il muscolo cremasterico che è parte del cordone spermatico. Quando il muscolo si contrae, il cordone si riduce in lunghezza trascinando il testicolo più vicino al corpo (il che lo porta a riscaldarsi) mentre la distensione del cremastere allontana la gonade dal corpo e quindi ne abbassa la temperatura. I testicoli sono in parte rivestiti da una guaina fibrosa (tunica albuginea) dalla quale si dipartono i setti che dividono la ghiandola in lobuli di forma conica (circa 250) convergenti posteriormente. Ognuno dei lobuli contiene 1-3 tubuli seminiferi del diametro di 0,16 mm, avvolti a spirale per un totale di 70 cm. Essi danno origine ai tubuli seminiferi retti, i quali, congiungendosi con quelli degli altri lobuli, generano la rete testis; da quest’ultima deriva un canale di maggiori dimensioni che si raggomitola su se stesso (epididimo) da cui si diparte il dotto deferente. La funzione del testicolo è duplice: esso serve a produrre spermatozoi e ormoni. La produzione di spermatozoi avviene nei tubuli seminiferi, il cui epitelio contiene cellule ai vari stadi della spermatogenesi e la cui struttura di supporto è costituita dalle cellule del Sertoli. La differenza termica fra i testicoli ed il resto del corpo è di grande importanza per la produzione spermatica infatti a temperature maggiori o minori rispetto al normale la spermatogenesi è meno efficiente. La seconda funzione delle gonadi maschili è la produzione di ormoni fra i quali il più noto è il testosterone; questa avviene nelle cellule di Leydig (circa 350 milioni) contenute nel tessuto interstiziale tra i tubuli. → criptorchidismo. ¶ Dal lat. testiculus, diminutivo di testis, testimone (della virilità); la similitudine deriva dal fatto che nell’antica Roma, durante un processo, non era ammessa la testimonianza di un solo testimone (testis unus, testis nullus, un testimone, nessun testimone) e quindi i testes dovevano essere sempre almeno due.


I tumori del testicolo costituiscono l’1-2% di tutti i tumori maschili con incidenza maggiore nella razza bianca piuttosto che in quella asiatica o nera. Si tratta della neoplasia più frequente nel maschio di età compresa fra i 20 e i 30 anni. Il fattore di rischio maggiore è il criptorchidismo che aumenta circa 30 volte la probabilità di degenerazione cellulare, la quale nella quasi totalità dei casi è a carico delle cellule germinali; nella metà di questi casi si tratta di seminoma. La bilateralità è molto rara quindi anche in seguito a orchiectomia, un testicolo sano è sempre presente e perciò la produzione di testosterone e la fertilità del soggetto non sono compromesse. Inoltre, per le forme tumorali localizzate, la prognosi è molto positiva. Data l’importanza di riconoscere precocemente la presenza del tumore, è bene che occasionalmente l’uomo operi un’autopalpazione dei testicoli in modo da avvertire per tempo la presenza di rigonfiamenti o irregolarità; il tumore testicolare nelle fasi iniziali non procura nessun dolore. Ferite ai testicoli non sono fattori di rischio per lo sviluppo di neoplasie.


TESTICOLO INDISCESO. O testicolo non disceso. Sin. di criptorchidismo.


TESTICOLO IRRITABILE. Obsoleta definizione di una forma nevralgica che colpirebbe il testicolo, caratterizzata da dolori molto acuti da mettersi in relazione sia con l’abuso delle funzioni genitali, quali poteva essere definita la masturbazione, o per cessazione dell’attività sessuale. La medicina moderna non riconosce questa patologia che invece nel XIX secolo veniva trattata anche con la castrazione.


TESTICOLO MOBILE. Anche testicolo ipermobile, in ascensore, retrattile, fluttuante, migrante, ballerino. Testicolo che può trovarsi transitoriamente fuori dalla sede scrotale (in genere poiché risale nel canale inguinale) ma se ricondotto nello scroto non risale immediatamente come avviene nel criptorchidismo. Le cause dell’ipermobilità testicolare possono essere dovute ad insufficienza dei normali meccanismi anatomici di fissaggio allo scroto, brevità eccessiva del funicolo spermatico o aumento della massa del mucolo cremastere che governa il movimento del testicolo. In alcuni casi lo specialista consiglierà un semplice intervento chirurgico per fissare il testicolo allo scroto o restringere il canale inguinale in modo che il testicolo non possa più risalire. È da considerarsi normale una mobilità testicolare dovuta alla reazione fisiologica all’esposizione a basse temperature e durante l’orgasmo, in entrambi i casi i testicoli tendono a risalire verso il corpo.   

 

 

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