La violenza del sorriso
Impossibile non incappare, nel corso di una vita, in una forma di ostilità che non alza mai la voce, non sbatte porte, non rompe piatti. Un'aggressività che si nasconde dietro un sorriso compiacente, che si esprime attraverso l'inefficienza sistematica o che ferisce con il ritardo calcolato. È l'aggressione passiva — forse uno dei meccanismi più diffusi nella nostra società, certamente uno dei più frustranti da ricevere.
Ciò che rende l'aggressione passiva particolarmente subdola è la sua plausibile negabilità: il soggetto può sempre sostenere di aver dimenticato, di non aver capito, di non aver avuto tempo. L'ostilità viene veicolata, ma il veicolo è sempre rispettabile.
Questo contenuto è tratto da «I Meccanismi di Difesa spiegati facile (o quasi)» di Alessandro Pedrazzi.
