Separare il sapere dal sentire
Un sopravvissuto che racconta con tono piatto e distaccato un'esperienza terrificante. Un medico legale che descrive le circostanze di una morte violenta senza lasciare trasparire turbamento. Un paziente che riferisce in terapia episodi di abuso infantile come se stesse raccontando un film visto qualche anno fa. C'è qualcosa di sconcertante, in questi racconti, perché manca qualcosa che dovrebbe esserci: l'emozione.
Questo qualcosa che manca è il segno dell'isolamento dell'affetto: un meccanismo che separa il contenuto cognitivo di un'esperienza dalla sua carica emotiva, permettendo di «sapere» senza «sentire».
Questo contenuto è tratto da «I Meccanismi di Difesa spiegati facile (o quasi)» di Alessandro Pedrazzi.
