Quando la critica sceglie la strada di casa
C'è una forma di violenza silenziosa che non fa rumore e non lascia lividi visibili — almeno non all'esterno. È quella che si consuma nell'interno di una persona quando la rabbia, l'aggressività o la critica che avrebbero un bersaglio naturale nel mondo esterno vengono deviate e dirette verso sé stessi. «Sono stupido.» «Sono un fallito.» «Me lo merito.» Il critico è sempre presente, ma invece di parlare ad altri, parla all'interno.
Questo meccanismo si chiama rivolgimento contro sé stessi: l'aggressività che non riesce a trovare la via verso l'esterno prende la strada di ritorno verso il Sé.
Questo contenuto è tratto da «I Meccanismi di Difesa spiegati facile (o quasi)» di Alessandro Pedrazzi.
