bugia, bugiardi e vittime

Ancora qualcosa da dire sulla bugia e sulla manipolazione

L'interesse suscitato da un mio precedente articolo sulla bugia patologica e il partner nocivo mi spinge a questo nuovo scritto che vorrebbe entrare un po' più nello specifico dell'argomento.

Se si analizzano le bugie, si rileva come possano generalmente avere due fini: il mantenimento dell'integrità della propria immagine verso sé e verso gli altri (e quindi del rapporto con loro) o l'accrescimento d'importanza della propria immagine, sempre verso sé e verso gli altri. Potremmo dire che le prime bugie sono di tipo DIFENSIVO e permettono al mentitore di evitare potenziali conseguenze sgradevoli connesse al dire il vero, mentre definiremo AGGRESSIVE le altre bugie, nel senso che esse vengono prodotte nel sostanziale tentativo di imporsi agli altri, proponendo un'immagine di sé più "adatta" rispetto ciò che si crede possano essere le aspettative sociali, conquistando perciò terreno e vantaggi. Va precisato che, ad un'attenta analisi psicodinamica, queste due principali categorie potrebbero non essere così divergenti. Occorre precisare altresì che vi sono alcune paradossali bugie aggressive "autosvalutative" tramite le quali un soggetto può raccontare di sé una realtà particolarmente negativa (e non corrispondente al vero) per muovere a pietà gli altri o fargli accettare un proprio modo negativo di vedere la propria persona, non difensivamente ma in una forma attivamente manipolativa (benché dai toni passivi, potremmo dire narcisistico-masochista).

Una forma particolarmente complessa e maligna di menzogna, più una strategia che una bugia in sé, viene definita GASLIGHTING che, sia per l'eziologia narcisistica sia per gli esiti sulla vittima viene definita anche violenza psicologica, per cui il bugiardo offre false informazioni all'interlocutore con l'intento di farlo dubitare della sua stessa memoria e percezione, con l'intento di disorientare l'interlocutore stesso. "Il termine deriva da un'opera teatrale del 1938 Gas light; La trama tratta di un marito che cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell'ambiente, e insistendo che la moglie si sbaglia o si ricorda male quando nota questi cambiamenti. Il titolo origina dal subdolo affievolimento delle luci a gas da parte del marito, cosa che la moglie accuratamente nota ma che il marito insiste essere solo frutto dell'immaginazione della donna." (da Wikipedia). Sebbene si possa supporre che il gaslighting possa essere operato anche per scopi difensivi, dato che la sua metodica implica una pianificazione in malafede e la riduzione dell'interlocutore in una posizione di passività, è chiaro che ad operare tramite tale meccanismo menzognero non sono semplici "bugiardi da marmellata" ma soggetti con probabili tratti antisociali e narcisistici che si fanno pochi scrupoli a gestire il loro mondo di verità-bugie a netto discapito di coloro che li circonda. Ma tralasciamo, almeno in quest'articolo, questi fenomeni menzogneri estremi, che il più delle volte hanno a che fare con quadri di personalità critici.

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Quali sono, invece, i segnali fisiologici o psicologici che possono aiutarci a smascherare un bugiardo? Sotto elenco buona parte dei segni, i gesti o comportamenti che difficilmente il bugiardo può controllare, giacché la parte logica della nostra mente può costruire facilmente una bugia ma difficilmente potrà controllare tutto il corpo in modo che esso si mostri "coerente" con ciò che viene espresso verbalmente.

• Pattern di linguaggio: il tono della voce tenete a risultare più alto, il soggetto può ripetutamente schiarirsi la voce, fare pause eccessive, avere esitazioni verbali, "perdere" le parole o le lettere nelle parole, inoltre tende a non contrarre le parole (ovvero, ad esempio, dirà "ci ha" e non c'ha).

• Il bugiardo tende a ripetere le domande che gli vengono poste, oppure pone delle domande all'interlocutore, per prendere tempo a vantaggio della costruzione della menzogna.

• Nei racconti inventati, spesso si rilevano cambiamenti di soggetto e debolezze nel senso (dettagli mancanti).

• Non cooperazione nel dialogo, il quale cerca di essere evitato, con anche emersione di sentimenti quali rabbia e frustrazione, sentimenti che facilmente possono poi essere proiettati, facendo sentire in colpa l'interlocutore.

• Movimenti non verbali incoerenti con la risposta. "Hai rubato?" "No" … ma le mani si muovono in verticale quasi ad indicare sì.

• Sfregarsi la fronte o il collo o il naso (meno frequentemente di quanto si pensi) mentre si parla.

• Supportare le proprie affermazioni dopo averle espresse; ad esempio, dopo aver detto "sì", il soggetto continua a muovere la testa in senso di affermazione. Chi dice la verità, invece, tende a far combaciare temporalmente affermazione e reazione fisica.

• Sudorazione e tremolii degli arti.

• Difficoltà a deglutire.

• Mettersi una mano davanti alla bocca.

• Sfregarsi gli occhi (più negli uomini che nelle donne).

• Mettersi apposto i vestiti.

• Il mentitore tende a raccontare le sue bugie con scarsa enfasi con poca enfasi.

• Se in piedi, muove i piedi o cambia postura spesso.

• Chi mente evita il contatto fisico con coloro ai quali stanno mentendo.

• Il mentitore interpone oggetti fra sé e l'interlocutore, per creare una distanza.

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