Dizionario PSICOLOGICO

Questa sezione presenta un elenco di termini che appartengono all'ambito psicologico. Non vuole essere un dizionario esaustivo dell'argomento, bensì uno schematico punto di riferimento pensato per il lettore non "esperto". Speriamo che questo breve dizionario possa portare un po' di chiarezza fra tanti termini usati a volta, nel linguaggio comune, in maniera impropria, o anche rappresenti semplicemente una buona occasione di apprendere nuovi termini. La maggior parte del materiale utilizzato per compilare questo dizionario è stato tratto da Godfryd M. (1993). Dizionario di psicologia e psichiatria. Tascabili Economici Newton, Roma (1994) e da AAVV (1996), L'encicolopedia della medicina. De Agostini, Novara.

Lettera A

ABREAZIONE - Sinonimo di CATARSI. Reazione di esteriorizzazione tramite la quale un soggetto si libera di una rimozione affettiva celata nel proprio INCONSCIO. L'abreazione può essere spontanea o provocata in terapia.

 

ABULIA -Incapacità di intraprendere e di portare avanti attività finalizzate. Quando è abbastanza grave da essere considerata patologica, l'abulia risulta pervasiva, e impedisce alla persona di portare a compimento molti diversi tipi di attività (per es., lavoro, interessi intellettuali, cura di sé).

 

ACALCULIA - Impossibilità di effettuare un calcolo aritmetico e di rendersi conto del valore e dell'impiego delle cifre. Disturbo spesso associato ad un'affezione cerebrale organica.

 

ACROFOBIA - Paura irragionevole delle altitudini o di posti elevati.

 

ACTING OUT - o Passaggio all'Atto. Termine impiegato per indicare le azioni che presentano sovente carattere impulsivo; relativamente isolabili nel corso delle attività del soggetto, assumono spesso una forma di auto o eteroaggressività.

 

AFASIA - Insieme di disturbi dell'espressione e della comprensione del linguaggio orale e scritto, generato da lesione cerebrale focale e unilaterale (sinistra).

 

AGNOSIA - Disturbo del riconoscimento di oggetti, non dovuto a deficit sensoriale e che rivela un deficit intellettivo particolare.

 

AGORAFOBIA - Timore irrazionale dei grandi spazi (piazze, ...), dei luoghi affollati e della eventuale difficoltà di trovare una fuga immediata verso un luogo sicuro.

 

AGRAFIA - Perdita della capacità di scrivere in assenza di lesione locale. Disturbo spesso associato ad un'affezione cerebrale organica.

 

ALESSIA - Incapacità di leggere in assenza di lesioni oculari, dipendente da un'affezione cerebrale organica.

 

ALGICO (disturbo) - Disturbo somatoforme caratterizzato dal dolore come punto focale principale della alterazione clinica. Inoltre vi è motivo di ritenere che qualche fattore psicologico abbia un importante ruolo nell'esordio, gravità, esacerbazione o mantenimento.

 

ALLUCINAZIONE - Percezione sensoriale che ha il senso impellente di realtà di una oggettiva percezione, ma che si manifesta in assenza di una stimolazione esterna del relativo organo di senso. Si distinguono in 1) Psicosensoriali [visive, uditive, olfattive, motorie] e 2) Psichiche [che non hanno oggettività spaziale: visuali, pseudo allucinazioni acustico-verbali, psicomotorie verbali]. Le allucinazioni vanno distinte dalle illusioni, in cui uno stimolo esterno del momento viene erroneamente percepito o interpretato. La persona può rendersi conto o meno che sta avendo una allucinazione. Una persona con allucinazioni uditive può riconoscere che sta avendo una falsa esperienza sensoriale, mentre un'altra può essere convinta che la fonte dell'esperienza sensoriale abbia una sua realtà fisica indipendente. Il termine allucinazione non viene ordinariamente applicato alle false percezioni che si manifestano durante l'attività onirica, nel corso dell'addormentamento (ipnagogiche), o al momento del risveglio (ipnopompiche). Esperienze allucinatorie transitorie possono manifestarsi in persone non affette da disturbi mentali.

 

ALLUCINOGENO - Sostanza che può comportare l'apparizione di ALLUCINAZIONI (alcol, LSD, ...)

 

ALOGIA - Impoverimento del pensiero che si può riscontrare osservando i comportamenti inerenti il linguaggio e l'eloquio. Possono esserci risposte brevi e concrete alle domande, e riduzione della quantità di eloquio spontaneo (eloquio impoverito). Talora l'eloquio risulta adeguato per quantità, ma fornisce poche informazioni in quanto troppo concreto, troppo astratto, ripetitivo, o stereotipato (povertà di contenuto).

 

ALONE (effetto di) - Tendenza a lasciarsi influenzare da una caratteristica che emerge da una persona.

 

ALZHEIMER (morbo di) - Demenza dovuta a un deterioramento cognitivo cronico progressivo. Le persone affette iniziano dimenticandosi piccole cose, poi mano a mano le dimenticanze aumentano e la perdita della memoria arriva anche a cancellare i parenti e le persone care. Col progredire della malattia le persone non solo dimenticano, ma perdono la capacità di parlare e di muoversi autonomamente necessitando anche di continua assistenza personale. La malattia è dovuta a una diffusa distruzione di neuroni, causata principalmente dalla betamiloide, una proteina che depositandosi tra i neuroni agisce come una sorta di collante, inglobando placche e grovigli "neurofibrillari". La malattia è accompagnata da una forte diminuzione di acetilcolina nel cervello, sostanza fondamentale per la memoria ma anche per le altre facoltà intellettive. La conseguenza di queste modificazioni cerebrali è l'impossibilità per il neurone di trasmettere gli impulsi nervosi.

 

AMBULATORIALE - Trattamento o cura, nel corso della quale il paziente è seguito da operatori ospedalieri, sia in struttura extra-ospedaliera, sia in centro di accoglienza o in centro di convalescenza.

 

AMNESIA - Disturbo patologico della memoria. Ce ne sono diversi tipi. 1) Anterograda: il soggetto dimentica a mano a mano. 2) Antero retrograda: amnesia di fatti recenti e fatti antichi. 3) Elettiva: può riguardare un nome o un titolo. 4) Lacunosa: relativa ad un periodo specifico della vita passata. 5) Parossistica: di evoluzione variabile. 6) Retrograda: di fatti precedenti l'inizio del disturbo.

 

ANALE (fase) - Secondo il modello di sviluppo a fasi di Freud, la fase anale è il secondo periodo di sviluppo del bambino, essa succede alla fase ORALE e precede la fase GENITALE. E' il periodo che interessa circa il secondo e il terzo anno di vita, segnato dall'apparizione del controllo sfinterico e degli escrementi. La zona anale diviene una ZONA EROGENA prevalente in relazione alle attività defecatorie (piacere nel ritenere e nell'espellere). Secondo le teorie di Freud, l'incapacità di risolvere i conflitti in questa fase può portare allo sviluppo di una fissazione anale ritentiva o anale espulsiva. La fissazione subentra in questa fase, ove ci sia stata una eccessiva gratificazione nella fase anale, essa porta allo sviluppo di una fissazione anale espulsiva e si ha in genere quando i genitori sono stati troppo permissivi con l'educazione. Il bambino sarà portato defecare in posti non oppurtuni, o immediatamente prima o dopo essere stato posto sul vasino. In futuro si avrà lo sviluppo di una personalità estramente testarda, disorganizzata e restia all'autorità. Viceversa quando la gratificazione non sia stata soddisfacente, la fissasione sarà di tipo anale ritentiva e il bambino proverà piacere nel trattenere le feci a dispetto dell'educazione fornita dai genitori. La personalità si svilupperà in modo molto organizzato, meticolosa e ostinata.

 

ANAMNESI - Insieme delle informazioni raccolte mediante il colloquio con il paziente sulla storia della sua malattia.

 

ANFETAMINA - Sostanza chimica che eccita il sistema nervoso centrale (SNC), accrescendo artificiosamente le capacità intellettive e fisiche.

 

ANGOSCIA - Denominazione di quelle forme di ANSIA caratterizzate da rilevanti sintomi soggettivi di costrizione: senso di oppressione, difficoltà di respiro, cardiopalmo, peso allo stomaco, ecc. Si tratta della sensazione psicologica di malessere profondo determinata dall'impressione diffusa di un pericolo vago e imminente, davanti al quale ci si trova impotenti. L'angoscia può osservarsi in diversi quadri patologici e soprattutto nelle psiconevrosi.

 

ANNULLAMENTO - Meccanismo psicologico mediante il quale il soggetto tenta di fare in modo che i propri pensieri, parole e atti effettuati non siano accaduti. A questo scopo attiva un pensiero o comportamento di significato diametralmente opposto.

 

ANORESSIA - Il termine in sé indica semplicemente la diminuzione o la perdita dell'appetito, e nella maggior parte delle malattie organiche si ha come conseguenza della malattia stessa. Con il termine ANORESSIA NERVOSA o MENTALE, si indica invece uno specifico disturbo del comportamento alimentare. L'anoressia nervosa viene diagnosticata nel 90-95 % dei casi a pazienti di sesso femminile. I criteri standard raccomandati dai manuali psichiatrici per fare diagnosi di anoressia nervosa sono attualmente: 1) una magrezza estrema (non costituzionale) con rifiuto di mantenere il peso al di sopra di una soglia minima di peso ritenuta normale [il peso del soggetto deve essere sotto l'85% del peso previsto in base all'età ed alla altezza e/o l'indice di massa corporea - BMI -inferiore a 17,5]. 2) una forte paura di ingrassare anche in presenza di un evidente sottopeso. 3) una preoccupazione estrema per il peso e l'aspetto fisico, che includa sia una alterazione del vissuto corporeo, sia una importanza eccessiva data al peso nei riguardi della propria autostima, o ancora il rifiuto di ammettere la gravità delle proprie condizioni fisiologiche. 4) nei pazienti di sesso femminile, un'amenorrea (sospensione del ciclo mestruale) che dati da almeno tre mesi. 5) spesso, ed è difficile accorgersene, i soggetti affetti da anoressia nervosa sono bugiardi con se stessi e con gli altri e fanno di tutto per nascondere questa loro malattia. Non è necessario soddisfare tutti i parametri, in alcuni casi ne basta anche uno solo per diagnosticare la malattia.

 

ANORGASMIA - O inibizione dell'orgasmo. Incapacità di raggiungere l'orgasmo dopo una normale fase di eccitazione sessuale. Non va confusa con la FRIGIDITA' (termine già di per sé scorretto), con la mancanza di desiderio o con l'IMPOTENZA. L'anorgasmia può avere un'origine psicologica o più raramente organica.

 

ANOSOGNOSIA - Disconoscimento da parte di un malato della malattia da cui è affetto. Sovente il disturbo è di origine organica (cerebrale) e non va confuso con l'indifferenza.

 

ANSIA - Sentimento di penosa attesa nei confronti di una situazione pericolosa e minacciosa nella realtà, o avvertita come tale, soggettivamente, dall'individuo. L'ansia è un sentimento comune e normale di fronte a situazioni traumatiche, e diventa patologica quando esiste sproporzione tra la portata dello stimolo ansiogeno esterno e l'ampiezza dell'effetto emotivo risultante, oppure quando lo stimolo ansiogeno è collegato ad una situazione di per sé affatto pericolosa.L'ansia può osservarsi in ogni tipo di patologia psichiatrica e può essere somatizzata, cioé scaricata sul corpo, e provocare alterazioni delle funzioni organiche: tachicardia, dispnea, alterata funzionalità dell'apparato digerente, disturbi del sistema nervoso vegetativo. L'ansia diventa ANGOSCIA quando è accompagnata da intensa sensazione di costrizione (toracica o alla gola). Quando è particolarmente grave, con alterazioni delle funzioni affettive e intellettive, prende il nome di PANICO. Le BENZODIAZEPINE sono i farmaci più utilizzati nella terapia dell'ansia.

 

ANSIOLITICO - Tutto ciò che mira ad attenuare o eliminare l'ansia. Più comunemente con il termine si indica una categoria di farmaci usati per attenuare e curare stati di ansia e di angoscia. Questi riducono l'attività del sistema nervoso centrale e a bassi dosaggi provocano sedazione. Vengono usati in medicina per alleviare l'insonnia temporanea, l'ansia e il dolore. I maggiori rappresentanti sono le BENZODIAZEPINE che hanno quasi completamente sostituito i BARBITURICI. In dosi massicce gli ansiolitici sono in grado di inibire i centri della respirazione e possono provocare coma e morte. Se assunti in modo sconsiderato e improprio possono portare dipendenza fisica e psicologica.

 

ANTIDEPRESSIVO - Farmaco utilizzato per elevare il tono dell'umore nella DEPRESSIONE. Hanno effetti diversi: un effetto antidepressivo propriamente detto, un effetto anti ansioso e un effetto stimolante. I vari effetti si manifestano a dosaggi diversi: a basse e medie dosi prevalgono i primi due, ad alte dosi è più evidente l'effetto stimolante. La somministrazione di antidepressivi non può avvenire in modo prestabilito ma deve essere adattata al singolo paziente. L'azione del farmaco sul tono dell'umore si evidenzia non prima di 10-20 giorni dall'inizio della terapia.

 

ANTISOCIALE (disturbo di personalità) - Disturbo di personalità caratterizzato dal disprezzo patologico del soggetto per le regole e le leggi della società, da comportamento impulsivo, dall'incapacità di assumersi responsabilità ed dall'indifferenza nei confronti dei sentimenti altrui. Il dato psicodinamico fondamentale è la mancanza del senso di colpa o del rimorso.

 

APRASSIA - Perdita della comprensione dell'uso di oggetti consuetudinari. Si rileva in alcune affezioni neurologiche.

 

ARCHETIPO - Termine introdotto da Jung per designare ciascuno dei miti comuni a tutta l'umanità, propagati soprattutto da racconti e leggende. Il loro insieme è stato definito INCONSCIO COLLETTIVO dallo stesso autore.

 

ARITMOMANIA - Compulsione ad operare su serie di calcoli mentali sempre più complessi e reiterati, senza tregua; si osserva soprattutto nel DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO. ARTE TERAPIA - Tecnica che utilizza la produzione artistica (disegno, pittura, ceramica, ...) per esplorare l'attività psichica spontanea e favorire i mezzi espressivi.

 

ASSUEFAZIONE - Diminuzione progressiva della risposta a una sostanza chimica introdotta nell'organismo; tale fenomeno implica la necessità di aumentare la dose per ottenere sempre i medesimi effetti.

 

ASTENIA - Stato di affaticamento patologico. Questo disagio può essere caratteristico di qualsiasi patologia.

 

ATASSIA - Perdita parziale o completa della coordinazione del movimento muscolare volontario.

 

ATTACCAMENTO - Processo, teorizzato da John Bowlby (1907-1990), che precede la formazione dei legami affettivi nel bambino sin dai primi mesi di vita. Il sostenere che un bambino ha un attaccamento vuol dire che egli avverte il bisogno di percepire la vicinanza ed il contatto fisico con una persona di riferimento, soprattutto in particolari situazioni. Secondo Bowlby l'attaccamento è un qualcosa che, non essendo influenzabile da situazioni momentanee, perdura nel tempo, si struttura nei primi mesi di vita intorno ad un'unica figura; molto probabile è che tale legame si instauri con la madre, dato che è la prima ad occuparsi del bambino, ma, come Bowlby ritiene, non sussiste nessun dato che avalli l'idea che un padre non possa diventare figura di attaccamento nel caso in cui sia lui a dispensare le cure al bambino. Con la crescita, l'attaccamento che si viene a formare tramite la relazione materna primaria o con un "caregiver di riferimento", si modifica e si estende ad altre figure, sia interne che esterne alla famiglia, fino a scomparire: nell'adolescenza e nella fase adulta il soggetto avrà maturato la capacità di separarsi dal caregiver primario e legarsi a nuove figure di attaccamento. Per Bowlby è molto importante che il legame di attaccamento si sviluppi in maniera adeguata, poiché dipende da questo un buono sviluppo della persona: stati di angoscia e depressione, in cui un soggetto si può imbattere durante l'età adulta, possono essere ricondotti a periodi in cui la persona ha fatto esperienza di disperazione, angoscia e distacco durante l'infanzia.

 

AUTISMO - Perdita di contatto vitale con la realtà (E. Minkowski). Comportamento patologico caratteristico degli schizofrenici, consistente nell'estraniamento più o meno accentuato dalla realtà e nel concentrarsi sul proprio mondo interiore. Il termine è usato più comunemente per indicare alcuni stati psicotici del bambino. In quest'ultimo caso il disturbo compare nei primi due anni di vita ed è caratterizzata da isolamento dalla realtà, con conseguente impossibilità di imparare, e assenza o grave alterazione del linguaggio. L'incidenza è di 4-5 casi su 10.000 nati. I bambini autistici hanno un comportamento "tranquillo", non sorridono, non vocalizzano quando la madre parla e sorride loro, non concentrano lo sguardo. Si muovono ininterrottamente con grande agilità, ripetendo spesso lo stesso movimento. Durante il secondo anno non compare il linguaggio o, se c'è, è di tipo ecolalico (ripetizione delle parole udite). I tipi di psicoterapia sono vari, ma tutti richiedono tempo e costanza per arrivare a risultati positivi.

 

AUTOLESIONISMO - Indicato anche dall'acronimo SIB (Self Injurious Behaviour), il termine indica azioni intenzionali, ripetute, a bassa letalità che alterano o danneggiano il tessuto corporeo, senza alcun intento suicida cosciente. Esistono svariati metodi con cui gli autolesionisti o gli autoferitori si procurano le ferite, i quali non si escludono a vicenda, ma comunemente alcuni tendono a farlo in un solo modo, quasi identificandosi con questo particolare comportamento, come quelli che in USA si fanno chiamare "burners" (bruciatori) e "cutters" (tagliatori). Dai dati emersi dai diversi studi, sembra che i soggetti più a rischio di SIB siano adolescenti, o giovani adulti, soprattutto di sesso femminile. Frequentemente l'autolesionismo viene identificato come un sintomo del disturbo BORDERLINE.

Lettera B

BALBUZIE - Disturbo del linguaggio che può comparire nell'infanzia ed evolvere nell'età adulta. Si distingue in 1) Clonico: caratterizzato da ripetizioni più o meno lunghe e involontarie di fonemi, soprattutto il primo. 2) Tonico: caratterizzato dall'arresto più o meno lungo dell'emissione, accompagnato da reazione emotiva e dal tentativo di riprendere la parola. L'origine della balbuzie rimane per molti aspetti oscura e per il trattamento vengono impiegate terapie rieducative e psicologiche.

 

BARBITURICO - Medicinale sedativo e ipnotico derivato dall'acido barbiturico. In passato usato nella pratica clinica in modo massiccio: il veronal (acido dietil barbiturico) come sedativo e il pentothal (acido metil-pentil barbiturico) come farmaco ipnotico. Data la dipendenza e la tolleranza che questi farmaci causano e relativa pericolosità che presentano, sono stati sostituiti dalle benzodiazepine. Oggi continuano ad essere prescritti come antiepilettici e usati in anestesia.

 

BATTERIA DI TEST - Insieme di prove psicometriche o test utilizzati da psicologi clinici per confermare o stabilire una diagnosi.

 

BENZODIAZEPINE - Classe di farmaci appartenente alla classe degli PSICOLETTICI. Sono caratterizzati da diverse azioni farmacologiche: ansiolitica, ipnotica, miorilassante e anticonvulsivante. Nel trattamento degli stati d'ansia e dei disturbi del sonno su base ansiosa sono preferiti ad altri farmaci (es.: BARBITURICI) per la maggior efficacia e la relativa sicurezza e tollerabilità. Sono classificati come tranquillanti minori, incontrapposizione ai tranquillanti maggiori (fenotiazione e butirrofenoni).

 

BINET-SIMON (test di) - Scala metrica dell'intelligenza introdotta in Francia nel 1905 con l'intento di selezionare i debilitati mentali. Serve attualmente per determinare l'ETA' MENTALE dei bambini.

 

BIPOLARE (disturbo) - Patologia caratterizzata da periodi di DEPRESSIONE alternati a periodi di MANIA. La manifestazione primaria è un'alterazione dell'affettività. I momenti di depressione dell'umore (melanconia) si alternano a momenti di esaltazione dell'umore (mania), nel caso tipo il ritmo di alternanza è regolare, nei restanti periodi si manifesta una completa normalità (eutimia). Se le fasi depressive si alternano alla mania si parla di disturbo bipolare di tipo I. Se invece le fasi depressive si alternano all'ipomania si parla di disturbo bipolare di tipo II; è sufficiente un solo periodo di ipomania, della durata di almeno quattro giorni per la diagnosi.

 

BISESSUALITA' - In biologia, l'esistenza nello stesso organismo degli apparati riproduttivi maschile e femminile, sinonimo di ermafroditismo. In campo sessuologico il termine definisce la condizione dell'individuo che si sente attratto eroticamente da persone di entrambi i sessi. Alcune donne e uomini alternano il sesso del partner in maniera casuale, ma più spesso il soggetto bisessuale ha una chiara preferenza per l'uno o l'altro sesso.

 

BORDERLINE (disturbo di personalità) - Disturbo caratterizzato da vissuto emozionale eccessivo e variabile, e da instabilità riguardanti l'identità dell'individuo. Uno dei sintomi più tipici di questo disturbo è la paura dell'abbandono. I soggetti borderline soffrono di crolli della fiducia in sé stessi e dell'umore, tendono a cadere in comportamenti autodistruttivi e distruttivi delle loro relazioni interpersonali. Alcuni soggetti possono soffrire di momenti depressivi acuti anche estremamente brevi, ad esempio pochissime ore, ed alternare comportamenti normali. Si osserva talvolta in questi pazienti la tendenza all'oscillazione del giudizio tra polarità opposte, un pensiero cioè in "bianco o nero", oppure alla "separazione" cognitiva ("sentire" o credere che una cosa o una situazione si debba classificare solo tra possibilità opposte; ad esempio la classificazione "amico" o "nemico", "amore" o "odio", ecc..). La caratteristica dei pazienti con disturbo borderline è, inoltre, una generale instabilità esistenziale. La loro vita è caratterizzata da relazioni affettive intense e turbolente che terminano bruscamente, e il disturbo ha spesso effetti molto gravi provocando "crolli" nella vita lavorativa e di relazione dell'individuo. Il disturbo compare nell'adolescenza e concettualmente ha aspetti in comune con le comuni crisi di identità e di umore che caratterizzano il passaggio all'età adulta, ma avviene su una scala maggiore, estesa e prolungata.

 

BREAK-DOWN - O crollo psicotico. Grave episodio acuto a insorgenza improvvisa. Il quadro clinico è caratterizzato da confusione, disorientamento, incapacità di distinguere fra reale e immaginario; compaiono tematiche deliranti, associate ad un'angoscia terribile. Tale angoscia, se di particolare intensità, può indurre il soggetto ad agire in modo violento contro sé o contro altri. Per questo, nella fase acuta, può essere necessario il ricovero in ospedale. La cura è di tipo psicoterapeutico (e farmacologico) e la prognosi non dipende dalla gravità del quadro clinico all'esordio, ma piuttosto dal tipo di struttura di personalità dell'individuo.

 

BULIMIA - Disturbo dell'alimentazione che consiste in una fame improvvisa e violenta, con bisogno incontrollabile di ingerire notevoli quantità di cibo in breve tempo. Spesso è seguita da agitazione, senso di colpa e vomito autoindotto. È frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. Colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile (90%). Generalmente compare attorno ai 12 - 14 anni (tarda preadolescenza) o nella prima età adulta (18-19 anni). Si distinguono due tipi di bulimia: 1) con condotte di eliminazione che vedono il soggetto ricorrere regolarmente a vomito autoindotto oppure all'uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi. 2) Senza condotte di eliminazione. Non vengono considerati episodi bulimici quei casi in cui vi è un'elevata assunzione di cibo saltuariamente e in contesti e situazioni particolari, né il continuo "spiluccare" durante la giornata.

Lettera C

CARENZA AFFETTIVA - Assenza o carenza d'affetto. Nel bambino, questo deficit qualitativo e quantitativo può essere all'origine di disturbi del comportamento, dello sviluppo intellettivo, fisico e scolastico. Le carenze affettive sono state studiate in maniera particolare dallo psicologo statunitenze R. Spitz.

 

CASTRAZIONE (angoscia di) - Legata intimamente al COMPLESSO DI EDIPO, di cui è il presupposto. Elemento scatenante di oscure paure inconsce (fantasie di castrazione) dovute al tabù dell'incesto, deriva dalla paura del bambino di essere privato del pene. Nella bambina, la scopera del pene origina l'INVIDIA DEL PENE. Il termine appartiene alla psicoanalisi freudiana.

 

CATALESSIA - Flessibilità cerea; mantenimento rigido di una posizione del corpo per un lungo periodo di tempo.

 

CATAPLESSIA - Episodi di perdita bilaterale improvvisa del tono muscolare, che causa la caduta a terra del soggetto, spesso in associazione con emozioni intense come allegria, rabbia, paura o sorpresa.

 

CATARSI - Fenomeno di scarica emozionale che sopraggiunge nel processo di liberazione di un affetto inconscio, grazie a ricordo o a verbalizzazione di avvenimenti traumatici dimenticati. Sinonimo di ABREAZIONE.

 

CATATONIA - Sindrome psicomotoria caratterizzata dall'inerzia. Si manifesta con arresto psicomotorio o immobilità e con rigidità di diversi gruppi muscolari, per cui il soggetto può assumere atteggiamenti posturali, talora bizzarri, che sono mantenuti per un certo tempo. La catatonia è tipica di alcune forme di SCHIZOFRENIA.

 

CICLOTIMIA - Disturbo dell'umore, caratterizzato da periodi alternanti di DEPRESSIONE e di IPOMANIA. Per parlare di ciclotimia, l'alternanza dei due stati deve protrarsi per almeno due anni. Talvolta ci sono dei periodi di normalità in cui l'umore è stabile, che non durano però per più di due mesi. L'individuo ciclotimico soffre l'alternarsi di periodi di iperattività, creatività e spirito di iniziativa, con periodi di ipersonnia, apatia, lentezza di riflessi e difficoltà nella concentrazione.

 

CLAUSTROFOBIA - Paura irrazionale e esagerata degli ambienti chiusi.

 

CLEPTOMANIA - Impulso ossessivo a rubare oggetti di ogni tipo e sovente di nessuna utilità reale per la persona. Il cleptomane ruba per alleviare un'ansia interna, allorché compiuto il furto prova un senso di sollievo, ma anche di colpa.

 

COGNITIVA (terapia) - La psicoterapia cognitiva, è un tipo di psicoterapia fondata sui principi ed i processi della psicologia cognitiva che che ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate. Anche se possono in linea teorica esistere forme di terapia "esclusivamente cognitiva", nella pratica si opera molto spesso una congiunzione funzionale tra gli approcci cognitivi e quelli comportamentali. Si parla quindi di CBT (in inglese) o di TCC (TERAPIA COGNITIVO-COMPORTAMENTALE).

 

COGNITIVO (processo) - procedimento impiegato dalla mente che interviene ogni qualvolta ci sia percezione, apprendimento, attività di pensiero.

 

COGNITIVO-COMPORTAMENTALE (terapia) - La terapia cognitivo-comportamentale, è un tipo di psicoterapia fondata sui principi ed i processi della psicologia cognitiva e del neocomportamentismo clinico. Essi ritengono che il "sintomo" sia l'espressione di un precedente apprendimento di schemi comportamentali, emotivi e di pensiero errati o disadattivi, derivanti da peculiari esperienze di vita del paziente, eventualmente mantenuti da un contesto interpersonale patogeno nel presente. Il soggetto che li mostra viene pertanto considerato portatore di strutture cognitive non adeguate (convinzioni), o di processi cognitivi inadatti a selezionare e ad elaborare in modo funzionale gli stimoli ambientali. Lo psicoterapeuta in questo caso può attuare, con l'aiuto del paziente, tecniche di condizionamento o decondizionamento, al fine di modificare in modo diretto le risposte emozionali e gli schemi che si sono rivelati disadattivi, o sostituirli con nuovi schemi più funzionali, tramite esperienze (es. esposizione a stimoli prima evitati) e/o comportamenti di tipo nuovo (prescrizioni comportamentali). Il trattamento è costituito da procedure di tipo psicoeducativo, mentre il cambiamento nel paziente si assume sia legato a processi di apprendimento e ristrutturazione. Una volta eliminati tutti i "sintomi" ed acquisiti comportamenti alternativi, comprese le consonanti strutture cognitive, viene semplicemente eliminato il disturbo. Nuovi atteggiamenti del soggetto nonché i vantaggi dei nuovi comportamenti stabilizzeranno i cambiamenti ottenuti.

 

COMPLESSO - Termine introdotto da C. G. Jung ad indicare un insieme organizzato e ambivalente di desideri contraddittori, di tendenze conflittuali e di fantasie (perlopiù represse) che influenzano il pensiero, il sentimento, le azioni e il controllo cosciente dell'individuo.

 

COMPORTAMENTALE (terapia) - La terapia comportamentale è la psicoterapia che si occupa esclusivamente del comportamento che, secondo il punto di vista dei terapeuti comportamentisti, è stato appreso all'interno del proprio ambiente o nel corso di particolari esperienze di vita. Piuttosto che analizzare le cause inconsce che motivano il comportamento dell'individuo, il terapeuta comportamentale vuole aiutare il paziente a modificare i suoi comportamenti/sintomi problematici. La terapia comportamentale origina dagli studi di psicologia sperimentale sul condizionamento classico di I. Pavlov (1849-1936) e sul condizionamento operante di B. Skinner (1904-1990); ad essi si aggiunsero i contributi di J. Wolpe (1915-1997) sulla desensibilizzazione e di H. Eysenck (1916-1997) sulla "Teoria dei Tratti". Dagli anni '70, si parla appunto di neocomportamentismo per definire la rielaborazione operativa degli originari contributi teorici di Pavlov e Skinner in un'ottica specificatamente clinica. Frequentemente associata alla terapia cognitiva; normalmente si parla infatti di terapia COGNITIVO-COMPORTAMENTALE.

 

COMPULSIONE - Bisogno irrazionale di compiere determinate azioni, spesso nonostante abbiano conseguenze negative. Comportamenti che ricorrono in maniera ossessiva in un individuo e spesso ne occupano gran parte delle energie durante la giornata.

 

CONFUSIONE MENTALE - O Stato Confusionale della coscienza. E' un disturbo quantitativo che riguarda una diminuzione del controllo, diminuzione dell'attenzione, della comprensione, dell'orientamento. Lo stato confusionale si accompagna ad ulteriori alterazioni di altre funzioni psichiche, soprattutto dell'ideazione. Lo stato "crepuscolare" di coscienza è un tipo di confusione mentale.

 

CONTROFOBICO - Che contrasta lo stato fobico. Dicesi di una persona, animale o oggetto che, per il paziente, ha il potere di rassicurare permettendogli così di evitare la situazione che provoca la FOBIA (situazione fobogena).

 

CONTRO-TRANSFERT - In psicanalisi, l'insieme di reazioni affettive del terapeuta nei riguardi del suo paziente, in risposta al TRANSFERT di quest'ultimo.

 

CONVERSIONE (disturbo di) - Disturbo somatoforme che comporta sintomi ingiustificati di deficit riguardanti le funzioni motorie volontarie e sensitive, i quali potrebbero suggerire una condizione neurologica o medica generale; fattori psicologici appaiono collegati con i sintomi o i deficit.

 

CONVERSIONE (isterica) - Trasformazione di un conflitto psichico in manifestazione corporea ad alta valenza simbolica. Può trattarsi di paralisi, contrazioni, anestesie, dolori o disturbi sensoriali (visivi, uditivi, fonetici), che gli esami di accertamento non riscontrano.

 

COPROFAGIA - Ingestione di feci, riscontrata in casi di deficit gravi e di psicosi.

 

COPROLALIA - Tendenza a pronunciare parole oscene.

 

COREA - Sindrome caratterizzata da movimenti involontari (scoordinati, disordinati, bruschi o rapidi). Si distingue la Corea di Sydenham (o ballo di San Vito) provocata da uno streptococco (batterio) dalla Corea di Huntington, fenomeno infettivo ereditario che si evolve dando luogo a uno stato demenziale.

 

COTARD (sindrome di) - Insieme clinico costituito da idee di dannazione, di negazione, di immortalità, di trasformazione corporea, sensazioni di intestino ostruito, cuore ghiacciato, ecc. Tale disturbo porta il paziente a credere di essere morto, fino al punto di percepire persino l'odore della propria carne in putrefazione. Si rileva prevalentemente nel corso di alcune forme di MELANCOLIA.

Lettera D

Déjà-vu - Disturbo qualitativo della memoria caratterizzato da un falso riconoscimento, per cui un evento attuale, non noto, viene recepito come già visto, attribuendo a esso erroneamente il significato di ricordo. Si ritiene che il fenomeno sia da individuare in una risposta a sollecitazioni presenti in una nuova situazione, comuni a esperienze similari. E' considerato anche una specie di interruzione nervosa, o di condizione di "corto circuito", come se l'impressione arrivasse prima di essere stata registrata dal cervello.

 

DELIRIO - Disturbo psichico caratterizzato da costruzioni mentali senza nesso con i fatti reali, e non correggibili razionalmente dal soggetto in base all'esperienza e alla critica; caratteristica è l'assoluta certezza che il soggetto ha della realtà delle sue rappresentazioni mentali. Ogni delirio è caratterizzato dalle sue tematiche: di persecuzione, di grandezza, di gelosia, metafisiche, etc. Tipico nella psicosi, nella schizofrenia, in quadri psicorganici e in stati tossici.

 

DELIRIUM TREMENS - O Delirio Alcolico Acuto. Sindrome psicotica che compare frequentemente come complicazione dell'alcolismo cronico. Sembra favorito dalla sospensione brusca dell'assunzione di alcol. Il soggetto, in preda a CONFUSIONE MENTALE, rivive scene del suo lavoro o anche visioni di animali che provocano disgusto o paura. Tra i disturbi somatici si riscontrano i tremolii generalizzati che hanno dato il nome a questa patologia. Il D.T. può essere fatale soprattutto nei soggetti in condizioni generali compromesse.

 

DEMENZA - Stato fisiologico caratterizzato da deterioramento delle funzioni intellettive già completamente sviluppate. La caratteristica della demenza è solitamente la cronicità e l'evoluzione degenerativa (cioé può solo peggiorare). La compromissione dell'intelligenza determina disturbi di memoria, di attenzione e concentrazione, confablazioni e perdita delle capacità di critica e giudizio. Le cause possono essere note (vascolari, tossiche, ...) o non ben identificate (senile e presenile).

 

DEPERSONALIZZAZIONE - Riduzione o perdita della capacità di riconoscere come proprie le esperienze soggettive. Spesso associata alla DEREALIZZAZIONE, si può osservare in diverse condizioni patologiche: stati tossici (LSD), nevrosi, psicosi, epilessia.

 

DEPRESSIONE - La depressione è un disturbo caratterizzato da un insieme di sintomi psichici e fisici persistenti nel tempo, consistente principalmente in una diminuzione da lieve a grave del tono dell'umore, svalutazione della propria persona de delle proprie capacità. A questa sintomatologia principale possono accompagnarsi deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica. Può essere di tipo unipolare, quando l'umore si mantiene basso e sono presenti rallentamento psicomotorio ed alterazioni del ciclo sonno/veglia mentre la melanconia è prevalente nelle prime ore del mattino; di tipo maniaco-depressivo, altrimenti nota come sindrome bipolare; di tipo nevrotico o di tipo reattivo, detta anche "reazione depressiva", comune reazione umana a fattori di stress o shock emotivi. Circa il 10% della popolazione ne è interessato nel corso della vita e la psicoterapia in associazione con la cura farmacologica sembra funzionare meglio che la sola cura farmacologica o il solo aiuto psicoterapeutico.

 

DEREALIZZAZIONE - Disturbo della coscienza per cui la realtà esterna viene percepita dal soggetto con un senso di irrealtà, estraneità e distacco, e sia l'ambiente circostante sia le altre persone vengono a perdere i caratteri abituali e familiari. DIADE - Con il termine in psicologia si indica, soprattutto, la coppia mamma-bambino: il termine diade sottolinea il forte legame psico-biologico fra i due elementi.

 

DIPENDENTE (disturbo di personalità) - Situazione pervasiva ed eccessiva di necessità di essere accuditi, che determina comportamento sottomesso e dipendente e timore della separazione, che compare nella prima età adulta ed è presente in una varietà di contesti. Per essere diagnosticato deve soddisfare 5 o più delle seguenti caratteristiche: 1) la persona ha difficoltà a prendere le decisioni quotidiane senza richiedere un'eccessiva quantità di consigli e rassicurazioni 2) ha bisogno che altri si assumano la responsabilità per la maggior parte dei settori della sua vita 3) ha difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri per il timore di perdere supporto o approvazione (nota per il clinico: non vanno inclusi timori realistici di punizioni) 4) ha difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose autonomamente (per una mancanza di fiducia nel proprio giudizio o nelle proprie capacità piuttosto che per mancanza di motivazione od energia) 5) può giungere a qualsiasi cosa pur di ottenere accudimento e supporto da altri, fino al punto di offrirsi per compiti spiacevoli 6) si sente a disagio e indifeso quando è solo per timori esagerati di essere incapace a provvedere a se stesso 7) quando termina una relazione stretta ricerca urgentemente un'altra relazione come fonte di accudimento e di supporto 8) si preoccupa in modo non realistico di essere lasciato a provvedere a se stesso.

 

DISARTRIA - Disturbo dell'articolazione delle parole.

 

DISCALCULIA - Perturbazione dell'apprendimento dei calcoli nel bambino con intelligenza normale.

 

DISFORIA - Sensazione di malessere diffusa, di insoddisfazione, di "male di vivere", di solito associata ad ansia. La perturbaziona dell'umore che si osserva sovente nei giorni precedenti all'arrivo delle mestruazioni, è definita Disforia Premestruale.

 

DISFORIA DI GENERE - Persistente avversione verso tutte o qualcuna delle caratteristiche fisiche o dei ruoli sociali tipici del proprio sesso biologico.

 

DISFORIA DI IDENTITA' - Convinzione interiore di essere maschio o femmina.

 

DISGARFIA - Disturbo dell'apprendimento della scrittura.

 

DISLESSIA - Difficoltà nell'acquisire capacità di lettura per varie cause insorte nell'età evolutiva. Il bambino confonde le lettere che si assomigliano, inverte sillabe e parole, aggiunge lettere. Disturbo sovente associato a disortografia, che è l'incapacità di acquisire capacità ortografiche.

 

DISMORFISMO CORPOREO (disturbo di) - Disturbo somatoforme in cui il centro è la preoccupazione riguardante un difetto presunto o sopravvalutato dell'aspetto fisico. Le lamentele riguardano facilmente difetti lievi o immaginari della faccia o della testa, come i capelli, l'acne, rughe, cicatrici, manifestazioni vascolari, pallore o rossore, sudorazione, etc. La gran parte dei soggetti con questo disturbo sperimentano grave disagio per la loro supposta deformità, descrivendo spesso le loro preoccupazioni come "intensamente dolorose", "tormentose", o "devastanti". I più trovano le loro preoccupazioni difficili da controllare, e fanno pochi o nessun tentativo di resistervi. Come conseguenza, essi spesso passano molte ore al giorno a pensare al loro "difetto", al punto che questi pensieri possono dominare la loro vita. Sentimenti di consapevole vergogna per il proprio "difetto", possono portare all'evitamento delle situazioni di lavoro, scuola o di contatto sociale.

 

DISMORFOFOBIA - Convinzione sempre più invasiva di avere una parte del corpo sgraziata: molto spesso queste porzioni riguardano seno, capelli, cosce e fianchi per le donne; pene, testicoli, capelli per gli uomini. Causa in taluni soggetti un forte stress emozionale, incapacità di tessere relazioni sociali con conseguente isolamento sociale. Si possono sviluppare comportamenti fobico–ossessivi altamente pericolosi, inducendo spesso ad anoressia e alla bulimia semplice e nervosa.

 

DISORIENTAMENTO - Confusione circa l'ora del giorno, la data, o la stagione (tempo), dove uno si trova (spazio), o chi si è (persona).

 

DISPAREUNIA - Dolore che la donna avverte nell'area della vagina o della pelvi durante un rapporto sessuale. Le cause della dispareunia possono essere fisiche come ad esempio una vaginite, oppure, più spesso, di natura psicologica.

 

DISSOCIAZIONE - Perdita dell'unità della personalità del soggetto, che si manifesta a livello del pensiero, degli affetti e del comportamento. Ne consegue una mancanza d'integrazione e organizzazione dell'attività psichica globale, che si esprime con discordanza e incongruenza tra le varie idee, tra pensiero e affettività, tra pensiero e comportamento.

 

DISSONNIE - Disturbi primari dell'inizio o del mantenimento del sonno o disturbi primari dovuti a eccessiva sonnolenza, e sono caratterizzati da un'alterazione della quantità, della qualità o della sequenza temporale del sonno.

 

DISTIMIA - La caratteristica di questo disturbo è un umore cronicamente depresso, presente per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno per almeno 2 anni. Mentre il disturbo depressivo Maggiore è costituito da due o più Episodi Depressivi Maggiori che possono essere distinti dal funzionamento abituale dell'individuo, il Disturbo Distimico è caratterizzato da sintomi depressivi cronici ma meno gravi, che sono stati presenti per anni. E' possibile che il soggetto non ne sia consapevole della propria distimia in quanto convinto che il disagio quotidiano sia parte integrante del suo carattere da sempre.

 

DISTONICO - Che non riesce o ha difficoltà a mettersi all'unisono con il proprio ambiente.

 

DOPPIO LEGAME - Descritto da G. Bateson e coll. nel 1956, si tratta di una modalità di relazione particolare all'interno della quale la comunicazione è disfunzionale: un individuo riceve messaggi contraddittori da un altro più potente. Per un certo numero di autori questo modo di relazione sarebbe più frequante nelle famiglie di schizofrenici.

 

DSM - Manuale Diagnostico Statistico dei disturbi Mentali. Si tratta di un manuale che elenca i disturbi mentali, descrivendoli in base alla prevalenza di determinati sintomi (per lo più quelli osservabili nel comportamento dell'individuo, ma non mancano riferimenti alla struttura dell'Io e della personalità). L'approccio attuale è necessariamente un approccio "multidisciplinare": la malattia mentale è in se stessa multifattoriale e ciò comporta che si tenga conto di tutti i diversi paradigmi di spiegazione. Il disturbo mentale è il risultato di una "condizione sistemica" in cui, rientrano: il patrimonio genetico, la costituzione, le vicende di vita, le esperienze maturate, gli stress, il tipo di ambiente, la qualità delle comunicazioni intra ed extra-familiari, l'individuale diversa "plasticità" dell'encefalo, i meccanismi psicodinamici, la peculiare modalità di reagire, di opporsi, di difendersi. Dunque, una visione "plurifattoriale integrata" della malattia mentale. L'ultima edizione è definita DSM-IV TR (DSM Quarto Text Revision).

Lettera E

EBEFRENIA - Forma clinica di schizofrenia che compare in età adolescenziale caratterizzata al suo esordio da esiguità o da assenza di DELIRI e da forte DISSOCIAZIONE. I sintomi iniziali sono irascibilità, nevrosi, apatia; a volte possono presentarsi anche stati emotivi non giustificati (ad esempio allegria o tristezza immotivate) o improvvise crisi di ansia. Con il trascorrere degli anni la malattia evolve, con l'insorgere di asocialità, disturbi affettivi, distacco dalla realtà, allucinazioni, comportamenti violenti. Trattamenti adeguati e condizioni ambientali favorevoli possono dare qualche risultato, ma si tratta comunque di una forma grave ad andamento progressivo con sacrasa risposta alla terapia.

 

ECOLALIA - Impulso patologico caratterizzato dalla ripetizione di parole o frasi dette da un'altra persona: è detta palilaia se riguarda la ripetizione dell'ultima parola di una frase, è logoclonia quella di una sillaba. Si osserva nelle sindromi schizofreniche e demenziali, nonché in quadri clinici regressivi. Nel bambino piccolo rappresenta una fase normale nell'apprendimento del linguaggio.

 

ECOPRASSIA - Ripetizione per imitazione dei movimenti di un altro. Tale azione non è né desiderata, né volontaria, e ha caratteristiche di semi-automatismo e di incontrollabilità.

 

EDIPO (complesso di) - Freud, riferendosi al mito classico, lo definisce un insieme di desideri d'amore rivolti al genitore di sesso opposto e di sentimenti d'ostilità per il genitore dello stesso sesso da parte del bambino in età compresa tra i 3 e i 5 anni. Questo complesso giocherebbe un ruolo fondamentale sul comportamento degli individui.

 

EFFETTO PLACEBO - Conseguenza benefica dipendente dall'assunzione di un medicinale fittizio o PLACEBO.

 

EGO - o IO. Una delle tre istanze psichiche del modello freudiano (le altre sono ES e SUPER IO). Parte della personalità che equilibra le forze alle quali il soggetto è sottoposto: le sue pulsioni, la sua morale e la realtà esterna.

 

EGOSINTONICO - Che è in sintonia con il proprio sentire, che diventa parte della propria identità, che dà piacere. Il contrario è egodistonico.

 

ELETTRA (complesso di) - Corrispondente per le femmine al complesso di Edipo. Il nome deriva dalla tragedia greca omonima in cui, spinta dal desiderio di vendicare l'assassinio del padre Agamennone, Elettra, induce il fratello Oreste a sopprimere la madre adultera Clitemnestra e l'amante Egisto. Da questo spunto Jung ha ipotizzato le dinamiche inconsce relative all'attaccamento e alla separazione della bambina nei confronti della figura materna. L'attaccamento preedipico termina con la scoperta della mancanza del pene, traumatica perché percepita come punizione; la figlia, spinta dal risentimento e da gelosia nel confronto della madre, sposta allora l'attenzione sul padre per compensare questa carenza e riappropriarsi del tratto che distingue il maschio dalla femmina; più tardi sposterà, una volta vendicata, la propria affettività verso individui del sesso opposto. Il processo complessivo è inconscio e rileva un dualismo di affetto-ostilità nei riguardi della figura materna, vista come affettuosa compagna e sposa del padre e, contemporaneamente, rivale da abbattere.

 

ELETTROSHOCK - Meglio definita TERAPIA ELETTROCONVULSIVANTE (TEC), è una tecnica terapeutica, basata sull'induzione di convulsioni nel paziente successivamente al passaggio di una corrente elettrica attraverso il cervello. La terapia fu sviluppata e introdotta negli anni '30 dai neurologi italiani Ugo Cerletti e Lucio Bini. La terapia ha comunemente una fama negativa presso parte dell'opinione pubblica, a causa sia dell'abuso e della pratica aggressiva che se ne è fatta in taluni casi, sia della presentazione che ne è stata a volte data in letteratura e cinematografia. L'effettiva utilità ed opportunità di questa tecnica è tutt'oggi molto dibattuta. I pazienti che possono attualmente beneficiare di questa terapia sono coloro che soffrono di grave depressione senile o di depressione endogena con grave blocco psicomotorio.

 

EMPATIA - Risonanza, comunicazione affettiva, identificazione comprensiva dell'altro.

 

ENCOPRESI - Ripetuta evacuazione di feci in luoghi inappropriati (nei vestiti, sul pavimento, ...). La maggior parte delle volte ciò è involontario ma occasionalmente può essere intenzionale. Per definirsi disturbo dell'evacuazione deve avvenire almeno una volta al mese per almeno 3 mesi e l'età del bambino deve essere di almeno 4 anni. Naturalmente non deve essere relativa agli effetti fisiologici di un farmaco (lassativi) o di una condizione medica generale.

 

ENURESI - Ripetuta emissione di urine durante il giorno o di notte, nel letto o nei vestiti. La maggior parte delle volte ciò è involontario ma occasionalmente può essere intenzionale. Il comportamento deve avvenire almeno 2 volte alla settimana per 3 mesi o comunque deve creare disagio significativo con compromissione dell'area sociale (scolastica, lavorativa). L'età cronologica deve essere di almeno 5 anni e tale comportamento non deve essere relativo agli effetti fisiologici di un farmaco (diuretici) o di una condizione medica generale.

 

EPILESSIA - Sindrome caratterizzata da alterazione dell'attività bioelettrica del cervello, che si manifesta con crisi convulsive con caratteristiche varie (Sensitive, psichiche, neurovegetative, motorie), che si presentano improvvisamente e hanno tendenza a ripetersi. tali crisi dipendono da una scarica eccessiva, improvvisa e rapida dei neuroni cerebrali.

 

EREUTOFOBIA - Paura di arrossire in pubblico. Sopravvive in soggetti ansiosi e inibiti; genera condotte di evitamento dello stimolo FOBOGENO.

 

ERIKSONIANA (terapia) - L'ipnoterapia ericksoniana è una psicoterapia che deriva dal lavoro clinico di Milton H. Erickson e basa una parte importante della sua efficacia sull'ipnosi. L'ipnoterapia ericksoniana, o psicoterapia ericksoniana, viene definita anche come psicoterapia breve (si deve proprio a Erickson il primo uso di questa locuzione). Si basa su alcuni assunti importanti: a) il paziente è un individuo unico e pertanto unico sarà l'approccio utilizzato per curare il paziente (tailoring); b) l'inconscio di ciascun individuo è pieno di risorse per risolvere i problemi del vivere quotidiano; c) qualche individuo ha bisogno di aiuto per correggere i propri problemi e guarire dai propri sintomi; qualche volta una persona deve prima imparare delle abilità o deve orientare la propria attenzione verso nuovi modi di vedere le cose o di pensare; d) i sintomi e i problemi comportamentali sono frutto di un'inadeguata relazione tra mente conscia e mente inconscia. Importante in questo approccio terapeutico è l'utilizzo di un linguaggio metaforico che riesce a raggiungere l'inconsci del paziente con più efficacia di quanto possa il linguaggio puramente logico.

 

EROS - Designa, secondo la teoria freudiana, le PULSIONI di vita, l'intero complesso degli istinti vitali.

 

EROTOMANIA - genericamente usato per indicare ogni impulso sessuale esagerato. Più correttamente, stato nel quale il soggetto ha la convinzione delirante di essere amato da una persona di rango sociale più elevato del proprio. Questo delirio (erotomaniaco) passa attraverso quattro stadi: speranza, risentimento, rancore e odio (quindi vi è la possibilità di reazioni aggressive e pericolose). ES - Una delle tre istanze psichiche del modello freudiano (le altre sono IO o EGO e SUPER IO). Designa l'insieme delle PULSIONI primarie, degli ISTINTI, di ciò che è ereditario, inconscio, l'energia libidica che pretende immediata soddisfazione.

 

ESIBIZIONISMO - Forma di parafilia caratterizzata dall'eccitamento provocato dal mostrare i propri genitali, o qualsiasi parte del corpo in pubblico.

 

ESOGENO - Generato dall'esterno dell'individuo. Molto spesso riferito alle componenti di ordine sociale e culturale del fenomeno psichico.

 

EVITANTE (disturbo di personalità) - a volte detto anche disturbo ansioso di personalitàè un disturbo di personalità caratterizzato da uno schema di comportamento penetrante di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza, estrema sensibilità a valutazioni negative nei propri confronti e la tendenza a evitare le interazioni sociali. Le persone affette da disturbo evitante di personalità spesso si considerano socialmente incapaci o non attraenti a livello personale ed evitano le interazioni sociali per timore di essere ridicolizzati, umiliati od oggetti di antipatie. Tipicamente, si presentano come persone che amano stare da sole e riferiscono di sentire un certo senso di estraniazione dalla società.

 

EZIOLOGIA - Studio delle cause delle malattie.

Lettera F

FABULAZIONE - Produzione immaginaria della mente. Si rileva sovente nel DELIRIO, nella MITOMANIA e nella sindrome di KORSAKOV.

 

FALLICA (Fase) - Secondo il modello di sviluppo a fasi di Freud, la fase fallica è il terzo periodo di sviluppo del bambino, essa succede alla fase ANALE e precede la fase di LATENZA. Essa va dai 3 ai 6 anni circa. Nella fase fallica l'energia della libido si sposta dalla regione anale alla regione genitale che diventa la ZONA EROGENA d'elezione. Una fissazione in questa fase produce personalità risolute, autonome, orgogliose ed egoiste. Freud credeva che questa fosse la fase in cui si sviluppa l'omosessualità. Queste persone mostrano segni di promiscuità o asessualità, amoralità o puritanesimo. Essi cambiano i comportamenti in accordo con la dottrina degli opposti. Se il conflitto non viene risolto, l'adulto può non volere o essere incapace nello sviluppare una relazione d'amore con altre persone.

 

FERITA NARCISISTICA - Espressione usata per indicare le conseguenze psicoaffettive dolorose che possono derivare da una separazione, umiliazione, delusione amorosa o professionale. In pratica, la conseguenza di un evento che ha colpito negativamente la nostra autostima.

 

FETICISMO - Parafilia che concentra fantasie, impulsi sessuali e comportamenti ricorrenti e intensamente eccitanti verso oggetti inanimati o parti del corpo altrui.

 

FISSAZIONE - Attaccamento esagerato ad una persona o ad un oggetto.

 

FOBIA - Timore angoscioso attivato da un oggetto o da una situazione che non ha di per sé carattere nocivo. L'ANGOSCIA si dissolve in assenza dell'oggetto o della situazione (P. Pichot). Quindi il sintomo principale di questo disturbo è l'irrefrenabile desiderio di evitare il soggetto che incute timore. L'individuo fobico non può sottrarsi volontariamente alla sua paura, sebbene si renda conto dell'irrazionalità e della sproporzionalità di questo vissuto, che permane per un determinato periodo di tempo e determina un disadattamento del soggetto al suo ambiente. Le principali fobie sono: 1) Di animali; 2) Di impulso (es.: paura di essere scacciati, paura di ferire qualcuno); 3) Di oggetti; 4) Di situazioni (es. CLAUSTROFOBIA); 5) Limitate (es.: EREUTOFOBIA); 6) Sociali (es.: paura di parlare o di mangiare in pubblico).

 

FOBOGENO - Oggetto o situazione che genera FOBIA.

 

FORMAZIONE REATTIVA - Meccanismo di difesa dell'IO, nevrotico, che consiste in condotte manifeste opposte alla PULSIONE latente. Es.: l'odio appare sostituito dall'amore, oppure l'aggressività dalla mitezza.

 

FRENOLOGIA - Dottrina pseudoscientifica ideata e propagandata dal medico tedesco Franz Joseph Gall (1758 - 1828), secondo la quale le singole funzioni psichiche dipenderebbero da particolari zone o "regioni" del cervello, così che dalla valutazione di particolarità morfologiche del cranio di una persona, come linee, depressioni, bozze, si potrebbe giungere alla determinazione delle qualità psichiche dell'individuo e della sua personalità.

 

FRIGIDITA' - Termine generico che indica la scarsa attitudine sessuale, da non confondersi con l'ANORGASMIA. Veniva comunemente attribuita a tutte le donne che non riuscivano ad avere rapporti sessuali, o che non ne traevano piacere. Tale termine, al pari di quello di IMPOTENZA, è sempre meno usato perché impreciso, e fuorviante, in quanto, al di là delle difficoltà in campo sessuale, tende a connotare un quadro di personalità (fredda ed ostile), piuttosto che uno specifico disturbo. E' preferibile parlare, in modo più specifico, di inibizione al sesso, mancanza di lubrificazione o anorgasmia.

 

FRONTALE (sindrome) - Sindrome dovuta alla sofferenza delle aree cerebrali localizzate nei lobi frontali (la parte del cervello che sta dietro la fronte), caratterizzata da: euforia, difficoltà nei rapporti sociali, disturbi della memoria, perdita d'iniziativa, apatia, disturbi dell'equilibrio e del tono muscolare.

 

FUGA DELLE IDEE - Accelerazione del ritmo delle iddee che si concatenano senza filo logico. Il pensiero che ne deriva è inconsistente e sterile, malgrado la sua apparente chiarezza. Costituisce un segno tipico della MANIA.

 

FUGA IN AVANTI - Meccanismo inconscio che spinge il soggetto a tuffarsi nel pericolo che egli teme. Tipico della NEVROSI fobica.

Lettera G

GANSER (sindrome di) - La sindrome di Ganser, chiamata anche pseudodemenza, è una sindrome neurologica di origine isterica nella quale si verifica una produzione volontaria di sintomi psicologici che tende al peggioramento quando il paziente è consapevole di essere osservato. Questi sintomi sono frequenti soprattutto nelle prigioni, dove il soggetto può valutare più o meno inconsciamente e aver interesse a disconoscere alcune realtà. La sindrome di Ganser compare in modo caratteristico nei prigionieri che danno risposte evasive e idiote alle domande loro poste, al fine di simulare una malattia psichica. La sindrome di Ganser può essere considerata come simulazione o come isteria.


GELOSIA (delirio di) - Convinzione delirante del soggetto che il proprio partner sessuale sia infedele, si manifesta sovente senza motivazioni valide. Nella Sindrome di Otello la gelosia è anche retroattiva, ovvero si prova un sentimento di gelosia abnorme anche per le passate storie sentimentali del proprio partner. E' un delirio paranoico frequente negli alcolisti.


GENERE (ruolo di) - Attitudini, schemi di comportamento, e caratteristiche di personalità considerati dalla cultura in cui il soggetto vive come ruoli sociali tipicamente “maschili” o “femminili”.


GENITALE (fase) - Secondo il modello di sviluppo psicosessuale a fasi di Freud, la fase genitale è il quinto periodo di sviluppo del bambino e succede alla fase di LATENZA. Essa inizia con la pubertà e si protrae per tutta la vita dell'uomo. La fase genitale permette all'adolescente di sviluppare le relazioni con l'altro sesso con l'energia della LIBIDO concentrata nuovamente nell'area genitale. Secondo Freud se si è generata una fissazione in una delle altre fasi, non ci sarà sufficiente energia sessuale per far si che questa fase si sviluppi senza problemi. Per poter avere un adulto completo, le fissazioni nelle fasi precedenti devono venir risolte.


GERONTOFILIA - Parafilia caratterizzata dal fatto che il soggetto che il soggetto è sessualmente attratto esclusivamente da persone anziane.


GESTALT (psicologia della) - La psicologia della Gestalt (dove la parola tedesca Gestalt significa forma), è una corrente psicologica che nacque e si sviluppò agli inizi del XX secolo in Germania (nel periodo tra gli anni '10 e gli anni '30), per poi proseguire la sua articolazione negli USA. Fondatori della psicologia della Gestalt sono di solito considerati Kurt Koffka, Wolfgang Köhler e Max Wertheimer. Per la psicologia della Gestalt non è giusto dividere l'esperienza umana nelle sue componenti elementari e occorre invece considerare l'intero come fenomeno sovraordinato rispetto alla somma dei suoi componenti: "L'insieme è più della somma delle sue parti". Quello che noi siamo e sentiamo, il nostro stesso comportamento, sono il risultato di una complessa organizzazione che guida anche i nostri processi di pensiero. La stessa percezione non è preceduta dalla sensazione ma è un processo immediato - influenzato dalle passate esperienze solo in quanto queste sono lo sfondo dell'esperienza attuale, che deriva dalla gestalt, come combinazione delle diverse componenti di un'esperienza reale-attuale. Per comprendere il mondo circostante si tende a identificarvi forme secondo schemi che ci sembrano adatti - scelti per imitazione, apprendimento e condivisione - e attraverso simili processi si organizzano sia la percezione che il pensiero e la sensazione; ciò avviene di solito del tutto inconsapevolmente.


GRAFOMANIA - O graforrea. Bisogno irresistibile di scrivere molto e di frequante, caratteristico di alcune forme maniacali. E' l'equivalente discorsivo di tipo manuale della LOGORREA.


GRANDEZZA (delirio di) - Convinzione delirante del soggetto di avere un esagerato valore, potere, conoscenze, o una speciale identità, o una speciale relazione con una divinità o con una persona famosa.

Lettera H

HARD PSYCHOLOGY - Termine di uso corrente per definire il campo di approccio della psicologia quale l'apprendimento, la psicologia sensoriale e fisiologica e la psicofisica. I dati, in questo settore, sono generalmente oggettivi e più concreti rispetto ad altre aree come lo studio della personalità o la psicologia clinica, campi d'indagine della SOFT PSYCHOLOGY.


HUNTINGTON (corea di) - Malattia ereditaria che associa movimenti normali a disturbi mentali che evolvono verso uno stato demenziale.

Lettera I

IATROGENO - Ciò che è provocato dalla terapia.


ICARO (complesso di) - Si tratta di una sindrome in cui è presente attrazione per il fuoco, desiderio d'immortalità, narcisismo ipertrofico e elevate ma fragili ambizioni in un soggetto già in crisi di ENURESI. Il riferimento mitologico esprime una volontà di controdipendenza nei riguardi del padre come quella di Icaro, che volando insieme al padre con ali incollate con la cera, si avvicinò troppo al calore del sole contravvenendo ai consigli paterni, e precipitò nell'Ellesponto.


IDEALE DELL'IO - Termine introdotto da Freud nello scritto Introduzione al narcisismo (1913), concetto che negli anni seguenti porterà alla definizione freudiana del SUPER IO. Essenzialmente si tratta di un modello interno al quale il soggetto cerca di conformarsi.


IDEALIZZAZIONE - Meccanismo di difesa dell'IO finalizzato a costruire caratteristiche del Se e dell'OGGETTO, onnipotenti non rispondenti alla realtà oggettiva, al fine di proteggere i bisogni narcisistici.


IDEA PREVALENTE - Convinzione irragionevole e duratura, che viene sostenuta con insistenza un po’ minore rispetto al delirio (cioé la persona è in grado di riconoscere la possibilità che la convinzione possa essere erronea). La convinzione non è di quelle che vengono ordinariamente accettate dagli altri membri della cultura o sottocultura del soggetto.


IDEE DI RIFERIMENTO - Sensazione che coincidenze ed eventi esterni casuali abbiano un significato particolare ed insolito specifico per la persona che la prova. Devono essere distinte dal delirio di riferimento, in cui vi è una convinzione che viene sostenuta con insistenza delirante.


IDENTIFICAZIONE - Meccanismo psicologico inconscio mediante il quale una persona tende a somigliare ad un'altra assimilandone gli attributi, proprietà e caratteristiche.


ILLUSIONE - Percezione o interpretazione erronea di uno stimolo esterno reale, come ad es. il fatto di percepire il fruscio delle foglie come se fosse il suono di qualche voce.


IMPULSO - Atto effettuato in maniera improvvisa e brusca, che sfugge alla volontà del soggetto. Impulso è anche uno stimolo al comportamento.


INCONSCIO - Insieme di attività e funzioni psichiche che non arrivano alla coscienza, restando al livello dei contenuti della psiche più profonda. I processi inconsci consistono di elementi rimossi dalla coscienza e di elementi che per loro stessa natura sono inconsci e operano continuamente in maniera attiva nei vari stadi di organizzazione della psiche. Il concetto di inconscio, non creato da Freud ma fatto da lui cardine del proprio pensiero scientifico, è successivamente stato rivisitato dai più diversi psicologi e filosofi.


INCUBI (disturbo da) - PARASONNIA in cui si ripete il manifestarsi di sogni terrificanti che portano al risveglio dal sonno. Il soggetto è completamente vigile al risveglio. I sogni spaventosi o le interruzioni del sonno conseguenti ai risvegli provocano più spesso uno stress soggettivo significativo, piuttosto che una dimostrabile menomazione sociale o lavorativa.


INFERIORITA' (complesso di) - Insieme di paure represse che danno origine a sentimenti di inferiorità generalizzata. Alfred Adler (1870-1937), nella formulazione della sua psicoterapia, considera questo complesso di enorme rilevanza per la formazione della personalità individuale. Secondo Adler l'autorealizzazione dell'individuo è costantemente frenata, fin dall'età infantile, da sentimenti di dipendenza, soggezione, inferiorità, che spingono, motivandola, la tendenza compensatoria in forma di sopravvalutazione.


INSIGHT - Sinonimo di INTROSPEZIONE.


INSONNIA - O iposonnia. DISSONNIA la cui caratteristica è la diminuzione della durata del sonno e della sua capacità ristoratrice, con ripercussioni, più o meno gravi, sullo stato di benessere e di efficienza dell'individuo, che ha la sensazione di riposo insufficiente. Si parla di insonnia iniziale quando vi è difficoltà ad addormentarsi; insonnia centrale quando è disturbata la continuità del sonno con frequanti risvegli; insonnia terminale, quando il risveglio è precoce.


INTER-SESSUALE (condizione) - Condizione in cui un soggetto mostra, in misura diversa, una mescolanza delle caratteristiche dei due sessi, come l’aspetto fisico, gli organi riproduttivi, e il comportamento sessuale.


INTROIEZIONE - Meccanismo di difesa. Processo di assimilazione e "assorbimento" dell'OGGETTO o sue qualità, che vengono riconosciute come proprie. Le caratteristiche introiettate dell'oggetto diventano indistinguibili (a livello rappresentativo) dal SE. Non si tratta di una "copiatura", ma di un vero e proprio assorbimento della rappresentazione dell'oggetto e delle sue qualità. Meccanismo essenziale nello sviluppo infantile, che consente al bambino di assimilare le figure significative, come i genitori, e di ricorrere alle loro qualità anche in assenza di essi.


INTROSPEZIONE - Auto-osservazione della propria coscienza individuale.


INTROVERSIONE - Tratto del carattere che implica la tendenza a volgere l'attenzione in modo particolare verso se stessi, sul proprio mondo interno e sulla propria soggettività. Gli aspetti tipici del carattere introverso comprendono: scarsa socievolezza con tendenza a chiudersi e a meditare, incertezza, sfiducia, atteggiamenti difensivi.


INVESTIMENTO - Atto da parte di una persona di "fissare" la propria energia psichica su un oggetto, un'attività, etc.


IO - Una delle tre istanze psichiche del modello freudiano (le altre sono ES e SUPER IO). L'Io denota l'insieme delle motivazioni e delle azioni di un individuo che condizionano il suo adattamento alla realtà, soddisfano i bisogni e risolvono i conflitti dovuti a desideri intollerabili (incompatibili fra loro).


IPERSESSUALITA' - L'ipersessualità è un disturbo comportamentale nel quale il soggetto ha una dipendenza dall'attività sessuale identica a quella che si può avere per un qualsiasi tipo di droga. In inglese è definita sex addiction. L'ipersessualità comporta un'attitudine dell'uomo o della donna a essere pronti in qualsiasi luogo e con qualsiasi persona a fare sesso oppure a praticare atti di masturbazione compulsiva, esibizionismo e voyeurismo. Il termine ha sostituito i desueti NINFOMANIA (per le donne) e SATIRIASI (per l'uomo).


IPERSONNIA - DISSONNIA caratterizzata da sonnolenza eccessiva, come documentato da prolungamento del sonno notturno, da difficoltà a mantenere lo stato di veglia durante il giorno, da presenza di episodi di sonno diurno non desiderato. L’eccesso di sonnolenza deve essere sufficientemente grave da causare un disagio clinicamente significativo o una menomazione del funzionamento sociale, lavorativo, o di altre aree importanti.


IPNAGOGICO - Che si riferisce alle manifestazioni prodotte durante il sonno.


IPNOSI - L’Ipnosi e’ una procedura durante la quale un medico o uno psicologo suggerisce che il paziente faccia esperienza di cambiamenti nelle sensazioni, percezioni, pensieri o comportamenti. Tali cambiamenti vengono usati dal sanitario nel trattamento psicoterapeutico di problemi psichici, oltre che nel trattamento del dolore e di molti problemi psicologici che emergono in campo medico e odontoiatrico. Il contesto ipnotico e’ generalmente stabilito mediante una procedura di induzione che puo’ essere fatta con tecniche dirette ("convenzionali" o comunque esplicitate) o indirette ("conversazionali" e di utilizzazione). Lo stato indotto dall'ipnosi si definisce TRANCE che è simile ad uno stato di dormiveglia. Le persone rispondono all’Ipnosi in modi diversi. Alcune persone sono altamente responsive nei confronti delle suggestioni ipnotiche e altre sono meno responsive. La responsivita’ influisce sulla profondita’ della trance raggiunta dal soggetto ma non inficia un lavoro psicoterapico svolto con il modello ipnotico. Le persone che sono state ipnotizzate NON perdono il controllo sul loro comportamento.


IPNOTICO - 1) Che si riferisce all'IPNOSI, o 2) Sistanza chimica che induce il sonno, sinonimo di SONNIFERO.


IPOCONDRIA - In senso generico e come tipo di disturbo somatoforme, stato di preoccupazione per la propria salute fisica e psichica, in assenza di dati patologico o comunque non proporzionata a essi. Nel delirio ipocondriaco, la malattia insanabile, spesso percepita a carico dell'apparato cardiovascolare o gastrointestinale, diventa tema fisso e dominante che spinge l'ipocondriaco ad abusare di continue visite ed indagini specialistiche che, nonostante gli esiti negativi, non riescono a tranquillizzarlo.


IPOCONDRIASI - Anche definito Help-rejecting complaining. Meccanismo di difesa dell'IO che vede un soggetto emotivamente molto dipendente dagli altri e che, per difendersi dalla rabbia generata da questa percezione, chiede continuamente aiuto agli altri per poi rifiutare l'aiuto offerto. Le lamentele e il rifiuto esprimono l'ostilità e il risentimento del soggetto.


IPOMANIA - L'ipomania (letteralmente mania lieve) è un disturbo dell'umore, che caratterizza patolgie quali il disturbo BIPOLARE e la CICLOTIMIA. Si distingue dalla mania per l'assenza di sintomi psicotici, e per l'impatto negativo inferiore nella vita e nella produttività dell'individuo. Secondo il DSM-IV per parlare di ipomania è necessario che si protraggano per almeno quattro giorni, tre o quattro tra i seguenti sintomi: autostima ipertrofica ; logorrea; ridotto bisogno di sonno; fuga delle idee; distraibilità e deficit di attenzione; agitazione psicomotoria; coinvolgimento in attività potenzialmente dannose e/o rischiose.


ISOLAMENTO - Meccanismo di difesa dell'Io usato soprattutto nella nevrosi ossessiva. L'Io separa gli impulsi istintuali dal loro contesto, pur trattenendoli nella coscienza. In questo modo, il pensiero, la fantasia o il ricordo possono avere libero accesso alla coscienza, mentre l'emozione  o il contesto, di solito dolorosi, ad essi collegati, restano inconsci.


ISTERIA - Forma psiconevrotica caratterizzata da manifestazioni somatiche e psichiche che insorgono generalmente sulla base di una personalità isterica, i cui tratti più tipici sono: labilità e immaturità affettiva, intensa partecipazione affettiva, suggestionabilità, dipendenza, teatralità, esibizionismo, tendenza alla drammatizzazione e all'esagerazione. Il termine, nato in seno alla psichiatria dell'Ottocento, è caduto in disuso così come la sostanziale scomparsa di fenomeni di questo tipo e il mutamento dei paradigmi teorici della psicologia e medicina hanno portato a interpretazioni di altro tipo dell'isteria. Nella clinica il disturbo ISTRIONICO di personalità ha inglobato la maggior parte delle caratteristiche della personalità isterica.


ISTINTO - Comportamento innato e invariabile, comune a tutti gli individui della stessa specie e che appare adeguato al raggiungimento di uno scopo. Nella specie umana è influenzato da fattori razionali, sociali e culturali.


ISTRIONICO (disturbo di personalità) - Caratterizzato da un tipico quadro pervasivo di emotività eccessiva e ricerca di attenzione. Questi individui desiderano attirare l'attenzione altrui, appaiono a prima vista attivi, interattivi e disinibiti. Compare entro la prima età adulta. Il disturbo istrionico, in sede teorica è stato considerato affine all'ISTERIA. C'è anche un evidente legame tra questo e il disturbo NARCISISTICO di personalità, di cui viene considerato da alcuni autori un sottotipo. Al contrario dell'isteria codificata in senso classico, al posto di passività e disinteresse sessuale si ha qui un comportamento eccessivamente interattivo, eccentrico, sovraeccitato. Il paziente con la personalità istrionica mostrerà sicurezza, ha una apparente capacità di manifestare sentimenti, quasi "teatrale", tende alla posizione di leader e a manipolare gli altri. È disinibito e sessualmente promiscuo (tipo "Don Giovanni"). Per essere diagnosticato come disturbo deve manifestarsi in una varietà di contesti con la presenza di almeno cinque dei seguenti sintomi: 1) la persona è a disagio in situazioni nelle quali non è al centro dell'attenzione 2) l'interazione con gli altri è spesso caratterizzata da comportamento sessualmente seducente o provocante 3) manifesta un'espressione delle emozioni rapidamente mutevole e superficiale 4) costantemente utilizza l'aspetto fisico per attirare l'attenzione su di sé 5) lo stile dell'eloquio è eccessivamente impressionistico e privo di dettagli 6) mostra autodrammatizzazione, teatralità, ed espressione esagerata delle emozioni 7) è suggestionabile, cioè, facilmente influenzato dagli altri e dalle circostanze 8) considera le relazioni più intime di quanto non siano realmente.

Lettera K

KANNER (autismo di) - Psicosi infantile precoce caratterizzata dal fatto che il bambino non sembra vedere né ascoltare persone e cose e dal fatto che ogni oggetto deve avere posto fisso e definitivo; dall'esistenza di stereotipi gestuali e talvolta verbali, dall'assenza di un linguaggio, o dalla presenza di un linguaggio senza valore di comunicazione.


KORSAKOV (sindrome di) - Encefalopatia caratterizzata dall'associazione: di un'amnesia anterograda che costituisce la specificità di questa sindrome (il soggetto dimentica sempre di più); di un disorientamento spazio-temporale; di falsi riconoscimenti; di una fabulazione spontanea o indotta. Prevalentemente causata da alcolismo.


KRETSCHMER (delirio sensitivo di) - Stato delirante che si sviluppa in maniera concentrica in rapporto ad un avvenimento primario. Avendo il soggetto la convinzione che il proprio ambiente famigliare o di persone a lui vicine sia malevolo nei suoi riguardi, cade inaspettatamente in condizioni iperansiose e depressive. Questo delirio paranoico è all'origine di frequenti atti di suicidio.

Lettera L

LAPSUS - Errore che consiste nel pronunciare o scrivere al posto di un'altra. Secondo Freud, lo studio dei lapsus permette un approccio all'inconscio, come nel caso dei sogni o degli atti mancati.


LATENZA (periodo di) - Secondo il modello di sviluppo psicosessuale a fasi di Freud, la fase latente è il quarto periodo di sviluppo del bambino, essa succede alla FASE FALLICA e precede la FASE GENITALE. Essa va dai 6 anni fino alla pubertà. In questa fase la pulsione sessuale solo apparentemente "scompare", bensì viene sublimata e incanalata in attività prosociali (scuola e amicizie). L'attività masturbatoria dei soggetti di questa età, tuttavia, dimostra come il desiderio e la pulsione sessuale possa esplicitarsi anche in modi non latenti, sicché l'idea iniziale di pediodo di latenza come fase quasi asessuata è da ritenersi scorretto.


LIBERE ASSOCIAZIONI - Metodo che consiste nell'esprimere liberamente ogni pensiero che viene in mente, sia che si presenti in maniera spontanea o suscitato da una determinata parola o immagine. Viene utilizzato prevalentemente dalla psicoanalisi.


LIBIDO - In psicanalisi, l'energia psichica che costituisce il fondamento della pulsione sessuale. La libido rappresenta la principale fonte di energia psichica e dalle ultime concettualizzazioni di Freud se ne evince che non sarebbe solo alla base della sessualità, ma potrebbe animare e governare qualsiasi attività umana.


LITIO (sali di) - Medicinale utilizzato nella prevenzione degli accessi di PSICOSI MANIACO-DEPRESSIVA.


LOBOTOMIA - Intervento neurochirurgico che consiste nel sezionare i fasci delle fibre nervose intracerebrali che collegano la base del cervello (talamo, ipotalamo) alla corteccia cerebrale. Il risultato più riscontrato è il cambiamento radicale della personalità. La lobotomia è stata usata in passato per trattare una vasta gamma di malattie psichiatriche come la SCHIZOFRENIA, la DEPRESSIONE o disturbi derivati dall'ANSIA. In psichiatria questo metodo non è quasi più praticato.


LOGORREA - Flusso incessante e incoercibile di parole, caratteristico di stati MANIACALI.


LOMBROSO (teoria del) - Teoria sulla criminalità ormai considerata senza fondamento, elaborata da Cesare Lombroso (1835-1909). Secondo questa teoria la criminalità sarebbe un fatto biologico-ereditario e i tipi criminali avrebbero potuto essere riconosciuti mediante analisi fisiche della struttura della testa.

Lettera M

MAGICO (pensiero) - Erroneo convincimento che i propri pensieri, parole, o azioni possano causare o prevenire qualche evento con modalità contraria alle leggi di causa ed effetto comunemente accettate. Il pensiero magico può far parte dello sviluppo normale del bambino.


MANIA - Nell'uso comune il termine viene erroneamente adoperato nel significato di idea fissa, delirio. In verità si tratta di uno stato psicopatologico contrassegnato particolarmente da ipereccitazione, euforia, LOGORREA, FUGA DELLE IDEE, iperattività motoria, ecc. Nelle forme più lievi (IPOMANIA) si osserva gaiezza, loquacità, dispersività, iperattività senza però la capacità di soffermarsi in modo conclusivo su qualche compito. Nelle forme più gravi, alla gaiezza e socievolezza possono sostituirsi malumore, litigiosità, sino al cosidetto furore maniacale, contrassegnato da crisi distruttive. La mania è una fase della psicosi MANIACO-DEPRESSIVA.


MANIACO-DEPRESSIVA (psicosi) - Disturbo BIPOLARE, è una patologia caratterizzata da periodi di DEPRESSIONE alternati a periodi di MANIA. È una malattia endogena, solitamente a carattere ereditario, non è perciò scatenata né da lesioni cerebrali, né da eventi esterni. La manifestazione primaria è un'alterazione dell'affettività. I momenti di depressione dell'umore (MELANCONIA) si alternano a momenti di esaltazione dell'umore (MANIA), nel caso tipo il ritmo di alternanza è regolare, nei restanti periodi si manifesta una completa normalità (eutimia). Recenti studi epidemiologici indicano il Disturbo Bipolare ugualmente comune negli uomini e nelle donne (DSM-IV-TR). Non si conosce una cura definitiva per il disturbo bipolare. Tuttavia la malattia può essere tenuta sotto controllo e i pazienti bipolari possono condurre una vita normale e produttiva. È talvolta necessario molto tempo prima di trovare la terapia adatta. I disturbi sono trattati con farmaci specifici a seconda della fase della malattia. Capisaldi del trattamento sono gli stabilizzatori dell'umore, che riducono l'intensità e la frequenza delle crisi sia maniacali sia depressive.


MANIERISMO - Espressione gestuale esageratamente affettata, che manca di naturalezza. Può riscontrarsi in alcune sindromi schizofreniche e nel disturbo di personalità ISTRIONICO.


MASOCHISMO - Tendenza sessuale per cui il soggetto raggiunge l'eccitamento o il soddisfacimento sessuale sottoponendosi a sofferenze e umiliazioni. Il termine ha origine da Sacher-Masoch, che descrisse in un diario la sua vita sessuale caratterizzata da queste pratiche. E' connesso col SADISMO, che può essere considerata la tendenza complementare.


MASTURBAZIONE - Manipolazione dei propri genitali al fine di procurarsi piacere sessuale. E' frequente in entrambi i sessi e in sé non ha alcuna connotazione patologica.


MEGALOMANIA - Sintomo PSICOTICO consistente in idee deliranti di grandezza.


MELANCOLIA - Sintomo psicopatologico caratterizzato da profonda depressione, scarsa autostima, rallentamento ideativo, difficoltà nei rapporti interpersonali. La melancolia caratterizza la fase depressiva della psicosi MANIACO-DEPRESSIVA e si riscontra di frequante nelle forme psicotiche involutive presenili.


MENTISMO - Disturbo tipico delle sindromi ansiose, caratterizzato dall'esistenza di immagini in movimento, di parole, di idee e di suoni, che si fissa nella mente del soggetto, il quale è cosciente del loro carattere parassitario.


MISTICO (delirio) - DELIRIO a temi messianici e profetici. Può essere osservato in alcune PSICOSI.


MITOMANIA - Tendenza patologica all'alterazione della verità, alla FABULAZIONE, alla menzogna e alla commedia, rilevabile prevalentemente in persone con tratti ISTERICI.


MMPI - Acronimo di Minnesota Multiphasic Personality Inventory, attualmente usato nella versione 2 (MMPI-2), è uno dei più diffusi test di personalità utilizzati per lo screening psicologico-clinico e psichiatrico. Il test viene utilizzato per identificare problemi di personalità, sociali, e comportamentali. L'MMPI-2 è composto da 567 affermazioni a cui il candidato deve rispondere vero o falso.


MONGOLIDISMO - Malattia congenita legata ad una trisomia (tre cromosomi 21 al posto dei due come di norma). L'aspetto mongoloide è caratteristico e si accompagna a malformazioni diverse oltre che a deficit intellettivo (QI inferiore a 50). Sinonimo di Sindrome di Down.


MÜNCHAUSEN (sindrome di) - Disturbo di carattere mitomaniaco e delirante in cui un soggetto simula dei sintomi fisici o se li provoca volontariamente sottoponendosi a interminabili trafile ospedaliere e diagnostiche e persino a interventi chirurgici multipli anche invasivi. La patologia nasce quasi sempre dall’esigenza del paziente di attrarre l’attenzione su di sé, di essere oggetto di cura e premura da parte dei curanti e dei familiari. Nella sindrome di Munchausen per procura, il bambino è sottoposto a continui e inutili accertamenti clinici e cure inopportune conseguenti alla convinzione errata e delirante del genitore che il proprio figlio sia malato. Al fine di attirare l'attenzione dei medici il genitore può arrivare a compiere veri e propri abusi sul figlio (avvelenamento, soffocamento, ...).


MUTACISMO - Impossibilità di comunicare attraverso la parola, non dovuta a mutismo ma determinata da negativismo motorio generale o da inibizioni particolari. Il mutacismo si osserva nel corso di alcune patologie mentali (es.: schizofrenia, isteria di conversione).

Lettera N

NARCISISMO - In senso generale, esagerato interesse sul piano psicologico (talvolta anche sessuale) verso di sé. Si parla di narcisismo primario per la fase di sviluppo psichico del bambino caratterizzato dalla concentrazione dell'interesse sul proprio corpo e della incapacità di distinguerlo dalla realtà esterna. Ha significato psicopatologico il narcisismo secondario, nell'età adulta, per cui il fortissimo egocentrismo si accompagna a un'accentuata dipendenza dal giudizio degli altri nella conferma dell'autostima.


NARCISISTICO (disturbo di personalità) - Il sintomo principale è un deficit nella capacità di provare EMPATIA verso altri individui. Questa patologia è caratterizzata da una particolare percezione di sé del soggetto definita “Sé grandioso”. Comporta un sentimento esagerato della propria importanza e idealizzazione del proprio sé - ovvero una forma di amore di sé che, dal punto di vista clinico, in realtà è fasulla, e difficoltà di coinvolgimento affettivo. La persona manifesta una forma di egoismo profondo di cui non è di solito consapevole, e le cui conseguenze sono tali da produrre nel soggetto sofferenza, disagio sociale o significative difficoltà relazionali e affettive. La diagnosi secondo il criterio DSM IV richiede che almeno 5 dei seguenti sintomi siano presenti in modo tale da formare un pattern pervasivo, cioè che rimane tendenzialmente costante in situazioni e relazioni diverse: 1) Senso grandioso del sé ovvero senso esagerato della propria importanza 2) È occupato/a da fantasie di successo illimitato, di potere, effetto sugli altri, bellezza, o di amore ideale 3) Crede di essere "speciale" e unico/a, e di poter essere capito/a solo da persone speciali; o è eccessivamente preoccupato da ricercare vicinanza/essere associato a persone di status (in qualche ambito) molto alto 4) Desidera o richiede un’ammirazione eccessiva rispetto al normale o al suo reale valore 5) Ha un forte sentimento di propri diritti e facoltà, è irrelisticamente convinto che altri individui/situazioni debbano soddisfare le sue aspettative 6) Approfitta degli altri per raggiungere i propri scopi, e non ne prova rimorso 7) È carente di empatia: non si accorge (non riconosce) o non dà importanza a sentimenti altrui, non desidera identificarsi con i loro desideri 8) Prova spesso invidia ed è generalmente convinto che altri provino invidia per lui/lei. 9) Modalità affettiva di tipo predatorio (rapporti di forza sbilanciati, con scarso impegno personale, desidera ricevere più di quello che dà, che altri siano affettivamente coinvolti più di quanto lui/lei lo è). La diffusione di questa patologia non sembra ubiquitaria, bensì fortemente influenzata - perlomeno nelle modalità di manifestarsi - dai contesti culturali: secondo alcuni osservatori, essa è diffusa (con queste caratteristiche) quasi esclusivamente in paesi capitalistici occidentali. Il disturbo sembra avere una componente sessuale o di genere per cui la diffusione non è uguale fra i due sessi: i maschi affetti sono più numerosi delle donne.


NARCOLESSIA - DISSONNIA la cui caratteristica sono ripetuti attacchi irresistibili di sonno ristoratore, cataplessia e ricorrenti intromissioni di elementi di sonno a rapidi movimenti oculari (REM) nel periodo di transizione fra il sonno e la veglia. La sonnolenza del soggetto tipicamente decresce dopo un attacco di sonno, solo per ritornare diverse ore dopo. In aggiunta alla sonnolenza, i soggetti con narcolessia sperimentano uno o entrambi i sintomi seguenti: cataplessia (cioè, episodi di perdita improvvisa, bilaterale, reversibile del tono muscolare, che durano da secondi a minuti, e sono di solito precipitati da emozioni intense), o ricorrenti intrusioni di sonno a rapidi movimenti oculari (REM) nel passaggio tra il sonno e la veglia, come manifestato da paralisi dei muscoli volontari o da allucinazioni simili a sogni.


NECROFILIA - Perversione sessuale caratterizzata da attrazione sessuale per i cadaveri.


NEGATIVISMO - Disturbo del comportamento caratterizzato da ostinazione e resistenza, per cui il soggetto risponde in modo contrario, o non risponde affatto, a qualsiasi stimolo o richiesta esterna.


NEGAZIONE (delirio di) - In questa DELIRIO il paziente appare totalmente refrattario a qualsiasi obiezione razionale che riguardi la propria convinzione. Egli infatti tenta di dimostrare in ogni maniera la validità di quanto afferma, arrivando a manipolare e a stravolgere le prove che dimostrano il contrario.


NEUROLETTICO - Psicofarmaco dotato di attività antipsicotica. A dosaggi adeguati riducono il DELIRIO, le ALLUCINAZIONI, i comportamenti deviati degli psicotici, favorendone il reinserimento sociale. Se assunti da un soggetto non psicotico, non producono uno stato di sedazione quanto piuttosto un'estrema indifferenza agli stimoli ambientali e un fortissimo appiattimento emotivo. Recentemente si è vista l'introduzione di nuovi antipsicotici (risperidone, clozapina, olanzapina, quetiapina, aloperidolo e aripiprazolo) che sembrano contenere gli effetti secondari sgraditi, e sono efficaci nel trattamento dei sintomi sia positivi che negativi delle psicosi gravi e croniche.


NEUROLOGIA - Branca della medicina che studia le malattie del sistema nervoso: non le malattie mentali, di cui si occupa invece la psichiatria.


NEUROPSICOLOGIA - Disciplina che studia i fenomeni psichici in relazione alla fisiologia del sistema nervoso.


NEVRASTENIA - Termine desueto che designa uno stato di affaticamento con ansia, tristezza e insonnia, cefalee, ecc.


NEVROSI - Termine coniato da William Cullen nel 1769 in riferimento a disordini psichici causati da un'affezione generale del sistema nervoso. Fu solo con Sigmund Freud e con le scuole psicoanalitiche del Novecento che il termine nevrosi venne ad indicare una patogenesi di tipo psicologico, derivante da una rimozione di istinti e desideri il cui contenuto non si manifesta a livello cosciente, ma la cui soddisfazione è necessaria, pena il manifestarsi di disturbi del comportamento più o meno gravi. La nevrosi si contraddistingue dagli altri disturbi della personalità in quanto il paziente non perde il contatto con la realtà e può comunque condurre una vita relativamente normale. Le nevrosi hanno prevalentemente una matrice paranoica che porta a seconda della sfumatura presa in ogni singolo paziente a diverse caratteristiche nevrotiche quali fobia, ossessione, paranoia, isteria, e altre.


NINFOMANIA - Il termine, non più riconosciuto dall'Organismo Mondiale della Sanità dal 1992, indicava una patologia sessuale femminile caratterizzata da una compulsiva ricerca di partner e accompagnata da ANORGASMIA o FRIGIDITA'. Il DSM-IV ha ricondotto il concetto, insieme all'equivalente maschile noto come SATIRIASI, entro la più vasta categoria dell'ipersessualità.


NOSOFOBIA - Timore eccessivo e irrazionale di contrarre malattie (in genere gravi).


NOSOGRAFIA - Classificazione metodica delle malattie.

Lettera O

OBLATIVITA' - Tendenza a porre i propri interessi in secondo piano al fine di soddisfare desideri altrui.


OBNUBILAMENTO - Stato della coscienza che può variare dal semplice intorpidimento del pensiero fino ad uno stato di stupore. Sempre presente nella CONFUSIONE MENTALE.


OGGETTO - In psicanalisi, ciò che è per il soggetto motivo di attrazione o di rifiuto (es.: l'oggetto sessuale è la persona verso la quale il soggetto prova attrazione sessuale).


OGGETTO TRANSIZIONALE - Espressione introdotta da D. Winnicott (1896-1971) che indica un oggetto, generalmente di qualità tattile-pressoria (lembo di coperta, peluche, pezzo di stoffa...) che viene acquisito dal bambino per aiutarlo nel suo sviluppo psicologico; esso viene ad essere il primo oggetto acquisito dal bambino come "non-me". Tale oggetto, rappresentando l'unione con la madre, ne permette anche il distacco e l'autonomia da essa. Quindi l'oggetto transizionale permette l'ammortizzazione del passaggio dallo stadio dell'onnipotenza soggettiva a quello della realtà oggettiva condivisa, e lo fa rappresentando in maniera pre-simbolica l'area in cui la madre non è né costruita soggettivamente né esistente oggettivamente.


OLIGOFRENIA - termine desueto che stava per RITARDO MENTALE.


OMOSESSUALITA' - Orientamento sessuale di chi prova attrazione erotica verso persone del proprio sesso. E' una condizione che può riguardare sia uomini, sia donne, e che non viene considerata patologica, ma una variante dell'orientamento sessuale prevalente. Tuttavia se il soggetto vive la propria omosessualità in modo distonico, cioé è incapace di accettare o riconoscere il proprio orientamento sessuale, questo può creare disagio psicologico.


ORALE (fase) - Secondo il modello di sviluppo psicosessuale a fasi di Freud, la fase orale è il primo periodo di sviluppo del bambino, e precede la fase ANALE. Descrivere lo sviluppo del bambino nei primi 18 mesi di vita, nel quale il piacere dell'infante è localizzato nella bocca. Le fissazioni che si possono sviluppare in questa fase sono dette fissazioni orali. Le fissazioni orali sono considerate contribuenti allo sviluppo di comportamenti tra cui forte attaccamento al cibo o logorrea, e possono portare anche al tabagismo o all'alcolismo (generalmente indicate come attività oralmente dipendenti). Altri sintomi possono includere una personalità sarcastica o pungente (generalmente indicate come qualità sadico-orali).


ORGASMO - Fase culminante del ciclo di risposta sessuale. Segue al plateau, cioé al momento del massimo eccitamento e precede la risoluzione.


OSSESSIONE - Idea di contenuto vario, che si presenta con insistenza alla mente del soggetto, il quale ne è disturbato, la critica, ma non riesce ad allontanarla o vi riesce solo in parte e con notevole sofferenza. L'ossessione, che in particolari condizioni può presentarsi anche in individui normali, diventa patologica allorché interferisce nella vita e nell'attività del soggetto. E' sintomo caratteristico del disturbo OSSESSIVO-COMPULSIVO.


OSSESSIVO-COMPULSIVO (disturbo) - Un tempo noto come nevrosi ossessiva. Disturbo psichiatrico, in particolare basato sull'ANSIA. Si manifesta in una gran varietà di forme, ma è principalmente caratterizzato da pensieri ossessivi associati a COMPULSIONI (azioni particolari o rituali da eseguire) che tentano di neutralizzare l'ossessione. I sintomi ossessivi e/o compulsivi sono fonte di marcata sofferenza per il paziente, comportano spreco di tempo ed interferiscano con le normali attività quotidiane.


OSSESSIVO-COMPULSIVO (disturbo di personalità) - Disturbo di personalità caratterizzato da un complesso di risposte rigide della personalità, comportamenti e sentimenti che si manifestano in più ambiti e si raccoglono perlopiù in questi insiemi: a) tendenza a conformarsi a procedure abitudini o regole in modo eccessivo e non flessibile; b) occorrenza di pensieri o comportamenti ripetitivi c) costante perfezionismo. La personalità ossessiva manifesta un senso di ANSIA quando le procedure vengono alterate o gli standard tendenti al perfezionismo non sono soddisfatti. Vi è spesso un atteggiamento generale di inflessibilità di giudizio, desiderio di ordine e/o fedeltà alla routine, inquietudine eccessiva in situazioni che il soggetto percepisce come non prevedibili. Un tratto caratteristico osservabile è il “perfezionismo”. Hanno difficoltà a delegare compiti ad altri temendo che non siano svolti con le procedure desiderate. Gli standard elevati che essi chiedono agli altri in tutti gli ambiti possono creare significativi problemi alla vita di relazione. Da non confondersi con il DISTURBO OSSESSIVO-COMPULSIVO che ha ben altre caratteristiche.

Lettera P

PANICO (attacco di) - Un attacco di panico è un periodo di paura o disagio intensi, tipicamente con un inizio improvviso e solitamente della durata inferiore ai trenta minuti. I sintomi includono tremore, respirazione superficiale, sudore, nausea, vertigini, iperventilazione, parestesie (sensazione di formicolio), sensazione di soffocamento o asfissiamento. Il disturbo è significativamente diverso dagli altri tipi di disturbi di ansia, in quanto gli attacchi sono improvvisi, non sembrano provocati da alcunché e spesso sono debilitanti. Un episodio è spesso categorizzato come un circolo vizioso dove i sintomi mentali accrescono i sintomi fisici, e viceversa. La maggior parte delle persone che soffrono di attacchi di panico, riferiscono la paura di morire, “impazzire” o perdere il controllo di emozioni e comportamento. L'esperienza generalmente provoca un forte bisogno di evitare o scappare dal posto in cui comincia l'attacco e, quando è associata a dolori nel petto o respiro affannoso, un senso di morte imminente, risulta sempre nel cercare aiuto al pronto soccorso di un ospedale o ad altri tipi di assistenza urgente. Il disturbo di panico è reale e potenzialmente debilitante, ma può essere controllato con cure specifiche. A causa dei sintomi che accompagnano il disturbo di panico, può essere scambiato erroneamente per una cardiopatia o altre malattie mediche pericolose; questo malinteso spesso aggrava o scatena attacchi futuri. La cura per il disturbo di panico include farmaci (antidepressivi o ansiolitici) e la psicoterapia.


PARAFILIA - Fantasia, impulso sessuale, o comportamento ricorrente e intensamente eccitante sessualmente che in genere riguardano: 1) Oggetti animati, 2) La sofferenza o l'umiliazione di se stessi o del partner, 3) Bambini o altre persone non consenzienti. Anche se il concetto di parafilia o perversione è complicato dal fatto che ciò che è considerato deviante in un contesto culturale può essere accettato in un altro, la definazione data dal DSM-IV cerca di livellare i possibili concetti di "normalità" presenti nelle differenti culture e di riportare il tutto ai "minimi termini" condivisibili da tutti (o quasi).


PARAFRENIA - Psicosi cronica caratterizzata dalla preminenza dei meccanismi immaginari su quelli allucinatori e da MEGALOMANIA. L'intelligenza e la personalità rimangono integri al di fuori dei fatti deliranti. Il malato vive, perciò, contemporaneamente in due mondi: il delirante e il reale.


PARAMIMIA - Mimica incongruente nel discorso e/o nell'esternazione dei sentimenti. Questo disturbo contrassegna la discordanza schizofrenica.


PARAMNESIA - Ricordo inesatto, impessione del già vissuto, oppure ricordo esatto ma impropriamente localizzato nel tempo o nello spazio.


PARANOIA - Sindrome psicotica caratterizzata da un delirio lucido, strutturato e sistematizzato, a evoluzione cronica, in assenza di altri aspetti patologici come allucinazioni, dissociazione e deterioramento della personalità. Il delirio sistematizzato paranoico si sviluppa lentamente, persiste con convinzione assoluta del soggetto e influenza ogni sua attività; origina da fattori interni all'individuo, a cui possono sovrapporsi conflitti o eventi esterni. Il contenuto delirante è vario: gelosia, erotismo, persecuzione, grandezza, ... Il decorso del disturbo è generalmente cronico ed altalenante, con periodi di maggiore intensità e altri di attenuazione.


PARANOIDE (disturbo di personalità) - Disturbo di personalità caratterizzato da diffidenza e sospettosità che spingono a interpretare le motivazioni degli altri sempre come malevole per la propria persona. Gli individui che maturano questa struttura di personalità sono dominati in maniera rigida e pervasiva da pensieri fissi di persecuzione, timori di venir danneggiati o uccisi, paura continua di subire un tradimento anche da persone amate. Queste caratteristiche di personalità sono prevalentemente attribuibili ad un massiccio uso del meccanismo di difesa della PROIEZIONE, attraverso il quale le caratteristiche ritenute cattive appartenenti alla propria persona vengono attribuite, proiettate all'esterno, su altre persone, o sull'intero ambiente, che verrà così percepito come costantemente ostile e pericoloso per la sopravvivenza dell'individuo.


PARASONNIE - Disturbi caratterizzati da comportamenti anomali o da eventi fisiologici che si manifestano durante il sonno, specifici stadi del sonno o nei passaggi sonno-veglia. Le parasonnie rappresentano l’attivazione di sistemi fisiologici ad ore inappropriate durante il ciclo sonno-veglia. In particolare questi disturbi comportano un’attivazione del sistema nervoso autonomo, del sistema motorio o dei processi cognitivi durante il sonno o i passaggi sonno-veglia.


PEDERASTIA - Perversione sessuale che comporta, da parte di persone adulte, atti sessuali su ragazzi.


PEDOFILIA - Attrazione sessuale patologica provata da alcuni adulti nei riguardi di bambini (generalmente inferiore a 13 anni circa). L’attrazione sessuale, in qualche misura, verso i bambini non è sufficiente per la diagnosi di pedofilia. La psichiatria definisce pedofili solo quelle persone, aventi più di 16 anni, per le quali i bambini o le bambine costituiscono l’oggetto sessuale preferenziale, o unico. Occorre inoltre che il sintomo persista in modo continuativo per almeno 6 mesi. Non si considera pedofilia il caso di persone maggiorenni quando la differenza di età rispetto al minore è meno di 5 anni. Non sono da considerare pedofili i soggetti attratti principalmente da persone in fasce di età pari o superiori ai 14 anni (per i quali sono utilizzati termini quali: ninfofiliaci, efebofiliaci, e altri).


PERCEZIONE - Attività cognitiva e/o azione per cui la coscienza prende contatto con l'oggetto esterno utilizzando la molteplicità delle sensazioni.


PERSECUZIONE (delirio di) - Spesso indicato impropriamente come mania di persecuzione. DELIRIO in cui il soggetto ritiene che tutto e tutti siano contro di lui, che tutto sia fatto e detto per sfavorirlo. Il delirio di persecuzione è una costruzione mentale, che trova un suo retaggio nella formazione del carattere permeato da sentimenti di inferiorità, di castrazione psicologica, cui consegue un comportamento vittimistico e difensivo.


PERSONALITA' - Modalità perduranti di percepire, rapportarsi, o pensare a sé stesso e all’ambiente. I tratti di personalità sono aspetti rilevanti della personalità che vengono mostrati in un’ampia gamma di contesti sociali e personali importanti. Solo quando sono rigidi e maladattivi, e causano menomazione funzionale significativa o disagio soggettivo, i tratti di personalità configurano un Disturbo di Personalità.


PERVERSIONE (sessuale) - vedi PARAFILIA.


PICA - O picacismo. Disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall'ingestione continuata nel tempo di sostanze non nutritive (terra, sabbia, carta, etc). La cui genesi può essere associata a carenze alimentari ed affettive. La diagnosi non è applicabile a bambini affetti da ritardo mentale, né ad individui appartenenti a culture che accettano tali pratiche.


PIROMANIA - Intensa ossessione verso il fuoco, le fiamme, gli esplosivi in genere e gli effetti a ciò correlati, che spesso si attua con l'accensione intenzionale di incendi. Questo impulso si rileva prevalentemente fra gli PSICOTICI e gli PSICOPATICI.


PLACEBO - Preparazione farmaceutica senza alcuna azione farmacologica poiché composta da sostanze inattive (es.: zucchero, farina d'amido, ...). Il placebo esercita un'azione terapeutica nella misura in cui il paziente è persuaso di ricevere una cura attiva.


POSSESSIONE (delirio di) - Stato patologico nel corso del quale il paziente si crede posseduto da un demone, da un essere soprannaturale o da un animale, che agisce in lui e mediante lui.


PRECONSCIO - Per Freud, il preconscio è la sede dei processi mentali più o meno latenti che il soggetto può richiamare alla coscienza in maniera più o meno semplice (D. Lagache).


PRINCIPIO DI PIACERE - Con questa definizione Freud intendeva lo scopo che l'apparato psichico si sforza di raggiungere al fine di ritrovare piacere ed evitare il dispiacere scaricando un'energia pulsionale.


PRINCIPIO DI REALTA' - Per Freud, costrizione dell'organismo ad adattarsi alle esigenze del mondo esterno, ad adeguarsi alla realtà. Il soggetto perviene in tal modo in maniera progressiva a sostituire il principio di realtà al PRINCIPIO DI PIACERE.


PRODROMO - Segnale precursore di una malattia.


PROGNOSI - Valutazione effettuata dal medico dopo la diagnosi, sulla durata, lo svolgimento e l'esito di una malattia.


PROIETTIVI (test) - Test destinati ad esplorare le tendenze profonde di una persona basandosi sul fenomeno della PROIEZIONE (es.: Rorschach, TAT, ...).


PROIEZIONE - Meccanismo di difesa dell'IO che attribuisce propri sentimenti e affetti inaccettati all'esterno, su un altro OGGETTO o sull'intero ambiente. Agisce di frequente assieme alla SCISSIONE delle proprie qualità ritenute buone e cattive, proiettando le ultime.


PSICHIATRIA - Branca della medicina che si occupa dello studio e del trattamento delle malattie mentali.


PSICOANALISI - Teoria della vita psichica e dei processi mentali inconsci formulata da Freud (1856-1939).


PSICOANALISI (terapia) - Per gli psicoterapeuti di indirizzo psicoanalitico il sintomo manifestato dal paziente è la conseguenza di un conflitto inconscio tra alcune componenti della psiche, o può essere attribuibile a problemi strutturali nello sviluppo di alcuni assetti interni. Per poter "sopravvivere" emotivamente ad avvenimenti che non sa gestire l'individuo sviluppa delle difese di tipo psicologico; l'evento problematico o "traumatico" viene così reso parzialmente gestibile, ma permane come conflitto inconscio: il sintomo rappresenta l'espressione esplicita di tale conflitto. Lo psicoterapeuta assiste il paziente nella rielaborazione dei conflitti interiori, permettendo una miglior gestione degli effetti provocati da questi. La terapia ad orientamento dinamico (in particolare se psicoanalitica) richiede un periodo medio-lungo per potersi sviluppare in maniera adeguata (anche alcuni anni) con incontri regolari. Il trattamento da un punto di vista tecnico consiste nell'attivare una terapia analitica con un setting rigoroso al fine di favorire lo sviluppo del transfert, cioè l'attualizzazione di schemi relazionali pregressi nel qui ed ora della relazione clinica che viene a stabilirsi tra paziente e terapeuta; nel processo di transfert il soggetto attiva sedute una rappresentazione inconscia di stili relazionali primari, a volte correlati alle difficoltà che ha riscontrato. L'interpretazione del transfert, del controtransfert (ovvero delle reazioni emotive dell'analista stesso in certi momenti e davanti a certi processi del paziente), delle libere associazioni e di altro materiale personale (ad esempio, comportamenti, pattern relazionali, sogni, etc.) cercherà di favorire l'elaborazione delle cause più profonde dei conflitti.


PSICODRAMMA - Tecnica psicoterapeutica ideata da Moreno nel 1921 che utilizza il gioco drammatico libero volto a sviluppare in maniera attiva la spontaneità dei pazienti. L'essenza di questa terapia consiste nell'esteriorizzazione rappresentativa dei vissuti personali, mediante le improvvisazioni sceniche, e la loro analisi, operata da uno psicoterapeuta, "direttore del gioco".


PSICOFARMACO - Farmaco che agisce principalmente sui processi mentali determinando modificazioni del comportamento, sia normale sia patologico, con effetti sedativi o stimolanti. La classificazione clinica distingue gli psicofarmaci in psicolettici (ansiolitici, ipnotici, sali di litio), psicoanalettici (antidepressivi) e psicodislettici (allucinogeni).


PSICOGENO - Si dice di fenomeno che abbiano una causa psichica.


PSICOLOGIA - Disciplina che si occupa dei fenomeni psichici in generale, siano essi studiati con i metodi speculativi della filosofia (psicologia razionale), oppure con i metodi empirici delle scienze naturali (psicologia scientifica, o sperimentale).


PSICOLOGIA DINAMICA - Branca della PSICOLOGIA sviluppatasi ampiamente grazie al contributo di Freud. L'accezione "dinamica" sta ad indicare prevalentemente l'esistenza di forze o attività psichiche che possono interagire o entrare in conflitto, dando origine a caratteristiche di personalità e comportamenti che, se pervasivi e disadattivi, sono considerati come sintomi di un disturbo psichico.


PSICOMETRIA - Misura dei fenomeni psicosocali mediante l'utilizzo di metodi sperimentali, statistici e standardizzati.


PSICOMOTORIO - Che concerne sia le funzioni psichiche sia quelle motorie.


PSICONEVROSI - Termine desueto che sta per NEVROSI.


PSICOPATIA - Termine generico impiegato per designare qualsiasi disordine mentale che si manifesti con un comportamento anomalo.


PSICOPATICO - Termine desueto che, insieme a SOCIOPATICO, è stato sostituito da ANTISOCIALE. In effetti quello che un tempo era definito come soggetto psicopatico può oggi essere descritto dal disturbo di personalità ANTISOCIALE. Spesso usato a sproposito come termine per inquadrare una persona disturbata (matta), il termine psicopatico è più vicino ad indicare un criminale con elementi di falsita, manipolazione ed egoismo.


PSICOPEDAGOGIA - Branca della psicologia applicata indirizzata allo studio del problema educativo.


PSICOSI - Il termine psicosi fu introdotto nel 1845 da Von Feuchtersleben con il significato di "malattia mentale o follia". È un severo disturbo psichiatrico, espressione di una grave alterazione dell'equilibrio psichico dell'individuo, con compromissione dell'esame di realtà, inquadrabile da diversi punti di vista a seconda della lettura psichiatrica di partenza e quindi del modello di riferimento. I sintomi psicotici sono ascrivibili a disturbi di forma del pensiero (alterazioni del flusso ideatico fino alla fuga delle idee e all'incoerenza, alterazioni dei nessi associativi), disturbi di contenuto del pensiero (ideazione prevalente delirante) e disturbi della sensopercezione (allucinazioni uditive, visive, olfattive, tattili, cenestesiche).


PSICOSOMATICA - Branca della psicologia medica volta a ricercare la connessione tra un disturbo somatico (anche generico) e la sua eziologia spesso di natura psicologica. Il suo presupposto teorico è la considerazione dell'uomo come inscindibile unità psicofisica; tale principio implica che in ogni forma morbosa, giochi un ruolo accanto ai fattori somatici anche i fattori psicologici.


PSICOTERAPIA - Terapia volta al trattamento dei disturbi psichici mediante l'applicazione esclusiva di tecniche psicologiche.


PULSIONE - Fenomeno dinamico caratterizzato da una spinta (carica energetica) che trae forza da un'eccitazione corporea. Consiste nel risolvere la tensione generatrice per mezzo di un OGGETTO grazie al quale viene ottenuta la soddisfazione.

Lettera Q

QUERULOMANIA - tendenza rivendicatrice e aggressiva di persone che credono che sia stato fatto loro un torto. Si tratta spesso di PARANOIA.


QUOZIENTE D'INTELLIGENZA - O QI. Corrisponde al rapporto età mentale/età reale x 100. Tra i valori 85 e 115 l'intelligenza è considerata normale. Al di sotto degli 85, si considera un deficit intellettivo, nello stesso modo in cui al di sopra dei 115, si stima che il soggetto abbia un'intelligenza superiore.

Lettera R

RAPTUS - Impulso brusco ed incoercibile, al limite dell'atto riflesso e dell'atto compulsivo, che spinge il soggetto ad azioni violente e spesso gravi (raptus suicida, omicida, ...).


REGRESSIONE - Meccanismo di difesa dell'IO che consiste in un ritiro di libido da un livello psichico più o meno evoluto verso uno più primitivo (es.: si pensi ad un adulto che si comporta più o meno consciamente da bambino).


RELAZIONI OGGETTUALI - I legami emotivi fra sé e gli altri. Sono espressi tipicamente nel senso della capacità di amore e cura per un altro come bilanciamento contro l'interesse e l'amore per se stesso (A. Reber).


RELAZIONI SIMBIOTICHE - Relazioni particolarmente intrecciate che si avvicinano alla simbiosi, in cui due individui vivono in uno stato d'interdipendenza.


RESISTENZA - Forza psicologica inconscia che si oppone alla guarigione.


RETROAZIONE - Ciò che agisce in risposta di ciò che l'ha scatenato. Feed-back.


RIFLESSO - Risposta spontanea dell'organismo ad uno stimolo.


RILASSAMENTO (tecniche di) - Metodo terapeutico che trae origine dal principio secondo il quale il rilassamento è incompatibile con i disturbi indotti dall'angoscia. I due metodi maggiormente utilizzati sono il TRAINING AUTOGENO e il metodo di Jacobson.


RIMOZIONE - Meccanismo di difesa dell'IO che consiste nel rifiutare e mantenere nell'INCONSCIO rappresentazioni (pensieri, idee, ricordi, ...) traumatiche o inaccettabili.


RINFORZO - Evento di stimolazione che facilita l'aumento delle possibilità che in futuro compaia un comportamento ad esso collegato. premi e/o punizioni possono essere considerati rinforzi.


RITARDO MENTALE - Deficit dello sviluppo delle funzioni intellettive. Una carenza in questo senso deve verificarsi, perché la patologia sia diagnostica, prima del diciottesimo anno di età. Nel caso che essa si riscontri in tempi successivi, ovvero dopo che lo sviluppo mentale è completato, si parla di DEMENZA.


RITUALE - Insieme di azioni che si compiono sempre secondo lo stesso ordine. Nella patologia mentale, un mezzo per lottare contro l'angoscia. Questo comportamento si osserva soprattutto negli ossessivi e in alcuni psicotici.


ROGERSIANA (terapia) - Nota anche come terapia non direttiva o Terapia centrata sul cliente. Fondata da Carl Rogers (1902-1989). Partendo dal convincimento che il bisogno di autorealizzazione è la motivazione principale del comportamento umano, la psicoterapia rogersiana riconosce nel cliente una persona che, in quanto tale, è in una posizione egualitaria nei confronti del terapeuta. Il terapeuta rogersiano, per essere efficace, deve essere in contatto con la sua esperienza, con il suo vissuto durante i colloqui terapeutici (congruenza). Il terapeuta deve accettare l'altro anche se porta valori e una visione del mondo profondamente diversi dai propri (accettazione incondizionata). Il terzo elemento fondamentale in questa terapia è l'EMPATIA.


ROMANZO FAMIGLIARE - Espressione coniata da Freud per designare delle fantasie con cui il soggetto modifica in modo immaginario i suoi legami con i genitori (immaginando ad esempio di essere adottato). Tali fantasie sono basate sul complesso di Edipo.


RORSCHACH (test di) - Test proiettivo fra i più noti, consistente in una serie di 10 tavole che rappresentano ognuna una macchia senza forma, di fronte alla quale il soggetto è invitato a dire ciò che vede.

Lettera S

SADISMO - Perversione sessuale per la quale il soggetto ha bisogno di infliggere sofferenze fisiche e umiliazioni al partner per raggiungere l'eccitamento e il soddisfacimento sessuale. Di solito è strettamente legato al MASOCHISMO.


SADOMASOCHISMO - Presenza contemporanea nel comportamento della stessa persona di elementi di sadismo e di masochismo. Benché, soprattutto in ambito sessuale, appaiano come ben distinti i ruoli del soggetto sadico e di quello masochista, va fatto notare che nella persona convivono le due caratteristiche. Infatti il masochista che gode nell'essere maltrattato dal sadico, esercita occultamente un controllo sadico sul piacere di colui che gli infligge dolore e umiliazione, mentre il sadico che pare dominare sul masochista, dipende con masochismo occulto dalla passività del masochista, senza la quale non proverebbe piacere.


SATIRIASI - La satiriasi è un termine usato in passato, indicante l'aumento in modo morboso nel maschio dell'istinto sessuale. Alla satiriasi corrispondeva il concetto di NINFOMANIA riguardante il femminile. Entrambi i termini non vengono più utilizzati a livello scientifico e sono stati sostituiti dal concetto di IPERSESSUALITA'.


SCENA PRIMARIA - Scena di rapporti sessuali fra i genitori, osservata o intuita dal bambino, che la considera come un atto di violenza del padre nei riguardi della madre.


SCHEMA CORPOREO - Immagine che ogni persona ha del proprio corpo, delle proprie attitudini nel tempo, nello spazio e nelle relazioni con gli altri. Questa immagine può essere alterata nel corso di certe PSICOSI.


SCHIZOFRENIA - La schizofrenia è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero, del comportamento e dell'emozione, di gravità tale da limitare le normali attività della persona. È da tenere presente che schizofrenia è un termine piuttosto generico che indica una classe di disturbi, tutti caratterizzati da una certa gravità e dalla compromissione del cosiddetto "esame di realtà" da parte del soggetto. Nella maggioranza dei casi vi è anche una apparente disorganizzazione o incoerenza del pensiero. La schizofrenia si caratterizza per due tipi di sintomi: sintomi positivi e sintomi negativi. I primi sono comportamenti o esperienze del soggetto "in più" rispetto all'esperienza e al comportamento dell'individuo normale. Si possono perlopiù includere sotto il termine più generale di PSICOSI. Questi sintomi possono essere: le idee fisse, i deliri, le allucinazioni e il disordine del pensiero. I secondi sono chiamati negativi in quanto sono diminuzione, declino o scomparsa di alcune capacità o esperienze normali del soggetto. Possono includere inadeguatezza nel comportamento della persona, distacco emotivo o assenza di emozioni, povertà di linguaggio e di funzioni comunicative, incapacità di concentrazione, mancanza di piacere (anedonia) e mancanza di motivazione. Vi sono differenti tipi di schizofrenia ed alcuni presentano solo i sintomi positivi o negativi. La durata dei sintomi deve essere maggiore di 6 mesi altrimenti si parla di disturbo SCHIZOFRENIFORME.


SCHIZOFRENIFORME (disturbo) - Episodio acuto con insorgenza rapida. La durata dell'episodio supera il mese ma è inferiore ai 6 mesi. Non c'è una grave disfunzione sociale e lavorativa, perché la durata del disturbo è ridotta. Si può fare diagnosi solo a posteriori, cioè solo dopo la certezza che vi sia stata una remissione totale poiché la sintomatologia non differisce da quella di un episodio acuto di schizofrenia.


SCHIZOIDE (disturbo di personalità) - Disturbo di personalità che, secondo i criteri del DSM-IV TR, presenta un quadro pervasivo di tendenza al distacco dalle relazioni sociali e una gamma ristretta di espressioni o modalità emotive nelle situazioni interpersonali. Questa caratteristica compare nella prima età adulta, e si manifesta in diverse modalità e contesti (talvolta anche solo in alcuni ambiti della vita del paziente) dove compaiono, in modo prolungato e stabile, almeno quattro dei seguenti sintomi: 1) Il soggetto non prova desiderio o piacere ad avere relazioni strette con altre persone, inclusa la famiglia 2) Predilige quasi sempre attività solitarie o che implicano relazioni del tutto superficiali. 3) Ha poco o nessun interesse in relazioni ed esperienze sessuali reali. 4) Non prova vero piacere in nessuna o quasi attività 5) Manca di amicizie strette o confidenti oltre ai parenti di primo grado. 6) Appare emotivamente indifferente a critiche o elogi. 7) Dimostra “freddezza” emozionale, distacco oppure piattezza emotiva.


SCHIZOTIMIA - Particolare disposizione del carattere i cui tratti peculiari sono: introversione, chiusura in se stesso, scarsa socievolezza, ipersensibilità, apparente freddezza, tendenza alla meditazione e all’inibizione, comportamenti talora impulsivi e inadeguati. Si tratterebbe di un carattere che rientra ancora nella normalità, ma che a un livello più marcato può sfociare nella personalità SCHIZOIDE.


SCISSIONE - Meccanismo di difesa dell'Io che separa le qualità contraddittorie dell'OGGETTO (buone e cattive), e di conseguenza dei sentimenti ad esso relativi, spesso vissuti come non integrabili (tutto o nulla).


SENTIMENTO - Stato affettivo più duraturo dell'emozione e meno intenso della passione. Secondo Cattell il termine indica un tratto dinamico acquisito che induce l'individuo a prestare attenzione ad alcuni oggetti e/o classi di oggetti e a reagire ad essi in modo caratteristico.


SEPARAZIONE (angoscia di) - Partendo dal rapporto madre-bambino in cui quest'ultimo teme una possibile perdita del contatto materno, per estensione il termine definisce le angosce tipiche di quei soggetti che temono di perdere persone o cose dalle quali sono dipendenti.


SINDROME - Insieme di più sintomi che si producono nello stesso tempo in un certo numero di malattie.


SINESTESIA - Fenomeno per cui la percezione di determinati stimoli si accompagna a particolari immagini proprie di un'altra modalità sensoriale (es.: un sapore pungente).


SINTOMO - Manifestazione, avvertita soggettivamente, di un evento patologico dell'organismo. Per estensione, questo termine è usato anche per indicare gli elementi obiettivi rilevati dal medico, che più propriamente andrebbero chiamati segni.


SINTONICO - Che si mette facilmente all'unisono con il proprio ambiente.


SISTEMATIZZATO (deliro) - Delirio che si sviluppa nell'ordine, chiarezza e coerenza, con apparente pseudo-ragionamento e logica. Tipico del PARANOICO. All'opposto vi sono i deliri non-sistematizzati.


SISTEMICO-RELAZIONALE (terapia) - La psicoterapia ad indirizzo sistemico-relazionale considera la persona portatrice del sintomo il cosiddetto "paziente designato". Ovvero che il paziente sia il soggetto del sistema famiglia (per famiglia si intendono sia la propria che le due generazioni che l'hanno preceduta - famiglia nucleare-allargata) che esprime o segnala il funzionamento disfunzionale di uno o più dei sistemi di cui egli è uno dei vertici. Designato dal sistema stesso, secondo una prospettiva bio-psico-sociale, in quanto portavoce esperto di una modalità disfunzionale di vivere, pensare, agire. Talvolta, specialmente in casi che riguardano i bambini o gli adolescenti, come conseguenza di un blocco evolutivo, in modo tale da accentrare su di sé tutte le tensioni divenendo il controllore di forze ed energie al prezzo sentimenti di sofferenza e vissuti di disgregazione. In questa ottica, le tecniche che si utilizzano hanno per obiettivo sia la modificazione del singolo che del gruppo di riferimento, per ciò che concerne la modificazione delle modalità di comunicazione e di interazione dei membri.


SOMATICO (delirio) - Convinzione delirante del soggetto di avere un qualche difetto fisico o malattia.


SOMATIZZAZIONE - Processo inconsapevole volto a mascherare difficoltà psico-affettive e/o una forte angoscia, sotto l'aspetto di disturbi funzionali: dolori, difficoltà respiratorie, vertigini, disturbi gastro-enterici, ...


SOMATIZZAZIONE (disturbo di) - Disturbo polisintomatico somatoforme che comincia prima dei 30 anni, che dura per più anni, e che è caratterizzato dalla associazione di dolore e sintomi gastro-intestinali, sessuali e pseudo-neurologici. La maggior parte dei soggetti col disturbo riferiscono la presenza di nausea e di meteorismo. Vomito, diarrea e intolleranza al cibo sono meno comuni. Le lamentele gastro-intestinali spesso inducono a esami radiologici, e possono portare a interventi chirurgici addominali che a posteriori si rivelano non necessari. Deve esserci una storia di almeno un sintomo sessuale o riproduttivo che non sia il solo dolore. Nelle donne si può trattare di cicli mestruali irregolari, menorragie, vomito in corso di gravidanza. Negli uomini ci possono essere sintomi come disfunzioni dell’erezione o della eiaculazione. Sia le donne che gli uomini possono presentare indifferenza sessuale. Infine deve anche esserci nella storia almeno un sintomo, che non sia il solo dolore, che suggerisca una condizione neurologica. Infine i sintomi ingiustificati nel Disturbo di Somatizzazione non sono intenzionalmente simulati o prodotti (come nel Disturbo Fittizio o nella Simulazione).


SOMATOFORMI (disturbi) - La caratteristica comune dei Disturbi Somatoformi è la presenza di sintomi fisici che fanno pensare ad una condizione medica generale, da cui il termine somatoforme, e che non sono invece giustificati da una condizione medica generale, dagli effetti diretti di una sostanza, o da un altro disturbo mentale.. A differenza dai Disturbi Fittizi e dalla Simulazione, i sintomi fisici non sono intenzionali (cioè sotto il controllo della volontà).


SOMATOFORME INDIFFERENZIATO (disturbo) - Disturbo somatoforme caratterizzato da lamentele fisiche non giustificate e dura almeno 6 mesi, ma non raggiunge la soglia per la diagnosi di Disturbo di SOMATIZZAZIONE.


SONNAMBULISMO (disturbo da) - Parasonnia caratterizzata da ripetizione di episodi di comportamento motorio complesso con insorgenza durante il sonno, come il sollevarsi dal letto e il camminare nelle vicinanze. Durante gli episodi, il soggetto presenta vigilanza e reattività ridotte, lo sguardo fisso nel vuoto, e una relativa mancanza di reattività alla comunicazione da parte degli altri o agli sforzi che gli altri compiono per svegliarlo. Se svegliato durante l’episodio (o al risveglio il mattino successivo), il soggetto ha un ricordo limitato degli eventi dell’episodio. La maggior parte dei comportamenti durante gli episodi sonnambulici sono routinari e poco complessi. Tuttavia sono stati riportati casi di movimenti molto più complessi. Particolarmente nell’infanzia, il sonnambulismo può anche includere comportamenti inappropriati (per es., urinare in salotto). La maggior parte degli episodi dura da diversi minuti a mezz’ora.


SPOSTAMENTO - Meccanismo di difesa dell'IO che consiste in un investimento di sentimenti inaccettabili su un oggetto sostitutivo, che rappresenta l'oggetto reale.


STEREOTIPIA - Ripetizione continua, immotivata e mutabile degli stessi gesti, tic, parole.


STRESS - Dinamica di pressione ambientale/adattamento dell'organismo. Si può poi definire distress lo stress "negativo" e disadattativo, che può condurre anche a reazioni patologiche, ed eustress lo stress "positivo", che deriva dall'attivazione ed energia che gli impegni derivanti dalle pressioni ambientali stimolano nel soggetto.


STRESS (disturbo acuto da) - O ASD. Sindrome clinica acuta conseguente a breve termine all'esposizione o al coinvolgimento in eventi "estremi": traumi, catastrofi, incidenti, atti di violenza. A differenza del disturbo da STRESS POST TRAUMATICO, che ne può rappresentare (ma non sempre) l'evoluzione clinica a medio-lungo termine, questo disturbo si può instaurare rapidamente, dopo circa 48 ore dall'evento, e può durare da due giorni ad un mese. In presenza di sintomi clinici rilevanti dopo il termine del mese, si passa alla diagnosi di PTSD.


STRESS POST TRAUMATICO (disturbo da) - O PTSD. Disturbo d’ansia che insorge dopo l’esposizione ad un grave evento traumatico. I principali disturbi sono riassunti dalla cosiddetta "triade sintomatologica", per come definita dalla classificazione del DSM-IV: intrusionievitamentohyperarousal. In particolare, si possono riscontrare tra gli altri sintomi: Flashback (un vissuto intrusivo dell'evento che si propone alla coscienza, "ripetendo" il ricordo dell'evento), Numbing (uno stato di coscienza simile allo stordimento ed alla confusione), Evitamento (tendenza ad evitare tutto ciò che ricordi in qualche modo, o che sia riconducibile, all'esperienza traumatica), Incubi e Hyperarousal (caratterizzato da insonnia, irritabilità, ansia, aggressività e tensione generalizzate).


STUPORE - O Stupor. Disturbo del comportamento psicomotorio caratterizzato da un'estrema inibizione, per cui il soggetto, pur conservando lo stato di coscienza, presenta indifferenza all'ambiente circostante, assenza di reazione agli stimoli, immobilità, mutacismo. Questo stato può riscontrarsi nell'occasione di grandi catastrofi o nel corso di particolari ISTERIE o di CONFUSIONE MENTALE.


SUBCONSCIO - Sinonimo di PRECONSCIO.


SUBLIMAZIONE - Meccanismo di difesa dell'IO mediante il quale certe pulsioni inconsce e inaccettabili, vengono investite in qualsiasi altra attività (mentale o fisica) che abbia un valore sociale più accettato (es.: il soggetto può sublimare la propria aggressività prestandosi in opere di utilità sociale, come la chirurgia).


SUGGESTIONE - Atto mediante il quale un'idea è immessa nella mente di un soggetto ed è da quest'ultimo accettata.


SUICIDIO - Atto di uccidersi in maniera generalmente cosciente, considerando la morte come un mezzo o un fine (P.B. Schneider).


SUPER IO - Una delle tre istanze psichiche del modello freudiano (le altre sono IO o EGO e ES). Istanza inconscia, che giudica, censura e vieta. Insieme dei divieti morali, famigliari, sociali e culturali.

Lettera T

TAT - Thematic Apperception Test di Murray. Test di personalità di tipo PROIETTIVO utilizzato in psicologia e psichiatria per l'indagine della personalità. Le tavole presentano varie situazioni di vita, con uno o più personaggi e con diversi gradi di strutturazione dell'immagine. L'ambiguità e la poca strutturazione dello stimolo sono le caratteristiche fondamentali delle tecniche basate sulla proiezione. Si richiede di costruire una storia intorno alla figura presentata, con un passato, il presente, la conclusione, i sentimenti e i pensieri. L'ipotesi centrale è che il soggetto si identifichi con il personaggio principale delle tavole, attribuendo così al personaggio sentimenti e bisogni che fanno in realtà parte del suo vissuto, e che sono espressione del suo mondo pulsionale (inconscio).


TEMPERAMENTO - Insieme delle disposizioni dell'individuo, funzionali, che rispondono alla sua particolare costituzione biologica e alle caratteristiche affettive che lo distinguono dagli altri.


TERRORE NEL SONNO (disturbo da) - O Terrori Notturni o Pavor Nocturnus. PARASONNIA caratterizzata da manifestazioni ripetute di terrore nel sonno, cioè, da bruschi risvegli dal sonno che cominciano di solito con un grido di paura o con un pianto. Il terrore nel sonno usualmente comincia nel primo terzo del periodo principale del sonno, e dura 1-10 minuti. Durante un episodio tipico, il soggetto si mette bruscamente a sedere sul letto gridando o in preda al pianto, con un’espressione terrorizzata e segni di intensa ansia (per es., tachicardia, vampate, sudorazione, ...). Il soggetto di solito non risponde ai tentativi degli altri di svegliarlo. Se svegliato, il paziente è confuso e disorientato per diversi minuti, e riferisce un vago senso di terrore, usualmente senza contenuto onirico. Più comunemente, il soggetto non si sveglia completamente, ma ritorna a dormire e presenta amnesia per l’episodio al risveglio il mattino successivo. Il Disturbo da Terrore nel Sonno di solito comincia nei bambini ad una età compresa fra i 4 e i 12 anni, e si risolve spontaneamente durante l’adolescenza. Negli adulti è più raro ma anche più cronico.


TERZO GIORNO (sindrome del) - Meglio conosciuta come Depressione Post-Partum, è un disturbo che insorge in circa il 70% delle puerpere 2-3 giorni dopo il parto, e rappresenta un corteo sintomatologico costituito da alterazioni dell'umore della donna, quali ansia, tristezza, irritabilità, facilità al pianto e agitazione immotivata nei confronti del neonato, del partner, dei familiari in genere, inclusi altri figli. Nella maggioranza dei casi si tratta di un disturbo transitorio e di lieve entità che si autolimita entro due-tre settimane, senza necessità di terapia farmacologica.


TEST - Termine introdotto in psicologia nel 1890. Procedura impiegata per misurare un fattore o per valutare una capacità, che informa su alcune caratteristiche affettive, mentali e sensoriali di un soggetto e permette di colocarle in relazione agli altri membri del gruppo sociale di cui fa parte.


TIC - Rapido movimento involontario, improvviso e compiuto senza ragione. I tic possono variare per frequanza, ampiezza e sede: più spesso colpiscono il viso. Caratteristico del tic è il fatto che il movimento è preceduto da un senso di necessità irresistibile, a cui segue un senso di soddisfacimento.


TOLLERANZA - Necessità per un alcolista o un tossicomane, di aumentare la quantità di sostanza assorbita per ottenere gli effetti desiderati.


TOURETTE (sindrome di) - Disordine neurologico che si manifesta con movimenti del corpo e/o facciali e con tic di tipo vocale o verbale che possono variare dalla ripetizione di una parola fino all'incoercibile pulsione a proferire espressioni volgari; la tipologia, la frequenza e la gravità variano ovviamente da un paziente all'altro. Per questi motivi, la sindrome di Tourette può essere il più invalidante disordine da tic ed è causa di una forte penalizzazione e danneggiamento delle relazioni sociali.


TRAINING AUTOGENO - La pratica del training autogeno ha come finalità l'eliminazione dello stress, dell'ansia, scaricare la tensione e il recupero delle energie tramite il rilassamento corporeo e una respirazione controllata che ne facilita l'instaurarsi. Il termine training significa esercizio; infatti è solo esercitandosi che si riescono a raggiungere il vero rilassamento corporeo. Il termine autogeno indica, invece, come i cambiamenti psichici provengano dai praticanti e non sono generati da un'operatore, se non nella fase iniziale di apprendimento della tecnica.


TRANSFERT - Termine d'origine psicanalitica, indica il meccanismo per il quale ogni individuo tende a spostare schemi di sentimenti e pensieri relativi a una relazione significante su una persona coinvolta in una relazione interpersonale attuale. Più nello specifico, in psicoterapia, si parla di transert del paziente verso il terapeuta e di CONTROTRANSFERT del terapeuta verso il paziente.


TRANSESSUALE - Persona che persistentemente sente di appartenere al sesso opposto a quello fisiologico. Il transessualismo è considerato un disturbo dell'identità di genere.


TRAUMA (psicologico) - Shock emozionale e frustrazione affettiva che comporta modificazioni psicologiche durevoli, talvolta si accompagna a manifestazioni fisiche.


TRAVESTITISMO - Adozione episodica o permanenete del modo di vestire e delle abitudini dell'altro sesso.


TRICOTILLOMANIA - Tendenza irresistibile ad attorcigliare e a strapparsi i capelli o i peli.

Lettera U

UMANISTICA (psicoterapia) - Termine che raccoglie le teorie e le tecniche di autori quali Carl Rogers (vedi ROGERSIANA), Rollo May e Abraham Maslow, e fa sue alcune idee della corrente filosofica fenomenologica esistenziale. Tutta la teoria e la pratica della psicologia umanistica si pone come reazione compensatoria al riduttivismo comportamentista e ancor più esprime un netto rifiuto di tutto ciò che richiami la neutralità e il distacco del terapeuta. Pur teorizzando stili di conduzione diversi, prevede il recupero dell'umanità, della spontaneità, dell'espressione, dei sentimenti, offrendo nuovi valori.


UMORE - Emozione pervasiva e prolungata che colora la percezione del mondo. Gli esempi comuni di umore comprendono depressione, esaltazione, rabbia e ansia. A differenza di affetto, che si riferisce a cambiamenti più fluttuanti del “clima” emotivo, umore si riferisce a una “atmosfera” emotiva più pervasiva e durevole. I tipi di umore comprendono: disforico) Umore spiacevole, come tristezza, ansia, o irritabilità. Esaltato) Sentimento esagerato di benessere, euforia, o esaltazione. Una persona con l’umore esaltato può riferire di sentirsi “su”, “in estasi”, o “al settimo cielo”. Espansivo) Mancanza di inibizione nell’esprimere i propri sentimenti, spesso accompagnata da sopravvalutazione della propria importanza o significato. Eutimico) Umore nei “limiti della norma”, il che comporta l’assenza di depressione o di esaltazione. Irritabile) Facilità ad irritarsi e ad arrabbiarsi.

Lettera V

VAGINISMO - Disturbo sessuale consiste in una contrazione riflessa e involontaria dei muscoli contrattori della vagina che impedisco la penetrazione nel coito e spesso anche durante l'esame ginecologico. Il fenomeno ha un origine psicogena, cioé non esistono alterazioni anatomiche o funzionali che giustifichino lo spasmo dei muscoli interessati; quando sussistono tali alterazioni si parla di pseudovaginismo. Il vaginismo non preclude l'ORGASMO anche se può instaurarsi un meccanismo circolare di ansia per cui la paura che l'episodio si ripeta impedisce alla donna di rilassarsi e di godere del rapporto.


VOYEURISMO - O scoptofilia. Parafilia di coloro per cui osservare persone che si spogliano, o nude, impegnate in attività sessuali, senza ricercare la partecipazione a tali attività, è il metodo privilegiato o addirittura esclusivo per raggiungere l'eccitamento sessuale.

Lettera W

WAIS Wechsler Adult Intelligence Scale. E' il più noto e usato test d'intelligenza utilizzato in età adulta applicabile dal sedicesimo anno di età. Permette di valutare numerosi processi psichici relativi al funzionamento: del pensiero, della memoria, dell'esame di realtà, della capacità di progettazione. Fornisce un'idea di come il soggetto utilizzi le sue capacità e risorse. Esistono anche interpretazioni psicodinamiche della scala WAIS.

Lettera Z

ZONA EROGENA - Parte del corpo la cui stimolazione può provocare piacere sessuale. Nel corpo, le zone erogene più comuni sono i genitali, la cui stimolazione anche breve provoca sensazioni di eccitazione sessuale e piacere. Un'altra zona erogena sono i capezzoli. Altre zone erogene sono legate per lo più all'esperienza individuale ed alle preferenze.


ZOOFILIA - O Zooerastia. Perversione sessuale che utilizza gli animali per raggiungere l'eccitamento sessuale.