Chi è lo "Psicologo in rete"?

La Psicologia è lo studio scientifico dei processi mentali e dei comportamenti. Gli psicologi osservano e registrano il modo in cui le persone si relazionano l'una con l'altra e contemporaneamente con l'ambiente. Si cerca di comprendere il motivo per cui la gente si comporta in un modo piuttosto che un altro e si cerca altresì di mettere a fuoco le ricorsività in modo che il comportamento possa essere compreso e previsto. Tramite tali studi, gli psicologi hanno appreso molte cose che possono aiutare le persone a sviluppare il loro potenziale come esseri umani e ad aumentare la comprensione fra individui, gruppi, nazioni e culture.

Con l'avvento di internet molte delle abitudini delle persone sono mutate. Nello stesso modo, anche la figura dello psicologo ha subito mutazioni. Nell'immaginario collettivo lo psicologo è un personaggio di un "certo" aspetto fisico che svolge la sua professione all'interno di uno studio privato. Molto di questo, diciamo, "pregiudizio" può essere fatto risalire ad una vecchia icona psicanalitica; vecchia, troppo vecchia anche per la stessa psicoanalisi! Le idee radicate, però, sono duere a morire e molti dei giovani che si iscrivono ai corsi di laurea in psicologia, pensano e sperano che il loro percorso di studi e di lavoro possa considerarsi "arrivato" il giorno che accoglieranno il loro primo paziente in uno studio nuovo di zecca. In verità nella nostra società esercitano molti differenti tipi di psicologi e psicoterapeuti, differenti per percorsi e formazione, ma accomunati da un grande dinamismo lavorativo, ben diverso dall'immagine statica tutt'oggi incoraggiata dal cinema e dalla TV. Nella maggior parte dei casi il lavoro nello studio privato coesiste con altri impegni sempre in ambito sociale ma in molti casi lo psicologo non opera neppure privatamente, bensì è dipendente in qualche azienda privata o pubblica. Basti pensare allo psicologo del lavoro, che non ha scelto un percorso clinico e che comunque può essere definito "psicologo". Internet, questa rete immensa che mette in comunicazione persone distantissime in meno di un secondo, sembra essere nata anche per sfatare la vecchia e statica immagine dello psicologo. Tramite Internet l'appasionato in scienze umane, lo studente, lo psciologo e lo psicoterapeuta, tutti, compresi i semplici utenti in cerca di un consulto, possono scambiare idee e informazioni molto più semplicemente e celermente che in passato. Internet, insomma, si rivela uno strumento prezioso per chi cerca e per chi vuole farsi trovare.

Ecco perché "PSICOLOGO IN RETE", ecco perché nasce questo progetto. Lo psicologo costruisce una rete di conoscenze e di competenze che diventa struttura per il proprio lavoro, e per fare questo utilizza i vantaggi di un'altra rete, internet, che gli dà visibilità e voce, oltre al fatto di divenire nodo di una rete telematica intessuta dagli stessi utenti che forse un giorno potrebbero avere necessità di un consulto. In tal modo lo psicologo completa il cerchio e finisce per essere una rete che accoglie le esigenze e il disagio dell'utente. E' in questo che la "vecchia" immagine dello psicologo si potrebbe sovrapporre al nuovo psicologo "in rete", ma se anche il risultato finito appare simile, non è stato simile il percorso che ha portato a ciò. E non è poco.

Codice Deontologico

Alcuni di voi già lo conoscono, altri potrebbero essere curiosi di leggere gli articoli del Codice Deontologico pubblicato dall'Ordine Nazionale Psicologi. Potrebbe rivelarsi un'interessante guida per il "consumatore"!

Testo approvato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine ai sensi dell’art. 28, comma 6 lettera c) della Legge n. 56/89, in data 15-16 dicembre 2006.

Capo I - Principi generali

Articolo 1
Le regole del presente Codice deontologico sono vincolanti per tutti gli iscritti all’Albo degli psicologi. Lo psicologo è tenuto alla loro conoscenza, e l’ignoranza delle medesime non esime dalla responsabilità disciplinare.

Articolo 2
L’inosservanza dei precetti stabiliti nel presente Codice deontologico, ed ogni azione od omissione comunque contrarie al decoro, alla dignità ed al corretto esercizio della professione, sono punite secondo quanto previsto dall’art. 26, comma 1°, della Legge 18 febbraio 1989, n. 56, secondo le procedure stabilite dal Regolamento disciplinare.

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L'AFORISMA

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