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Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

ACRORTOSI. Condizione anormale di colui che ha un eccessivo numero di erezioni o che ha erezioni nei momenti più impensati, non controllate, senza stimolazione sessuale. Si tratta di un termine desueto diffusosi all’inizio del XIX quando ancora si pensava che le erezioni spontanee, soprattutto in età adolescenziale, cioè quando esse hanno maggior probabilità di avere luogo, potessero essere un segno d’ipersessualità e patologia. ¶ Dal gr. akros, alto + orthos, dritto.


ACROTOMOFILIA. Meno comunemente, amelotasi. Fantasia ricorrente o attrazione selettiva per persone che hanno subito un’amputazione. Il soggetto può organizzare delle situazioni erotiche bendando gli arti del partner in modo da farli sparire alla vista o chiedere che il partner simuli uno stato d’invalidità, zoppicando, usando stampelle, etc. (pseudoacrotomia). L’attrazione per persone amputate può derivare da una forma di sadismo vicariante o per un senso di bassa autostima: la persona non pensa di meritare un partner che non abbia un handicap o un tale partner rappresenta una scusa legittima per le proprie scarse performance. Può altresì essere conseguente all’osservazione che le persone amputate ricevono maggiori attenzioni e cure. Il partner amputato può essere scelto in quanto i desideri sessuali verso di esso vanno incontro ad un minore senso di colpa poiché il sesso è solo conseguente, e quindi secondario, alle cure e alle attenzioniprestate all’invalido. In molti casi, il partner handicappato dà al soggetto che ne è attratto un senso di sicurezza, perché è visto come più fedele, cioè meno facilitato a tradire, e meno critico. L’acrotomofilia è una parafilia complementare all’apotemnofilia e fa parte del gruppo legato all’attrazione per l’invalidità. → devotismo, abasiofilia. ¶ Dal gr. akron, estremità + tome, taglio.


La maggior parte degli acrotomofili sono maschi e sono attratti da donne amputate. L’acrotomofilo in genere preferisce le amputate AK [Above Knee, sopra il ginocchio] che indossano una minigonna. Ci sono acrotomofili gay attratti da amputati dello stesso sesso. Di norma l’acrotomofilo non ama vedere le protesi e non è particolarmente ispirato da altri tipi di amputazione, in particolare dalle amputazioni del braccio. Un avviso agli amputati che si vogliono imbarcare in una relazione affettiva con un acrotomofilo. Guardate i segnali d’insicurezza: avvertite che il vostro partner vi tratta da una parte come se foste un dio e dall’altra come qualcosa da scaricare nel cesso? [...] Alla lunga si deve sviluppare del mutuo rispetto, le relazioni fisiche o quelle basate su un particolare attributo hanno la tendenza a bruciare in fretta” (Link)


ACTIRASTIA. Piacere di carattere erotico conseguente all’esposizione ai raggi del sole. Può essere caratteristica di alcuni fra coloro che praticano nudismo o che amano prendere il sole in abbigliamento molto succinto. L’actirastia può essere messa in relazione ai benefici effetti dell’esposizione ai raggi solari che procurano un “risveglio dei sensi” dato da un’attenuazione di possibili sintomi depressivi e miglioramento del funzionamento del sistema adrenergico. Non può essere esclusa una componete esibizionistica. ¶ Dal gr. aktis, raggi solari + erastes, amante.


ACUCULLOFILIA. Attrazione sessuale per uomini che hanno il pene circonciso. Tale preferenza può essere motivata in base a quattro fattori: sociale, in quanto la circoncisione è soprattutto tipica di uomini aderenti alla religione ebraica; igienica, l’assenza del prepuzio limita l’accumulo di smegma; estetica, il glande esposto anche quando il pene è flaccido viene ritenuto elemento visivamente eccitante; prestazionale, l’assenza del prepuzio inspessisce la pelle del glande che diventa leggermente meno sensibile così da limitare, in linea di principio, gli episodi di eiaculazione precoce. → parzialismo. ¶ Dal gr. α + lat. cucullus, senza cappuccio.


Ho capito che non ho semplicemente un’inclinazione verso i peni senza prepuzio ma che attivamente scarto quelli non circoncisi. Non ha nulla a che vedere con il giudaismo. Quelli non circoncisi non mi risultano sensuali o eccitanti. Questa preferenza, che è molto più definita rispetto alle mie preferenze verso l’altezza, il colore di capelli, la religione o la razza, mi fa sentire un po’ superficiale ma è indomabile” (Link)


ACUSTICOFILIA. Anche fonofilia. Proclività a percepire alcuni stimoli acustici come erogeni. In genere i suoni preferiti sono: canzoni, letture, l’enunciazione di termini sessuali, parole in un linguaggio straniero, il respiro affannoso e, più in generale, tutti i suoni che si possono produrre durante un rapporto sessuale. Difficilmente l’acusticofilia diviene tendenza sessuale esclusiva ma non è raro che un suono possa diventare attivatore del desiderio, tuttavia è più probabile che certi suoni e certe parole entrino a far parte dell’universo erogeno di una coppia o di un singolo, e possano essere usati come coadiuvanti del desiderio. ¶ Dal gr. akustikos, ciò che si può udire.


L’eccitamento che le persone, specialmente i teenager, derivano dalla musica ad alto volume, deriva da un’attivazione del sistema nervoso periferico dato dalle onde sonore a bassa frequenza che colpiscono i loro corpi. Le persone possono sentirsi eccitate in quanto tale processo innesca il meccanismo fisico di lotta-fuga che procura una produzione di adrenalina. (M. Koss in Smith, 1989)


ADAMITICO. Detto di persona in condizione di nudità, ma da intendersi anche con l’accezione di molto poco vestita, ovvero secondo lo stile di Adamo, in riferimento alla nudità del primo uomo nel Paradiso Terrestre per com’è descritto nella Bibbia.


Adamiti o adamiani era il nome di una setta eretica cristiana del II secolo d.C. che paragonava la propria Chiesa al Paradiso Terrestre e quindi riproduceva la nudità di Adamo, rifiutava il matrimonio (in quanto Eva fu causa della cacciata dall’Eden) ed esaltava una visione del corpo capace di bearsi tramite i sensi, cosa, quest’ultima, che portò la setta ad essere accusata di praticare atti immorali. Il nome Adamiti fu attribuito ad altri gruppi eretici diffusi fino al XIX sec.


ADDIO AL CELIBATO/NUBILATO. Festa organizzata poco prima del matrimonio per permettere un’ultima volta al futuro marito e/o alla futura sposa di compiere attività tipiche dello status di single. Tradizionalmente, il nubile o la celibe con i rispettivi amici omogenere si recano in locali per adulti dove assistono a sexy show, organizzano una festa privata ingaggiando un performer privato o viene pagata una prostituta o un accompagnatore per un’ultima esperienza sessuale. Dato il valore trasgressivo di queste soluzioni, irrispettose nei confronti del futuro coniuge, molti fidanzati si promettono un rispettivo addio celibato/nubilato fatto da una semplice uscita con gli amici senza nessun risvolto sessuale.


ADECTIA. Condizione della donna che, per motivi psicologici o fisici (reali o fittizi), rifiuta il rapporto sessuale o lo termina prima che l’atto sia completo. ¶ Dal gr. adektos, che non può ricevere.


ADELFEPOTIA. Desiderio sessuale diretto verso la propria sorella. ¶ Dal gr. adelphe, sorella + pothos, desiderio.


ADELFIRESSIA. Desiderio sessuale diretto verso il proprio nipote. ¶ Dal gr. adelphideos, nipote + orexis, desiderio.


ADELFOGAMIA. 1) Legame, in genere di tipo matrimoniale, in cui due o più fratelli condividono la stessa moglie o mogli. 2) Unione matrimoniale fra fratello e sorella. ¶ Dal gr. adelphos, fratello + gamos, nozze.


ADELOFILIA. Parafilia di coloro che traggono piacere sessuale dal fingere di non essere interessati al sesso. È un atteggiamento aggressivo passivo che nasconde una duplice tendenza: esibizionistica e sadica, poiché mira, più o meno consciamente, al controllo manipolativo del desiderio dell’altro. ¶ Dal gr. adelos, ciò che non è chiaro, non è manifesto.


ADIPOFILIA. Attrazione feticistica per persone sovrappeso, grasse od obese. Nella massima parte dei casi il partner ricercato è di sesso femminile. L’adipofilo vede la donna grassa od obesa come l’incarnazione di una femminilità libera, potente e priva delle costrizioni sociali che “riducono” il corpo femminile ad un modello estetico di consumo; il corpo della donna di peso medio o leggero è percepito dall’adipofilo come troppo infantile per essere attraente (una sorta di modello pedofilo latente incentivato dalla moda e dalla società), mentre la donna sovrappeso interpreterebbe meglio la femminilità adulta. La persona obesa per risultare attraente non deve essere necessariamente nuda, anche solo la vista dei pannicoli adiposi può risultare eccitante; il corpo obeso diventa feticcio eccitante di per sé e spesso l’atto sessuale stesso può essere messo in secondo piano. Oltretutto, nel caso di donne molto obese, le grandi labbra vulvari possono allargarsi in tale misura da rendere impossibile la penetrazione per uomini normodotati. L’adipofilia può essere tipica di soggetti con affettività anaclitica che percepiscono nella donna grassa una sorta di madre che nutre e accudisce: in quest’ottica la donna diverrebbe figurativamente un grosso, morbido, caldo seno che non abbandona mai il proprio bambino; la pressione del corpo della donna obesa durante il sesso richiamerebbe le sensazioni provate durante l’infanzia quando il corpo e il viso dell’infante erano premuti contro il seno. Altre motivazioni possono essere ricondotte al senso di sicurezza esperito nell’avere un partner handicappato, nella misura in cui l’obesità grave impedisce la deambulazione ed altre attività quotidiane. Sovente il soggetto adipofilo ha un parente molto stretto (genitore o fratello) che è obeso, sicché si può supporre che, nella ricerca di partner obesi, egli tenti di richiamare modelli e dinamiche affettive apprese nell’infanzia. → feederism, anaclitismo, acrotomofilia. ¶ Dal lat. adeps, grasso.


N. è un fat admirer con un’attrazione erotica lunga una vita per le donne di oltre 180 Kg. […] N. viene così rapito dalla vista di una persona molto grassa che guardarne una che cammina in strada lo proietta in uno stato di vuoto mentale tipo robot. Non sa più dov’è o cosa sta facendo […] N. fa risalire la sua passione per il grasso all’infanzia. Benché né sua madre né i suoi parenti fossero sovrappeso, lui ricorda di essere stato colpito a dieci anni dalla vista di una ragazzina grassa, vicina di casa, che partecipava ad un barbecue organizzato dalla sua famiglia. “Trasmettevano una qualche canzone rock alla radio a transistor e lei aveva addosso quei pantaloncini corti. Stava solo battendo il pollice contro le gambe al ritmo della canzone rock, con un’aria molto inconsapevole, e quei rotoli di carne oceanica ondeggiavano avanti e indietro fra le sue ampie cosce”. Ned spiega il suo amore per il corpo di sua moglie: “C’è più pelle. Ci sono ettari di carne cremosa. Durante la penetrazione, sbatti contro la larga regione del ventre che si solleva fino al tuo petto e sbatte sotto il tuo mento. Galleggi in un oceano di carne umana! Vi sono aree simili alle mammelle che si estendo dietro le scapole. Tutto il corpo diventa della consistenza del seno di una donna” (Gates, 2000)


ADOLESCENTILISMO. Parafilia caratterizzata dal desiderio di vestirsi come un adolescente e impersonarne gli atteggiamenti, essendo quindi trattati dal partner come tale. Sovente il soggetto adolescentilista ha un’attrazione univoca verso persone in età adolescenziale e, cercando contatti con esse, mette in atto azioni non consone se non del tutto illegali. Come alcuni pedofili, l’adolescentilista presenta un blocco evolutivo psicosessuale e un’incapacità di relazionarsi affettivamente con adulti in modo adulto. → adultescenza.


ADORAZIONE. In ing. worship. Pratica tipica di alcune forme di parzialismo in cui una parte del corpo o un oggetto viene caricato di un enorme valore erogeno e quindi diviene il centro di tutta l’attività sessuale. In genere l’adorazione è praticata in ambito sadomasochistico, in quanto essa ha luogo fra un Dom, che possiede la parte del corpo desiderata, e un sub, il quale si prodiga in mille attenzioni verso tale oggetto-organo del desiderio fino ad assumere un ruolo del tutto sottomesso per avere accesso al feticcio in questione. Tutte le forme di worship possono essere imposte da un partner dominante come forma di umiliazione per il sub che, in tal caso, non presenta nessuna forma di parzialismo verso la parte che sarà “costretto” ad adorare. Le più comuni forme di adorazione sono le seguenti. Adorazione anale (anal worship), pratica di dominazione incentrata sull’adorazione dell’ano, in cui un sub bacia e lecca l’ano di un Dom, spesso assumendo posizioni che rimarcano lo stato di sottomissione (facesitting), in modo da accentuare la dinamica di adorazione-dominazione. Una forma più estesa di anal worship è l’adorazione del culo (ass worship), nella quale tutto il deretano diventa oggetto di cura e attenzione feticistica. Con adorazione del corpo (body worship) s’intende l’insieme di servizi orali prestati al corpo di un Dom, o a una parte specifica di esso (ano, piedi, organi sessuali, etc.), essi possono essere baci, leccamenti e suzioni praticati nella zona interessata. Il body worship può anche declinarsi in una cura assoluta verso la persona nella sua interezza: in tal caso si parla di adorazione totale (total worship), pratica nella quale una persona laverà, asciugherà, pulirà, servirà e nutrirà il partner. L’adorazione del piede (foot worship) è un’attività tipica della podofilia inscritta in dinamiche di dominazione, per le quali la cura e la stimolazione dei piedi del partner assorbono gran parte del tempo dedicato all’attività sessuale. L’adorazione dello stivale (boot worship) è un’attività tipica del retifismo: gli stivali, o le scarpe in generale, vengono leccate, passate sul corpo o indossate per calpestare il partner (trampling).


“Quando indossa il costume cado in ginocchio e la adoro, un po’ perché è bellissima, un po’ in quanto so che lo sta facendo perché mi ama. Perdo veramente la testa. Davvero. Cado immediatamente e lascio che lei mi trascini per casa” (Gates, 2000)

 

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