XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

ANTIPIGMALIONISMO. Tipo di antifeticismo in cui le statue e i dipinti sono l’oggetto del disgusto. Giustificando le azioni con pretesti moralistici, quando non del tutto deliranti, l’antipigmalionista danneggia statue e opere d’arte, riversando su di esse un’aggressività che per lo più ha basi erotico-sessuali. → pigmalionismo.


ANTISESSUALISMO. Atteggiamento negativo verso il sesso o una sua peculiare espressione, come per esempio avviene da parte di certe dottrine religiose o taluni atteggiamenti morali.


ANTOLAGNIA. Eccitazione sessuale che alcuni provano nell’annusare i fiori o profumi la cui essenza è floreale; ciò è da imputare alla memoria olfattiva risvegliata da un profumo floreale precedentemente associato ad uno stimolo sessuale. ¶ Dal gr. anthos, fiore + -lagnia.


ANTROPOFAGOFILIA. L’antropofagofilia, anche detta cannibalismo per libidine o amoroso, va distinta dai fenomeni di antropofagia relativi alla mancanza assoluta di cibo, così come dall’antropofagia rituale, anche se con quest’ultima condivide le motivazioni psicologiche. Nel cannibalismo per libidine, il soggetto fantastica di mangiare un’altra persona o traduce in realtà la propria fantasia; entrambe le cose procurano eccitamento sessuale. La partenofagia è una forma specifica di antropofagofilia. La pulsione psicologica sottostante l’antropofagofilia è relativa al desiderio d’incorporazione dell’altro, all’immagazzinamento delle sue energie, delle sue qualità, in pratica la tesaurizzazione dell’altro in modo l’essenza del soggetto mangiato permangano nel cannibale per il resto della sua vita. Va rilevato che anche nelle persone psicologicamente equilibrate, il sentimento d’amore e/o il desiderio sessuale elicitano una tendenza all’incorporazione del partner, tendenza che è specchio di pulsioni orali che si manifestano in frasi di carattere antropofagico, es.: hai un sedere da morso, ti mangerei, vorrei poterti portare dentro di me, etc. Per quanto scherzose, queste frasi riassumono in parte o in toto i motivi inconsci che muovono coloro che in effetti hanno praticato l’antropofagia rituale o quella sessuale. → ematofilia, autofagia. ¶ Dal gr. anthropos, essere umano + phago, mangiare.


Dopo aver ucciso Grace Budd, aveva cotto alcune parti del suo corpo con carote, cipolle e striscette di bacon, e le aveva mangiate nel corso di nove giorni. E durante l’intero lasso di tempo era rimasto in uno stato di eccitazione sessuale. Il suo stato d’animo mentre descriveva tutto ciò nei minimi dettagli dimostrava una strana mescolanza di atteggiamenti. Parlava in modo pragmatico, come una casalinga che descrivesse i suoi metodi preferiti in cucina. Bisognava fare mente locale per ricordarsi che stava parlando di una bambina” (Sul serial killer Albert Fish, in Wilson e Seaman, 1990)


APANDRIA. Evitamento e avversione verso il genere maschile. ¶ Dal gr. apo, lontano + andros, uomo.


APAREUNIA. Impossibilità totale, da parte della donna, di praticare il coito; questo per alterazioni congenite o acquisite dell’apparato genitale o per cause psicologiche. ¶ Dal gr. α + pareunos, senza il compagno di letto.


APODIOPSIA. Atto di immaginare una persona nuda, spogliare una persona con gli occhi e fantasticare eroticamente su questo. ¶ Dal gr. apodyo, spogliare + opsis, vista.


APODISOFILIA. Parafilia di tipo esibizionistico nella quale il soggetto prova godimento quasi esclusivamente quando si spoglia e si mostra nudo. Detta anche sindrome di Lady Godiva. ¶ Dal gr. apodysis, lo spogliarsi.


Lady Godiva (990-1067) era il nome della nobildonna inglese moglie del conte Leofrico di Coventry che, secondo la tradizione, cavalcò nuda per le vie di Coventry per ottenere la soppressione di un tributo imposto da suo marito ai propri sudditi.


APOMORFINA. Derivato semisintetico della morfina, privo di affinità per i recettori degli oppiacei. L’apomorfina, usata soprattutto per la cura del morbo di Parkinson in quanto agonista dopaminergico, ha dimostrato effetti positivi contro il deficit erettivo. A differenza di farmaci a base di inibitore PDE5, la sua azione non si esplicita a livello vascolare penieno, bensì a livello della regione ipotalamica cerebrale, in cui i recettori della dopamina risultano essere la zona bersaglio. Il cloridrato di apomorfina (nomi commerciali: Uprima®, Ixense®, Taluvian®), il cui principale effetto indesiderato è la nausea, agisce sul desiderio più che sull’erezione stessa e quindi, come dimostrato dalla sperimentazione, ha meno successo nella terapia del deficit erettivo nel caso quest’ultimo abbia una base fisiologica più che psicologica. ¶ L’etimo deriva dal fatto che l’apomorfina (gr. apo, dopo) è un prodotto di decomposizione della morfina bollita in acido concentrato.


APOTEMNOFILIA. Eccitamento sessuale, nel comportamento o in fantasia, derivante dall’idea di essere privi di una parte del corpo o che essa venga rimossa chirurgicamente; in genere la fissazione riguarda gli arti o i genitali esterni. Solo raramente l’individuo agisce tale fantasia, in tali casi può giungere a ferirsi in maniera molto grave nel tentativo di eliminare la parte del corpo indesiderata. Molte persone che dichiarano di avere un disturbo d’identità dell’integrità corporea (BIID), hanno rifiutato il termine apotemnofilia poiché rimarca unicamente la componente sessuale, connotando negativamente la loro condizione. ¶ Dal gr. apotemno, recido.


Con BIID (acr. di Body Integrity Identity Disorder, disturbo d’identità dell’integrità corporea), si indica un disturbo mentale per il quale un soggetto pensa di poter vivere una vita migliore ed essere più felice se fosse amputato. Chi soffre di BIID vive a disagio in un corpo integro poiché la sua immagine mentale corporea è quella di un amputato. L’arto che manca nell’immagine mentale è cosa soggettiva, può essere una gamba, un braccio, entrambi gli arti o anche tutti e quattro gli arti contemporaneamente. Il soggetto tende, anche se non sempre, a cercare un chirurgo compiacente disposto a togliergli l’arto “di troppo” per far corrispondere l’immagine mentale a quella fisica. Molto più spesso il soggetto fa in modo di fingere di avere un arto mancante, legandoselo al corpo e rendendolo inaccessibile allo sguardo. La maggior parte di questi soggetti non ha una motivazione sessuale alla base del proprio desiderio. Attualmente non sono ancora chiare le cause del BIID. Su base psicologica si può supporre che il desiderio dell’infermità sia mosso dalla volontà di essere accuditi o di trovarsi al centro di una pietosa attenzione. Su base neuropsicologica invece si pensa che il disturbo possa essere generato da un’anomalia nella corteccia cerebrale deputata alla percezione degli arti che causa una forma particolare di somatoparafrenia, disturbo per il quale non si percepisce come proprio un arto od un’intera regione corporea. Attualmente non esiste una cura per questo disturbo: né i farmaci né la psicoterapia riescono a modificare il desiderio di coloro che si percepiscono come amputati, né tantomeno queste persone vogliono pensarsi in maniera diversa.


APPARATO GENITALE. Insieme degli organi e delle strutture anatomiche che permettono l’accoppiamento, la riproduzione e la produzione di ormoni sessuali nelle creature viventi. Nella donna, l’apparato genitale esterno è composto dalla vulva e dalle strutture annesse (principalmente labbra vulvari e clitoride); i genitali interni sono l’utero, le tube di Falloppio, le ovaie e la vagina. Nell’uomo, l’apparato genitale esterno si compone di pene e scroto, in cui sono contenuti i testicoli; l’apparato genitale interno si compone di epididimi, vescicole seminali, prostata e ghiandole di Cowper.


APPOSIZIONE GENITALE. Situazione, tipica nella fase dei preliminari, nella quale gli organi genitali dei partner sono in contatto diretto ma senza che vi sia penetrazione.


APPRECIATOR. Nell’ambito dell’adipofilia e del feederism, individuo non interessato all’aumento di peso corporeo né a divenire un feeder, ma comunque attivo nel seguire i progressi dei feeder e dei feedee. ¶ Ing.: che apprezza.


APTOFILIA. Termine generico applicabile a tutte le parafilie caratterizzate dal fatto che il piacere dipende in maniera fondamentale dal canale sensoriale tattile. ¶ Dal gr. apto, toccare.


APTOFOBIA. Timore irrazionale del contatto corporeo e, per estensione, di quello sessuale. → afefobia. ¶ Dal gr. apto, toccare.


ARACNOFILIA. Forma di entomofilia che vede i ragni come principali induttori della stimolazione epidermica e quindi dell’eccitazione sessuale. ¶ Dal gr. arakhne, ragno.


AREOLA MAMMARIA. Anche areola papillare o areola del capezzolo. Regione cutanea della mammella, in genere di pigmentazione più scura, che circonda il capezzolo. L’areola mammaria, di forma rotonda o ellittica, è di dimensioni variabili ma quella della donna è di norma più grande rispetto a quella dell’uomo o della femmina prepubere. Sulla superficie dell’areola mammaria sono osservabili le ghiandole diMontgomery, le quali secernono sebo garantendo all’areola e al capezzolo lubrificazione e protezione, specialmente durante l’allattamento; in conseguenza al corrugamento dell’areola mammaria e del capezzolo, le suddette ghiandole risultano più visibili e danno alla cute l’aspetto di ‘pelle d’oca’. La colorazione cutanea dell’areola mammaria è più scura nei soggetti con pelle scura e più moderata in coloro che hanno un incarnato chiaro; la pigmentazione cambia in funzione della stimolazione ormonale, ciò fa sì che già dai primi mesi di gravidanza l’areola mammaria tenda a scurirsi e a ingrandirsi (areola secondaria); tale iperpigmentazione tende a regredire dopo il parto. L’areola mammaria, considerata una zona erogena, è dotata di fibre muscolari lisce che ne permettono la contrazione ed il corrugamento. ¶ Dal lat. areola, piccola area.


ARISTOTELE, complesso di. Ribellione del figlio verso il padre o del discepolo verso il maestro, derivata dal sentimento di castrazione del primo verso il secondo, che realizza la propria aggressività distruggendo l’opera dell’educatore. Per alcuni teorici tale complesso sarebbe reattivo ad una fissazione omosessuale del giovane verso il padre-maestro. ¶ Dal nome del filosofo greco (384-322 a.C.).


ARMATOFILIA. Attrazione sessuale per partner sessualmente inesperti che possono essere istruiti secondo i propri gusti e i propri modi. Molti uomini, per una loro forma d’insicurezza, amano e sono eccitati dal fatto che la propria partner abbia una competenza sessuale inferiore alla loro; questo lusinga la loro autostima e li fa sentire più sicuri nella relazione poiché si presuppone poco o nessun confronto con altri uomini. ¶ Dal gr. armateuo, guido il carro, fig. conduco il gioco.


 “Io preferisco la tipa che all’inizio è scarsa, intanto poi le insegno io cosa fare. Se fa i numeri a letto vuol dire che la tipa è già stata passata da altri. A te piace la tipa rodata dagli altri? A chi piace? La tipa che ne sa già, a me non piace. [...] Sì, forse è anche per il fatto che così si evitano i confronti” (t.r.a.)


AROMANTICO. Nell’ambito dell’asessualità, chi manca di attrazione emotiva e sessuale per qualsiasi tipo di persona.


ARPASSOFILIA. O arpaxofilia. Proclività a trovare eccitante, in fantasia o nella realtà, un atto di rapimento congiunto al sesso. Tale parafilia si declina in giochi sessuali nei quali uno dei due partner assume il ruolo del rapito e l’altro del rapitore. Il significato psicologico di questa parafilia è molto differente nel caso la persona si pensi vittima o carnefice, cosa che il termine in sé non specifica: nel caso del rapito, l’arpassofilia si può accomunare alla raptofilia, nel caso invece l’eccitazione derivi dal fatto di essere il rapitore, sono in gioco pulsioni sadiche e predatorie. ¶ Dal gr. arpazo, rapisco.


ARRAPARE. Eccitare sessualmente, procurare un’erezione. ¶ Termine gergale di origine meridionale derivato da rapa, fig. organo sessuale maschile.


ARRENOIDIA. Fenomeno indotto dall’invecchiamento delle gonadi femminili, per cui le donne in età avanzata possono sviluppare alcuni caratteri sessuali secondari propri del sesso opposto, es. peluria sul volto. ¶ Dal gr. arren -enos, maschio + eidos, forma.


ARRENOTIGMAFILIA. Parafilia voyeuristica di tipo non patologico per la quale un soggetto trae piacere nell’osservare un uomo che tocca o fa sesso con una donna. ¶ Dal gr. arren, maschio + thigma, tocco.


ASCII PORN. Immagini pornografiche composte da codice ASCII, cioè strutture formate da una miriade di simboli alfanumerici che combinati secondo stile vanno a formare un’immagine. L’ASCII porn è stata la prima forma di pornografia internet, poi soppiantata dalla diffusione delle fotografie e successivamente dei video conseguenti all’ampliamento della banda di trasmissione dati. ¶ Ing.: porno in American Standard Code for Information Interchange (Codice Standard Americano per l’Interscambio di Informazioni).


ASD. Acr. di Anti-Slut Defence. Per la seduction community, meccanismo di difesa psicologico adottato dalla donna, soprattutto quella giovane, la quale, andata a letto con un uomo conosciuto da poco, inizia a farsi sorgere nella mente ragionamenti avversi all’atto compiuto, cioè tendenti a minimizzare l’esperienza sessuale o a ritenerla un errore (la cui responsabilità andrebbe primariamente all’uomo), e ciò per evitare il senso di colpa di aver fatto qualcosa per cui la società potrebbe ritenerla una donna facile. ¶ Ing.: difesa anti-sgualdrina.


ASEITÀ PSICOSESSUALE. Tendenza irresistibile a chiudersi in sé, abbandonandosi a un’affettività privata, ai propri ricordi e alle proprie emozioni, anche se si è legati affettivamente a un’altra persona. Benché fra i membri della coppia possa esserci un’ottima confidenza, l’aseità nel tempo può essere fonte di dolore per il partner escluso dall’intimità profonda dell’altro. ¶ Da a sé + suff. -ità, tipica di termini astratti.


ASESSUALITÀ. Condizione di chi vive una mancanza di orientamento sessuale, cioè non sperimenta attrazione sessuale o non ha alcun interesse o desiderio sessuale. Si stima che l’asessualità possa riguardare l’1% della popolazione. Si registrano molte differenze di approccio al sesso fra coloro che si autodefiniscono asessuali: per alcuni il sesso è un mezzo verso il quale si nutre indifferenza psicologica messo in atto solo per ottenere la vicinanza affettiva di un partner, mentre per altri il sesso è totalmente escluso. Anche la masturbazione può essere esclusa del tutto o praticata come una normale funzione fisiologica disgiunta dalla sessualità o dissociata dall’attrazione sessuale. La diffusione di internet ha permesso agli individui asessuali di organizzarsi ed esprimere pubblicamente il proprio orientamento in modo da renderlo più comprensibile e socialmente accettabile; la più nota comunità di questo genere è la AVEN (Asexual Visibility and Educational Network) fondata nel 2001 da David Jay. Simboli riconosciuti della comunità asessuale sono: un triangolo isoscele grigio con il vertice rivolto verso il basso e un anello nero indossato sul dito medio della mano destra. La comunità asessuale ha contribuito alla diffusione di alcuni neologismi che fanno luce sulle variazioni all’interno di questo tipo d’orientamento: aromantico, biromantico, eteroromantico, omoromantico, panromantico e transromantico. ¶ Comp. da α + sessualità, senza sessualità.


Io non voglio fare sesso. Punto e basta. Non si tratta di evitare il sesso per paura o come risultato di un obbligo morale recepito, o per disinteresse nel creare una famiglia. Sembra proprio che io sia stata risparmiata nello sviluppo di un’inclinazione sessuale; forse, biologicamente, ho una libido inesistente o forse non ho un interesse psicologico rispetto all’intimità fisica, oppure un po’ di tutte e due le cose... ma il risultato finale è semplicemente che non mi interessa il sesso, e mi piace così. Queste, nella mia esperienza, sono le dieci cose che più spesso mi vengono dette quando racconto agli altri del mio orientamento sessuale o della mancanza dello stesso. 1) “Sei appena uscita da una brutta relazione?” - Questa è la domanda più comune: ovviamente per gli altri sono stata ferita, scottata da una brutta esperienza e il risultato è che ho colpevolizzato gli uomini. La risposta è no. 2) “Semplicemente non hai trovato l’uomo giusto per te” - Forse. Ma non è giusto assumere che ce ne sia uno o che la mia vita non sia completa se non l’incontro. 3) “Sei lesbica” - Per qualche ragione la gente riesce a capire che non sono interessata ai peni ma solo se possono proiettare le mie ipotetiche sensazioni in un sommerso desiderio per le vagine. Essere gay è discretamente accettabile ai nostri giorni (in effetti molto più di essere asessuale) quindi oso dire che se fossi lesbica lo direi apertamente. E non è il caso. 4) “Sei stata abusata sessualmente da bambina” - Osservazione molto comune. Un’osservazione del tutto non vera. 5) “Hai paura di trovarti in una relazione affettiva” - Probabilmente dovrei sottolineare il fatto che ho diverse relazioni con diverse persone, molte delle quali sono maschi. Non c’è però una dimensione intima. Semplicemente non apprezzo le relazioni sessuali e mi considero al di fuori del fenomeno nella sua globalità. 6) “Non sei stata a letto con me” - Commento comune fra i maschi vanitosi. Gli stupidi pensano davvero che non abbia preso una botta dal giusto stallone quando in effetti il “problema” è che io non trovo gli stalloni attraenti. Loro sembrano rispondere alla cosa attirando l’attenzione su... quanto siano stalloni [...] 7) “Sei chiaramente molto presa dagli impegni della tua vita” - [...] Io sono molto presa, ma ciò che occupa il mio tempo varia da mese a mese. Potrei facilmente variare in questa direzione se ne avessi l’inclinazione. Non rifiuterei mai la possibilità di essere felice se pensassi che una situazione la promettesse. 8) “Hai un problema ormonale” - Rigirerei la frase in “Ho una bassa produzione ormonale” e così potrebbe essere vera. Non lo considero un problema. Se VOLESSI l’opportunità di perdere completamente la testa per qualcuno, potrei richiedere un farmaco che aumenti la libido, ma io qui non ci vedo alcun PROBLEMA. 9) “Non riesci a trovarti l’uomo” - Non è vero. Ho ricevuto diverse proposte, dal sesso alle relazioni a lungo termine, ed oso dire che si formerebbe la coda se io annunciassi di volere un uomo. 10) “Odi gli uomini” - Non è vero. La maggior parte dei miei amici sono uomini. E se FOSSE vero, non vedo come la cosa possa rendermi asessuale. (Link)

 

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