XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

EBEFILIA. Cronofilia dell’adulto che è attratto sessualmente da giovani in età puberale, cioè di un’età inferiore a quelli che attraggono nell’efebofilia ma superiori a quelli oggetto d’interesse nella pedofilia. La lolita è il soggetto femminile preferito. L’efebofilo, per poter essere definito tale, deve avere una proclività selettiva per i giovani che preferisce nettamente ai soggetti adulti. ¶ Dal gr. hebe, giovinezza.


EBRILAGNIA. Stato d’eccitazione sessuale conseguente all’assunzione di bevande alcoliche. ¶ Dal lat. ebrius, ubriaco + -lagnia.


ECCITAMENTO, fase di. Nel ciclo di risposta sessuale, prima fase seguente a stimolazione esterna (tattile, visiva, olfattica, etc.) o interna (fantasie) e seguita dalla fase di plateau. Il fenomeno più evidente nella fase d’eccitamento è, nell’uomo, l’erezione e, nella donna, lubrificazione vaginale, innalzamento dell’utero, ingrossamento e separazione delle labbra vulvari, erezione del clitoride, modificazioni delle pareti vaginali, corrugamento dei capezzoli e ingrossamento del seno per vaso congestione. In entrambi i sessi, inoltre, l’eccitamento comporta accelerazione del battito cardiaco, del respiro e aumento della pressione sanguigna.


ECCITAZIONE. Stato di attivazione sessuale dovuto a stimolazione fisica o psicologica, il più delle volte, ma non necessariamente, evidenziato nell’uomo dall’erezione del pene e nella donna da lubrificazione vaginale.


ECCITAZIONE SESSUALE FEMMINILE, disturbo del. Un tempo definito frigidità, tale disturbo è caratterizzato dalla persistente o ricorrente incapacità di raggiungere o mantenere, fino al completamento dell’attività sessuale, un’adeguata risposta di eccitazione, che nella donna è contraddistinta da lubrificazione vaginale e tumescenza del clitoride e delle labbra vulvari. Le donne con disturbo dell’eccitazione sessuale possono avere scarse o assenti sensazioni di eccitamento (benché in effetti si registrino cambiamenti nel volume sanguigno vaginale) e, durante i rapporti sessuali, possono provare dolore (dispareunia), cosa che in genere porta all’evitamento del coito. Non è improbabile che tale disturbo sia associato al disturbo del desiderio sessuale (desiderio sessuale ipoattivo) e dell’orgasmo (anorgasmia), tuttavia essi si distinguono dal disturbo in questione, infatti nel disturbo dell’orgasmo la fase di eccitazione è presente e nel disturbo da desiderio sessuale ipoattivo è presente sia l’eccitazione sia l’orgasmo. In ogni caso la compromissione dello stato di eccitazione limita grandemente la possibilità di raggiungere l’orgasmo e una situazione di abbassamento del desiderio è spesso conseguente a tali problemi. Le cause del disturbo da eccitazione possono essere molteplici: vergogna, difficoltà di comunicazione col partner rispetto ai propri desideri, senso di colpa inconscio per la sessualità vista come peccaminosa (sovente correlata ad incompetenza nell’elaborazione delle fantasie sessuali), difficoltà a lasciarsi andare durante il rapporto, paura del rifiuto, stimolazione insufficiente (in questo caso si parla di disturbo apparente). Diverse droghe e farmaci possono compromettere lo stato di eccitazione, così come un basso livello di testosterone endogeno, tuttavia non è sempre facile determinare una causa precisa in quanto fattori fisici e psicologici sono sovente strettamente connessi.


Il DESIRE (Desire and its Effects on female Sexuality Including RElationships - Il desiderio e i suoi effetti sulla sessualità femminile incluse le relazioni) è un recente studio sul disturbo dell’eccitazione sessuale femminile presentato al meeting annuale 2010 dell’ISSWSH (Society for the Study of Women's Sexual Health). La ricerca ha compiuto uno screening su 65.129 donne dai 18 agli 88 anni residenti in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito. Sul numero totale del campione, si è trovato che 7.542 donne (11,58%) potevano essere diagnosticate come sofferenti del disturbo in esame e tali soggetti non attribuivano la loro condizione a problemi del partner o a traumi fisici. Da questo primo sottogruppo ne è stato selezionato uno più ristretto, 5.098 donne, che ha partecipato ad un’indagine più approfondita. Molte di queste hanno espresso insoddisfazione per la propria vita sessuale, senso di colpa rispetto alle difficoltà personali e stati di stress sempre legati al sesso. La frequenza e il livello del loro desiderio sessuale nell’anno precedente erano significativamente associati con il livello di stress che esse pativano rispetto al loro basso desiderio sessuale e con ognuno degli stati emotivi negativi esperiti.


ECCITAZIONE SESSUALE PERSISTENTE FEMMINILE, disturbo da (PSAD). Persistente eccitazione sessuale genitale (congestione, pulsazione e lubrificazione vaginale) percepita come spontanea, intrusiva e non gradita, in assenza di desiderio e d’interesse sessuale. La consapevolezza dell’eccitazione sessuale in genere è spiacevole e l’eccitazione non è ridotta da uno o più orgasmi. La sensazione di eccitazione fisica genitale può persistere per ore e giorni. La maggioranza dei casi di disturbo dell’eccitazione sessuale persistente non sembra presentare significative alterazioni anatomiche, ormonali, neurologiche o psichiatriche, il disturbo tuttavia causa imbarazzo e la frustrante sensazione di essere dominati dal corpo e dalle sue reazioni. Alcuni professionisti limitano il disturbo al genere femminile, altri lo estendono al genere maschile mettendolo in associazione o sovrapponendolo al priapismo; in tal caso si parla di Disturbo d’Eccitazione Persistente dei Genitali (Persistent Genital Arousal Disorder, PGAD). Il PSAD e il PGAD non devono essere confusi con l’ipersessualità. Le cause del disturbo da eccitazione persistente sono attualmente in gran parte sconosciute, benché alcuni ricercatori ritengano che esso dipenda principalmente da un’iperestesia del nervo dorsale del clitoride. → ReGS. ¶ Disturbo descritto la prima volta dalla psichiatra Sandra Leiblum (2002).


... soffro di PSAD/PGAD/ReGS da sei anni. In Olanda sono stata in due gruppi di supporto specifici per lo PSAD. Sono in contatto con donne di tutto il mondo che soffrono di PSAD, alcune delle quali hanno tentato il suicidio o sono finite in reparti psichiatrici a causa di quest’orribile mostro! [...] Da quando questo disturbo è stato scoperto, hanno iniziato a circolare le storie più oltraggiose rispetto a questa condizione. Dal momento che questa condizione ha una connotazione sessuale, e finisce per esaltare l’immaginario (soprattutto) degli uomini, i media sensazionalistici hanno presentato sconvenientemente questa malattia in un modo disgustoso. Raccontare storie di donne che hanno 100 o anche 800 orgasmi al giorno ha aumentato a dismisura la vendita dei tabloid. La verità riguardo il PSAD è molto meno sensazionale, molto più complicata e NON è affatto piacevole o divertente per coloro che davvero ne soffrono. [...] Interferisce con il lavoro, il matrimonio, le relazioni umane, la vita sociale. Non c’è bisogno di dire che l’impatto della cosa è enorme. L’interesse per il sesso diminuisce dal momento che un orgasmo non risolve nulla e non fa altro che peggiorare i sintomi. Un dilemma presente ogni singolo minuto del giorno e della notte, perché l’urgenza di alleviare le proprie pene è quasi insopportabile, ma rimane o, nella maggior parte dei casi, cresce dopo l’orgasmo. Quella parte del nostro corpo si mette a vivere di vita propria. Non c’è gioia o piacere nel fare sesso! Delle donne hanno pregato i loro medici di amputare quella parte del loro corpo. Una donna ha ottenuto una clitoridectomia! Dopo la rimozione dell’organo, i sintomi non si sono calmati. Le donne con lo PSAD NON desiderano il sesso. Al contrario! Vivere involontariamente sull’orlo dell’orgasmo 24 ore al giorno, 7 giorni a settimana, è una tortura, è l’inferno in Terra” (Link)


ECDEMOFILIA. Tendenza ad eccitarsi o provare un desiderio sessuale maggiore rispetto al normale quando ci si trova fuori casa o lontano da essa, per esempio durante un viaggio. Ciò avviene il più delle volte poiché l’individuo percepisce la propria casa, e soprattutto una persona che vive in essa (madre, padre, coniuge, figli, etc.), come un anafrodisiaco, cioè un inibitore o limitatore del desiderio sessuale. ¶ Dal gr. ekdemos, lontano dal proprio paese.


ECDISISMO. Forma di esibizionismo che si realizza come una compulsione a togliersi i vestiti in pubblico per eccitare gli altri. Il soggetto che pratica ecdisismo è detto ecdisiasta, per alcuni autori sin. raro e desueto di spogliarellista. ¶ Termine coniato dallo scrittore  H. L. Mencken (1940) dal gr. ekdusia (da ekdusis, spogliazione), festa che si teneva a Festo per commemorare la figlia di Galatea la quale, per intercessione divina, si era trasformata in un maschio e aveva abbandonato il vestito da donna.


ECHI. Anche ecchi o etchi. Soprattutto nell’ambito delle produzioni fumettistiche giapponesi (manga) e nei cartoni animati (anime), prodotti dai contenuti erotici non eccessivamente ostentati, soprattutto legati ad un abbigliamento allusivo, comunque senza che venga mostrato il rapporto sessuale. ¶ Dalla pronuncia giap. della lettera ‘H’, con significato di lascivo, osceno.


ECOUTERISMO. Parafilia di chi ama ascoltare i suoni emessi da altri durante gli atti sessuali o immaginare gli atti sessuali attraverso il canale sensoriale uditivo. La differenza rispetto all’acusticofilia è che l’ecouterismo presuppone la non consapevolezza di chi è ascoltato, quindi si tratta del corrispettivo del voyeurismo ma per l’udito e non per la vista. Un ecouteur può anche essere un voyeurista, benché le due cose non siano necessariamente associate. ¶ Dal fr. écouter, ascoltare.


ECTO-PORN. Film pornografico in cui prevalgono scene di lotion play. ¶ Dall’ing. ectoplasm, ectoplasma (per la similitudine fra la sostanza gelatinosa e collosa usata nei lotion plays simile ad un ectoplasma) + porn, porno.


EDGE PLAY. Insieme di tutte quelle pratiche o giochi sessuali ritenuti estremi o che comunque possono mettere a rischio la sicurezza e la salute di coloro che li mettono in atto. Questo termine può essere riferito a pratiche quali: cateterofilia, coprofilia, belonefilia, piercing genitale, fisting, blood play, tortura. Anche chi non compie negoziazione o non pratica sesso sicuro sta mettendo in atto un edge play. → limite. ¶ Ing.: gioco al limite.


EDGING. Pratica sessuale nella quale un partner stimola sessualmente l’altro per un lungo lasso di tempo, controllando le reazioni del secondo e portandolo più volte al limite dell’orgasmo ma senza che esso abbia luogo. Solo quando il partner non riuscirà più a trattenersi, allora gli sarà concesso di scaricare lo stato d’eccitazione; l’orgasmo così raggiunto è ritenuto estremamente intenso, motivo per cui esso viene anche definito orgasmo esteso massiccio. → orgasmo controllato. ¶ Dall’ing. edge, limite.


Mi piace portare al limite il mio uomo, mi piace stuzzicarlo e stimolarlo finché riesce a tenere. Non è che si fa sempre: io devo averne voglia, sono cose che vanno per le lunghe, e lui deve essere in piena forma, non so se hai capito. Comunque quando la situazione è buona il risultato è una bomba. Prima facciamo l’amore il più a lungo possibile, poi con la fellazio la cosa si fa bella perché smetto e riprendo, smetto e riprendo, finché lui dura e, se è il giorno giusto, lui dura. A me la cosa piace perché ho il controllo del suo piacere e a lui piace parecchio, almeno a giudicare dalle reazioni finali. È quasi un gioco sadomaso!” (t.r.a.)


EDIPO, complesso di. Per la psicoanalisi freudiana, l’insieme dei desideri d’amore rivolti al genitore del sesso opposto e i sentimenti ostili per quello del medesimo sesso, che nel bambino fra i tre e i cinque anni va a strutturare la dimensione psicologica della prima infanzia con importantissimi riflessi in età adulta. Tale complesso vuole che il bambino fantastichi il possesso della propria madre e abbia fantasie di eliminazione nei confronti del padre; questi due desideri causerebbero l’angoscia di perdere l’amore da parte di entrambi i genitori sotto forma di punizione, castrazione e morte. La normale risoluzione del complesso d’Edipo prevede che il bambino rinunci alla propria madre come oggetto sessuale reprimendo i desideri sessuali per poi trasferirli su altre donne; al contempo il bambino reprimerà le tendenze ostili verso il padre e s’identificherà in lui come uomo. Il corrispettivo nella bambina del complesso edipico è detto complesso di Elettra. Il modo in cui si strutturano le dinamiche del triangolo edipico (padre-madre-bambino) segnerebbero uno sviluppo normale o anormale del fanciullo: lo sviluppo sarà previsto normale se avverrà un’identificazione col genitore dello stesso sesso, nevrotico se il bambino sarà combattuto fra il possedere il genitore dell’altro sesso e l’identificarsi con esso, o perverso se il soggetto s’identificherà con il genitore dell’altro sesso (omosessualità); la spiegazione classica del complesso edipico non contempla la possibilità di una risoluzione normale e positiva da parte di un soggetto omosessuale e bisessuale. Nel complesso edipico negativo, il bambino desidera essere amato dal padre e prendere il posto della madre, ciò provocherebbe sentimenti ostili di rivalità verso la madre; anche in questo caso le pulsioni del bambino generano il timore di perdere l’amore dei genitori. ¶ Dal nome del protagonista dell’‘Edipo re’, tragedia di Sofocle che narra di come Edipo, re di Tebe, uccida inconsapevolmente il padre Laio e sposi la madre Giocasta.


EDONOFOBIA. Paura di provare piacere fisico o psichico. Riscontrabile soprattutto in coloro che vivono con colpa la propria sessualità per cui la potenziale sensazione piacevole viene negata ed evitata. ¶ Dal gr. hedone, piacere.


EFEBOFILIA. Cronofilia dell’adulto che è attratto solo da soggetti adolescenti (15-19 anni). L’efebofilo è attratto da soggetti giovani ma fisicamente sviluppati e quindi questa parafilia non va confusa con la pedofilia o l’ebefilia che mirano a soggetti più giovani, anche se tutte queste categorie descrivono individui che non riescono a relazionarsi sessualmente in maniera matura con soggetti adulti. L’efebofilia può essere connessa alla partenofilia. ¶ Dal gr. ephebos, efebo, adolescente.


EFFEMINATEZZA. Atteggiamento frivolo, poco virile e femmineo. In generale detto nei riguardi di un uomo (effeminato) i cui atteggiamenti fanno sospettare un orientamento omosessuale.


L’antico popolo degli Sciti, che viveva a nord del Mar Nero, teneva in gran conto gli Enarei, ovvero gli effeminati. Questi erano uomini che facevano il lavoro delle donne, si comportavano come donne ed erano impotenti (o piuttosto omosessuali o transessuali). Invece di essere ridicolizzati pubblicamente, gli Enarei venivano onorati dai maschi Sciti che, fra l’altro, temevano che se avessero insultato gli Enarei ne sarebbe seguita una maledizione divina.


EFFUSIONE. Calda manifestazione d’affetto, anche, ma non solo, di tipo sessuale. ¶ Dal lat. effusio, espansione, esuberanza.


EIACULAZIONE. Emissione di liquido seminale dal pene attraverso l’uretra, generalmente accompagnata da orgasmo ed originata da ripetuti spasmi involontari del muscolo bulbospongioso alla basa del pene. Il fenomeno eiaculatorio si ha primariamente per stimolazione sessuale ma anche per polluzione notturna e, in taluni casi, diurna. L’eiaculazione dura alcuni secondi e si compone di circa 10-15 contrazioni, le quali non vengono tutte percepite dall’uomo. Esse non possono essere interrotte una volta che il riflesso è stato innescato. Lo sperma inizia ad essere emesso tramite la prima o, nella maggior parte dei casi, la seconda contrazione muscolare; la prima emissione eiaculatoria è quella che espelle la maggior quantità di liquido seminale. Seguono contrazioni ritmiche che progressivamente espellono sempre meno liquido seminale finché si hanno contrazioni senza emissione. Ad ogni eiaculazione si ha l’espulsione di circa 3,4 ml di liquido seminale, contenete dai 50 ai 200 milioni di spermatozoi per millilitro; tali quantità si prestano ad ampia variabilità fra soggetto e soggetto. Nel caso di eiaculazione astenica l’emissione spermatica risulta essere di scarso volume e viene proiettata con una forza inferiore al consueto, essa è in genere associata ad anorgasmia. Con eiaculazione impossibile s’intende l’assenza di emissione di liquido seminale nonostante la sensazione orgasmica, ad esempio nel caso di eiaculazione retrograda o anche semplice impossibilità di raggiungere l’orgasmo ed eiaculare, il più delle volte per problematiche legate alla sfera psicologica.


Il corpo del sesso opposto è sempre affascinante per me, quindi certo che mi è piaciuto vederlo uscire [lo sperma]. Penso che la prima volta che l’ho visto è stato dopo aver fatto un pompino o una sega. Non riesco a tornare così indietro con la memoria... ed è solo successo 7 o 8 anni fa. Non ho mai trovato grossolano il fatto che mi venisse addosso, avevo solo la regola ferrea che NON venisse sui miei vestiti! Non avrei mai voluto spiegare a mia mamma cosa fosse... non è scema. Sono stata sempre aperta alla maggior parte delle esperienze... se un ragazzo vuole venire su di me... deve anche pulire tutto... è una questione di educazione!” (Link)


EIACULAZIONE FEMMINILE. Emissione di liquido inodore e di colore biancastro prodotto dalle ghiandole di Skene ed espulso attraverso gli orifizi di dette ghiandole, posti a lato del meato urinario. Tale fenomeno, correlato all’orgasmo, verrebbe sperimentato da una percentuale limitata di donne, dal 6% al 50% in base ai discordanti risultati offerti dalle ricerche sull’argomento. La quantità di liquido emesso ha un volume medio di 1-5 ml, ben diverso da ciò che viene mostrato in certo materiale pornografico (squirting). Rimane aperta la questione se il fenomeno eiaculatorio femminile sia reale (e diverse donne sostengono sia tale e con un’abbondante fuoriuscita di liquido) o se invece si tratti di una semplice e limitata fuoriuscita d’urina che alcune donne sperimenterebbero in fase orgasmica, oppure frutto di un’impressione soggettiva legata ad una lubrificazione vaginale abbondante. Studi sulla composizione chimica del liquido eiaculato sembrano confermare che esso sia prodotto dalle ghiandole di Skene, le quali sarebbero l’omologo femminile della prostata. Sembra tuttavia altrettanto certo che nei fenomeni eiaculatori in cui il volume di liquido risulti particolarmente abbondante, la maggior parte di esso sia composto da urina. Data la sua relazione con le ghiandole parauretrali, il fenomeno di eiaculazione femminile risulterebbe spesso associato ad un orgasmo prodotto principalmente per stimolazione del punto G, benché la realtà anatomica di detto punto sia lungi dall’essere stata dimostrata scientificamente.


Io sono una delle fortunate che può fare squirting. Durante i preliminari a mio marito piace farmi fare il getto, e intendo proprio uno spray! Dipende dall’intensità dell’orgasmo, può andare da poco liquido a un getto così forte da raggiungere il bordo del letto! Ero estremamente imbarazzata la prima volta che mi è successo ed ho chiesto a mio marito di controllare se fosse urina guardando da dove fosse emesso il liquido, mi ha detto che poteva vederlo uscire dalla parte alta del canale vaginale e non vicino all’uretra o al clitoride. Non è urina, quindi non abbiate paura di assaggiarlo” (Link)


EIACULAZIONE PRECOCE (EP). Anche con la loc. lat. eiaculatio praecox. Eiaculazione persistente o ricorrente a seguito di stimolazione sessuale minima, prima, nell’atto o immediatamente dopo la penetrazione e comunque in anticipo rispetto a quando l’uomo desidererebbe, interferendo con il benessere sessuale ed emotivo di uno o entrambi i partner. Il criterio di definizione non può tenere conto né della durata, né del numero di spinte coitali, né del raggiungimento del piacere del partner, ma piuttosto si basa sull'incapacità del soggetto di controllare volontariamente il riflesso eiaculatorio. L’eiaculazione precoce è considerato il disturbo sessuale maschile più diffuso. La maggior parte dei soggetti che ne soffre dimostra di poter ritardare l’orgasmo durante la masturbazione, il che fa supporre che in molti casi l’eiaculazione precoce possa essere il risultato di un tipo di stimolazione, quella coitale, alla quale si è meno abituati rispetto a quella masturbatoria. L’insorgenza dell’eiaculazione precoce può essere causata da ansia da prestazione, prime esperienze caratterizzate da nervosismo e rapidità, eccessiva sensibilità del pene, bassa frequenza di attività sessuale, oppure, in ottica psicodinamica, da un odio inconscio per le donne per cui queste vengono punite in maniera passiva privandole del piacere tramite un orgasmo (quello dell’uomo) raggiunto con troppo anticipo. Nell’EPpermanente, o primaria, l’uomo ha sempre avuto difficoltà a controllare il riflesso eiaculatorio. L’EP acquisita, o secondaria, si rileva nel caso il problema subentri dopo un periodo di soddisfacente controllo eiaculatorio. Quando il problema compare dopo un periodo di funzionamento adeguato, in genere ciò accade nel quadro di una diminuita attività sessuale, di ansia da prestazione o in concomitanza ad un deficit erettivo. L’EP generalizzata avviene con ogni partner. L’EP situazionale (in lat. impotentia ejaculandi elettiva) avviene in determinate situazioni, tramite determinati atti o con specifici partner. L’EP psicologica, la causa più comune per questo fenomeno, è dovuta generalmente a stati d’ansia legati alla sessualità; tale ansia non è quasi mai attribuibile a un solo fattore specifico. Rientrano nell’ambito dell’eiaculazione precoce i fenomeni di eiaculazione precipitata, nella quale l’emissione di sperma avviene subito dopo la comparsa dell’erezione, e l’ejaculatio ante portam, nella quale l’emissione di sperma avviene non appena si accosta il pene all’ostio vaginale tentando la penetrazione. L’eiaculazione precoce viene affrontata terapeuticamente insegnando al paziente speciali tecniche per il controllo eiaculatorio (start-stop; compressione) o tramite l’utilizzo di farmaci: α-bloccanti, che inibiscono i movimenti peristaltici del liquido seminale attraverso le vie genitali interne, o con farmaci regolarizzatori dell’umore (soprattutto paroxetina).


Sono sposata da parecchi anni. Avere avuto dei figli è stata una doccia fredda per la nostra vita sessuale. Non facciamo sesso molto spesso e pare che quando lo facciamo lui venga troppo presto. Voglio dire, l’ultima volta che l’abbiamo fatto ha raggiunto l’orgasmo non appena è entrato [...] ho bisogno di un po’ di più di questo per soddisfarmi. Sto provando ad essere comprensiva ma l’altra notte... ero dell’umore giusto e tutto il resto e lui ha buttato la bomba ‘Sono nervoso’, io ho chiesto perché e lui ha risposto ‘perché non duro a lungo’ [...] È difficile non prenderla sul personale. Voglio dire, cosa c’è che non va? Io so di essere fisicamente attraente [...] Sono così giù. [...] Vorrei solamente fare l’amore con mio marito per 5 minuti... 10 minuti sarebbe grandioso... 15 veramente grandioso... 30 il paradiso [...] Che senso ha essere insieme ad un uomo se non si fa mai sesso. Ho bisogno del sesso. Sono un essere umano, so che anche lui ne ha bisogno, se potesse lo farebbe tre volte al giorno. [...] Cosa non sto capendo?” (Link)


EIACULAZIONE RETROGRADA. Evento patologico nel quale lo sperma refluisce nella vescica urinaria invece di essere espulso all’esterno. Ciò avviene poiché lo sfintere vescicale non si contrae adeguatamente durante l’orgasmo. Tale evento si riscontra soprattutto in uomini che sono stati sottoposti ad interventi chirurgici alla prostata, da chi è affetto da sclerosi multipla, da diabete, o da coloro che assumono α-bloccanti. La presenza di sperma nelle urine, detta seminuria o spermaturia, è un reperto tipico dell’eiaculazione retrograda.


EIACULAZIONE RITARDATA. Difficoltà persistente ad eiaculare, nonostante la presenza di adeguata erezione, desiderio sessuale e stimolazione. Non va confusa con l’eiaculazione ritardata volontaria, nella quale l’uomo si trattiene dall’eiaculare per consentire alla partner di raggiungere l’orgasmo o per godere maggiormente del rapporto producendo un orgasmo più intenso. Nel caso il ritardo non sia volontario, il soggetto può desiderare che il rapporto finisca il prima possibile e può raggiungere un livello d’incompetenza eiaculatoria a causa della quale non riesce ad eiaculare in vagina. Sebbene non manchino cause fisiologiche (patologie neurologiche ed endocrine, diabete, ipertensione, uso di antidepressivi) più generalmente l’eiaculazione ritardata dipende da fattori psico-fisiologici e più spesso da una sorta di assuefazione allo stimolo fisico che l’uomo produce durante la masturbazione (pressione sul pene con la mano, velocità di movimento, etc.) che non riesce a essere riprodotto durante la penetrazione. A ciò si aggiunga un fattore strettamente psicologico che può essere legato ad una scarsa attrazione sessuale o ad un ridotto attaccamento affettivo nei confronti della partner. I farmaci contro il deficit erettivo (inibitore PDE5), a monte del benefico effetto prodotto, hanno sovente come effetto secondario quello di ritardare l’eiaculazione e quindi l’orgasmo.


La pratica clinica mostra che, escludendo i casi in cui l’eiaculazione ritardata non è causata da diabete, assunzione di droghe o farmaci, una buona percentuale degli uomini che soffrono di tale disturbo non sono sessualmente attratti dalla propria compagna e, in casi limitati, il ritardo dell’eiaculazione è un modo di aggredire passivamente una compagna verso la quale si prova rancore. Molti di questi uomini, per propri problemi di bassa autostima o altro, si sono impegnati in rapporti o matrimoni senza provare una decisa attrazione sessuale per la partner. Una volta “incastrati” nella relazione, i soggetti realizzano lucidamente la situazione e questo causa la disfunzione sessuale. Con altre donne diverse dalla compagna è quasi certo che i medesimi soggetti non abbiano alcun problema relativo ai tempi e al controllo dell’eiaculazione.


EISODOFOBIA. Timore eccessivo ed ossessivo della deflorazione che può riguardare sia gli uomini che le donne, in genere conseguente alla paura stessa del dolore che si può provare in tale frangente, paura ingigantita da racconti uditi da altri o per paura generalizzata del sesso. ¶ Dal gr. eisodos, entrata.


Il significato del dolore come messaggio è essenzialmente emotivo. Infatti le intense emozioni sessuali che possono precedere e/o seguire il dolore, la lacerazione e il sanguinamento dell’imene durante il primo rapporto completo, possono generare forti sentimenti distintivi in e da ognuno dei membri della coppia. Come conseguenza generale, sembra che il dolore della deflorazione, come quello del parto, possa avere implicazioni comportamentali, nel senso che esso contribuisce ad accrescere la stabilità della connessione tra i partners e quindi, indirettamente e in ottica evoluzionistica, il benessere e anche la sopravvivenza della futura prole. (Maul, 2007)


EJECT & EXPLAIN (E&E). Per la seduction community, allontanamento volontario dal partner compiuto non prima di avergli spiegato i motivi della rottura del rapporto così che egli possa capirne le ragioni e sistemare i problemi. L’E&E, detto anche eject-with-explanation (EwE) è una mossa relazionale che non interrompe definitivamente il legame di coppia e, per quanto rischiosa, è compiuta affinché il partner torni indietro senza i difetti precedenti.


ELASTRATOR. Sin. di banding. ¶ Dall’ing. elastic, elastico + castrator, castratore.


ELETTRA, complesso di. Corrispettivo femminile del complesso di Edipo, introdotto dall’analista Carl G. Jung (1875-1961). ¶ Dal nome della figlia di Agamennone e Clitemnestra che vendicò il padre uccidendo, insieme al fratello Oreste, la madre e il di lei amante Egisto.


ELETTROFILIA. Attrazione spiccata per le attività sessuali che comportano l’utilizzo di dispositivi somministranti scariche elettriche, come ad esempio la violet wand. Si tratta di una parafilia tipicamente inscritta nelle pratiche di elettrotortura.


La violet wand è il meglio. Io ho programmato di comprarne presto una. Ho visto una ragazza uscire di testa con sta roba scaricando elettricità sul suo clitoride... La mia ex l’ha provata su di me, alla base della spina dorsale... wow: sono stato messo letteralmente in ginocchio. Grande sballo. Un po’ costosa, però... [...] Sono anche curioso degli elettrostimolatori [TENS] ma non ho avuto la possibilità di giocare con uno di essi” (Link)


ELETTROTORTURA. Nell’ambito del torture play, insieme delle attività sessuali nelle quali la tortura è realizzata tramite scariche elettriche sul corpo.


ELITROSTOMIA. Termine che descrive l’idea errata ma popolare, derivata da vetuste teorie fisiognomiche, secondo la quale la forma della bocca di una donna può riflettere le dimensioni della sua vulva. → cheilocunnidipia. ¶ Dal gr. elytron, vagina (in medicina) + stoma, bocca.


EMATOFILIA. Attrazione per il sangue e per le pratiche sessuali che comportano emissioni ematiche (blood play). Nella maggior parte dei casi l’ematofilo non agisce come un aggressore ma si relazionerà con persone che condividono la stessa attrazione per il sangue, che diventerà quindi parte integrate dei giochi erotici. Tali attività possono anche comprendere l’ematofagia, cioè l’ingestione di liquido ematico, configurando l’ematofilia come una variante dell’antropofagofilia in cui la carne è sostituita dal sangue, considerato dal parafilico come essenza del vivente al quale è sottratto. L’ematofilia può essere inscritta in un quadro comportamentale particolarmente inusuale nel quale un soggetto realizza uno stretto riferimento fra sangue e vampirismo. In questo caso, trovando a tal punto affascinante il personaggio di fantasia noto come Dracula (descritto da Bram Stoker nell’omonimo romanzo del 1897), il soggetto farebbe propri alcuni dei tratti fisici e comportamentali del vampiro. In ambito sessuale questa tendenza si declina nell’esercizio di una sottile seduttività (che vorrebbe essere magicamente magnetica), nell’uso di un abbigliamento consono e sovente nell’ingestione di sangue di un partner consenziente che condivide l’eccitazione sessuale legata a tale pratica. Questa forma di vampirismo sessuale, a differenza della sindrome di Renfield, manca della componente delirante, cioè l’individuo, per quanto affascinato dal personaggio del vampiro ed eccitato dalla visione del sangue, rimane capace di distinguere la realtà dalla fantasia e soprattutto cerca il consenso del partner. Più spesso questa forma di vampirismo si realizza solo tramite fantasie che non trovano realizzazione pratica. In generale il vampirismo di matrice gotica rimane legato a una visione romantica del rapporto sessuale ma in altri casi s’interseca con attività sadomasochistiche. Le pratuche che implicano l’emissione e il contatto con il sangue sono da considerarsi attività di sesso non sicuro. ¶ Dal gr. haima,-atos, sangue.


Quando ero giovane, circa a 13 anni, ho iniziato a tagliarmi quando mi sentivo giù. Questa è la ragione originale. Cresciuta, ho capito che mi piaceva vedere uscire il sangue. Mi piace la sensazione quando sgocciola ma non mi sono mai tagliata così profondamente. Non lo associo più con la tristezza o il dolore. Non è più uno sfogo. [...] Ho lasciato perdere la cosa per un po’ per la paura di essere scoperta. Recentemente ho letto del blood paly e ne ho parlato con il mio ragazzo. Lui è un tipo di mentalità abbastanza aperta così ha lasciato che lo tagliassi. Gli ho inciso alcuni disegni e ho guardato il suo bellissimo sangue rosso scuro sgocciolare dalla ferita. Poi lui ha inciso un piccolo disegno sul mio seno e il mio sangue più chiaro è uscito delicatamente. L’attesa, l’adrenalina, la sensazione del sangue sotto le mie dita...” (Link)

 

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