XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

ASFISSIOFILIA. Variazione anche nota come strangolamento erotico, o ipossifilia. Eccitamento, nel comportamento o nella fantasia, per pratiche sessuali che riducono la quantità di ossigeno che giunge al cervello; lo stato d’ipossia aumenterebbe la percezione del piacere durante l’orgasmo. Le attività dell’asfissiofilia vengono in genere praticate tramite l’autostrangolamento (asfissia autoerotica o autoasfissiofilia) o avvalendosi dell’aiuto di un partner sessuale: quest’ultimo deve evitare che il soggetto giunga a perdere i sensi per mancanza d’ossigeno. Per ottenere l’ipossia possono essere utilizzati i più diversi mezzi: strangolamento con le mani, sacchetti di plastica in cui viene infilata la testa, corde o sciarpe. Tale parafilia è stata documentata fin dal XVII secolo e fu usata come trattamento per il deficit erettivo poiché si era osservato che i maschi che erano stati giustiziati tramite impiccagione presentavano sovente un’erezione terminale. Tale parafilia è spesso correlata alle pratiche di bondage e al travestitismo ma non è prevalente in ambiente omosessuale più di quanto lo sia in quello eterosessuale. Va rimarcata la pericolosità dei giochi erotici che comportano ipossia; l’asfissiofilia è, fra tutte le pratiche sessuali, quella che causa statisticamente più decessi. Nella quasi totalità dei casi si tratta d’incidenti avvenuti per l’incapacità di riconoscere il momento d’interrompere il gioco sessuale e consentire la riossigenazione del cervello. Ufficialmente negli USA sono morte 1.214 persone per pratiche sessuali connesse all’asfissiofilia, la maggior parte di esse erano maschi adolescenti (dato 2004). Il numero globale è probabilmente più alto, in quanto la dinamica di questo genere di decessi tende ad essere messa a tacere dai parenti, i quali scoprono con sorpresa e imbarazzo il segreto gioco sessuale del familiare. ¶ Dal gr. α + sphyksis, senza polso, cioè deceduto.


“ […] e quindi la ragazzina che pensavo fosse la mia innamorata annegò mentre nuotava al mare e da allora iniziò il mio fascino per il mondo dell’asfissia. Ero solito sedermi e provare ad immaginare il suo corpo nudo finire sott’acqua e mi chiedevo come ci si sentisse ad annegare. Iniziai a sognare, mentre dormivo, di nuotare sott’acqua e di annegare, e di nuotare come un pesce senza bisogno di nessuna riserva d’aria: potevo però guardare nuotare e vedere le altre persone, in genere ragazzine, che annegavano. Quindi iniziai a masturbarmi…” (Money, 1988)


ASFR. Acr. di Alt.Sex.Fetish.Robots, nome del newsgroup, ora chiuso, sul quale si scambiavano idee i primi androidisti, o ASFRiani, che ebbero la possibilità tramite internet di condividere idee e materiale relativo ai loro gusti sessuali. La sigla divenne anche sin. stesso di tecnofilia.


ASINAFISMO. Eccessiva distanza del clitoride dall’ostio vaginale che, durante il coito, impedisce alla parte dorsale del pene di esercitare una frizione contro il clitoride stesso. Il problema è relativo, in quanto il clitoride è un organo per lo più interno a forma di Y rovesciata, i cui rami della biforcazione decorrono internamente ai lati della vulva, quindi la penetrazione stimola comunque la parte del clitoride interna al corpo. ¶ Dal gr. α + synaphe, senza connessione, disgiunto.


ASINODIA. Incapacità di consumare il matrimonio. ¶ Dal gr. α + synodos, senza congiungimento.


ASP. Acr. di Adult Service (o Sex) Provider. Individuo o società che offre servizi sessuali per adulti. L’ASP può mettere in contatto un cliente con una escort, con spogliarelliste, con gestori di sex club o con altri professionisti o amatori connessi al mondo del sesso. L’ASP è un servizio legale che non va confuso con l’operato di un protettore. Molti portali internet a tema sessuale sono ASP in quanto consentono al fruitore di entrare in contatto con privati per scambio di coppie, incontri e altro. ¶ Ing.: Fornitore di Servizi (o Sesso) per Adulti.


ASPERMIA PSICOGENA. Incapacità, su base psicologica, di eiaculare. Essa comporta anorgasmia sovente associata a detumescenza del pene in vagina. Può dipendere da un distacco affettivo dal partner, da un’incapacità a concedersi, a lasciarsi andare o, in alcuni casi, da un’inconscia tendenza masochistica a essere respinti dal partner. ¶ Dal gr. α + sperma, senza seme.


ASS PLAY. Insieme di attività sessuali che implicano, tramite penetrazione o pratiche differenti, la stimolazione del retto, dell’ano e della zona perianale. ¶ Ing.: gioco con il culo.


ASTA DI SCHIAVI. Gioco sessuale di gruppo, legale e consensuale, organizzato in locali o club di indirizzo sadomasochistico. In tale pratica, alcune persone si prestano a impersonare gli schiavi che vengono battuti all’asta e venduti al miglior offerente, quest’ultimo può praticare sesso con lo schiavo “acquistato”. Nelle aste non viene usato del vero denaro in modo da non incorrere nel reato di induzione alla prostituzione; i locali in cui vengono praticate le aste pongono delle regole specifiche che impediscono, in linea di principio, di avere un rapporto sessuale completo.


ASTENOBLISSI. Eiaculazione in cui il volume del seme emesso è molto limitato. ¶ Dal gr. astenos, debole + blyzo, zampillare.


ASTENOFILIA. Attrazione selettiva per coloro che non sembrano dimostrare una grande vigoria sessuale, verso persone emaciate e deboli ma anche, in una forma passiva della stessa parafilia, eccitazione per propri stati di debolezza, per un’immagine di sé come persona debole, malata e non autonoma. → anaclitismo; stenofilia; cratofilia. ¶ Dal gr. astheneia, mancanza di forza.


Da uno studio condotto dalla Wilkes University in Pennsylvania, risulterebbe che coloro che fanno sesso almeno due volte a settimana mostrerebbero un aumento del 30% degli anticorpi immunoglobuline A nel sangue, le quali migliorano il sistema immunitario dell’individuo.


ASTIFIA. Sin. di impotenza. ¶ Dal gr. α + stiphos, senza compattezza.


ASTINENZA SESSUALE. Rinuncia a qualsiasi pratica sessuale. L’astinenza può essere volontaria, se autoimposta per seguire precetti igienici, religiosi o morali, oppure involontaria se imposta da cause esterne o inconsce. Si distingue dalla continenza e in parte anche dalla castità.


Esiste una correlazione inversa fra la lunghezza del periodo di astinenza sessuale e la motilità degli spermatozoi: un’astinenza che si protragga per più di 6-7 giorni aumenta la probabilità per l’uomo di eiaculare spermatozoi meno mobili e con difetti nella coda; un periodo di astinenza che possa comunque garantire salute allo sperma è di 4-5 giorni.


ASTISIA. Sin. di impotenza. ¶ Dal gr. α + stuo, non virile.


ASTRINGENTE VAGINALE. Sostanza che tonifica la mucosa della parete vaginale, ripristinando in parte l’elasticità della vagina in donne che hanno raggiunto una certa età o che hanno avuto parti naturali. La ritonificazione del tessuto vaginale aumenterebbe il fenomeno di frizione durante la penetrazione e quindi il piacere durante il rapporto sessuale. Tuttavia si ricorda che un effetto astringente sui tessuti vaginali non è equivalente a una vagina più stretta, quest’ultima ottenibile, parzialmente, solo tramite chirurgia plastica.


Utilizzando gli astringenti vaginali, per come pubblicizzato dai alcuni produttori, “ogni volta sarebbe come la prima volta”. Pur non essendo certi che una donna voglia esattamente provare le stesse sensazioni fisiche della prima volta, è utile sapere che la maggior parte degli astringenti vaginali usano come principio attivo il solfato d’alluminio, un astringente usato per limitare la sudorazione che, se utilizzato per diverso tempo o in dosi abbondanti, può generare reazioni irritative. L’aggiunta di glicerina nella maggior parte dei prodotti astringenti può letteralmente nutrire il fungo Candida Albicans (candidosi). L’effetto astringente può essere ottenuto in maniera più naturale, ma sempre previo consiglio medico, tramite docce vaginali a base di Hamamelis Virginiana (comunemente nota come Amamelide o Nocciolo d’America) oppure Achillea Millefoglie.


ASTUCCIO PENIENO. Guaina adatta a fasciare e proteggere il pene, usata soprattutto fra alcune popolazioni primitive. Gli astucci penieni vengono anche venduti come oggettistica sessuale, prodotti in cuoio o gomma, con dimensioni più piccole del pene medio in erezione in modo da procurare dolore nel momento dell’eccitazione; si tratta di prodotti tipici dell’ambito BDSM.


ATICTIA. Sin. desueto di sterilità. ¶ Dal gr. α + tikto, non genero.


ATLETISMO SESSUALE. Vedi ipererotismo.


ATM. Anche A2M. Acr. del gergale Ass to Mouth per indicare una scena in cui un uomo, impegnato in un rapporto anale, toglie il proprio pene dal retto della partner per introdurlo nella bocca di quest’ultima. Una variante del ATM sarebbe l’ATOGM (Ass To Other Girl’s Mouth) in cui, in un triangolo sessuale, un uomo toglie il pene dal retto di una donna per introdurlo nella bocca di un’altra donna. ¶ Ing.: dal culo alla bocca.


ATP. Anche A2P. Acr. del gergale Ass To Pussy. Nell’ambito della pornografia, scena che prevede la penetrazione anale e una penetrazione vaginale subito successiva. Si ricorda che la penetrazione vaginale seguente ad una anale senza detersione del pene può facilitare la trasmissione d’infezioni batteriche e virali. ¶ Ing.: dal culo alla figa.


ATTARDAMENTO EROTICO. Atteggiamento sessuale caratterizzato da un’eccessiva dilatazione del tempo dedicato ai preliminari, attuato per evitare la penetrazione che, per qualche motivo, è temuta.


ATTIVO. Detto di persona che, in un rapporto sessuale, stimola l’azione per raggiungere lo scopo dell’istinto, in opposizione al membro passivo che si lascia guidare dal primo. Il luogo comune vuole che nella coppia eterosessuale il ruolo attivo sia assunto dal maschio e quello passivo dalla femmina; questo medesimo modello, poco realistico, viene proposto anche per le coppie omosessuali, nelle quali si tende sempre a voler rintracciare l’elemento attivo (che incarna lo stereotipo maschile) e quello passivo (in rappresentanza della donna), il che rende psicologicamente di più facile assimilazione l’idea di omosessualità in quanto ricondotta a qualcosa di noto. Pare altresì riduttivo ricondurre il dualismo attivo-passivo alla dinamica penetrante-penetrato, poiché la comune esperienza insegna che la donna o l’uomo che accolgono il pene non necessariamente subiscono il movimento del partner ma possono generarlo, così come ricercare attivamente un atto sessuale che li vedrà in un ruolo ritenuto passivizzante. Non tutto il sesso è di tipo penetrativo e certe pratiche sessuali difficilmente possono essere ridotte al binomio attivo-passivo (es. bacio alla francese). Se pur vero che in passato, nelle coppie eterosessuali, l’uomo guidava in maniera quasi univoca il rapporto, attualmente è più logico ritenere che nel rapporto sessuale, in base alle circostanze, la persona possa decidere di governare l’azione o di farsi guidare. In ogni caso, nella decisione consapevole di assumere un ruolo non-attivo, se proprio di ruolo occorre parlare, vi è un’impronta attiva data dalla volontà di raggiungere uno scopo tramite l’atteggiamento passivo. Sicché, a dispetto dell’impressione più immediata, si può dire che in ogni rapporto sessuale che non si configuri come abuso, i partecipanti agiscano tutti in modo attivo. ¶ Dal lat. activus che traduce il gr. praktikos derivato da prasso, fare.


ATTO OSCENO. Secondo la giurisprudenza italiana, l’atto osceno, punito dall’art. 527 del codice penale, è qualsiasi manifestazione di concupiscenza, sensualità, inverecondia sessuale, compiuta su altri o su se stesso, che offende così intensamente il sentimento della morale sessuale e il pudore, da destare, in chi possa assistervi, disgusto e repulsione. Tale definizione ovviamente rinvia a norme sociali extragiuridiche mutevoli nel tempo: la percezione di ciò che è offensivo dovrebbe essere commisurata ad una persona media, né troppo pudica né troppo liberale. Affinché sussista reato, l'atto deve essere commesso in un luogo pubblico o quantomeno in un luogo che possa essere visto dall’esterno anche se non di accesso pubblico (es. in macchina). Il reato è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni, pena che aumenta di un terzo nel caso il reato venga compiuto ai danni di persona con handicap. Se il fatto avviene per colpa, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria che può arrivare ad ammontare a trecentonove euro.


AULOFOBIA. Timore irrazionale di qualsiasi strumento simile a un flauto, per la sua associazione inconscia al pene. ¶ Dal gr. aulos, strumento musicale formato da un tubo di legno al quale si adattava un’imboccatura a forma di piccolo bulbo allungato.


AURICOLOFILIA. Attrazione parzialistica per l’orecchio, che per alcuni è una riconosciuta zona erogena. ¶ Dal lat. auricula, dim di auris, orecchio.


Ciao, anche io amo le orecchie e ne vado davvero matto. Mi piace toccarle, accarezzarle ed anche leccarle. Per me anche il cerume ha un buon odore. Sono contento di sapere che non sono il solo in questo. Non so proprio spiegarmi questa mia ossessione per le orecchie. La mia ragazza non sopporta che le bacio le orecchie e lei pensa che quando le mordicchio le orecchie è proprio come se ci facessi l’amore” (Link)


I primi cristiani credevano che una vergine potesse essere fecondata attraverso l’orecchio, quindi non solo l’esposizione dell’orecchio divenne qualcosa di erotico ma vi fu una repentina diffusione di tessuti adatti a coprire il padiglione auricolare. Questa tuttavia non era la prima connessione fra l’orecchio e il sesso, in quanto già nell’antico Egitto alle adultere veniva mozzato il padiglione auricolare. Oggigiorno, soprattutto in Nigeria, una sensibile percentuale di prostitute riferisce che diversi clienti chiedono di puntare il proprio pene nel loro orecchio come se potessero penetrarlo.


AUTAGONISTOFILIA. Eccitamento sessuale, nel comportamento o in fantasia, derivante dall’idea di essere osservati o filmati in situazioni sessuali. Si tratta di una parafilia esibizionistica ma in questo caso il soggetto agisce in maniera un po’ più indiretta, facendo in modo di essere sorpreso da un osservatore, per esempio lasciando aperta la porta del bagno mentre e nudo. L’autagonistofilia soddisfa la pulsione tramite un compromesso: la persona si mostra nuda o in atti sessuali ma prende le distanze dalla cosa tramite il sotterfugio della non volontarietà dell’evento. In una forma meno occulta della stessa parafilia, il soggetto, dai tratti più esibizionistici, accetta volontariamente di essere ripreso o fotografato nudo o durante atti sessuali. ¶ Dal gr. autos, se stesso + agonistes, attore principale.


AUTASSASSINOFILIA. Condizione parafilica nella quale l’eccitamento sessuale dipende dall’immaginare o dall’inscenare masochisticamente il proprio assassinio. Il soggetto può semplicemente fantasticare l’atto o giungere a pagare qualcuno perché reciti la parte dell’assassino. In genere il soggetto non desidera e non trova eccitante la propria morte in sé ma piuttosto la paura di morire (fobofilia) oppure masochisticamente è eccitato dal percepirsi come vittima. Questa pratica può risultare molto pericolosa nella misura in cui il soggetto si fa percuotere violentemente nel tentativo di creare una situazione più vicina possibile all’omicidio. In rari casi, documentati, l’autoassassinofilo è riuscito a entrare in contatto con una persona la cui fantasia elettiva era l’omicidio a sfondo erotico (erotofonofilia) e a mettere realmente in pratica il proprio estremo sogno sessuale. ¶ Dal gr. autos, se stesso + assassino.


Nel 1996, Sharon Rina Lopatka, imprenditrice di Hampstead (Maryland) nata nel 1961, si mise al computer navigando su siti di pratiche di sesso estremo, decisa a trovare un uomo che volesse torturarla e poi ucciderla. Dopo alcuni contatti rivelatisi poco seri, Sharon conobbe Robert Frederick Glass, un analista informatico del North Carolina. Incontratisi il 16 ottobre per realizzare la loro complementare fantasia sessuale dopo un assiduo scambio di email, Glass torturò la donna per diversi giorni e quindi la strangolò usando una corda di nylon, come concordato preventivamente. Glass fu condannato a 53 mesi di carcere con le attenuanti per la natura consensuale dell’omicidio e a 26 mesi aggiuntivi per possesso di materiale pedopornografico. Il 20 febbraio 2002, due settimane prima della scarcerazione, l’uomo morì per attacco cardiaco.


AUTISMO SESSUALE. Loc. sinonimica impropria di autoerotismo, soprattutto riferita alle pratiche e alle pulsioni sessuali della prima infanzia centrate sulle reazioni del proprio corpo e prive di fantasie in cui il sesso assume un valore socializzante.


AUTOCHEIROERASTIA. Masturbazione praticata con la mano. ¶ Dal gr. autos, proprio + kheir –os, mano + erastes, amante.


AUTOCINETOFILIA. Parafilia feticistica di coloro che provano un’attrazione sessuale nei confronti delle automobili. Si tratta di una rara variazione sessuale non del tutto incomprensibile se si considera come le auto vengano sessualizzate dai media pubblicitari e di come sia comune la pratica di attribuire loro un nome femminile. L’autocinetofilo, tuttavia, si spinge oltre, masturbandosi mentre osserva direttamente le auto o immagini di esse o, più sovente, realizzando una collezione feticistica di automobili da toccare o all’interno delle quali fare sesso. ¶ Dal lat. moderno, autocinetum, automobile.


Chris, 28 anni, ha un proprio sito internet dedicato al proprio feticismo e sostiene di essere in contatto con almeno 500 persone con il medesimo feticismo, incluse delle donne. Fra le persone incontrate in rete, almeno 20 gli hanno portato la propria macchina affinché lui facesse sesso con essa; alla maggior parte di quelle persone piace anche riprendere le imprese sessuali del feticista e contemporaneamente masturbarsi. “Quando ero un ragazzino ero solito vedere delle qualità umane nelle macchine. Quando sono cresciuto, ho notato che provavo qualcosa per le automobili e che loro iniziavano a catturare il mio sguardo in qualche modo. [...] Mi sono interessato veramente a loro quando ho avuto la prima che ho davvero amato, una Peugeot 205 blu che ho chiamato Laura [...] Sono stato sempre onesto riguardo al mio feticismo con i miei partners, sia maschi che femmine, e solo una ragazza è stata gelosa. Attualmente sono impegnato in una relazione a lungo termine e non potrei essere più felice” (Link)


AUTOERASTIA. Sin. di autoerotismo. ¶ Dal gr. autos, se stesso + erastes, amante.


AUTOEROTISMO. Dimensione psicofisica di ricerca di sensazioni e/o emozioni sessuali sulla propria persona. Non è un esatto sinonimo di masturbazione, poiché quest’ultima è la dimensione prettamente fisica dell’autoerotismo.


AUTOFAGIA. Forma di antropofagia autodiretta, nella quale un soggetto mangia parti del proprio corpo, in genere in forma vicariante come se parti di sé rappresentassero parti di altre persone desiderate. L’autofagia può anche essere specchio di una psicosi dominata dall’idea delirante di incorporare parti di sé per evitare di perderle, cercando quindi di superare in questo modo l’angoscia della disgregazione del Sé, tipica della psicosi. → antropofagofilia. ¶ Dal gr. autos, se stesso + phago, mangiare.


Krafft-Ebing (1886) riportò il caso di un ragazzo che fantasticava di divorare una giovane donna, ma non riuscendo ad avvicinarla, iniziò a recidere parti della propria pelle e a mangiarle, cosa che gli procurava l’orgasmo.


AUTOFELLAZIO. Vedi fellazio.


AUTOFETICISMO. Attrazione elettiva e marcata verso una determinata parte del proprio corpo ritenuta altamente erotica e quindi investita di particolare attenzione, alcune volte anche in forma morbosa. → feticismo.


Spesso, quando mi spoglio davanti allo specchio, noto quanto il mio seno sia bello. La vista delle mie tette che riempiono la coppa del mio reggiseno è già sufficiente per farmi venire voglia di venire [...] Mi sdraio sul mio letto, sfrego il vibratore sui capezzoli e poi scendo, immaginando fantasie elaborate nelle quali delle persone ammirano il mio seno [...] la cosa rappresenta il mio potere sessuale” (Florens, 2008)


AUTOFILIA. O egolatria. Amore smisurato per se stessi. È lo specchio di un disturbo narcisistico severo che può portare il soggetto al disinteresse sessuale per gli altri, percepiti come “non all’altezza”, e alla ricerca di partner estremamente belli, socialmente noti o inarrivabili. In molti casi l’autofilia si associa a una spiccata antisocialità (psicopatia), a un’empatia quasi nulla per i partner e alla tendenza a relazionarsi con questi ultimi come oggetti sessuali da manipolare senza alcun rimorso. ¶ Dal gr. autos, se stesso.


AUTOGINEFILIA. Tendenza, nell’uomo, ad essere sessualmente eccitati dal pensiero o l'immagine di sé come donna. È una parafilia tipica del maschio transessuale. ¶ Dal gr. autos, se stesso + gyne, donna. Termine coniato nel 1989 dallo psicologo Ray Blanchard.


AUTOMASOCHISMO. Variante autoerotica del masochismo in cui il piacere sessuale dipende dalla somministrazione di dolore e umiliazioni su se stessi. Forme note di automasochismo sono: autofagia, autobondage (bondage), autocateterizzazione (cateterofilia), autocrocifissione, automarchiatura (branding), autoamputazione, apotemnofilia, asfissiofilia, autassassinofilia, autoflagellazione(fustigazione), sergeismo, binding, corsetting, stigmatofilia, traumatofilia. Molte fra le persone che praticano queste attività hanno una bassa autostima, percepiscono profondi sensi di colpa, depressione, autodenigrazione, difficoltà a verbalizzare le proprie emozioni, sovente provengono da famiglie problematiche o sono legati a partner abusanti e/o distanti. Fra essi, coloro che arrivano a ferirsi in maniera profonda o a mutilarsi di parti del corpo (genitali, arti, etc.) presentano spesso tratti psicotici. I motivi per cui un soggetto sceglie di agire in maniera automasochistica possono essere diversi: ottenere amore e attenzione, controllare la propria aggressività, ridurre la tensione, porre fine a uno stato di depersonalizzazione. I soggetti che s’infliggono compulsivamente dolore e danno fisico sembrano seguire un pattern in cinque stadi: 1) evento precipitante, ad esempio la perdita di una relazione significativa; 2) aumento dello stato depressivo; 3) tentativi di prevenire l’atto automasochistico; 4) compimento dell’atto automasochistico; 5) liberazione dalla tensione. L’automasochismo può anche essere definito autosadismo.


AUTOMUTILAZIONE. Forma di autolesionismo estremo, rara anche in ambito SM, nella quale il soggetto si amputa una parte del corpo (pene, testicoli, seno, etc.) seguendo una pulsione automasochistica o al fine di far corrispondere il proprio corpo all’immagine mentale che il soggetto ha dello stesso, come avviene nel caso del BIID (vedi nota in apotemonfilia). → banding; castrofilia.


AUTONECROFILIA. Condizione nella quale il focus dell’eccitazione e del piacere sessuale sono relativi al fantasticare di essere dei cadaveri o, durante il rapporto, di fingersi morti. La staticità che comporta l’autonecrofilia fa supporre che alla base ci sia il desiderio di evitare d’iniziare il rapporto sessuale e mantenere un ruolo estremamente passivo, probabilmente per un profondo senso d’inadeguatezza verso il partner e, per estensione del concetto, verso la sessualità condivisa. L’autonecrofilia può essere associata a masochismo e a pratiche di bondage estremo (mummificazione). ¶ Dal gr. autos, se stesso + nekros, morto.

 

AUTONEPIOFILIA. Sin. di infantilismo. ¶ Dal gr. autos, se stesso + nepios, bambino.


AUTOPEDERASTIA. Pratica che consiste nell’inserire il proprio pene nel proprio ano. L’ano viene lubrificato e i testicoli vengono spostati sul fianco, quindi il pene semieretto viene spinto nell’ano. Tale pratica può essere compiuta solo da soggetti che possiedono un pene particolarmente lungo; l’eiaculazione non è considerata possibile data la posizione e la detumescenza del pene. Alcuni soggetti riescono a infilare i propri testicoli nell’ano, lasciando fuori il pene. ¶ Il lemma riprende l’uso improprio del termine pederastia come sin. di sodomia.


AUTOPEDOFILIA. Sin. di infantilismo. ¶ Dal gr. autos, se stesso + pais, paidos, bambino.


AUTOSADISMO. Sin. di automasochismo.


AUTOSCOPOFILIA. Tendenza voyeuristica a trovare eccitante la possibilità di potersi guardare mentre si fa sesso, riflessi da uno specchio, fotografati o ripresi. In genere l’autoscopofilia rivela nel soggetto una predisposizione al sesso impersonale, cioè alla capacità di godere del sesso senza eccessive implicazioni affettive o prendendo le distanze da esse. ¶ Dal gr. autos, se stesso + skopeo, vedere.


Avevamo messo a fianco del letto un grosso specchio di quelli con le cornici spesse che i suoi avevano in casa. Lo avevamo appoggiato alla sedia e siccome lo specchio era abbastanza alto ci si poteva specchiare stando sul letto. In pratica è come se stessi guardando un porno dove reciti tu. In effetti lei non era molto a suo agio, l’ho anche dovuta un po’ convincere. Però anche io... Il fatto è che finisci più a guardare l’immagine riflessa che te o lei. Ti guardi anche i tuoi difetti! A un certo punto lei mi fa: ‘Cosa significa guardarmi là se hai la possibilità di guardarmi direttamente?’. In parte aveva anche ragione, però non ha colto in pieno il senso della cosa, no?!” (t.r.a.)


AUTOSESSUALITÀ. Sin. di autoerotismo.


AVANCE. Approccio, proposta amoroso-erotica. Con la loc. ‘fare un’avance’ s’intende un tentativo, in genere solo verbale, atto a sondare la disponibilità dell’altro. ¶ Dal fr. avancer, avanzare.


AVISADISMO. Forma di zoosadismo nella quale il piacere sessuale è ottenuto torturando un volatile o, più spesso, tramite una violenza sessuale compiuta su di esso (avisodomia). L’atto viene compiuto penetrando con il pene la cloaca dell’animale e contemporaneamente strangolando o decapitando il volatile in modo che questo abbia una reazione nervosa di contrazione dello sfintere anale che accrescerebbe così il piacere del sadico. ¶ Dal lat. avis, uccello.


Krafft-Ebing (1886) riportò il caso di un trentenne ricercato da tempo per l’uccisione di galline con le quali aveva copulato. L’uomo si difese sostenendo di avere un pene troppo piccolo per poter andare con una donna. Successivi accertamenti confermarono che i genitali dell’uomo erano estremamente piccoli. L’uomo, peraltro, risultava psicologicamente equilibrato.


AVVENTURA. Episodio sentimentale o sessuale di poca importanza, frivolo e di breve durata. Nella loc. avventura sentimentale, l’accento viene posto sul valore emotivo di una vicenda comunque di breve durata, mentre con avventura sessuale si sottolinea la valenza carnale e in genere si fa riferimento implicitamente ad un avvenuto rapporto sessuale completo. La locuzione avventura galante, ormai desueta, è più vaga e non pone un’esatta distinzione fra l’elemento emotivo e quello sensuale dell’episodio.


AVVENTURIERO. Chi conduce una vita sentimentale equivoca, alla ricerca di relazioni frivole o di partner di cui spesso vengono sfruttati gli averi.


AVVERSIONE SESSUALE, disturbo da. Evitamento attivo del contatto sessuale genitale con un partner, dovuto a disgusto, ansia e timore. L’avversione può essere focalizzata su un particolare dell’esperienza sessuale (penetrazione, secrezioni, aspetto dei genitali, etc.), può arrivare all’evitamento dei preliminari e si esprime con un’ansia moderata fino a giungere a veri e propri attacchi di panico. Le relazioni interpersonali possono essere gravemente compromesse da questo disturbo: chi ne soffre escogiterà diversi modi per evitare di trovarsi nelle situazioni temute, ad esempio rifuggirà situazioni mondane per privilegiare la famiglia, il lavoro o, contemporaneamente, potrebbe trascurare il proprio aspetto fisico. Il disturbo da avversione sessuale può insorgere, soprattutto in quei soggetti già inclini a disturbi d’ansia e fobie, a causa degli atteggiamenti genitoriali negativi verso il sesso, da confusione circa la propria identità sessuale, da traumi sessuali pregressi o da continue pressioni psicologiche subite durante una relazione.


Sono otto anni che sono sposata e ho una figlia. Il pensiero del sesso per me è, come dire, repellente e non ho più interesse a farlo. Mi vengono i brividi quando mio marito mi tocca anche in zone che non sono intime. Si chiederà come ho avuto una figlia. I primi anni del matrimonio ho fatto sesso perché sapevo che per *** era importante ma io già non ero interessata anche se al tempo non ne ero disgustata. Col tempo le cose sono peggiorate. Alla fine ho chiesto a mio marito di smetterla di chiedermi di fare sesso, cosa che mi fa sentire in colpa nei suoi confronti ma allo stesso tempo mi fa stare meglio. Il fatto è che temo che il mio matrimonio finisca male” (t.r.a.)


AVVERSIONE SESSUALE, terapia di. Tecnica psicoterapeutica che mira a rimuovere nel paziente alcune pulsioni sessuali indesiderabili connotandole negativamente tramite l’associazione con sensazioni e ideazioni sgradevoli.   


AXILLISMO. Pratica sessuale che vede l’utilizzo del cavo ascellare per giochi erotici, di norma per la stimolazione del pene che viene frizionato fra il tronco e il braccio, nella zona ascellare del partner. → mascalofilia. ¶ Dal lat. axilla, ascella.


Sono al settimo cielo perché credevo di poter perdere la mia ragazza e invece lei ha dimostrato di accettare la mia fissa. È successo che qualche mese fa... Lei, lavorando al mio PC, mi ha beccato le foto delle ascelle [il soggetto intende fotografie erotiche del cavo ascellare di modelle femminili scaricate da internet]. Il peggio è che c’erano anche quelle con le eiaculazioni nelle ascelle e quelle delle scopate [sempre nel cavo ascellare], le mie preferite. Alla fine ho dovuto dire tutto. Lei mi ha dato del matto e poi è tornata dopo un po’ dicendo che se volevo in futuro potevo aiutarla a radersi le ascelle... e pure sotto! Adoro quella donna!” (t.r.a.)

 

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Text copyright © Alessandro Pedrazzi 2010 - All rights reserved
I punti di vista espressi nel testo sovrastante sono quelli dell’autore. Le informazioni mediche contenute in questo testo non possono essere intese con finalità diagnostica e non costituiscono un’alternativa alla consulenza offerta da un professionista del settore. Qualsiasi marchio registrato, immagine o prodotto citato o rappresentato nel testo appartiene alla società o alla persona fisica che ne detiene i rispettivi diritti legali.

 

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