XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

AMFISESSOFILIA. Sin. di bisessualità. ¶ Dal gr. amphi, entrambi.


AMICHESI. Pratica o atto di graffiare con le unghie la schiena o altra parte del corpo del partner durante il sesso. ¶ Dal gr. amuke, graffiamento.


Al mio uomo piacciono le mie unghie lunghe e a me piace graffiarlo. La coppia perfetta, no?! Be’ non è che lo graffio pesantemente, però sì. Una volta gli ho lascito i segni dietro le spalle con tanto di crosticine. Come se fosse un marchio, in effetti. D’altronde sono sia gelosa che possessiva” (t.r.a.)


AMIXIA. Divieto, per legge o tradizione, di contrarre matrimonio con persone che non appartengono alla propria nazione, razza o casta, onde evitare l’incrocio genetico. ¶ Dal gr. α + mixis, senza mescolanza.


AMLETO, complesso di. Complesso edipico allargato, tipico dei tempi moderni in cui al classico triangolo famigliare (madre, padre, figlio) si viene a sostituire una sorta di poligono familiare specchio dei nuovi assetti della famiglia allargata, per esempio come accade nel caso di genitori divorziati. La vicenda dell’Amleto di Shakespeare, da cui il nome del complesso, offre un esempio di questa dinamica famigliare e dei potenziali problemi ad essa associata.


ADMIRER. In ambito sessuale, colui che prova un’attrazione elettiva per una persona che ha una caratteristica ben specifica; di fatto il termine è quasi un sin. di feticista. Esistono dunque diversi tipi di admirers, ad esempio: fat admirer (attratto dalle persone sovrappeso od obese), busty admirer (parzialista del seno), bear admirer (chi è attratto dall’uomo definito orso), etc. Il termine è però più spesso legato all’ambito dell’amputismo: in questa specifica subcultura gli admirers sono coloro che esprimono il loro attaccamento o la loro ammirazione per le persone disabili, senza che questo implichi un esplicito desiderio sessuale nei loro confronti. Gli admires stessi ritengono più adatto il termine devoto (devotismo) per indicare colui che ha un’attrazione sessuale elettiva nei confronti dei disabili. ¶ Ing.: ammiratore.


Il mio nome è ***** e io sono un Fat Admirer. Non mi vergogno di questo. Ne sono fiero. Voglio che il mondo sappia che esisto e che io non voglio che le donne magre siano rappresentate come le uniche donne belle nella mia società. E voglio che tutte le tipe grasse, ovunque siano, sappiano, a prescindere da ciò che vi dice questa cultura allo sbando, che siete bellissime, desiderabili e amate” (Link)


AMMUCCHIATA. Incontro sessuale di gruppo, sin. scherzoso di orgia.


AMOG. Acr. di Alpha Male Other Guy. Sigla, usata soprattutto dalla seduction community, che descrive la situazione in cui un uomo tenta un approccio con una donna e viene disturbato dall’arrivo di un altro uomo che, contemporaneamente, cerca di sedurre la stessa donna. ¶ Ing.: altro ragazzo maschio alfa; in etologia il maschio alpha è il dominante del gruppo.


AMOKOSCISIA. Frenesia sessuale accompagnata dal desiderio o dalla compulsione di sfregiare o mutilare il partner, come si assiste in alcuni crimini violenti a sfondo sessuale. ¶ Dal malesiano amok, frenesia omicida.


AMOMAXIA. O amomassia. L’atto di fare sesso in automobile. ¶ Dal lat. amor, amore + gr. amaxa, carro.


...a parte la scomodità assurda, perché o hai un fuoristrada o finisci per spaccarti o la schiena o le ginocchia. Comunque, piuttosto che niente, ci si sottopone. Mi ricordo una volta che siamo andati in campagna di notte. Ideona. Era luglio, faceva un caldo disumano perciò di tenere i finestrini chiusi non se ne parlava, l’aria condizionata non c’era e quindi abbiamo abbassato di un filo i finestrini con il risultato che si sono divertite molto più le zanzare che noi. In più devi tenere l’occhio aperto per controllare che non si avvicini il contadino serial killer... cose di gioventù.” (t.r.a.)


AMORE. 1) Sentimento che unisce due o più persone, comprendente una dedizione appassionata ed esclusiva, guidata dall’istinto e mirata alla felicità di ogni individuo coinvolto senza pianificazione della durata del sentimento stesso. Benché nella definizione d’amore la soddisfazione sessuale non trovi necessariamente luogo, nel senso comune il sentimento d’amore ha come correlato il desiderio di unione fisica oltre che emotiva. La teoria triangolare dell’amore, proposta dallo psicologo Robert Sternberg (1986), concettualizza l’amore come un sentimento generato e modellato da tre variabili: a) intimità, relativa al senso di connessione e di legame affettivo con l’altro; b) passione, relativa all’attrazione fisica e al desiderio di fare sesso con l’altro; c) impegno, variabile relativa alla decisione di stare con l’altro, di condividere tempo, piani e traguardi. Il livello d’amore che una persona prova per un’altra sarebbe dunque relativo alla forza o quantità di ognuna delle tre variabili, mentre il “tipo” di amore che si prova sarebbe correlato al modo o alla forza con cui ognuna delle tre variabili si relaziona con le altre due. Ad esempio, l’amore romantico vedrebbe l’influenza delle sole variabili intimità-passione, l’infatuazione vedrebbe la preponderanza delle variabili passione-impegno, un amore di compagnia o amicizia (→ scopamico) vedrebbe attiva solo la variabile intimità, mentre un “amore vuoto” sarebbe il risultato dell’azione della sola variabile impegno. Secondo questa teoria, un amore o relazione basata unicamente su una singola variabile avrebbe molte meno probabilità di durare nel tempo rispetto a quella basata sulla presenza delle tre variabili in equilibrio. L’antropologa Helen Fisher (2004) ritiene che siano tre le variabili fondamentali che influenzano il sentimento d’amore e quindi la relazione e la riproduzione: il desiderio sessuale, l’attrazione e l’attaccamento. L’amore può avere inizio con ognuna delle tre variabili, cioè le persone possono fare sesso ed innamorarsi o essere attratte da qualcuno e quindi fare sesso o, ancora, provare un forte attaccamento verso qualcuno che porta all’innamoramento e poi al sesso. In ogni caso, nell’innamoramento, alla persona amata sarebbe attribuito un significato particolare tale per cui gli elementi e i tratti negativi verrebbero accantonati nella mente dell’innamorato mentre quelli positivi assumerebbero un ruolo determinante fino a rendere il pensiero dell’amato qualcosa di ossessivo, cosa dimostrata da successivi studi che hanno messo in luce il fatto che nel cervello degli innamorati si attiverebbero le stesse aree cerebrali tipicamente associate agli stati di tossicodipendenza. 2) Vicenda amorosa, es.: il primo amore. 3) La persona amata, es.: amore, mi sei mancato! 4) Il rapporto sessuale, es.: fare l’amore. ¶ Dal lat. amor-em affine al gr. mao, desiderare.


La società dei Manus, abitanti delle isole Admiral (nord di Papua Nuova Guinea), era fra le più puritane del mondo e con un’attitudine estremamente negativa verso il sesso. Per i Manus il sesso era cosa vergognosa e peccaminosa, nonché particolarmente umiliante per la donna; fra i Manus la maggior parte delle donne soffriva di anorgasmia e dispareunia. Nel loro linguaggio non esisteva una parola per “amore”, né esistevano storie, balli o canzoni romantiche. Era interdetto il bacio, le carezze o altre forme di preliminare.


AMORE A PRIMA VISTA. Amore nato d’improvviso, al primo sguardo diretto alla persona verso la quale si riferisce il sentimento; Sin. di colpo di fulmine.


AMORE ELLENICO. Anche amore dorico o, in generale, amore greco. Amore o attività omosessuale, con riferimento alla diffusione del comportamento omosessuale nella Grecia classica.


AMOR EREOS. Amore sensuale, con l’accezione di stato della mente alterata dalla passione e portata ad uno livello innaturale e morboso. ¶ Etimo incerto, probabilmente sulla radice di Eros, dio greco dell’amore. Il termine, d’origine medioevale, fu diffuso soprattutto da Bernard Gordon di Montpellier (XIV sec), medico misogino che considerava l’amore una malattia mentale ed anticipò di cinque secoli l’attitudine vittoriana al sesso.


Re Mongut del Siam (1860 ca.) è passato alla storia come il più grande amante di tutti i temi, avendo fatto sesso con circa 9000 donne. Le sue ultime parole prima di morire sembrano siano state: “Ho amato davvero solo le prime 700”.


AMORE GENITALE. Secondo la psicoanalisi, forma di amore alla quale il soggetto giunge al termine del proprio sviluppo psicosessuale. Nell’amore genitale confluirebbero in maniera armoniosa la corrente sensuale e quella sentimentale dell’individuo, il quale può così mirare a un rapporto d’amore adulto ed equilibrato. → sviluppo psicosessuale.


AMORE LIBERO. Stato di una coppia, sposata, convivente o i cui membri vivono separati ma consensualmente decidono di concedersi in modo saltuario dei rapporti sessuali con altre persone. L’amore libero, diffusosi a partire dalla seconda metà degli anni ’60 del XX secolo (anche se ovviamente il fenomeno è ben precedente) rilegge il concetto di fedeltà sessuale più che altro come una forma di onestà che porta a non occultare le altre relazioni sessuali. La filosofia dell’amore libero presuppone che la fedeltà sessuale sia un preconcetto e che non esista in senso assoluto, poiché non è possibile limitare le fantasie d’infedeltà. Per natura, dunque, l’essere umano non sarebbe monogamo e la fedeltà sessuale diventerebbe solo una posa morale e una coercizione imposta alla natura umana. L’amore libero, quindi, prevede che le diverse esperienze sessuali e affettive sperimentate all’interno della coppia, vengano gestite con onestà e impegno. → poliamore.


AMORE OBLATIVO. Amore contraddistinto dal dono di sé all’altro, liberamente e senza contropartite. Il concetto di amore oblativo è più adatto all’ambito religioso o a quello filosofico, in quanto in un ambito pragmatico questo tipo di amore tende a sfumare in una dimensione sacrificale che nasconde i toni di una profonda insicurezza, per cui la persona amata è tale non per delle qualità personali ma come mezzo d’appoggio emotivo (anaclitismo). Pare più funzionale che i membri di una coppia sappiano alternativamente donarsi e volere, in modo da dare un equilibrio ai reciproci spazi mentali. Va rilevato, inoltre, come un atteggiamento oblativo possa nascondere una soggiacente e spesso inconscia tendenza alla manipolazione dell’altro attraverso il buonismo e il sacrificio, poiché all’elemento che pare più debole, si deve un’attenzione e una cura maggiore; in questa dominazione dal basso la contropartita seguente al dono di sé non è espressamente richiesta ma è implicita. → agape. ¶ Dal lat. oblatus, p. pass. di offerre, offrire.


AMORE PLATONICO. Forma di amore sublimato che esclude la dimensione sessuale. Si tratta di un amore che sarebbe espressione dell’animo, diretto alle qualità morali ed intellettuali, e non specchio di una relazione-passione fisica; per tale motivo l’amore platonico trascenderebbe la realtà. Nel senso comune la loc. amore platonico descrive una relazione sentimentale vissuta univocamente, non ricambiata, priva di sessualità condivisa. È una forma di relazione sentimentale tipica del periodo adolescenziale in cui, soprattutto per la paura del rifiuto e per un senso d’inadeguatezza, il soggetto innamorato non si dichiara e preferisce rimanere in adorazione della persona amata. ¶ Termine coniato nel XV secolo dal filosofo Marsilio Ficino come sin. di amore socratico.


AMORE PREGENITALE. Secondo il modello psicanalitico, pulsione affettivo-sessuale di carattere assimilativo (egoistico) diretta verso la madre. L’amore pregenitale precede l’investimento libidico della zona genitale, l’investimento verso la figura paterna, l’innesco del complesso edipico, la risoluzione di quest’ultimo e il successivo approdo all’amore genitale.


AMORE ROMANTICO. Modello di amore diffuso oggigiorno e nato nel XIX secolo in concomitanza con la diffusione della movimento culturale Romantico. La peculiarità dell’amore romantico, oggi banale ma non così nell’Ottocento, è che in esso l’unione delle persone è una conseguenza del sentimento e non il contrario, come era uso nel XIX secolo e ancora prima. Nella forma di amore pre-romantico, o tradizionale, era l’unione a dar vita all’affetto e non l’affetto a innescare l’unione: questo rispondeva all’usanza passata di combinare i matrimoni facendo incontrare estemporaneamente e per brevi lassi di tempo prima delle nozze i due giovani che si sarebbero sposati e che quindi, a meno di sperare in un colpo di fulmine, non avevano né il modo né il tempo di amarsi prima dell’ufficializzazione della loro unione.


AMORE SOCRATICO. Legame affettivo che intercorre tra due uomini, maestro e allievo, esemplificato dal rapporto tra il filosofo Socrate (469-470 a.C. ca.) e i suoi giovani studenti, in particolare Alcibiade. Benché la loc. abbia nel tempo assunto il senso di amore omosessuale, essa in verità identifica un amore diretto alle qualità morali ed intellettuali di una persona, similmente all’amore platonico. → amore greco.


AMORE STORGICO. Relazione d’amore, anche sessuale, fra due persone che prima sono state amiche. Coloro che sono definiti amanti storgici hanno difficoltà a mettere in luce il momento esatto in cui un’amicizia profonda e basata sull’affinità si sia trasformata in un sentimento ancor più profondo. L’amore storgico è, in genere, caratterizzato da un ottimo livello di complicità e comprensione ma da un basso investimento in ambito sessuale. ¶ Dal gr. storge, affetto.


In pratica eravamo come fratelli. Cioè, io almeno la vedevo così e credevo che anche lui la vedesse come me, anche se dopo quello che è successo lui mi ha confessato che in effetti non mi vedeva proprio come una sorella ma temeva che se avesse confessato mi avrebbe perso. Dopo anni è successo che ci siamo fatti, pesantemente dico, e all’inizio andava tutto bene. Era sempre andata benissimo come amici e ovvio che dovesse andare bene anche stando insieme. Disastro, invece. Ci siamo persi. Io speravo di salvare l’amicizia ma lui non ha accettato. Allora non so, forse abbiamo vissuto per tutto il tempo una bugia e l’abbiamo pagata cara” (t.r.a.)


AMPALLANGOFILIA. Feticismo per le pratiche di piercing genitale; si tratta di un sottotipo di stigmatofilia. ¶ Da ampallang, vedi piercing genitale.


AMPLECTAZIONISMO. Fenomeno concomitante l’attività autoerotica, consistente nell’imitare il movimento coitale. Il basculamento del bacino simile alle spinte pelviche osservabili durante il rapporto penetrativo è un movimento quasi istintivo durante la masturbazione, sia maschile che femminile. ¶ Dal lat. amplecti, cingere + actio -onis, azione.


AMPLESSO. Sin. di rapporto sessuale, anche se in origine con il senso di ‘abbraccio’. ¶ Dal lat. amplecti, cingere, abbracciare.


AMPLOVER. Vedi devotismo. ¶ Dall’ing. amputation, amputazione + lover, amante.


AMPUTISMO. Termine introdotto dal medico H. G. Wenig (1979) per descrivere i fenomeni legati al DPW e all’attrazione per la disabilità, non solo sul piano sessuale.


AMSTERDAM BOX. Struttura usata per sessioni di deprivazione sensoriale. Il dispositivo è simile a un armadio stretto e poco profondo, alle cui pareti interne, imbottite per l’isolamento acustico, sono fissate cinghie o altri strumenti per immobilizzare la persona rinchiusa all’interno. La porta è dotata di piccoli sportelli attraverso i quali la persona nella struttura può essere stimolata da un partner che sta all’esterno. ¶ Ing.: scatola di Amsterdam.


ANACLISIFILIA. Parafilia nella quale un soggetto mira ad avere come partner una persona che si relazioni secondo un modello anaclitico, cioè di profonda dipendenza. L’anaclisifilia è caratteristica dei soggetti insicuri che derivano dalla debolezza del partner un senso di autostima e recupero narcisistico; data la loro insicurezza, non riuscirebbero a relazionarsi con partner sicuri di sé e autonomi. Si tratta di una parafilia concettualizzabile come una macrocategoria comprendente diverse variazioni sessuali-affettive tutte accumunate dalla necessità di trovare un partner non autonomo sul piano fisico e/o sul piano psicologico. → anaclitismo.


ANACLITISMO. Atteggiamento di dipendenza dell’individuo che necessita di trovare nel partner un punto di riferimento che si offra come appoggio e rassicurazione psicologica. Detto in riferimento ad una forma di rapporto affettivo caratterizzato da profonda dipendenza, così come paradigmaticamente è quello del neonato verso la madre. L’anaclitismo, come modello relazionale in età adulta, si declina in rapporti “stampella” nei quali uno o entrambi i membri della diade fanno dipendere dall’altro, anche solo dalla presenza di esso, la propria serenità psicologica. Il rapporto anaclitico non è una forma di rapporto d’amore maturo, poiché profondamente e inconsciamente egoistico. Esso fa trasparire una dinamica di radicale insicurezza psichica che rende il rapporto assai sbilanciato. ¶ Dal gr. anaklisis, appoggio.


ANAFRODISIA. Mancanza, generalizzata o parziale, di reazioni fisiche di piacere in seguito a stimolazione delle zone erogene; in genere accompagnata da anorgasmia. L’anafrodisia può essere dovuta a mancato investimento libidico delle zone erogene o ad inibizione psicologica, sintomo di conflitti interni. ¶ Dal gr. an- + aphrodisios, che non riguarda Afrodite, che non è sessuale.

 

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