XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

BLASTOFILIA. Attrazione morbosa e selettiva per donne giovani e/o adolescenti. ¶ Dal gr. blastos, germoglio.


BLENORRAGIA. Vedi gonorrea. ¶ Dal gr. blenna, muco + tema di rhegnymi, erompere.


BLINDFOLDING. Pratica molto comune, consistente nel bloccare la vista di una persona tramite un tessuto o altro materiale, in modo che quella non sia in grado di vedere e quindi non possa prevedere gli atti sessuali del partner. La soppressione del senso della vista consente a chi la sperimenta di concentrare l’attenzione alle sensazioni della parte corporea stimolata e di vivere una particolare attività sessuale in maniera passiva, affidandosi all’azione del partner il cui compito implicito è quello di sorprendere le sensazioni dell’altro. Sovente il blindfolding è associato ad un bondage moderato, per cui la persona priva della vista è anche impossibilitata a muoversi, perché magari legata. Proprio ciò che rende generalmente attraente tale attività è alla base del rifiuto di coloro che non accettano di praticare il blindfolding: l’impossibilità di guardare, quindi di poter controllare la situazione, genera una notevole ansia a certi soggetti ipervigili e incapaci ad abbandonarsi completamente all’attività sessuale operata dal partner. ¶ Dall’ing. blindfold, bendare gli occhi.


 “Non è una cosa che fai subito con una persona che conosci da poco, presuppone una certa confidenza. A maggior ragione per il fatto che il bendaggio degli occhi è associato il più delle volte alle mani o alle gambe legate, almeno per come lo faccio io. La questione degli occhi bendati è proprio un non sapere cosa ti aspetta, cosa succederà, quindi è bello. Mi piace sia l’inatteso, quindi ‘non so cosa succederà dopo’, sia, in qualche modo, è come se si acuissero gli altri sensi, se perdi la vista. E poi, dai, è una cosa sdoganatissima, lo fanno tutti, no?!” (t.r.a.)


BLOOD PLAY. Insieme delle attività sessuali che comportano la fuoriuscita del sangue dal corpo. In tali pratiche i soggetti si procurano tagli, si applicano piercing, si bucano con aghi ed altro. Per l’esposizione del fluido ematico e il potenziale rischio di contagio, nonché per la conseguenze delle ferite inflitte, il blood play, da alcuni definito anche blood sport, è ritenuto un edge play.Ing.: gioco col sangue.


Sangue; il solo pensiero di esso mi eccita. Lo AMO!!! Io non mi ferisco da sola. Mi piace il gusto e l’odore del sangue. Non l’ho mai usato in un incontro sessuale ma per me è assolutamente uno stimolante sessuale. Il mio partner non pratica blood play (benché vorrei che lo facesse). La vista del sangue mi dà una scarica estrema, anche le immagini o il colore ROSSO!!!!” (Link)


BLUE MOVIE. Film hard core prodotto dall’industria porno underground, spesso associata con la malavita. Si tratta di pellicole che vedono come protagonisti dei soggetti non professionisti e indigenti che non hanno nessun controllo sull’attività alla quale stanno partecipando e compaiono in essa solo sotto pressione di membri criminali della società o per racimolare qualche soldo. Il termine, un tempo usato per indicare i primi film pornografici (stag film, vintage), richiama l’imperizia, la bassa qualità e l’illegalità delle vecchie pellicole pornografiche.


BOB. Acr. di Bend Over Boyfriend, vedi pegging. ¶ Ing.: piegare (a 90°) il fidanzato.


BOCCHINO. Sin. volgare di fellazio, da cui il gerg. bocchinaro/a, persona che pratica fellazio, detto generalmente con intento offensivo. ¶ Da bocca.


BOCCIOLO DI ROSA. Loc. che indica eufemisticamente l’ano femminile.


BOD-MOD. Insieme di pratiche, con finalità non terapeutica, che alterano il corpo umano a fini estetici, sociali o sessuali. L’applicazione di piercing genitale è una forma di bod-mod ma esistono ben altre procedure e/o operazioni chirurgiche più complesse e radicali relative alla rimozione dei capezzoli o alla modificazione permanente dei genitali, così come iniezioni di silicone o di olio minerale nel pene che ne alterano permanentemente le dimensioni e l’aspetto. Nel caso di bod-mod estremo, si tratta di operazioni rischiosissime per la salute e a volte realizzate illegalmente. → subincisione, sovraincisione, bisezione genitale, beading, pruning, trumpting. ¶ Abbr. ing. di Body Modification, modificazione del corpo.


BODY SERVICE. In ambito BDSM, servizi di toeletta che un sub offre al Dom, operazioni che un tempo i camerieri prestavano ai nobili: preparare il bagno, fare la manicure, la depilazione, etc. ¶ Ing.: servizio per il corpo.


BONDAGE (B o Bd). Termine che riassume le pratiche sessuali che comportano la restrizione dei movimenti o l’immobilizzazione del corpo: il bondage può andare da pratiche moderate (light bondage), come la legatura delle mani e/o dei piedi, fino alla mummificazione. Il bondage si realizza tramite separazione o divaricazione di parti del corpo, costrizione, collegamento degli arti a oggetti esterni (muri, soffitti, letti, etc.), sospensione del corpo, limitazione dei movimenti, immobilizzazione e deprivazione sensoriale. Le legature praticate sono generalmente realizzate in modo che gli arti rimangano in una posizione simmetrica, mentre il bondage asimmetrico mira a far assumere alla persona legata posizioni non uniformi e particolarmente scomode. Gli strumenti utilizzati sono i più diversi: foulard, nastro adesivo, pellicola di cellophane, camicie di forza, corde, catene, manette, polsiere, cavigliere, etc. Il bondage in sostanza si configura come una pratica sessuale centrata sulla dinamica dominio/sottomissione con una forte componente voyeuristica veicolata dall’aspetto del corpo che, limitato nei movimenti, assume un potenziale estetico peculiare. Nel bondage l’utilizzo di corde legate strettamente intorno al corpo danno vita a diverse posizioni, fra esse alcune sono più usate e note di altre. Legatura a rana (frog tie): le caviglie del sub sono legate alle cosce, in modo che l’individuo assuma la postura di una rana; spesso a tale legatura si associa il bloccaggio dei polsi all’altezza delle caviglie sul corrispettivo lato. Legatura del maiale (hog tie): la legatura dei polsi e delle caviglie dietro la schiena, in genere con la persona sdraiata prona. Legatura a palla (ball tie): una persona viene legata in modo da assumere una posizione a palla o fetale. Legatura del loto o Savage, dal nome di John Savage esperto in pratiche bondage. I polsi del soggetto, seduto a terra, sono legati dietro la schiena, le caviglie sono legate incrociate; in tale posizione le ginocchia si distanziano. Al soggetto viene messo un collare sulla cui parte anteriore è annessa una corda che si aggancia alla legatura delle caviglie; la corda viene tesa il più possibile in modo da portare in prossimità il collo e le caviglie. Quindi il braccio sinistro viene legato alla coscia sinistra, poco sopra il ginocchio; la stessa cosa viene fatta con il braccio e la coscia destra. Legatura ad una colonna (one-column tie): qualsiasi tipo di legatura che blocchi una parte del corpo ad un oggetto, ad esempio un polso legato con una corda ad una parte del letto; si può giungere quindi ad una legatura a cinque colonne nel momento in cui i quattro arti e la testa vengono assicurati ad un oggetto esterno. Una delle più tipiche legatura a colonna è detta spread-eagle (aquila dalle ali spalancate), in cui ogni arto viene teso in una diversa direzione. Legatura dei capelli (hair tie o hair bondage): insieme di diversi tipi di legature applicate ai capelli per esercitare trazione su essi e per limitare i movimenti della testa. Legatura del gambero (shrimp tie): posizione simile a quella del loto ma più complessa, usata come metodo di tortura e particolarmente adoperata nel kinbaku. Legatura dell’inguine (crotch tie o sakura): prevede l’utilizzo di una corda da girare intorno alla vita di una donna e quindi da passare fra le grandi labbra in modo che eserciti pressione sui genitali esterni.  Lo strappado è una posizione del corpo mediata da una tecnica di tortura. Essa prevede che le braccia dell’individuo siano legate dietro la schiena e quindi sollevate tramite una fune o una corda legata ai polsi e agganciata ad un punto del soffitto (comunque un punto superiore all’altezza della testa). In questo modo le braccia tese vengono sollevate dietro la schiena finché il soggetto non è forzato a piegarsi in avanti. → breast bondage, mental bondage, metal bondage, painful bondage, genital bondage, kinbaku, inclusione, sospensione. ¶ Ing.: schiavitù, da bond, vincolo.


 “Anche io sono un estimatore del genere... e ho la fortuna di avere al mio fianco una splendida ragazza che lo condivide pienamente. E' una cosa che mi è sempre girata per la testa e, grazie a lei, ho avuto la possibilità di approfondirla e di capirla pienamente. L'errore che spesso si fa è quello di associare la ‘legatura’ a sottomissione, tortura e dolore , mentre la realtà è ben diversa. Lei, ad esempio, sostiene che quando la lego, le corde diventano l'estensione naturale delle mie braccia, e la fanno sentire protetta. Dal mio punto di vista [...] legarla non è altro che il modo di manifestare la mia volontà di realizzare praticamente un legame spirituale che avverto; c'è qualcosa di più romantico?” (Link)


BONDAGE BUNNY. Persona che ama essere legata durante le attività sessuali, sia che si tratti di legature semplici che di pratiche bondage complesse. Il termine non implica che la persona sia un sub o un masochista. ¶ Ing.: coniglio bondage.


In un sondaggio internet al quale hanno partecipato in 16.395 persone di genere misto, si chiedeva se si apprezzasse il bondage come pratica sessuale, senza specificare se si trattasse di soft bondage o di pratiche complesse (kinbaku). Il 28% ha affermato di non apprezzare il bondage, il 16% apprezza il bondage nel ruolo della persona legata, il 15% apprezza il bondage nel ruolo di chi lega, il 37% apprezza il bondage in entrambi i ruoli, il 3% ha preferito non rispondere. (Link)


BONDAGE & DISCIPLINA (BD). Anche indicato dalle sigle: B/D, b/d, B&D. Definisce in maniera specifica il bondage e la disciplina senza dolore ed anche senza ruoli definiti di scambio di potere, cosa che lo distingue dall’SM. La sigla BD può anche solo indicare il bondage.


Non siamo ai livelli delle legature giapponesi [→ kinbaku] ma comunque ci dilettiamo, e non sto parlando del solito legare al letto che più o meno fanno tutti. La cosa è più complessa perché comprende anche una sottile sottomissione... sottile mica tanto... La fortuna sta nell’aver trovato qualcuno complementare, cioè una donna a cui piace essere legata e tutto il resto perché altrimenti non se ne esce. Non è una cosa che facciamo quotidianamente, ma quando partiamo per la nostra sessione allora ci mettiamo l’anima e ti giuro che è un grande divertimento per entrambi” (t.r.a.)


BOOT BOY. Maschio sub, in genere gay, feticista degli stivali di cuoio indossati dal Dom. Il boot boy cura con attenzione gli stivali, pulendoli e leccandoli. →adorazione, bootlicking. ¶ Ing.: ragazzo stivale.


BOOTLICKING. Pratica sessuale di carattere feticistico, caratteristica dell’ambito BDSM, consistente nella leccatura degli stivali. ¶ Dall’ing. boot, stivale + (to) lick, leccare.


Per qualche ragione, recentemente ho iniziato a fantasticare sul bootlicking anche se non ci avevo mai pensato molto prima. L’idea di essere nudo e col collare ai piedi di un ragazzo mentre lui trattiene il mio guinzaglio e mi forza a leccare i suoi stivali finché non brillano è molto potente. Divento eccitatissimo ogni volta che vedo un ragazzo che cammina indossando stivali di pelle nera” (Link)


BOOTY CALL. Telefonata, o altro tipo di comunicazione, compiuta con il solo proposito di ottenere un appuntamento per un incontro sessuale. La booty call non va confusa con il sesso telefonico o la scatologia telefonica. ¶ Ing.: chiamata per il premio.


BORDELLO. Casa in cui lavorano delle prostitute, sin. di postribolo. ¶ Dal fr. antico bordel, casetta povera fatta di assi di legno (bordelles).


BOSCHETTO. Termine gerg. e scherzoso con cui si indica l’escutcheon, più sovente quello femminile. Il parallelismo fra il pelo pubico e la rigogliosità floreale si ritrova anche nei termini cespuglio e il suo dim. cespuglietto.


BOTTA. Termine gerg. che, in senso fig., viene utilizzato come sin. di rapporto sessuale, associando il significato di ‘colpo’ alle energiche spinte pelviche realizzate durante l’atto penetrativo.


BOTTOM. Persona che, nelle attività sadomasochistiche, riveste il ruolo passivo in opposizione al top, il partner dominante. Diversamente dal sub, che è la persona sottomessa nelle relazioni di dominazione, il bottom non necessariamente si sottomette in qualsiasi contesto sessuale. In senso più lato, il bottom è la persona che in un rapporto sessuale, anche di tipo non SM, assume un ruolo passivo. ¶ Ing.: parte inferiore.


BOTTOM DROP. Stato d’animo depresso che in alcuni casi può esperire il bottom al termine di un gioco o di una situazione sessuale particolarmente intensa; termine usato soprattutto in ambito BDSM. Ciò avviene nella maggior parte dei casi per lo scatenarsi di sensi di colpa in soggetti con una forma mentis sessuale piuttosto tradizionale. → tristezza post coitum; aftercare. ¶ Ing.: lacrima del passivo.


BOTTONCINO. Sin. gerg. e scherzoso di clitoride, in riferimento alla forma e alle piccole dimensioni dell’organo.


BOUGINONIA. Masturbazione femminile praticata utilizzando un oggetto che dilata notevolmente la vagina. ¶ Dall’ing. bougie, dilatatore medico + gr. koinonia, rapporto sessuale.


BOVARISMO. In ambito sessuale, tendenza di alcune donne a trovarsi coinvolte in molteplici rapporti successivi con partner diversi, poi ritenuti tutti deludenti, nella speranza di trovare un pieno riscontro affettivo atto a placare l’insoddisfazione della propria condizione di vita che, un insieme di vanità e ambizione, portano a ritenere assai poco gratificante. ¶ Dal nome della protagonista femminile del romanzo “Madame Bovary” di Gustave Flobert.


BOY. 1) In ambito BDSM, sin. di maschio sub. 2) Nella subcultura leather gay, partner sottomesso nella coppia Daddy/boy. 3) Nella cultura lesbica, la partner più mascolina o quella sottomessa. ¶ Ing.: ragazzo.


BRACCIALE DEL SESSO. Semplice braccialetto di silicone indossato da una ragazza che voglia segnalare simbolicamente la propria disponibilità a determinate pratiche sessuali; il colore del braccialetto segnala la specifica attività. I colori originali con cui sono stati prodotti i modelli di braccialetti poi usati come segnale sessuale sono complessivamente undici. Il colore giallo indica una disponibilità all’abbraccio, il rosa a mostrare il seno, l’arancione a morsicare con passione, il viola a baciarsi con la lingua, il rosso a fare un ballo erotico, il verde a fare un succhiotto sul collo, il bianco lascia piena libertà di decisione alla ragazza, l’azzurro indica la disponibilità della ragazza a fare sesso orale, il rosa chiaro che la ragazza riceve sesso orale, il colore nero indica un rapporto sessuale completo, il bracciale dorato comprende tutte le attività sopra elencate. Il gioco relativo a questi braccialetti, almeno per come si è diffuso in Brasile dove pare che tali oggetti abbiano avuto un certo successo fra i giovani, prevede che i ragazzi debbano cercare di rompere uno o più braccialetti alla ragazza che li indossa e quest’ultima, come si trattasse di un premio, debba compiere con quei ragazzi le attività sessuali connesse con i colori dei bracciali danneggiati. → flagging. 


BRACCIALE DI KALI. Stretta fascia metallica che viene posta attorno al pene e chiusa con un lucchetto. Una serie di punte sul lato interno ne impedisce la rimozione. Chi possiede la chiave per aprire il lucchetto autorizza o meno l’attività sessuale di chi indossa il dispositivo.


BRACHICOLPIA. La condizione della donna con una vagina di ridotta lunghezza. ¶ Dal gr. brakhus, corto + kolpos, vagina.


BRACHICUBIA. Rapporto sessuale di breve durata. ¶ Dal gr. brakhus, breve + lat. cubare, stare a letto.


BRACHIFALLIA. La condizione di chi ha un pene di lunghezza ridotta. ¶ Dal gr. brakhus, corto + phallos, pene.


BRACHIOPROCTICO. Detto di atto sessuale praticato inserendo la mano o il braccio nel retto; sin. di fisting anale. ¶ Dal gr. brakhion, braccio + proktos, ano.


Il chirurgo tedesco Simon, nel XIX secolo, utilizzava il fisting anale come metodo per esplorare manualmente gli organi addominali attraverso il retto, annullando la resistenza dello sfintere anale tramite l’uso del cloroformio.


BRACHIOVAGINALE. Detto di atto sessuale praticato inserendo la mano o parte del braccio nella vagina; sin. di fisting vaginale. ¶ Dal gr, brakhion, braccio.


Secondo un sondaggio internet compiuto su 16.523 persone di sesso sia maschile sia femminile, il fisting (vaginale e/o anale) è praticato frequentemente dal 2% del campione, qualche volta dall’11%, mai dall’87%.(Link)


BRADICUBIA. Penetrazione caratterizzata da un movimento coitale particolarmente lento. ¶ Dal gr. bradus, lento + lat. cubare, stare a letto.


BREAST BONDAGE. Attività di bondage relativa al seno, che viene sottoposto a legature e pressione tramite corde, nastri o altri dispositivi; il termine può anche solo indicare i dispositivi costruiti appositamente per questo tipo di pratica. ¶ Ing.: bondage del seno.


Mi piace molto legare il mio seno per il mio personale piacere. Qualcuno mi può suggerire qualche tecnica ulteriore che posso realizzare da sola. Io metto una banda elastica sui capezzoli e pratico il cupping sui capezzoli e il seno; vado a letto in questo modo, così poi mi sveglio dolorante e il mio seno diventa come penso che un seno dovrebbe essere, cioè che guarda avanti quando sono sdraiata sulla schiena” (Link)


BREAST EXPANSION (BE). Nell’ambito dell’inflatofilia, fantasie sessuali relative all’aumento repentino delle mammelle, tale che esse raggiungono dimensioni tanto ragguardevoli quanto irreali; ciò non riguarda interventi chirurgici di mastoplastica additiva. Per molti di coloro che si riconoscono in tale variazione sessuale, il rigonfiamento delle zone corporee è spesso associato a fantasie di trasformazione di genere, di solito da maschio a femmina. Una forma peculiare di BE è rappresentata dal B2E, con cui s’identifica il feticismo per la breast & belly expansion (espansione del seno e della pancia) o anche la breast & butt expansion (espansione del seno e del sedere). L’espansione delle mammelle e del ventre richiamano una gravidanza inverosimilmente accelerata, metafora di una fecondità e di una femminilità esaltata all’eccesso. → maieusofilia. ¶ Ing. espansione del seno.


Kelly e la sua amica avevano passato l’intero pomeriggio a tormentare Julie, la sorella maggiore e ben sviluppata dell’amica, dandole dei titoli e ridicolizzando il suo seno prosperoso. Quando le due giovani vennero mandate per punizione in cameretta, l’amica tenne vivo il gioco e ficcò un cuscino sotto la maglietta di Kelly. “Lei mi trascinò davanti allo specchio e disse ‘Adesso sembri proprio Julie!’ e io rimasi lì in contemplazione. Qualcosa scattò. Fu come se una campana suonasse nella mia testa. Stetti lì a lungo e potevo sentire la mia amica ridere ma era come se lei fosse lontana milioni di chilometri”. Quando finalmente tornò alla realtà, Kelly si strappò il cuscino da sotto la maglietta e corse a casa. “Da ciò ne derivò il mio primo orgasmo. Questo per dare la misura di quanto fosse forte la cosa. Da zero all’orgasmo in dieci secondi!”. Kelly si tenne per sé le proprie fantasie durante la crescita, specialmente durante il suo corto matrimonio con un uomo che era sessualmente represso all’estremo. Una volta che ebbero divorziato, Kelly andò online e scoprì il fantastico mondo delle chat. Assunse il nickname JulieKat (riferimento alla prosperosa ragazza della sua esperienza infantile) […] JulieKat si considera bisessuale e la sua fantasia sessuale attuale può riguardare sia l’espansione del proprio seno, sia il fantasticare sulle mammelle di un’altra donna che si espandono e la soffocano. (Gates, 2000)


BREAST IRONING. Pratica, ancora viva in alcune parti dell’Africa, relativa al massaggio energico e alla compressione delle mammelle di ragazze in età puberale esercitata tramite oggetti riscaldati, al fine di bloccare lo sviluppo mammario ed evitare che i membri maschili della comunità possano vedere la comparsa del seno come un segno di maturità al rapporto sessuale. Il breast ironing, praticato in buona fede dalle madri per proteggere le figlie, è una pratica dolorosa, pericolosa e del tutto inutile a bloccare lo sviluppo mammario e le precoci esperienze sessuali. ¶ Ing.: stiraggio del seno.


BROMANCE. Stretto legame, di tipo non sessuale ma connotato affettivamente, fra due o più uomini; si tratta di una forma di omosocialità. ¶ Dall’ing. brother, fratello + romance, storia d’amore.


BROMIDROSIFILIA. Sottotipo di osfresiofilia in cui l’eccitazione sessuale è ottenuta annusando l’odore corporeo, quale quello provocato dal sudore. → bacillofobia. ¶ Dal gr. bromos, puzzolente + hydor, acqua.


BROMIDROSIFOBIA. Paura persistente, anormale e ingiustificata dell'odore corporeo, proprio o altrui. ¶ Dal gr. bromos, puzzolente + hydor, acqua.


BRUNILDE, complesso di. Quadro affettivo della donna energica, forte, mascolina, che all’apparenza ama il proprio atteggiamento volitivo e indomito. Nell’intimo, però, tale donna soffre per i rapporti che le procura il suo essere tale, rapporti in cui non le viene chiesto di mostrare un lato più femminile che le consentirebbe di percepirsi come una donna completa. ¶ Dal nome di una delle mitologiche valchirie.


Da una parte credo che sia per il lavoro che faccio, per il ruolo che rivesto in azienda, e dall’altra sarà per il mio fisico [il soggetto è una professionista, alta circa 180 cm]. Mi accorgo che molti uomini confondono il ruolo sociale con quello intimo, oppure pensano che un “donnone” sia tale anche psicologicamente, cioè sia una specie di virago pronta a compromettere la loro virilità. Il risultato, e forse è anche colpa mia, è che il modo con cui vengo approcciata è prevenuto e alla fine io non tiro fuori il lato più dolce e femminile che però ho, e... è un cane che si morde la coda” (t.r.a.)


BUG CHASING. Pratica di una determinata subcultura omosessuale maschile che ricerca attivamente partner sieropositivi all’HIV, in modo da procurarsi un contagio e una conseguente immunodeficienza. Il bug chaser può attuare questo comportamento per diverse ragioni: ricerca di sesso estremo e pericoloso, investimento parafilico legato alla malattia, possibilità di chiedere il sussidio statale una volta contratta la malattia, desiderio di essere accudito dalla comunità come un malato, sensazione di essere comunque destinato ad ammalarsi e quindi decidere di accorciare i tempi (erotizzazione di uno stato fobico). I bugchasers possono organizzare le loro attività in feste (bug o conversion party) dove essi hanno la possibilità di incontrare soggetti HIV positivi, detti gift givers (donatori) pronti ad avere rapporti sessuali. ¶ Dall’ing bug, germe + (to) chase, andare a caccia.


Ho avuto l’opportunità di prendere l’HIV leggendo di un ‘conversion party’ in una delle chat room gay che frequento. In un appartamento nella parte sud di Londra, 14 gay muscolosi sulla trentina si montarono, intorno ad uno schermo piatto che trasmetteva un porno, per 6 ore di sesso sfrenato, droga e alcol. Due mesi dopo un dottore dell’Ospedale Saint Mary mi disse che ero sieropositivo all’HIV” (Link)

 

BUKKAKE. Pratica sessuale di gruppo nella quale due o più uomini eiaculano a turno o contemporaneamente su un’altra persona, in genere mirando al volto o alla bocca. Il bukkake, nato in Giappone e diffusosi in tutto il mondo tramite diverse produzioni pornografiche, si dice abbia avuto origine come antica punizione per una donna fedifraga, umiliata pubblicamente nel modo descritto da tutti i maschi di un villaggio. È più probabile invece che la nascita della pratica sia da far risalire al fatto che in Giappone le produzioni pornografiche non possono mostrare i genitali mentre non vige nessuna censura specifica per lo sperma (JAV). Fra le differenti forme di sesso oro-genitale e quelle che prevedono l’eiaculazione sul volto (facial), il bukkake è ritenuta una pratica nella quale l’umiliazione e la sottomissione giocano un ruolo determinante. → anime figure bukkake. ¶ Dal verbo giapponese bukkakeru, gettare un liquido addosso a qualcuno o qualcosa.


BULBOURETRALE, ghiandola. Vedighiandola di Cowper.


BULLDYKE. In gergo, lesbica molto mascolina. In italiano un corrispettivo non molto diffuso di bulldyke è lesbica camionista. → dyke.


BUNDLING. O tarryng. Pratica tradizionale ora raramente adottata, originata in Olanda o nelle isole britanniche e poi diffusasi soprattutto nell’America coloniale, consistente nella permanenza a letto avvolti in una coperta con a fianco un’altra persona di sesso opposto, anch’essa avvolta, come parte del rituale di fidanzamento. La finalità era di permettere ai fidanzati un momento d’intimità senza che potessero avere luogo episodi sessuali; durante la notte i due avrebbero dovuto parlare e quindi conoscersi. Il bundling era adottato solo d’inverno e spesso, fra i due fidanzati, veniva posta un’asse di legno per assicurarsi che non fosse possibile il coito. ¶ Ing.: impacchettamento.


Prima ancora che fosse coniato il termine, il bundling veniva usato per finalità curative e spirituali. Il biblico re Davide chiedeva di poter dormire a fianco di giovani vergini quando il suo stato di salute si dimostrava precario, come se la giovinezza delle prime potesse rinvigorire l’anziano corpo del re. Inoltre, dal V al XVI secolo d.C., non era infrequente che i monaci cattolici si sottoponessero alla pratica per provare la loro capacità di resistere alle tentazioni.


BURLESQUE. Genere di spettacolo parodistico nato in Inghilterra nella seconda metà del XVII secolo e diffusosi successivamente negli Stati Uniti senza troppo successo. Sempre in USA, nella seconda metà del XIX secolo, il burlesque subì una trasformazione di contenuti, divenendo uno spettacolo per adulti con scene comiche a sfondo equivoco e la presenza di ballerine e cantanti in abiti molto succinti. ¶ Da ‘burlesco’.


BURUSERA. Sexy shop, diffuso in Giappone, che tratta specificatamente la vendita d’indumenti indossati da ragazze maggiorenni; prima del 2004 era consentita la vendita di materiale indossato anche da minorenni. Fra i prodotti venduti si trovano: tute, uniformi scolastiche, calze, slip, ma anche assorbenti, saliva, urina e altro. Gli oggetti, rigorosamente impacchettati senza essere lavati o igienizzati, sono accompagnati da una foto o qualche dato anagrafico della ragazza che ha ceduto, previo pagamento, il proprio oggetto. Esistono anche distributori automatici per tali prodotti. I negozi definiti namasera (dal giap. nama, fresco) vendono gli stessi prodotti, con la differenza che le ragazze si liberano degli indumenti solo nel momento in cui un acquirente ne fa richiesta. ¶ Neologismo giapponese composto da buruma, pantaloncini ginnici e sera-fuku, uniforme scolastica stile marinaretto; il termine burusera è internazionale, mentre in Giappone per indicare il medesimo tipo di negozi si preferisce il termine daijisen.


BUSHIE-MALL. Attività erotico-sessuale, inscritta nell’agorafilia, che si declina nella realizzazione di atti sessuali in compagnia di un partner in luoghi di pubblica frequentazione. Un esempio tipico di attività da bushie-mall è il sesso fatto nei camerini di prova dei negozi d’abbigliamento. ¶ Dall’ing. bush, cespuglio + mall, centro commerciale, quindi ‘camporella da centro commerciale’.


In un sondaggio internet al quale hanno risposto 16.437 persone di genere misto, è stato chiesto se si fosse avuta un’esperienza sessuale in un luogo pubblico. L’8% ha risposto “frequentemente”, il 61% ha risposto “qualche volta”, il 31% ha risposto “mai” e l’1% ha preferito non dare alcuna risposta. Una successiva domanda, posta a coloro che avevano avuto un’esperienza di sesso in un luogo pubblico, chiedeva se piacesse l’idea che qualche estraneo potesse aver visto la scena. Su 15.378 persone, il 57% ha dato una risposta affermativa, il 32% ha dichiarato di non apprezzava che la gente potesse vederli, mentre l’11% ha preferito non rispondere. (Link)


BUTCH. 1) In ambito omosessuale femminile, donna che esprime una forte identità maschile o che ha un’apparenza virile. 2) Nell’ambito gay leather, figura dominante nella coppia. → Daddy. ¶ Ing.: maschiaccio.


BUTT PLUG. Anche anal plug. Prodotto dell’oggettistica sessuale di lunghezza ridotta, sagomato appositamente per l’inserimento anale. I butt plug hanno per lo più forma conica con una base piatta e allargata per impedire che l’oggetto venga risucchiato nel retto. La forma a cono con una rientranza alla base permette una stimolazione tramite inserimento/disinserimento, oppure è possibile inserire il plug nel retto e lasciarlo in posizione mantenendo lo sfintere anale in tensione. Esistono butt plug di diametri molto variabili, da pochi centimetri, a 20 cm e oltre per le pratiche di anal stretching. Alcuni modelli sono collegati ad un anello penieno. I plug anali di diametro più ridotto possono anche essere utilizzati per la penetrazione vaginale. Esistono butt plug dilatabili che, una volta inseriti, possono essere espansi, altri permettono il passaggio di liquidi per pratiche di clisterofilia, altri ancora sono dotati di lucchetto per impedire la rimozione. Ulteriori variazioni prevedono una coda all’estremità per l’utilizzo nel nel pony play, dispositivi interni vibranti ed altro. ¶ Ing.: tappo per il sedere.


BUTTERFLY BOARD. Anche breadboard (tagliere). Tavoletta in legno, o altro materiale, che viene usata nelle pratiche CBT. La tavoletta viene posta sotto i genitali, i quali vengono fissati ad essa con aghi o chiodi fatti passare attraverso lo scroto o l’epidermide del pene. Il termine nasce dalla similitudine fra i genitali spillati sulla tavoletta e le farfalle fermate dagli aghi nei campioni entomologici. → breadboard. ¶ Ing.: tavoletta per farfalle.

 

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