XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

ANAFRODISIACO. Caratterizzato da anafrodisia o adatto a provocarla, così com’è per certi farmaci che diminuiscono la libido o certe circostanze, od oggetti, che non stimolano per nulla il desiderio sessuale. ¶ Dal gr. an + aphrodisiakos, che non è afrodisiaco.


Le calzette corte bianche e la canotta da muratore. Queste due cose, un classico, fanno ridere nei film ma se vado a letto con uno che si presenta così rido poco e faccio ridere poco pure lui. Be’ il peggio per smorzare qualsiasi esaltazione erotica è l’alito cattivo: nel 2010 non ci sono più scuse, ci sono tanti di quei prodotti per rimediare che se ti presenti con l’alito cattivo o hai il certificato del medico oppure vuol dire che di me proprio non hai rispetto. Questo comprende quelli che fumano, scrivilo per favore” (t.r.a.)


ANAL BLEACHING. Procedimento di medicina estetica mirato a schiarire, tramite applicazione di specifiche creme o altra metodica, la pigmentazione scura dell’area perianale che in alcuni soggetti dalla pelle chiara potrebbe essere confusa con un segno d’insufficiente igiene intima. L’anal bleaching è soprattutto usato dalle spogliarelliste, le prostitute, le ballerine o altre/i performer che per lavoro espongono l’area anale. ¶ Ing.: candeggiamento anale.


ANALE. Pertinente o localizzato sull’ano o intorno ad esso. La zona anale e perianale è ricca di terminazioni nervose e la stimolazione di tali zone provoca piacere; l’erotismo anale, inteso come insieme di pulsioni, manifestazioni e atti erotici diretti alla zona anale, è quindi una cosa naturale e non dovrebbe essere ritenuto cosa patologica né vergognosa. In un’ottica di derivazione religiosa, l’ano è il luogo del rapporto ‘more feminino’ (“Non avrai con maschio relazioni come si hanno con la donna: è abominio” Levitico, 18:22) in cui l’atto della procreazione, sprecando il seme, si annulla nel retto. Il sesso anale, e per estensione l’erotismo ad esso connesso, è quindi non solo peccaminoso in quanto spreco di seme (onanismo), ma viene direttamente e impropriamente connesso con la sodomia e quindi l’omosessualità. Con sesso anale si indica qualsiasi pratica sessuale, solitaria o condivisa, in cui venga stimolata la zona perianale, anale e rettale; comunemente, ma in maniera riduttiva, con la loc. si indica il coito o rapporto anale. ¶ Dal lat. anus, anello, per la forma dei muscoli sfinterici.


Mentre il sesso anale non fa parte delle fantasie più comuni delle donne italiane, esso ricorre come desiderio per il 77% degli uomini; tuttavia la diffusione di questa pratica è relativamente limitata. Da uno studio relativamente recente compiuto fra i giovani da Buzzi (1998), risulta che il 78,6% delle donne e il 62% degli uomini non ha mai avuto rapporti anali.


ANALE, fase. Per la psicoanalisi, stadio dello sviluppo psicosessuale successivo alla fase orale e precedente alla fase fallica, in cui le pulsioni del bambino di 2-3 anni investono la zona anale, le feci e la ritenzione/espulsione di esse: le feci vengono vissute come un dono che può essere offerto o trattenuto, manipolando quindi sadicamente l’affettività di chi si cura del bambino, da cui la definizione di fase sadico-anale. La fissazione anale, cioè il blocco psichico alla fase sadico-anale, porterebbe allo sviluppo di una peculiare tipologia personologica, detta carattere anale. L’individuo, se bloccato alla fase sadico-anale ritentiva, è contraddistinto da ostinazione, ordine e avarizia. La triade ripropone la dinamica che il bambino sperimentava nel periodo in cui la zona anale, la defecazione e le feci erano investite a livello pulsionale; è più o meno un sin. di personalità ossessiva. Una fissazione anale in fase espulsiva darebbe vita invece ad una personalità contraddistinta da disorganizzazione, noncuranza e temerarietà; la coprofilia sarebbe connessa a quest’ultimo tipo di fissazione.


ANALIBIDINIA. Sin. di iposessualità. ¶ Dal gr. ana- + lat. libido, senza libidine.


ANALIPSAZIONE. Sin. di masturbazione anale. Il più delle volte il termine è riferito alla masturbazione anale praticata introducendo nel retto un qualche oggetto. ¶ Dal lat. anal, anale + ipse, se stesso.


Ho sempre amato giocare con il mio culo. Sono un ragazzo, quindi la cosa è definitivamente fuori dall’ordinario. Non sono gay. Ho provato con le dita ma non era molto soddisfacente. Ho provato gli evidenziatori e le solite stronzate del genere e ovviamente non era molto comodo. Ma un giorno ho provato un wurstel di 18 cm ed è stato decisamente soddisfacente. Ho scoperto che una carota funziona molto bene se pelata e arrotondata. Una volta mi sono fatto un giocattolo sessuale partendo da una candela, sciogliendone una parte per modellarne la punta e forme differenti sull’asta. Alla fine un giorno ho deciso di dar vita alla fantasia che avevo sempre avuto; sono andato dal fruttivendolo e mi sono comprato una grossa e perfetta zucchina” (Link)


ANALITÀ. Coscienza della funzione erotico-sessuale che la zona anale può rivestire. → anale.


ANAL-VORE. Nell’ambito dell’endosomatofilia, fantasia sessuale nella quale un individuo viene fagocitato (“divorato”) e assimilato attraverso l’ano di un’altra persona o di un essere immaginario; una volta all’interno del corpo, il soggetto fagocitato può permanere nel retto come si trattasse di una peculiare gravidanza (unbirthing), oppure essere metabolizzato o, ancora, trasformato ed espulso. ¶ Dall’ing. anal, anale + lat. vor(ar)e, divorare.


ANANDRIA. Desueto sin. di effeminatezza. ¶ Dal gr. an + andros, non uomo, non virile.


ANARRENIA GENITALE. Inefficiente disposizione erotica per cattiva funzionalità, congenita o acquisita, delle ghiandole endocrine. ¶ Dal gr. an + arrenos, senza virilità.


ANASIRMA. Pratica esibizionistica consistente nel sollevamento improvviso di una gonna od altro indumento per mostrare i genitali. → flashing. ¶ Dal gr. anasyro, tirarsi su le vesti.


ANASTEMAFILIA. Attrazione sessuale selettiva verso persone di statura nettamente superiore o inferiore alla propria. Molti uomini preferiscono donne di statura inferiore alla propria in quanto ciò sottolinea il loro ruolo virile nella coppia, mentre un partner più alto può dare alla donna un senso di sicurezza. Nella nostra cultura è inusuale che un uomo cerchi attivamente delle compagne più alte di lui; in alcuni casi dietro questa attrazione selettiva si cela una tendenza esibizionistica poiché una coppia composta da due soggetti di notevole differenza d’altezza (soprattutto se l’uomo è più basso), può essere una combinazione che attrae l’attenzione degli altri e quindi potrebbe rivelare negli elementi della coppia tratti esibizionistici e narcisistici. → moglie trofeo. ¶ Dal gr. anastema, altezza, statura.


ANATRIPSI. Tipo di masturbazione femminile praticata sfregando le grandi o le piccole labbra della vulva fra loro. ¶ Dal gr. anatripsis, sfregamento.


ANAXIOFILIA. Attrazione sessuale per persone poco raccomandabili, bulli, poco di buono; parafilia in parte sovrapponibile all’ibristofilia ma attenuata rispetto a quest’ultima e maggiormente caratteristica di donne in giovane età. Nell’anaxiofilia sussiste una tendenza a voler soccorrere ed aiutare la persona difficile e malvista da tutti, rendendosi quindi particolare agli occhi di quella, ma entrano in gioco anche fattori legati ad un’insicurezza che guida verso un partner che dimostri i tratti del leader, anche se in senso negativo. Inoltre, l’attrazione nei confronti si soggetti antisociali, può essere tipica di quelle persone che hanno sofferto per un’educazione rigida e ipermorale e che quindi trovano nel comportamento ribelle del partner il fascino di ciò che a loro non è mai stato concesso; la relazione stessa diventa una reazione passivamente rabbiosa e compensativa alle frustrazioni sofferte. ¶ Dal gr. anaxios, indegno, vile.


Furono in tanti a consigliarmi, con il cuore in mano, di non mettermi in testa il tuo nome. Hai sempre avuto una brutta fama, già da piccolo. [...] Mi rendevo conto della tua morale distorta, ma sapevo che dietro quella maschera d'indifferenza poteva celarsi un ragazzo dal cuore d'oro. Mai così tanto in vita mia desiderai di finirci in quel maledetto inferno. Non scesi dalla moto. Rimasi lì a fissarti. Era già tardi e potevo benissimo andare verso la mia casetta pulita e accogliente proprio dietro l'angolo, con i miei bravi genitori in pensiero per la loro principessa in ritardo, ma non scelsi quella strada e, quella notte, ti seguii” (Link)


ANDROFILIA. Attrazione, a volte di carattere morboso ed eccessivo, nei confronti degli individui di sesso maschile da parte di una donna (androfilia femminile) o di un altro uomo (androfilia maschile). Non è sin. di ipersessualità, poiché non necessariamente il soggetto ha rapporti sessuali con le persone dalle quali è attratto. È possibile che la persona pensi in maniera ossessiva agli uomini proprio per assenza di un partner o indirizzi ossessivamente il proprio pensiero su strategie di seduzione. Il termine può anche essere usato come semplice sin. di eterosessualità nel caso si riferisca ad una donna, o di omosessualità nel caso di un uomo. ¶ Dal gr. aner, andros, maschio.


ANDROFOBIA. In lat. horror viri. Paura, repulsione o anche odio verso gli individui di sesso maschile. Nella quasi totalità dei casi si tratta di una fobia che colpisce le donne, sovente quelle che sono state vittime di una violenza sessuale, le quali, a causa del trauma, sviluppano un timore irrazionale per i maschi, evitando le situazioni in cui essi sono presenti. In diversi casi tuttavia l’androfobia scaturisce da una sequela di delusioni amorose vissute come particolarmente traumatiche o da un’elevata timidezza e scarsa capacità di relazionarsi con gli uomini. ¶ Dal gr. aner andros, uomo.


“Cara ***, si dice che l'unione fa la forza... che consolazione magra...! Io mi sento come te, io ho paura degli uomini e questa paura mi fa stare sempre sola. Con più passa il tempo e con più peggiora. Anch'io non voglio più parlare con gli uomini, non ne sono addirittura più capace, sono troppo prevenuta, e ne ho fisicamente una paura terribile. Cerco solo amiche che, giustamente, non abbiamo doppi fini” (Link)


ANDROGENO, ormone. Messaggero chimico prodotto dal testicolo, dalla corteccia surrenale e in misura minore dall’ovaio, che stimola e controlla lo sviluppo ed il mantenimento delle caratteristiche maschili. L’ormone androgeno più noto è il testosterone.


ANDROGINIA. Sin. di pseudoermafroditismo maschile o ermafroditismo maschile apparente. Presenza di caratteri sessuali femminili in soggetti maschi. Gli androgini, o androginoidi, sono geneticamente maschi ma a causa di un'insufficiente secrezione di ormoni maschili hanno un apparato genitale esterno di ridotte dimensioni che può ricordare quello femminile. Oltre a ciò, possono presentare anche caratteri sessuali femminili secondari: rotondità degli arti, peluria rada, bacino largo, etc. ¶ Dal gr. andros, maschio + gyne, donna.


ANDROIDISMO. Forma di tecnofilia legata all’attrazione verso robot dalle fattezze umane maschili (androidi), femminili (andreidi) o verso automi non umanoidi. Sovente questa parafilia si riduce alla collezione feticistica di materiale che illustra andreidi dalle forme perfette e scolpite, più o meno coperte di vestiti futuribili o strutture metalliche lucide. → ASFR. ¶ Dal gr. andros, uomo + eidos, forma.


ANDROLOGIA. Ramo della medicina che si occupa delle malattie specifiche del sesso maschile, in particolare di quelle degli organi genitali. ¶ Dal gr. andros, uomo + suff. -logia, studio scientifico.


ANDROMANIA. Eccessivo desiderio di una donna per l’attività sessuale; sin. di ninfomania. ¶ Dal gr. andros, uomo + suff. -mania, stato patologico di tipo iperattivo, di coazione o psicotico.


ANDROMIMETOFILIA. Attrazione sessuale selettiva per le donne che imitano gli uomini nell’aspetto e nel comportamento (andromimetica), femmine molto mascoline o donne transessuali. → ginemimetofilia. ¶ Dal gr. andros, uomo + mimos, mimo.


ANDROPAUSA. O climaterio maschile. Termine coniato, in analogia con menopausa, per indicare l'insieme delle manifestazioni organiche e psichiche che sopravvengono nell'uomo tra i 50 e i 60 anni per ridotta funzionalità ormonale del testicolo. ¶ Dal gr. andros, uomo + pausis, fermata.


ANDRORADIPSISMO. Pratica di masturbazione maschile realizzata in gruppo, nella quale due o più soggetti si osservano mentre si masturbano oppure condividono l’attività in uno stesso luogo facendo però in modo di non osservarsi in maniera diretta; tale pratica è nota gergalmente come sega di gruppo o, in ing. circle jerk (sega in cerchio). È una pratica comune fra maschi in età adolescenziale, che in questo modo hanno la possibilità di confrontarsi e sdrammatizzare alcune ansie legate alla sessualità. ¶ Dal gr. andros, uomo + rad-, doppio prefisso (ri- + ad-) che indica ripetizione + ipsismo, azione su di sé.


Mi è sempre piaciuto masturbarmi in compagnia. Quando avevo tredici anni ero solito andare in giro con un gruppo di amici con i quali facevo una cosa che chiamavamo circle jerk. Funzionava che tutti i partecipanti buttavano un quarto di dollaro al centro del cerchio e ci sedevamo per masturbarci: il primo che veniva si beccava i soldi. Il bottino non ammontava mai a più di un dollaro o un dollaro e mezzo. Penso che tutti capivamo che i soldi erano solo un pretesto. Lo facevamo principalmente per l’emozione di essere guardati e di guardarci. Per quanto ne so, tutti i ragazzi di quel gruppo sono cresciuti come eterosessuali. Sono certo che avremmo preferito fare quel gioco con le ragazzine ma non se ne poteva trovare una che fosse interessata” (Finz, 2004) 


ANDROSODOMIA. Coito anale con un partner maschile. → sodomia. ¶ Dal gr. andros, uomo.


ANDROZOON. Animale addestrato per aver rapporti sessuali con esseri umani in un ruolo attivo, come se fosse un uomo. → ginezoon. ¶ Dal gr. andros, uomo + zoion, animale.


ANEDONIA. O ipoedonia. Scarsa attitudine a provare piacere e desiderio, anche di tipo non prettamente sessuale. Lo stato anedonico porta prevedibilmente a una sessualità assente o appiattita, del tutto inappagante. La loc. ‘anedonia sessuale’ è usata come sin. di iposessualità e nell’uomo essa è legata soprattutto alla mancanza di piacere nel momento dell’eiaculazione. ¶ Dal gr. an + hedone, senza piacere.


Quando mi tocco non provo alcuna sensazione sia nel momento dell’erezione che quando eiaculo. Non provo il ben che minimo piacere o sensazione (anche se sono andato in carica per alcuni giorni) [il soggetto non si è masturbato per alcuni giorni]. [...] Ci metto anche del tempo a raggiungere l’orgasmo e dico orgasmo ironicamente, visto che non sento niente. Tuttavia le erezioni ci sono e il sesso opposto per me è ancora molto attraente” (Link)


ANEIACULAZIONE. Impossibilità di eiaculare, con o senza orgasmo (aneiaculazione anorgasmica). Nel caso dell’aneiaculazione orgasmica, essa non può essere distinta dall’eiaculazione retrograda senza che venga compiuto un esame delle urine che rintracci la presenza o l’assenza in esse degli spermatozoi (spermaturia). Tale disturbo può dipendere da fattori psicologici, in genere inibizione sessuale e incapacità di donarsi al partner, a problemi del sistema nervoso o a un’inibizione conseguente all’assunzione di farmaci. In una forma particolare di aneiaculazione, detta eiaculatio seiuncta (lat. eiaculazione separata), non vi è emissione di sperma nell’ambito del rapporto sessuale e a volte anche nella masturbazione, ma l’eiaculazione può ancora avvenire durante il sonno (polluzione notturna). → orgasmo (disturbo del).


ANELLO CONTRACCETTIVO. Dispositivo anticoncezionale ormonale in materia plastica a forma d’anello di circa 5 cm di diametro, il quale, una volta inserito in vagina, rilascia costantemente e per 3 settimane una bassa dose di estrogeno e progestinico. Allo scadere della terza settimana l’anello viene rimosso in corrispondenza con l’inizio del flusso mestruale. Benché la posizione all’interno della vagina non sia determinante per l’effetto contraccettivo, l’anello generalmente si colloca vicino alla cervice, quindi nella parte più profonda della vagina; il dispositivo viene tenuto in sede dai muscoli della parete vaginale. L’anello, che in genere non causa disturbo durante il rapporto sessuale, può tuttavia essere rimosso prima del coito ma deve essere reinserito in vagina entro 1-3 ore per non perdere la protezione contraccettiva. Sono in commercio anche anelli vaginali che rilasciano estradiolo, per limitare in menopausa l’atrofia vaginale. L’indice di Pearl teorico di questo dispositivo è dell’1%, pari a quello della pillola.


ANELLO PENIENO. 1) Anello di gomma o silicone che va indossato alla base del pene ad erezione avvenuta. La compressione esercitata dall’anello impedisce al sangue di defluire consentendo quindi al pene uno tempo d’erezione più lungo; non si consiglia di indossare l’anello penieno per più di 30 minuti in quanto il sangue stagnante nei corpi cavernosi e l’elevata pressione sanguigna potrebbero causare edema dei corpi cavernosi. 2) Anello in gomma o metallo attraverso il quale viene fatto passare il pene in stato di flaccidità e i testicoli: i genitali esterni così cinti alla base fanno avvertire un senso di costrizione che aumenta all’aumentare del volume del pene dovuto all’erezione. L’anello penieno di questo tipo viene usato soprattutto in ambito BDSM, tanto più che alcuni anelli hanno una dentellatura interna per procurare maggiore dolore-stimolazione all’epidermide. 3) Anello penieno vibrante, la cui funzione non è tanto quella di stringere la base del pene, piuttosto quella di accompagnare l’erezione e la penetrazione con un effetto di vibrazione. Ciò si ottiene tramite un rotore contenuto in un ovulo di gomma agganciato all’anello; la parte vibrante deve essere posizionata sulla parte dorsale del pene, cioè verso il pube. Ciò comporta che, durante la penetrazione, la parte vibrante va a corrispondere con la zona clitoridea della donna procurando quindi piacere ad entrambi i partner. 

 

INDIETRO <------------------------------> AVANTI

 

A/Acr - Acro/Ador - Ados/Agal - Agap/Agra - Agri/Alloi - Allom/Amfig - Amfis/Anaf - Anafr/Anel - Anell/Antig - Antip/Ase - Asf/Ax - B/Bbg - Bbt/Black - Blast/Bu - C/Cas - Castr/Che - Chi/Clin - Clino/col - Coll/Cors - Cort/Cy - D/Dida - Didc/Dy - E/Ema - Eme/Ev - F/Fem - Femm/Flato - Flatu/Fwb - G/Gio - Gioc/Gy - H/Hy - I/Ind - In/Iu - J/Ko - L/Lu - M/Masi - Mast/Me - Met/Mu - N/Nepi - Nepio/Ny - O/Ona - Ond/Oz - P/Pedi - Pedo/Pied - Pier/Pom - Pomp/Prep - Pres/Pu - Q/Qx - R/Rev - Rew/Ry - S/Sco - Scop/Sess - Sesso/Sissi - Sissy/Spe - Sper/Stere - Steri/Sy - T/Testi - Testo/Tr - Tra/Ty - U/Ut - V/Verg - Vergi/Vu - W/Yu - Z/Zo.

 

Text copyright © Alessandro Pedrazzi 2010 - All rights reserved
I punti di vista espressi nel testo sovrastante sono quelli dell’autore. Le informazioni mediche contenute in questo testo non possono essere intese con finalità diagnostica e non costituiscono un’alternativa alla consulenza offerta da un professionista del settore. Qualsiasi marchio registrato, immagine o prodotto citato o rappresentato nel testo appartiene alla società o alla persona fisica che ne detiene i rispettivi diritti legali.

 

Volete approfondire privatamente qualche argomento o problematica legata alla sessualità? Siete curiosi di comprendere approfonditamente alcuni concetti psicologici legati al sesso, per questioni personali o di studio? Contattatemi con fiducia (tel 335.5880355 o email - info@psicologoinrete.com) , ci possiamo vedere in studio od online tramite Skype..

 

 

Dott. Alessandro Pedrazzi 2008-2018© p. iva 06390570965