XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

IACTITAFILIA. Parafilia di tipo esibizionistico consistente nell’eccitarsi al solo raccontare le proprie avventure sessuali, reali o inventate. Sovente si tratta di mendacismo sessuale: il soggetto parla o scrive dei propri desideri sessuali invece di tradurli in realtà o si appaga del racconto non potendo fare altrimenti. Non necessariamente il soggetto mette in atto tale comportamento per compensare una vita sessuale scarsa, la vera gratificazione tuttavia deriva dal raccontarla ad altri con l’intento di sedurli e manipolare il loro desiderio in maniera indiretta. È una parafilia tipica di personalità con tratti istrionici. ¶ Dal lat. iactitatio, sfoggio.


IAI. Acr. di Invitation to Approach Invitation. Azione o serie di azioni per lo più passive mirate ad indurre una persona che stimola il nostro interesse ad invitare all’approccio, ovvero a stimolare in essa dei comportamenti che siano indicatori di interesse (IOI). → seduction community. ¶ Ing.: invito all’invito all’approccio.


IATROFILIA. Anche detto clinical o medical fetish. Parafilia nella quale l’eccitazione è data dall’impersonare il ruolo del medico, sovente un ginecologo (gyno fetish) o un andrologo, e organizzare finte visite specialistiche con un partner compiacente. Tale tipo di feticismo contempla l’utilizzo di strumenti tipici della ginecologia (divaricatore, speculum, etc.) e la ricostruzione di ambienti ambulatoriali nei quali attuare dei giochi erotici dove sono eseguite colposcopie (osservazioni del canale vaginale) e altre manovre pseudomediche. È la parafilia che caratterizza tutti coloro che esercitano abusivamente la professione di ginecologo: in questo caso si tratta di una tendenza che soddisfa principalmente la necessità di crearsi un ruolo di prestigio per compensare un latente senso di bassa autostima; di norma il soggetto iatrofilo non è un vero medico ma spesso è un’autodidatta e può ingannare facilmente i non addetti ai lavori con una discreta cultura medica. La iatrofilia potrebbe essere anche il semplice riattualizzarsi di fantasie o giochi infantili (medico e malato) o, come accade per molte parafilie, essere reattiva ad un trauma legato all’ambito medico per esempio in seguito ad una lunga e complessa degenza vissuta durante il periodo infantile. ¶ Dal gr. iatros, medico.


Io sono una fanatica del medical fetish. [...] Sono davvero fortunata ad avere un amico stretto che gestisce degli affari con altri professionisti medici i quali offrono strumentazione medica e servizi di qualità ai feticisti. [...] La mia passione attuale è il bondage medico: suture, corsetti fatti con aghi e graffette per le suture sono tutti metodi favolosi di contenimento, terribilmente psicologici. [...] Ovviamente se vuoi fare questo genere di giochi avrai bisogno di una decente preparazione sul primo soccorso, sul corpo umano e sui limiti fisici e mentali del tuo sub” (Link)


IATRONUDOFILIA. O iatronudia. Proclività a trovare altamente eccitante il fatto di potersi spogliare davanti a un medico, il quale, nello svolgimento della propria professione, non percepisce la cosa come erotica. Si tratta di una forma di esibizionismo riscontrata in soggetti femminili con tratti istrionici di personalità. La iatronudia può essere associata ad erotomania. Questa variazione sessuale può anche essere attribuita a chi ama svolgere pratiche di medical fetish nel ruolo di paziente (iatrofilia passiva). ¶ Dal gr. iatros, medico + lat. nudum, nudo.


IBRISTOFILIA. O sindrome di Bonnie & Clyde. Attrazione per individui antisociali, che sono stati in prigione o che hanno commesso un crimine. In alcuni casi il parafilico, che nella maggior parte dei casi è di sesso femminile, spinge il partner a compiere crimini in modo da farlo risultare più attraente ai propri occhi. Si tratta della parafilia caratteristica delle donne che scrivono in carcere ad alcuni detenuti che non conoscono personalmente ma di cui hanno sentito parlare dai media; queste lettere spesso contengono proposte di fidanzamento o di matrimonio. La donna ibristofila può sentirsi gratificata dalla visione di sé come persona buona, unica nel suo genere e utile per un soggetto che la maggior parte della società reputa negativo: è proprio questo suo amore “incondizionato” a vincolare e manipolare il criminale. ¶ Dal gr. ybristes, violento.


La donna attratta emotivamente e sessualmente dai serial killer viene indicata con una sigla SKG: Serial Killer Groupie. Da ricerche effettuate, risulta che questo tipo di donna ha generalmente un buon livello educativo ed è attraente, molte sono economicamente indipendenti, sono anche sposate (ma poco soddisfatte del proprio matrimonio) e in alcuni casi hanno figli. Non è raro che queste donne lavorino in qualche ambito relativo alla psicologia, alla giurisprudenza o facciano parte delle forze dell’ordine. Secondo le ricerche compiute da Sheila Isenberg (1992) una buona percentuale è cresciuta in ambiente cattolico, condizionata da preconcetti religiosi quali sessismo e repressione della sessualità; non di rado hanno avuto un padre freddo, abusante o del tutto assente ed una madre molto richiedente. Molte fantasticano della possibilità di essere capaci di redimere il criminale oppure, innamorandosi di un violento, agiscono in modo vicariante la propria aggressività che non possono mettere in atto in concreto. In qualche modo le SKG ricevono dal proprio amore verso il killer un senso di sicurezza personale, controllo e vitalità aggrappandosi l’ego del criminale. In ottica antropologica, Wrangham e Peterson (1997) hanno comparato il comportamento violento dei primati superiori a quello dell’uomo. Fra gli oranghi, le femmine preferiscono i maschi più grossi, più aggressivi, che gridano di più e che mostrano palesi segni della propria mascolinità; le femmine approcciano i maschi proprio dopo che questi si sono scontrati fra loro. Paragonando questo comportamento animale a quello della SKG, i due autori ipotizzano che la donna sia più ricettiva alla mascolinità dell’uomo che ha compiuto l’atto più brutale, non solo perché più forte degli altri maschi ma poiché potenzialmente più capace di protezione e di produrre una prole con maggior possibilità di sopravvivenza.


ICONOFILIA. Sin. di pictofilia. ¶ Dal gr. eikon, immagine.


IDENTITÀ DI GENERE. Persistente e continuo senso di sé come maschio, femmina o qualcosa di differente da tali polarità. Si tratta quindi dell’acquisizione conscia e inconscia di appartenere al proprio sesso e non all'altro. Il genere con il quale una persona s’identifica ha origini sia biologiche che psicosociali. L’identificazione si consolida col tempo ma mantiene comunque un potenziale di mutazione.


IDENTITÀ DI GENERE, disturbo dell’ (DIG). Disturbo psicologico proprio della transessualità nel momento in cui essa presenta elementi disforici legati alla percezione d’incongruenza fra il proprio sesso genetico e il genere sessuale al quale si sente di appartenere. Vi sarebbe quindi disturbo psicologico solo nel caso la transessualità causasse disagio psicosociale soggettivo. Poiché la transessualità causa quasi invariabilmente uno stato di disagio psicologico, fintantoché l’individuo transessuale non riesce o non viene aiutato ad accettare la propria natura, il DIG e la transessualità sono condizioni coincidenti. → disforia di genere.


IDENTITÀ SESSUALE. Condizione identitaria individuale relativa alla propria sessualità, modellata da tre fattori (sesso genetico, identità di genere e ruolo di genere) che agiscono sia sul piano conscio sia su quello inconscio.


IDIOGAMIA. Condizione di chi è eccitato da una e una sola specifica persona che diventa ovviamente esclusivo oggetto del desiderio, senza essere capace di allacciare legami affettivo-sessuali con persone che non siano l’amata o che non le assomiglino. La fedeltà in questo caso non è una scelta ma una conseguenza dell’incapacità di instaurare legami affettivi nuovi e diversi. Le conseguenze dell’idiogamia diventano manifeste nel caso il soggetto perda la persona amata, evento che paleserà le difficoltà emotivo-affettive del soggetto. ¶ Dal gr. idios, particolare + gameo, unisco.


IDIOSINCRASIA. In ambito sessuale, variazione, atto o rapporto sessuale non “tradizionale” che è compiuto non compulsivamente né necessariamente, come avviene nelle parafilie, ma comunque piacevole per chi lo realizza. ¶ Dal gr. idiosynkrasia, temperamento particolare.


IDROFILIA. O acquafilia. Forma di feticismo sessuale in cui l’eccitazione è mediata dall’osservazione di persone che nuotano o si lasciano filmare o fotografare sott’acqua, così come dall’attività sessuale praticata in acqua. ¶ Dal gr. hydor, acqua.


“Cosa potrebbe essere più sereno e bello della forma umana bilanciata con grazia in ambienti liberi dalla gravità, sotto la scintillante superficie di una piscina, di una barriera corallina colorata come l’arcobaleno, o di una laguna limpida come il cristallo? Noi non andiamo in estasi per le sensuali conchiglie o le erotiche anemoni, i nostri interessi hanno a che fare con le persone, che esse siano abbigliate con l’abito della festa o che siano vestite di un semplice sorriso e da una nuvola di bollicine; che esse stiano semplicemente ammirando le meraviglie dei fondali o che stiano partecipando ad un’escursione dai toni sessuali. Se la cosa ha un’atmosfera sottomarina e può essere considerata erotica, noi ne saremo interessati” (Link)


IEROFILIA. Parafilia feticistica per gli oggetti sacri o per persone legate al clero (feticismo clericale). La masturbazione o altri atti sessuali possono avvenire tramite l’uso di oggetti (croci, statue di santi, santini, etc.) oppure il soggetto può compiere attività di mortificazione e autopunizione di fronte a immagini sacre per placare pensieri peccaminosi: tuttavia l’oggetto sacro, simbolo di purezza ma al contempo erotizzato, gratifica sessualmente in forma di compromesso, agendo in senso catartico sulle fantasie sessuali. La ierofilia è tipica di persone legate a culti religiosi o antireligiosi (satanismo) e può essere anche rintracciabile in quelle persone che mirano a provare il loro potere seduttivo con soggetti che è difficile indurre in tentazione. Può altresì associarsi a erastia demoniaca. ¶ Dal gr. hieros, sacro.


IFEFILIA. Attrazione feticistica per il cuoio, la pelle o i tessuti industriali. Una forma abbastanza diffusa di ifefilia è definita spandex fetish. ¶ Dal gr. yphe, tessuto.


Ho un feticismo per lo spandex/lycra. Tutto è iniziato con un tutù quando ero giovane, suppongo mi piacesse indossarlo. Poi ho trovato il costume da bagno intero di mia mamma e dopo ancora ho attraversato una fase in cui rubavo vestiti da donna/ragazza che al tempo mi piacevano molto. Questa cosa è durata per tutta l’adolescenza e io la vivevo come una dipendenza. Ora sono più vecchio e, avendo avuto diverse ragazze, ho visto che la cosa è diminuita e benché a volte guardo delle immagini di donne in lycra preferisco di gran lunga stare con delle donne” (Link)


IGROFILIA. Attrazione feticistica per i fluidi corporei quali la saliva, le lacrime, il sudore, lo sperma. ¶ Dal gr. ygros, umido.


ILLIBATEZZA. Condizione della donna (illibata) la cui verginità è ancora integra. ¶ Dal lat. libare, toccare, assaggiare + pref. lat. negativo in-.


IMAGE CLUB. Bordello con stanze a tema che realizzano particolari fantasie della clientela, e prostitute abbigliate e preparate a corrispondere tali fantasie. ¶ Ing.: club ad immagine (del cliente).


IMENE. Sottile membrana mucosa elastica che, nella vergine, occlude parzialmente l’ostio vaginale. L’imene è un residuo dello sviluppo fetale, esso appare molto vascolarizzato in giovinezza e poco irrorato di sangue in età avanzata; non ha nessuna funzione specifica se non, probabilmente, preservare da infezioni vaginali in età infantile. La non integrità dell’imene è comunemente considerato il segno che la donna ha avuto un rapporto penetrativo e che quindi ha perso la verginità. Tuttavia l’imene varia in forma e di spessore, può essere così elastico da non lacerarsi al momento della penetrazione e in alcuni soggetti è del tutto assente dalla nascita. In casi non comuni l’imene risulta imperforato e la giovane necessiterà quindi di una semplice operazione chirurgica (imenectomia) per consentire il normale deflusso del sangue mestruale. In seguito al primo rapporto, generalmente l’imene si lacera, provocando una piccola emorragia; di esso non restano che piccoli lembi (lobuli imenali) i quali si riducono ulteriormente in dimensioni dopo il primo parto, lasciando strutture cicatrizzate (caruncole imeneali).


Ho provato a fissare un incontro con la mia dottoressa ma aveva appuntamenti fino a gennaio, quindi ho deciso di tagliarmelo da me. [il soggetto ha un imene settato]. Ho immaginato che la doc mi avrebbe intontito con un sacco di discorsi sulla cosa e d’altra parte mi sono immaginata che sarebbe stato strappato più violentemente se avessi fatto sesso la prima volta. Quindi, ho comprato delle forbicine molto affilate, le ho sterilizzate, ho messo il Bacitracin [un disinfettante] sul setto, e lentamente l’ho tagliato. Sorprendentemente non ha fatto per nulla male e sono uscite solo una o due gocce di sangue. Questo è successo circa un’ora fa. Sono contenta di averlo fatto, forse adesso posso fare finalmente sesso!” (Link) [Si sconsiglia vivamente d’improvvisare operazioni chirurgiche, anche se di lieve entità]


Il medico inglese Saint-Clair Gray, nelle sue memorie (Glasgow Medical Journal, 1873), cita il caso di due donne con imene “persistente”. La prima, una trentenne sposata da dieci anni, aveva un imene perfettamente intatto nonostante gli svariati rapporti sessuali avuti con il marito. L’imene era resistente ed elastico e, eccetto una piccola apertura, bloccava completamente l’entrata nel canale vaginale. Il secondo caso riguardava una 43enne sposata da 21 anni la quale aveva l’imene nelle condizioni di una vergine benché avesse regolari rapporti sessuali con il marito. Taylor (Traité de médicine légale, 1881) cita il caso di tre donne, impegnate quasi quotidianamente nel lavoro di prostituta rispettivamente per 7, 8 e 12 anni, le quali avevano l’imene assolutamente intatto. Il medico Budin (Obstetrique et gynécologie, 1886) riferì che in tre mesi, alla clinica ostetrica nella quale lavorava, fra 75 primipare (donne che partorivano per la prima volta), 13 avevano ancora l’imene intatto, e questo rimaneva tale anche nel caso il medico inserisse nel canale vaginale uno, due o tre dita.


IMENE ARTIFICIALE. Dispositivo dell’oggettistica sessuale prodotto in materiale atossico da inserire nella vagina per creare, all’altezza dell’orifizio vaginale, una sottile barriera che dovrebbe imitare la consistenza e la resistenza offerta da un vero imene. In seguito alla penetrazione l’imene artificiale rilascia poche gocce di un liquido rosso anallergico simulando la lieve emorragia conseguente alla deflorazione. → imenofilia.


IMENOFILIA. Parafilia legata alla deflorazione, nella quale il piacere principale è legato all’atto stesso e alle sue conseguenze piuttosto che alle virtù d’illibatezza e purezza popolarmente legate alla verginità. Nell’imenofilia ciò che viene investita eroticamente è la resistenza alla penetrazione offerta dalla membrana imeneale, la perdita ematica conseguente alla lacerazione e l’eventuale dolore provato dalla donna. → imene.


IMENOPLASTICA. Operazione di chirurgia plastica mirata alla ricostruzione dell’imene, tale da ripristinare le caratteristiche anatomiche della verginità tramite sutura dei residui imeneali. La procedura, compiuta in anestesia locale con sedazione, è richiesta da chi, per cultura o religione, dà molta importanza al valore della verginità ma anche dalle donne che desiderano ripristinare uno stato di giovinezza e tonicità dei genitali; in tal caso all’imenoplastica spesso si associano labioplastica (rimodellamento delle labbra vulvari) e vaginoplastica. Il costo di tali operazioni di chirurgia estetica varia in funzione del rimodellamento richiesto: indicativamente varia tra i 1.000 € e i 4.500 €.


Vengo da una famiglia musulmana... In altri ambiti non considero questa cosa un problema, ma è un vero tabù se una donna perde la verginità (di conseguenza si considera che la donna abbia fatto sesso prima del matrimonio), anche se non ha fatto sesso. Penso che la maggior parte di voi sappia che l’imene si può lacerare con l’attività sportiva... In ogni caso non voglio entrare nei dettagli di come ho perso il mio imene, voglio solo dire che per me è indispensabile avere l’imene! Non ci sono scuse per una donna musulmana per non averlo. Ho alcune domande sulla chirurgia dell’imene... Questa può essere fatta su tutte le donne? La chirurgia all’imene funziona? Quanto costa? In quanto tempo ci si riprende? Può essere fatta in modo che le persone che ti stanno vicino non sappiano cosa sta succedendo? Se opto per la chirurgia dell’imene dovrei anche tenere la cosa segreta con la mia famiglia...” (Link)


IMPACT PLAY. O corporal. Insieme delle pratiche sessuali che implicano il percuotimento del corpo con qualsiasi strumento a disposizione. ¶ Ing.: gioco d’impatto.


IMPALAMENTO. Qualsiasi pratica sessuale nella quale una limitata zona del corpo viene trafitta da parte a parte tramite un lungo chiodo un oggetto simile. Si tratta di una pratica sessuale estremamente pericolosa e, data la fuoriuscita di sangue, l’impalamento è da considerarsi una pratica di sesso non sicuro. Le forme più comuni d’impalamento riguardano l’inserimento di un chiodo attraverso il glande appoggiato su una tavoletta di legno, oppure l’inchiodamento dello scroto. → butterfly board; edge play.


IMPOTENZA. Termine ormai sostituito da deficit erettivo e relativo all’impossibilità di raggiungere l’erezione e compiere l’atto sessuale (impotentia coeundi).


Le mogli del re del popolo Chollo, o Shilluk, autoctoni dell’area meridionale del Sudan, potevano divorziare dal capo nel momento in cui l’uomo si fosse dimostrato incapace di compiere il suo dovere coniugale. Il divorzio si realizzava tramite strangolamento a mani nude del povero uomo.


INCEST. Categoria del porno che vede come protagonisti soggetti imparentati, il più delle volte madre-figlio, padre-figlia. Dal momento che l’incesto è vietato dalla legge nella quasi totalità degli stati, i filmati incest sono per lo più dei falsi, con attori non consanguinei ma con una differenza di età tale da far supporre una relazione parentelare. I veri filmati incest di solito rientrano in produzioni pedopornografiche. ¶ Ing.: incesto.


Fra i Cayapas, o Chachis, dell’Equador nord-orientale, l’incesto è una pratica proibita e chiunque viene ritenuto colpevole di tale atto è disprezzato pubblicamente. Tuttavia se la coppia incestuosa si dimostra ferma e decisa rispetto alla propria condizione, opponendosi in maniera testarda agli insulti dei membri della propria tribù, dopo un dato periodo di tempo la coppia viene attribuito uno status simile a quello delle comuni coppie.


INCESTO. Atto sessuale fra individui legati da rapporti di consanguineità che oppongono impedimento al matrimonio, come nel caso di genitori e figli, fratelli e sorelle, nonni e nipoti. La proibizione ai rapporti incestuosi è presente in quasi tutte le culture; in quelle in cui il tabù non è presente, l’atto sessuale con un parente è visto in genere come mezzo per generare una prole di sangue nobile, cioè non mischiato a quello di altri gruppi famigliari. A parte le ovvie considerazioni, non è del tutto chiarito il motivo di una così ampia diffusione fra differenti culture della proibizione all’incesto. Con tutta probabilità essa è derivata dall’osservazione che la prole generata da tali rapporti presenta spesso (ma non sempre) delle malattie; ciò è dovuto al fatto che l’incontro di patrimoni genetici affini aumenta la probabilità che geni portatori di difetti divengano dominanti e quindi si esprimano fenotipicamente come malattia, quando invece l’unione di patrimoni genetici fra persone non consanguinee aumentata la possibilità che il gene “difettoso” non esprima la malattia in quanto reso recessivo dal gene sano complementare, ereditato in ruolo dominante dal non-consanguineo. La probabilità che una prole malata sia generata dall’unione sessuale incestuosa aumenta grandemente nel momento in cui un gruppo sociale isolato e composto da un numero limitato di individui pratichi endogamia; in tal caso, progressivamente, i nascituri avranno un patrimonio genetico indebolito, in quanto ricco di geni difettosi in ruolo dominante. ¶ Dal lat. incestum, derivato da castum, quindi: non puro, non casto.


Se i vostri genitori non si fossero uniti esattamente quando l’hanno fatto, in quel secondo o forse in quel nanosecondo, voi non sareste qui […] E se i loro genitori non si fossero uniti in quello stesso puntuale modo, anche in quel caso non sareste qui. Tornate indietro nel tempo e tali debiti ancestrali inizieranno a sommarsi. Tornate indietro di otto generazioni […] e si possono già contare 250 persone dal cui puntuale coito dipende la vostra esistenza. […]. A venti generazioni fa, il numero degli individui che ha procreato a vostro favore è salito a 1.048.576 unità. Cinque generazioni prima di quella e si troveranno non meno di 33.554.432 uomini e donne dalle cui copule dipende la vostra esistenza. A trenta generazioni, il numero totale di progenitori (ricorda, questi non sono cugini e zie o altri parenti fortuiti, ma solo genitori e genitori di genitori in una linea che porta ineluttabilmente a te) è di oltre un miliardo d’individui (1.073.741.824, per essere precisi). Se si retrocede alla 64ª generazione, al tempo degli antichi romani, il numero delle persone sui cui sforzi cooperativi dipende la vostra eventuale esistenza è salito approssimativamente a un quadrilione (1.000.000.000.000.000.000.000.000) cifra che è di parecchie migliaia di volte superiore al numero totale di persone che sono mai vissute. […] Con così tanti milioni di antenati nel vostro background, devono esserci state diverse occasioni in cui un parente da parte della famiglia di vostra madre deve aver procreato con qualche lontano cugino del ramo genealogico paterno. In effetti, se attualmente siete in relazione con qualcuno della vostra stessa etnia e paese, ci sono probabilità eccellenti che, a qualche livello, siate imparentati” (Bryson, 2003)


INCESTOFILIA. Attrazione sessuale per un membro della propria famiglia e per rapporti sessuali incestuosi. Il termine indica anche l’interesse per media pornografici incest.


In un sondaggio internet al quale hanno risposto 16.443 persone di genere misto, è stato chiesto se si avessero mai avute esperienze sessuali con un parente. Il 2% ha risposto “frequentemente”, il 12% ha risposto “qualche volta”, l’85% ha dato una risposta negativa mentre l’1% ha preferito non rispondere alla domanda. Successivamente si è chiesto con chi fosse avvenuto l’atto sessuale; su 15.434 persone che hanno risposto l’83% ha affermato di non aver mai avuto esperienze incestuose, l’1% ha risposto “mio padre”, l’1% ha risposto “mia madre”, il 4% “mia sorella”, il 2% “mio fratello”, il 7% ha risposto “altro” (zii e cugini) mentre il 2% ha preferito non rispondere. Il medesimo campione, interrogato relativamente al fatto che l’atto incestuoso fosse consensuale o meno, ha così risposto: il 13% ha dichiarato che ha compiuto l’atto consensualmente, il 3% ha affermato che l’atto non è stato consensuale, l’83% ha risposto che non poteva rispondere alla domanda in quanto non aveva compiuto atti incestuosi, l’1% ha preferito non rispondere alla domanda. (Link)


INCLUSIONE. Tipo di bondage estremo in cui il corpo di una persona viene completamente rinchiuso all’interno di una struttura rigida o semirigida.


INCOMPETENZA EIACULATORIA. Anche detta in lat. coitus sine ejaculatio o ejaculatio deficiens. Rara e severa forma di eiaculazione ritardata caratterizzata dall’incapacità di eiaculare in vagina nonostante un soddisfacente stato di eccitazione e un’efficiente erezione. Si fa distinzione fra incompetenza eiaculatoria primaria, nel caso non si sia mai stati capaci di eiaculare in vagina, e incompetenza eiaculatoria secondaria,se tale problema sopravviene in individui che in passato erano stati capaci di eiaculare normalmente in vagina; in quest’ultimo caso si può parlare d’incompetenza eiaculatoria elettiva,se l’incapacità di eiaculare si manifesta esclusivamente con determinate partner e non con altre.


INCONDITOFILIA. Parafilia popolarmente nota come Messy Fun o WAM. Al centro delle fantasie e delle attività inconditofila vi è l’utilizzo di acqua, cibo, vernici, fango o altri materiali con cui coprire e sporcare il corpo di una persona o parte di esso; il soggetto inconditofilo godrà nel vedere immagini o filmati nei quali dei soggetti si versano addosso o si fanno versare sul corpo diversi tipi di sostanze che possono richiamare metaforicamente i fluidi e le deiezioni corporee (feci, urine, sperma, sudore, saliva, etc.) ma quasi mai vengono usate in concreto tali sostanze per i giochi di messy fun (→ hard core mess). Le constanti in tale variazione sessuale è che i soggetti ritratti nelle scene di Messy Fun raramente sono nudi, quasi mai in pose suggestive o volgari, il coito è poche volte presente e i protagonisti mostrano espressioni di stupore e divertita sorpresa.  L’inconditofilia è legata ad un senso di eccesso, sovversione e comicità che richiamano l’infanzia, nella quale era concesso giocare e pasticciare con il cibo e con altri materiali senza sensi di colpa o vergogna. Ogni inconditofilo ha una specifica preferenza riguardo la sostanza da usare e sul come essa debba essere utilizzata nel gioco erotico, tuttavia si possono ritracciare tre macrogruppi appartenenti a questa stessa parafilia: il wetlook, in cui l’acqua è la materia d’elezione, il mudlarking, in cui viene usato fango o creta (e sottogruppo QX&), e il mess, relativo a tutto ciò che non è compreso nei precedenti gruppi. L’elevato livello di precisione con cui gli inconditofili descrivono le scene che per loro risultano eccitanti e la selettività per gli elementi che devono far parte di esse, derivano dal fatto che i parafilici sviluppano le proprie fantasie in solitudine, perfezionandole progressivamente e cementando il potenziale erogeno degli elementi feticcio. Da ricerche compiute su questa parafilia, risulterebbe che l’inconditofilo medio ha un lavoro comune, appartiene alla classe media ma non è particolarmente benestante, è preciso, puntuale, con tendenze o mansioni legate al controllo. In quest’ottica, l’inconditofilia permetterebbe al soggetto di liberarsi dagli impegni e dalle ossessioni della vita adulta per recuperare una dimensione infantile, caotica e gioiosa, in cui le leggi e le regole dei grandi vengono distrutte e lordate, ma con la certezza che alla fine del gioco tutto potrà essere lavato e riportato all’ordine e alla pulizia. ¶ Dal lat. inconditus, disordinato, rozzo, inelegante; termine coniato dall'autore (2010). La prima comunità di Messy Fun comparve, in seno alla comunità omosessuale maschile, nella seconda metà del 1980.


“Una delle nostre lettrici dice che ciò che trae da tali atti è proprio questa sensazione di abbandono. Per un momento, per il lasso di tempo in cui lo stai facendo, non t’importa di nulla. Dai tre anni in avanti ti viene detto di non sporcare le scarpe, di non giocare con il cibo. E improvvisamente, per alcuni minuti, puoi dare un calcio a tutto questo […] Tutto il mondo adulto ti protegge contro tutte le sensazioni. Se sta piovendo, esci col cappello, l’impermeabile e l’ombrello per tenere lontano ogni elemento umido dalla tua pelle. […] È il terribile affare del diventare grandi che ha frenato la gente dal fare cose che sono puramente piacevoli da un punto di vista tattile o irriverente” (Gates, 2000)


INCULARE. Sin. volgare di sodomizzare, inserire il pene nel retto. → sodomia. ¶ Termine coniato da Alexis Piron (1689-1773) nella sua ‘Ode a Priapo’ (1730 ca.).


INDURATIO PENIS PLASTICA (IPP). Patologia anche nota come malattia di Peyronie. Processo fibrotico localizzato che colpisce la guaina che riveste i corpi cavernosi del pene (tunica albuginea). La placca causa una curvatura del pene che, durante l’erezione, può provocare vivo dolore. La deformazione del pene, così come la possibilità che la curvatura possa impedire il rapporto sessuale, sono motivo di forte disagio psicologico. L’eziopatogenesi dell’induratio penis plastica non è ancora del tutto chiarita ma la malattia ha buone probabilità di manifestarsi nel caso di lacerazione della tunica albuginea (frattura del pene). ¶ Lat.: indurimento plastico del pene.


Per curare un pene curvo avrete bisogni di: testicoli di quaglia, olio preso dalla corteccia interna di un vecchio albero di storace, formiche alate, ambra orientale, muschio. Mescolate insieme gli ingredienti e applicate sulla curvatura del pene. Fatto ciò il pene risulterà rafforzato. (I Segreti della Signora Isabella Cortese, 1561)


INDUSTRIA DEL SESSO. Impresa commerciale i cui proventi derivano principalmente dalla vendita di materiale o servizi legati all’intrattenimento sessuale, quindi ad esempio: film hard, oggettistica sessuale, fotografie erotiche, fumetti pornografici, etc.

 

 

INDIETRO <------------------------------> AVANTI

 

A/Acr - Acro/Ador - Ados/Agal - Agap/Agra - Agri/Alloi - Allom/Amfig - Amfis/Anaf - Anafr/Anel - Anell/Antig - Antip/Ase - Asf/Ax - B/Bbg - Bbt/Black - Blast/Bu - C/Cas - Castr/Che - Chi/Clin - Clino/col - Coll/Cors - Cort/Cy - D/Dida - Didc/Dy - E/Ema - Eme/Ev - F/Fem - Femm/Flato - Flatu/Fwb - G/Gio - Gioc/Gy - H/Hy - I/Ind - In/Iu - J/Ko - L/Lu - M/Masi - Mast/Me - Met/Mu - N/Nepi - Nepio/Ny - O/Ona - Ond/Oz - P/Pedi - Pedo/Pied - Pier/Pom - Pomp/Prep - Pres/Pu - Q/Qx - R/Rev - Rew/Ry - S/Sco - Scop/Sess - Sesso/Sissi - Sissy/Spe - Sper/Stere - Steri/Sy - T/Testi - Testo/Tr - Tra/Ty - U/Ut - V/Verg - Vergi/Vu - W/Yu - Z/Zo.

 

Text copyright © Alessandro Pedrazzi 2010 - All rights reserved
I punti di vista espressi nel testo sovrastante sono quelli dell’autore. Le informazioni mediche contenute in questo testo non possono essere intese con finalità diagnostica e non costituiscono un’alternativa alla consulenza offerta da un professionista del settore. Qualsiasi marchio registrato, immagine o prodotto citato o rappresentato nel testo appartiene alla società o alla persona fisica che ne detiene i rispettivi diritti legali.

 

Volete approfondire privatamente qualche argomento o problematica legata alla sessualità? Siete curiosi di comprendere approfonditamente alcuni concetti psicologici legati al sesso, per questioni personali o di studio? Contattatemi con fiducia (tel 335.5880355 o email - info@psicologoinrete.com) , ci possiamo vedere in studio od online tramite Skype..

 

 

Dott. Alessandro Pedrazzi 2008-2018© p. iva 06390570965