XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

 

CACCIATORE DI TROFEI. Individuo che colleziona parti corporee (in genere testicoli) ottenute da soggetti che desiderano e trovano eccitante l’idea che il cutter operi chirurgicamente per rimuovere e conservare organi e/o tessuti. Non di rado i cacciatori di trofei praticano illegalmente operazioni chirurgiche su persone con parafilie complementari al loro feticismo (es. castrofilia).


CACCIATRICE DI UOMINI. Donna dalla sessualità emancipata e spregiudicata che cerca sesso occasionale con uomini, anche se vincolata a una relazione sentimentale con un partner fisso; ciò avviene in quanto la donna scinde totalmente il lato affettivo da quello sessuale, consentendosi rapporti saltuari senza che essi abbiano strascichi affettivi. →


CACHE-SEXE. Piccolo oggetto, o capo d’abbigliamento, utilizzato per coprire i genitali; spesso adoperato dagli attori cinematografici nelle scene di sesso. ¶ Fr.: nascondi sesso.


CACOCALLIA. Anche callicacia. Condizione di una persona ritenuta esteticamente brutta ma sessualmente desiderabile. ¶ Dal gr. kakos, brutto + kalos, bello.


Una donna brutta per me può essere molto sessuale. C’è un limite di bruttezza che è legato allo sporco, alla trasandatezza, alla trascuratezza, ma una donna curata, pure se non è molto bella può essere molto sensuale. Una donna che è brutta... mi è successo, ha un suo fascino. Soprattutto io so, e l’ho vissuto, che sono molto più sessuali perché danno di più” (t.r.a.)


CACOLALOFILIA. Sin. di coprolalofilia. ¶ Dal gr. kakos, brutto + laleo, chiacchierare.


CAGNA. Epiteto ingiurioso riferito ad una donna che si concede sessualmente con grandissima facilità, al pari di un animale di sesso femminile in calore.


CALDO. Attributo riferito a una persona facilmente eccitabile e particolarmente passionale. Sovente utilizzato, con un’accezione scherzosa, il corrispettivo spa. caliente.


CALIGINEFOBIA. Timore irrazionale delle belle donne. Tipico soprattutto di alcuni maschi timidi, introversi, esteticamente non dotati e con poca o nulla dimestichezza con l’altro sesso, che vedono nelle donne belle una fonte di sicura frustrazione del loro desiderio e un’implicita affermazione dei propri limiti. ¶ Dal gr. kalos, bello + gyne, donna.


CALL GIRL. Anche C-girl. Prostituta che può essere contattata telefonicamente per fissare incontri sessuali, i quali potranno svolgersi in casa della donna o a domicilio del cliente. Il termine, diffuso in tutto il mondo, nacque negli anni ’20 del XX secolo con un significato differente: indicava una prostituta che lavorava in una ‘call-house’, un bordello nel quale gli uomini si recavano per “far visita” (to call on) alle prostitute. → squillo. ¶ Ing.: ragazza a chiamata.


CALLICNEMIA. Condizione della persona che ha delle belle gambe. ¶ Dal gr. kalos, bello + kneme, gamba.


CALLICUNNIA. Condizione della donna che ha una bella vulva. ¶ Dal gr. kalos, bello + lat. cunnus, vagina o vulva.


CALLIMAMMAPIGIA. Condizione della donna che ha un bel seno e un bel fondoschiena. ¶ Dal gr. kalos, bello + lat. mamma, mammella + gr. pyge, deretano.


CALLIMASTIA. Condizione della donna che ha un bel seno. ¶ Dal gr. kalos, bello + mastos, mammella.


CALLIPIGIA. Condizione di chi ha un bel fondoschiena. ¶ Dal gr. kalos, bello + pyge, deretano.


CALLISFIRIA. Condizione della donna che ha belle caviglie. ¶ Dal gr. kalos, bello + sphyron, caviglia.


CALLISURIA. Condizione della donna che ha bei polpacci ¶ Dal gr. kalos, bello + lat. sura, polpaccio.


Wiggins et al. (1969) condusse una ricerca sulle preferenze degli uomini rispetto al corpo femminile. Ne risultò che il campione poteva essere diviso in tre gruppi: gli amanti delle mammelle, quelli delle natiche e quelli delle gambe. Fra questi ultimi si poteva distinguere fra gli uomini che amavano cosce e polpacci grossi, ovvero maschi che si rivelavano più inibiti della media, e quelli che erano attratti da gambe snelle, uomini attenti alla dimensione atletica ma propensi a fumare più della media. Gli uomini attratti da donne con piccoli seni risultavano più introversi, bevitori moderati e religiosi. Gli amanti dei seni prosperosi erano soprattutto degli estroversi. I soggetti attratti da donne con un fondoschiena abbondante erano quelli più ordinati e precisi, quelli invece che attratti dai deretani magri erano molto assorbiti dal loro lavoro e poco interessati allo sport. Infine, gli uomini attratti dalle donne in carne risultarono i soggetti più ambiziosi e con una certa tendenza al bere, mentre quelli attirati dalle donne fisicamente contenute erano di un ceto sociale più elevato con una certa tendenza alla possessività.


CALLOMANIA. Idea delirante di essere di una bellezza nettamente superiore alla media. ¶ Dal gr. kalos, bello + suff. -mania, stato patologico di tipo iperattivo, di coazione o psicotico.


CALORE. Periodo in cui la femmina di diverse razze di animali è disponibile all’accoppiamento; il termine è usato gergalmente come sin. di eccitazione, forte desiderio sessuale.


CAM WHORE. 1) Persona che si denuda e/o si masturba filmandosi con una webcam o con la videocamera del cellulare in cambio di beni economici o di oggetti presegnalati a chi acquista il servizio erotico. Il termine, usato talvolta come sin. spregiativo di webcam girl (vedi webcam), è tuttavia più relativo alle giovani ragazze che hanno venduto proprie immagini di nudo facendosi pagare in ricariche telefoniche, abbigliamento o anche in denaro, al di fuori di un circuito di servizi ASP quale quello utilizzato in genere dalla cam girl. 2) Persona esibizionista che posta in internet, in siti non appropriati, proprie immagini erotiche per attirare l’attenzione. ¶ Ing.: prostituta della webcam/telecamera.


CAMEL TOE. Termine gerg. con cui si indica il contorno delle grandi labbra e la rima vulvare visibile attraverso indumenti aderenti. ¶ Ing.: zoccolo di cammello.


CAMIO. Abbr. di (lesbica) camionista, vocabolo gerg. con cui si indica una donna omosessuale dall’aspetto e dal comportamento molto mascolino; sin. di bulldyke.


CAMPORELLA. Termine pop. con cui si indica, in tono per lo più ironico, l’atto di appartarsi per amoreggiare in luoghi immersi nel verde, quali boschi o prati.


Chi non l’ha fatto? Il pro è che sei in mezzo alla natura e il tutto suona come una cosa, appunto, naturale. Il contro è che, o sei un esibizionista, oppure devi andare in luoghi improbabili per evitare il rischio del guardone. La migliore che ho fatto, o se non altro la più particolare, è stata in montagna a 2300 metri, luogo impervio che ti garantisce una sufficiente privacy. Nudi ma con gli scarponi da montagna addosso sulle rocce, roba da stambecchi. In più cardiotonico pazzesco perché a 2000, noi di città, boccheggiamo. La cosa assurda è che a lei all’inizio è venuto lo scrupolo dei satelliti di Google Earth ‘E se ci fotografano proprio mentre lo facciamo?’. Quindi i preliminari sono stati bruciati spiegando come funziona Google Earth e che no, non c’era quel pericolo e comunque non si sarebbe capito che eravamo noi. Be’, ma tanto sui 2300 chi se ne frega dei preliminari...” (t.r.a.)


CANCROIDE. Sin. di ulcera venerea.


CANDAULISMO. Tendenza ricorrente a trarre piacere sessuale dal mostrare ad altri uomini il corpo nudo della propria compagna o fotografie e rappresentazioni artistiche di esso; in alcuni casi la donna può essere spinta ad avere un rapporto sessuale con una terza persona mentre il partner guarda. Il candaulismo riflette una tendenza esibizionistica o voyeuristica ma non necessariamente rivela una proclività allo scambismo. ¶ Da Candaule, re della Lidia, che fece in modo di mostrare le nudità della moglie alla guardia Gige.


CANDID. In ambito sessuale, filmato o fotografia realizzata all’insaputa del soggetto ripreso. Il media viene realizzato perché il soggetto sta compiendo un gesto o ha una qualche caratteristica somatica o un abbigliamento che attira l’attenzione sessuale di chi lo sta immortalando. Ad esempio, nel caso delle smoking candids, vengono realizzate fotografie o video di donne che fumano per la strada, poi, senza chiedere il permesso alla protagonista, i  media sono postati in internet e scambiati fra soggetti che presentano capnofilia. I filmati candids sono di vario tipo, in base all’elemento sessuale-feticistico che vanno a catturare. ¶ Dall’ing. candid camera, fotocamera nascosta.


CANDIDOSI GENITALE. Infezione causata da un fungo del genere Candida, fra cui la Candida albicans è il più comune. Tale fungo si trova abitualmente nel cavo orale, nell’intestino e nella vagina; in base a certe condizioni, la più comune delle quali è l’abbassamento delle difese immunitarie, il fungo può diventare infettante. L’aumento dell’incidenza della candidosi può essere attribuita al largo uso di antibiotici che scompensano la flora intestinale e, nelle donne, all’utilizzo dei contraccettivi orali; in quest’ultimo caso sembra probabile che gli estrogeni influenzino i livelli di glicogeno nella vagina, generando un ambiente più favorevole per lo sviluppo del fungo. A causa della candidosi, gli uomini possono lamentare irritazione, prurito e arrossamento genitale; caratteristica è la presenza di un materiale biancastro che aderisce alla superficie della cute. Le donne sovente presentano una grave irritazione alla vulva con scarsa secrezione, la parete vaginale può essere ricoperta, come nell’uomo, dello stesso materiale biancastro. Le recidive sono frequenti in entrambi i sessi e la donna potrebbe dover sospendere, nel corso della terapia, l’assunzione di contraccettivi orali per diversi mesi. Alcune pratiche sessuali, come la penetrazione anale non protetta da preservativo, con passaggio dal retto alla vagina o in bocca senza previa detersione del pene, aumentano la probabilità di contagio ed autocontagio.


CANTARIDINA. Composto chimico organico, tossico, estratto nella forma di polvere cristallina dal corpo essiccato e polverizzato della Cantaride (Lytta vesicatoria), coleottero della famiglia dei Meloidi. La cantaridina veniva somministrata agli animali maschi per stimolarli all’accoppiamento in quanto la sostanza, eliminata con le urine, irrita l’uretra causando infiammazione genitale e un conseguente priapismo; per tale ragione in passato la cantaridina era consigliata come afrodisiaco. Dal momento che, per un uomo adulto, la differenza fra una dose effettiva ed una dose tossica è minima, l’utilizzo della sostanza è da ritenersi assolutamente sconsigliabile. La cantaridina causa minzione dolorosa, febbre ed emorragie, inoltre può generare danni permanenti alle reni e ai genitali. ¶ Dal gr. kantharis, piccolo scarabeo.


Bastano 1,6 grammi di cantaridina per causare la morte entro 26 ore dall’assunzione. In USA, dal 1850, sono decedute 6.613 persone per aver tentato di migliorare la propria vita sessuale usando questo pericolosissimo estratto organico. (Largo, 2006)


CAPEZZOLO. Papilla cutanea sporgente, pigmentata, tondeggiante e conica al centro dell’areola mammaria. Il capezzolo è una struttura presente anche nei maschi, ma solo negli individui femminili l'apparato mammario diventa funzionale all'allattamento, essendo attraversato dai dotti lattiferi. Il capezzolo reagisce al freddo, alla stimolazione meccanica e all’eccitazione, inturgidendosi per corrugamento. Il capezzolo e l’areola sono strutture che funzionano come recettori erogeni e in alcuni soggetti, la maggior parte dei quali di sesso femminile, la sola stimolazione del capezzolo può generare un orgasmo. L’erogeneità del capezzolo è tuttavia variabile da individuo a individuo ed è quindi del tutto normale che alcune donne possano non provare nessun particolare piacere se stimolate in tale area della mammella. → telotismo. ¶ Dal lat. capitium, estremità.


Fra i membri della società etiope dei Janjero era uso che i capezzoli dei ragazzi adolescenti venissero tagliati nei riti di pubertà.


CAPITALE EROTICO. Dote posseduta da un individuo, equivalente al potere seduttivo e/o sessuale che questi ha sulle altre persone: tale capitale è formato da attributi immutabili, quali etnia o altezza, e da qualità acquisibili nel tempo o tramite altre azioni, come muscolatura, make-up, etc. ¶ Concetto sviluppato dal sociologo Adam I. Green.


CAPNOFILIA. Piacere sessuale derivato dall’osservazione di una persona che fuma, dal fumare e soffiare il fumo in faccia al partner, dal masturbarsi tenendo in mano o avvicinando ai genitali sigari e sigarette accese. All’inizio del XX secolo si osservò la diffusione di diverse fotografie erotiche di donne che fumavano; l’attrazione principale consisteva nel fatto che ai tempi erano rare le donne fumatrici e quindi una donna che si permetteva tale abitudine risultava particolarmente provocatoria e seduttiva. La capnofilia, oggi meno diffusa, può trovare la propria origine anche nel valore inconscio che possono avere le sigarette e i sigari come simboli fallici: il feticismo per i sigari è in effetti soprattutto diffuso in ambienti gay. Tuttavia in diversi casi la capnofilia è connessa al sapore stesso del fumo nella bocca del partner ed in altri casi a pratiche di dominazione tali per cui un fumatore moderato cerca un Master o una Mistress che lo spinga a fumare di più. ¶ Dal gr. kapnos, fumo.


Mentre mi è sempre piaciuto veder fumare una donna attraente, è solo dieci anni fa che mi è successo di avere una breve storia con una donna che era sia attraente che una forte fumatrice. Prima di allora avevo sentito tutti i tipici adagi legati al fumo, tipo ‘baciare un fumatore è come baciare un posacenere’. Una notte, dopo il lavoro, siamo andati in un pub e dopo un drink questa donna mi si è avvicinata ed abbiamo iniziato a baciarci mentre, allo stesso tempo, stava fumando una sigaretta. Il sapore e l’odore erano veramente forti, specialmente per il fatto che io quella notte non avevo fumato, ma era mischiato con il profumo naturale del suo alito e la cosa mi è piaciuta. L’esperienza è stata così splendida che oggi non mi piacerebbe dare un appuntamento ad una non fumatrice” (Link)


CAPPELLA. Sin. gerg. di glande. ¶ Da ‘cappello’.


CAPPUCCIO. 1) Sin. pop. di prepuzio. 2) Sin. pop. di preservativo.


CAPPUCCIO CERVICALE. Tipo di diaframma in lattice o silicone che, inserito all'interno della vagina, calza sulla cervice uterina e si mantiene in loco. Così posizionato prima del rapporto sessuale, esso blocca agli spermatozoi eiaculati in vagina l’accesso alle vie sessuali superiori, impedendo quindi la fecondazione. Dopo 6-8 ore dal coito, il cappuccio cervicale può essere rimosso, deterso e riutilizzato per un tempo indicato in base al modello. Tale diaframma, come mezzo di contraccezione, ha un indice Pearl pari a 9, punteggio che diminuisce se l’anticoncezionale viene usato in associazione a una crema spermicida. Il dispositivo ha una funzionalità inferiore nel caso la donna abbia già avuto figli con parto naturale, in quanto ciò può causare irregolarità nella forma della cervice e ciò potrebbe interferire con la capacità di adesione del cappuccio.


CAPPUCCIO D’ISOLAMENTO. Accessorio tipicamente usato in ambito BDSM, in genere prodotto in pelle. Esso viene utilizzato per deprivare chi lo indossa della vista, del gusto e, in modo parziale, dell’udito. I cappucci d’isolamento sono spesso dotati di aperture richiudibili. → deprivazione sensoriale.


CARATTERI SESSUALI. Insieme dell’aspetto degli attributi e degli organi di un individuo che lo caratterizzano come maschio o femmina. I caratteri sessuali primari sono relativi agli organi genitali interni ed esterni (ovaie, testicoli, utero, vagina, pene, vulva, etc.). I caratteri sessuali secondari sono i tratti che conseguono all'azione degli ormoni sessuali e che incominciano a manifestarsi con la pubertà (sviluppo delle mammelle, pelosità, timbro della voce, muscolatura, etc.). Con caratteri sessuali terziari si indicano le manifestazioni di genere, frutto d’apprendimento e necessarie per distinguere i generi stessi, dato che gli esseri umani sono una specie debolmente dimorfa in cui gli unici indicatori certi del sesso sono i genitali. Paradossalmente, i vestiti nascondono il sesso ma mostrano il genere.


CARMELITANA, nevrosi della. Disturbo psicopatologico caratterizzato dalla tendenza inconscia a vittimizzarsi scegliendo esperienze affettive e sessuali che causino dolore psicologico e anche fisico, ad esempio legandosi ad una persona moribonda, un sadico o un reietto. È lo specchio di una personalità masochista che cerca nevroticamente nel dolore e nell’espiazione la soddisfazione delle proprie pulsioni e al contempo una punizione per esse. ¶ Dal nome dell’ordine dei Carmelitani Scalzi, fondato in Spagna nel XVI secolo per volontà di Santa Teresa d'Avila, la cui esperienza mistica fu caratterizzata da estasi nelle quali il dolore e il piacere risultavano indistinti e, in ottica laica, specchio di fantasie autoerotiche.


CARNALE. Relativo al corpo e ai sensi, da cui carnalità, sin. di sensualità. Vocabolo presente in diverse espressioni: rapporto carnale, violenza carnale, peccato carnale, unione carnale, etc.


CASA DI TOLLERANZA. Anche casa d’appuntamento, casino o casa chiusa. Immobile o appartamento in cui le prostitute, in genere organizzate in qualche forma societaria, attendono i clienti che pagheranno per fare sesso e, quindi, luogo in cui si “tollera” che avvengano cose inadatte alla pubblica vista. La casa di tolleranza veniva gestita da una tenutaria (madama). Sin. di bordello, lupanare


CASANOVISMO. Vedi Don Giovanni (complesso). ¶ Dal nome di Giacomo Casanova (1725-1798), noto libertino e abile seduttore.


CASCAMORTO. Corteggiatore che esprime il proprio innamoramento con modi leziosi e svenevoli. ¶ Da “casca(re come) morto”.


CASIGAMIA. Unione matrimoniale fra fratelli. ¶ Dal gr. kasis,fratello, sorella + gameo, sposare.


CASMALABIA. O nel lat. vulva hians (vulva aperta). Condizione della vulva che all’esame visivo presenta le grandi labbra separate per caratteristica congenita. → spreading. ¶ Dal lat. chasma, fenditura + labrum, labbro.  


CASTER. Feticista delle ingessature. → gipsofilia, abasiofilia. ¶ Ing.: ingessatore.


Sono sempre stato affascinato nel vedere persone con il gesso e in particolare le ragazze con un’ingessatura lunga alla gamba. Potrebbe avere qualcosa a che fare con la restrizione dei movimenti, non lo so. Non sono interessato all’aspetto del dolore che implica la cosa ma ha più a che fare con l’aspetto del prendersi cura della persona” (Link)


CASTITÀ. Astensione da ogni attività sessuale e da manifestazioni o pensieri relativi al sesso. La castità è sempre legata a motivazioni di carattere religioso e associa l’astensione dal sesso al guadagno di qualità spirituali, al contenimento di energie psicofisiche e alla canalizzazione di esse in altri ambiti, in genere spirituali. La castità può essere di carattere votivo (voto di castità) temporaneo o permanente. Si differenzia dalla continenza sessuale in quanto quest’ultima non attribuisce nessun valore all’astensione, è sempre temporanea ed è praticata il più delle volte per motivi di salute. ¶ Dal lat. castitas, purezza.


Da ciò che riferì Sant’Agostino, gli abeliti o abelioniani, setta cristiana del V secolo diffusasi intorno a Ippona (Bona, attuale Algeria), presero il nome dal biblico Abele ed avevano l’abitudine di vivere come moglie e marito ma in totale castità: non procreavano per evitare di aumentare la schiera degli infelici sulla Terra; in rari casi adottavano dei bambini.


CASTITÀ FORZATA. Attività di dominazione, nel novero delle pratiche del teasing & denial, nella quale il Dom impone al sub di non avere orgasmi e priva e/o impedisce che il sub riceva o si procuri stimolazione sessuale. La castità forzata può essere agevolata tramite l’utilizzo di strumenti di contenzione (cintura di castità) ma può anche essere imposta solo verbalmente con comandi ai quali il sub deve necessariamente obbedire. Lo stato di castità, ma più correttamente continenza, può essere messo alla prova tramite tentazioni fisiche e verbali. → orgasmo controllato, cocklocking.


Indosso una cintura di castità 24/7, cioè 24 ore al giorno 7 giorni a settimana. La mia Mistress possiede la chiave, lei è la mia keyholder. Per questioni d’igiene le faccio visita una volta a settimana, al che mi viene tolta la cintura e posso lavarmi e radermi. Per ragioni di sicurezza porto sempre con me una busta sigillata con una chiave di scorta. Non c’è bisogno di dire che mi troverei in un grosso guaio se aprissi quella busta senza una buona ragione [verrebbe punito dalla Mistress]” (Link)


CASTRAZIONE. Operazione chirurgica o farmacologica con la quale vengono asportate o rese inefficienti le gonadi (ovaio e testicolo). La castrazione chirurgica praticata ad un uomo si chiama orchiectomia (→ evirazione) mentre una donna privata delle ovaie subisce un’ovariectomia. La castrazione chimica o, più correttamente, terapia farmacologica antagonista del testosterone, è una farmacoterapia che mira a bloccare gli impulsi sessuali mediante appositi composti chimici antiandrogeni: medrossiprogesterone acetato, cyproterone acetato, leuprolide acetato. Tali sostanze si agganciano ai recettori del testosterone sostituendosi a quest’ultimo e abbassando, di conseguenza, il livello della libido. La castrazione chimica è risultata efficacie nel caso di alcune psicopatologie legate alla sessualità (pedofilia, ipersessualità, sessualità aggressiva) ma al suo utilizzo si frappongono questioni di ordine etico. La castrazione chimica, a differenza di quella chirurgica, non è irreversibile ma dipende dalla continuità con la quale si assume il farmaco; in caso la terapia venga interrotta, il livello di libido torna al tenore precedente.


Nel 1771, in Russia, venne scoperta la setta religiosa di matrice cristiana degli scoptzy (o scopti, dal russo skopets, castrato). La setta, nonostante la repressione delle autorità, superò i 100.000 membri nei primi anni del XX secolo fino a calare a poche centinaia alla fine degli anni ’20; oggi si reputa estinta. Gli scoptzy ritenevano che, dopo l’espulsione dall’Eden, ad Adamo ed Eva fossero state impiantate nel corpo le metà del frutto proibito come monito per il loro peccato, e queste parti fossero andate a formare i testicoli e le mammelle. La setta credeva che il Male fosse radicato nella bellezza umana e nella sessualità. Quindi, per ripristinare uno stato di purezza originaria, gli scoptzy maschi si castravano e in alcuni casi si recidevano il pene, mentre le donne del gruppo si sottoponevano a mastectomia (rimozione delle mammelle) e ninfectomia (escissione delle labbra vulvari).

 

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