XXI SEX

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FLATULENZA VAGINALE. In lat. flatus vaginalis, in ing. queef (queefing). Emissione rumorosa di aria dalla vagina concomitante o conseguente al rapporto sessuale penetrativo, generata in conseguenza al tenting effect che aspira nella vagina una certa quantità di aria dall’esterno, aria che successivamente viene espulsa. Si tratta di un fenomeno naturale, non patologico, ritenuto imbarazzante da chi ha poca dimestichezza con le reazioni del proprio corpo o ha poca confidenza con il partner.


Quando il mio ex ed io facevamo sesso era fantastico! Avevamo i nostri piccoli momenti buffi: sbattevamo la testa, uno di noi due starnutiva, un altro cadeva, o gli scivolava fuori... succede. È specialmente il caso del queef, queste sono cose su cui ci si ride sopra e si va avanti a fare quello che si stava facendo. Non c’è nulla di strano o innaturale rispetto a questa cosa. Concentratevi sul fare l’amore e non sui momenti imbarazzanti” (Link)


FLIRT. Rapporto amoroso che non implica un legame affettivo particolarmente serio. ¶ Dall’ing. (to) flirt, muoversi a scatti, in modo agitato.


FLOAT. Sin. di subspace. ¶ Ing.: galleggiante.


FLUFFER. Nell’industria pornografica, donna ingaggiata nel reparto tecnico il cui compito è di mantenere in erezione il pene dell’attore sul set fra una ripresa e l’altra; il compito viene assolto dalla fluffer tramite fellazio o stimolazione manuale. Si tratta di una figura tecnica che sta progressivamente scomparendo poiché moltissimi attori utilizzano farmaci contro il deficit erettivo (inibitore PDE5) e quindi non hanno più il problema di andare incontro a cali nell’erezione anche nei momenti morti della produzione del film. ¶ Dall’ing. (to) fluff, adulare.


-FOBIA. Suff. in parole composte con il significato di paura, avversione e ripugnanza. ¶ Dal gr. phobos, timore.


FOBOFILIA. Parafilia nella quale il piacere è scatenato da situazioni di paura o di pericolo. È molto probabile che la produzione adrenalinica e l’attivazione del sistema parasimpatico causata dagli stimoli paurosi abbiano un ruolo determinante nella relazione che può intercorrere fra paura e piacere. Non si esclude il ruolo del condizionamento, per il quale un soggetto in passato potrebbe aver associato l’eccitazione sessuale alla paura o, ancora, l’ipotesi secondo la quale il piacere sia un meccanismo di difesa reattivo a stati fobici. Si parla di fobofilia attiva quando il piacere è suscitato dal creare situazioni paurose per un partner e di fobofilia passiva quando un soggetto prova piacere per situazioni paurose o rischiose. → chindunofilia, fear play. ¶ Dal gr. phobos, timore.


FOCALIZZAZIONE SENSORIALE. Procedura, per lo più terapeutica, mirata all’aumento della consapevolezza delle reazioni del proprio e dell’altrui corpo alla stimolazione, quindi anche ai propri e agli altrui bisogni sessuali. L’individuo è incoraggiato a concentrare l’attenzione e a valorizzare le sensazioni esperite durante la stimolazione sessuale in modo che l’orgasmo non diventi più una meta necessaria da raggiungere per una soddisfacente esperienza sessuale, bensì tutta l’esperienza sessuale e gli elementi che la vanno a comporre diventino elementi stessi di piena gratificazione. ¶ Termine introdotto dai sessuologi William Masters e Virginia E. Johnson.


FOIA. Desiderio ed eccitazione sessuale di tipo animalesco. ¶ Variazione di ‘foga’.


FOLLICOLOFILIA. Parafilia nota popolarmente come balloon fetish, attrazione feticistica per gli oggetti che possono essere gonfiati. Nella maggior parte dei casi il principale oggetto erotico sono i palloncini di plastica o altri tipi più grossi, es. palloni da spiaggia. Ciò che provoca la risposta sessuale è la collezione di palloncini, il gonfiaggio, l’osservazione di donne o uomini che giocano con i palloncini, che li gonfiano, che ci salgono sopra, che se li passano sul corpo o che li fanno esplodere (spesso con una sigaretta → capnofilia), anche se alcuni looner perdono l’eccitazione se vedono l’esplosione del palloncino. I soggetti possono anche masturbarsi penetrando il palloncino attraverso il beccuccio di gonfiaggio; nessun looner inserisce i palloncini all’interno degli orifizi corporei, piuttosto si preferisce metterli fra il corpo e i vestiti. Diversi follicolofili fanno in modo di chiedere a delle persone, inconsapevoli del valore sessuale dell’atto, di gonfiare palloncini (per feste o altre ricorrenze), la qual cosa pone il problema di un abuso sessuale non percepito né percepibile da una persona che in effetti è stata strumento di piacere per il feticista. Sovente è investito eroticamente anche il materiale con il quale è prodotto il palloncino, il colore così come l’odore. Il palloncino pare avere la capacità, come oggetto feticcio, di richiamare differenti immagini mentali: può rappresentare una grossa mammella che nutre, un oggetto che può contenere, come la vagina o l’ano, o che fa scomparire i genitali (fantasia di castrazione), oppure il palloncino può essere il simulacro di un intero corpo umano. Il looner proietta nel palloncino idealmente se stesso o i propri genitali, così da vedersi a distanza (cioè senza un’implicazione fisica) in un atto sessuale con una donna che maneggia gioiosamente il palloncino, una gioia che forse inconsciamente il looner non pensa di poter garantire in un vero rapporto. L’identificazione con il palloncino spiegherebbe anche il perché del calo di eccitazione nel caso di esplosione di un oggetto che può fare le veci di un partner. L’esplosione attiverebbe un’angoscia d’abbandono; la maggior parte dei looner non-popper, infatti, sono single. Coloro che invece si eccitano particolarmente proprio con l’esplosione del pallone (popper) potrebbero avere tendenze masochistiche; questo secondo caso presenta affinità con l’obterofilia. Per i follicolofili cresciuti in famiglie sessualmente repressive e molto religiose, la distruzione del palloncino ha un potere catartico poiché sul feticcio viene scaricata proiettivamente la colpa del peccato compiuto ed è dunque il palloncino a “pagare” per gli atti sessuali commessi, sgravando il soggetto umano del senso di colpa. In ogni caso il palloncino funziona come feticcio proprio per la capacità che ha di rappresentare simbolicamente la crescita e la tensione. Il gonfiarsi dell’oggetto, la superficie che si tende e il beccuccio posto in bocca che diventa umido richiamano allegoricamente lo stato d’eccitazione del looner e lo stato dei suoi genitali; non a caso la stragrande maggioranza dei follicolofili preferisce i palloncini da gonfiare e non quelli gonfiati con elio o con acqua, proprio per il piacere connesso al processo di gonfiaggio. La follicolofilia, nonostante abbia a che fare con oggetti tipici dell’infanzia, non ha alcuna connessione con la pedofilia, tuttavia è possibile che tale feticista possa eccitarsi nell’osservare bambini che giocano con i palloncini; nella stragrande maggioranza dei casi l’elemento centrale d’eccitazione rimane sempre e comunque il palloncino e non il bambino. Onde evitare equivoci, la maggior parte delle comunità internet che si riconoscono nel baloon fetish (più di 100 siti di cui almeno 25 a pagamento) bandiscono ogni immagine che veda insieme bambini e palloncini. ¶ Dal lat. folliculum, pallone gonfio d’aria; termine coniato dall'autore (2010).


Quando è da solo, questo professore di liceo realizza una routine di masturbazione piuttosto elaborata. In primo luogo gonfia da cinque a cinquanta palloncini; dipende dallo stato d’animo e dal tempo a disposizione. Quindi sparge sul pavimento immagini prese da giornali per adulti. “È proprio la giustapposizione delle donne e dei palloncini che risulta necessaria per eccitarmi.” Poi passa un po’ di tempo strofinando i propri genitali con i palloncini e quindi si mette a scoppiarli. “Dal momento che ho ancora qualche paura associata con l’esplosione, il primo è anche il più difficile da far esplodere e mi devo proprio forzare per farlo. Ma, una volta che è esploso, tendo ad eccitarmi davvero e proseguo con più solerzia.” A lui piace quando si siede su di essi, ma in genere usa un ago per farli esplodere. “In effetti, far esplodere i palloncini usando il proprio peso non è facile come uno potrebbe pensare e io in genere sono troppo nervoso per esercitare la necessaria pressione. […] Tutto s’incentra sul far scoppiare i palloncini. Di norma ne salvo uno alla fine per sedermici sopra quando vengo” (Gates, 2000)


FONOFILIA. Sin. di acusticofilia. ¶ Dal gr. phone, suono.


FOOD PLAY. Termine generico che si applica a tutte le attività e i giochi sessuali nei quali si utilizza il cibo: giochi con la panna montata, il cioccolato, la frutta, etc. Il termine viene usato anche nell’ambito del feederims. ¶ Ing.: gioco con il cibo.


Tutti l’hanno fatto, no?! Il cliché: Nutella o panna o roba del genere. Io una volta volevo fare come 9 settimane e ½ e mi sono messo davanti al frigo aperto a giocare con le cose da mangiare, poi ti viene in mente che il frigo si sbrina ed è più il tempo che passi a pulire che il resto. Nel film questa parte non l’hanno fatta vedere” (t.r.a)


FOOTJOB. Forma di stimolazione dei genitali realizzata usando i piedi. Il termine è presente in italiano solo con la loc. masturbazione con i piedi. Il toejob è una forma specifica di footjob. ¶ Ing.: lavoro di piede.


Con ***** lo faccio abbastanza spesso anche perché lei sa che a me i piedi piacciono molto. Per farlo al meglio si usa un olio per il corpo e va realizzato con attenzione perché il piede non ha la stessa sensibilità della mano. A me piace, sia fatto a piedi nudi che con le calze... meglio a piedi nudi e se le unghie sono smaltate" (t.r.a.)


FORMAGGIA. Sin. gerg. di smegma, così detta scherzosamente per l’aspetto caseoso e l’odore pungente e sgradevole.


FORMICOFILIA. Forma di entomofilia nella quale vengono usate le formiche per ottenere stimolazione epidermica. Il termine è utilizzato anche come sin. stesso di entomofilia.


FORNICARE. In ambito religioso, avere rapporti sessuali peccaminosi. ¶ Dal lat. fornix, bordello.


FORNICE VAGINALE. Anche fondo della vagina. Recesso arcuato che, all’estremità superiore della vagina, cioè nella parte più profonda, circonda la cervice uterina. In relazione con le pareti della vagina, lo spazio continuo del fornice può essere divisibile in parte anteriore, laterale e posteriore. Per alcune donne la stimolazione del fornice è molto piacevole, soprattutto relativamente alla parte anteriore (AFE) o posteriore (cul-de-sac).


FOTTERE. Avere rapporti sessuali completi, in un’accezione gerg. che esprime un certo grado di violenza. ¶ Dal lat. futuere, avere rapporti carnali.


Pare corretto dichiarare che un uomo ordinario possa indulgere senza nessun pericolo quattro volte al mese. Più di ciò risulterebbe un eccesso per, probabilmente, la maggior parte degli uomini e delle donne civilizzate. (Sperry, 1900)


FOUREFFER (4Fer). Termine ing. che indica un individuo il quale segue la regola delle 4F: “Find, Feel, Fuck, Forget”, ovvero “trova, percepisci (l’interesse del potenziale partner), fotti, dimentica”. Si tratta di uno slogan usato da chi esalta uno stile di relazioni sessuali casuali e senza coinvolgimento emotivo. → sesso occasionale. ¶ Dal film “Non sono un angelo” (1933) in cui la protagonista Tira, interpretato da Mae West, consigliava di non farsi stressare dagli uomini e aggiungeva per l’appunto: “find’em, fool’em and forget’em” ovvero “trovali, ingannali e dimenticali”.


FOXY BOXING. Tipo di spettacolo erotico-sportivo in cui due o più donne, vestite in costume o abiti succinti, boxano fra loro o fingono di farlo; la qualità dello spettacolo si basa ovviamente più sull’avvenenza delle lottatrici che sulle loro abilità tecniche. → catfighting, lotta nel fango. ¶ Ing.: boxe della volpe.


FRATRIFILIA. Attrazione sessuale incestuosa verso un proprio fratello o sorella. ¶ Dal lat. frater, fratello.


FREE PLAY. In ambito sadomasochistico, tipo di gioco sessuale in cui il Dom e il sub si scambiano di ruolo durante l’atto, oppure fanno cose l'uno all'altro simultaneamente e l'interesse principale dei partner è concentrato sulle sensazioni fisiche, non sulla dominazione/sottomissione. ¶ Ing.: gioco libero.


FREGOLA. Incontenibile desiderio sessuale. ¶ Da ‘fregare’, per similitudine con gli animali in estro che sfregano, leccano o stimolano in altro modo i propri genitali esterni.


FRENAPISTIA. Tipo d’infedeltà che avviene solo in termini mentali. ¶ Dal gr. phren, mente + apistia, infedeltà.


A chi non è successo di volare un po’ con la fantasia anche se sei in un rapporto fisso e sei innamorata? Non c’entra col cuore... Magari vedi un bel tipo per la strada e ti chiedi come sarebbe con lui. Cioè, più che stare a farti delle domande hai uno o due flash ma dopo dieci passi torni alla tua vita. È così, siamo esseri umani” (t.r.a.)


FRENULO. Plica mucosa o cutanea che congiunge due organi o due parti di uno stesso organo. In ambito sessuale si fa riferimento al frenulo del pene e al frenulo del clitoride. Il primo si estende dalla superficie profonda del prepuzio al glande, dietro l’orifizio uretrale esterno; in alcuni individui si presenta particolarmente corto al punto da rendere dolorosa l’erezione, difficile la retrazione del prepuzio e la penetrazione, sicché non è improbabile che, se sollecitato durante l’attività sessuale, possa lacerarsi. Il frenulo clitorideo invece è collocato sotto la superficie del glande del clitoride, formato dalla divisione inferiore delle estremità anteriori delle piccole labbra che s’incontrano al di sotto del clitoride. → filetto. ¶ Dal lat. frenum, freno.


FREQUENZA COITALE. Numero di volte che un individuo o una coppia ha un rapporto sessuale completo in un dato periodo.


In una ricerca condotta dalla GPF (2007), gli italiani tra i 18 e i 74 anni hanno dichiarano di avere mediamente 6,1 rapporti al mese, dando un voto di 7 su 10 alla soddisfazione relativamente alla frequenza (M: 6,9 - F: 7,2); per la fascia 25-34 anni la frequenza aumenta a 8,9 rapporti al mese.


FRIGIDITÀ. Termine caduto in disuso in ambito scientifico ma rimasto nel linguaggio pop. per definire il disturbo dell’eccitazione sessuale femminile. ¶ Dal lat. frigidus, freddo.


Solo in rare circostanze le donne arrivano a sentire un decimo del desiderio sessuale che è invece famigliare alla maggior parte degli uomini. Molte di loro sono totalmente frigide e neppure nel rapporto matrimoniale percepiscono alcun tipo di desiderio. (Napheys, 1871)


FROCIO. Sin. spregiativo di maschio omosessuale molto effeminato. ¶ Etimo incerto. 1) Da feroci, epiteto lanciato contro i lanzi­chenecchi che saccheggiarono Roma (1527) e che stuprarono uomini e donne indistintamente. 2) Sempre in riferimento ai lanzichenecchi, da froge, narici, poiché quelli, alterati dall’alcol, avevano le narici gonfie e rosse. 3) Dallo spa. flojo, poi floscio, in riferimento alla mellifluità di alcuni omosessuali. 4) Dalla non meglio nota fontana delle froge, cioè ‘fontana delle narici’, presso la quale in passato si sarebbero riuniti gli omosessuali romani. 5) Dal ted. frosch, ranocchio, epiteto dato dal popolo germanico ai francesi, sovente dipinti come effeminati. 6) Dal fr. français, variato nell’italiano fronscé e quindi frocio, per gli stessi motivi esposti al punto 5.


Il 9 aprile 1476, gli Ufficiali di Notte, preposti a raccogliere le notizie sui potenziali sodomiti di Firenze, ricevette una denuncia anonima: "Notifico a voi Signori Officiali come egli è vera cosa che Jacopo Saltarelli fratello carnale di Giovanni Salterelli, sta co' lui all'orafo in Vachereccia, dirimpetto al buco, veste nero, d'età d'anni 17 o circa. El quale Jacopo va dietro a molte misserie e consente compiacere a quelle persone che lo richiegono di simili tristizie. E a questo modo ha avuto a fare di molte cose, cioè servito parechie dozine di persone, delle quali ne so buon date, et al presente dirò d'alcuno [...] Lionardo di ser Piero da Vinci sta con Andrea del Verrochio. Questi hanno avuto a soddomitare decto Jacopo, et così vi fo fede". In pratica la missiva denunciava il fatto che Leonardo da Vinci avesse sodomizzato il diciasettenne Jacopo Salterelli, modello e marchettaro. Il ventiquattrenne Da Vinci respinse le accuse, che se provate lo avrebbero condotto al patibolo, anche se ammise di aver conosciuto il modello che sapeva avere una pessima reputazione. L’artista, e tutti gli altri indicati come sodomizzatori, furono prosciolti il 7 giugno dello stesso anno, fondamentalmente perché la denuncia risultava anonima e quindi non poteva essere accettata legalmente.


FROT. Pratica sessuale consistente nello sfregamento del pene contro un altro pene; ciò di solito avviene in posizione frontale eretta, in modo che allo sfregamento si associno baci e carezze. Il frot in genere non viene realizzato come forma di sesso preliminare ma la stimolazione sopra descritta continua fino all’orgasmo. ¶ Dal fr. frotter, sfregare.


FROTTAGE. Da alcuni ritenuto sin. di frotteurismo, per altri autori il frottage si distinguerebbe dal esso in quanto le attività di strusciamento e toccamento di zone intime vengano operate su soggetti consenzienti. ¶ Fr.: sfregamento.


FROTTEURISMO. Parafilia del soggetto che trae piacere sessuale dallo strusciare parti del proprio corpo, in genere i genitali, contro parti del corpo di una persona non consenziente. In alcuni casi il frotteur arriva a palpeggiare la vittima. L’attività del frotteur viene quasi sempre svolta in luoghi pubblici affollati, in parte perché consentono più facilmente la vicinanza fisica e quindi un’eventuale scusa se si viene scoperti, in parte perché in tale situazione è più facile sottrarsi all’arresto. Il frotteurismo è riscontrato più spesso in soggetti maschili fra i 15/25 anni e se non trattato, come tutte le parafilie, tende a recidivare. Il motivo per cui gli uomini più anziani non sono rilevati dalle statistiche è dovuto al fatto che essi sono divenuti più scaltri ed esperti nelle loro attività moleste. → frottage. ¶ Dal fr. frotter, sfregare.


Il 13 settembre 2006, alle 22:10 circa, Kazuhide Uekusa, noto economista giapponese, analista economico e professore alla Waseda University, fu arrestato poiché aveva messo le mani sotto la gonna di una studentessa mentre viaggiava sulla linea ferroviaria Keihin Kyuko presso la stazione di Shinagawa. Benché egli avesse negato di aver commesso il gesto, evidenze forensi verificarono la compatibilità fra le tracce di tessuto trovate sul vestito di Uekusa con quello della gonna della vittima. Il tribunale di Tokyo lo condannò a 4 mesi di detenzione nell’ottobre 2007. Precedentemente l’uomo era stato multato di 50.000 ¥ (390 €) per un reato simile commesso nel 1998 e di 500.000 ¥ per un upskirting compiuto nel 2005. (Aggrawal, 2009)


FRUSTA. Oggetto per eccellenza dell’attività sadomasochistica. Ne esistono di diversissimi tipi, prodotti in differenti materiali: frusta a frange, rigida, con fallo artificiale collegato, a trecce, etc. La frusta è un oggetto che necessita di attenzione per il suo utilizzo poiché può causare notevoli danni fisici. La frusta peniena è un modello peculiare: prodotta in lattice o pelle, è utilizzata per percuotere il pene o i capezzoli. → fustigazione.


FTM. O F2M. Acr. di Female to Male. Sigla indicante una donna transessuale, soprattutto post-op. ¶ Ing.: da femmina a maschio.


FUCKING MACHINE. Macchinario voluminoso dotato di un motore elettrico che aziona un pistone, all’estremità di quest’ultimo è connesso un fallo artificiale che sarà l’oggetto con il quale verrà penetrata la persona utilizzatrice; tutto il dispositivo quindi funziona come un simulatore di movimento pelvico maschile. Il fallo artificiale collegabile alla macchina può essere di vario tipo. Le fucking machines possono essere costruite con un letto connesso in modo che l’utilizzatore possa stare comodamente sdraiato, in altri casi il dispositivo ha misure molto ridotte e portatili. La tipologia di fucking machine più compatta è un semplice trapano adattato per un movimento orizzontale e non rotatorio al quale possono essere innestati falli artificiali sulla punta. → sybian. ¶ Ing.: macchina che fotte.


Una volta noi ne abbiamo comprata una. Mi è piaciuto davvero guardare mia moglie che la usava ma lei si è stancata della cosa e non l’abbiamo più usata. Ho provato a parlarle dell’idea di cercare di trovarle una nuova casa [venderla a qualcuno] ma lei non voleva. Che spreco di soldi. Amo mia moglie ma mi si spegne il desiderio nei suoi confronti quando tira fuori l’atteggiamento da santarellina. E pare che questi atteggiamenti siano più frequenti e durino più a lungo a mano a mano che diventiamo più vecchi” (Link)


FUITINA. Secondo una tradizione oggigiorno meno diffusa, fuga da casa di una coppia di giovani fidanzati realizzata per convincere i propri familiari dell’ineluttabilità del fidanzamento. Dai familiari sarebbe stato ritenuto ovvio che durante la fuitina i due giovani avrebbero avuto un rapporto sessuale prematrimoniale e quindi, di fronte al fatto compiuto della deflorazione della ragazza, nessuno si sarebbe più opposto alla decisione dei due giovani di convolare a nozze, o meglio, il matrimonio sarebbe stata l’unica soluzione possibile per riparare all’onorabilità della donna deflorata. ¶ Dal siciliano fuiri, fuggire.


FULL SWINGING. Nello scambismo, relazione che prevede dei rapporti sessuali completi con un’altra persona diversa dal partner ufficiale. ¶ Ing.: scambismo pieno.


FURNIFILIA. Parafilia nella quale il piacere è legato alla pratica di trattare e trasformare mentalmente il partner in un oggetto di arredamento, come una sedia, un poggiapiedi, una lampada o altro. Vi può essere anche una forma passiva di tale parafilia nella quale il piacere è relativo all’essere trattati come un oggetto di arredamento. Si tratta di una variazione caratterizzata da contenimento fisico e dominazione psicologica, quindi relativa all’ambito BDSM. → reifilia. ¶ Dall’ing. furniture, oggettistica legata all’arredamento.


Personalmente adoro usare uno schiavo come portacandele! Magari organizzare un torture party con altre Mistress, spegnere la luce e far tenere ad ogni schiavo le candele, noi Miss prendiamo il tè o beviamo un bel vino rosso! (così, per creare un po’ di atmosfera). È divertente vedere la cera scivolare sulla pelle degli schiavi scottandoli!” (Link)


FURORE UTERINO. Desueto sin. di ninfomania, derivante dal fatto che, secondo errate e vetuste idee mediche, l’eziopatogenesi dell’ipersessualità femminile fosse da attribuire ad una non meglio specificata infiammazione a carico dell’utero e delle strutture nervose ad esso connesse.


FURRY FETISH. Vedi teriantropofilia. ¶ Ing.: feticismo per il furry, mammifero antropomorfo immaginario, da fur, pelliccia.


FURTLING. Pratica di manipolazione di fotografie e disegni in cui le parti corrispondenti ai genitali e al seno vengono tagliate e, dietro ai buchi, viene posta la mano in una specifica posizione, in modo che si crei l’illusione di vedere le natiche, le mammelle e/o i genitali. ¶ Ing. dal lat. furtivus, nascosto.


FURVERT. Nell’ambito della teriantropofilia, individuo che trae piacere sessuale dalla collezione feticistica di oggetti, riviste o film che ritraggono i furries (furry fetish), nell’indossare grossi abiti a forma di animale antropomorfo o nel fare sesso con una persona che indossa uno di questi abiti. Dato che il furvert lega il proprio piacere sessuale al processo di metamorfosi fisica fra uomo e animale, e alla minuziosa costruzione della fantasia stessa, quasi mai è interessato a concretizzare le proprie tendenze unendosi sessualmente con un vero animale (→ zoos). Il termine origina all’interno della comunità furriana, composta da coloro che sono appassionati di animali antropomorfi ma svincolano tale passione dai gusti sessuali. ¶ Dall’ing. fur, pelliccia + pervert, pervertito.


FUSTIGAZIONE. Battitura del corpo tramite una frusta, una verga o altro strumento. La fustigazione in ambito sessuale è tipica della dimensione sadomasochistica in quando è l’atto e/o il dolore provocato a generare piacere. Al di là del valore psicologico associato all’atto masochistico, la stimolazione generata dalla flagellazione nella parte bassa della schiena causa un maggiore afflusso sanguigno nella regione lombosacrale, quella in relazione alle innervazioni legate all'erezione peniena e clitoridea, con la possibilità che venga sollecitata una stimolazione riflessa del centro effettore situato nel midollo lombosacrale preposto all'eiaculazione. Nel belting, o cinghiatura, la fustigazione è praticata con la cintura dei pantaloni (ing. belt). Nel birching viene utilizzato un fascio o una verga di betulla (ing. birch). Il caning è la pratica della fustigazione mediante una canna (ing. cane) di rattan. In origine il caning si configurava come punizione corporale diffusa nelle colonie britanniche contro gli schiavi e i criminali; in Francia, nel XIX secolo, il caning venne anche definito “vizio inglese”. In ambito sessuale si tratta di un’attività molto pericolosa poiché la canna di rattan, per quanto flessibile, lascia profondi segni sulla pelle e può causare emorragie interne. Nel flogging viene utilizzato un flagello (ing. flog), cioè una sferza fatta di funicelle sparse di nodi o di strisce di cuoio terminanti con palline metalliche, oggetto un tempo usato come strumento di punizione o di penitenza. Nell’autoflagellazione il soggetto si frusta da solo ottenendo piacere in forma autoerotica. In passato l’autoflagellazione veniva usata in ambito religioso come forma di contrizione per i propri peccati o per pensieri peccaminosi; l’atto, realizzando un compromesso nevrotico, mortificava la carne ed esaltava lo spirito ma al contempo procurava piacere psicosessuale. Nel paddling la fustigazione è compiuta usando la paletta (ing. paddle). Lo scourging è un tipo di flagellazione eseguita con una correggia (ing. scourge), una frusta che all’estremità possiede diverse code appiattite; un tempo molto utilizzata dai flagellanti religiosi. Con whipping si indica indifferentemente ogni pratica sessuale che prevede l’utilizzo di fruste (ing. whip) e strumenti affini con i quali percuotere il partner o se stessi.


L’esperienza che ho tratto da lui non è dolore; mi ha portato in un altro posto e io ho cavalcato la cosa. Io mi sono aperta alla cosa e ho lasciato che essa facesse il suo percorso. Lui è molto bravo in ciò che fa: frustare. Te lo fa amare. Non è vizioso o crudele. Non domina la persona. Lui costruisce intensità. Inizia al punto in cui il tocco della frusta è una carezza, una carezza di cuoio, e quindi realizza un crescendo sul mio corpo. […] Se m’irrigidisco, se provo a resistere, perdo le sensazioni, inizia a non essere più divertente. Se mi arrendo mi sento come se volassi. […] È come una pioggia di fuoco e io che ci volo attraverso” (Rosen, 1986)


FUTANARI. Genere pornografico di tipo fumettistico o d’animazione centrato sulla rappresentazioni di personaggi ermafroditi con genitali di dimensioni esagerate. → hentai. ¶ Giap.: due metà.


FWB. Acr. di Friend With Benefits, sin. di scopamico. ¶ Ing.: amico/a con benefici.

 

 

 

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