XXI SEX

Nuova enciclopedia sessuale

 

 

 

FACE FUCKING. Forma di fellazio particolarmente intensa. La persona fellatrice non compie alcun movimento, piuttosto è l’uomo a compiere vigorose e veloci spinte pelviche usando la bocca del partner come se penetrasse la vagina o l’ano, spesso trattenendo con le mani la testa del partner. Si tratta di una forma di fellazio con una forte valenza di sottomissione e violenza; nel face fucking la persona penetrata oralmente può lacrimare per i continui riflessi di rigurgito dati dall’introduzione profonda del pene in bocca. → deep throat. ¶ Ing.: fottimento del volto.


Per un secondo cerchiamo di essere sinceri su sta cosa. Ci sono un sacco di ragazzi là fuori ai quali ovviamente piace guardare i porno e provare a fare le cose che vedono. Ma le ragazze alle quali davvero ‘piace’ il face fucking o lo cercano attivamente sono una piccola frazione per ovvie ragioni. Ci sarebbe da dire tanto a quelle che se lo lasciano fare, probabilmente lo fanno solo per il proprio ragazzo, per compiacerlo. [...] Ho letto diversi commenti nei forum dai quali traspare proprio questa verità” (Link)


FACESITTING. Pratica sessuale nella quale una persona si siede sul volto dell’altra facendo corrispondere all’incirca il proprio ano con il naso del partner; la seduta può essere anche realizzata sul volto girato da un lato. La finalità non è solo fare in modo che il soggetto sdraiato stimoli oralmente i genitali del partner, piuttosto l’atto risulta essere una pratica di dominazione e sottomissione. → queening; kinging; smothering. ¶ Ing.: seduta sul volto.


E' una pratica poco diffusa ma che personalmente adoro. S’intreccia con un sottile gioco di dominazione da parte della donna ma, al contrario di gente che usa fruste e roba simile, non ci si fa male. E' più che altro un gioco di mente... è la situazione che intriga, il trovarsi sotto di lei per la sua voglia e il suo piacere. Personalmente poi, preferisco quando lei si siede senza remore, senza tenersi sollevata e, sempre personalmente, preferisco trovarmi sotto il dietro di lei e solleticarlo oralmente. Alcune mie ex sono state disposte ad accomodarsi su di me e a lasciarsi carezzare dolcemente, ma a tutte l'ho dovuto chiedere io” (Link)


FACHO. Donna molto mascolina, corrispettivo femminile di macho (machismo). ¶ Coniato negli anni ’80 del XX sec. dalla comunità femminista, fondendo l’ing. female, femmina + spa. macho, maschio.


FACIAL. Nella pratica sessuale e come categoria del porno, l’atto di eiaculare sul viso di una persona. Il facial si caratterizza come un atto sessuale in cui traspaiono dominazione e sottomissione, a partire dalla posizione che assume il partner che riceve lo sperma, in genere in ginocchio con il volto all’altezza dei genitali dell’uomo; allo stesso tempo il facial vorrebbe sottolineare la soddisfazione di chi riceve il liquido seminale. Nonostante la forte valenza della pratica, la connessione visiva fra l’uomo e la persona che riceve l’eiaculazione sul volto può aumentare il legame tra essi e risulta quindi meno impersonale di altre pratiche sessuali. ¶ Ing.: facciale.


Un tempo la cosa suonava come una pratica da pervertiti. Adesso è stata sdoganata anche grazie al porno su internet. Immagino che le donne che guardano i porno su internet, e le donne lo fanno, vedano i filmati facial, più o meno casualmente, e pensino ‘perché non provare?’. Il succo è che io l’ho fatto con tutte le donne che ho avuto e non mi pare che loro l’abbiano vissuta come una cosa grossolana, oscena o da malato. Be’, ti accorgi che alcune sono più a loro agio con lo sperma e altre meno. Non ho mai forzato nessuno, se a loro non andava si faceva altro, non è una fissa. [...] Sta di fatto che l’ho fatto spesso e alcune volte me lo chiedevano loro. Cos’è il bello? Sono tante cose ma essenzialmente è un marchio, il marchio che quella femmina è tua, perché ha il tuo sperma sul volto e se è arrivata a quello allora vuol dire che si è concessa completamente. Un po’ come per il sesso anale, solo sul lato opposto, è la stessa cosa per, come si dice... per chi ha una fissazione orale, no?” (t.r.a.)


FACILE. Detto in senso offensivo di una donna poco seria (di facili costumi), che si concede sessualmente con leggerezza e vive amori superficiali e passeggeri.


FAG HAG. Donna eterosessuale che fra i propri migliori amici enumera individui gay o bisessuali, o che ama circondarsi e frequentare tali individui. In italiano un termine simile, benché poco diffuso, è frociarola. Per una forma di discriminazione positiva, l’uomo omosessuale è considerato da diverse donne più sensibile dei maschi eterosessuali e quindi più affine al modo di essere femminile. Ciò è vero solo soggettivamente poiché non vi è nessun riscontro in senso assoluto che un soggetto omosessuale possegga più sensibilità di uno eterosessuale. È vero, invece, che l’uomo gay possa rappresentare per una donna, specialmente se avvenente, l’unico amico di sesso maschile che alla lunga non fraintenda l’amicizia per una relazione d’amore o non tenti delle avances sessuali e per questo possa risultare una persona preferibile da frequentare. La stessa discriminazione positiva si riscontra in alcuni ambienti lavorativi nei quali vengono assunti di preferenza soggetti omosessuali poiché si suppone che abbiano qualità umane ed attitudinali non possedute dai maschi eterosessuali. ¶ Ing.: abbraccia froci (fag è abbr. di faggot, frocio).


FAG STAG. Uomo eterosessuale che fra i propri migliori amici enumera individui gay o bisessuali, o che ama circondarsi e frequentare tali individui. → fag hag. ¶ Ing.: cervo frocio.


FALLICA, fase. Anche fase/stadio fallico-genitale. Per la psicoanalisi, stadio dello sviluppo psicosessuale successivo alla fase anale e precedente quella di latenza, in cui le pulsioni del bambino di 4-6 anni investono la zona genitale e uretrale. Benché le pulsioni e la gratificazione sessuale infantile in questa fase siano legate ai genitali, ciò non è equivalente all’investimento sui genitali tipico dell’età adulta. I bambini si dimostrano curiosi riguardo al proprio corpo, a quello degli altri bambini e a quello degli adulti; è il periodo della sperimentazione sessuale condivisa (gioco del dottore). Il conflitto psicologico tipico di questa fase è quello di Edipo e di Elettra. La fissazione psicologica sulla zona genitale dà vita a due quadri caratteriali, distinti in base al fatto che la fissazione sia legata al pene o all’uretra. L’individuo dal carattere fallico-narcistico si presenta sicuro di sé, a volte arrogante, elastico, vigoroso; nel comportamento viene ostentata un'aria di superiorità che può essere fredda o pungente. Tali soggetti tendono a conquistarsi posizioni di comando nella vita e mal sopportano la posizione di subalterni a meno che non riescano a compensare la subordinazione esercitando il loro dominio su chi si trova ad un livello inferiore. I rapporti con le donne sono caratterizzati da poca considerazione per il sesso femminile; malgrado ciò il soggetto di tipologia fallico-narcisista è spesso ambito perché sviluppa esteriormente tutte le caratteristiche della virilità. Nelle donne, il carattere fallico-narcisista è caratterizzato da grande sicurezza di sé che si basa sulla forza e la bellezza fisica; molto spesso fanno parte di questo tipo caratteriale le donne produttive. La fissazione sull’erotismo dell’uretra genererebbe il carattere uretrale, un tipo di personalità caratterizzata da ambizione e bruciante competitività, interpretate come reazioni contro la vergogna.


FALLO ARTIFICIALE. Anche dildo. Prodotto dell’oggettistica sessuale sagomato in modo da assomigliare, in maniera stilizzata o realistica, ad un pene umano. Progettato per consentire l’inserimento nel canale vaginale o nel retto, il fallo artificiale è realizzato in diversi materiali ma in genere si tratta di materiale sintetico anallergico (silicone, lattice, etc.) più o meno rigido: la forma può variare da una vagamente fallica a quella di un calco che simula in tutto e per tutto l’aspetto di un pene. La lunghezza e il diametro dei falli artificiali in commercio sono assai variabili: da piccoli esemplari ad alcuni di proporzioni importanti. Un fallo artificiale non è necessariamente un vibratore.


Io li compro in internet per evitare l’imbarazzo di andare in un sexy shop, che poi anche quella è una cazzata perché non gliene frega a nessuno che tu entri lì, chi c’è dentro è sulla stessa lunghezza d’onda e il commerciante è solo contento. [...]. Tutte le donne che ho avuto sono state ben contente e curiose di usarli, escludendo quelle più piccole, quando ero più giovane anche io e non li usavo. Se sai proporre le cose nel modo giusto, non c’è donna che dica di no... a parte alcuni casi ostici, suppongo, che non ho avuto il dispiscere di conoscere. Li uso per portare qualche variazione nei rapporti, non è un uso quotidiano, lo si fa ogni tanto per cambiare. Mai successo che una donna si affezionasse ai miei oggetti più che al mio pene, anche se alcuni sono più grossi e lunghi del mio. Sarebbe assurdo: primo, il dildo lo usi tu su di lei per cui sei sempre tu ad agire, secondo al pene c’è attaccata tutta una persona mentre il dildo è e rimane un oggetto, e una donna con un minimo di cuore capisce la differenza. Comunque so di molte donne e ragazze che hanno un loro personale vibratore. Non vedo cosa ci sia di male. Ma in Italia su questi argomenti siamo molto indietro...” (t.r.a.)


FALLOCENTRISMO. Tendenza caratteristica delle società a stampo patriarcale e maschilistico a privilegiare la mascolinità, simboleggiata dal fallo, per la costruzione di significati sociali e psicologici, imponendo quindi un doppio standard sessuale a detrimento del genere femminile. ¶ Termine coniato dal filosofo francese decostruttivista Jaques Deridda (1930-2004).


FALLOCRIPSI. Ritrazione di parte del pene nella struttura pubica, dovuta ad esposizione al freddo o conseguente ad attività fisica. La fallocripsi è un’eventualità comune e normale poiché il pene, come lo scroto, è rivestito dalla fascia muscolare cremasterica, la quale risponde alle sollecitazioni termiche regolando l’afflusso di sangue al pene stesso, il quale si ridurrà di dimensioni in caso di freddo (in concomitanza ad un innalzamento dei testicoli retratti dai muscoli dei funicoli spermatici) o ne aumenterà il volume per vasodilatazione se esposto a temperature miti, come nel caso di un bagno caldo. La fallocripsi seguente ad attività sportiva avviene per deflusso del sangue dal pene per meglio irrorare i muscoli più sollecitati. Esiste un terzo tipo di fallocripsi, conseguente ad obesità, dovuta ad un aumento notevole del pannicolo adiposo sovrapubico: in tal caso non è il pene a “ritirarsi” nel corpo ma il pube a nascondere diversi centimetri di parte della base del membro che, in questo caso, viene infatti definito pene sepolto. Il ripristino del peso-forma permette un guadagno, o sarebbe meglio dire un recupero, di alcuni centimetri nella lunghezza del pene. ¶ Dal gr. phallos, pene + krypto, nascondere.


FALLOFILIA. Forma di parzialismo legata alla dimensione del pene. Per definirsi fallofilo, il soggetto deve avere un’attrazione selettiva nei confronti di persone che hanno un pene di dimensioni sopra la media, rifiutando partner che non soddisfino questo requisito, oppure essere incapaci di provare eccitazione o piacere sessuale con partner normodotati. La fallofilia si riscontra maggiormente in soggetti omosessuali o transessuali, piuttosto che in donne eterosessuali. ¶ Dal gr. phallos, pene.


Premetto che amo assolutamente la figa e il godimento totale che mi dà il corpo della donna, ma in modo speciale io amo giocare con ragazzi che hanno un cazzo enorme. Più grande è, meglio è. Io ce l’ho lungo 17 cm ma mi piacciono gli uomini che ce l’hanno più lungo del mio. Non sono attratto dagli uomini, non mi importa dei baci, etc. Ma quando vedo un cazzo enorme è come se mi mancasse la forza nelle gambe, il mio cuore inizia a battere all’impazzata, il mio cazzo diventa super duro e l’unica cosa alla quale riesco a pensare è mettermi in ginocchio [...] Mi piace la sensazione della mia bocca e della mia gola stirata al limite. Mi piacciono i cazzi che posso circondare a mala pena con una mano” (Link)


FALLOFOBIA. Timore irrazionale del pene, specialmente in erezione, che si declina nell’evitamento della visione e soprattutto del contatto con esso. Non può essere considerata fallofobia la ritrosia che alcune giovani ragazze mostrano verso gli organi sessuali maschili durante le prime esperienze sessuali, quest’ultimo è semmai un comportamento generato da imbarazzo, rafforzato da un modello sociale femminile il quale vuole che le donne si mostrino ritrose, inesperte e a disagio con gli elementi della sessualità. La fallofobia vera è propria è un sintomo patologico il più delle volte di carattere nevrotico ma può essere conseguente anche ad un’esperienza di violenza sessuale. ¶ Dal gr. phallos, pene.


FALLOORCOALGOFILIA. Termine tecnico che indica la parafilia sadomasochistica legata alle pratiche di ball torture e cock torture. ¶ Dal gr. phallos, pene + orkhis, testicolo + algos, dolore.


FANTASIA MASTURBATORIA CENTRALE. Fantasia che comprende i diversi soddisfacimenti di tipo regressivo nonché le principali identificazioni sessuali derivate dalla risoluzione del complesso di Edipo, basata sulle sensazioni e le esperienze autoerotiche. Tale fantasia è detta “centrale” in quanto, rispecchiando i principali punti di fissazione, corrisponde alla fantasia maggiormente significativa coinvolta nello sviluppo della persona, differenziandosi dalle fantasie secondarie come i sogni ad occhi aperti che comunque potrebbero portare tracce di quella centrale. La fantasia masturbatoria centrale evolve con lo sviluppo benché il suo contenuto nucleare si fissi al momento della risoluzione del complesso edipico, quando avvengono mutamenti basilari nella vita psichica del bambino. La presenza della fantasia masturbatoria esiste indipendentemente dal fatto che il soggetto si masturbi ed influenza importanti aspetti della vita e della personalità dell’individuo. Essa non è accessibile alla coscienza ma può essere ricostruita attraverso il materiale correlato che emerge nelle attività, nelle fantasie e nelle relazioni quotidiane, in particolare quelle che hanno carattere ripetitivo. ¶ Concetto teorico sviluppato dai coniugi psicanalisti inglesi Moses ed Eglé Laufer.


Ogni fantasia sessuale che sia centrale per una persona, cioè che si presenti ricorsivamente a livello mentale e/o durante la masturbazione, tenderà comunque, indipendentemente dalla sua natura “estrema” o inusuale, a riflettersi e manifestarsi nella dimensione sessuale condivisa. Naturalmente la fantasia sessuale, soprattutto se particolare e connessa a sentimenti di vergogna o disapprovazione personale, non verrà realizzata esattamente nella forma in cui si rivela nella fantasia, ed è probabile che nella sua forma “pura” rimanga sempre e solo una fantasia mentale mai portata nel reale. Tuttavia, in forme più o meno oblique e mutate, essa troverà il proprio posto nel rapporto sessuale condiviso (o nella quotidianità) con il/la partner poiché è troppa l’energia psichica connessa a tale fantasia, e troppo il suo potere erogeno, perché tale materiale mentale venga contenuto senza possibilità di alcuna rappresentazione. Quando anche la censura psicologica e la capacità dell’individuo di segregare le proprie fantasie riuscissero a frenare qualsiasi rappresentazione materiale di tale pulsione-fantasia e più che probabile che essa finisca per manifestarsi in modo reattivo esattamente nel suo opposto, così, ad esempio, com’è per alcuni soggetti nevrotici che condannano pervicacemente il sesso tanto più desiderano farlo.


FARE FELICE. Loc. pop. che eufemisticamente allude al soddisfacimento sessuale, intendendo la promessa di portare il partner all’orgasmo in un modo che, per quest’ultimo, sia molto piacevole. Sovente la loc. fa riferimento alla fellazio.


FARE. Verbo usato in modo gerg. e in senso generale per indicare un atto sessuale, ad esempio in loc. quali: se l’è fatta, si sono fatti, etc.


FARE LA VITA. Loc. pop. con cui si indica l’attività di prostituzione.


FARFALLA DI VENERE. Pratica sessuale che si configura come una variazione del cunnilinguo. Il clitoride viene stimolato con la lingua, contemporaneamente con un dito si stimola la vagina mentre con l’altra mano si stimola la zona anale. 


FARFALLA VIBRANTE. Dispositivo dell’oggettistica sessuale prodotto in plastica, lattice o silicone, e progettato per la stimolazione del clitoride e della zona vulvare. Dalla forma simile a quella di una farfalla, il dispositivo è composto da un corpo centrale contenente un oscillatore che provoca le vibrazione; all’oggetto possono essere collegate delle piccole cinghie così che la farfalla possa essere indossata come una mutandina, facendo corrispondere la parte vibrante alla zona clitoridea. Sono commercializzati vibratori a farfalla con un telecomando a filo con il quale modulare la frequenza di vibrazione, modelli combinati con estensioni che penetrano la vagina e/o l’ano e modelli wireless.


FARFALLINA. O, raramente, farfalla. Sin. di vulva, sovente usato in riferimento ai genitali di una bambina. → passera. ¶ Per similitudine fra l’insetto volante e le labbra vulvari che si aprono ai lati come piccole ali.


FARLA ANNUSARE. Loc. pop. relativa al comportamenti di una donna che, frequentando un uomo ed adottando un atteggiamento sottilmente seduttivo, evita di concedersi sessualmente in modo completo, contemporaneamente offrendo quel poco per poter tenere legato l’uomo a lei. Questa loc., simile ad altre dello stesso tono (es.: gliela mette sotto il naso), fa riferimento al comportamento di alcune femmine di animali che, per allettare il maschio al coito, espone i genitali esterni a distanza ravvicinata, permettendo a questo di avvertire l’odore degli stessi. → allumeusismo.


FARMSEX. In ambito pornografico, prodotti che ritraggono atti sessuali fra uomini e animali. ¶ Ing.: sesso in/da fattoria.


FAT ADMIRER (FA). Nell’ambito dell’adipofilia, uomo, di solito di corporatura media, che prova un’attrazione elettiva per gli individui sovrappeso. La maggior parte dei FAs sono attratti da soggetti con un peso variabile fra i 90 e i 120 Kg, ma alcuni fra loro ricercano partner di peso molto superiore (oltre i 150 kg). Le strutture fisica più ricercata è quella definita “a pera”, con gli accumuli adiposi posizionati soprattutto sui fianchi, sulle natiche e sulle gambe, segue la struttura “a clessidra”, con sovrabbondanza di grasso in zona toracica e sulle natiche, e poi quella “a mela”, in cui il copro tende alla sfericità per la presenza di un ventre prominente. → admirer. ¶ Ing.: ammiratore del grasso.


“Il seno e le natiche sono segni di salute, del fatto che non stai deperendo, e la grassezza è un’estensione di ciò. In tutte queste strane tendenze vi è un sollievo per metà relativo al sesso e per l’altra legato all’ansia. Perché nel momento in cui ti spingi distante dal normale percorso sessuale, si crea un sacco di ansia e l’ansia sarà sempre lì, legata al sesso. Quando l’ansia è legata al sesso, hai bisogno di qualcosa per alleviare la situazione, e il grasso è un vero calmante” (Gates, 2000)


FAUNOFILIA. Sin. di zoopsifilia. ¶ Dal nome di Fauna, divinità figlia di Fauno, protettrice degli animali.


FEAR PLAY. O terror play. Nell’ambito delle attività BDSM, gioco sessuale in cui un individuo viene terrorizzato affinché possa raggiungere un elevato stato di eccitazione. Ciò non avviene tramite stimolazioni dolorose ma unicamente agendo sullo stato mentale della persona, in modo tale che, per paura, egli abbia una scarica di adrenalina, neurotrasmettitore legato alla reazione di timore e fuga, che aumenta lo stato di attivazione del sistema nervoso. Il fear play è un edge play. ¶ Ing. gioco della paura.


FEDELTÀ. Permanente rispondenza alla fiducia accordata da altri o a un impegno liberamente assunto. Nell’ambito delle relazioni amorose classiche, la fedeltà si declina soprattutto nella promessa implicita che ognuno dei membri della coppia non si concederà sessualmente ad altri se non al proprio partner. In forme alternative di relazione (poliamore, coppia aperta), la fedeltà corrisponde più alla somma di lealtà, sincerità e complicità per le quali l’individuo è impegnato moralmente a non nascondere le proprie relazioni sessuali ma a parlarne liberamente, poiché esse non sono investite di sentimenti di gelosia. ¶ Dal lat. fides, fede.


 “La fedeltà del partner è qualcosa che conta, conta tanto, ma è anche qualcosa su cui non si ha un reale potere e non lo si deve avere. Opprimere una persona con la propria gelosia non porta a nulla: chiudi una persona in gabbia e il suo primo istinto sarà quello di cercare una via di fuga. La fedeltà è semplicemente un salto di fede. Non puoi sapere se la persona ti è fedele, lo devi sperare e devi fare in modo che non voglia tradirti. Cosa c’è di più bello che indicare tutte le vie di fuga possibili e vedere che la persona sceglie, per te, di non imboccarne neppure una? Il vero amore è dare tutta la libertà possibile alla tua donna e il suo vero amore sarà quello di non abusare mai di quella libertà. Se una persona ti tradisce, beh... trai le tue conclusioni sulla qualità dell’amore che stai vivendo” (t.r.a.)


 “La fedeltà in sé non esiste. Poi si possono fare discorsi micraniosi su cosa sia in effetti il tradimento. Quando ti guardi un film porno e sei fidanzato stai tradendo? Quando ti volti per la strada a vedere un tipo stai tradendo? In pratica sì. Io penso che le cose importanti in un rapporto alla fine siano altre, perché può succedere che fai sesso con uno ed è una cosa che rimane lì, circoscritta. Se il mio ragazzo dovesse farmi le corna, l’importante è che non me lo venga a dire. [...] No che non mi piacerebbe sapere la cosa! Però l’importante è che io sappia che sono sempre la prima, la preferita, che lui alla fine torna da me” (t.r.a.)


FEDIFRAGO. In ambito relazionale, individuo che viene meno alla promessa di non tradire la fiducia del partner, in special modo quella relativa all’evitamento di rapporti affettivo-sessuali con altre persone. → tradire; fedeltà, cornificare. ¶ Dal lat. foedifragus, composto da foedus, patto + frangere, rompere.


FEDRA, complesso di. Attrazione sessuale di una madre nei confronti del figlio adottivo; si tratta di un desiderio sessuale incestuoso, anche se i due soggetti non sono legati da vincoli di sangue. ¶ Dal nome della mitica figlia di Minosse e Pasifae, la quale si sposò con Teseo che aveva già un figlio di nome Ippolito. Fedra s’innamorò d’Ippolito, poi suicidandosi per il disonore.


FEEDEE. Nell’ambito del feederism, persona, generalmente d’orientamento eterosessuale, che sceglie d’ingrassare facendosi nutrire da un feeder, sessualizzando la relazione e il cibo stesso. Uno dei desideri più comuni dei feedees è quello di raggiungere un peso di 450 Kg ma il traguardo dei 200 Kg di peso è comunque apprezzato poiché ne consegue immobilità fisica, la qual cosa cementa e massimizza la dinamica relazionale instaurata con il feeder. Il sogno estremo e irrealizzabile rimane quello di diventare una montagna di carne umana, immobile e idolatrata dal proprio feedeer, il quale, per contro, sogna che il corpo della partner saturi il suo intero campo visivo. Il termine è utilizzato da alcuni in modo interscambiabile con gainer. La maggior parte dei feedees, anche indicati con la sigla BBGP, sono di sesso femminile. ¶ Ing.: nutrito.


“La prima storia erotica che scrissi riguardava l’essere forzata a mangiare. Quella era la mia principale fantasia prima che io accettassi che era ok essere grassa e volessi diventare più grassa, che andava bene che trovassi erotico diventare l’estremo della femminilità ed enormemente rotonda e morbida. Dopo quella, le mie fantasie hanno teso di più verso l’immaginare di stare semplicemente con qualcuno che mi amasse, che condividesse il mio sogno di essere larga in maniera enorme e che mi portasse del cibo, che facesse spesso l’amore con me e che mi adorasse e idolatrasse. Amo la visione di me che acquisto peso, anche se fossi troppo larga per muovermi, potrei farmi un letto speciale con una scaletta incorporata” (Gates, 2000)


FEEDER. Nell’ambito del feederism, tipo di fat admirer, il più delle volte d’orientamento eterosessuale, che gode per le dinamiche di una relazione nella quale può, in forma dominante, ipernutrire la partner spingendola ad ingrassare a dismisura senza ovviamente badare troppo alle problematiche fisiche connesse all’obesità. Alcune volte usato in maniera intercambiabile con encourager. Non sono noti casi di feeder di sesso femminile. ¶ Ing.: alimentatore.


Ciao, sto cercando una giovane donna (25-35) che vuole passare dall’essere rotondetta all’essere grassoccia, dal grassoccia al grassa, dal grassa al più grassa e dal più grassa all’obesa. Questo gentile, romantico e fedele feeder ti aiuterà a raggiungere ogni tappa e sarà al tuo fianco in ogni tua difficoltà, spiritualmente, emotivamente e fisicamente. Perciò: interrompi la dieta yo-yo, mangia tutto ciò che vuoi e diventa grassa tanto quanto riesci con l’adorante supporto di un “buon uomo” [inserzione personale sul magazine “Dimension” legato a tematiche relative all’adipofilia e al feederism]


FEEDERISM. Nell’ambito dell’adipofilia, tipo di relazione sessuale in cui entrambi i membri della coppia ottengono gratificazione da un aumento smodato di peso; nella massima parte dei casi un partner (feeder) nutre l’altro e lo incoraggia ad ingrassare, mentre il feedee viene nutrito o fantastica d’ingrassare. Nel feederism i partner sessualizzano le informazioni riguardo i progressi che portano il feedee ad ingrassare, le misurazioni delle varie parti corporee e il concetto stesso di modificazione del volume del corpo. Spesso i partner tengono registrazioni e producono video che documentano i loro progressi e tali media sono visionati come fossero materiale erotico. Tale variazione può assumere connotazioni parzialistiche nei tentativi di far aumentare di volume determinate aree del corpo. Il feederism si distingue dalla semplice adipofilia per la tendenza del feeder ad oggettivizzare il partner e a trarre piacere dalla progressiva disabilità del feedee, creando quindi una connessione fra questo modello relazionale e le parafilie che feticizzano l’handicap, benché nella pratica le connessioni più comuni con il feederism si realizzano con l’inflatofilia. Pochi fra coloro che praticano il feederism ritengono affettivamente sbilanciate le loro relazioni, anzi sottolineano come, a prescindere dalla consensualità sempre presente nel rapporto, esso si configuri come un rapporto d’amore in cui non è tanto il feeder a piegare il feedee al proprio volere, quanto il secondo a ricevere adorazione e cure. → encourager, parzialismo, gainer, ¶ Dall’ing. (to) feed, nutrire.


“Odio quando la mia ragazza perde peso, perché è come essere un contadino e vedere le tue messi diminuire nei campi” (Gates, 2000)


FELCHING. 1) Pratica sessuale nella quale un liquido, in genere lo sperma, viene succhiato o leccato mentre fuoriesce dalla vagina o dall’ano del partner. → snowballing.  2) Sin. di gerbilling. ¶ Etimo incerto. Il termine apparve la prima volta nel libro di Ronald A. Farrell “The Argot of the Homosexual Subculture” (1972).


FELLAZIO. O, scritto in lat., fellatio. Atto sessuale orogenitale, realizzato stimolando il pene tramite la bocca, le labbra e la lingua, con la possibilità di accompagnare tali sollecitazioni con la stimolazione manuale dell’asta del pene o dello scroto. Si tratta di una delle pratiche sessuali più comuni e generalmente più gratificanti per il maschio. L’uomo che pratica una fellazio è detto fellatore(in lat. fellator), la donna è detta fellatrice (in lat. fellatrix). Nell’autofellazio, l’uomo, che deve avere una non comune elasticità della colonna vertebrale, pratica da sé la stimolazione orale del proprio pene. ¶ Dal lat. fellare, succhiare.


Non è affatto raro che una donna, dopo una fellazio, si sposti dalla zona pubica al volto del partner per dargli un bacio. L’indagine psicologica dimostra che ciò avviene, in molti casi, come reazione istintiva atta a ripristinare più o meno consciamente un senso di equilibrio affettivo e “romanticismo” che la fellazio stessa pare compromettere. Nella nostra cultura, infatti, il sesso orogenitale praticato dalla donna all’uomo è ancora sottilmente connotato come una pratica potenzialmente volgare e impersonale, legata all’immagine di una donna facile e troppo disinibita. Inoltre la donna che pratica la fellazio, per poter eseguire la cosa, deve abbassarsi (cioè è “messa-sotto”) il che non fa che aumentare una percezione inconscia di sottomissione, motivo per cui un bacio sulla bocca, che è ciò che non farebbe mai una prostituta, funziona simbolicamente come la prova che la propria immagine e la dimensione affettiva della relazione non è stata compromessa.


[riguardo l’autofellatio] “A dir la verità l’ho fatto, cioè c’ho provato quando ero giovane e dai racconti dei miei amici non c’è uno che in qualche modo non l’abbia fatto. Già ci si spacca la schiena quando si è giovani, adesso è praticamente impossibile; l’ultima volta che l’ho fatto avrò avuto 15 anni. È sperimentazione. [Alla domanda se lo farebbe ancor oggi, potendo farlo senza troppe difficoltà fisiche] Boh... sì, forse sì. Ma grazie al cielo non si può più, sennò chi starebbe più con una donna, la razza umana si estinguerebbe! Scherzo, meglio quando te lo fanno” (t.r.a.)


FEMDOM. 1) Femmina dominante, sin. di Domme. 2) Subcultura sadomasochistica legata alla dominazione esercitata da una Domme o Dominatrix. → maledom.


FEMME. Anche femme dyke. Donna omosessuale d’aspetto e modi femminili, in genere attratta da donne mascoline. → dyke. ¶ Fra.: donna.


FEMME FATALE. Donna dotata di fascino irresistibile. Per com’è stata descritta nel cinema e in letteratura, fatale in quanto inviata dal destino ma, il più delle volte, pericolosa. ¶ Fr.: donna fatale.

 

 

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