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CLINOFILIA. Proclività a trovare piacevoli solo quei rapporti sessuali che si svolgono nel letto. Alla base di tale variazione non ci sono ragioni di mera comodità ma in genere vi è la necessità di un luogo “protetto” e intimo per potersi lasciar andare, dato che altri luoghi potrebbero risultare più esposti e quindi ansiogeni. ¶ Dal gr. klino, adagiarsi.


CLISMAFILIA. Anche clisterofilia o enemafilia. Parafilia del soggetto che trova eccitante fare clisteri o farseli fare o somministrarseli in attività masturbatorie in cui vengono utilizzati irrigatori rettali (autoclismafilia). La clismafilia è caratterizzata da uno spiccato erotismo anale, il piacere dipende dalle dinamiche di ritenzione ed espulsione dell’acqua iniettata nel retto. I clisteri praticati possono contenere acqua, urina (golden enema) o bevande alcoliche; in quest’ultimo caso alla stimolazione anale si associa lo stato d’ebbrezza dato dal rapido assorbimento dell’alcol da parte della mucosa rettale. Una forma particolare di clismafilia, associata a capnofilia, prevede l’insufflazione nel retto di fumo di tabacco, una tecnica medica che veniva usata nel XIX secolo come terapia energizzante per donne di debole costituzione; è tuttavia una pratica sconsigliabile sia per il potenziale cancerogeno del tabacco che per la possibilità di generare emboli. Non è stata del tutto chiarita l’origine di questa parafilia che non necessariamente è connessa con coprofilia: non è improbabile che all’insorgenza concorrano, in età giovanile, esperienze con clisteri e una storia infantile in cui fu posta troppa enfasi sull’espulsione delle feci. ¶ Dal gr. klysma, lavaggio.


No, io non amo affatto lo scat [attività sessuale con le feci], anche se mi piacciono davvero tanto i clisteri! Non capisco come qualcuno possa mischiare il clistere con lo scating. Quando trovo in internet qualche nuovo sito di enema [...] chiudo presto quelli che mostrano scat e immagini di scating. Bleah! Per me il clistere è una cosa dolce, sofisticata, pulita; la merda è sempre grossolana!” (Link)


CLITORIDE. Organo erettile dei genitali femminili esterni, situato nella giunzione superiore delle labbra vulvari. Il clitoride ha una struttura complessa con componenti interne ed esterne. La parte visibile, cioè il glande del clitoride, origina dai rami ischiopubici tramite due peduncoli interni cavernosi, separati e sottostanti alle piccole labbra, che ascendono verso la sinfisi pubica per unirsi, piegandosi verso il basso, a formare l’asta e il glande clitorideo. Le dimensioni e soprattutto la lunghezza con cui protende il clitoride all’esterno sono fattori variabili; mediamente il glande del clitoride è lungo 2,5/4,5 cm ma l’asta può essere assai più evidente e protrusa; le donne che hanno partorito tendono ad avere misure maggiori. Benché sia omologo al pene, il clitoride contiene 8000 terminazioni nervose (il doppio rispetto al glande penieno) ed è quindi la zona erogena più sensibile del corpo femminile, senza che in effetti abbia nessun’altra funzione rispetto a quella di generare piacere fisico: la stimolazione protratta del clitoride infatti genera l’orgasmo. L’osservazione anatomica ha sfatato il mito freudiano secondo cui la donna nella vita sperimenta due tipi specifici di orgasmo: clitorideo e vaginale (clitoridismo). Data la biforcazione del clitoride, i cui rami decorrono a lato dell’ostio vaginale, è impossibile che durante la penetrazione non si abbia stimolazione dei corpi cavernosi interni clitoridei. Solo la parte esterna della vagina possiede terminazioni nervose, in numero però molto inferiore a quelle del clitoride, e quindi benché la tensione e la frizione della parete vaginale durante la penetrazione sia un’integrazione importante al fine erogeno e orgasmico, la stimolazione clitoridea sembra avere il ruolo principale nell’acmegenesi. La scelta di scindere il fenomeno orgasmico in vaginale e clitorideo riflette la visione maschilista del tempo in cui tale teoria fu sviluppata. Infatti sostenere che l’orgasmo clitorideo (facilmente ottenibile tramite masturbazione) sia immaturo rispetto ad un orgasmo vaginale originato dal coito, era una buona scusa per giustificare l’inettitudine e l’egoismo sessuale di molti uomini del tempo che non si curavano affatto di stimolare la partner in fase preliminare, pretendendo di generare piacere solo tramite una breve fase di penetrazione.Dal gr. kleitoris, da kleis, chiave + doris, plica cutanea, quindi pelle a forma di chiave. Altri fanno derivare il termine dal gr. kleitus, collinetta.


Realdo Colombo (1516-1559), anatomista padovano, proclamò nel 1559 la scoperta del clitoride, che lui chiamò “amor veneris” (amore di Venere), anche se in effetti l’organo era già stato descritto nel II secolo a.C.; il termine clitoride fa la sua comparsa solo nel 1611. L’uso del femminile “la clitoride”, in italiano attestato ed ugualmente corretto, fu diffuso soprattutto per opera del movimento femminista che reclamava l’attribuzione del genere femminile per un sostantivo indicante un organo anatomico posseduto solamente dalle donne.


CLITORIDISMO. Necessità di ricevere una stimolazione clitoridea per raggiungere l’orgasmo. Il termine, che ha una connotazione negativa, riflette una visione errata della sessualità femminile secondo cui esisterebbe un modo psicologicamente maturo di generare l’orgasmo, cioè tramite stimolazione vaginale, e uno immaturo legato alla stimolazione del clitoride, cioè per lo più derivato da un atto masturbatorio connesso, in ottica freudiana, all’invidia del pene.


C’è un modo giusto e un modo sbagliato di trascorrere la notte di nozze. […] Riguardo il clitoride, esso al massimo dovrebbe essere semplicemente salutato nel passaggio, e subito ignorato il più a lungo possibile; la ragione è che esso è un organo maschile rudimentale e un orgasmo lì generato evoca nella donna un rudimentale magnetismo maschile che pare depravare l’atto sessuale, con il risultato di sensualizzare e involgarire la donna. […] E alle donne vorrei dire: tenete a mente che è parte dei vostri compiti di moglie attuare movimenti pelvici durante l’abbraccio, mentre ricevete l’organo di vostro marito, sia gentilmente che, a volte, con passione e con vari movimenti, su e giù, di lato, e con un movimento semi-rotatorio, simile a quello di un cacciavite su una vite. (Ida Craddock, 1900)


CLITORILINGUO. Stimolazione del clitoride tramite la bocca e la lingua.


CLITOROMANIA. Sin. desueto di ninfomania o, più propriamente, ipersessualità femminile.


CLITOROMEGALIA. O macroclitoride. Anomalia congenita del clitoride per la quale esso si presenta di dimensioni superiori alla media, cioè più lungo di 35 mm ca. Tale condizione non compromette la funzione erogena dell’organo.


Il francescano Ludovico Maria Sinistrari (1622-1701), esperto in demonologia, peccati legati al sesso e consulente della Santa Inquisizione (poi divenuta Congregazione della Dottrina della Fede), consigliava che tutte le donne omosessuali fossero esaminate per vedere se possedevano un clitoride più lungo della media; in tal caso la donna doveva essere condannata a morte perché con un tale clitoride, almeno per il Sinistrari, si poteva compiere peccato di sodomia.


CLOSE UP. Categoria di filmati o immagini pornografiche caratterizzate da un primissimo piano dei genitali esterni, o dell’ano, o della bocca mentre si pratica una fellazio; più raramente di un capezzolo o di altre parti del corpo. ¶ Ing.: Primo piano.


CLOSED SWINGING. Forma di scambismo, gestita a domicilio e non in club a tesseramento, nella quale altre coppie vengono invitate a casa propria o gli interessati si recano a casa di altri scambisti. ¶ Ing.: scambismo chiuso.


CLOSETED. Condizione della persona che occulta e non vuol far sapere il proprio orientamento sessuale. Generalmente riferito ad omosessuali o bisessuali. → outing. ¶ Ing.: chiuso.


CLUBWEAR. Termine generico con cui si indica l’abbigliamento peculiare indossato dagli avventori dei club privè che hanno condiviso un dress code. ¶ Ing.: abbigliamento da club.


CNEMOFILIA. Parzialismo relativo alle gambe. Sin. di crurofilia. ¶ Dal gr. kneme, gamba.


Un uomo con gambe forti, pelose, in pantaloncini è eccitante. E le gambe devono essere toste. Io amo gli uomini con gambe forti, sode e con uno strato di pelo. Sono così sexy. Non m’importa quanto sia grossa la pancia. Se le gambe sono belle, allora io sono felice” (Link)


CNISMOFILIA. Parafilia nella quale il soggetto trae piacere sessuale dal solletico. La cnismofilia può essere una soluzione di compromesso nei confronti di pulsioni e fantasie masochistiche inconsce e inaccettabili. La reazione nervosa al solletico dipende soprattutto dai nocicettori e dalle fibre che trasmettono il dolore al cervello. Il cnismofilo, che associa piacere sessuale al solletico, potrebbe dunque avere una predisposizione anche all’algofilia e, per estensione del concetto, a pratiche SM. ¶ Dal gr. knismos, solletico.


Vi fu in Russia una setta religiosa definita dei Solleticatori per la quale era centrale un rito in cui gli uomini solleticavano le donne finche esse non svenivano (Goldberg, 1930)


CNN. Acr. di Condoms, Needles, Negotiation. Sigla che indica una condotta sessuale mirata a ridurre la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili, specialmente l’AIDS. → ABC. ¶ Ing.: preservativi, aghi (puliti), negoziazione.


COCAINA. Alcaloide estratto dalle foglie della pianta Erythroxylum coca che agisce sul sistema nervoso bloccando il riassorbimento di dopamina nel terminale presinaptico; l’aumento della quantità di dopamina a livello delle sinapsi dei neuroni dopaminergici causa uno stato d’iperattivazione, euforia, riduzione dello stimolo della fame, della sete e del sonno, così come del senso d’affaticamento. Fra le diverse droghe circolanti, la cocaina ha guadagnato un certo status in ambito sessuale per la sua capacità di generare uno stato psicologico maniacale e potenzialmente antisociale, in cui l’impulso sessuale viene espresso in modo vorace e libero. Di fatto la cocaina, fra gli svariati effetti secondari negativi, diminuisce la produzione di ossido d’azoto, sostanza chimica che determina il turgore del pene durante l’erezione, e causa danni al sistema circolatorio. La cocaina quindi causa disfunzione erettile severa, eiaculazione ritardata e oligospermia (basso numero di spermatozoi). L’uso di tale droga, che all’inizio pare offrire un’inesauribile energia sessuale, in breve causa insonnia, irritabilità, ansia e depressione, modificando in modo assai negativo la libido e la potenza sessuale. → popper, exstasy.


COCCOLA. Atto sessuale di lieve entità, tenero e affettuoso, realizzato tramite carezze, abbracci e baci diretti in zone erogene non primarie. Le coccole sono un’attività tipica del preliminare e del postliminare (afterplay) sessuale. ¶ Da ‘coccolo’, bambino paffuto e grazioso, a sua volta da cocco, vezzeggiativo di bambino prediletto, voce onomatopeica della prima metà del XVI secolo.


COCKBLOCK. Termine gerg. indicante un individuo le cui azioni ostruttive, intenzionali o meno, impediscono ad altre due persone di fare sesso. ¶ Ing.: blocca uccello.


COCKLOCKING. Atto sessuale collegato a pratiche di castità forzata, nel quale il pene viene bloccato da un dispositivo di contenzione, quale può essere una cintura di castità. Il partner dominante, in questo caso definito in modo specifico keyholder(possessore di chiave), si assicurerà che il cocklock, cioè l’oggetto che limita la parte anatomica, non venga rimosso dal sub prima di quando sia stato concordato. 


COCK RING. Vedi anello penieno. ¶ Ing.: anello per l’uccello.


COCK STRAP. Stretta fascia, in pelle o plastica, che avvolge la base del pene e dei testicoli; solitamente è utilizzata per appenderci pesi o altre cinghie. ¶ Ing.: cinghia per l’uccello.


COCK TORTURE. Forma di torture play in cui il pene è la parte anatomica interessata dalla stimolazione dolorosa. ¶ Ing.: tortura all’uccello.


L’altra notte abbiamo attaccato un guinzaglio intrecciato alla punta del suo Prince Albert [→ piecing genitale]. Io l’ho usato come una frusta e per ore ho frustato le sue palle e il suo uccello. Mi ha divertito allo sfinimento. Mi sentivo pigra, così l’ho agganciato al mio piede e ho spinto sul suo cazzo per provare a metterlo in trazione” (Gates, 2000)


COCK-VORE (CV). Nell’ambito dell’endosomatofilia, fantasia sessuale nella quale un individuo viene fagocitato e assimilato attraverso il pene di un’altra persona o di un essere immaginario; una volta all’interno del membro maschile, il soggetto può permanere nel pene stesso, spostarsi ed essere contenuto nello scroto e qui essere metabolizzato in sperma (cum-vore) oppure essere mantenuto nel corpo dell’ospite come se si realizzasse una gravidanza inversa (unbirthing). ¶ Dall’ing. cock, uccello + lat. vor(ar)e, divorare.


Be’, mi piace trattenere lì le persone, lasciarli dormire dentro e lasciarli bere quanto vogliono, personalmente m’immagino che il sacco [lo scroto] sia come un mezzo di trasporto ciondolante per persone in convalescenza che potrebbero non voler venire fuori. Poi però vengono espulse con un’eiaculazione” (Link)


CODA DI BALENA. Loc. che in gergo indica quella parte di tessuto del perizoma che si può rendere visibile sopra i fianchi quando una donna è seduta o s’inclina in avanti. In tale posizione la parte dell’indumento intimo è percepibile come una Y, la cui forma figurativamente richiama quella della coda di un cetaceo.


CODICE ASSOLUTO. Nella comunità gay, regola base condivisa per la quale nessun individuo omosessuale rivelerà a chicchessia la natura omosessuale di un’altra persona che non abbia ancora dichiarato a famiglia, conoscenti o media il proprio orientamento sessuale.


CO-DOM. 1) Dom o Domme che, in una relazione poliamorosa BDSM, condivide un sub con un altro Dom. → poliamore. 2) Persona che agisce in congiunzione o come assistente di un Dom/Domme in una data scena BDSM; in questo caso specifico si utilizza anche il termine co-top. → top.


COED. Categoria del porno riguardante video o immagini di giovani che frequentano scuole miste. I filmati, il più delle volte girati da professionisti e recitati da semi-professionisti che simulano di trovarsi in dormitori scolastici e di essere più giovani di quanto in effetti siano, sottintendono la possibilità di mostrare la sessualità di liceali e/o universitari. Alcuni porno coed tuttavia sono stati realizzati realmente da privati e quindi rientrano nella categoria amateur. ¶ Dall’ing. coeducational, detto di istituto scolastico le cui classi sono miste.


COGLIONE. Sin. volg. di testicolo. ¶ Dal lat. coleus, testicolo, o più correttamente scroto, in quanto dal gr. koleos, fodera.


COITO. Sin. di rapporto o accoppiamento sessuale, anche se con il termine si indica più spesso l’avvenuta penetrazione o la conclusione della copula con l’eiaculazione. ¶ Dal lat. coire, andare insieme.


COITOBALNISMO. Rapporto sessuale che si svolge in una vasca da bagno. → ablutofilia, alvinofilia. ¶ Dal lat. coitus, rapporto sessuale + balneum, bagno.


Lo sperma a contatto con l’acqua calda si addensa e diventa appiccicoso poiché le proteine in esso contenute coagulano, esattamente come avviene all’albume d’uovo a contatto con una sorgente di calore.


COITOFILIA. Sin. desueto di ipersessualità.


COITOFOBIA. Paura persistente e anormale dei rapporti sessuali e, più in generale del sesso. La fobia può essere causata da un trauma sessuale (violenza o abuso) o essere conseguenza del timore che gli impulsi sessuali costituiscano una minaccia al proprio autocontrollo. Può altresì essere conseguente ad alcuni stati algici esperiti durante l’attività sessuale (vaginismo, vaginite, vulvodinia, etc.) sicché il sesso viene associato al dolore e quindi evitato. → genofobia.


COITOFTORIA. Diminuzione d’interesse per le forme di sessualità ritenute socialmente normali, in concomitanza ad un aumento d’interesse per le pratiche meno comuni. ¶ Dal lat. coitus, rapporto sessuale “normale” + gr. phthoria, dissoluzione.


COITO INTERFEMORALE. Forma di rapporto sessuale in cui il pene non penetra la vagina ma viene trattenuto fra le cosce della partner e l’eiaculazione avviene al di fuori del canale vaginale.


COITO INTERROTTO. Pratica contraccettiva consistente nella tempestiva estrazione del pene dalla vagina prima dell'eiaculazione. L’efficacia di questa pratica al fine di evitare una gravidanza è scarsa (indice medio di Pearl, 15) e, oltre al rischio di fecondazione, la pratica ha degli effetti controproducenti nella sfera del piacere in quanto la donna potrebbe essere in ansia riguardo al fatto che l’uomo non si ritragga in tempo, e l’uomo è obbligato a mantenere un certo controllo sulle proprie reazioni fisiche. Il coito interrotto, inoltre, a differenza del vantaggio offerto dall’uso di un contraccettivo di barriera come il preservativo, non protegge dalle malattie sessualmente trasmissibili.


Gergalmente il coito interrotto è definito salto della quaglia poiché quel volatile, quando è inseguito da un predatore o da cani da caccia, dopo aver corso per un po’, fa un salto in modo da disorientare l’inseguitore.


COITOLIMIA. Sin. di ipersessualità. ¶ Dal lat. coitus, rapporto sessuale + gr. limos, fame.


COITO MAMMARIO. Vedi mastofallia.


COITOPERISSIA. Comportamento caratterizzato da un eccesso di rapporti sessuali. ¶ Dal lat. coitus, coito + gr. perissos, (in numero) smisurato.


COITO RISERVATO. Tipo di rapporto sessuale nel quale l’uomo si trattiene il più possibile dall’eiaculare, cercando di mantenere il proprio livello di risposta sessuale in fase di plateau; al contempo la donna, che non smette di essere stimolata in modi differenti, può raggiungere uno o più orgasmi. In effetti, dietro ad una complessa definizione, il coito riservato si rivela essere una forma di coito comune in cui l’uomo si trattiene dall’eiaculare per rendere più gratificante il proprio orgasmo garantendo alla donna un tempo più ampio per il proprio piacere. In alcune forme di coito riservato più complesse si usano tecniche di digitopressione che, agendo sulla zona perineale, vanno a bloccare l’emissione di sperma e causano eiaculazione retrograda. La forma di coito riservato collegata con pratiche spirituali, in cui il trattenimento dell’orgasmo assume un valore mistico, è chiamata karezza. → coitus, onanismo, Cowper (ghiandola).


COITUS. Termine lat. in uso nel linguaggio medico e nella teologia morale, ad indicare il rapporto sessuale. Esistono diverse loc. lat. composte con tale vocabolo per descrivere differenti atti o condizioni legate al fenomeno sessuale. Coitus absentia, condizione di chi vive un periodo di continenza sessuale o castità. Coitus acceptus, rapporto sessuale accettato consensualmente dai partecipanti. Coitus adulterinus, rapporto sessuale extramatrimoniale. Coitus a mamilla, sin. di mastofallia. Coitus ante portam, sin. di coito interfemorale. Coitus a tergo o a retro, coito in cui la penetrazione vaginale avviene da dietro, sicché la donna offre la schiena alla vista dell’uomo. Sin. di pecorina (→ posizioni sessuali). Coitus a unda, gioco o rapporto sessuale completo praticato in acqua (coitobalnismo). Coitus bacchicus, ‘di Bacco’, sin. di orgia. Coitus condomatus, rapporto sessuale in cui viene usato il profilattico (condom). Coitus delicatus, rapporto sessuale compiuto a fine non riproduttivo. Coitus diurnus, rapporto sessuale compiuto durante il giorno. Coitus fecundus, rapporto sessuale che porta ad una gravidanza. Coitus in ano, sin. di coito anale. Coitus in axilla, rapporto in cui il pene viene inserito nel cavo ascellare (axillismo). Coitus incompletus, rapporto sessuale non concluso. Coitus innuptus, coito in cui è coinvolta una persona non sposata. Coitus in ore, sin. di coito orale. Coitus inter crura, ‘fra le gambe’, sin. di coito interfemorale. Coitus inter digitae, eiaculazione procurata per stimolazione manuale operata dal partner. Coitus inter femora, ‘fra i femori’, sin. di coito interfemorale. Coitus intermammarius o intra mammas, sin. di mastofallia. Coitus interruptus o inclompletus, sin. di coito interrotto. Coitus legitimus, rapporto sessuale fra coniugi. Coitus maritus, rapporto sessuale fra coniugi. Coitus miscegenatus, ‘mescolato’, rapporto sessuale fra persone di etnia differente (interracial). Coitus more ferarum, ‘al modo delle bestie’, tipo di coito a tergo in cui la donna si appoggia sulle gambe e sulle braccia, assumendo la posizione di un animale quadrupede. Coitus nocturnus, rapporto sessuale che ha luogo di note. Coitus obstructus, ‘ostruito’, metodo un tempo usato come tecnica contraccettiva che consiste nel premere il perineo per bloccare o ritardare l’eiaculazione o forzare un’eiaculazione retrograda. Coitus orthodoxus, coito fra eterosessuali. Coitus pluvius, coito seguito da eiaculazione. Coitus reservatus o prolongatus, sin. di coito riservato. Coitus saxonicus, sin. di coitus obstructus, in quanto i Sassoni che invasero l’Inghilterra nel V sec. d.C. si diceva che praticassero questo metodo contraccettivo. Coitus siccus, coito che termina senza l’eiaculazione. Coitus sine ejaculatione, rapporto in cui avviene l’erezione ma non l’emissione del seme. Coitus sodomus, rapporto sessuale anale. Coitus sordidus, rapporto sessuale a pagamento. Coitus usitatus, rapporto sessuale compiuto nella maniera convenzionale. Coitus vadosus, ‘poco profondo’, rapporto sessuale in cui il pene non viene introdotto nella vagina o viene introdotto in misura molto limitata. Coitus variatus, rapporto sessuale compiuto con modalità e posizioni diverse. Coitus venenatus, ‘avvelenato’, rapporto sessuale tramite il quale si è contratta una malattia venerea. Coitus vetitus, ‘vietato’, rapporto sessuale illegale o adultero. Coitus virgineus, rapporto sessuale con una persona vergine. ¶ Dal lat. coire, andare insieme.


COLLANA DI PERLE. Atto sessuale e risultato dell’eiaculazione sul collo di un partner, in genere successivo ad una fellazio o a mastofallia. La loc. origina dalla similitudine fra la struttura di una collana di perle e le gocce e i filamenti biancastri di sperma proiettati sul collo con l’eiaculazione.    


COLLARE. Cinghia in pelle, o altro materiale, indossata sul collo come semplice ornamento o al fine di organizzare giochi erotici più complessi nei quali, ad esempio, al collare può essere agganciato un guinzaglio. È uno degli oggetti più iconici nell’ambito delle pratiche SM. Un tipo particolare di collare è quello a corsetto, più alto e contenente inserti rigidi, disegnato per chiudersi con un’allacciatura frontale, posteriore o laterale; il collare a corsetto è soprattutto usato in ambito bondage.


È mia personale opinione che i collari virtuali (cyber collars) siano fatti di polvere di pixel, fantasie e illusioni. In più, coloro che usano e si scambiano questi collari immaginari tendono ad apparire e svanire come ombre nella nebbia, mancando della principale realtà e sostanza che è parte così fondamentale nel mondo BDSM. La presenza del collare virtuale e le sue apparenti implicazioni per coloro che stanno esplorando da poco questo stile di vita, tende a diminuire ciò che è un serio scambio nel mondo reale. Se sei un nuovo Dominante o sottomesso, considera internet uno strumento che accresce e ti dà accesso al mondo reale. Se desideri rimanere virtuale questa è una tua libera scelta ma prova a rispettare il mondo che imiti” (Link)

 

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